PNAC: Rebuilding America's Defenses

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– Una Biopsia dell’Imperialismo

DI SARAH MEYER

PARTE 1: Operazione Imperialismo: la Missione Costante

  1. Progetto per un Imperialismo
  2. Operazione Imperialismo, la Missione “Costante”
  3. Appendice: firmatari per ricostruire le difese dell’America

1. PROGETTO PER UN IMPERIALISMO

Una superpotenza non deve avere imperativi morali. Deve avere imperativi strategici. Il suo scopo non è sostenere la vita delle altre persone, ma di sostenere se stessa. George Monbiot, The Moral Myth, 25-11-03.

Il trattato più autorevole del 19° secolo fu “Das Kapital” (1848) di Karl Marx. Il 20° ha conosciuto due diverse importanti esposizioni di principi e pensiero. Adolf Hitler pubblicò “Eine Abrechnung” (Una Valutazione) nel 1925 e “Die Nazionalosozialistische Bewegung” (Il Movimento Nazional-Socialista) nel 1926. Assieme, questi due libri vennero conosciuti come “Mein Kampf” (La Mia Battaglia). Nel 1964, il Popolo della Repubblica Cinese pubblicò il Libretto Rosso, una collezione di estratti dai discorsi e dagli scritti di Mao Tse Tung.

Il 20° secolo si concluse con un progetto per l’imperialismo – non un libro, bensì un sito web chiamato Progetto per un Nuovo Secolo Americano.1
“Puntiamo a creare il presupposto e una fonte di supporto per la leadership globale americana.2” Dichiarazione programmatica del PNAC (Project for a New American Century), 3 Giugno 1997.

Il gruppo originario del PNAC, formato da persone conosciute come “neo-conservatori” 3, era in primo luogo indirizzato alla concentrazione di armi “per preservare la pace (sic)” (p. 7), in seguito a “una decade di negligenza difensiva.” (p. 16).

RICOSTRUIRE LE DIFESE DELL’AMERICA

All’interno del sito web del PNAC c’è una dichiarazione (2000) chiamata Rebuilding America s Defenses (pdf).

Questo documento è basato sulla Defence Policy Guidance del Vice Presidente Cheney, abbozzata nel 1992 da Paul Wolfovitz e Lewis Libby del Dipartimento della Difesa.

Michale Klare scrive: “Questo (1992) documento auspica un intervento militare statunitense proattivo per dissuadere e prevenire la nascita di un possibile contendente, asserisce inoltre che gli Stati Uniti devono usare tutti e qualsiasi mezzo necessario per prevenire che ciò possa accadere.” A quel tempo la gente fu “inorridita” e il documento venne ritirato; attualmente è ancora non disponibile. Venne successivamente incorporato nel Settembre 2002 nella National Security Strategy of the United States of America (pdf).

Un libro di prossima uscita4, “Deadly Doctrine No 1 Strike First – Objectives and Operations of America’s Neoconservative Mafia”, indaga sugli anni di sforzi da parte di Paul Wolfovitz e “le macchinazioni neo-conservatrici” che sono poi culminati nella pubblicazione del National Secure Strategy del 2002. L’autore afferma che questo è ancora “il documento di guida strategica militare del paese”. Il primo capitolo del libro (in inglese) può essere letto qui.

La spinta del PNAC, di cui Rebuilding America’s Defenses è il documento principale, è basata su questo documento del 2000. I firmatari5 “hanno partecipato ad almeno un project meeting o presentato un documento perché venisse discusso.” Sia Libby (ora in stato di accusa) sia Wolfovitz (che ora sta ricevendo le lamentele del suo entourage alla World Bank) erano sia membri fondatori del PNAC sia firmatari del documento Rebuilding America’s Defenses.

Questo documento RAD è stato negli ultimi tempi oggetto di particolare attenzione. Proprio mentre sto allestendo questo blog, per esempio, Peter Phillips descrive il Global Dominance Group e le sue connessioni con il PNAC / Rebiulding America’s Defenses.

DA “RICOSTRUIRE AMERICA’S DEFENSES”: OPERAZIONE IMPERALISMO

Gli Stati Uniti, afferma il Rebuilding America’s Defenses, non teme nessun rivale a livello globale. La “grande strategia americana dovrebbe essere orientata a preservare ed estendere questa posizione vantaggiosa il più a lungo possibile nel futuro.” (pag. 8)

“Se deve essere mantenuta ed estesa una pace americana, questa deve avere delle solide fondamenta sulla sua indiscutibile predominanza militare.” (pag. 16)

“Per preservare la predominanza militare statunitense, è essenziale sperimentare nuove tecnologie, in particolar mondo informatiche. La “rivoluzione” nella trasformazione militare americana è ancora una volta sottolineata.” (pag. 62)

La Missione Costante: “mantenere la supremazia militare che è coerente con le esigenze di una strategia di una leadership globale Americana con una difesa missilistica globale” che protegga e controlli la terra, l’aria, il mare, lo spazio e il cyberspazio. (pag. 63)

“La costruzione di un sistema efficace, robusto, stratificato e globale di difesa missilistica è un prerequisito per mantenere la supremazia statunitense.” (pag. 66)

“Il prezzo della supremazia Americana è che, attivamente come è stata ottenuta, altrettanto attivamente deve essere mantenuta.” (pag. 85)

“Se gli Stati Uniti devono mantenere la loro supremazia – e la rivoluzione militare attualmente in corso è già una rivoluzione portata avanti dagli Stati Uniti – il Pentagono deve energicamente iniziare a trasformare l’esercito statunitense.” (pag. 86)

“Il mantenimento della pace Americana richiede che le forze americane siano predominanti quando vengono chiamate a fronteggiare avversari diversi tra loro nel futuro.” (pag. 87)

“La leadership globale non è qualcosa che viene esercitata nel nostro tempo libero, quando siamo dell’umore adatto o quando gli interessi principali della sicurezza nazionale sono minacciati direttamente; a quel punto è già troppo tardi. E’ invece una scelta se mantenere la predominanza militare americana oppure no, se blindare la leadership geopolitica e preservare quindi la pace americana.” (pag. 88)

2. Operazione Imperialismo: la Missione “Costante”

Brian Bogart , in un eccellente saggio, ha scritto: “Il nostro dilemma deriva dall’aver adottato, nel dopoguerra, un’economia basata sul militarismo piuttosto che un’economia basata sulla persona. Questa politica, definita da Paul Nitze banchiere di Wall Street, è incastonata nel NSC-68, un documento firmato dal presidente Truman nel 1950.” Qui, dice Bogart, è dove l’America “ha intrapreso la strada sbagliata.” Le idee di Nitze (fino a che non le ritrattò prima di morire) sono legate a filo doppio con Cheney, Wolfovitz, (Darth Vader) Perle, Rumsfeld.

Bogart riporta le parole di Dwight Eisenhower, quando lasciò il suo incarico nel 1961:

“Nelle sedute del Governo, dobbiamo guardarci dall’acquisizione ingiustificata di influenza, sia volontaria che involontaria, del cartello dell’industria militare. Esiste il pericolo di un disastroso aumento di potere nelle mani sbagliate, e continuerà a esistere. Non dobbiamo mai permettere che questa pericolosa combinazione metta in pericolo le nostre libertà e il processo democratico.”

Il discorso di addio di Eisenhower è mostrato nel film Why We Fight, “che esamina la moderna macchina militare americana e la moderna ideologia militare americana.” Un video di questo film può essere visto qui.

Gore Vidal ha recentemente scritto che è stato “accreditato” come la prima persona a “riferirsi ereticamente” agli Stati Uniti come ad un impero. All’età di 80 anni, egli può ora essere apprezzato per il suo egotismo e applaudito per la sua lungimiranza storica. In President Jonah, egli ha discusso, con intelligenza e humor, “l’antipatia nei confronti della democrazia” dell’attuale amministrazione Bush.

In caso ci sia ancora qualcuno che esiti nel definire gli Stati Uniti un “impero”, la definizione dell’Oxford English Dictionary di “impero” è: “Dal francese: imperium; dal latino: imperator. Dominio assoluto, controllo supremo; un territorio esteso, in special modo un aggregato di diverse nazioni.”

Il piano per un impero americano è sul web. Chiunque lo può leggere. Le frasi mantenere e prolungare il più lontano possibile nel futuro un’espressione visibile ed ampia della grandezza dello status degli Stati Uniti come superpotenza, questa frase definisce lo scopo dell’America.

Ci sono anche altri documenti da guardare. Nel caso qualcuno pensi che tutti gli americani siano ingenui – inconsapevoli del risultato delle loro azioni – legga, per esempio, l’articolo Constant Conflict di Ralph Peter, pubblicato nel 1997 sull’US Army War College Quarterly.

“Non ci sarà pace. In ciascun momento per il resto delle nostre vite, ci saranno conflitti multipli in forme sempre diverse attorno al globo. Conflitti violenti domineranno i titoli dei giornali, ma la lotta economica e culturale sarà costante e alla fine più decisiva.”

Il problema patologico con i neoconservatori è che sono miopi: non vogliono sentire nessun tipo di critica o vedere ciò che può essere in conflitto con le loro ambizioni. A loro non importa quante persone possono venire uccise. La moralità non esiste nella loro ricerca corporativa.

Nel marzo 2003, George Monbiot ha scritto: “Coloro che supportano l’incombente guerra contro l’Iraq rifiutano di vedere che la cosa abbia a che fare in qualche modo con la dominazione globale americana.”

Anche Ghali Hassan esprime il pensiero di molti in questo mondo.

“L’amministrazione Bush, i suoi vassalli e i mass media hanno adottato il cliché della “democrazia” per giustificare l’invasione e l’assassinio di massa di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini iracheni innocenti. Tuttavia, sin dall’inizio dell’invasione e dell’occupazione dell’Iraq, l’obiettivo degli Stati Uniti era evidente: distruggere l’Iraq, instaurare un governo fantoccio e saccheggiare le risorse naturali della nazione.”

Il nuovo piano ventennale Quarterly Defense Review (QDR)6 del 2006 (PDF) sta attualmente causando molte discussioni sul web. I problemi, le dichiarazioni, i dibattiti e i commenti ufficiali si possono trovare qui oppure uno può leggere i punti chiave qui.

Questo documento Quarterly Defense Review si apre con la frase: “Gli Stati Uniti sono una nazione coinvolta in quella che sarà una lunga guerra.”

Robert Dreyfus afferma che il nuovo Quarterly Defense Review è “il piano definitivo dell’amministrazione Bush per l’Impero,” che è “di portata generazionale.” Questa non è una “rivalutazione” e nemmeno una “ammissione che gli Stati Uniti abbiano iniziato qualcosa che non sono in grado di portare a termine,” come suggerito da Simon Tisdall nel Guardian del 7 febbraio.

Il documento del PNAC afferma molto chiaramente, a pagina 8, che “la grande strategia americana dovrebbe puntare a preservare ed estendere questa posizione vantaggiosa il più a lungo possibile nel futuro.” Mr. Rumsfeld ha semplicemente trovato un nuovo slogan, nella migliore tradizione corporativa. I “nuovi obiettivi” sono discussi in diversi punti del Rebuilding America’s Defenses. La parola “trasformazione” è usata frequentemente, da cui ne deriva che il bisogno di denaro7 è molto enfatizzato.

Riferendosi all’aggettivo “lunga”, durante la conferenza stampa un giornalista ha chiesto se quella in Iraq sarebbe stata una “lunga guerra”, Mr. Rumsfeld ha risposto: “Non penso che quella in Iraq sarà una lunga guerra.” Il Capo Brigata Generale Kimmitt ha parlato di “riposizionamento” (“reposturing” parola che non esiste nell’Oxford English Dictionary”) delle forze militari, ha inoltre affermato che gli Stati Uniti “non avrebbero mantenuto nessuna base a lungo termine in Iraq.” 8

Nel gennaio 2006, il Presidente Carter ha detto: “Quello che io credo è che ci sono in questo momento persone a Washington, alcuni dei nostri principali leader, che non hanno nessuna intenzione di ritirare le nostre forze militari dall’Iraq e stanno invece prospettando una nostra presenza nei prossimi 10, 20, 50 anni.”

Dobbiamo perciò insistere sulla definizione che il governo statunitense dà della parola “lungo” in ogni occasione in cui viene pronunciata.

Sohbet Karbuz chiede: Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti… Difesa dell’Impero? Egli fornisce 5 fatti essenziali sul Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti:

Fatto 1: Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è uno dei maggiori proprietari immobiliari al mondo.

Fatto 2: Se il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti fosse una nazione, sarebbe al 17° posto nella graduatoria dei prodotti interni lordi.

Fatto 3: Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è il maggiore consumatore di petrolio degli Stati Uniti e il 31° nel mondo.

Fatto 4: il fante americano è il soldato a più alto consumo energetico mai visto su un campo di battaglia.

Fatto 5: L’esercito statunitense è il maggior acquirente di petrolio nel mondo.

Il Dott. Karbuz mi ha chiesto di aggiungere anche un Fatto 6: il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è il maggior datore di lavoro del mondo (pag. 75), impiegando direttamente più di 3 milioni di persone. Egli fornisce inoltre un’eccellente lista di riferimenti a piè di pagina. L’articolo è imprescindibile e può essere trovato qui.

Domanda: Quanto a “lungo” dovremmo lavorare per poter smantellare l’impero dell’attuale amministrazione Bush? Ci sarà un futuro attuabile?

APPENDICE:

FIRMATARI9 di Rebuilding America’s Defenses:

Roger Barnett, U.S. Naval War College
Alvin Bernstein, National Defense University
Stephen Cambone10, National Defense University, Undersecretary of Defense for Intelligence
Eliot Cohen, Nitze School of Advanced International Studies, Johns Hopkins University
Devon Gaffney, Cross Donors’ Forum for International Affairs Thomas Donnelly, Project for the New American Century, American Enterprise Institute
David Epstein, Office of Secretary of Defense, Net Assessment
David Fautua, Lt. Col., U.S. Army
Dan Goure, Center for Strategic and International Studies
Donald Kagan, Yale University
Fred Kagan, U. S. Military Academy at West Point
Robert Kagan,11 Carnegie Endowment for International Peace; Washington Post writer
Robert Killebrew, Col., USA (Ret.)
William Kristol, The Weekly Standard
Mark Lagon, Senate Foreign Relations Committee
James Lasswell, GAMA Corporation I.
Lewis Libby, Dechert Price & Rhoads, Assistant to the President
Robert Martinage, Center for Strategic and Budgetary Assessment Phil Meilinger, U.S. Naval War College
Mackubin Owens, U.S. Naval War College, Foreign Policy Research Institute
Steve Rosen, Harvard University, ex-Director of Foreign Policy Issues, in attesa di giudizio
Gary Schmitt, Project for the New American Century, board of directors, U.S. Committee on NATO, author
Abram Shulsky, The RAND Corporation
Michael Vickers, Center for Strategic and Budgetary Assessment Barry Watts, former director of Northrop Grumman Corporation, author of The Military Use of Space: A Diagnostic Assessment
Paul Wolfowitz, Nitze School of Advanced International Studies, Johns Hopkins University, now World Bank President
Dov Zakheim, System Planning Corporation, left DoD 2004

Note:
[1] Vedi William Rivers Pitt, The Project for the New American Century
[2] Il corsivo da qui in poi è mio se non altrimenti riportato

[3] Per una lista di 50 persone definite “neoconservatrici” si veda qui. I numeri variano da 320 (Bogart) a 400 (Phillips)
[4] Books: Imperial Designs by Gary Dorrien è raccomandato. Rise of the Vulcans, by James Mann, che è, a mio parere, un membro del PNAC clan.
[5] Vedi Appendice
[6] Precedenti rapporti del QDR possono essere visti qui: 1997, 2001 and 2005.
[7] Se ne discuterà in un prossimo blog sul PNAC.
[8] Si veda la prossima Parte II, le basi americane
[9] Per ulteriori dettagli sui firmatari si cerchino i nomi presso http://www.sourcewatch.org/ e presso http://www.wikipedia.org/
[10] Vedi The Secret World of Stephen Cambone, Rumsfeld s Sorcerer, by Jeffrey St. Clair, estratto dal suo nuovo libro “Grand Theft Pentagon”
[11] Autore di “Of Paradise and Power: America and Europe in the New World Order”, da cui deriva la famosa citazione: “Gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere: concordano su poche cose e si capiscono sempre meno.” Sua moglie è Victoria Nuland, l’attuale US deputy chief of mission della NATO.

Sarah Meyer
Fonte:http://indexresearch.blogspot.com
Link: http://indexresearch.blogspot.com/2006/02/pnac-rebuilding-americas-defenses.html
9.02.06

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARQO

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