Pulsione di morte?

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Sono convinto che i due anni appena trascorsi possono insegnarci molte cose sulla natura dell’umanità che molti di noi figli del ventesimo secolo tendevamo a dimenticare, soprattutto per il nostro essere vissuti in un’epoca che si riteneva ragionevole e razionale e che dava anche diversi segni esteriori di esserlo davvero.

Prendiamo ad esempio tre fatti notori recentemente avvenuti che tanto a lungo sono stati posti, ed in parte ancora lo sono, nella più luccicante vetrina mediatica: i “lock down” imposti a tutta o parte della popolazione in conseguenza della “pandemia”; la campagna “vaccinale” giustificata dal medesimo motivo; le sanzioni contro la Russia a seguito della “immotivata aggressione” contro l’Ucraina.

Arresti domiciliari più o meno prolungati sono stati imposti a gran parte delle popolazioni dei paesi occidentali per evitare la diffusione di una sindrome para influenzale che produceva una mortalità più significativa delle normali sindromi stagionali, ma non più alta di altre epidemie simili già avvenute in precedenza nel corso degli anni che pure non avevano comportato alcun cambiamento significativo nelle abitudini sociali. Ma questa volta la virulenza è stata aggravata dal sostanziale (e incredibile), divieto di cura e dalla progressiva erosione delle capacità dei sistemi medici nazionali dovuta al dirottamento continuo dei finanziamenti verso altri lidi: principalmente le tasche degli oligarchi.

Naturalmente avrebbe dovuto essere ben presente nella mente dei governanti che hanno imposto queste misure eccezionali la gravità dei provvedimenti presi e l’enorme costo sociale, giuridico ed economico che ne derivava e che avrebbe potuto essere giustificato solo da una situazione di grandissima emergenza che nella quasi totalità dei luoghi in cui le misure sono state prese non esisteva affatto, tanto da costringere chi tentava di capire le “vere”ragioni del blocco a voli di fantasia ed alle più ardite ipotesi “complottiste”, come piace denominarle ai “professionisti dell’informazione”, senza peraltro che nessuna si rivelasse davvero del tutto convincente.

Sembrava insomma che da qualunque lato le guardassi queste misure fossero poco ragionevoli e comportassero inevitabilmente conseguenze peggiori, anche in termini di perdita di vite umane, di quelle dell’emergenza che volevano curare. Sì, avrebbero potuto servire ad educare la popolazione ad un cambio di regime in senso autocratico, avrebbero potuto consentire l’introduzione di mezzi elettronici per un controllo sociale più capillare, ma è anche vero che questa tendenza era già in atto in modalità progressiva, più lenta, ma anche più sicura e accettabile ed il costo di questa improvvisa accelerazione sembrava comunque esorbitante per il solo raggiungimento di tali fini.

Subito dopo è partita la campagna vaccinale che ha portato all’esasperazione queste tendenze. E’ apparso subito chiaro che i nuovi preparati erano sperimentali, cioè non si conoscevano sufficientemente né la loro efficacia, né le loro conseguenze, e soprattutto non erano vaccini, in quanto non inducevano un ragionevole tasso di immunità alla malattia rendendoli nel migliore dei casi inutili per arginare un’ epidemia che rimaneva comunque di scarsa gravità e forse persino più pericolosi della malattia stessa.

Anche questa imposizione è stata fatta senza nessuna valutazione delle inevitabili conseguenze in campo medico, sociale ed economico e senza alcuna comparazione di tali costi con i benefici che si intendevano ottenere. Eppure una valutazione costi/benefici è il minimo che qualunque governo responsabile dovrebbe fare prima di adottare una qualunque misura, figuriamoci una misura così estrema come iniettare un farmaco ad ogni singolo uomo donna o bambino sulla faccia della Terra, una decisione enorme, al limite della disperazione, adottabile solo in condizioni di gravissima emergenza che erano ben lontane dall’ essere presenti.

Anche in questo caso il tentativo di spiegare le “vere” motivazioni sottostanti, che “dovevano” esistere ed essere ben importanti, si è rivelato tutt’altro che semplice: comunque si rigirasse la questione sembrava che nulla bastasse a giustificarle o che comunque mancasse sempre qualcosa, specie quando sono diventate notorie la scarsa efficacia e la pericolosità dei farmaci imposti ed il costo esorbitante sia in senso sociale e politico che prettamente economico della loro somministrazione.

Sicuramente si tratta di un business immane, un trasferimento di miliardi dalle tasche dei contribuenti a quelle delle grandi aziende farmaceutiche, particolarmente la Pfizer, e un trasferimento parimenti di miliardi dai paesi occidentali tributari agli Stati Uniti che sono sostanzialmente i monopolisti dei “vaccini” per una sorta di diritto di signoraggio. Tuttavia, ancora una volta, questo fatto da solo stenta ad essere proporzionato all’immane sforzo e all’immane rischio che comporta. E’ come se si fosse verificato un cambio di paradigma rispetto a quanto era fattibile o addirittura pensabile fino all’anno prima.

Con l’ultimo dei provvedimenti discussi, cioè le sanzioni contro la Russia, si sono poi raggiunte vette che non saprei come altro definire se non grottesche, anche per l’assenza, in questa fattispecie del fattore “paura della morte”, Brevemente: l’elite americana, come tutti i grandi cattivi di Hollywood, vuole dominare il mondo. Per farlo devono eliminare i concorrenti. La Russia è un concorrente temibile, perciò va eliminata. Il piano sembra essere quello di sottrarle man mano pezzi di potere e di territorio, uno dei più importanti dei quali è l’attuale Ucraina creata entro confini amministrativi stabiliti in epoca sovietica e quindi non rispecchianti alcuna reale differenza etnica culturale o geografica. A suon di miliardi e attraverso un colpo di stato, gli americani sono riusciti ad impossessarsene e ad usarla per farle la guerra quasi senza intervenire direttamente, ma costruendo una “antirussia” con ogni mezzo possibile. Grazie al sostegno occidentale l’Ucraina è in grado di dare del filo da torcere sul piano militare, anche se non potrebbe mai arrivare ad una vittoria: probabilmente neppure l’occidente intero potrebbe.

L’altra metà del piano, quella ritenuta la più efficace, consiste nell’imporre ai russi sanzioni economiche durissime che dovrebbero stroncare quella che è ritenuta un’economia fragile, da terzo mondo, basata esclusivamente sull’esportazione di materie prime. L’insieme dell’usura militare, delle bare che tornano in patria avvolte nelle bandiere, della propaganda e del disastro economico, avrebbe dovuto garantire una destabilizzazione interna che avrebbe portato alla sostituzione dell’odiato tiranno Putin con qualche collaborazionista tipo Eltsin in grado di garantire servaggio agli Stati Uniti ed i supremi segni della civiltà al popolo russo: Coca Cola e fichissimi Mac Donald’s.

Il piano richiede il controllo pressoché assoluto dell’Europa perché gran parte delle esportazioni russe sono dirette proprio verso l’Europa. Perciò e necessaria l’interruzione completa di ogni commercio tra le due aree. Inoltre la guerra si svolge in Europa ed i rifornimenti all’Ucraina devono transitare di li. In forza di ciò, l’U.E., che per quanto serva ricordarlo è parte terza nel conflitto, deve immediatamente interrompere tutte le importazioni di idrocarburi che sono la linfa vitale di tutto il suo apparato industriale di primaria potenza economica mondiale. I danni che ciò comporta sono incommensurabili, ma per quanto riguarda l’amministrazione americana, come già è successo per milioni di morti vietnamiti, iracheni, libici, serbi, afgani, ucraini, sudamericani “ne vale la pena”.

Le dirigenze U.E. e quelle dei paesi componenti l’unione, salvo qualche deplorevole eccezione, sono apparse subito entusiaste di eseguire gli ordini di Washington ed hanno prontamente iniziato le operazioni. Qualcuno ha fatto un bilancio dei costi e dei benefici? Si è pensato a come sostituire il petrolio ed il gas russi? Si è pensato a come fronteggiare l’inevitabile risposta? Abbiamo messo in conto una possibile guerra “calda”? C’è una spiegazione convincente sul perché, in definitiva, ci conviene farlo? C’è un piano su come procedere nel tempo senza rischiare di farsi più male di quanto se ne faccia al nemico? Nessun elemento fa minimamente pensare all’esistenza di qualcosa di simile. Contrariamente a quanto successe prima dell’intervento nella Grande Guerra, non c’è stato alcun pubblico dibattito, nessun dubbio nei media, praticamente nessuna voce contraria, tutto è dato per scontato e oggetto solo di furibonda propaganda. Come nel caso dei lock down e dei vaccini, anche con le sanzioni si va avanti e basta. Così alla leggera, senza pensare al dopo. Lo dice la scienza. Andrà tutto bene.

La Germania sembra addirittura sorpresa e indignata dal fatto che Gazprom possa decidere di tagliare le esportazioni senza lasciar decidere a lei i tempi e i modi: si sente vittima di lesa maestà. Viene da chiedersi: cosa si aspettavano in cambio del dichiarato tentativo di distruggere l’economia altrui? In cambio della fornitura ostentata di armi ad un nemico in tempo di guerra? Qualche cassa di Vodka in omaggio?

E’ come se metà degli abitanti di un paese decidesse di smettere di comprare il pane dall’unico panettiere locale perché gli è antipatico senza sapere esattamente come sostituirlo: forse andremo a comprarlo in città, forse lo ricompreremo di seconda mano dall’altra metà degli abitanti. Di sicuro sarà molto di meno, di peggiore qualità e costerà il doppio. Sicuramente il panettiere ha bisogno di vendere il pane, ma ancora più sicuramente i clienti hanno bisogno di comprarlo. Ma d’altra parte il panettiere ci è antipatico, vuoi mettere la soddisfazione di non pagarlo! Ma come vi è diventato antipatico? Ce l’ha detto il nostro padrone e poi pare che il suo pane sia antidemocratico. Ah, ecco.

A carico di chi, in realtà, sono promosse le sanzioni? A chi sta facendo le sanzioni l’Europa e perché? Chi ci rimette? Quanto ci rimette? Chi ci rimette di più? C’è qualcuno che se lo chiede, che fa analisi? Chi sono questi “statisti” che prendono le decisioni? Chi sono i commissari europei? Con quale competenza fanno quello che fanno? In nome di chi? Cosa gli dice la testa? Chi è Ursula Von Der Layen? Che credenziali ha per essere seduta su quella poltrona? Cosa ha mai fatto? Cosa è capace di fare? Visto che lei, al contrario di Putin, è democratica, si può sapere chi l’ha votata? Chi la sostiene? Con quali idee, quali progetti politici? Dove mai abbiamo pescato questa classe dirigente che con i nostri soldi firma contratti secretati per miliardi di dosi di falsi vaccini, sperimentali, obbligatori, poco efficaci e pericolosi? Vengono in mente tante domande, e sospetti, ma l’impressione principale che si ricava dal quadro complessivo, è quella di dilettanti allo sbaraglio.

Oppure di altri tempi e di altre epoche storiche che adesso ci sembrano folli solo perché non siamo dentro la mentalità o i condizionamenti di allora. Che so, gli Aztechi che fanno sacrifici umani di prigionieri, ma anche di figli dell’elite, per assicurarsi che il sole sorga domani. Come potevano credere che funzionasse davvero? Non lo sapevano che il sole sarebbe sorto ugualmente qualunque cosa facessero? Bastava far la prova. O il Papa di Roma che vendeva indulgenze ai ricchi per assicurarsi un posto in cielo. Pensavano che Dio onorasse i contratti firmati dai vescovi corrotti e gottosi? E noi, ai nostri giorni, siamo poi così diversi da loro?

Nel frattempo un vecchietto un po’ svanito in rappresentanza del più potente governo sulla terra farfuglia in televisione che Putin impone tasse dentro il suo paese, fa aumentare i prezzi della benzina nonostante gli americani si dichiarino autosufficienti nella produzione di petrolio, e può persino determinare l’esito dell’elezione del presidente. Nessuna meraviglia, dunque, che si voglia formare la Compagnia dell’Anello e arrivare fino a Mordor per sconfiggere il Nero Signore. Ma chi glieli scrive questi discorsi, la Disney? Perché li fanno leggere a questa figura patetica: il governo più potente del mondo non è riuscito a trovare di meglio? C’è davvero molta differenza con gli Aztechi? L’occidente pare preda di una malattia degenerativa senile.

Trovare un complotto credibile dietro tutto queste azioni apparentemente insensate è un’impresa tutt’altro che semplice. O meglio, se ne possono trovare molti, ma nessuno davvero in grado di spiegare del tutto quello che sta accadendo. Sicuramente molte teorie, molte spiegazioni parziali sono valide e credibili, ma per completare l’intero quadro non si riesce a fare a meno di tirare in ballo anche una certa dose di semplice inadeguatezza e stolidità.

La Van Der Layen e gli altri bambini, multi sessuali, diversamente abili, solidali e democratici della Commissione U.E. si tengono per mano con gli Stolten-vertici della Nato è fanno il giro tondo finché al momento giusto grideranno insieme: tutti giù per terra! E rideranno contenti.
Intere nazioni sembrano seriamente impegnate a suicidarsi buttando a mare decenni di prosperità senza un piano, almeno una prospettiva, un’utopia o un astuto stratagemma che davvero regga. Praticamente per nulla.

Che sia la pulsione di morte del vecchio dottor Freud?

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