L’FDA è implicata nel traffico di feti abortiti

Edie Eipel
thefederalist.com

Anche se non è apparsa in prima pagina sui media nazionali, la scoperta del coinvolgimento del governo degli Stati Uniti nel traffico di feti abortiti è oggi ancora più interessante, dopo l’annuncio di venerdì scorso della Casa Bianca. Su indicazione del presidente Biden, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha ribaltato la politica dell’Amministrazione Trump che proteggeva i non-nati americani dal prelievo di organi e dall’ulteriore profanazione dei loro corpi in nome di una ricerca mascherata da “scienza.”

Questa discutibile decisione dà ora la possibilità ai nostri “migliori e più brillanti” ricercatori e alle agenzie governative, quelle incaricate di guidare il paese verso le scoperte mediche e il progresso scientifico, di usare cute, cervello e bulbi oculari fetali per una ricerca che riguarda tutti noi e che è finanziata con i nostri soldi. Proprio per questo motivo, dobbiamo arrivare fino in fondo a conoscere come le agenzie federali trafficano in organi e parti corporee di feti abortiti.

Questi 10 scioccanti esempi provengono da indagini recenti e dalle ultime email rese pubbliche da una richiesta fondata sul Freedom of Information Act (FOIA) da parte di Judicial Watch.

1. L’FDA ha pagato 2,000 dollari a feto

La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha pagato circa 2.000 dollari per ogni singolo feto, a volte fino a 12.000 dollari per ogni contenitore di organi raccolti.

I registri delle e-mail confermano che la FDA aveva accettato di anticipare ad Advanced Bioscience Resources (ABR), probabilmente la più grande azienda del Paese che commercia in tessuto fetale, circa 2.000 dollari per ogni feto abortito, arrivando a pagare fino a 12.000 dollari, in media, per ogni contenitore di organi, insieme alle spese di imballaggio e spedizione.

2. La FDA ha comprato organi di feti smembrati

La FDA ha comprato organi come fegati, cervelli e bulbi oculari di feti smembrati per centinaia di dollari l’uno, grazie alla collusione di ABR con le Planned Parenthoods locali.

I piani tariffari di ABR e i prezziari ottenuti durante un’inchiesta della Commissione Giudiziaria del Senato degli Stati Uniti ci permettono di valutare quanto valgono le varie parti del corpo di un feto, come se si trasttasse di un animale macellato da vendersi a taglio.

3. ABR ha venduto la cute di un feto di 21 settimane con sindrome di Down

Gli acquisti della FDA venivano calcolati secondo l’attuale “Fees for Services Schedule” di ABR, che manteneva gli stessi prezzi per tutti i clienti. Un registro degli acquisti riporta la vendita di un feto di 21 settimane con sindrome di Down. Gli arti, gli organi e la cute di questo feto erano stati venduti per centinaia di dollari a campione. In totale, ABR aveva guadagnato 2.600 dollari dalla vendita di questo feto.

Indipendentemente dal fatto che l’FDA abbia acquistato o meno uno di questi tessuti, il solo aver stipulato un contratto con un’azienda che fa soldi vendendo parti corporee di feti con sindrome di Down è più che disumano.

Vale la pena studiare attentamente questa tabella per vedere il livello di disumanizzazione inflitto a questo feto. Ad ogni feto (“esemplare“) viene dato un numero (“No. xxx602”) e le singole parti del corpo vengono vendute a diversi clienti. Un feto di 21 settimane, che avrebbe potuto sopravvivere fuori dal grembo materno, diventa solo una serie di cifre.

4. La FDA voleva feti ‘freschi’

La FDA pretendeva che il tessuto fosse in condizioni perfette. Le condizioni iniziali specificavano che il tessuto doveva essere “fresco, mai congelato” e raccolto da feti di 16-24 settimane “senza anomalie cromosomiche note.”

5. La FDA aveva richiesto organi da feti a termine

La coscienza di molti Americani storicamente favorevoli all’aborto  è sempre stata confortata dall’assicurazione che la maggior parte degli aborti avviene quando l’embrione o il feto non è “vitale,” non in grado vivere al di fuori del grembo materno, e che non vengono praticate barbare procedure di smembramento. Ma le e-mail dimostrano che la FDA aveva comprato numerose parti corporee di feti fino a 24 settimane, una data in cui molti prematuri sopravvivono al parto e sono in grado di vivere una vita normale.

6. La FDA aveva comprato crani di feti al secondo trimestre di gestazione

Le ricevute confermano che la FDA aveva comprato “calotte craniche intatte” di feti di 8-24 settimane di gestazione da usarsi in esperimenti. Quale sia stato l’esatto utilizzo di queste calotte craniche non è chiaro.

7. Le cliniche abortiste più frequentate producevano “campioni orribili

La FDAaveva espresso la richiesta per maggiori quantitativi di tessuto “fresco,” ma ABR aveva risposto che le cliniche della California che lavoravano di più producevano campioni “orribili,” troppo maciullati per poter essere usati. Il notevole numero di aborti praticato in queste cliniche avrebbe reso difficile per gli operatori garantire la perfetta conservazione dei campioni.

8. La FDA aveva richiesto organi fetali per la creazione di topi umanizzati

La FDA era arrivata al punto di richiedere organi fetali da utilizzarsi in operazioni “molto importanti e … impegnative” per la creazione di topi umanizzati. ABR aveva risposto che avrebbero fatto del loro meglio, ma che non potevano fare promesse a causa della “natura delle procedure di terminazione,” che smembravano il corpo del feto fino a renderlo irriconoscibile

9. L’ FDA e gli impiegati di ABR definivano “stupefacenti” i feti abortititi

E-mail su e-mail rivelano la disumanità a cui erano assuefatti i ricercatori della FDA e gli impiegati di ABR, quando, come se nulla fosse, si riferivano agli organi di feti morti definendoli “sorprendenti” e “bellissimi,” come fossero gioielli da ammirare.

10. I contribuenti hanno pagato la partecipazione dell’FDA ad un “Workshop sui topi umanizzati” in Europa

Come se la “ricerca” non fosse abbastanza, leggendo queste e-mail si è scoperto che alcuni funzionari della FDA avevano partecipato, insieme a dipendenti di ABR, ad un “Workshop sui topi umanizzati” organizzato a Zurigo nel gennaio 2016.

Se siete riusciti a leggere fino alla fine di questo elenco, avrete capito il motivo del perchè il governo federale aveva tenuto segreti questi documenti per così tanto tempo. Ma forse vi starete chiedendo come mai questa storia non è in prima pagina a livello nazionale e perché i giornalisti, molti dei quali sostengono di voler scoprire gli abusi umanitari, scelgono ancora di ignorarla.

Ci può essere il silenzio dei media mainstream e la minimizzazione da parte degli esperti medici, che ci dicono che qui non c’è niente da vedere, ma il popolo americano non è così stupido. Non possiamo più passare sotto silenzio l’assoluta depravazione della partnership del nostro governo federale con le multinazionali dell’aborto e il loro nascondersi sotto la maschera della scienza. La verità è dalla parte di chi si batte.

Edie Heipel
Fonte: thefederalist.com
Link: https://thefederalist.com/2021/04/26/top-10-sickening-details-about-how-federal-employees-trafficked-baby-body-parts/
26.04.2021
Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org