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Quando la grande stampa è complottista. Sugli atleti russi (e sui carabinieri “stupratori”)

DI MARCELLO FOA

Il Cuore Del Mondo

Ebbene sî. Esistono due tipi di complottismi: quello che la grande stampa mainstream disapprova costantemente e con il quale si tende ad etichettare tesi che contrastano troppo la narrativa ufficiale. Però esiste un altro complottismo, che non solo non è scandaloso ma è indicato e indispensabile, se ad attuarlo è proprio la grande stampa mainstream e se serve a confermare la tesi ufficiale o perlomeno il frame dominante.

Già, perché l’obiettività assoluta è difficile nel giornalismo, che invece si caratterizza per un certo conformismo. Pubblica le notizie ma già con un’intonazione di fondo, un giudizio di fondo. E quando emergono fatti che contrastano quel frame, spesso anziché ammettere ci si rifugia nel complottismo, quello buono. Perché serve a confortare la tesi iniziale.

Un esempio è proprio di questi giorni. Vi ricordate titoli come questo?

Certo che sì. Dall’autunno del 2015, in seguito a un’inchiesta giornalista tedesca, tutti i giornali del mondo hanno pubblicato, in crescendo, migliaia di articoli sul doping degli atleti russi. Era un coro; anzi un’autentica valanga mediatica, che ignorava e all’occorrenza travolgeva, screditandola, qualunque posizione dubitativa. D’altronde non potevano esserci dubbi. Gli atleti russi erano tutti dopati! Infatti la squadra di atletica russa fu esclusa dai Giochi Olimpici di Rio. E dopo qualche mese addirittura dalle Paraolimpiadi.

Oggi veniamo a conoscere la verità. La Wada, ovvero l’Agenzia anti-doping mondiale, ha scagionato 95 dei 96 atleti sospesi, perché le prove contro di loro erano insufficienti. Clamoroso non c’è che dire. Ma è a questo punto che scatta il complottismo “giustificazionista” secondo gli schemi dello spin. A fare lo scoop è ancora una volta il New York Times che dà l’intonazione a tutta la stampa internazionale. E infatti si mette in risalto, ad esempio sulla Repubblica, che è

“Una decisione destinata a suscitare polemiche, con l’interrogativo se sia prevalsa l’efficacia del sistema russo nel distruggere le prove o l’approccio soft degli investigatori”.

Capito? La Wada, che era elogiata e ritenuta una fonte sicurissima un anno e mezzo fa, ora viene ritenuta poco seria perché, tra l’altro, non avrebbe sentito la “gola profonda” dell’inchiesta. Si dubita, improvvisamente, dell’integrità di chi giudica.

Notate bene: l’idea che gli atleti fossero puliti e che la loro esclusione dai Giochi sia stata un’ingiustizia non viene nemmeno presa in considerazione.

Il complottismo necessario traspare anche in una drammatica vicenda di questi giorni, quella del denunciato stupro delle due turiste americane a Firenze. Sia chiaro: saranno i giudici a stabilire cos’è successo e i carabinieri si sono comportati comunque in maniera inaccettabile, avendo violato le regole e il codice d’onore dell’Arma.

L’intonazione di fondo della stampa, però, è colpevolista nei loro confronti. L’altro giorno, ad esempio, il Corriere della Sera aveva un titolo in home page in cui si parlava di  “prime ammissioni” di uno dei due carabinieri. E io, come migliaia di lettori, ho pensato: ecco, ha confessato lo stupro. Poi però leggendo l’articolo, si scopriva che le ammissioni riguardavano il fatto che ci fosse stato un rapporto sessuale consenziente.

E lo stesso atteggiamento traspare ora, dopo l’interrogatorio del secondo carabiniere. Guardate questo titolo.

Entrambi sostengono la stessa tesi però, evidenzia il Corriere nel sommario, “ci sono buchi e violazioni nella notte dei carabinieri”.

Ne converrete: un conto è violare il regolamento, un altro è violentare due turiste, peraltro in circostanze strane, a quanto pare. Una in ascensore, l’altra sul ballatoio di un condominio. Con due ragazze che – a quanto si è letto nei giorni scorsi – avrebbero stipulato la polizza antistupro e che trovano la forza di fotografare uno dei due rapporti. Volendo essere complottasti in loro favore si potrebbe sostenere che le circostanze rafforzano la tesi dei carabinieri: perché violentarle sul ballatoio? Sarebbe stato molto più semplice in appartamento. Un rapporto in un luogo semipubblico come quello lascia prefigurare più un rapporto impetuoso, fugace, fuori dagli schemi e consenziente che una violenza. E poi: perché la ragazze li hanno fatti salire?

Visto? Volendo si può dare un’intonazione tesa a scagionare i due agenti dall’accusa più infamante. Ma non è questo l’atteggiamento prevalente che, invece, perlomeno sui grandi media (che a loro volta influenzano gli altri media, non dimenticatelo) è quello improntato sul sospetto colpevolista.

E se poi finisce come gli atleti russi?

La verità si saprà fra mesi se non anni, quando la vicenda non interesserà più il grande pubblico. Quel che conta è l’intonazione del momento; perché è adesso che si influenza l’opinione pubblica. Questo conta in termini mediatici. Con poca oggettività e tanto complottismo conformista.

Ma, vi prego, non ditelo alla maggior parte dei miei colleghi; potrebbero offendersi.

 

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/09/14/quando-la-grande-stampa-e-complottista-sugli-atleti-russi-e-sui-carabinieri-stupratori/

14.09.2017

Pubblicato da Davide

  • giorgio peruffo

    In America è uso abbastanza comune che, quando si prende un ascensore e c’è una donna sola, aspettate la prossima corsa.
    La ragione è semplice, se quella si inventa che avete tentato uno stupro so’ c.. zzi vostri.

    Soluzione: in America nessuno sale in un ascensore quando c’è già una donna sola e se siete soli e sale una donna sola, voi scendete.

    I Carabinieri li licenzierei, non per aver infranto le regole o per stupro, ma per stupidità.
    Poi c’è da vedere se sono più stupidi loro o quelli che hanno tenuto le lezioni alla loro scuola.
    Chissà cosa insegnano da quelle parti.

    • Annibale Mantovan

      Va bè…sono stati stupidi ma perchè licenziarli? Si son comportati da ragazzotti! Normale. Durante l’ impero turco ai tempi di Lepanto alle donne bugiarde veniva tagliata la lingua!?…non dico di arrivare fino a lì ma qualche mese di carcere…

      • Holodoc

        Non siamo ottomani, ma se dal processo i carabinieri risultassero innocenti per le due americane scatterebbe la denuncia per calunnia… ma figurati se gli USA concederebbero l’estradizione…

        • ws

          sono già a casa.. non sarà più possibile nemmeno riascoltarle o fare un confronto sulle diverse versioni dei fatti

          • Holodoc

            I giornali hanno riportato che le studentesse “erano arrivate da poco” dall’America e adesso sono già ripartite…

            Domanda: i media hanno riportato i loro nomi? Hanno detto da che città provenissero o che università frequentassero?

            Un’altra cosa che mi convince poco è il posto dove alloggiavano: un palazzo elegante di una zona esclusiva della città e lontana dalle sedi delle loro università a Firenze.

            Io sono sempre più convinto che fossero due agenti dei servizi segreti USA venute appositamente per creare questo “incidente”.

          • lupodeicieli

            Non sai se hanno intervistato le coinquiline ? Poi bisogna anche vedere se e quando ci sarà il processo. Semmai non mi è piaciuto il tono di un PM che aveva detto che se non si presenta lui (il carabiniere giovane) lo convochiamo noi: perché non convocarlo direttamente? Nome e cognome delle ragazze, se hanno fatto test in ospedale, potrebbero essere ricavati da registri a meno che, come per Valentino Rossi, qualcuno non trafughi il tutto, compresi i referti.

          • Holodoc

            Io non ho visto interviste alle coinquiline né ai medici che hanno visitato le ragazze.
            Figuriamoci comunque se un giornalista di un paese sottomesso può permettersi di inportunare una giovane colona d’oltreoceano con domande indelicate: se un’americana ha detto di essere stata violentata non può essere altro che vero.

      • giorgio peruffo

        Intende taglio del pisello? A quel punto, al posto loro, preferirei il licenziamento.
        A parte gli scherzi, le due puttanelle cercano soldi, se si sono assicurate.
        Sennò un congruo indennizzo da parte di Gentiloni. Con i soldi nostri, si capisce. Se poi si possono sommare entrambi, meglio.

    • natascia

      L’America e gli ascensori…….il prototipo di un popolo con delle ipocrisie sociali ormai endemiche. Nulla da imparare, solo danni.

      • lupodeicieli

        Da anni se il pullman, il bus, è troppo affollato, viaggio con le mani ben in vista: non si sa mai. Le donne evito di guardarle e, sarò fissato e malato di mente, ma mi pare che a volte le persone siano assenti, non dico con lo sguardo nel vuoto, ma proprio come se pensassero ad altro (non che stiano pensando ai fatti loro), quasi in trance. Preferisco le persone così, in quello stato, rapite da chissà cosa, a quelle che sembrano che ti vogliano beccare tipo…ho visto le hai guardato le tette, oppure ti ho visto …ti sei strusciato.

    • riefelis

      Anche se si accertasse che non si sia consumato uno stupro ricordiamo comunque che i due CC hanno violato una consegna militare. Vi sembra normale avere rapporti sessuali, se pur consensienti, durante il servizio di controllo del territorio? Comunque hanno sbagliato.

      • Holodoc

        Indubbiamente. Proprio per questo è necessario capire come due ragazzette appena arrivate dagli USA siano riuscite a convincere due ripeto due pubblici ufficiali esperti a fare quello che hanno fatto.

    • Camillo

      Ecco una nota di costume simile a quella citata. Navi da crociera in partenza da Miami, in pratica una estensione degli USA. Bene, su queste navi si raccomanda sempre a tutti i componenti l’equipaggio di evitare di entrare da soli ed assieme al passeggero / a nella sua cabina. Poi, in caso di incontri galanti (meglio evitare comunque) mai nella cabina del passeggero / a ma sempre nella cabina del marittimo / a. Questo per minimizzare la possibilitá di denunce a vario titolo; da furto a molestia sessuale e peggio.
      Per quanto riguarda i due carabinieri; come minimo sono degli irresponsabili imbecilli, quindi, inadatti al servizio.

  • Annibale Mantovan

    In effetti…poveri carabinieri! Staranno aprendo ad eurogendforce o alla sicurezza appaltata a qualche agenzia israeliana ed allora rimpiangeremo tutti i nostri carabinieri. Daltronde dopo anni che si discute e si inventa il femminicidio…questi sono i risultati. Mi sa che la demenzialità e stupidità della Boldrini abbiano in realtà un fine.

    • Lupis Tana

      la boldrini è stata denunciata… spero finisca qui la sua carriera. lo meriterebbe. t l

  • panchis

    Molto interessante che questo evento coincida con l’attuale sdegno nazionale per i numerosi cas di stupro commessi dagli extracomunitari fatti entrare a caxxo negli ultimi anni…

  • Pyter

    Io sono d’accordo con quello che ha detto la Boldrini. Adesso non so se si sia sentita con la Lorenzin per apprendere i dettagli medici su quello che è successo, ma dipendesse da me io i maschi, per sicurezza, li vaccinerei due volte.

  • Antonello S.

    Inoltre nessun giornalista maistream si è domandato come mai i carabinieri abbiano acconsentito così facilmente a far salire le due ragazze in auto…pensavano già allo stupro nel ballatoio o magari gli è stato fatto intendere che potevano trascorrere tutti e quattro una bella serata?
    E’ evidente che anche in quest’ultimo caso il loro comportamento è stato molto sbagliato, però una certa differenza c’è…

  • natascia

    Di certo esiste un mainstream che impartisce ordini di servizio , ma lo zerbinaggio di molti giornalisti italiani ormai rasenta la follia.

    • televisione falsa

      tutti i giornalisti in occidente sono a libro paga della CIA e del MOSSAD

  • Trollerball

    I giornalisti non possono scrivere cose diverse da quelle che detta la scuderia. Se ci provano a farlo sono tagliati fuori dal giro che conta. Ne va della loro carriera.

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Anche della loro dignità, ma credo valga poco ultimamente.

  • LICIO

    Una manna caduta dal cielo…
    Di rimini non parla più nessuno…

  • gianlu

    Non mischierei insieme due storie totalmente diverse…che poi il giornalismo non informa ma disinforma e plagia è un altro discorso.

  • Skaramakay

    La butto lí, é pura fantasia ….
    Le due ragazze non sono ragazze, infatti apparivano più grandi. I documenti di identitá possono essere fasulli.
    Non sono studentesse, sono agenti, l’universitá che le ospita é una delle tante attivitá di copertura dei padroni anglosassoni.
    Hanno invitato loro i due carabinieri, e non é facile dire di no, si capisce. Si parla di un rapporto consenziente. Imprudenti si, ma non al punto da rischiare tanto con uno stupro.
    Non erano affatto ubriache, ma invece proprio lucide, hanno bevuto e fumato dopo per rinforzare la loro posizione.
    La faccenda della polizza assicurativa é fumo negli occhi, sposta il ragionamento altrove.
    Inoltre, due ragazzine crollano davanti ad un magistrato, non vanno avanti. Due agenti, invece ….
    L’obbiettivo é colpire le forze dell’ordine italiane, ora oggetto di sberleffo ovunque, ed é uno dei passaggi di una serie che mira col tempo a farci accettare poliziotti che parleranno inglese.
    Inoltre, allontanare l’attenzione dalla vicenda migranti.
    Ció detto, umanamente capisco i due agenti, professionalmente invece proprio no.
    Non sono un carabiniere o poliziotto, e non intendo difendere la categoria, peraltro in passato responsabile di ben altri fatti anche a livello di vertici, e comunque autoritá di cui la gente in linea di massima si fida. Proprio per questo malvista dai padroni stranieri.
    Ovviamente, i padroni possiedono anche la stampa.
    Fine delle fantasie.
    Altra cosa: io sono ignorante in materia. Per quale motivo un cittadino straniero frequenta una universitá del suo paese in Italia ? Non potrebbe farlo restando a casa ? Si insegnano cose diverse ? Capisco un italiano, per farsi una cultura straniera, senza spostarsi all’estero.
    Ringrazio chi volesse chiarirmi la cosa.

    • ws

      turismo universitario o se vogliamo un erasmus all’ americana che crea tante opportunità di relazioni internazionali.

      • lupodeicieli

        Per pura curiosità, ma anche i mormoni vanno in missione. Saranno anche bravi ragazzi, però studiano le cavie italiane e non so se vanno, a studiarne, anche in altri paesi. Io li ho notati quando avevo una dozzina d’anni, a inizio anni 70. Come ho scritto in un altro commento, ma non per ripetermi, mettere in ordine nome e cognome delle ragazze e tutto il resto aiuterebbe: qualcuno ricordava che tanto casino mediatico,non era stato fatto per un americano ucciso, mi pare lo scorso anno sotto un ponte del Tevere. O forse hanno fatto meno casino, ma non era intervenuto l’ambasciatore o chi per lui come invece in questo caso.

      • Skaramakay

        Ok, grazie. Tolta quindi la tara (universitá straniera per stranieri) resta il turismo.
        A questo punto mi chiedo se la cosa é reciproca: posso andare io a Washington a studiare in una universitá tutta italiana ?
        O vale solo per loro ?

    • RenatoT

      Interessante

    • Holodoc

      Delle ragazze non sappiamo i nomi, non abbiamo foto e non verranno mai al processo… i tuoi dubbi non avranno mai risposta…

      • Skaramakay

        Ma, se ci sará un processo, qualche nome dovrá pur saltare fuori, ovviamente falso ……
        Comunque, probabilmente tutto sará dimenticato a breve.

        • Holodoc

          Penso anch’io, tanto l’obbiettivo di screditare l’Arma e soprattutto di riabilitare gli extracomunitari nell’opinione pubblica è stato raggiunto.

          Si arriverà a stabilire che “il fatto non sussiste”, i due militi saranno compensati con una promozione ed un posto in ufficio e nessuno saprà più niente di questo fattaccio.

  • Davide

    La Wada assolve gli atleti russi Così cade l’ultima bufala anti Mosca

    Altro giro, altro regalo. Con la notizia, anticipata dal New York Times (e poi vedremo perché vale la pena di notare la fonte), che la Wada (l’Agenzia
    mondiale antidoping) si appresta ad assolvere 95 atleti russi sui 96
    che erano accusati di doping sistematico, sprofonda nel ridicolo anche
    il famoso Rapporto McLaren, presentato nel 2016 dal
    giurista canadese e servito appunto a mettere alla berlina lo sport
    russo. Bisogna ovviamente aspettare le motivazioni, che forse
    emergeranno dopo la riunione a porte chiuse che il consiglio della Wada
    terrà il prossimo 24 settembre. Pare che i campioni raccolti per
    incriminare gli atleti diano risultati non affidabili o contrastanti, il
    che vorrebbe dire che gli sportivi russi sono stati condannati (con le
    squalifiche, il ritiro delle medaglie e con il bando dalle Olimpiadi di
    Rio de Janeiro) senza prove.

    Nella realtà, il Rapporto McLaren era servito per l’ennesima campagna politica contro la Russia di Vladimir Putin.
    All’origine dello scandalo, infatti, c’erano le rivelazioni di Grigorij
    Rodcenkov, che dal 2006 era stato capo del laboratorio anti-doping di
    Mosca. Nel 2015 Rodchenkov era scappato negli Stati Uniti e lì,
    confidandosi appunto al New York Times, aveva fatto lunghi
    discorsi sulle droghe preparate per migliorare le prestazioni degli
    atleti russi e sui metodi usati durante le Olimpiadi invernali di Sochi
    2014 per far sparire le prove i campioni di urina necessari per gli
    esami post-gara con l’aiuto dei servizi segreti. La conclusione,
    immediata presso la stampa internazionale, era stata che Vladimir Putin
    era il vero ispiratore del doping di Stato, per ragioni di orgoglio
    nazionale.

    Rodchenkov aveva ripetuto i suoi
    argomenti anche in due incontri con gli investigatori della Wada, il 26
    marzo e il 30 giugno del 2015, durante i quali aveva sostenuto di aver
    personalmente distrutto migliaia di campioni di urine relative
    agli atleti russi. In altre parole, il Rapporto McLaren era basato solo
    sulle dichiarazioni di Rodchenkov, il quale a sua volta diceva di aver
    distrutto le prove. Come si potesse in quel modo orchestrare una
    campagna contro l’intero sport russo e, soprattutto, stroncare la
    carriera e la credibilità di decine e decine di atleti di primo livello,
    resta un mistero. Nessuno può mettere la mano sul fuoco su quanto
    avveniva nei laboratori moscoviti (lo stesso Rodchenkov nel 2001 era
    finito sotto accusa, in Russia, per un presunto traffico di sostanze
    dopanti) ma condannare senza prove è cosa che nessuna giustizia può
    permettersi.

    Era chiaro, però, che l’occasione di orchestrare l’ennesima campagna politica all’insegna della russofobia era
    troppo ghiotta per lasciarla perdere. Così il Rapporto McLaren andò a
    infittire la già folta schiera delle fake news di Stato destinate a
    influenzare l’opinione pubblica. Ecco gli esempi più clamorosi.

    Aprile 2016: escono i Panama Papers,
    massa enorme di documenti sottratti ai server di Mossack Fonseca, uno
    studio legale panamense specializzato in società off shore e trucchi
    finanziari. Dentro c’è un po’ di tutto. Tra i leader beccati con le mani
    nella marmellata, per fare solo qualche esempio, il presidente
    dell’Ucraina Petro Poroshenko, il premier del Pakistan Nawaz Sharif, il premier inglese David Cameron.
    Solidi alleati dell’Occidente, quindi. Nella lista non ricorre nemmeno
    un nome americano ma i titoli della stampa mondiale sono su Putin. Nei
    Panama Papers ci sono i nomi di alcuni suoi amici diventati ricchi
    oppure di ricchi diventati suoi amici, quindi lui “non poteva non
    sapere”, anzi, è complice.

    Gennaio 2016: il parlamento inglese autorizza la pubblicazione del Report into the Death of Alexander Litvinenko, lunga indagine condotta dall’ex giudice sir Robert Owen sulla
    morte dell’ex spia russa, passata ai servizi segreti inglesi, diventato
    grande accusatore di Putin e ucciso nel 2006 a Londra da un
    avvelenamento da polonio che, secondo la versione più comune, sarebbe
    stato orchestrato da due agenti segreti russi. In maniera incredibile, e
    indegna di un giudice e di un parlamento occidentali, il rapporto di
    sir Owen conclude che “probabilmente” fu Putin a volere la morte di
    Litvinenko.

    E poi c’è il caso più clamoroso, il cosiddetto Russiagate degli
    Usa. Da più di un anno, 17 agenzie di sicurezza americane, che
    dispongono di decine di migliaia di dipendenti, hanno un budget annuo
    superiore ai 70 miliardi di dollari e sono peraltro perfettamente in
    grado di intercettare e spiare chiunque (vedi telefonini sotto ascolto
    di Hollande e della Merkel) cercano di dimostrare che la Russia, e
    quindi ovviamente Vladimir Putin, è riuscita a controllare il processo
    elettorale che ha portato alla Casa Bianca il miliardario Donald Trump. O
    forse, per meglio dire, ha impedito a Hillary Clinton di diventare
    Presidente. In un anno abbondante di indagini e di “rivelazioni”,
    quell’imponente apparato non è riuscito a produrre uno straccio di prova
    degna di questo nome, ma solo pochi e scarni rapporti dai quali si
    deduce che anche i russi sanno usare un computer.

    Tutto questo ci da la certezza che gli atleti russi non usino il doping,
    che i servizi segreti russi siano popolati di gentiluomini e che gli
    hacker russi non vogliano andare a sbirciare laddove non dovrebbero?
    Ovvio che no. Ci dice però anche che qualcosa non funziona dalle nostre
    parti, visto che per sentirci tranquilli dobbiamo farcire la testa della
    gente con mezze verità, mezze balle e balle intere. Con un ulteriore
    paradosso: meno facilmente la gente se le beve, più grandi diventano le
    balle.

    Fulvio Scaglione
    Fonte: http://www.occhidellaguerra.it
    Lnk: http://www.occhidellaguerra.it/31850-2/
    14.09.2017

  • Bisi Jisi

    E se anche i carabinieri fossero d’accordo? Ed anche i magistrati che li giudicheranno? Se fosse tutto ma proprio tutto scritto a tavolino?

    • Skaramakay

      Giá, perché no …..

  • Alberto Capece Minutolo

    Questa è francamente un mucchio di sciochezze che cerca di abbonare uno scandalo globale come quello degli atleti russi a una sordida storiaccia domestica, con per giunta il tentativo di suggerire linee difensive assurde e per nulla plausibili, anzi anche un po’ cretine . Non mi aspettavo da Foa questa “caduta” che per la verità lascia intuire scenari di adesione subalterna al potere nelle sue varie manifestazioni

    • Diego Binelli

      Non si faccia prendere dalla voglia di esecrazione per l’atto dello stupro. Lo so che dobbiamo dimostrare un giorno sì e l’altro pure di essere ligi al matriarcato imperante, ma l’evento non esclude per nulla la possibilità che possa trattarsi di una trappola. Quanti sono stati fatti fuori usando le donnine … Il caso Berlusca docet.
      Io sarei propenso a vederci anche la mano malefica di Soros, per dimostrare che non sono solo i migranti a stuprare, ma “gli stessi italiani”, tanto che persino le loro forze dell’ordine eccetera eccetera. Messaggio prontamente megafonato dai media servili a processo nemmeno iniziato.