Il discorso “sovranista” di Don Sergio è in realtà un avvertimento a Herr Mario

Il discorso di insediamento di Mattarella rivendica il ruolo del parlamento nelle decisioni del governo

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Don Sergio alla fine se n’è accorto: in Italia il parlamento è un optional. Così ha detto oggi, nel suo discorso di reinsediamento:

Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggior forza. Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.

Non è certamente una denuncia o un improvviso moto di onestà da parte del doppiamente (ahinoi!) inquilino inquilino del Quirinale. Difatti, come ricorda Cesare Sacchetti:

Il fatto che però Mattarella denunci solo ora l’influenza dei poteri economici sovranazionali è singolare perché Mattarella nel suo settennato precedente è stato l’assoluto garante di quei poteri. Fu Mattarella a ricevere con tutti gli onori gli esponenti della Commissione Trilaterale fondata dalla famiglia Rockefeller con lo scopo di indirizzare e controllare la vita politica degli Stati.

Fu Mattarella a porre il veto sul nome di Savona al ministero dell’Economia per salvaguardare l’esistenza dell’euro e tenere in vita quella morsa monetaria che ha dato vita ad una deindustrializzazione senza precedenti nella storia d’Italia.

Tuttavia non ci sembra aderente alla realtà l’interpretazione che ne dà il creatore del blog “La cruna dell’ago”, cioè che i poteri forti stiano facendo una grossa marcia indietro perché si è rotto il patto tra governanti e governati, e l’agenda globalista stia subendo una brusca frenata, e che quindi qui abbiamo un inedito Don Sergio sovranista, transfuga dalla barca ormai bucherellata dei poteri sovranazionali.

La nostra interpretazione è un’altra: con queste parole – soprattutto se le si legge alla luce di quanto Mattarella dice prima e dopo la frase menzionata – il nuovo e vecchio occupante della massima poltrona italiana sta dando un chiaro avvertimento al maggiordomo della BCE, Herr Mario Draghi, dicendogli che d’ora in poi dovrà tenere in maggior conto il ruolo del parlamento. Difatti, se il Drago ha preso un due di picche da palazzo Madama è proprio perché il suo governo ha di fatto estromesso deputati e senatori dal governo, proponendogli leggi già belle e fatte e dandogli pochissimo tempo per valutarle. Ha anche dato un colpo di spugna ai Cinquestelle, il cosiddetto “conticidio” di cui parla il direttore del Fatto Quotidiano, che non a caso è l’unico giornale a evidenziare il discorso di Mattarella:

I regimi autoritari o autocratici rischiano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, ben più solide ed efficaci. La sfida, che si presenta a livello mondiale, per la salvaguardia della democrazia riguarda tutti e anzitutto le istituzioni. Dipenderà, in primo luogo, dalla forza del Parlamento, dalla elevata qualità della attività che vi si svolge, dai necessari adeguamenti procedurali

Fatte sue le istanze di coloro che lo hanno costretto ad altri sette anni di marionetta del Bilderberg, Don Sergio presenta il conto allo sconfitto maggiordomo della BCE, facendogli comprendere il dato fondamentale di questa elezione: deve cambiare la musica, o tutto salta e ci si ritrova Giorgina la burina a palazzo Chigi.

MDM 04/01/2022

Fonte https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/02/03/mattarella-al-parlamento-poteri-economici-sovranazionali-tendono-a-prevalere-e-imporsi-aggirando-il-processo-democratico/6480284/

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