Home / ComeDonChisciotte / L'ESERCITO USA SI PREPARA PER DISORDINI INTERNI

L'ESERCITO USA SI PREPARA PER DISORDINI INTERNI


DI JIM MEYERS
Newsmax

Un nuovo rapporto da parte dello U.S. Army War College discute l’uso di truppe americane per sedare i disordini civili provocati da una sempre peggiore crisi economica.

Il rapporto scritto dallo Strategic Studies Institute [Istituto per gli studi strategici] dello War College avverte che l’esercito Usa deve prepararsi per un “dislocamento strategico e violento all’interno degli Stati Uniti” che potrebbe essere provocato da un “imprevisto crollo economico ” o dalla ” perdita di un potere politico e legale funzionante”.

Il rapporto intitolato “Known Unknowns: Unconventional ‘Strategic Shocks’ in Defense Strategy Development,” [“Prevedere gli imprevisti: ‘shock strategici’ non convenzionali nello sviluppo della difesa strategica”] è stato prodotto da Nathan Freier, un tenente colonnello dell’esercito da poco in pensione che è professore al college, il maggiore istituto di addestramento per i futuri ufficiali anziani delle forze armate.

Egli scrive: “Dal momento che eventi come questo coinvolgono una violenza organizzata contro autorità locali, statali e nazionali, ed eccedono la capacità delle prime due di ristabilire l’ordine pubblico e proteggere la popolazione vulnerabile, il Dipartimento della difesa sarebbe necessario per colmare il vuoto”.Freier continua: “Una violenza civile diffusa all’interno degli Stati Uniti costringerebbe il personale militare a riorientare all’ultimo momento le priorità per difendere l’ordine nazionale di base… Un governo americano e un personale delle forze armate cullati nella soddisfazione di un ordine interno da tempo sicuro sarebbero costretti a disimpegnarsi da alcuni o da gran parte degli impegni esterni di sicurezza per affrontare un’insicurezza umana in rapida espansione in patria”.

Il Phoenix Business Journal ha riferito che il Managing Director del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, aveva messo in guardia la scorsa settimana sulla possibilità di sommosse e disordini nei mercati globali se l’attuale crisi finanziaria non venisse affrontata e le famiglie a basso reddito fossero vessate da restrizioni nel credito e da una crescente disoccupazione.

Il senatore James Inhofe dell’Oklahoma e il rappresentante Brad Sherman della California hanno rivelato che il segretario al Tesoro Henry Paulson aveva discusso uno scenario pessimistico al momento di chiedere l’approvazione del piano di salvataggio di Wall Street a settembre, e hanno detto che tale scenario poteva pure richiedere una dichiarazione di legge marziale.

Il rapporto dello Army College afferma: “Il Dipartimento della difesa potrebbe essere costretto dalle circostanze a mettere le sue ampie risorse a disposizione delle autorità civili per contenere o per rovesciare violente minacce alla tranquillità nazionale. Nelle più estreme circostanze ciò potrebbe includere l’uso della forza militare contro gruppi ostili all’interno degli Stati Uniti. Inoltre il Dipartimento della difesa sarebbe, per necessità, un centro vitale per la continuità dell’autorità politica in un conflitto o durante disordini diffusi a molti Stati o a tutta la nazione”.

Egli conclude questa sezione del rapporto osservando: “Il Dipartimento della difesa sostiene già la sfida della stabilizzazione all’estero. Immaginate le sfide associate con il fare ciò su grande scala in patria”.

Come Newsmax ha già riferito in precedenza, il Dipartimento della difesa ha steso piani per dispiegare 20.000 soldati in tutta la nazione entro il 2011 per aiutare i funzionari statali e locali a rispondere alle emergenze.

Il Posse Comitatus Act vecchio ormai di 130 anni limita il ruolo dell’esercito per operazioni di polizia interne. Ma, secondo il Business Journal, una direttiva del Dipartimento della difesa del 1994 permette ai comandanti militari di intraprendere azioni di emergenza in situazioni all’interno del paese allo scopo di salvare vite, prevenire sofferenze o limitare grandi danni alla proprietà.

E il Gen. Tommy Franks, che ha guidato le operazioni militari Usa in Iraq, ha detto in una intervista del 2003 che, se gli USA fossero attaccati con armi di distruzione di massa, la Costituzione verrebbe probabilmente messa da parte in favore di una forma militare di governo.

Titolo originale: “U.S. Military Preparing for Domestic Disturbances”

Fonte: http://www.newsmax.com/
Link
23.12.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • lino-rossi

    non c’è da stupirsi.

    http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=11079

    anzichè sistemare le cose come si dovrebbe, con la corretta politica monetaria, l’elite ha deciso di alzare ancora il tiro. vogliono la guerra.

  • nessuno

    Vedere l’amerika nel caos sarebbe il massimo.
    Dopo 60 anni di rapine è l’ora che il popolo americano provi sulla sua pelle la democrazia delle sue forze armate.

  • adriano_53

    “Il Dipartimento della difesa sostiene già la sfida della stabilizzazione all’estero. Immaginate le sfide associate con il fare ciò su grande scala in patria”.

    Oltre all’aspetto etico, morale e giuridico, l’aggressione USA all’IRAQ va giudicata anche sotto il profilo del’efficenza( rapporto tra fini, mezzi e risultati). E dopo 18 anni, la guerra con l’IRAQ è infatti iniziata nel 1991, non sono arrivati a capo di niente, se non della creazione del caos più ingovernabile.

    ora per l’appunto immaginiamo questi geni del dipartimento impegnati in patria.