FONTE: PETROLITICO (BLOG)
Finirà prima il petrolio o il lavoro? La risposta è che, già oggi, vi è una marea di laureati senza futuro: la logica sembra senza scampo, ovvero prima del petrolio saranno molti iper-specializzati a dover sparire, a meno di convertirsi a delle manualità post-moderne (o "neo-antiche").
Quante famiglie che hanno sostenuto con investimenti di migliaia di Euro per lauree che non portano nulla, ne' professionalmente, ne' economicamente ed avvicinano i giovani alla frustrazione ed alla depressione... Un fuori-sede a Parigi, in cinque anni di corso di laurea, ha speso solo per l'alloggio (ed avere delle borse di studio è sempre più difficile) almeno 40000 Euro. Ottimo per chi affitta le case, ma è creare lavoro questo? E' "creare futuro"? Non è piuttosto un rozzo modo di mantenere alto il vessillo della speculazione?
Notizia fresca dalla Francia*: il 57% dei laureati nel corso del 2011 è tuttora senza lavoro. Dei restanti che hanno dichiarato di aver lavorato, solo il 58% lo ha fatto con un contratto di lavoro remunerato di almeno sei mesi. Il tempo di "attesa" per un posto di lavoro aumenta in maniera costante e sempre più giovani finite le scuole medie scelgono la formazione professionale, anche se il loro profilo corrisponderebbe a quello per intraprendere gli studi liceali... Ed hanno ragione. A che serve passare dentro le istituzioni scolastiche 18-19 anni della propria vita? Gente che nasce oggi, magari col pallino un giorno di diventare un genio dell'elettronica, sarà pronta per il lavoro nel 2038, quando in area OCSE prolungando grossolanamente la curva della disoccupazione si ottiene nella migliore delle ipotesi un 40% di disoccupazione medio (50% per l'Italia e 55% per la Francia).
E non ho citato l'aspettativa di vita secondo il "Limits to Growth (revisited)"** di chi nasce oggi in Europa, che non è di 75 anni in media, ma piuttosto di 45.
Fonte: http://petrolitico.blogspot.it
Link:
http://petrolitico.blogspot.it/2012/05/picco-dei-laureati-dopo-quello-del.html
31.05.2012
*link: http://www.boursier.com/actualites/economie...
**link: http://greatchange.org/ov-simmons,club_of_rome_revisted.html
Nauseato 5 giugno 2012
Uno tra i numerosi problemi italiani al riguardo è che tutto il disastro ha origine fin dalle scuole elementari e come la nota valanga dei cartoni animati s'ingigantisce man mano che prosegue.
L'italia è un paese che presenta paurose percentuali di analfabetismo (oltre il 65%) tra totale, semi-totale e di ritorno.
Vedere: La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione (Franco Angeli 2000); Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni (Armando editore 2006).