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Quindici pensieri su Israele

 

DI CAITLIN JOHNSTONE

medium.com

1. Odio scrivere di Israele. Ogni volta che la si critica ti accusano di antisemitismo. Peggio ancora però sono quelli che prendono le mie critiche al governo israeliano come un invito ad essere effettivamente antisemita. Questi odiano gli ebrei, pensano davvero che ogni problema al mondo sia causa loro, invocandone il genocidio nella sezione commenti sui social media. D’altro canto, tuttavia, il governo israeliano continua a commettere provocazioni ed a massacrare i palestinesi, quindi devo trattare l’argomento.

2. L’antisemitismo esiste, ed io lo denuncio nella misura massima possibile. È però anche un’etichetta usata per costringere il mondo ad accettare crimini di guerra, apartheid, oppressione ed omicidi di massa. Ambo le cose sono vere.

3. Ieri, in occasione dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, le proteste a Gaza hanno provocato dozzine di palestinesi uccisi ed oltre un migliaio di feriti. Non ho trovato notizie di feriti israeliani. Questo è l’unico modo per rigirare la frittata e dare la colpa ai palestinesi, disumanizzarli, attribuir loro comportamenti che tutti riconosciamo essere contrari alla natura umana. Per dipingerli come creature subumane, così pazze da continuare a lanciarsi sotto una pioggia di proiettili a rischiare la vita solo per avere una possibilità estremamente remota di danneggiare un ebreo senza motivo. Una cosa chiaramente assurda. Un po’ di logica ed empatia a volte servirebbero.

4. Trump avrebbe potuto prevenire tutte queste violenze facendo quel che hanno fatto le precedenti amministrazioni, cioè mantenere l’ambasciata a Tel Aviv. Gli esperti lo avevano avvertito delle conseguenze, ma lui li ha ignorati. Alla fine il responsabile del mucchio di cadaveri è lui.

5. Alla sua campagna elettorale sono stati dati $25 milioni dal miliardario Sheldon Adelson (la più grande donazione fatta da chiunque a qualsiasi candidato), che ha fornito ulteriori $5 milioni per la sua inaugurazione. Adelson è un falco sociopatico pro-Israele, che una volta ha invitato gli Stati Uniti a sganciare una bomba nucleare contro l’Iran. Era presente all’apertura dell’ambasciata di Gerusalemme, ottenendo ciò per cui aveva pagato.

6. Qualsiasi posizione su Israele che sia determinata da parole scritte da uomini morti migliaia di anni fa è intrinsecamente non valida. Dire che il popolo ebraico ha più diritto ad Israele di quelli che vivevano lì settant’anni fa, perché così c’è scritto in qualche testo religioso, non è un argomento valido. È importante preservare la libertà di culto, ma le tue convinzioni non legittimano le tue azioni su altre persone. Se ammazzi uno nel nome di Allah, lo hai comunque ucciso. Se uccidi 58 persone perché ritieni che alcune antiche scritture ti diano il diritto ad una particolare porzione di terra, hai comunque ucciso 58 persone. Le tue convinzioni interne non giustificano oltraggiose azioni contro altri.

7. Israele è un paese pericoloso ed insostenibile, ma i suoi interessi sono aggressivamente promossi da potenti plutocrati e gruppi di pressione. È un po’ come il fracking dei paesi.

8. Una nazione che non può esistere senza perpetrare ininterrottamente guerra e violenza è come una casa che non sa stare in piedi senza un continuo lavoro di costruzione. Se la tua casa ha bisogno di un team che lavori tutto il giorno, sette giorni su sette, per evitare che collassi, probabilmente dovresti trasferirti o considerare un nuovo progetto architettonico.

9. Una nazione che non può esistere senza perpetrare ininterrottamente guerra e violenza non è una nazione. È un’operazione militare decennale con qualche sobborgo sparso in cima. E questo è esattamente il modo in cui Israele ha funzionato sin dalla sua creazione: una campagna di distruzione che i vincitori occidentali del dopoguerra hanno gettato sul Medio Oriente, proprio mentre l’umanità raggiungeva nuove vette di dipendenza dal petrolio. Nel ’67, Israele arrivò a pochi centimetri da una possibile terza guerra mondiale con l’unica superpotenza rivale dell’America, l’Unione Sovietica. Oggi guida l’agenda di regime changes dell’impero occidentale contro Iran e Siria. È un comportamento coerente.

10. Ci sono teorie del complotto buone ed altre cattive. Chi pensa che l’America controlli Israele, o viceversa, sbaglia. I confini tra nazioni non significano alcunché per il vero potere; “Israele” ed “America” sono entrambi costrutti puramente concettuali, che esistono solo nella misura in cui le persone ci credono. Non esiste un vero “Israele” che possa esercitare il controllo su una vera “America”, e viceversa. Non sono le nazioni ed i governi a tirare le fila del vero potere nel mondo, è una classe di plutocrati che alla fine non risponde ad alcun governo. Questi potenti usano governi come quelli di Israele, Stati Uniti, Regno Unito ed Arabia Saudita per far avanzare la propria agenda: sfruttare e saccheggiare il resto dell’umanità.

11. L’Occidente è un gruppo di nazioni tenute insieme da contratti che spesso funzionano più o meno come una singola unità di politica estera, guerra, intelligence, commercio, ecc. Ciò che chiamiamo Israele funzionalmente è solo l’ala distruttiva mediorientale di questo impero. Chi controlla questa alleanza non attribuisce alcun valore speciale ad Israele, al di là della sua utilità nel far avanzare le agende plutocratiche in Medio Oriente.

12. Anche il sionismo è solo un altro strumento di manipolazione usato dalle élite. A chi ha deciso queste ultime violenze non può importare di meno della causa ebraica; il sionismo è solo un insieme di idee usato per distrarre la gente. Se è per quello, usano nello stesso senso i fondamentalismi cristiano ed islamico, la supremazia bianca ed il liberalismo laico. Per gli oligarchi occidentali si tratta di acquisire sempre più forza; d’altronde, la loro insaziabile sete di potere li ha portati in cima alla piramide. Strumentalizzerebbero qualsiasi credenza pur di manipolare le masse.

13. Dato che Israele svolge un ruolo cruciale nell’agenda del potere occidentale in una regione strategica così importante, non dovrebbe sorprendere che chi viveva su quella terra venga totalmente calpestato. Dal punto di vista dei potenti, i palestinesi non sono diversi da quegli animali i cui habitat sono distrutti da una nuova base militare, o da quelle balene uccise dagli esperimenti sonar della marina. Sono una seccatura da spazzar via.

14. La ragione dell’estrema brutalità contro i manifestanti palestinesi è la stessa di quella del governo cinese nel massacro di piazza Tiananmen o in occasione dei linciaggi nel Sudamerica segregato: inviare un messaggio. Quel messaggio è “ecco come ci occuperemo di voi ogni volta che terrete queste dimostrazioni”. Stanno annullando le proteste in modo così violento non per autodifesa, ma per dissuadere tali proteste in futuro.

15. Questa brutalità sta disvelando il vero volto dell’impero occidentale, una tendenza che stiamo vedendo in tutto il mondo in una miriade di modi. Nonostante i migliori sforzi della macchina dei mass media, la gente sta iniziando a capire cosa stia realmente accadendo.

 

Caitlin Johnstone

Fonte: https://medium.com

Link:  https://medium.com/@caityjohnstone/fifteen-thoughts-about-israel-cd047979ea92

15.05.2018

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di HMG

Pubblicato da Davide

Un commento

  1. “Non sono le nazioni ed i governi a tirare le fila del vero potere nel mondo, è una classe di plutocrati che alla fine non risponde ad alcun governo. Questi potenti usano governi come quelli di Israele, Stati Uniti, Regno Unito ed Arabia Saudita per far avanzare la propria agenda: sfruttare e saccheggiare il resto dell’umanità.”
    Questa affermazione al punto 10 è senz’altro valida e nel caso di Israele è ancor più significativa perché i plutocrati sono stati i principali attori nella creazione stessa dello Stato ebraico, come afferma lo stesso Lord Jacob Rothschild: http://sadefenza.blogspot.it/2017/02/lord-rothschild-e-la-mia-famiglia-che.html
    Tuttavia ridurre Israele a mero staterello usato da questi potentati economici ai fini di un loro ulteriore arricchimento è per lo meno fuorviante. Israele è lo stato confessionale di un popolo disperso nel mondo, che ha mantenuto nei secoli la convinzione di dover un giorno, fare ritorno nella loro sede in Palestina, dove sarà ricostruito il Tempio del sacrificio per la nuova alleanza del popolo eletto con Dio, che darà inizio alla nuova era messianica. Con ciò ogni ebreo potrà considerare adempiuta la missione di guida dell’umanità affidatagli da Dio, per cui la sopravvivenza dello stato di Israele, che dovrà contenere il nuovo tempio ricostruito, acquista ai loro occhi un carattere sacro (da qui il progetto Sansone: “prima che Israele crolli, dovrà cadere il mondo intero” e purtroppo hanno i mezzi per farlo).
    Questa convinzione è comune a tutte le correnti dell’ebraismo, dai rabbini talmudisti, ai mistici cabalisti, dagli ortodossi (eccetto alcuni come i Naturei Karta) ai laici materialisti. Il movimento sionista ha fatto leva su questo sentimento del popolo ebraico disperso, per “accelerare” la realizzazione del ritorno in Palestina, probabilmente in concomitanza con l’interesse della finanza ebraica mondiale a realizzare il Nuovo Ordine Mondiale, cioè il regno di Mammona, del dio denaro.
    Fra plutocrazia e stato di Israele, non c’è solo mera strumentalizzazione, ma sinergia per fini concomitanti.