Home / ComeDonChisciotte / LETTERA DAL FONDO DELLO SFACELO

LETTERA DAL FONDO DELLO SFACELO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI MARINO BADIALE E MASSIMO BONTEMPELLI

L’Italia, dopo tre decenni di decadimento civile e morale, è giunta ormai al suo sfacelo come nazione e come società. Il lavoro non vi ha più diritti, dignità, ascolto. Ogni legalità è travolta dal potere delle mafie, dalla regolazione dei rapporti economici e professionali attraverso la corruzione, grande o piccola, e da costi e tempi, per molti insostenibili, del ricorso al sistema giudiziario. L’avvelenamento dei suoli, dei corsi d’acqua e delle catene alimentari è oltre il livello di guardia. Istituzioni come la scuola e l’università, fondamentali per il paese, sono ormai distrutte, nella sostanziale indifferenza dell’opinione pubblica. Le città sono soffocate da una circolazione automobilistica insensata, che sequestra le strade e avvelena l’aria. Mancano servizi che rispondano a esigenze reali, talvolta drammatiche. I rapporti tra le persone sono imbarbariti. E su tutto questo si è abbattuta la crisi economica mondiale che sta mettendo in questione, per larghi settori dei ceti subalterni, anche livelli minimi di benessere.Di questo sfacelo, effetto di un meccanismo economico esclusivamente volto al massimo profitto di breve periodo, è responsabile in prima battuta l’attuale casta politica, che è la facilitatrice di quel meccanismo, e che dimostra, nella sua interezza, di disinteressarsi sia dello stato drammatico del paese sia della crisi economica, e di essere unicamente interessata ai propri interni e interminabili giochi e controgiochi di potere. Ma corresponsabile dello sfacelo è anche chi vota per uno qualsiasi dei raggruppamenti interni a tale casta, e quindi anche chi alle prossime elezioni regionali darà il suo voto ad una delle sue liste. Basta infatti un po’ di onestà intellettuale per prendere atto dell’evidenza, e cioè che, se la casta berlusconiana è l’espressione di quanto di peggio c’è in Italia, il restante arco politico, dal centro alla cosiddetta sinistra radicale, contribuisce a generare quel peggio. Il ceto politico di centro, centro-sinistra e sinistra non si preoccupa infatti minimamente di fare qualcosa contro lo sfacelo del paese, non dà mai ascolto al mondo esterno alla casta politica, fa prendere le decisioni riguardanti la vita collettiva a burocrati di partito emersi da squallidi giochi di potere, agisce soltanto sulla base di opportunistiche motivazioni di breve periodo. I politicanti di centro, centro-sinistra e sinistra, insomma, non risolvono nessun problema, per cui la loro opposizione a Berlusconi si riduce ad una pantomima nella quale conta l’apparenza e non la realtà, mentre i meriti vengono mortificati e le speranze spente. Tutto ciò contribuisce a creare individui intellettualmente e moralmente degradati, interessati al mondo fittizio delle immagini anziché ai problemi reali del paese, e dunque predisposti ad apprezzare e seguire qualsiasi irresponsabile cialtrone abile nel vendere illusioni.

Abbiamo dimostrato nei nostri scritti la necessità storica della comparsa di questa casta politica priva di progetti e del tutto autoreferenziale. Tale necessità è insita nella configurazione dei rapporti tra poteri economici, funzioni statali e attività politiche derivate da ben individuabili trasformazioni del capitalismo e scelte della sinistra tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Novanta del secolo scorso. I ceti politici attuali e i loro difetti sono quindi espressione di fondamentali dinamiche storiche, e la loro incapacità di risolvere i problemi reali e di esprimere dirigenti che non siano assolute mediocrità non rappresenta quindi un errore politico o di selezione dei gruppi dirigenti, ma esprime la loro essenza, il loro codice genetico. Pensare di liberarsi del settore peggiore della casta votando quello meno peggiore (o che in un certo momento appare tale, magari solo perché è all’opposizione), è quindi, nella migliore delle ipotesi, un’autoillusione politicamente poco intelligente, e deplorevole per i danni che contribuisce ad arrecare all’Italia. La scelta del male minore, infatti, risulta, in questa fase storica e rispetto a questa casta politica, la via che alimenta e rende vincente il male maggiore, perché non corregge minimamente la tendenza storica al continuo peggioramento della realtà sociale, tendenza a cui l’intera casta politica è omogenea. La storia recentissima lo rivela nella maniera più evidente a chi abbia l’onestà di ricordarla per quello che è stata. Berlusconi, vinte le elezioni nel 2001, ha governato nella maniera più rovinosa per il paese fino al 2006, ma cominciando a perdere vistosamente consensi a partire dal 2004. E’ sembrato quindi relativamente facile e molto ragionevole, all’opinione pubblica antiberlusconiana, cacciarlo definitivamente votando per la coalizione di centro-sinistra guidata da Prodi. E infatti quest’ultimo vince le elezioni del 2006, sia pure di strettissima misura (vi è infatti una sorprendente rimonta del centro-destra per l’effetto congiunto della potenza illusionistica ed alienante delle televisioni berlusconiane e dell’insipiente povertà del messaggio prodiano), ma guadagnando comunque il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale.

Facciamo ora un esperimento mentale. L’immagine che il medio elettore di sinistra ha di Prodi è probabilmente quella di un ex-democristiano sostanzialmente onesto. Proviamo però a pensare che tale elettore abbia avuto il coraggio morale di informarsi un po’ meglio su chi sia Prodi, e sia venuto quindi a conoscenza della tante tracce che fanno sospettare un Prodi meno onesto di quel che si vuol far sembrare, e del fatto accertato che si tratta di un uomo della Godman Sachs, la potentissima banca speculatrice , dalla quale è stato per anni lautamente stipendiato, con conseguenti conflitti di interessi messi in luce, per esempio, dalla stampa britannica. Immaginiamo inoltre che il medio elettore di sinistra si sia reso conto che un uomo così organicamente legato alla grande finanza speculatrice internazionale non potrà mai, per la contraddizion che nol consente, governare a vantaggio del lavoro, della legalità, dell’indipendenza nazionale, dell’ambiente. Immaginiamo infine che, avendo in tal modo capito che un governo Prodi sarebbe stato un “male minore” troppo malefico, non lo abbia votato alle elezioni del 2006. Avrebbe allora vinto il “male maggiore”, Berlusconi, ma un Berlusconi con un consenso popolare decrescente, che avrebbe incontrato nella società opposizioni sempre più consistenti, da cui avrebbe potuto prendere avvio una ricostituzione del tessuto civile e morale del paese, unico presupposto per superare con il tempo il berlusconismo (la sconfitta del berlusconismo nel breve periodo è comunque illusoria, perché si tratta del precipitato di un decadimento della fibra morale del paese che sopravviverà alla stessa ingombrante presenza dell’uomo).

Torniamo ora dall’immaginazione alla storia reale. Nelle elezioni del 2006 Prodi ha sconfitto Berlusconi. Il suo governo non ha fatto nulla per restituire dignità e diritti al lavoro: l’immensa ricchezza concentrata nei grandi patrimoni non è stata minimamente toccata, di conseguenza nulla è stato restituito ai lavoratori, né sotto forma di servizi sociali, né sotto forma di un diminuito prelievo fiscale, mentre il promesso cuneo fiscale è stato fatto a profitto delle imprese, senza nessun beneficio per i lavoratori, vittime nello stesso tempo dei tagli di bilancio in funzione del risanamento finanziario. Il governo Prodi non ha fatto nulla per ristabilire in Italia un minimo principio di legalità, e basti menzionare a questo proposito, per evitare un discorso di dettaglio che sarebbe lunghissimo, Mastella nominato ministro della Giustizia, De Gennaro commissario straordinario per la Campania, Pollari consulente governativo, Pomicino nella commissione antimafia, e l’indulto esteso ai reati di corruzione. Il governo Prodi non ha fatto nulla per invertire la tendenza al progressivo degrado ambientale. Quanto poi all’indipendenza nazionale, il servilismo verso gli Stati Uniti è stato totale, con il rifinanziamento della missione di guerra in Afghanistan, l’acquisto di sistemi d’arma offensivi, l’autorizzazione all’ampliamento della base di Vicenza, ed il moralmente vergognoso segreto di Stato opposto da Prodi, a conferma di quanto già fatto da Berlusconi, all’indagine sul rapimento in Italia di Abu Omar, spedito dagli americani verso le torture egiziane, in spregio alle leggi italiane. Nulla, insomma, è venuto dal governo Prodi che potesse far percepire ai lavoratori un’attenzione ai loro interessi e, più in generale, una sollecitazione alla rinascita etica e culturale del popolo italiano. Il risultato è che, ad un popolo sempre più degradato, la grigia realtà di Prodi ha fatto dimenticare una disaffezione a suo tempo iniziata verso Berlusconi, ed ha reso preferibili le illusioni vendute dal grande illusionista mediatico. Berlusconi è così tornato a governare, nel 2008, con un consenso e una forza che non avrebbe avuto se avesse direttamente vinto le elezioni del 2006.
Chi voglia abbandonare viltà e rassegnazione, e cercare di trarre insegnamenti dalla storia, non può avere dubbi sul fatto che affidarsi ai settori di centro, centro-sinistra e sinistra della casta politica per sconfiggere il berlusconismo è come cercare di distruggere una mala pianta coprendola del concime che la fa crescere. Il berlusconismo è una mentalità degradata profondamente attecchita nella società italiana dopo un lungo periodo di decadenza iniziato negli anni del craxismo. Non ci sono scorciatoie politicistiche di breve periodo per sconfiggerlo, tanto meno scorciatoie che pretendano di utilizzare pezzi di casta superficialmente in opposizione ad esso, ma nel profondo imbevuti della sua stessa incultura, della sua stessa separazione fra parole e fatti, tra propaganda e realtà, e solo dotati di stile retorico e comportamentale generalmente meno rozzo.

L’impegno ad ampio spettro e di lunga lena per sconfiggere il berlusconismo non può dunque esprimersi altro che in un contrasto duro ed intransigente contro l’intera casta politica cialtrona, corrotta, incolta, parassitaria, parolaia e prepotente che occupa le istituzioni statali e locali, senza far caso alle sue distinzioni e contrapposizioni interne di potere e di affari.

E’ facile a questo punto aspettarsi la tipica domanda polemica, figlia della viltà e della rassegnazione: chi dovrebbe andare a sostituire i politici attuali? Qual è l’alternativa? Che è come dire, dal chiuso di un edificio saturo di gas che ci sta soffocando fino alla morte: ma se usciamo, chi c’è fuori ad accoglierci? Dove troveremo le prime cure? Evidentemente coloro che così obiettano non si sentono abbastanza soffocati dallo sfacelo attuale, perché vi si sono per certi versi adattati, sono anch’essi un po’ imbevuti, senza saperlo, di berlusconismo. La risposta è che un’alternativa non nascerà mai se prima non si inizia la lotta contro l’intera casta politica, in funzione di ciò di cui c’è oggettivamente bisogno.

Per uscire dal baratro sociale e spirituale nel cui fondo attualmente ci troviamo non basta assolutamente cacciare Berlusconi con tutta la sua cerchia di disgustosi manutengoli e profittatori, e non basta neppure cambiare qualcuno degli obiettivi che si propongono i ceti politici di destra, centro e sinistra. Ciò di cui c’è urgente, disperato bisogno per non affondare sempre più è l’inversione stessa della logica che oggi guida tutte le scelte politiche. C’è bisogno di smettere di colmare i deficit di bilancio tassando in maniera esorbitante e macchinosamente oppressiva il lavoro, le professioni e la piccola impresa, e di cominciare a prelevare risorse da tre fonti: tassando duramente i grandi patrimoni nati dalla speculazione finanziaria ed immobiliare e dall’evasione fiscale, eliminando tutte le missioni militari all’estero e l’acquisto dei connessi sistemi d’arma, riassorbendo le rendite della corruzione attraverso l’eliminazione della medesima. Un mezzo indiretto ma importante per sconfiggere la corruzione e nello stesso tempo per allargare le entrate statali senza incidere su salari e servizi, sarebbe quello di una tassazione di tutte le inserzioni pubblicitarie alla televisione e negli spazi pubblici. Con tutti questi mezzi si otterrebbero risorse immense, di cui c’è bisogno per creare, o ricreare, una serie di servizi sociali gratuiti sostitutivi di quelli di mercato, aumentando per questa via le disponibilità dei lavoratori senza neanche bisogno di aumentarne le retribuzioni monetarie, e riassorbendo la disoccupazione con tutto il personale necessario a farli funzionare, contro la logica attuale di produrre disservizi riducendo dovunque il personale. C’è bisogno di scegliere non più secondo la logica affaristica e mercantile, ma secondo la logica di ristabilire e tutelare i diritti del lavoro e della salute. C’è bisogno di scegliere quali opere costruire secondo la logica di evitare il consumo ulteriore del territorio e di proteggerne l’integrità, concentrandosi sulla manutenzione costante e sui piccoli aggiustamenti delle infrastrutture esistenti, e bloccando quindi tutte le cosiddette grandi opere, che servono soltanto a mettere in moto appalti, tangenti e corruzione, spesso a vantaggio delle mafie. C’è bisogno di una logica di contrasto intransigente della corruzione, accentuando i controlli di legalità della magistratura mediante procedure semplificate e rapida esecutività della sentenze. E il discorso potrebbe e dovrebbe continuare.

Per poter impostare un simile rivolgimento rispetto alle logiche attuali, bisogna in sostanza abbattere il regime della casta politica, con i suoi addentellati nei media, nell’economia, negli apparati statali. Non sembri eccessivo definire l’attuale realtà politica italiana come “regime”. Si può parlare di regime quando il sistema politico è guidato da un’unica logica, e i portatori di logiche alternative sono emarginati dalle istituzioni e nella società civile e non hanno accesso se non occasionale a nessun tipo di tribuna. La nozione di “regime” è logicamente indipendente dal fatto che il sistema politico ammetta oppure no pluralità di partiti. L’Ungheria di Horthy presentava pluralità di partiti, ma si trattava di un regime, perché i vari partiti esprimevano la stessa logica. Mentre la Germania guglielmina non era un regime: benché il potere reale fosse saldamente i mano ai ceti dominanti, i socialisti, portatori, almeno per una fase, di una logica alternativa rispetto ai ceti dominanti, erano presenti in parlamento e avevano mille ramificazioni nella società civile.

In Italia siamo in presenza di un regime, e questo lo si vede da come siano emarginate o assenti, nel dibattito pubblico, posizioni che esprimano logiche davvero alternative, come quelle sopra ricordate. Lo si vede anche da come ormai tutti i percorsi professionali non dipendano mai da meriti e da regole trasparenti, ma dipendano invece dal patrocinio di qualche partito che conta. Proprio come all’epoca del regime mussoliniano la tessera del partito fascista era la condizione per far carriera, così è oggi, con la sola differenza che il partito benefattore e corruttore non è unico, ma plurale. Ma se si accetta questo punto, il fatto cioè che l’Italia è oppressa dal regime di una casta politica che sta portando il paese allo sfacelo, è chiaro che ciò di cui c’è bisogno è un nuovo CLN, una nuova lotta di liberazione nazionale.

Le forze per dar vita a questa lotta ci sono, e fanno riferimento a tre aree, che si distinguono dall’istanza principale sulla quale si focalizzano: da un parte l’area che si ispira a principi di giustizia sociale (più o meno l’area di chi, fuori dalla casta, si definisce ancora “comunista”), poi l’area di chi mette al centro il problema della legalità (“popolo viola”, “grillini”, “Il fatto quotidiano”), infine l’area degli ecologisti (ovviamente quelli veri, estranei alla piccola burocrazia del partito verde). Queste forze sono per il momento bloccate da alcuni ostacoli. Il primo, più evidente ma meno importante, sta nel loro essere minoritarie: è un dato di fatto, ma non è così importante perché tutti i grandi rivolgimenti partono sempre da minoranze. Il secondo e più serio ostacolo sta nel fatto che queste tre aree tendono ad essere divise ed anche in opposizione tra loro. Questa divisione è un errore grave, perché nella situazione italiana attuale ciascuna delle istanze sopra indicate si completa nel riferimento alle altre due, e separarle significa indebolirle e votarle alla sconfitta.

Ad esempio, chi lotta contro la casta in nome della giustizia sociale e dei diritti dei lavoratori spesso è diffidente nei confronti delle istanze di legalità. Ma in questo modo non si rende conto che la corruzione della casta non è un dato marginale e poco interessante, ma è l’espressione dell’asservimento della casta stessa ai poteri economici interni e internazionali che richiedono la distruzione dei diritti dei lavoratori. La corruzione, cioè, è la forma specifica che assume in Italia l’asservimento del paese ai poteri economici interni e internazionali. Infatti un ceto politico che difendesse i diritti dei lavoratori dovrebbe lottare contro potentissime forze interne e internazionali. E’ pensabile che una qualsiasi delle bande di corrotti che costituiscono l’attuale ceto politico possa farlo? Ovviamente no, appunto perché sono corrotti e i corrotti non hanno né il desiderio né la forza di lottare contro chi li foraggia. Ma se questo è chiaro, lottare contro la corruzione della casta significa appunto lottare contro lo strumento politico di quel potere economico che distrugge i diritti del lavoro, e il controllo di legalità è l’arma migliore per questa lotta.

Dall’altra parte, chi difende il principio di legalità ignorando la giustizia sociale e i diritti dei lavoratori commette un doppio errore. In primo luogo un errore di analisi, perché non vede come l’attacco alla legalità sia strettamente legato alle dinamiche del capitalismo contemporaneo. In secondo luogo, di conseguenza, un errore politico, perché non capisce che l’appello alla legalità può vincere solo se si collega alla forza sociale dei ceti subalterni che lottano contro il degrado cui li condanna l’attuale sistema economico, mentre se li ignora o li considera con diffidenza l’appello alla legalità resta un tema minoritario. Analoghi discorsi valgono per le tematiche dell’ecologismo e della decrescita.

Per iniziare una lotta di liberazione nazionale dalla casta che ci soffoca, occorre dunque che queste tre aree superino gli ostacoli che le dividono e trovino un linguaggio comune. Condizione preliminare e irrinunciabile è però la rottura totale con l’intero arco della casta politica. Occorre rompere ogni contiguità rispetto alla casta, occorre rinunciare completamente all’idea di influenzare questo ceto politico. I militanti onesti dell’IdV devono abbandonare il partito, dato che l’ultimo congresso ha segnato con chiarezza il suo ingresso nella casta. Gli ecologisti onesti devono abbandonare al suo destino il ceto politico “verde”. Chi difende i diritti del lavoro deve rompere ogni contiguità col ceto politico “comunista” che non sa fare altro che contrattare con la casta principale un proprio piccolo ruolo come casta di scorta.

Per ritornare alle prossime elezioni regionali, in mancanza di una forza politica che esprima una logica alternativa a quella della casta, occorre cercare di capire quale sia il modo migliore per danneggiare il più possibile la casta stessa.
L’astensionismo sarà una scelta obbligata dovunque non siano in campo che le liste della casta: PDL e alleati, UDC, PD e alleati, sinistra. Meglio sarà, laddove siano presenti, il voto per liste che diano sicure garanzie di contrapposizione alla totalità della casta. In quest’ultimo caso non bisogna dare troppo peso al fatto che i programmi di tali liste presentino contenuti non condivisibili, perché se davvero esse rifiutano ogni contiguità con la totalità della casta non avranno la possibilità di attuare i loro programmi. Il voto per tali liste danneggerebbe però la casta per due motivi: in primo luogo farebbe diminuire le percentuali di voti guadagnati dai suoi partiti, che sono gli unici dati elettorali che ricevono attenzione, in secondo luogo gli eletti di tali liste potrebbero rappresentare un piccolo ostacolo alla casta proprio per la loro estraneità ad essa. La scelta migliore, possibile purtroppo soltanto in pochi casi, sarebbe comunque quella del voto a liste di cittadini impegnati su temi di difesa della legalità, dell’ambiente, della solidarietà sociale, e conseguentemente in contrapposizione totale ed intransigente all’intera casta politica istituzionale.
In ogni caso bisogna avere chiaro che le elezioni resteranno un fatto interno al regime finché non nascerà una forza politica che contesti la logica di fondo delle attuali scelte politiche e si faccia portatrice di una logica alternativa. Far nascere una simile forza politica deve essere l’obiettivo principale di chi voglia lottare contro lo sfacelo del nostro paese.

Marino Badiale, Massimo Bontempelli
10.03.2010

Pubblicato da Davide

  • amensa

    bellissimo “pezzo” che sottoscrivo quasi interamente.
    solo una obiezione.
    non credo che la disaggregazione sociale sia stata amplificata dalla crisi mondiale, penso piuttosto chene sia figlia.
    la poca capacità progettuale degli italiani, la loro scarsa attitudine a “guardare lontano” la loro idiosincrasia nei confronti del concetto di responsabilità,li hanno sempre portati a chiudere tutti e due gli occhi sui sintomi dei problemi, sulle cause, su quanto ne prelude lo scoppiare, rifugiandosi nel personale, nella difesa del piccolo interesse particolare, nell’oblio dello sport.
    solo quando le crisi cominciano ad incidere la carne viva della società, allora ci si accorge del degrado, delle malversazioni, dello schifo che ci sovrasta.
    non è la capacità critica di vedere il marciume ma la “coperta corta” che lo scopre.
    lo stereotipo italiano è uno schifoso opportunista, educato storicamente a considerare lostato qualcosa da cui difendersi, piuttosto checome una espressione del proprio interesse collettivo.
    interesse collettivo ? si mangia ? no, allora cos’è ? solo quando ci si domanda “ma lo stato dov’è”? che scopriamo chepotrebbe anche esserci un “interesse collettivo”.
    fino a quel momento meglio usare lafurbizia per elevarci al di sopra del resto del popolo. (con tutti che tentano di fare la stessa cosa).
    a mare questa casta, va bene, ma se non capiamo come e perchè l’abbiamo creata, siamo destinati a ripeterci.

  • Eli

    Sottoscrivo il testo, con una piccola osservazione: gli sciacalli, caimani ed avvoltoi che ci governano attualmente non saranno disposti a mollare il potere democraticamente, a seguito di una sconfitta elettorale, basti vedere il loro comportamento recente a proposito delle liste elettorali. Disposti a fare carta straccia della Costituzione, della legalità e della democrazia, molleranno l’osso solo in un bagno di sangue, come si conviene a cani rognosi. Spero tanto di sbagliarmi!

  • redme

    ..la montagna ha partorito un topolino…se questa è l’alternativa alla casta posssono stare tranquilli…. stranamente non vedo citata la lega e il progetto politico di dissolvimento dello stato nazione italia…mancanza piuttosto grave considerando che l’ascesa al potere di tale partito rappresenta il fatto politico più importante, in senso storico, degli ultimi 20 anni…quanto alle elezioni chi dovremmo votare poi? le liste civetta?…lenin sosteneva che l’azione rivoluzionaria è quella non tollerabile dal sistema…ora: il residuo codice penale è tollerabile ancora dai berluscones?…la costituzione?…la libertà di espressione?….l’unica difesa è la lotta quotidiana…dai no tav alla richiesta dello scontrino al bar…capire quali sono i termini delle varie istanze e individuare “l’azione rivoluzionaria”….fosse anche lo sciopero della cgil…. ( ma guarda cosa mi tocca dire!)…

  • oldhunter

    Come si può non essere concordi sul giudizio impietoso di tutta intera la nostra classe politica? Sulla squallida realtà del Paese dipinta dagli autori? Perfino sulla improrogabile necessità di un CLN? Ma, d’altra parte, come si può pensare di poter risolvere i nostri gravi problemi con l’astensionismo o con un voto dato studiando “il modo migliore per danneggiare il più possibile la casta stessa”. In realtà, ben prima di qualsiasi azione esterna e di gruppo, è necessario combattere la nostra assuefazione al sistema, la nostra incapacità ad accettare ideali maggiori del consumismo più sfrenato, il nostro vile essere attaccati a piccole situazioni di comodo, il nostro impudico nasconderci dietro l’italico «tengo famiglia». Come, infine, non essere d’accordo col commento di amensa che mi precede? Temo che per attuare la rivoluzione necessaria a liberarci ci sia bisogno di ben altro che il senso di schifo e di nausea per una casta di marionette al servizio dei propri interessi e di poteri occulti nazionali e internazionali, di cupole massoniche e mafiose. Credo sia necessaria, purtroppo, una tragedia quale può essere la miseria accompagnata dalla fame vera – per intenderci, quella del primo dopo guerra – ovvero di un terribile lavacro di sangue; sole forze in grado di destarci tutti da questo incubo prolungato.

  • mikaela

    “Far nascere una simile forza politica deve essere l’obiettivo principale di chi voglia lottare contro lo sfacelo del nostro paese”

    Ma quanti Di Pietro volete ancora sul territorio?altri partiti ?Ma a cosa servono?

    PER UN MONDO MIGLIORE – Paolo Barnard

    ………………………Dobbiamo questo stato di cose all’aver lasciato la gestione del pianeta troppo a lungo esclusivamente nelle mani dei signori della politica e della finanza e dei loro vassalli nelle posizioni chiave, mentre noi, le persone, abbiamo abdicato alla nostra soggettività con il pieno diritto di cambiare il corso della Storia.

    Noi, le persone, non siamo cittadini da gestire. Siamo noi che dobbiamo gestire, poiché siamo un soggetto politico che deve oggi assumersi quella responsabilità, pena il degrado di ogni aspetto della nostra esistenza e la fine del diritto a sognare dei nostri figli………………………………………..

    ……………………..Che là dove regnano i corporativismi, le trame politiche, le cordate d’interesse e la ricerca del potere individuale, nei partiti come nei gruppi della cosiddetta società civile organizzata, non esiste speranza di cambiamento………………………………..

    http://www.paolobarnard.info/mondo_spreco_tocca_doc.php

  • maristaurru

    Uno Stato in mano a piccoli e grandi burocrati famelici, che pur di arraffare di più ha demandato ad spa private servizi che vengono gestiti male e per i quali si pretendono prezzi da rapina e non contenti di questa ruberia, ad ogni scadenza ti mandano a casa, forse per ottenere premi di produttività o incentivazioni, richieste di danaro che spesso non trovano riscontri nella realtà, consumi e cartelle inventate di sana pianta impedendoti nei fatti il controllo, e il fenomeno nel Lazio aumenta , ci hanno preso gusto a quuanto pare, ci si difende si, da uno Stato che lascia correre le truffe CHE MALAVITOSI LEGALIZZATI FANNO CONTRO I DEBOLI.
    Se lo stato c’è solo per assorbire risorse ai piccoli e darle ai grossi, quello è uno Stato dal quale ci si deve difendere.
    Così anche è cominciata le decadenza del Sud di fronte alla rapina da parte del Nord dopo quella finzione della Unità d’I talia.
    Anche questa è una parte della verità che si vuol fare finta di non ricordare e non sapere.
    L’articolo mi sembra chiaro anche quando denuncia che il potere è lasciato in mano alle burocrazie collegate al sottobosco dei partititi: gente che si dedica alla tosa delle pecore, solo i tosatori ed i ciechi possono provare rispetto per uno Stato del genere

  • amensa

    per me non sistono tosatori senza pecore, non esistono sadici senza masochisti, non ci sono alti senza bassi, ecc….
    non esiste nessuno che può “chiamarsi fuori”. questa merda non ci è stata imposta da marziani o dallo spirito santo, questa merda è solo la crema di questa nostra società.
    dimostrami il contrario , se ci riesci.

  • amensa

    buona la lega…. parole infuocate ,minacce eversive, di tutto ha detto e fatto per portare avanti il suo “federalismo” ch epoi non sanno nemmeno loro cosa sia.
    poi sta a fianco di un berlusca che tutte le volte che può sconfessa i minimi sintomi di federalismo, dalle regole per le elezioni regionali (vedi buffonata del decreto), all’abolizione dell’ici, ecc…

  • Cornelia

    Bellissimo post, condivido in pieno. Forse può diventare addirittura un manifesto.

    (Quanto a chi cita Barnard, non commento neppure: ma ricordo che Barnard come via d’uscita proponeva il suicidio sociale… figuriamoci che maitre a penser…)

  • amensa

    bisogna prima che gli italiani imparino che non basta mettere una croce ogni 5 anni e poi disinteressarsi della cosa pubblica.
    è ora di smetterla con le deleghe in bianco.
    i mezzi tecnici oggi ci sono, usiamoli.

  • amensa

    mi sembra più o meno ciò che ho sostenuto negli update precedenti.
    sottoscrivo.

  • redme

    infatti…e nell’ articolo neanche una parola…per dei buoni osservatori come sono gli articolisti non aver detto neanche una parola sull’argomento è un pò curioso..saluti

  • Marko99

    Articolo condivisibilissimo fino a quando non si inizia a parlare di “popolo viola” e “grillini” di cui lo stesso si rivela, in fondo, uno spot.
    Grillo è stato smascherato per quello che è, un venduto voltafaccia, ed il suo popolo, magari anche in buonafede, non mi sembra affatto maturo e in grado di muoversi nella complessità degli inganni che il sistema mette in piedi per recintare le “pecore nere”.
    Senza contare il fatto che persone così ingenue da credere che Grillo sia il paladino della rinascita del nostro paese, dovessero mai arrivare ad ottenere una posizione politica rilevante, verrebbero corrotti oltre ogni limite e spazzati via dagli squali che dominano le acque da ben prima di loro.
    Per non parlare del popolo viola che, come tutti i popoli colorati delle varie rivoluzioni odierne, fanno parte del progetto US-Raeliano per destabilizzare in modo “Democratico” il paese di turno e far cadere i governi a loro scomodi.

  • AlbertoConti

    Chiunque faccia un’analisi che non sia di regime non può che avere il plauso di tutti gli esseri pensanti, l’eterna minoranza rispetto agli ipocriti benpensanti.
    Quanto alle soluzioni, be, il minimo che si possa riconoscere è che non sono facili. Si tratta di ricostruire un mondo vero che non c’è, che come tutti i mondi veri è fatto da una pluralità di coscienze, facilmente contrapponibili in una divisione paralizzante, nonostante il male maggiore che sovrasta.
    Come certe regioni non hanno ancora speranza nell’antimafia che verrà, così altre non hanno ancora percepito la centralità del solidarismo sociale. E qui mi chiedo, sarà questo il motivo (la reazione) per cui si parla ancora di comunismo, ridando ossigeno alle berluscapalle? E questo mentre Francia e Germania sono, adesso, mille volte più “socialiste” di noi, per non parlare di Svezia o tanti altri. D’accordo, tra le nostre disgrazie c’è stato il craxismo, e non sarò certo io a difendere i socialisti “italian style”, però un minimo di coerenza tra il dire e il fare ci vuole proprio, proprio per non prenderci in giro come tanto sembra piacerci.
    Quanto a radicalità sono il primo a invocarla, contro la Bonino, ovviamente, e chi non è d’accordo sul casta-complotto. Ci vuole a questo punto la radicalità rivoluzionaria a 360 gradi, a cominciare da moneta e banche, sanità, scuola e servizi, difesa ecc. ecc. Occorre perciò chiarirci come coniugare questa radicalità in un paradigma sociale e politico all’altezza dei tempi, che stanno per travolgerci e gridano reazione, in tutto il mondo.
    Quanto alle urne nell’oggi, non capisco l’astensionismo, un premio all’antipolitica, il nemico principale. Meglio annullare la scheda in modo inequivoco come segno di protesta, o votare PBC se un giorno avrà la forza almeno di esserci, come merita.

  • Marko99

    Immaginati se il giorno delle elezioni il 50% degli Italiani non andasse a votare. Immaginati la scena nella tua mente. Pensi che sarebbe un premio all’antipolitica? Pensi che tutto scorrerebbe come al solito? Il sistema si combatte NON con i mezzi del sistema, ma ignorando il sistema.
    Se la gente non andasse a votare in massa….oh quello si che cambierebbe le cose! La sola presenza al seggio rivela la debolezza delle proprie idee, che devono in qualche modo trovare “collocazione” nel sistema con l’annullamento della schedo per questo o quell’altro motivo.
    I seggi sarebbero comunque frequentati e probabilmente l’unica conseguenza della tua azione sarebbe quella di essere considerato un tipo “strano” dagli scrutatori.
    LA COMPLETA DISERZIONE dei seggi è l’unico strumento in grado di far sbiancare la casta.

  • rocks

    In parte condivido. Non starei a fare discorsi sulla portata dello sfacelo sociale. Non ne ho la prospettiva. Però è indubbio che la Politica in Italia più che in altri paesi è gestione di un sistema affaristico. Ma non ci illudiamo che in altri paesi gli uomini Goldman Scachs o simili non abbiano posizioni influenti. Idem per tutte le altre lobby bancarie, multinazionali e militari. A livello nazionale ritengo che il centro-destra abbia avuto più responsabilità nel peggiorare la situazione, avendo governato per un maggior numero di anni e con una maggioranza stabile. Il centro-sinistra, per colpa propria, non ha avuto questa possibilità. E’ un fatto che l’Italia vota a destra, anche solo per tradizione.
    Ma a prescindere da ciò, il nostro problema è che la cosa pubblica funziona meglio in altri paesi che qua. Soprattutto il sistema di regole è altrove più funzionale. Ed è inevitabile che il popolo debba venir preso in causa (con-causa) nella responsabilità dell’andazzo. Per intendersi, l’italiano si sente legittimato a trasgredire le regole perché anche il politico lo fa. Certo, ma non è obbligato. Da qui appare la difficoltà titanica di rovesciare l’andazzo. A documentarsi un po’ l’intreccio di interessi che legano il mondo imrenditoriale quello politico è vasta. Non solo in termini di mazzette e mafie, ma anche per la presenza di innumerevoli partecipazioni pubbliche in SPA. Grande ruolo in questo hanno le regioni.
    Cambiare il sistema parendo da una minoranza ha certo il suo fascino. Ma non possiamo pensare ci cambiarle in poco tempo. Un passo avanti sarebbe in effetti votare liste locali nelle elezioni regionali, comunali e provincialo. Questo è già avvenuto, ma spesso in queste liste vi si ritrovano personaggi usciti dai partiti che approfittano della moda del momento per riciclarsi. E quindi distinguere diventa difficile.
    Nel lungo termine vi buttò lì una proposta paradossale. Non saremo noi infatti a vedere un’Italia migliore. Saranno i nostri figli o nipoti. E in questo abbiamo una grossa responsabilità, che non ci deve schiacciare, ma darci la fiducia e la speranza che una generazione migliore possa sempre arrivare. Fate figli! Fateli onesti, cresceteli nel rispetto delle regole. Chissà…

  • Xeno

    Quoto

    Boicottare è il solo metodo per ora che ci resta.

  • mozart2006

    Tre riflessioni e una domanda tra le tante:

    1) a giudicare dalla maggioranza parlamentare, dai post dei lettori di alcuni giornali e da altri commenti a proposito delle vicende politiche di questi giorni, si evince che in MOLTISSIMI italiani è radicata una cultura destrorsa, fascista e gregaria, indifferente alla storia, all’illegalità, alla corruzione e al ridicolo. Questo anche in chi non fa parte della casta/cricca dei poteri forti.

    2) che si permetta o non si permetta di votare al PartitoDelFareSchifo, ci si dovrà sempre scontrare con un muro di fascisti manifesti o latenti

    3) vedremo se le piazze della destra ricalcheranno le oceaniche folle fasciste: questo sarebbe il definitivo riconoscimento del regime attuale

    4) allora, di fronte al restringersi degli spazi democratici, che avviene anche col sostegno di questi molti italiani,oltre alle manifestazioni di piazza, alla satira, alla lamentazione, che dobbiamo fare noi persone comuni?

  • ottavino

    L’ennesima ottima critica al mondo. Bene, benissimo tutto vero, però….manca il grosso. Non si può pretendere di cambiare una rotellina e sperare che gli ingranaggi continuino a funzionare. Occorre vedere che siamo tutti coinvolti in questo macello. Il problema non sono solo i politici, ma bensì il modo in cui tutta la nostra civiltà è disegnata. L’errore è nell’assioma di partenza. Questa civiltà si fregia delle grandi opportunità e dei grandi vantaggi che offre ai suoi singoli: ti puoi arricchire, ti puoi fare un nome, puoi diventare “professore”, puoi essere curato, puoi soddisfare i tuoi bisogni, puoi avere la fama, puoi avere la pensione, puoi avere un suv, un camion, puoi consumare quanto ti pare, puoi, puoi, puoi….è tutto lecito!! Ed è facile mascherare questa follia dietro il nome dei “diritti”. Tanto chi ci viene a controllare? Fino a che si può possiamo darti tutti i “diritti” che abbiamo a disposizione. Il punto è che nessuno ha diritti e nessuno ha diritto a distribuiirli. Si tratta di una stupida invenzione umana. E’ un modo per attuare una pacifica convivenza tra polli. Di conseguenza l’unico atto rivoluzionario è chiedere per se e per tutti l’abolizione della maggior parte delle strutture sociali. Il che significa niente scuole, niente ospedali, nessuna assistenza, nessuna promessa, nessuna tensione verso lo sviluppo, nessuna voglia di “progredire”. La nostra società conosce solo caste. Le caste di ogni tipo se la solo mangiata e l’unico modo è abolire ogni casta. E’ un pò un situazione simile ai giorni precedenti la rivoluzione francese, solo che i nobili di oggi sono le caste: i medici, i professori, i politici, i famosi, i preti, i ricchi, …..è molto difficile uscire da questo incubo….

  • rocks

    olè! secondo me hai una visione un po’ troppo paranoide della realtà.

  • Truman

    Mi torna in mente una frase del film di Moretti Il Caimano:
    Quando gli italiani toccano il fondo si mettono a scavare come forsennati.

  • redme

    …ma figuriamoci…in america ci sono state elezioni con partecipazione al 20% e non è cambiato nulla…anzi…

  • redme

    …..giornataccia eh?……:-)

  • IVANOE

    Scusata Badiale e bontempelli, ma quanti anni avete ?
    Quello che avete scritto è tutto scontato.
    Il disfacimento dell’italia è avvenuto molto prima quando i vari amendola (dicono massone ) pertini ( partiggiano imboscato in francia sempre sentito dire ) hanno fatto deporre le armi alla fine della guerra ai partiggiani di sinistra quella vera !!! perchè gli hanno raccontato la storiella che gli alleati avrebbero portato nuovi valori oltre al benessere e che loro attraverso la costituzione avrebbero garantito libertà, giustizia ed eguaglianza per tutti… si lallerolà… infinocchiati i partiggiani rossi che avrebbero potuto costituire una valida resistenza e un efficacie controllo su quali uomini gli alleati avrebbero messo al comando della neonata repubblica italiana nel 1946 e infatti hanno riciclato fascisti e mafiosi…poi arriva togliatti che ha fatto il resto e cioè ha cominciato quell’abile diluizione chiaramente su comando di tutte le aspettative che gli italiani avevano (quelli delle classi popolari e che tra l’altro avevano dato il loro sangue per liberare il paese) e qui naque il famiggerato PCI partito compromessi ignobili… fino ad arrivare ai giorni nostri con gli ormai voltagabana e donabbondeschi bertinotti, diliberto ecc. ecc.
    In sostanza il popolo italiano da quel 1946 è rimasto volutamente ignorante e governato da quei prsonaggi ambigui che gli alleati i famosi liberatori ci hanno imposto nel 1946.
    In italia non ci sono e non ci sarannosviluppi, perchè il colpo di stato l’abbiamo fatto noi stessi… ipocriti, opportunusti, delatori egoisti… ma ancora no avete capito che ci odiamo l’uno con l’atro senza motivo ? che ci misuriamo solo con i nostri averi, in sostanza ci crediamo tutti stò c…..o, siamo spocchiosi… e allora ma chi ci salva ?
    Bisogna pensare chealmeno 55 milioni di italiani sono persi…inutili da formare…di disciplinarili…di smuovere le loro coscienze… sono quelli che qualunque colore politico comandi non glie ne frega u bel niente. E questo gli attuali governanti lo sanno molto bene…L’unica speranza è da riversare su quella minoranza due o tre milioni di italiani veramente progressisti che hanno cervello che si scuotino e cambino le cose veramente.Po iuna volta cambiate le cose se mai succederà gli altri sudditi (perchè questa è la definizione che si meritano ) senza magari che se ne accorgono capiranno che le cose fatte saranno fatte per il loro bene.
    Adesso il problema è capire : come raggruppare i cervelli funzionanti in italia.

  • ottavino

    Capisco il vostro punto di vista, ma sai …..il mio mito è unabomber!! (attenzione non unabomber il terrorista, ma quello che ha lasciato scritto, l’analisi spietata della nostra civiltà)

  • MATITA

    OPS,se le alternative sono quelle siam messi bene…..non parlo dei comunisti e dei verdi…….dei quali ormai non si sa piu nulla mai i grillini e il popolo viola….grillo tiene affettuosi scambi con di pietro e travaglio(predicano bene e razzolano assai male) i viola hanno dietro personaggi come i della valle e …..
    Provate a parlare con travaglio e i viola di controllo emissione valuta,mattanza dei palestinesi da parte del povero popolo ebraico (unico a essere stato vittima di genocidio e quindi immune da giudizio,salvo poi essere lui stesso popolo eletto e quindi degno persecutore a sua volta);
    provate ad affrontare questi arfgomenti con i grilli di turno o con lo stesso grillo,lo stesso di pietro o travaglio e vi accorgerete di quanto sono liberi e belli.
    io voto solo chi mi dice queste cose.
    Rcupero della sovranita monetaria da parte del popolo.
    recupero da parte dello stato del controllo energetico,delle telecomunicazioni,
    dell’istruziione(basta sovvnzioni a istruzione privata a go go,soprattutto cattolica ,altra istituzione che predica bene e razzola assai male,,,doppiamente colpevole essendo a suo dire vicaria di Cristo)
    e dei trasporti.
    recupero degno e assoluto della sanita,lasciata in mano a regioni corrotte e governate da biechi ppersonaggi che per poco si venderebbero anche la madre….dekl resto temo che la gente sia tutta cosi.
    Revisione della imposte con abbassamento si delle stesse ma poi chi sgarra finisce in galera e si buttano le chiavi….

    mi fermo qui,sarebbe gia molto questo…
    il problemea e che le persone sono ignoranti e insensibili,non hanno il culto del bello e delle cose vere…basta un po di denaro per vestiti,macchine,tecnologia varia,seso perverso,serate da sballo e si venderebbero anche l’anima…anzi gia l’hnno fatto

  • Marko99

    Uno dei più grossi ricatti a cui siamo sottoposti è quello per cui l’uomo sarebe “violento per natura”, che la società evolverebbe naturalmente verso la competizione e l’egoismo e che non sarebbe possibile nessuna struttura sociale ordinata senza la corruzione e la struttura a caste.

    NIENTE DI PIU’ FALSO!

    Sono secoli che la menano con la selezione naturale ma questo è un condizionamento mentale intenzionale volto a spostare le nostre responsabilità al di fuori di noi stessi.

    Le persone sono PACIFICHE per natura! E’ la paura, quella che i media e i politici instillano continuamente nelle nostre teste, ad alterare le nostre percezioni e le nostre emozioni ed a confonderci e a portarci ad alienarci dalla nostra vera natura.

    Immaginate una società sana e con pensieri propositivi e libera da paura, dove la vera natura umana è lasciata libera di agire senza collari e guinzagli.

    La vedi davvero senza ospedali, scuole, assistenza e proiettata verso l’oblio?

  • Marko99

    Straquoto.

  • Marko99

    E quali sarebbero state?

  • rocks

    che c’entra, se non vai a votare quelli il posto ce l’hanno lo stesso. Cosa dovrebbe delegittimarli? Se ne parlerà un po’ all’inizio ma poi businness i businness…

  • esca

    L’astensione, senza disturbarsi in valutazioni sulle varie liste, è un sistema efficace per delegittimare una casta. Esprimo forte scetticismo su qualunque altra alternativa nelle condizioni di oppressione quotidiana in cui ormai si versa poichè non dimentico mai che le cosiddette “alternative” sono capaci di straordinarie metamorfosi cosicchè, non appena il potere offre loro l’opportunità di avere il controllo sugli altri, si trasformano in iene: le vie della corruzione sono infinite. Non si può continuare a porgere l’altra guancia offrendo sempre nuove possibilità ad una classe dissennata e corrotta nell’insieme; senza distinzioni, una volta che hanno la poltrona giusta sotto il deretano i problemi del popolo svaniscono miracolosamente dalla vista, lasciando spazio a qualche sporadica buona azione di scarso rilievo per il mantenimento di facciata (farsa nella quale i politici collaudati ormai non si cimentano nemmeno più). Il problema è proprio “LA POLTRONA”: sono veramente rare le persone che non ne vengono contagiate. Il sistema politico italiano poi è costituito da poltroni gonfiati, la maggior parte dei quali pure incompetenti ma perfettamente in grado di far danni per cui, come minimo, dovrebbero starsene a casa.

  • airperri

    Hahahah!! Stupendo!! E’ cosi’ . Tutto va a puttane, fuori e’ la guerra. Basta un niente che ti massacri per un parcheggio, un sorpasso, una lista della spesa, una multa, uno spintone in un bar.
    E per cosa poi? Vedo solo gente che si massacra per briciole, per cazzate da comprare.
    Hanno creato un sistema incredibile, perfetto..
    I politici che vivono come Luigi XIII a Versailles, e il popolo di fuori che si massacra per qualche briciola di pane.
    La colpa e’ solo degli italiani. Medioevali di natura e amanti del grandeur.
    Ci offrono tv con 500 canali in alta definizione, macchinoni di plastica alti 3 metri per comprare una mela al supermercato e per andare a mignotte. E noi ‘Siii’, che bello! ce l’ho piu’ grosso del tuo!!’
    Finche’ la gente vuole questo, loro resteranno sempre dove sono, a mangiare e fottere.
    Io queste cose dell’articolo le scrivevo ai miei amici gia’ da diversi anni, ora la situazione e’ talmente evidente che la gente comincia a capire in che mondezzaio viviamo.
    A chi resta qui consiglio di iscriversi in politica e cominciare a portare a spasso il cane del politico e a fargli da schiavo pulendo la merda dei suoi uccelli tropicali.
    In pochi anni farete carriera e guadagnerete piu’ di quantop fareste con un posto da impiegato.
    Loro , finche’ gli italiani resteranno cosi’ ( e lo saranno sempre) , vinceranno sempre.
    Suerte

  • stefanodandrea

    Complimenti per il commento

  • AlbertoConti

    Vedo un alto gradimento dell’astensione dal voto. Ma proviamo a ragionare di testa nostra. Dire che se tutti facessero così è come dire se mia nonna avesse le ruote ….. Sappiamo benissimo che non succederà mai. E allora stiamo a ragionare sulla percentuale minima di votanti affinchè la casta non si senta più legittimata? La “grande democrazia da esportazione” insegna che quelli non se ne vanno neanche se li schiodi uno per uno, son peggio delle “patelle” (graziosi frutti di mare). Alla fine sui giornali ci sarà a caratteri cubitali la percentuale di voti del vincitore … calcolata sui votanti effettivi, non sugli aventi diritto. O vi era sfuggito? E poi chi siamo noi, ipersensibili alla questione sociale, di fronte agli eserciti di menefreghisti, ignoranti, qualunquisti, impuniti, …. che preferiscono andare al mare o alla partita? Chi ci distingue nella comune astensione? Il porco dell’antipolitica si fregherebbe le mani!
    C’è chi dice: andate al seggio e dichiarate che non intendete votare, con tanto di motivo da mettere a verbale. Bella trovata, peccato che la maggior parte si caga sotto e non lo farà mai, mafiosità insegna. E allora votare scheda bianca? Sì, per farsi mettere la crocetta dallo scrutatore più lesto? L’unica è annullare la scheda, con due bei rigoni trasversali, con o senza commenti aggiunti. Le schede nulle sì che pesano, “fanno partito” a scapito dei partiti-casta, che ridotti a minoranza assoluta dovranno prendere atto di fronte al paese del loro fallimento. Non c’è un’alternativa al fare politica attiva e democratica, se non lo schifo attuale al quale c’è sempre un peggio.

  • Altrove

    Bello vedere che per una volta siamo tutti più o meno d’accordo. Ribadisco qui quali sono le mie riflessioni sulle soluzioni elencate: Non votare è per me necessario ed il clima è adatto per far vedere l’insofferenza verso la “casta” alla popolazione. Concentrarsi sul piccolo, sulla quotidianità con coerenza e perseveranza (ritornare a parlare la lingua del nostro vicino). A livello di comunicazione di massa bisogna destrutturare e destabilizzare gli schemi mentali, distruggere l’ipocrisia moralista tramite lo scandalo. Comunicazione diretta/indiretta con i mezzi di comunicazione (rispondere alle testate giornalistiche costantemente ed ai singoli giornalisti sfruttando il ricatto economico). Spingere i comuni ad seguire un percorso di indipendenza energetica, economica, alimentare (proposta di progetti e consulenze). Comunicazione verso le forze dell’ordine. Niente azioni dimostrative (manifestazioni ecc..) di massa, ma piccoli gruppi onnipresenti in tutti luoghi contemporaneamente (dislocazione di azioni indirette). Uscita dai partiti (non esiste nessun male minore). Armarsi di tanta pazienza. Ognuno deve sfruttare le proprie abilità e professionalità (insegnanti, carrozzieri, rappresentanti, ecc…) per spingere in questa direzione. Non scendere a patti scellerati, non arrendersi, non perdere speranza. Abbiamo bisogno tutti l’uno dell’altro adesso… Perdonate il tono da manifesto. Per ampliamenti e offese basta scrivermi. Saluti sinceri…

  • Altrove

    Correzione: Non votare o votare scheda nulla…
    mmmm…. quasi quasi vado a fare lo scrutinatore…

  • sentinella

    se tutto questo bella premessa sullo sfacelo che è difficile non condividere deve portare a sostenere l’ipotesi dell’astensionismo elettorale come unica soluzione per liberarci dalla casta dei politici è una gran bella ingenuità. Anche se temo che l’ingenuità non sia di chi scrive ma di chi legge e commenta.
    Ma usare invece l’intelligenza per informarsi e per scegliere no? Lasciare agli altri la decisione su chi mandare nei posti di potere a distribuire ed amministrare quella parte di ricchezza che serve ad avere uno stato, un welfare, un istruzione? Quella grande percentuale di persone che disgustate dai partiti hanno deciso di astenersi hanno mai cambiato qualcosa? Sono mai state alla base di un qualsiasi cambiamento di rotta o ripensamento da parte dei politici???
    Chi ha avuto una schiacciante maggioranza da parte degli elettori è stato il partito di Berlusconi il quale ha dichiarato anche perchè ne è convinto che siccome la maggioranza del paese lo ha votato lo ha legittimato a fare il suo comodo in materia di leggi e comportamenti.
    Ingenui siete voi che criticate e per non essere criticati non fate un bel niente di niente. Chi fa parte del movimento a 5 stelle non è un povero allocco che segue un comico assetato di potere ma sono giovani che usano il loro tempo e la loro intelligenza per dare un contributo al cambiamento di questo paese.
    Così anche il movimento del popolo viola. Sono dei fenomenti importanti e dei segnali che vengono da una società che si rifiuta di accettare supinamente la decadenza del loro paese.
    Non basta scrivere due cazzate in un blog per cambiare le cose, bisogna anche darsi forma e visibilità e lavorare per uscire dal silenzio e dalla rassegnazione.

  • Simulacres

    “il suffragio universale è illegittimo, poiché la stupidità non ha il diritto di governare il mondo” (E. Renan).

  • fusillo

    Benvenuti.
    E’ solo da 20 anni che sostengono le stesse cose prendendomi del polemico e del visionario.
    Oggi data la crisi economica e l’ amplificarsi di problemi latenti, ha fatto si che, un numero sempre più elevato di individui, venisse coinvolto suo malgrado.
    Beh dico che, meglio tardi che mai, anche se non è un buon segnale.
    Ovvero i cambiamenti sono tali quando sono sentiti non quando sono indotti.
    E’ giunto il tempo delle scelte.
    Però come si può improvvisamente scegliere se da sempre si è abituati a seguire la corrente ?
    Cechov lo spiegava meglio: ” una volta nel gregge è inutile che abbai, scondinzola”.
    Per quanto concerne il voto in politica, alimentare l’ astensione è da ingenui.
    I diritti vanno esercitati prima che vengano soppressi.
    Posso solo trovarmi d’ accordo sull’ annullamento della scheda elettorale.
    Sui referendum il discorso è diverso: tutto quello che riguarda l’ etica è da votare il resto….. neppure presentarsi.
    Che senso avrebbe dopo le deleghe , le commissioni parlamentari e i ministeri che questi signorotti ci rigirano la frittata?
    Per cosa intascano 20,000 euro al mese? per farci votare i referendum amministrativi?
    Auguri a chi ancora crede alla nostra classe dirigente.
    Siamo così arretrati che neppure ce ne rendiamo conto.

  • Altrove

    Non parlare per chi non conosci… Un ottimo consiglio per la vita. Nè il voto, nè l’astensionismo, nè i movimenti a 5 stelle intaccano la voglia di partecipazione politica della popolazione, i grandi interessi corporativi, il cuore nazifascista di chi ti considera inferiore. L’esperienza diretta mi ha forse troppo segnato, se non deluso… Penso che non si debba mai fare cosa il tuo nemico si aspetti, ho visto troppe volte trasformare buone intenzioni in azioni più che funzionali al suddetto avversario. Sicuramente, come dici anche tu, bisogna sporcarsi le mani per strada. Di certo sono stanco di passare da un fascismo all’altro, che più che altro è tifoseria da stadio… Io parlo da ciò che ho visto e vissuto. Il mio punto di vista lo trovi poco sopra di te. Qualunque sia il tuo, ti auguro di non fare tutte quelle incredibili cazzate che sono state fatte in passato. Con rispetto…

  • ventosa

    “Armarsi di tanta pazienza. Ognuno deve sfruttare le proprie abilità e professionalità (insegnanti, carrozzieri, rappresentanti, ecc…) per spingere in questa direzione. Non scendere a patti scellerati, non arrendersi, non perdere speranza. Abbiamo bisogno tutti l’uno dell’altro adesso…” Quoto e ti dico che, nel mio piccolo, lo faccio da anni, perchè sono convinto che, se veramente si vuole cambiare qualcosa, è perfettamente inutile convincere qualcuno se, quel qualcuno, non ne prende coscienza.

  • cesare52

    @Ivanoe. Ma che dici? Pertini un imboscato ed Amendola un massone? Ma che ti sei fumato? Leggiti di Amendola (che bisognerebbe scrivere come Pertini con le iniziali maiuscole) “Lettere da Milano” o “Un isola”. Su Pertini neanche meriti risposta. Dici delle cose …di cui non capisci niente e di cui nulla sai. E lo fai anche gridando. Te lo dico perchè mi stai simpatico. Come tutti gli estremisti. Ma documentati che il ridicolo è peggio della catastrofe. Non è obbligatorio scrivere quando non si è riflettutto abbastanza. Seguire la propria indignazione a volte fa straparlare ed impedisce di pensare. E fa ridere chi ti ascolta. Leggi e documentati prima di dire queste castronerie.

  • cesare52

    @Ivanoe. PS: forse sarebbe il caso di ricordarsi e rifletterci su che in Italia non hanno governato Amendola Pertini, neanche Togliatti ma, ti svelo un segreto, il Capitalismo che forse è una cosa un tantino differente. Insomma la vita di intere generazioni fino ad adesso è stata creata e riprodotta non dalla coscienza autoprodotta ma da un modo da produzione che ha prodotto dsia il modo di vivere che la coscienza di noi tutti. Ricerche da fare a casa: ricercare il significato di “idealismo” leggere se possibile “Einleitung” di CMarx. Fprse così si evita di scurreggiare e magari si finisce col capire anche qualcosa. Ricordarsi inoltre di non farsi mancare il Malox sia in pasticche che sciroppo.

  • cesare52

    @Ottavino. Se non tutto condivisibile quasi niente sbagliato. Complimenti per il suo intervento brillante e soprattutto non ipocrita. L’unico appunto è per qualche sua dimenticanza. Quello da lei descritto è il Mondo di un quarto scarso dell’umanità. E’ ilo mondo capitalista ed imperialista. Il resto dell’umanità sta sempre più peggio e le sue riorse pagano tutto il nostro cosidetto attuale “benessere” a cerchi cncentrici. Primo girone quelli più ricchi (o ladri) e poi a cascata tutti gli altri, certe volte più per ragioni di vicinanza geopolitica che per altro. Tante volte nella dimentidcanza c’è anche la soluzione. Comunque complimenti. Un brano il suo degno della penna di Swift.

  • speranza

    concordo pienamente con te mikaela, barnard lo va dicendo da tempo ma forse quello che dice lui risulta scomodo a tanti, entrano in gioco molti fattori in una presa di coscienza simile e l’italiano medio non ha la capacità e l’interesse di cambiare.

  • anonimomatremendo

    Se le elezioni politiche rappresentano per i proletari il diritto di scegliere ogni cinque anni chi deve gestire il loro sfruttamento generale, quelle amministrative sono una farsa del tutto inutile anche dal punto di vista del capitalismo stesso. La rappresentanza politica nell’amministrazione locale è ancora più inutile che nell’amministrazione nazionale, se si pensa che localmente sarebbero più che sufficienti i funzionari, i tecnici e gli amministratori salariati, così come succede, senza che nessuno trovi da ridire, nel mondo della produzione.

    In ogni caso, dal parlamento ai comuni, ogni amministrazione potrà affrontare i problemi posti dalla complessa macchina sociale odierna soltanto adeguandosi alle leggi che regolano il capitalismo. D’altra parte, sfruttamento del lavoro salariato e produzione di plusvalore per il Capitale sono l’unica legge fondamentale cui tutte le altre fanno capo. Perciò in questa società la migliore amministrazione, che sia di destra o di sinistra, è quella che meglio garantisce lo sfruttamento e l’utilizzo delle risorse che da esso scaturiscono.

    Se le amministrazioni “elette dal popolo” avessero effettivamente il potere di “decidere” dal punto di vista tecnico sulle cose da fare, non perderebbero il novantanove per cento del tempo disponibile in chiacchiere tra fazioni. Ma nel meccanismo elettorale ciò che è inutile per l’umanità diventa fondamentale per i politici; essendo la loro “produzione” misurata in quantità di chiacchiere, queste ultime diventano la giustificazione della cosiddetta rappresentanza democratica.

    Parlamentari e consiglieri locali sono i primi a fregarsene della democrazia. Il mito del “buon governo”, su cui essi hanno sbraitato in campagna elettorale, finisce là dove incominciano le esigenze dei gruppi d’interesse nelle varie sfere della produzione o dell’amministrazione capitalistica. Tutti sanno che governi e giunte sono semplicemente cinghie di trasmissione di questi interessi, ai quali ogni deputato o consigliere si piega senza che qualcuno glie lo richieda, per il semplice fatto che il meccanismo deve corrispondere alle esigenze di questa forma sociale. Chi decide di essere un ingranaggio di tale meccanismo, lo fa già sapendo di servire il Capitale, comprese tutte le mafie di varia natura che da esso partoriscono in continuazione.

    La superiore forma sociale comunistica che sostituirà il capitalismo non avrà bisogno di rappresentanze che non rappresentano un bel nulla: in essa vi sarà soltanto un unico grande piano sociale da cui scaturiranno i tecnici e gli esperti per armonizzare la produzione e la distribuzione con le esigenze di una vita finalmente umana.

  • anonimomatremendo

    Ben detto!

  • esca

    Astensione al voto non significa speranza di cambiamento bensì PROTESTA. Si dicono tante cose ma la realtà è che ognuno fa sentire la sua voce nel modo che più gli si addice. Fare casino non serve, le proteste silenziose sono più fastidiose. Se poi si va ad intaccare gli interessi di chi ha ridotto la società ad un caos fregandosene delle conseguenze meglio ancora: in tal senso, di proteste silenziose se ne possono fare un’infinità.

  • anonimomatremendo

    La “deposizione delle armi” é diretta conseguenza della concezione partigianesca e frontista della lotta di classe,ossia del subordinarsi a un ordianmeto borghese,ritenuto”progressista”, in guerra contro l ´altro ,ritenuto “reazionario”,barattando cosí l´internazionalismo proletario e il suo futuro di soggetto politico autonomo che lotta senza soluzione di continuitá per i propri esclusivi interessi e,implicitamente, per il futuro della Specie,in cambio di un effimera “pace sociale” interclassista garantita dalla redistribuzione forzata del plusvalore estorto dagli operai ,chiamati ad assumere sempre piu´un ruolo di responsabilitá rispetto all´economia del Paese,quindi del capitalismo nazionale,a fronte di sempre maggiori rinuncie e sacrifici.Adesso che l epoca d´oro della ricostruzione post-bellica ce la siamo definitivamente lasciata alle spalle,con la conseguente messa a nudo della crisi storica del capitalismo senile,incapace di riprodursi senza passare attraverso devastanti crisi economiche e guerre distruttive ,qualche smemorato vorrebbe rifare di nuovo lo stesso percorso che ha portato alla situazione attuale,ossia ripercorrere ostinatamente la via del riformismo e della lotta partigiana,che altro non é che la continuazione del riformismo con altri mezzi,principale attrezzo ideologico della borghesia e delle altre classi parassite studiato apposta per inculcare nelle mase proletarie il rispetto delle sue regole e il timore reverenziale nei confronti delle sue istituzioni.

  • ottavino

    Caro Cesare52, mi fa piacere che lei abbia trovato qualcosa di buono nel mio scritto. Dovremmo ripensare tutta la nostra civiltà, anche se come dicevo, la vedo dura. In ogni caso la comunanza dei cuori vale più di una stupida, arrogante civiltà. Saluti.

  • prodomo

    tutto bello, ma cos’hai contro sesso perverso e serate da sballo?

  • cesare52

    @anonimomatremendo. Ecco la maniera più efficace di …non farsi nè capire nè leggere. Dietro c’è una concezione idealistica, cioè tutto parte dalla coscienza e non dalla materia ovvero il Mondo come rapresentazione di ciò che si pensa, a priori insomma. Ed ancora… c’è anche una concezione del marxismo come scienza dell’Occidente che ignora i tre quarti del Mondo in cui la “estorsione di plusvalore” non è applicabile così meccanicamente come si sostiene, per il semplice motivo che l’ le fabbriche come le intendiamo noi occidentali semplicemente …no ci ono. Insomma il temino marxista leninista non è applicabile. La tua è “una grande narrazione” che non funziona. Questo che scrivi oggi non solo non tiene onto della caduta del muro di Berlino ma neanche che dagli anni 30 sono passati 80 anni. E’ finito lo sfruttamento? Certo che no, visto che , per fare un esempio, tre quarti del Mondo vive al limite della sopravvivenza ed un miliardo non ha ancora accesso all’acqua potabile. Ma c’è bisogno di una riflessione nuova nion di slogan. Insomma “ci sono più cose in terra ed in cielo di quanto ne possa contenere la tua filosofia, oh Orazio” dice Amleto. Ed attenzione il ridicolo può anche significare parlare solo a se stessi e con gli slogan. Della serie “mi ha spiegato le mie idee ma senza farmele capire” oppure “Signora mia , io nun ci ho capito gnent, ma come parla bene, si vede che è fijo de famija che ha andato a scola ed è studiato” Insomma non ci facciamo sempre riconoscere

  • anonimomatremendo

    1.come fai a dire che proprio il marxismo sia idealista ,ossia non tiene conto delle condizzioni reali d´esistenza.Ma sai di cosa parli?

    2.IL marxismo scienza dell occidente?E perché mai,forse perché é nato qui?Guarda che anche la meccanica newtoniana é nata qui,ma ció non vuol dire che altrove i corpi agiscano in modo diverso.

    3.Le fabbriche come noi le intendiamo nei paesi del terzo mondo non esistono?Noi chi?Noi occidentali vorresti dire?Ma questo lo dici tu,sei tu che affermi che il marxismo non sia scienza universale bensi´ scienza adatta solo al nostro mondo occidentale,come se altrove i rapporti capitalisti fossero di altra natura.Insomma,davvero pensi che nel terzo mondo le fabbriche(come TU le pensi o meno poco importa) non esistano?Ne sei proprio sicuro?Sicuro sicuro?

    4.guarda ,se mezzo mondo vive come sovrappopolazione relativa, di cui il Capitale non sa che farsene, il problema non é del marxismo,che questo fenomeno lo aveva descritto e previsto,ma del capitalismo.

    Non sono solo slogan,sono accenni che invitano a conoscere una teoria che la borghesia ha sempre cercato d sabotare in tutti i modi piegandola ai propri interessi ,come é sato con lo stalinismo che ha scavato talmente a fondo nelle coscienze che tutti credono che col Muro di Berlino e il crollo del URSS sia crollato il comunismo,quando invece é esattamente l opposto:a esserre crollato é il capitalismo di stato russo ,o meglio,la sua maschera “socialista”,ed é crollato proprio grazie al “movimento reale che abolisce lo stato di cose presente” ossia il comunismo.Di la veritá,a te il comunismo in quanto divenire e principio propulsore come da accezione originaria, semplicemente non piace,troppo difficile vero?Ti fa comodo pensare che quel mostro osceno e orripilante crollato come una pera marcia fosse sul serio cio´che che tutti credono?Peccato che prioprio Marx invitava a giudicare un´epoca non da ció che essa pensava di se,ma dai fatti materiali,e in russia,caro mio,esiteva capitalismo a tutti gli effetti,e la nostra corrente lo avvertí da subito,unica al mondo ad aver previsto con largo anticipo il crollo della “maschera”.

    Comunque,se vuoi aprofondire…

    http://www.quinterna.org/

    http://sinistra.net/

  • anonimomatremendo

    un´ultima cosa,sarebbe l ora di finirla di correre dietro come pecoroni alle mode del momento.

    Il fatto che una “narrazione”sia “grande” non vuol dire che non sia valida.La cosmologia e l evoluzionismo non sono forse delle grandi narrazioni? .O vorresti negare che i pianeti, le stelle ,la vita abbiano avuto quel corso storico evolutivo descritto da queste scienze?Come al solito,se le religioni sono “grandi narrazioni” non vuol dire che tutte le “grandi narrazioni” siano religione.Pensarlo sarebbe cadere in una trappola sillogistica.Ma si sa,i post-modernisti sono campioni a disseminare trappole e trabocchetti.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. “Sarebbe l’ora di finirla di correre dietro come pecoroni alle mode del momento…” Ben detto. Parole sante. Soprattutto quando codeste mode sono ultraminoritarie (si badi bene, ho detto ultraminoritarie non in minoranza) e derivano dal cosidetto “marxismo universitario e scolastico”. Una corrente di buontemponi cavernicoli o speleologi che essendo stati ibernati fino ad adesso ritiene che niente di rilevante nel marxismo sia avvenuto dagli anni ’30 ad oggi. Ed invece la caduta del muro di Berlino e delle republiche socialiste sovietiche cioè di 72 anni di tentativo di instaurare in un terzo del mondo un altro sistema di produzione, di socialità, cultura , modo di vivere etc stanno lì testardamente ed implacabilmente davanti a chiunque sia contro il capitalismo e l’imperialismo. Quella teoria degli anni 30, il marxismo leninismo applicato oggi non serve più. Anzi è proprio morto. Lasciamolo agli storici, non serve oggi alla stragrande periferia del mondo da quella del Cairo o dei campi profughi insieme a quella di Città del Meswico o di Bombay, cioè di tre quarti dell’umanità si agira tra le grandi discariche dove lotta per strappare ai ratti ed ai cani qualcosa di mangiabile. Tu dici che “non è colpa del marxismo” scambiando quello che abusivamente e furbescamente salvi del marxismo leninismo scambiandolo per la riflessione di Marx, io, traducendo dai giri di parole che usi invece traduco e leggo “non mi interessa, perchè non è imputabile a me ed a quello in cui credo” ed io capisco come e perchè i cuori e le menti della sterminata periferia del Mondo comprese quelle arabe siano più interessate ad Al Queda che ad un progetto di liberazione come fu il marxismo. Per il concetto di “grande narrazione” beh anche qui fai il furbetto, fingendo di non capire. Mi viene da dirti: “il sordo dell’osteria della comare, non ci sente solo quando c’è da pagare”. Tu sai bene a che mi riferisco: all’idelogia ed alle sua costruzione di una visione del mondo narrata in certa maniera in cui l’esposizione è anche la validazione della stessa. Una volta si diceva “ad usum delphini”, intendendo il corso di studi appositamente costruito per l’erede al trono di Francia (il delfino appunto) che serviva non per fargli imparare qualcosa ma per mettergli in testa e confermargli con il pretesto della “grande narrazone” che la sua futura corona era volere di Dio. Per il resto…ho sempre simpatia per gli estremisti e per i dogmatici. Lo sono stato per moltissimi anni. Quando era possibile farlo con una certa decenza e probabilità di verità. Oggi mi pare assolutamente ridicolo. Quasi una fuga davanti a qullo che sta succedendo. Che siamo soli senza una teoria nè una prassi di cambiamento che dobbiamo ricostruire ex novo. Marx riportato a questo: un formidabile laboratorio di costruzione di teoria e prassi da prendere come esempio e non come religione nè per carità di Dio come scienza, ci serve. I dogmi ed i dogmatici non servono. Ieri hanno provocato le guerre di religione oggi fortunatamente fanno solo ridere. Questo ti dovevo.

  • cesare52

    @Anonimomatremendo. PS. Quando dicev “idealista” io mi riferivo non al marxismo ma proprio a te ed alla tua lettura della realtà che mi pare più inteessata alla filosofia, all’astratto che agli uomini ed alle donne che popolano il nostro pianeta. Lettura consigliata da fare a casa : rileggere “La sacra famiglia” e “La questione ebraica” di K Marx. Sono letture piacevoli anche letterariamente. Aiutano a combattere lo stress della vita moderna. Combattono sia la “politique politiquen” che la supponenza.

  • anonimomatremendo

    In Russia e nel resto del mondo caduto sotto la sua nefasta influenza ideologica non ci fu nessun tentativo di instaurare il socialismo,almeno dalla salita al potere di Stalin(leggiti i suoi programmi:”socialismo” in un solo paese,partecipazione alle guerre imperialiste,coesistenza pacifica ,emulazione tra potenze,mercato socialista,stakanovismo,mito della Patria e del lavoro , della famiglia,culto della personalitá,progressismo gradualista…).Se questo non lo capisci,nemmeno con l´ intuito,non so che farci.Ovviamente tu i link non li hai nemmeno aperti altrimenti sapresti che la nostra corrente non ha nulla a che vedere col marxismo accademico e universitario,ma ovviamente tu parti per preconcetti e non c´é niente da fare.Ciao.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. “In russia e nel resto del mondo caduto sotto la sua nefasta influenza ideologica non ci fu nessun tentativo di instaurare il socialismo…” Ecco liquidato, insieme alla decenza, anche Lenin e la rivoluzione di Ottobre. Inneffabile. Certo è comodo con una frasetta trachant senza spiegazioni si rimettono le cose a posto. Fa la pari con quella di un altro militante stavolta di Scientology “La chiesa non ha mai tentato di applicare la parola di Cristo in nessuna parte del Mondo. Mai. Si sono passati 2000 e passa anni ma la vera fede te la do io. Sta tutto scritto qui” E ti presenta un libro in cui c’è la “vera fede”. Naturalmente qualsiasi persona con un pò di buon senso gira alla larga. Insomma come non prendo nemmeno in mano quel libro così me ne guardo bene di dare retta a link vari che vengono esposti in codesta manera. Dopo quasi 150 anni dalla promulgazione del Manifesto tocca sentire qualche imbecille che ti dice “…non ci fu nessun tentativo di instaurare il socialismo…” A roma questo è un caso di scuola per usare la scurrile ma efficace denominazione che fa così “In c…o ti entra in testa no” Oppure ” A coso qui co me hai sbajato, vaccce a prova sul 64″ Che sarebbe il bus preferito dai borsaglioli perchè partendo dalla Stazione e passandoper S.Pietro è sempre affolato da turisti non sempre attenti al portafoglio.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. Compiti da fare a casa. Prendere il vocabolario aprire alla lettera “S” , cercare il termine “scolastico” e si vedrà che il termine non indica solo la scuola ma in filosofia e più in genere le scienze sociali compresa la sociologia vuol dire…mi fermo qui altrimenti il pupo non mi studia. Ricopia e poi mi parla a pappagallo, cioè senza capirci un tubo ma parlando ad alta voce di qualcosa che non ha capito. Quando le corde vocali sostituiscono il cervello…

  • anonimomatremendo

    Nessun tentativo di instaurare il socialismo…almeno dalla salita al potere di Stalin.Ma sai leggere???Se per te lo stalinismo ha rappresentato in un modo o nell altro istanze socialiste(nel senso marxista ,si intende),davvero siamo su pianeti differenti.Ciao

  • cesare52

    @anonimomatremendo. E già c’è “almeno” e quindi…penoso vedere una anguilla che cerca di arrampicarsi sugli specchi. Come dicevo, dagli anni 30 in poi niente e successo di rilevante nel marxismo, tutti tradimenti od infiltrati. Una esperienza che nel bene e nel male è durata per 70 anni ed ha coinvolto qualche miliardo di persone beh non vale perchè io qui nel 2010 al calduccio dietro il computer do le pagelle “hai sbagliato quindi il tema non vale” e chi lo dice? “Io perchè sto dietro la cattedra che mi sono autoprodotto e ti dico che in base al tezo rigo del quarto capitolo dell’edizione in italiano del Capitale tu sei passibile di alto tradimento” Quanta somiglianza ai chierici medievali ed alle varie sette d’oggi! Ed il resto, compreso tre quarti dell’umanità a cui oltre al pane e l’acqua anche la speranza di un futuro migliore? E non è questa la dimostrazione, la prova provata che il marxismo leninismo ha perso ogni possibilità di essere una speranza. Ieri lo era. Oggi non lo è più. Ma queso ai moderni chierici e chierichetti divis in tante piccole sette, più autoreferenziali e supponenti quanto non solo inutili ma a vocazione ultraminoritaria questo gli scivloa addosso. Loro si nascondono dietro “Almeno”. Furbetti e paraculi si, ma senza dignità ne pietà.

  • anonimomatremendo

    Guarda,non so che idea ti sei fatto del comunismo e della teoria scientifica che impropriamente prende il nome da Marx,che per semplificare chiamiamo”marxismo”,ma mi sembra di dedurre dai tuoi discorsi che per te i paesi autoproclamatesi socialisti in un modo o nell altro socialisti lo erano,perlomeno perché lo credevano in miliardi,o perlomeno perché qualcosa hanno fatto,senza comunque specificare cosa.E´ un criterio curioso il tuo,davvero.mi sembra di dedurre inoltre che consideri il “marxismo”cosa superata un pó perché vecchio,un po perché non ci crede piú nessuno,un po perché tutti hanno da dire la loro bisticciando sul pelo dell uovo,un po´ perché tutti i tentativi sono falliti,e quindi ,falliranno sempre.Questo insomma é tutto quello che hai da dire rispetto alla teoria riguardante l´ universo umano piu´complessa e articolata che la storia abbia mai conosciuto?Complimenti per la spocchia.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. “…della teoria scientifica…la teoria riguardante l’universo umano…”Appunto trattasi della teoria naturalmente “scientifica” riguardante l’universo umano più complessa e articolata che la storia abbia mai conosciuto, tu dici. Senza nessun senso del ridicolo e delle proporzioni.E lo spocchioso sarei io. Naturalmente in questa cosa che l’allegra compagnia di cavernicoli ed ibernati chiama “marxismo scientifico” non c’è nessuno spazio nè pietas per l’uomo. E’ una teoria cosidetta scientifica autoprodotta, contro tutti e tutto, anche la decenza, che ha perso il senso finale della sua esistenza: l’esistenza e la possibilità di speranza e riscatto della stragrande massa dell’umanità ridotta ad non avere nanche l’acqua potabile in un Mondo la cui tecnica potrebbe non solo limitare al minimo la giornata lavlorativa ma addirittura eliminare la fame etc etc. Ma che schifo di gente siete che mostrate più interessati alla costruzione astratta di una teoria astratta che si autoalimenta nell’isolamento dalla realtà ed espellonde qualsiasi cosa che odori di umano, di concreto, di vita insomma? A chi dovrebbe servire questa teoria cosidetta scientifica di cui v autoproclamate proprietari non avendo mai fatto un cazzo nella vita che chiacchierare col culo al caldo? Ripeto “Ci sono più cose in cielo ed in terra di quanta ne possa contenere la tua filosofia, oh Orazio.” Diceva Amleto. Tu, mentre tenti di passare per un marxista mentre secondo me assomigli più ad un testimone di Geova fai finta di non capire, da quell’orecchio non ci vuoi proprio sentire, quanto ti ho esposto, forse troppo generosamente, che ci vuole una teoria e prassi nuova della liberazione e riscatto per e con la stragrande massa dell’umanità, i tre quarti. Perchè il fine ultimo di qualsiasi teoria rivoluzionaria è fare la rivoluzione non far giocare con le parole i signorini e le signorine come te. La rioluzione diceva qualcuno non è un pranzo di gala, ci si può fare male, ohibo ti potresti anche spettinare.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. Compiti da fare a casa. Ricercare l’esatto significato del termine marxiano :”Fare indagine e trarne il bilancio e la verifica della realtà” . Trascrivere più volte.