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Putin vs Putin

 

DI NATALIA CASTALDO

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La popolarità di Putin è in discesa e da russa vengo bombardata di domande sul perché.
Sono una putiniana ma non di quelle che “Putin ha sempre ragione” e ho sempre trovato patetico il tentativo da parte sia dell’estrema destra che dei comunisti di costruirsi un Putin a propria immagine e somiglianza.
Putin punto di riferimento delle destre, Putin neocomunista, niente che un russo, che conosce bene la Russia, possa prendere seriamente.
Molti attribuiscono il calo di popolarità di Putin alle sue politiche interne, in special modo alla riforma delle pensioni.
Ma non sono d’accordo.
Putin conosce benissimo l’importanza di tenere i conti a posto e sono proprio le impeccabili finanze russe ad impedire che siano i mercati a ordinare a Putin cosa fare.
Se le continue speculazioni contro il rublo vanno a vuoto, il merito è del bassissimo debito pubblico russo.

E’ proprio questo il punto, il debito.
Un Occidente completamente rincitrullito da settant’anni di spese folli si è illuso di poter vivere al di sopra delle proprie possibilità e purtroppo questa infezione mentale rischia di arrivare anche in Russia.
Non è un caso che i principali propugnatori del malcontento sono quei personaggi a cavallo tra Italia e Russia, che anche quando sono filorussi, mantengono purtroppo tutti i riflessi di settant’anni di radioattiva propaganda occidentale.
Putin non ha fatto altro che tenere i conti a posto.
E chi dice che ci sono i problemi (non mi sono mai sognata di dire che la Russia è il bengodi) farà bene a confrontare il PIL russo di oggi con quello del 1999, a confrontare il debito di oggi con il debito degli anni Novanta, a qualificare il reddito pro capite odierno e confrontarlo con l’epopea postcomunista.
Perché quel che a pochi evidentemente è chiaro è che ogni alternativa a Putin oggi è MORTALE per la Russia, da una parte e dall’altra.
Da una parte ci sono le teste calde dell’estrema destra e dell’estrema sinistra che vorrebbero una Russia nazionalista e imperialistica (col risultato di scatenare gli idioti filoamericani “Ecco! La Russia vuole aggredirci tutti!!”) oppure il ritorno del comunismo con tutti i suoi sfasci.
Dall’altra i soliti liberali del cazzo, i Navalnyj, quelli che rivorrebbero il ritorno alle epoche del liberismo sfrenato, quando la Russia era un inferno invivibile. Sono sempre minoritari ma in lieve crescita.

La realtà è secondo me un’altra.
Il vero punto debole di Putin è la politica estera.
Dopo il capolavoro compiuto in Siria, è come se Putin si fosse avvitato in una sorta di spirale prudenzialista.
L’Ucraina è stata lasciata praticamente sola a se stessa, idem la Georgia.
E’ come se Putin si fosse fidato del nuovo corso di Trump e avesse abbandonato la prospettiva di allargare la propria sfera di influenza in Europa.
L’alleanza con la Cina se così stretta rischia di rivelarsi mortale per la Russia perché la Cina è un’America meno intelligente ma non meno brutale e imperialistica.

Il destino della Russia è invece l’Europa.
Putin continua a pregare i paesi europei di togliere le sanzioni ma non offre nulla in cambio.
Non offre sostegno né militare né economico ai paesi europei che volessero uscire dalla NATO e dall’Unione Europea, non ha grande considerazione di personaggi sicuramente limitati sul piano politico come Salvini e la Le Pen (Berlusconi è la merda ma nei suoi momenti migliori valeva venti volte Salvini) ma che tuttavia hanno più volte strizzato l’occhio verso la Russia.
Ha deciso invece di fidarsi degli Stati Uniti con il trattato di Helsinki che per me è come il patto Molotov-Ribbentrop: fu quel patto una grande cavolata di Stalin che si fidò di Hitler, è il patto di Helsinki una grossa stupidata di Putin che si è fidato di Trump.
Sul momento evita l’inasprimento delle tensioni con gli Stati Uniti ma nel medio e lungo termine ottiene il risultato di scaricare il sovranismo europeo tra le braccia di Trump, facendo il gioco degli USA, i quali temono come la peste i sovranismi europei (e stanno mettendo in campo tutte le proprie armate) proprio perché sanno che se si forma una saldatura tra Europa e Russia, per gli USA è la fine.
Di conseguenza, Trump sta sterilizzando le volontà sovraniste europee proprio perché c’è un Putin che ha abbandonato l’Europa al suo destino.

Putin è ancora in tempo per cambiare la rotta ma adesso deve giocarsi la carta più importante: esportare il putinismo.
E’ inutile che si faccia soverchie illusioni: gli americani vogliono la morte della Russia, la sua distruzione, la trasformazione in colonia angloamericana.
E questa è una cosa che non cambierà, chiunque sia il presidente.
Sarà che sono anche italiana ma sono sempre stata convinta che l’alleato naturale della Russia sia l’Europa, non la Cina.

Tutto questo nulla toglie al fatto che anche internamente ci siano problemi.
Ma quando un paese ha un’estensione tale da occupare due continenti, la politica estera e la politica interna coincidono.
Se la Russia investe nell’Europa, ne ricava anche vantaggi interni.
Questa è la cosa che molti analisti e purtroppo anche molti russi sembrano essersi dimenticati.
O la Russia inizia a promuovere l’uscita dalla NATO dei paesi europei o per Putin sarà l’inizio del declino, quello vero.
E con il declino di Putin, anche quello russo.

 

Natalia Castaldo

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/NatalinaOrsa/posts/430057800852063?__tn__=K-R

18.09.2018

visto su http://italiaeilmondo.com/2018/09/19/putin-contro-putin-di-natalia-castaldo/

Pubblicato da Davide

11 Commenti

  1. Non posso che trovarmi d’accordo con quanto affermato nell’articolo su Putin.
    Mettersi nella posizione a pecora in geo-politica non paga.
    Un conto é la prudenza, un altro contro è l’arretramento continuo motivato da fiducia nei confronti di un partner (ma possono definirsi tale gli USA) che sistematicamente la tradisce.

  2. io sono forse il solito grillino populista,ingnorante che non capisce un c…o di politica estera o interna,qui si parla di politica estera,Putin sta faccendo i c…i della russia,voi (noi) quando incominceremmo a fare la nostra politica (populista) per il nostro bene,le caciotte ,il parmigiano,il made in Italy quando lo venderemmo??
    questa con il suo articcolo ha solo sparato cazzate,e grazie a “comedonchisciotte” che fa passare anche (apunto) queste cazzate (ben venga)
    e per finire in bellezza,grazie di essistere………………………………………..PUTIN

  3. E’ un articolo che sembra diretto più ai russi che ad un pubblico occidentale…prendete la “percezione” che si ha del patto Ribbentrop-Molotov: da un lato un errore, dall’altro un accordo geniale…tutto dipende da che parte si osseva la situazione, se da Est o da Ovest. Forse non conviene un’alleanza stretta con la Cina? Può essere, ma oggi è troppo presto per dichiararlo urbi et orbis. D’altro canto, per come viene intesa la politica russa nelle cancellerie occidentali…sì, ci fu un momento che rimasero tutti sbalorditi: la Georgia. Tutti si stupirono come la Russia mostrò unghie e denti a Tblisi, fregandosene (apparentemente) delle reazioni occidentali. Già in Crimea si notò il mutamento: sanzioni. Oggi, in Siria, Putin sa che il rischio è grande: basterebbe dare qualche S-400 ai siriani…già…e dopo? Per quel che ne posso capire, forse gli conviene stare attaccato al Patto di Shangai e fidarsi, a piccolissime dosi, dei vari, emergenti leader euroamericani. Putin è astuto ed ha esperienza, di più non si può dire.

  4. Dal punto di vista storico gli zar che si sono protesi verso l’europa sono stati sempre trattati male dai paesi europei la Santa Russia si è sempre arrangiata da sola purtroppo il suo vasto territorio ricco di risorse è stato e tuttora viene visto come meta di conquista

  5. Ci sono due modi di rapportarsi ad un altro Paese: 1) sfruttarlo senza ritegno destabilizzandolo per impoverirlo e sottometterlo 2) aiutarlo a crescere in cambio di vantaggi commerciali di reciproco scambio nel rispetto delle attuali differenze culturali.
    Basta guardare all’Africa per capire come occidente e Cina siano orientati in uno di questi due opposti modi, con tutte le sfumature e le eccezioni del caso.

    Il primo modo ha radici storiche di lungo periodo, il secondo è proiettato nel futuro, ed è vincente se si è più ottimisti nella sopravvivenza dell’umanità in una prospettiva di crescente equità sociale e consenso democratico.

    Purtroppo oggi stiamo dalla parte sbagliata della storia, ed anche gli altri blocchi in gioco non danno (e non possono dare in questo contesto competitivo) sufficienti garanzie di puntare stabilmente alla nuova e più razionale modalità, l’unica compatibile con la progressione esponenziale della potenza tecnologica.

    Ma per fortuna il motore trainante dell’ancien regime è vecchio e stanco, sempre più prossimo a schiattare.

  6. @enricodiba
    I cinesi prima di ‘invadere’ la Russia casomai invadono al confine il Kazakhstan, nono Peese al mondo per territorio e ricchissomo di mateia prima di ogni tipo; sono circa diciasstte milioni di abitanti per cui non bisogna neppure sparare ma è sufficiente attraversare il confine con le valigie. Cosa che ora fanno abitualmente come fornitori di mano d’opera.
    Per ora invadono i nostri consigli di amministrazione e l’Africa con infrastrutture, avamposto
    per la successiva residenza fissa.
    Nella Storia chi più chi meno è stato invasore ed imperialista,anche noi modestamente
    in Africa Orientale Italiana.

  7. Il saldarsi di un’alleanza Russia – Cina metterà l’Europa in fortissima crisi, mi pare le avvisaglie ci siano tutte. O gli europei si riposizionano o saranno mangiati, gli Usa ormai esistono solo per la difesa degli interessi prevaricanti di Israele, cessato quel compito verranno ingoiati dalla storia ….

  8. Più che “Putin vs Putin”, l’interrogativo è “quando Putin diventa Putin?” Andando a ritroso nel tempo, vediamo che Putin nasce nel vivaio di Eltsin, apparentemente in linea con gli sviluppi liberali e liberisti dell’epoca, con un’America considerata partner, se non addirittura “amica”. La prima doccia fredda che portò al risveglio dei russi, anche quelli più avversi al comunismo e all’URSS e di Putin, fu l’affondamento del Kursk da parte degli americani. Fu subito chiaro che gli USA non avevano nessuna intenzione di “democratizzare”, “liberalizzare” l’ex URSS e la Russia, facendo leva su una nuova classe borghese neo arricchita, ma semplicemente conquistarla direttamente e occuparla militarmente. Strategicamente apparve chiaro che la guerra cecena non aveva niente a che vedere con le rivendicazioni religiose di 4 fanatici islamici, ma era una guerra per procura degli USA che attaccava la Russia da sud. Con la vittoria cecena inizia l’epopea di Putin, che avviò da subito il riarmo dell’obsoleto esercito dell’ex URSS. E’ l’inizio di una guerra che dura tuttora su tutti i fronti, militari politici, economici e geostrategici a vari livelli, il cui esito finale dobbiamo ancora vedere. Economicamente e militarmente, oltre che demograficamente, il centro del mondo di sta spostando sempre più dall’Atlantico all’ Asia, in quell’heartland di MacKinder, che gli inglesi e americani vedono come uno spauracchio esistenziale. Da qui parte la reazione scomposta degli anglo americani con vassalli europei al seguito. L’Europa non esiste, per gli americani (e inglesi v. brexit) è semplicemente un trampolino di lancio per condurre la guerra alla Russia, per i Russi e cinesi è semplicemente un mercato, il più grosso mercato (pagante) del mondo, dove fare shopping e vendere merci. Fra le merci più pregiate c’è l’energia, gas e petrolio che la Russia vende in Europa a prezzi molto competitivi. Su questo punto si gioca una battaglia che è fondamentale, insieme a quella sulla moneta(dollaro) e la finanza, per la vittoria definitiva dell’una o dell’altra parte. Ecco quindi che il South Stream 2 con la Germania assume un’importanza vitale per le relazioni geostrategiche, ma sono in ballo anche il Turkish Stream, la TAP e il giacimento di Zohr dell’Egitto del caso Regeni.

  9. Berlusconi 20 volte migliore di Salvini? Mah! Allearsi al governo italiano sarebbe un’ottima idea, anche perché l’Italia di Conte/Salvini/DiMaio sta riprendendo un ruolo centrale nel paesaggio europeo. Poi per quanto ne so, Trump è a favore dei sovranismi europei e non contro. Inoltre Trump sta al momento lottando con il Deep State, il governo ombra che ha sempre manovrato tutto usando i presidenti come burattini e che non si aspettava la sua vittoria, quindi le decisioni USA saranno sempre doppie finché la situazione non si stabilizza a favore di Trump, che ha promesso di bonificare la palude corrotta di Washington. Il nostro attuale governo dovrà sua volta bonificare la palude di corruzione dilagante da tempo immemore nelle nostre istituzioni.

  10. Non saprei dire se l’autrice conosce Putin e la politica russa, quella italiana non la mastica molto.
    Il punto è che Putin non ha di fronte l’europa, ma un branco di cani che si mordono l’un l’altro al guinzaglio di Zio Sam, un padrone malridotto con un nodoso randello in mano ed in preda a vari disturbi psichici,