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La Russia, un centro di contro-cultura

FONTE: DEDEFENSA.ORG

Alcuni siti russi vicini alla Chiesa cristiana ortodossa hanno diffuso i risultati di un’inchiesta sul cambiamento dell’opinione pubblica russa riguardo alcuni argomenti di carattere sociale di grande attualità. I risultati sono valutati sui vent’anni che ci separano dal 1998, permettendo così una più ampia visione d’insieme. Altre precisazioni, riguardanti sempre la sfera sociale, completano il lavoro. La cifra più significativa riguarda il numero degli aborti passato da 5 milioni (nel 1993) a 600.000 (nel 2017), dato che va letto insieme a un altro: la percentuale delle persone che giudicano l’aborto inaccettabile è passato dal 12% nel 1998 al 35% nel 2017, – questa stessa pratica era permessa durante il periodo comunista (tranne nel periodo 1936-1955). Tutti gli altri risultati dall’inchiesta vanno nella medesima direzione.

Il fatto che quest’inchiesta abbracci un arco temporale così  ampio è importante, soprattutto per la Russia. Permette un confronto tra la Russia post-Urss “occidentalizzata” dell’epoca Eltsin e quella di oggi. Oltre alla condizione economica, la sua evoluzione culturale (e dunque psicologica) si colloca esattamente in opposizione rispetto alla politica seguita dal blocco Bao, sotto impulso del Sistema.

È il sito Orthochristian.com, versione inglese del sito russo Pravoslavie.ru, che ha pubblicato i risultati (il 12 gennaio 2018) dell’inchiesta.

«Il numero di cittadini russi che considera l’aborto inaccettabile è triplicato nel corso degli ultimi vent’anni, passando dal 12 al 35 per cento. La condanna dell’adulterio e delle relazioni omosessuali è aumentata in maniera significativa, secondo i dati di un recente sondaggio sociologico del Levada Center. Secondo gli esperti, questo cambiamento d’opinione attesta il rafforzamento dei valori familiari tradizionali, riporta Pravoslavie.ru.

» L’inchiesta nazionale realizzata alla fine di dicembre 2017 ha dimostrato che la maggior parte dei russi (68%) condanna le relazioni extraconiugali, mentre solo il 50% le condannava nel 1998. La percentuale del 2017 comprende il 77% delle donne e il 57% degli uomini. Le persone interrogate che disapprovano le relazioni omosessuali sono passate dal 68 all’83% nel corso dello stesso periodo, con solo l’ 1% di differenza tra uomini e donne.

» Per quanto riguarda il sondaggio sull’aborto (giudicato inaccettabile per il 35% degli intervistati contro il 12% nel 1998), le risposte si equivalgono per situazione economica, anche nel caso di famiglie a basso reddito. Le donne hanno assunto una posizione più rigorosa, con il 37% di condanna dell’aborto in ogni caso, rispetto al 31% degli uomini. Anche tra donne di diversa età le risposte risultano analoghe.

» Karina Pipia, sociologa del Centro Levada, ha notato che le cifre dimostrano una generale tendenza conservatrice nella nazione, sebbene gli intervistati delle piccole città e dei villaggi si dichiarino più favorevoli all’aborto a causa del reddito basso. Il presidente della Società russa degli ostetrici-ginecologici, Vladimir Serov, ha dichiarato al giornale Izvestia che gli aborti sono diminuiti dell’800% in Russia nel corso degli ultimi 25 anni, passando da 5 milioni a 600.000 all’anno.

» Questo cambiamento è stato possibile grazie ad alcuni significativi interventi quali il sostegno economico dello Stato alle famiglie, la creazione di centri di sostegno alle donne incinte in difficoltà, la diffusione della contraccezione e una maggiore informazione sui rischi dell’aborto. Il direttore scientifico dell’Istituto indipendente della famiglia e della demografia Igor Beloborodov ritiene che questo cambiamento dell’opinione pubblica sull’aborto sia il risultato della politica governativa e del lavoro educativo svolto dalla Chiesa ortodossa russa.

» Benchè si registri la diminuzione del numero degli aborti, quest’atto terribile resta legale in Russia, circa 2000 bambini vengono uccisi ogni giorno. La Chiesa e diverse società ortodosse organizzano regolarmente manifestazioni pro-vita a Mosca e in tutto il paese. Il movimento “Per la vita!” ha organizzato ieri (11 gennaio 2018) una cerimonia simbolica con 2000 candele accese durante un moleben in una chiesa di Mosca, per ricordare i bambini perduti ogni giorno a causa dell’aborto. Inoltre, più di un milione di firme sono state raccolte in tutta la Russia l’anno scorso per chiedere l’abolizione dell’aborto. »

Non entreremo nel merito dei diversi argomenti accennati (aborto, omosessualità, concubinato, etc.). Ciò che ci interessa sono le tendenze profonde che emergono da questo sondaggio. Il fatto che il sito che riporta i risultati dell’inchiesta sia cristiano ortodosso conta poco: il peso della chiesa cristiana ortodossa, così come la politica familiare e sociale che il governo ha condotto dai primi anni dell’era Putin, giocano un ruolo fondamentale in questo cambiamento. Va rilevato che questo cambiamento non appare forzato, ma è il frutto delle politiche istituzionali. Guardando oltre le manifestazioni spesso assai mediatizzate, – volutamente mediatizzate, – delle minoranze pro-occidentali sempre in odore di “affinità con il nemico”, esiste oggi in Russia una profonda sintonia tra la popolazione, la sua direzione politica e la gerarchia religiosa. Questa sintonia è un’espressione neo-conservatrice nel vero senso della parola rispetto al falso “neoconismo” statunitense.

Metteremo da parte eventuali critiche o giudizi indignati su “queste popolazioni retrograde”, su questi “fascio-reazionari” e altre corbellerie. Ciò che ci interessa è sapere come tutto ciò incide sul Sistema, che sia a favore o contro. Visto che anche il dibattito sociale fa parte della potente strategia del Sistema, che se ne serve per affermare e consolidare la propria posizione.

Pertanto, il risultato è il seguente: la Russia è diventata, ritrovando la sua tradizione più profonda, un centro di contro-cultura rispetto alla postmodernità e al Sistema. È evidente che le autorità politiche e religiose spingano in questa direzione; in virtù di una direzione politica che è anch’essa radicale nella sfera culturale e sociale, ma moderata in campo economico rispetto all’“offerta” pressante del blocco BAO che spinge perché adotti i suoi riferimenti-Sistema; con una gerarchia religiosa estremamente tenace nel difendere gli interessi culturali tradizionali russi … le accuse di corruzione che lanciano regolarmente i portavoce della comunicazione-Sistema contro queste guide non provoca rotture là dove questa corruzione, che sia venale o meno, non intacca il livello psicologico (non possiamo dire lo stesso delle élite-Sistema del blocco BAO.)

(Analogamente, le accuse di “autoritarismo” su cui si basa la strategia russofoba del blocco Bao non fa che mettere ancor più in evidenza l’agonia nichilista del “modello democratico“ del blocco Bao e del Sistema. È qui che occorre approfondire).

Questo rende la Russia un autentico “sbarramento culturale” contro la perenne minaccia di invasione della cultura-Sistema il cui programma è riassumibile con l’equazione distruzione-dissoluzione-disordine (dd&e). La situazione generale russa è percepita come opposta alla spinta dissolvente del Sistema e diventa per questa ragione, per semplice logica antagonista, totalmente strutturante per la Russia stessa. Questa percezione del Sistema non potrà che aumentare dato che si basa sulla russofobia che esso stesso produce.

Tuttavia non bisogna pensare che i russi offrano un “contro-modello”: la loro contro cultura è esclusivamente difensiva e non può aspirare a nient’altro, perché è nel suo essere difensiva che risulta efficace, dato che mette in evidenza gli eccessi e i vizi dell’avversario. La Russia non è in posizione di offrire un modello alternativo, perché non ha gli strumenti per farlo, e nemmeno la capacità concettuale. (Nessuno d’altronde detiene questa capacità concettuale, nè «gli strumenti» per concretizzarlo, ben inteso: siamo in attesa che il Sistema collassi). La Russia facendo da “sbarramento culturale” ha come funzione quella di esaurire il Sistema attraverso l’ostilità che quest’ultimo nutre nei suoi confronti, accelerandone così il crollo. Tutto ciò in una Russia che ha trovato in Putin il centro del proprio equilibrio – questo spiega bene la ragione della sua popolarità, confermata dalle intenzioni di voto in vista delle elezioni presidenziali (attualmente Putin gode dell’ 81,1% del consenso).

Fonte: www.dedefensa.org

Link; http://www.dedefensa.org/article/la-russie-centre-de-contre-culture

24.01.2018

Pubblicato da Davide

25 Commenti

  1. Ottime notizie !

  2. “La Russia (che nell’intestazione è “un centro di contro-cultura”) non è in posizione di offrire un modello alternativo perché non ha gli strumenti per farlo, e nemmeno la capacità concettuale.”.

    Questo significa che ogni contro-cultura non offre modelli alternativi perchè non sa come si fa. Ma cosa caxxo si inventano al giorno d’oggi pur di accendere qualche pixel su monitor?

    Se un gruppo aspetta di vedere “esaurire il Sistema” e quindi il suo crollo, è fin troppo evidente che non ne condivide metodi e finalità. Quindi ha altri metodi e finalità in mente. Ma si dice che che non è concettualmente in grado di opporvisi.

    Tempo perso a discutere con queste persone….

    • Perche’? Non ha un contromodello’ globale’ perche’ la CSI ( comunita’ di stati indipendenti ) appare come sottosistema ‘light’ dell’ ‘ordo’ liberista: semplicemente lo attenua, non lo critica a fondo, temendo di finire nel nazionalismo esasperato e nello sciovinismo dei ‘suprematisti’. Ma e’ comunque una valida alternativa, perseguendo una ‘via di mezzo’ ragionevole. Dal punto di vista della struttura economica anche qui e’ una via di mezzo tra liberismo sfrenato e dominio assoluto dello stato, somigliante a quanto fece ai suoi tempi l’Italia: in entrambi i Paesi si vede l’egemonia ideologica della religione nell’ ‘umanizzare’ un sistema economico ‘puro’ altrimenti devastante ( che oggi poi la chiesa cattolica in Italia abbia voltato le spalle alle sue precedenti mediazioni col capitalismo e’ un dato di fatto che la divarica da quanto accade nei paesi dell’Est Europa ). insomma, non e’ la Russia dell’ Urss, con il suo contro-modello totale: e’ pero’ un Paese che sa reagire bene ai drammi odierni. Reagire, appunto…

      • Una cultura a metà tra liberismo e statalismo è già una controcultura, dati i tempi. Un’altra caratteristica delle controculture è sapere reagire senza sottomettersi. Quindi nessuna novità. Resta da capire perchè tutto questo non rappresenti un modello alternativo al finanzcapitalismo predatorio.

        • Una cultura a metà tra liberismo e statalismo, non può essere una controcultura se non definisce il fattore dominante, vedi ad esempio il caso Cina, la preoccupazione e l’allarme che Xi-Jin Ping (comunista) ha sollevato a Davos di fronte alla minaccia di Trump di imporre dazi doganali per salvaguardare l’industria USA, che infrangerebbe il principio liberista e globalista della libera circolazione internazionale delle merci, da cui dipende la Cina stessa.
          La finanza predatoria è il capitalismo, lo strumento attraverso il quale l’elite capitalista concentra su di sé la gran parte delle risorse e dei profitti delle attività umane, ne dirige il processo e ne permea anche il clima culturale e le idee. Per ora il capitalismo è vincente, ma crescono sempre più le forme di resistenza popolare che non può che aggregarsi a livello degli stati nazionali, Stati che il capitalismo tenta di distruggere e/o svuotare di poteri e contenuti.

          • Trump a modo suo rappresenta una controcultura, se supponiamo che il Deep State sia la cultura. Forse non mi sono spiegato bene: se definiamo cultura tutto ciò che ruota attorno ai (dis)valori della postmodernità (finanza in primis) allora tutto ciò che si colloca al di fuori degli aspetti predatori del capitalismo 2.0 diventa di per sè una controcultura. Ma sono disposto anche ad accettare altre definizioni, partendo dalla definizione però di cultura (intesa com’è intesa qui, legata cioè ad aspetti principalmente economici).

          • Spengler concepisce la storia dell’umanità come la manifestazione di civiltà diverse, separate le une dalle altre, quasi fossero organismi autonomi e come tali soggette a processi di nascita, crescita e morte. Ogni civiltà si caratterizza per la “Kultur”, cultura positiva che esprime i valori fondanti dello spirito: l’arte, il sacro, la metafisica e l’esperienza trascendentale dei popoli che la compongono, in una parola la Tradizione. Tuttavia, per Spengler la civiltà è anche soggetta alla dinamica di altri valori, per lui falsi e distruttivi, quali il pacifismo, l’egualitarismo, l’internazionalismo, l’umanitarismo ecc., che nascondono essenzialmente attivismo e affarismo. E’ quella che lui chiama la “Zivilisation”, cioè la civilizzazione, il meticciamento, sintomo di decadenza della civiltà e del suo inevitabile tramonto. Ecco noi viviamo nell’epoca della Zivilisation capitalistica nella sua fase finale di meticciamento globale, contrastato tuttavia dal riemergere di antiche civiltà, credute morte, in nuove forme politiche e sociali fortemente identitarie, che si aggregano in stati nazionali e/o gruppi statuali federati, per contrastare lo strapotere delle elites, vedi Russia e Cina, ma anche i Brics.

  3. La richiesta della santissima vergine Maria di consacrarla al suo cuore non furono esaudite completamente, ma sembra che le preghiere funzionino.

  4. Duemila frutti uterini al giorno vengono estratti dai ventri delle Russe ogni giorno?
    E prima quando erano 15.000 al giorno andava anche peggio.
    Immaginatevi una battaglia che faccia 15.000 o anche solo 2.000 morti al giorno, ne parlerebbe tutto il mondo, credo.
    Siamo sicuri che siano esatti questi dati?
    Mi sembra un’enormità propagandistica, in linea con il vecchio detto “i comunisti mangiano i bambini”.
    Detto questo dico anche che sono contro l’aborto, sempre.

  5. Non capisco il titolo. Perchè si definisce contro- cultura una cultura normale? Perchè diminuiscono gli aborti? A chi piace abortire? o perchè si fa una politica di sostegno per le ragazze madri? Io trovo che siano tutte cose normalissime. La contro cultura è qui in occidente dove i i ricchissimi pagano il 6% di tasse e vengono adorati come fossero degli DEI (mentre le ragazze madri pagano l’ iva al 22%)…, dove si sopporta il degrado sociale e l’ emarginalizazione dei poveri ad una condizione di SUB-UMANA. Quelli che regrediscono con la cultura siamo noi non i russi. Ad essere sicuri che dopo Putin ci sia continuità vien voglia di trasferirsi.

    • Credo che la risposta sia nelle frasi finali che non piacevano a Tonguessy. Nell’idea dell’autore “la loro contro cultura è esclusivamente difensiva”. Non è difficile vedere intorno a noi che il pensiero sistematico consumista – liberista – occidentale è ancora ben forte. Però ho il sospetto che l’autore non conosca molto bene la Russia, perché potrebbero esserci forze ben profonde e radicate a muovere i russi, ben diverse da una reazione. Ma qui forse compare l’antico vizio degli occidentali di pensare che tutto ciò che non deriva dal loro pensiero sia una “reazione”.

  6. Scusate l’ignoranza di un vecchio… qualcuno può spiegarmi cosa si intende per BAO?
    Grazie

    • Blocco nordamericano-occidentale

    • Boh!

      https://acronyms.thefreedictionary.com/BAO

      Approfitto per osservare che ritengo che la Russia stia costruendosi una cultura, dopo che una accorta propaganda aveva convinto i russi che ogni inconveniente fosse colpa del regime e la successiva scoperta della realtà.

      Si deve tenere conto anche che circa un decimo della popolazione abita nelle grandi e medie città, il territorio é notoriamente molto esteso, ed il modo in cui il regime provvedeva alle esigenze degli abitanti dei villaggi sperduti, oggi é un lontano ricordo.

  7. Già solo il fatto che questi dati provengano da fonti vicine alla chiesa ortodossa dovrebbero renderci molto sospettosi sulla loro veridicità. In ogni caso anche se questi dati sono accurati non è certo con il ritorno al medioevo che risolveremo le sfide posteci dalla modernità.

    • Mah, neanche a me piace buttare via tutto il cd. progresso, ma viste le alternative preferisco un po’ di sano medioevo. Francamente delle imposizioni LGBT, del femminismo ossessivo e dello sfascio totale della famiglia ne ho le scatole piene.
      Quanto all’aborto non è che sia certo che possa definirsi una conquista.

  8. Che dire della Chiesa Cattolica Romana…..conviviale compromesso in questo progetto ordoliberista che tende alla dissoluzione di ogni tradizione umana e sociale?

    • Che la stessa Chiesa Cattolica Romana a partire dal suo capo è funzionale al progetto ordoliberista e sta perdendo la sua funzione. Questo si può dire… e non è progresso. Distruggere i valori tradizionali significa distruggere i bisogni elementari naturali dell’ uomo tramandati da millenni. La famiglia è un bisogno naturale così una madre e un padre. Dio (in senso lato) è il padre naturale di tutti …non Jeff Bezos! Jeff Bezos è solo un uomo con 100 q.li di dollari o un oleogramma. Per sopravvivere lui e arrivare a 200 q.li di dollari ha bisogno che tu non creda a Dio.

  9. “La Russia facendo da “sbarramento culturale” ha come funzione quella di esaurire il Sistema attraverso l’ostilità che quest’ultimo nutre nei suoi confronti, accelerandone così il crollo”: crollo che le persone Intelligenti e Informate aspettando con trepidazione.

    • Ti do ragione. Putin è un giocatore di scacchi. Per giocare a scacchi devi prevedere le mosse dell’ avversario e costringerlo di quà o d i là a muovere l’ alfiere piuttosto che il pedone o la regina. Vince chi prevede di più! Ho ascoltato il discorso di Putin 2007 Monaco…stiamo vivendo ora ciò che lui disse 10 anni fà…e non è un profeta bensì un calcolatore.

  10. Si, condivido l’analisi. Tuttavia nella parentesi “Nessuno d’altronde detiene questa capacità concettuale, nè «gli strumenti» per concretizzarlo, ben inteso: siamo in attesa che il
    Sistema collassi” mi permetto di correggere qualcosina.
    Ci sono sia gli strumenti sia le possibilità concrete, anzi direi che abbondano entrambi e ovunque si guardi. Manca però la volontà politica, la capacità di governarla e la prospettiva storica per realizzarla. Nel senso che anche ci fosse un gruppo che concettualizzi questi trumenti non ci sarebbero poi le condizioni per intercettarne la “qualità” (nel senso che non ce li cacheremmo neppure di striscio) e infine anche per puro miracolo vada in modo diverso, non ci sarebbero le condizioni storiche per mettere in pratica qualsivoglia cosa. Queste ultime infatti prevedono che vi sia una inscindibile collaborazione tra le differenti aree geopolitiche, nonchè una convergenza di interessi e opinioni che oltre ogni ragionevole dubbio, non abbiamo.
    Detto questo che la situazione sia un “lose to lose” per tutti è evidente, ma noi non stiamo ragionando con la testa, stiamo cercando con la testa di fare ragionare la pancia. Non va MAI a finire bene quando si comincia così… tanto tra persone come tra nazioni.