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Quando finiranno i suicidi delle rockstar?

 

DI HARUN YAHYA

ahtribune.com

Non molto tempo dopo lo scioccante suicidio di Chris Cornell, frontman di Audioslave e Soundgarden, il mondo musicale ha perso un altro talento il 21 luglio. Chester Bennington, 41 anni, frontman dei Linkin Park, si è tolto la vita dopo anni di dipendenza da droga e depressione. Ha lasciato la moglie e sei figli.

Queste morti non sono del tutto inaspettate, visti i frequenti casi di depressione e morti premature nel mondo della musica. Negli ultimi decenni, suicidi, omicidi e morti accidentali sono diventati cosa comune per i musicisti. Da Elvis a Kurt Cobain, da Jim Morrison ad Amy Winehouse, molti grandi artisti hanno perso la vita prematuramente a causa di stili di vita distruttivi. Uno studio condotto da Diana Kenny dell’Università di Sydney ha infatti mostrato che le rockstar tendono a vivere fino a 25 anni meno del resto della popolazione e che i loro tassi di suicidio, omicidio e mortalità accidentale sono molto più alti.

Ma perché? In realtà, parte della risposta è facile: la cosiddetta “fast life”, in cui questi giovani artisti si trovano catapultati, è estremamente tossica, nonostante il glamour con cui i media la ritraggono. L’arrivo improvviso della fama, assieme ad un’indulgenza eccessiva e ad alcool e droghe, troppo spesso si dimostra essere una formula fatale. Certo, non tutti i musicisti sono colpiti allo stesso modo, ma troppi sono caduti in questo circolo vizioso. Soprattutto quando questi eccessi incontrano la cultura dell’odio e del materialismo oggi dominante, emergono sentimenti distruttivi che iniziano a perseguitare molti artisti di talento.

Odio, ostilità e crudeltà sono pandemici su Internet. La gente si attacca senza sosta solo perché ha pensieri o look diversi. Per le celebrità, tuttavia, la storia è totalmente diversa. Sono costantemente perseguitati, insultati, minacciati e criticati sia dai media che dal pubblico. Non importa quanto successo abbiano, bisogna sempre fare di più. Sono giudicati per ogni piccola cosa che fanno. Dalle loro acconciature alla loro arte e ai loro sguardi ai figli, sono costantemente sottoposti ad impensabili quantità di scrutinio ed animosità; in aggiunta, non riescono quasi mai a trovare persone attorno a loro di cui possano davvero fidarsi. Questo persistente isolamento spesso apre profonde ferite che, nella negatività del mondo della musica, trovano terreno fertile. Di conseguenza, molti musicisti commettono l’errore di rivolgersi ad alcool e droghe, che non fanno altro che aggravare i problemi. Tutti questi fattori inevitabilmente si riflettono nella loro musica.

Innumerevoli giovani impressionabili in tutto il mondo li guardano in tutto ciò che fanno e di conseguenza anche loro sono travolti da angoscia e pessimismo. Questa negatività si impossessa facilmente delle loro vulnerabili menti ed anime.

Questa è una delle ragioni dietro l’aumento dei tassi di depressione, ansia, delinquenza, abuso di sostanze e suicidio tra gli adolescenti. Secondo uno studio, il tasso di suicidio tra gli adolescenti è aumentato del 200% tra il ’62 e l’82. L’OMS stima che ogni anno più di 800.000 persone muoiono per suicidio e che il gruppo di età 15-29 – i seguaci più attivi dell’industria musicale – ne sono i maggiormente colpiti. Certo, i fattori che contribuiscono a questa tendenza sono molti, ma non c’è dubbio che la cultura della depressione promossa da alcune rockstar svolga un ruolo importante. Molti studi dimostrano che ascoltare musica triste può essere molto pericoloso, soprattutto per persone già affette da ansia e depressione. In uno studio, i ricercatori hanno fatto ascoltare ai partecipanti musica felice, aggressiva e triste: hanno scoperto che chi aveva ascoltato musica triste presentava livelli più elevati di ansia. Milioni di giovani che già hanno problemi di angoscia e bassa autostima ignorano il fatto che ascoltare musica triste peggiori le cose. Non è difficile immaginare come questa tendenza possa influire sul futuro del nostro mondo.

Se l’industria musicale però capisse che i valori spirituali sono più importanti di quelli materiali, potrebbe favorire una diversa visione del mondo, che aiuti le persone a superare la propria tristezza e a diventare migliori.

Non c’è dubbio che la musica e l’arte possano essere modi estremamente efficaci per sollevare gli spiriti della gente ed aiutarli verso un percorso di costante automiglioramento. Infatti, in molti studi diversi, gli scienziati hanno scoperto che l’ascolto di una musica felice migliora la salute e le sensazioni complessive di soddisfazione. Una volta che i musicisti si saranno messi in testa di rendere il mondo un posto migliore, capiranno rapidamente che il loro contributo è estremamente importante. Questo è fondamentale, non solo per il bene dei talenti musicali, ma anche per i loro milioni di fan che formeranno il nostro mondo futuro.

 

Harun Yahya

Fonte: http://ahtribune.com

Link: http://ahtribune.com/culture-media/1807-rock-star.html

24.07.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Ronte

    Allora, quale reazione individuale e popolare ci doveva essere nel periodo dei Wagner, Donizetti, Verdi, Puccini, Mascagni ecc…suicidio di massa? Ma per piacere…

    • “Certo, i fattori che contribuiscono a questa tendenza sono molti”, non dice che la musica è principale responsabile. E poi che ne sappiamo noi di quanti suicidi ci fossero all’epoca? Non c’era Studio Aperto a dircelo

      • Ronte

        Il riferimento è soprattutto rivolto alla musica e i suoi interpreti (del resto il post è chiaro). E poi sappiamo degli omicidi e suicidi sin dai tempi dei cesari…eddai…

    • Christian Caiumi

      Applichi il concetto di “massa” ad una società che di massa non era! Quindi il ragionamento non è calzante.

      • Ronte

        Verdi (1813-1901), Puccini (1858-1924), Mascagni (1863-1945)….primi movimenti di massa in Italia seconda metà del 1800…Per non dire che in Francia la prima rivoluzione risale al 1848…Fai te…

        • Christian Caiumi

          Neanche lontanamente paragonabile a ciò che è diventata la società oggi, soprattutto nell’epoca di internet. Fai te.

        • DesEsseintes

          Esatto!
          Però anche tu…lo sai che non possono capire…non metterli in difficoltà…

          L’arte e la cultura umaistica in generale sono l’unico fondamento dello spirito di ribellione.

          Oggi le persone di meno di trenta anni hanno subito una alterazione del loro DNA e non sono più in grado di autentica creatività, fruizione ed ermeneutica artistica quindi, in altre parole, non sanno più “condividere” altro che non sia quelll’emotività semplificata e regressiva che ha come scopo principale la massificazione dei gusti dei potenziali acquirenti.

          Si orendono quindi dueiccioni conuna fava: si trasformano tutti i cittadini in “consumatori acquirenti” e mediante quella concessione di una libertà di livello inferiore (quella di poter consumare illudendosi di poter scegliere) li si anestetizza inibendogli ogni velleità di tornare a esercitare la propria soggettività politica di classe e individuale.

    • DesEsseintes

      Ma mica gliele puoi spiegare queste cose.
      Ormai sono andati, c’è stata per forza una mutazione genetica, sono troppo imbecilli.

      Poi musica triste che kakkio vorrebbe dire?
      Lenta e in tonalità minore?
      Cioè i notturni di Chopin sono potenzialmente letali… 😀

      Che gentaglia…più quelli che ci credono e non si ribellano a queste tro Yate che quelli che le mettono in giro che almeno si fanno i cavoli loro…invece i creduloni manco quelli sanno farsi…

    • Humanae Libertas

      L’autore ha omesso un particolare fondamentale..il cantante ha subito abusi sessuali da parte del padre..chi ha studiato un minimo di psicologia lo sa, subire abusi sessuali e non elaborare il trauma può in certi casi portare al suicidio..e così è stato per lui..la combinazione con la “fast life” dell’artista è stata letale..e secondo me molti altri sono morti per le stesse ragioni..

      • Ronte

        E allora siate bravi e obbedienti. Ascoltate ‘Fin che la barca va’ della Berti e tutte le ‘canzoni’ della Cristina D’Avena…O sarete sculacciati!

  • Gino2

    ma i musicisti fanno i musicisti.
    Al limite avranno da trasmettere/condividere le loro emozioni.
    Perchè mai si dovrebbero ” mettere in testa di rendere il mondo un posto migliore”?
    Ancora non si è capito che provando a rendere il mondo un posto migliore o si è ridotto la fogna che è.
    Il mondo non ha bisogno di noi. Quando lo capiremo il mondo sarà davvero migliore!

    • Luigi za

      @Gino2
      Ancora non si è capito che provando a rendere il mondo un posto migliore lo si è ridotto la fogna che è.

      Bravo Gino2, i costruttori di Utopia in Terra sono i peggiori criminali che l’Umanità possa avere.

  • Tonguessy

    “Molti studi dimostrano che ascoltare musica triste può essere molto
    pericoloso”.

    Essere licenziati, o venire assunti per pochi spiccioli invece no. Giova enormemente alla salute.

    ” gli scienziati hanno scoperto che l’ascolto di una musica felice migliora la salute”. Mio cuggino dice che non è vero. La sua salute è migliorata tantissimo da quando scopa perchè ha trovato una nuova fidanzata. Ma non è uno scienziato, purtroppo, quindi non fa conferenze in giro per il mondo spiegando a tutti cosa sia da considerare felice e cosa non lo sia, cioè cosa sia bene e cosa sia male, ovvero facendo la lista delle cose belle e delle cose brutte. Una volta c’erano i preti per questo, e gli scienziati non si occupavano di estetica e morale.

    • Gino2

      Sono assolutamente d’accordo su un aspetto di cio che dici: mi viene l’orticaria quando leggo “gli scienziati dicono (o hanno scoperto)”.

      Tempo fa collezionavo tutte le agenzia Ansa che partivano cosi, ed erano tutte boiate pazzesche,

      In ogni caso, non ci vogliono gli scienziati appunto, per capire come certe cose influenzano il nostro umore. Certe tonalità musicali, la quantità di luce solare alla quale ci si espone, cibi, bevande, droghe influenzano il nostro umore e se sono triste e mi metto Masini di sottofondo mi vengono idee suicide…(in realtà anche se sono allegro…basta proprio Masini 😀 )

      Nei paesi del nord all’arrivo dell’inverno e del conseguente periodo di “buio”/crespuscolo, molta gente va via perchè non regge psicologicamente/ormonalmente, molti si curano con le pillole.
      quindi non è una questione di estetica, ma di chimica/fisiologia.

      • Sepp

        E’ venuta meno la sana diffidenza, l’uomo e’ l’unico essere
        insieme al paguro che abbisogna di vestiti e attrezzi vari, nasce
        nudo con un verme e poi si trasforma in un carapace.
        Non siamo differenti dai buoni selvaggi delle isole samoane
        che andavano in visibilio per la bigiotteria.
        Non c’e’ piu’ una autorita’ che consigli alla massa di contenersi
        ed essere diffidente contro il nuovo che avanza e seppellisce
        chi rimane indietro.
        Bello il progresso.

        • Davide

          No meglio adorare il dio Fuoco durante la danza tribale….

          • Sepp

            Hai ragione si stava bene quando si stava peggio!

  • Leonardo di caprio

    Prima però bisognerebbe accertarsi che siano davvero dei suicidi…

    • Holodoc

      Hai ragione… è un complotto!!!

    • franco sincero

      meno male che qualcuno se lo chiede.. ancora a raccontarci che il rock è maledetto.. più ancora della banalità dell’articolo mi stupiscono i commenti

  • Giuseppe Dezio

    ma c’ha pure studiato per scrivere queste banalità?

  • Tizio.8020

    Beh, la soluzione c’è: la smettano di fare le “Star” e vadano a fare per alcuni anni (una trentina…) i “precari” a 500 €/mese.
    Vedranno finalmente il lato bello della vita.

    Ma dobbiamo veramente preoccuparci se una star viziata si suicida??

    Qua stanno togliendo addirittura l’assegno di accompagnamento agli anziani invalidi al 100%, ma non ne parla nessuno.
    Magari sarebbe più imporatnte discutere di questo.

    • Sepp

      una volta i cantanti, le ballerine, i medici e gli avvocati,
      non erano visti bene dalla societa’, anzi venivano chiamati saltinbanchi,
      cocotte, ciarlatani e azzeccagarbugli. Non erano di nessuna utilita’ alla
      societa’, poi d’un tratto sono divenuti idoli o ideali, uno che tutto il giorno
      calcia una palla e piu’ importante di un operaio o dell’ artigiano. Questi mestieri
      appartenevano ad una categoria di persone che vivevano di nomadismo
      e imbrogli. Infatti, secondo la terza carica dello stato, anche lei un optional,
      dobbiamo viviacchiare come fanno le risorse scure che vagano per i campi
      in bicicletta.

      • Holodoc

        Ti sei scordato gli strozzini e i biscazzieri.
        Sia i primi (società fonanziarie) che i secondi (gestori del gioco d’azzardo) adesso sono legalizzati… anzi, spesso sono una cosa sola (gioco in borsa).

        • Sepp

          Era sottinteso, infatti il nomadismo era la parola chiave. Il deserto, il monte sacro e il libro.

      • Glock

        Non è vero. I musici sono sempre stati ascoltati e onorati, fin dall’antichità. E protetti, soprattutto dalla Chiesa.

  • orckrist

    Eh, questi sì che son problemi…

    Comunque il suicidio delle rockstar finirà quando non renderà più una lira.

  • sandrez

    Live fast, die young and leave a good-looking corpse!

  • Enrico S.

    Articolo estremamente superficiale. Il passaggio “ascoltare musica triste può essere molto pericoloso, soprattutto per persone già affette da ansia e depressione”, poi, ne fornisce la precisa dimensione qualunquistica: a un depresso basta una giornata d’autunno, con o senza musica, per porre fine alla sua depressione.

    “Se l’industria musicale però capisse che i valori spirituali sono più importanti di quelli materiali, potrebbe favorire una diversa visione del mondo, che aiuti le persone a superare la propria tristezza e a diventare migliori”.
    Questo, poi, è il peggior tributo ad una mefitica concezione del ‘politicamente corretto’ inteso come ‘volemose tutti bene, il mondo è bello’.
    La musica è un mezzo per descrivere il mondo. Da un certo punto di vista, sicuramente, ma ci mancherebbe altro che lo si facesse da un’unica prospettiva. Eliminiamo la musica ‘triste’, poi eliminiamo la cronaca nera e infine dimentichiamoci degli esistenzialisti francesi. Si continuerà a togliersi la vita (non mi risulta che i suicidi fossero assenti prima che nascesse il rock) ma senza ‘cattivi maestri’ che possano spingere a farlo.
    Ci penserà la vita: una vita senza musica, senza libri, senza pensare.

    • Holodoc

      Ok tutto bello… ma non vedo come una “industria” possa creare “valori spirituali”.

      • Enrico S.

        Dovrebbe rivolgere la domanda all’autore dell’articolo. La mia era una citazione, messa tra virgolette.

      • Pyter

        Perché ‘industria’ viene da ‘indù’.

  • Enore Montini
  • Glock

    ROCK’n’ROLL SUICIDE
    di David Bowie, 1972

    Time takes a cigarette, puts it in your mouth
    You pull on your finger, then another finger, then cigarette
    The wall-to-wall is calling, it lingers, then you forget
    Oh, you’re a rock ‘n’ roll suicide

    You’re too old to lose it, too young to choose it
    And the clock waits so patiently on your song
    You walk past a cafe, but you don’t eat when you’ve lived too long
    Oh, no, no, no, you’re a rock ‘n’ roll suicide

    Chev brakes are snarling as you stumble across the road
    But the day breaks instead, so you hurry home
    Don’t let the sun blast your shadow
    Don’t let the milk float ride your mind
    You’re so natural, religiously unkind

    Oh no, love, you’re not alone
    You’re watching yourself, but you’re too unfair
    You got your head all tangled up, but if I could only make you care
    Oh no, love, you’re not alone
    No matter what or who you’ve been
    No matter when or where you’ve seen
    All the knives seem to lacerate your brain
    I’ve had my share, I’ll help you with the pain

    You’re not alone
    Just turn on with me, and you’re not alone
    Let’s turn on and be not alone
    Gimme your hands, ’cause you’re wonderful
    Gimme your hands, ’cause you’re wonderful
    Oh, gimme your hands

    TRADUZIONE:

    Il tempo vuole una sigaretta, te la mette in bocca
    Muovi un dito, poi un altro dito
    Poi la tua sigaretta
    Il pubblico chiama, tu indugii, poi dimentichi
    Ohhh, sei un suicida del rock’n’roll

    Sei troppo vecchio per perderlo
    Troppo giovane per sceglierlo
    E l’orologio attende pazientemente la tua canzone
    Passi davanti a un cafè ma non mangi
    perché hai vissuto troppo a lungo
    Oh, no, no, no sei un suicida del rock’n’roll

    I freni della Chevrolet stridono
    Mentre sbandi casualmente
    Ma invece il giorno esplode, così corri a casa
    Non lasciare che il sole bruci la tua ombra
    Non lasciarti ingabbiare
    Sei così naturale – religiosamente irriverente

    Oh no amore! Non sei solo
    Ti guardi ma non sei onesto
    Hai la testa confusa ma se solo io riuscissi a farti innamorare
    Oh no amore mio! Non sei solo
    Non importa cosa o chi sei stato
    Non importa quello che hai visto e quando
    E i coltelli che sembra ti squartino il cervello
    Prenderò la mia parte, ti aiuterò col mio dolore

    Non sei solo
    amami e non sarai solo
    amami e non sarai solo
    ama e non essere solo
    Dammi le tue mani perché… sei fantastico
    Oh dammi le tue mani…

  • Echoes

    Non saprei da dove cominciare di fronte ad un articolaccio come questo. Incredibile, non c’è un minimo di contestualizzazione del genere musicale, storico, geografico, sociale ecc…
    Non mi dilungo, e nonostante l’abbia riletto e la cosa mi ha fatto arrabbiare ancora di più, consiglio di ignorare ogni parola, ogni analogia, ogni deduzione, ogni conclusione.
    Prendere sul serio pubblicazioni come queste possono indurre stati depressivi ed ansia, altroché.

  • Vamos a la Muerte

    Mai lette tante fesserie scritte tutte in una volta. Un’accozzaglia di luoghi comuni da far impallidire Bergoglio.
    Avanti il prossimo

  • Denisio

    Nel regime capitalista che tutto compra e tutto corrompe persino le magliette dei 27ers fanno parte dell’inganno e nessuno nella fake news corporation si interessa a mettere giù un dibattito sul significato che certe canzoni vogliono testimoniare, sul disagio che viene condiviso con esse. Quello che conta non è cercare di fare una calma disamina dei testi, dei toni che vengono usati, delle ragioni sociali che provocano determinate reazioni, no la reazione ufficiale del sistema fake news corporation è l’omertà! Nessuno che si sogni di realizzare un programma che sia introspettivo non delle singole disavventure personali degli artisti (quella è noia pura sulla quale campano scribacchini come quello che abbiamo appena letto o roba inutile da rotocalchi di gossip che potrebbe essere tranquillamente derubricati dal mainstream e lasciata raccontare eventualmente dall’artista come meglio crede) ma del significato di certi testi, dei motivi che hanno condotto a certe convulsioni, certe ribellioni, certi stati d’animo, e di materiale su cui lavorare ce ne sarebbe per un’intera emittente h24 e non necessariamente interrogando l’artista ma riflettendo sulle sue parole. Ecco, questo si dovrebbe fare ma non si fa e anzi si fa esattamente quello che non si dovrebbe fare trattandoli nel peggiore dei modi se sono scomodi al bel pensiero vuoto e inutile e poi chiosando che è tutta colpa dell’alcool e della droga.
    La peggior droga, nel senso di sostanza tossica obnubilante ottundente e purtroppo non considerata tale perchè messa bene in vista e celebrata costantemente è la mercificazione di ogni attività umana alla quale ci si DEVE avvicinare, alla quale si DEVE assistere e alla quale se non si applica una ipocrita filosofia NEW AGE del pensiero positivo (ovvero il paraocchi) si entra irrimediabilmente nell’inferno della realtà che molti artisti anche non drogati come Pasolini hanno saputo portare alla luce. Quindi facciamola finita co sti articoli demenziali sulla “musica triste” come causa di infinita tristezza e di suicidi dei pargoletti belli dal pensiero lindo, la causa di infinita tristezza è l’omologazione e l’accettazione delle verità della Gruber e dei vari soloni del pensiero unico mercificato e mercificante unificato e ottundente che ha lo solo scopo di far mantenere a pochi il controllo sulle moltitudini. A costoro si DEVE sempre e solo rispondere per le rime: https://m.youtube.com/watch?v=cEaEdLQbAFM

  • VanderZande

    L’unico modo di commentare un articolodel genere, scritto da un fanatico islamista, e’ di dirgli di andare a ff4n k*lo e occuparsi dei k4xx1 suoi che noi ci occupiamo dei nostri.

  • VanderZande

    Chester Bennington era stato violentato per anni da bambino. Poi e’ diventato un musicista. Se Oktar imputa la depressione e il suo suicidio alla musica, probabilmente considera normalissimo violentare i bambini. Scusate, era un piccolo esercizio di logica…

  • MyrcanMor

    Se l’alternativa alla musica come espressione umana pura e quindi all’interno dello spettro emotivo umano, dalla gioia alla rabbia o alla tristezza abbiamo la musica come strumento per ‘migliorare il mondo’, quella che questo personaggio definisce musica allegra.. fanno bene i musicisti a suicidarsi.

  • Info Consapevole

    Mah,il suicidio di Chester Bennington è molto più imputabile alla sua infanzia difficile(abuso da bambino di un’uomo esterno alla famiglia,altri episodi di violenza,abuso di droghe e alcoolici ecc)che alla sua “musica triste”… Che poi,tra l’altro lo stesso sito in cui scrive Harun diffonde la colonna sonora hip hop di Hezbollah(http://ahtribune.com/world/north-africa-south-west-asia/quds-day/1744-hip-hop-hezbollah.html)e se il rock/metal è “musica triste” perché ci sono stati suicidi delle rockstar e farebbe “venire la depressione” che ci sarebbe da dire dell’hip hop, dove nella sua storia oltre a morti sospette vi sono stati anche omicidi e spesso(si pensi al gangsta rap)i testi sono di puro odio e di incitamento alla violenza(incitamento che va contestualizzato ovviamente), ma si vede che per i vari islamisti essi sono “politicamente corretti” oltre che per la sedicente “sinistra” mondialista e proislamista dominante nell’Occidente,d’altronde per gli islamisti la “musica triste” e i valori sbagliati non sono quelli che in Occidente si chiamano valori sbagliati ma evidentemente tutti i pensieri,buoni o cattivi,che non siano conformi al pensiero unico islamista e la musica che non gli piace(cioè quasi tutta la musica,a partire da rock e classica,musica di origine perlopiù europea/occidentale, quindi “infedele” )…

    E per quanto riguarda lo stesso Harun,c’è da dire che è noto per aver fatto censurare tutti i siti che non li piacevano o forse non erano “islamist correct” in Turchia…

  • Annalisa Rossi

    Ho letto tutti i commenti, ed è vero che pensare che solo la musica un po’ triste possa essere all’origine dei suicidi è completamente banale. Però anche no… io ho sofferto di depressione. Andavo da una psicologa, dalle cui sedute uscivo più che depressa e con intenti suicidi. Un giorno salii in macchina, e scoprii che mio figlio aveva lasciato nel cassetto un CD di Michael Jackson. Lo misi ed iniziai a cantare. Smisi di andare dalla psicologa e decisi di comprare tutti i CD di Jackson, più di altra musica funky (che ho sempre amato). Mi IMPOSI un film comico al giorno (non di quelli stupidi, che non sopporto) e letteratura umoristica in quantità industriale. Amando anche la musica classica mi feci una super dose di Rossini. In pochi mesi superai la depressione. Non la vendo come cura universale… 🙂 ma con me funzionò.

    • Enrico S.

      Sono alquanto orientato all’ansia, se non alla depressione, e alla malinconia, se non alla tristezza.
      Ma giuro: mai ascoltare i Joy Division potrebbe peggiorare il mio stato d’animo; semmai migliorarlo, data la qualità della loro musica.
      Mentre un film con Boldi e De sica potrebbe tranquillamente indurmi al suicidio.
      🙂

    • Enrico S.

      La buona musica, le buone letture e il buon cinema possono aiutare a combattere gli stati depressivi; mai possono esserne la causa, che risiede nelle profondità dell’animo umano.
      Vero è anche che tutto è relativo; e se l’ascolto dei Joy Division o di Tricky mi fa star bene la visione – per quanto fugace o accidentale – di certi film del filone ‘commedia all’italiana’ o di certe baracconate a stelle e strisce mi fa pensare con voluttà ad un volo dal sesto piano. 🙂

  • Diego Binelli

    Quello che dice l’autore mi sembra abbastanza ovvio. Quel tipo di musica evoca un’emotività incontrollata e fa emergere le nostre pulsioni peggiori.
    E’ il Romanticismo il grande scatenatore della emotività in musica, un processo comunque iniziato già col Rinascimento. Bisognava fermarsi al gregoriano, e monocorde, come ammonivano i papi dell’epoca contro chi si pavoneggiava in gorgheggi e accordi inutili per la meditazione e utili solo a ingrassare l’ego.
    Platone poi la sconsigliava del tutto, la musica, nella paideia del giovane (philakes).