Quando una pesca è qualcosa di più

Quando una pesca è qualcosa di più

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Il Professor Grillo, docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della Religione a Roma, ha pubblicato un suo articolo su MUNERA, rivista europea di cultura, titolandolo Pesca simbolica, pesca diabolica.[1]

L’argomento è sempre lo stesso: lo spot della catena di supermercati Esselunga. Non entreremo nel merito delle legittime considerazioni del docente, ma non vi nascondiamo il senso di smarrimento davanti alla connotazione demoniaca che il Professore attribuisce all’uso della pesca che nello spot viene usata dalla piccola Emma per creare un ponte tra il papà e la mamma separati. Naturalmente demoniaco sarebbe l’intento di nascondere l'obiettivo commerciale usando una storia che si richiama ai buoni sentimenti.

Ognuno di noi si è già fatto una sua opinione, ormai ne parliamo da diversi giorni. Eppure, la definizione nel titolo dell’articolo della pesca quale simbolo negativo, perché finalizzato a un progetto demoniaco, è qualcosa che lascia perplessi. Sì, perché è proprio attraverso l’iconografia occidentale, e in particolare cristiana, che si è voluto dare a questo frutto una valenza completamente opposta.

Già Plinio ne parlava nella sua Naturalis Historia nel libro XV, dissertando sui vari tipi di pesca e sulle colture a essa associate, esaminando la forma tipica del frutto, composto anche di nocciolo e seme, che avrebbe poi richiamato nei secoli successivi la Trinità (i tre elementi in uno).

Nel simbolismo legato all’arte, la pesca con la foglia attaccata al picciolo rappresentava il cuore umano e la foglia la lingua che manifesta la Verità che viene dal cuore.[2] Non solo: la pesca significava il silenzio, il pensiero umano e l’anima, il gusto[3], lo raccontava Cesare Ripa nella sua Iconologia (1593).

La pesca è presente nelle preziose ghirlande di Carlo Crivelli, artista veneziano molto attivo nell’area marchigiana, che nella sua Madonna della Candeletta, post 1490, ora alla Pinacoteca di Brera,[4] circondano il volto ricco e meraviglioso di Maria. Così come ridondante di simbolismi, pesca compresa, è la Madonna Lochis, dipinta a olio nel 1475 e ora all’Accademia Carrara di Bergamo.

E ancora prima di lui, ghirlande di pesche e verdure circondano il trono del meraviglioso pannello centrale con la Madonna in trono della Pala di San Zeno, realizzata da Andrea Mantegna tra il 1456 e il 1459 per la basilica dedicata al Santo a Verona.

Il Caravaggio dipingerà delle pesche nella sua Canestra, 1597-1599, ora alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, che con il Fanciullo con canestro di frutta (1594, Galleria Borghese) ci forniscono tutti gli elementi simbolici utili per leggere il messaggio dell’artista.

E così, riassumendo a grandi linee i vari significati dei frutti dipinti, apprendiamo che l’Uva – rappresenta l’eucarestia e la salvezza perché con l’uva si fa il vino, simbolo del sangue di Cristo salvatore degli uomini; la Pera – essendo un frutto molto dolce simboleggia la bontà divina ma anche Venere, quindi l’amore, per la sua forma che ricorda le forme femminili; la Pesca – come già accennato, rappresenta la Trinità in quanto composta da polpa, nocciolo e seme; la Mela – è il frutto proibito mangiato da Adamo ed Eva; il Fico – anch’esso è legato al peccato originale in quanto in base alla Genesi (3, 1-7) Adamo ed Eva si fecero indumenti intrecciando delle foglie di fico.[5]

E se con il passare dei secoli si è perso il valore simbolico di alcuni frutti, non dimentichiamo la rappresentazione della forma, del colore, della luce sulla pesca in relazione allo spazio circostante, che resta un elemento ancora rappresentato nelle nature morte di Monet[6] e Cezanne[7] alla fine del XIX secolo.

Se vi resta il dubbio che questa lettura in positivo dell’uso della pesca nell’arte, vi invitiamo ad approfondire questo vasto e interessante tema.

Ma la domanda che poniamo tornando allo spot Esselunga e alle dissertazioni colte sulla sua natura demoniaca, alla fine di questo excursus appena accennato, è questa: vi siete chiesti come mai proprio una pesca, e non un altro frutto? Perché non una mela, perché non delle fragole, delle ciliegie o dei mandarini? Questione di gusti, di andamenti delle vendite, di facilità di utilizzo durante le riprese? La scelta è stata voluta perché risultato di uno studio approfondito delle reazioni delle persone potenziali clienti? O c’è stato qualcosa di più?

Non è che forse, nell’inconscio di tutti noi, la pesca sia rimasta quella della nostra arte rinascimentale, cioè un simbolo positivo, di verità e cristianità, ed è anche per questo abbia scatenato allo stesso tempo così tante polemiche e così tanti pareri favorevoli?

[1] https://www.cittadellaeditrice.com/munera/pesca-simbolica-pesca-diabolica/?fbclid=IwAR1njZ7OZ1U0vRb30DBt9ckvvKWKLm0e6pLrtYVwxfInOjAe6YIeCa3nXb0

[2] https://www.asim.it/iconologia/ICONOLOGIAview.asp?Id=347

[3] Iconologia overo descrittione dell'imagini universali cavate dall'antichità et da altri luoghi da

Cesare Ripa Perugino, opera non meno utile, che Gigliotti, MDXCIII, con Privilegio et con Licenza de' Superiori.

[4] https://pinacotecabrera.org/mostra/carlo-crivelli-a-brera/

[5] https://www.atuttarte.it/opera/caravaggio-canestra-frutta.html#messaggio

[6] Le pesche. Claude Monet, 1883,

[7] Nature morte avec pêches et poires, Paul Cézanne, 1890 circa

Commenti (18)

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Mostra commenti 18 caricati
    1. LuxIgnis 30 settembre 2023

      Quando una pesca diventa un'esca per qualche pesciolino ingenuo a esser buoni. Chi sarà mai?
      Se ci siamo ridotti a scrivere articoli su queste cose siamo ridotti veramente male.
      https://www.lindipendente.online/2023/09/30/tutti-parlano-dello-spot-della-pesca-nessuno-dello-sfruttamento-in-esselunga/

    1. sbregaverse 30 settembre 2023

      Una ciliegina maliziosa corre in bicicletta sulla sponda del fiume , si ferma vicino ad un pescatore e curiosa domanda:
      " Pesca?"

      "No, Mela"

    1. natascia 30 settembre 2023

      Nell'inconscio di ciascuno quello che più conta è il bambino .La pesca dal punto di vista pubblicitario è un'ottima esca con tutti i suoi possibili risvolti simbolici pe l'uomo-consumatore. Un'ottima pastura, in termini di pesca per l'uomo-pescatore. Non guardo la tv per difesa personale.. dai pescatori, dai torturatori, dagli imbonitori, dagli idioti. Una persona che concepisce un tale spot, è un'idiota perché dimostra un talento sprecato. Se queste anime fossero libere e non asservite, potrebbero fare molto per tutti noi.

    1. berlioz 30 settembre 2023

      il vero dietrologo si chiede pure quale sia il vero significato di ogni culo basso che vede transitare per strada...

    2. Nonso 30 settembre 2023

      Il significato è che osserva i culi della gente per strada, dovrebbe forse smetterla.

      Così come di guardare le pubblicità di Esselunga.

      Così come di porsi domande che per natura sono senza la risposta che egli pretende.

      Così, poi non so... Cioè, saprei, se fosse lecito.

    1. Kajros 30 settembre 2023

      Quindi per i radical choc ultrawoke de noiantri la Esselunga avrebbe dovuto fare magaru un bello spottazzo bello arcobale-Nato con tanto di troll di reddit o di fanfake o di open che se la rideva degli eterosexual o una banana allusiva? boh

    2. Bertozzi 30 settembre 2023

      Concordo, non va mai bene niente, era a favore delle famiglie tradizionali no?

    3. Kajros 1 ottobre 2023

      chiaro concordo con te e con lo spot , ma lo sport dei giornaletti giornaloni - che non legge nessuno - è quello di far casciara pure sulla Esselunga..possono sempre anadare alla Coop con una felpa "stand with ukraine"...pero' non devono scambiare le pesche per le bombe a grappolo....ihhhh!

    1. IlContadino 30 settembre 2023

      Qui alcune pubblicità anni 80 che oggi verrebbero censurate.
      Scandalosa quella dell'Eldorado, che pure, negli anni 80, poteva passare in tv.
      C'è di che riflettere

      https://youtu.be/T1i_KuEDkrk?si=VDJT0dLiNgSPM-_9

    2. uomospeciale 30 settembre 2023

      Ormai non si può più dire niente di nessuno anche nel cinema.
      Tre quarti dei migliori film che sono stati fatti tra gli anni '70 e gli anni '90 oggi sarebbero improponibili.
      Che triste società che siamo diventati.

    3. Jimbo 30 settembre 2023

      E infatti nessuno va piú al cinema.
      E manco guarda la TV.

    4. Brule 30 settembre 2023

      Su youtube c'è la pubblicità spagnola della Seat Panda. Non oso mettere il link.
      Anni 80 iberici.

    1. gianB 30 settembre 2023

      Insomma, tirando i conti, la nostra Katia ha voluto dire, soprattutto ai cristiani, che, a suo parere, il teologo-filosofo ha voluto trovarci del "diabolico" anche in qualcosa che la tradizione avrebbe invece dipinto come simbolo di verità. Un senso di smarrimento quindi? una perdita di certezze? Si pensava che il Male fosse in un certo posto e non in altri? A me non stupisce per niente questa contraddizione, in fin dei conti è sempre stato il lavoro della teologia quello di ri-velare il Male in ogni anfratto. Ma che dire, bene anzi, benissimo siamo sulla buona strada. È con stimoli del genere che le sinapsi si sviluppano. Speriamo solo che non si limitino alle pesche, c'è un'enormità di soggetti lì fuori a cui riferirsi.

    1. AlbertoConti 29 settembre 2023

      Secondo me il motivo della scelta tra tanti possibili frutti è molto più banale.
      Esselunga è da anni che insiste sulle pubblicità basate sui doppi sensi, sia lessicali che morfologici, quando usa frutta e verdura per rappresentare di tutto e di più (tipicamente in manifesti e calendari), in modo da incuriosire e forse un po' divertire il "consumatore" vittima dei messaggi promozionali.
      In questo caso il titolo dello spot era "la pesca di Emma", che lasciava aperta la possibilità di essere interpretato come il risultato, forse anche metaforico, del pescare (pesci?) che coinvolgeva questa misteriosa Emma. Sto parlando di un poraccio che, come è capitato a me, incoccia in questa trovata senza avere la più pallida idea di come si concretizzerà.

      Se avessero titolato "la mela di Emma" o peggio "pera", "prugna", "banana", ecc. l'accalappiamento del consumatore avrebbe preso una piega completamente diversa, estranea alla strategia di promozione qui scelta.

    1. uomospeciale 29 settembre 2023

      Tesoro.... Dì alla mamma che dopo il divorzio sono rimasto senza casa, non senza frutta.
      E scusami tanto se la macchina è un pò sporca e c'è disordine:
      Ci sto dormendo dentro da 6 mesi.

    1. Astronauta 29 settembre 2023

      Se invece di una pesca fosse stata una banana
      ci sarebbe stato un momento di ilarita‘ nazional popolare molto piu interessante.
      Ma andare dietro a queste ca€€ate mentre e‘pronto un governo tecnico che senso ha?

    2. Nonso 29 settembre 2023

      Ci piace l'autoerotismo, è palese

    3. maghi 30 settembre 2023

      le cazzate sono importanti per il potere.

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