Perchè la ’Sinistra’ è morta e sepolta (riproposto)

Gilad Atzmon
gilad.online

Introduzione: dopo la catastrofica sconfitta del suo partito, l’umiliato leader laburista Jeremy Corbyn ha annunciato stamattina che avrebbe discusso con il partito la necessità di un “processo di riflessione” e ha promesso che egli stesso “guiderà il partito durante questo periodo, per assicurarsi che la discussione abbia luogo.”

Non mi faccio troppe illusioni, in attesa che il Partito Laburista superi i suoi problemi più gravi. Come primo passo verso la ripresa, consiglierei a Corbyn e al suo partito da operetta che, invece di sospendere ed espellere i membri del partito per aver letto ciò che scrive il sottoscritto, invece di espellere i parlamentari che hanno sostenuto il mio diritto di guadagnarmi da vivere come musicista o di spendere centinaia di migliaia di sterline dei contribuenti per cercare di placare una rabbiosa lobby straniera di destra,  dovrebbero invece fare di tutto per rendere il mio lavoro una lettura obbligatoria per i membri e la leadership del Partito Laburista.

In questo articolo del febbraio 2019 spiegavo perché la Sinistra è morta e sepolta e perché il Partito Laburista di Corbyn è un sintomo di quel disastro totale che è la Sinistra contemporanea.

Sembra che non ci sia molto di sinistra nella Sinistra e ciò che ne rimane non ha nulla a che fare con la “Sinistra.”

L’attuale politica della “Sinistra” è distaccata dalla propria base elettorale naturale: la classe lavoratrice. La cosiddetta “Sinistra” è fondamentalmente il simbolo identitario dei “lettori del Guardian,” un’espressione critica attribuita alle persone della classe media che, per qualche ragione, affermano di sapere che cosa vada bene per la classe lavoratrice. Come è potuto succedere alla Sinistra? Perché è fallita e di chi è la colpa?

Una delle risposte è la gerarchia. Il mondo capitalista e quello delle multinazionali operano su  base fortemente gerarchica. Il percorso verso la leadership all’interno di una banca, nella gestione di una società commerciale a livello globale o persino quello di un alto comando militare è di natura evolutiva. Un potere del genere viene acquisito tramite una impegnativa scalata all’interno di un sistema sempre più esigente. Si tratta della sopravvivenza del più adatto. Ogni scalino comporta nuove sfide. Il fallimento in uno qualsiasi dei passaggi potrebbe facilmente provocare una battuta d’arresto o addirittura la fine della carriera. Ai vecchi tempi, anche la Sinistra operava in base ad un sistema gerarchico. C’èra un percorso lungo e impegnativo, dal sindacato locale dei lavoratori fino al partito nazionale. Ma la Sinistra non è più gerarchica.

L’ideologia di sinistra, così come la politica della classe operaia, inizialmente era il sottoprodotto della rivoluzione industriale. Era nata per rispondere ai bisogni e alle esigenze di una nuova classe emergente: quella delle persone che lavoravano giorno e notte per arricchire gli altri. Ai vecchi tempi, quando la Sinistra era un’avventura significativa, i politici di Sinistra si facevano le ossa nei sindacati dei lavoratori. Chi si era distinto nel rappresentare e migliorare le condizioni dei propri compagni di lavoro entrava nei sindacati e, infine, nei partiti nazionali. Niente di tutto ciò esiste più.

In un mondo senza produzione, la classe lavoratrice è stata rimossa dalla catena dei consumi e trasformata in una “sottoclasse.” Il politico della Sinistra contemporanea non ha nulla a che vedere con i disoccupati e, tanto meno, con la classe dei senza lavoro. I sindacati sono in gran parte defunti. Non troverete molti politici laburisti che hanno lavorato in fabbrica e che escono veramente dalle file dei lavoratori. Nessun politico contemporaneo di sinistra, compresi Jeremy Corbyn e Bernie Sanders, è il prodotto di un passaggio attraverso un sistema gerarchico molto esigente, questo perchè un sistema del genere nella Sinistra non esiste più da almeno quarant’anni.

Nella maggior parte dei casi, il politico della Sinistra di oggi è un attivista universitario della classe media, selezionato attraverso l’attività politica di partito. Invece di combattere per il lavoro e l’occupazione, la Sinistra ha abbracciato l’assai divisiva battaglia identitaria. Mentre la vecchia Sinistra tendeva ad unificare, mettendosi in prima fila nella lotta contro gli orribili capitalisti, e non si preoccupava se eravate uomini o donne, bianchi o neri, ebrei o mussulmani, gay o etero, la nostra attuale “Sinistra,” in realtà, promuove le differenze e le divisioni razziali perchè spinge le persone ad identificarsi con la propria biologia (colore della pelle, genere, orientamento sessuale, gene materno ebreo ecc.) Se la vecchia Sinistra ci univa contro i capitalisti, la “Sinistra” contemporanea ci divide e lo fa con i fondi che raccoglie dalle fondazioni capitaliste, come l’Open Society Institute di George Soros.

Il Partito Laburista Britannico ne è un ottimo esempio. È sordo al grido delle classi inferiori. Afferma di prendersi cura dei “molti,” ma, in pratica, è solo attento alle poche voci dell’invadente lobby israeliana. Mentre la Gran Bretagna è alle prese con il cruciale dibattito sulla Brexit, il Labour britannico si è concentrato invece su false accuse di “antisemitismo.” È difficile vedere come qualsiasi organo politico di sinistra in Occidente abbia anche solo l’intenzione di dare più lavoro al popolo. La Sinistra non ha nulla da offrire per la costruzione di una società migliore per tutti. È impossibile trovare la Sinistra all’interno della “Sinistra” contemporanea.

Perché è successo alla Sinistra, perché è diventata irrilevante? Perché ormai la Sinistra è un sistema non gerarchico. È un amalgama di persone straordinariamente mediocri che hanno trasformato la politica nella loro “carriera.” La maggior parte dei politici di sinistra non ha mai svolto un lavoro vero e prorio, in cui il denaro viene scambiato per merito, conquiste o risultati. La stragrande maggioranza dei politici di sinistra non ha mai dovuto affrontare le sfide economiche associate al fatto di essere adulti. E’ tragico che tali persone non siano in grado guidare un paese, una città, un distretto o persino un villaggio.

La Sinistra ha avuto un percorso prevalentemente positivo durato circa 150 anni. Ma il suo ruolo è giunto al termine quando la sua condizione mondiale è stata radicalmente trasformata. La Sinistra non è riuscita ad adattarsi. Si è auto-rimossa dall’ethos universale.

Il cambiamento nel nostro paesaggio umano ha creato un bisogno disperato di un nuovo ethos: un nuovo punto di vista che ripristini le radici ateniesi etiche e universali dell’Occidente e che realizzi un nuovo canone di verità e veracità, in contrapposizione all’attuale, cancerosa, tirannia della correttezza.

Gilad Atzmon

Fonte: gilad.online
Link: https://gilad.online/writings/2019/2/28/why-the-left-is-dead-in-the-water-e5w8e
13.12.2019

5 Comments
  1. Holodoc says

    Mah, che dire… anche a destra ci sono solo politici di mestiere che non hanno mai fatto altro nella vita. Però la destra vince!

    Il problema della sinistra quindi non è quello quanto il non volere più difendere i ceti inferiori, cioè non mettere in discussione la facoltà da parte del potere economico-finanzario di sfruttare i lavoratori a piacimento distruggendo nel contempo anche le garanzie sociali, quali pensione, sanità, etc.

  2. fuffolo says

    Le radici ateniesi etiche ed universali dell’occidente
    Che ci hanno lasciato tante parole.
    Ma si dimenticano altre provenienze, forse piu importanti per quanto riguarda modelli ed archepiti e quindi i comportamenti reali. Il silenzio caratteristico di Sparta, secondo questo articolo, permetteva l’intuizione e la visione, poste ad un livello superiore alla conoscenza razionale.
    https://www.maurizioblondet.it/sul-silenzio-di-sparta/

  3. PietroGE says

    Non sono d’accordo con l’analisi di Atzmon. Non è vero che la sinistra non ha più una classe di riferimento o una ideologia, solo non ha la classe di riferimento storica della quale faceva gli interessi e non ha più l’ideologia di un tempo, soppiantata da una caricatura di ideologia che avrebbe fatto scandalizzare i padri nobili. Il ceto sociale di riferimento per la sinistra oggi sono gli immigrati e la (pseudo) ideologia che porta avanti è l’opposizione ad ogni cambiamento, l’anti razzismo, la distruzione del concetto di popolo e delle identità. Al contrario di quello che dice Atzmon, la sinistra è contro le identità perché ha come fine ultimo la società individualistica, emancipatoria, meticciata sino a diventare irriconoscibile. Inutile dire che questa è una chimera, che le identità si ricompongono prima o poi lungo le linee di separazione etnico-religiose, con conseguenze facilmente immaginabili, come si comincia a vedere nelle periferie delle metropoli europee. In Italia poi si assiste al fenomeno da baraccone di una sinistra che si vergogna persino di scendere in piazza con i propri simboli cercando di dissimularsi in un movimento ‘contro’ qualcuno e qualcosa perché non ha nessuno e niente da proporre in positivo.

  4. Primadellesabbie says

    Sono cambiate le partiture, l’attuale avversario delle sinistre, che é contemporaneamente un efficace cavallo di Troia e un fertile generatore di contraddizioni, é costituito dal consumismo, che é organizzato da ambienti finanziari sostanzialmente extraparlamentari che, per la politica, utilizzano i partiti conservatori e “disturbano” i partiti potenzialmente avversari.

  5. Simone A says

    L’autore rimane impantanato nel problema della “meritocrazia”, la sinistra stà pagando proprio per la sua assenza di meriti. La selezione all’interno della sinistra è meritocratica per il partito, basata sulla fedeltà ad esso ed al suo group thinking, il problema prevalente è che l’ideologia del partito non risponde alla meritocrazia degli elettori: il partito vede la multiculturalità come un vantaggio mentre gli elettori come un danno,il partito vede i poveri in base all’ISEE e favorisce così i migranti mentre gli elettori vedono prima i connazionali che scivolano nella povertà……
    Su questo si innestano le pressioni delle elite, finalizzate al proprio tornaconto, che si concentrano sull’elemento che più si confà agli obbiettivi immediati, spostando il supporto economico da destra a sinistra e dall’alto in basso alla bisogna.

    Anche il sistema elettorale ha penalizzato fortemente i labor inglesi, come in Italia in UK esiste una fortissima polarizzazione centro-periferia: le città più grandi hanno un microclima politico, andando verso l’esterno il clima cambia lasciando vaste aree territoriali relativamente poco popolate con esigienze diverse. Il sistema inglese, come quello USA, è su base territoriale e molta della competizione è giocata sui territori in bilico, questo rende possibile una differenza significativa tra le preferenze aggregate ed i territori: vincere una circoscrizione con il 100% o con il 51% è identico quindi tutti i votanti sopra il 51% sono sprecati ai fini elettorali.

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