L’eroe dei due virus

di Alberto Conti
comedonchisciotte.org

Bill Gates ha legato la sua prima vita all’evoluzione dell’informatica applicata alle prime generazioni di PC, lavorando sullo stesso sistema operativo, inizialmente derivato dal DOS dell’IBM. Ha poi fornito agli utenti Microsoft strumentazione e grafica che solo fino a pochi anni prima sarebbero sembrati fantascienza a questo livello d’utenza. Con la diffusione di massa del prodotto Windows, il più delle volte incluso negli stessi PC venduti dai vari produttori di hardware, sono arrivati proporzionali introiti miliardari per Microsoft, ma è arrivato poi anche un pericoloso “virus” per noi utenti, anzi diversi ceppi di virus informatici con le loro varianti, che infettavano i nostri cari PC all’atto di ricevere dall’esterno una qualsiasi informazione, apparentemente innocua, soprattutto via rete internet. Le conseguenze potevano essere drammatiche, con sintomi a volte talmente gravi da decretare la morte del PC stesso, con tutti i nostri preziosi contenuti. Ma niente panico! Miracolosamente spuntarono come funghi i produttori di antivirus, che a vari prezzi, o addirittura gratuitamente, fornivano un software da installare nel PC che avrebbe garantito la sua quasi certa immunità, a patto di aggiornarlo periodicamente, o su invito esplicito del fornitore, per mantenere l’antivirus efficace anche contro le sempre nuove varianti dei virus, che ignoti e perfidi hackers spargevano subdolamente in rete, a ondate successive e imprevedibili. Col passare dei lustri, e con la sempre più marcata fidelizzazione dell’utenza, blandita e viziata con applicazioni Microsoft-compatibili sempre più numerose, specializzate e potenti, lo stesso sistema operativo si dotava di un proprio sistema immunitario innato, con aggiornamenti automatici e gratuiti, almeno per un po’ di anni, fino a quando versioni successive del sistema operativo, destinate a macchine che nel frattempo aumentavano progressivamente la loro potenza di elaborazione, rendevano obsolete e inutilizzabili le generazioni precedenti. Ma a questo punto il nostro Bill Gates guardava già oltre il business informatico, forte dell’esperienza maturata da leader oligopolista di settore. E avendo da sempre combattuto col concorrente Apple, pensò bene di ripresentarsi al pubblico in compagnia della sua dolce metà Melinda, come accade nelle migliori fiabe, dove anche i nomi non sono semplici coincidenze.

Quindi il nostro eroe, divenuto con la maturità anche filantropo, lo si può anche considerare artefice, o più banalmente pioniere di una “umanizzazione” della macchina, nel frattempo evolutasi in altre sottospecie più piccole, tascabili e multifunzioni, ormai di uso corrente fin dall’infanzia, quasi fossero protesi obbligate per potersi inserire nella vita moderna. In questo processo però è ancora da chiarire se siano più le macchine ad avvicinarsi alla dimensione dell’uomo o se sia più l’uomo ad adeguarsi alla dimensione delle macchine, quale condizione necessaria alla sopravvivenza sociale. O peggio ancora se stia avvenendo una trasformazione antropologica che porta l’umanità stessa ad assimilarsi alle cose, al mondo degli oggetti intelligenti prodotti in grande serie, e alla logica stessa dell’intelligenza artificiale che ne accelera l’evoluzione, in un mondo sempre più densamente popolato da macchine interconnesse, complesse e sofisticate nelle loro funzioni che si impongono ai vari livelli di una nuova realtà artificiale, tranne che a livello dell’anima e più in generale della vita biologica con cui interagiscono.

La storia continua, e nella seconda parte della sua vita il nostro eroe del progresso tecnologico, rinnovatosi nel look indossando i panni del filantropo, sia pure a fini prevalentemente fiscali, si dedica a “salvare” il mondo degli umani dai virus che lo infettano, minacciandone la salute e la stessa vita, come sempre nei secoli ma anche più di prima. Infatti in questo nuovo settore merceologico, detto sanità, agli hackers dell’informatica corrispondono i ricercatori di armi biologiche, figuri altrettanto ignoti e nascosti, e forse anche altrettanto “dilettanti allo sbaraglio” rispetto ai complessi segreti di Madre Natura che intendono violare per raggiungere i loro malevoli scopi.

Curiosamente tra i soliti malpensanti aleggia il sospetto che tra produttori di virus e produttori di antivirus (informatici) vi sia un legame molto stretto, talmente stretto da farli talvolta coincidere con la stessa entità. E per analogia tale sospetto di contiguità “professionale” viene esteso anche agli scienziati del male, che inventano armi biologiche di distruzione di massa, ed ai benefattori dell’umanità, che invece inventano vaccini per salvarla. Ma questo abominio non è nemmeno lontanamente ipotizzabile dalle persone “normali”, che s’informano tramite i rassicuranti mezzi di comunicazione di massa, mantenendo il giusto equilibrio e i piedi per terra. E che diamine! Non vorremo diventare complottisti!

Qui piuttosto ci stiamo occupando di filosofia, filosofia della cosificazione, tendenza successiva al nichilismo, ma in senso ancor più distopico. Dalla distruzione dei valori umani tradizionali nasce la virtualità del mondo delle cose, che emargina l’essenza più intima dell’uomo, il suo spirito, visto ormai come accessorio sempre meno importante nella vita, al limite del tutto sacrificabile.

Basta una presunta pandemia per inaugurare l’era del terrore e placarlo col vaccino universale, mentre la tecnologia 5G apre una nuova finestra sull’orizzonte vasto dell’internet delle cose. Due fenomeni apparentemente slegati, apparentemente casuali, eppure concomitanti e complementari nel produrre una metamorfosi distopica verso il nuovo mondo, caratterizzato ovviamente da un nuovo ordine globale.

La reificazione è stata trattata da filosofi, romanzieri, sociologi ecc. a partire dal mostro sacro che per primo ha stigmatizzato le contraddizioni del capitale agli albori dell’industrializzazione. Qui si tratta di qualcosa di diverso soprattutto nel grado di pervasività totalizzante nel vivere sociale, che ne diventa il carattere distintivo, che rende la cosificazione della persona stessa un fenomeno centrale, non più trascurabile nel contesto della grande rivoluzione antropologica che si sta compiendo.

Sembrerebbe forse più insensato che azzardato il voler qui confrontare la figura di Bill Gates con quella di Giuseppe Garibaldi, eppure sono entrambi “eroi dei due mondi”, intesi rispettivamente in senso temporale e in senso geografico. Bill Gates ha cavalcato il progresso informatico e sanitario, per trascinare l’umanità da un mondo del prima ad un mondo del dopo, ma nel peggiore dei modi, da incubo.

Solo un secolo e mezzo separa i due personaggi, ma sembra un’era geologica, una lunga transizione dall’utopia alla distopia, nel segno del progresso. Eppure il progresso in generale, e quello tecnologico in particolare, hanno prevalentemente goduto di buona fama in questo lasso di tempo.

Come è stata possibile allora questa imprevedibile inversione di rotta nel tormentato viaggio dell’umanità verso il futuro?

La rivoluzione industriale, arrivata alla soglia del suo quarto stadio, ha già cambiato profondamente la quotidianità del vivere e dei rapporti sociali, e siamo solo all’inizio, il “bello” deve ancora venire.

Sarebbe quindi poco realistico e poco saggio ignorare il peso dell’impatto tecnologico nell’evoluzione umana, la sua centralità nel determinare un vero grande salto antropologico, comunque inevitabile, ma ancora aperto e possibile in entrambe le opposte direzioni, utopica e distopica, di salvezza o di estinzione. La differenza, che determina la possibilità o meno di scegliere, la farà la nostra capacità di governare il cambiamento, piuttosto che di lasciarci travolgere passivamente da esso, abbandonandoci prima alle irresistibili lusinghe della comodità e quindi alla disperazione per una fatale perdizione, come un qualsiasi Lucignolo affascinato dal Paese dei Balocchi, agognata meta di una fuga da una realtà troppo dura per uno spirito troppo debole.

L’improbabile confronto tra i due succitati personaggi reali andrebbe invece approfondito, per scoprire che all’apparente totale contrapposizione caratteriale corrispondono anche alcune affinità, come la primazia nel rappresentare i rispettivi valori epocali, vil denaro contro alti ideali, e come volontà di conformarne il mondo nuovo, in rottura più o meno dichiarata con le antiche tradizioni religiose.

Ma il senso più profondo di questo bizzarro esercizio comparativo, è nel constatare l’enorme differenziazione dei riferimenti valoriali in un così breve lasso di tempo, breve relativamente ai precedenti ritmi evolutivi della storia umana, ma densissimo rispetto all’entità della rivoluzione antropologica compiuta passando attraverso una miriade di cambiamenti successivi. Una tale radicalità nel cambiamento ultimo, pur ancora incompleto ma che già testimonia la straordinaria potenza modellatrice dei progressi tecnologici, da evidenziare la drammatica necessità e urgenza di un impegno spirituale fortissimo, di controtendenza, commisurato all’immane compito di prendere in mano una buona volta le redini di questi cambiamenti, senza più lasciare spazio a derive distopiche impersonate da personaggi estremi nella loro devianza come il nostro “eroe dei due virus”, che sono sì pur sempre rappresentativi di un epoca per come è diventata, ma non per come la vogliono le persone di buona volontà, consapevoli, mature, lungimiranti, che non si lasciano infinocchiare come bambini immaturi e indifesi, confondendo il fine con i mezzi, la buona fede con l’ipocrisia, la civiltà con la barbarie.

L’imperativo categorico è, come ripeteva sempre un altro giovane e vero eroe dei nostri tempi, restiamo umani!

La partita si gioca su questo piano, spiritualità contro cosificazione. Al momento sembrerebbe un confronto tra forze impari, tipo Davide contro Golia, anche se è più vero il contrario.

Non c’è miglior antidoto alla distopia che recuperare tempo alla cura dell’anima e all’elevazione dello spirito, anche per meglio sopportare il peso continuo della cosificazione totalizzante in cui siamo immersi da mane a sera, causa primaria delle peggiori miserie umane che si accumulano sommergendoci in questo letamaio.

L’umanità ne ha già passate tante che dovrebbe essersi naturalmente vaccinata, anche contro il possibile fallimento di questa ineludibile crescita morale, passaggio obbligato dalle circostanze e soprattutto dalla disponibilità oggettiva di strumenti tecnologici sempre più potenti, nel bene e nel male. Un progredire esponenziale, che ormai viaggia come un treno ad alta velocità col pilota automatico inserito, ma fatalmente impostato sulla rotta sbagliata, di conseguenza a scelte motivazionali antiumane. Noi passeggeri dobbiamo assolutamente imparare a governarlo questo treno impazzito, decidendo saggiamente dove indirizzarlo a fin di bene nostro e universale.
Alberto Conti

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

64 Commenti
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Holodoc
Holodoc
12 Aprile 2021 8:04

Ottimo articolo. Io ho fatto la conoscenza con il primo virus informatico penso nel 1986, quando ancora Windows non esisteva. L’unico “sintomo”: stavi lavorando ad un testo (non facevi molto di più allora) e ogni tanto una lettera a video si “staccava” e precipitava giù. Si trasmetteva tra floppy e floppy tramite il settore di boot e per eliminarlo bastava fare una piccola modifica con un editor di basso livello. Il parallelo tra i virus informatici e umani è sicuramente calzante, e il sospetto che entrambi possano essere creati da chi si propone di “immunizzarti”, un po’ come Charlot nel film Il Monello, è fondato. Crei un bisogno e proponi la soluzione: l’ABC del marketing. In entrambi i casi comunque conta molto il proprio comportamento. Infatti sul mio PC sono stato per anni ed anni senza antivirus e stando attento a quello che facevo non ho (quasi) mai beccato niente. Ovviamente questo comporta perdere tempo per conoscere e mantenere abitudini “salutari”, esattamente come avviene quando abbiamo cura del nostro corpo e della nostra alimentazione. Il problema sono 15 anni che per me è solo un ricordo, da quando cioè uso Linux. Non c’è dubbio che Windows sia stato volutamente lasciato… Leggi tutto »

Pierrot Lenolese
Pierrot Lenolese
Risposta al commento di  Holodoc
12 Aprile 2021 10:55

Essenzialmente un virus può cancellare file, rovinare periferiche hardware o rubare informazioni per inviarle di nascosto a qualcuno. Purtroppo è facilissimo beccarli. Gli antivirus li considero “virus” essi stessi, ma è una mio vezzo. Preferisco monitorare le attività in esecuzione, temperature e picchi anomali per proteggermi. Adesso l’AI sempre più serpeggiante fa strani scherzi. Macchine rimangono! Seppur apparentemente così poco materiali.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Pierrot Lenolese
12 Aprile 2021 12:18

Appunto. Se sei ben consapevole e sai come muoverti, anche se ti contagi, puoi fermare l’infezione ai primi sintomi. E questo vale sia per il computer che per l’essere umano.

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Risposta al commento di  Holodoc
12 Aprile 2021 12:50

Per i virus informatici non c’era il protocollo Tachipirina e vigile attesa..

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Guido Bulgarelli
12 Aprile 2021 20:55

No ma c’era quello “Hai provato a spengere e riaccendere?”

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Risposta al commento di  Holodoc
13 Aprile 2021 1:14

ahahaha….che c’erano già in giro quelli del CTS? Pare scritto da loro…

Primadellesabbie
Primadellesabbie
12 Aprile 2021 8:45

Questo pezzo è molto ben concepito, e aiuta a riflettere, complimenti.

“…se siano più le macchine ad avvicinarsi alla dimensione dell’uomo o se sia più l’uomo ad adeguarsi alla dimensione delle macchine…”

Le due possibilità sembrano destinate a convivere.

“…la drammatica necessità e urgenza di un impegno spirituale fortissimo”

Stiamo attenti a non scambiare per spiritualità una forma di materialismo diverso da quello che siamo in grado di distinguere perché nuovo.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Primadellesabbie
12 Aprile 2021 8:46

Il rischio che la spiritualità venga piegata agli interessi del materialismo è di sicuro alto. Basti pensare a quei Guru che vendono corsi di meditazione ai manager per bruciare lo stress ed essere ancora più produttivi.

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Holodoc
12 Aprile 2021 10:14

Di primo acchito pensavo che ti riferissi a Bergoglio.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Annibal61
12 Aprile 2021 12:19

Bergoglio? Se penso alla spiritualità lui è l’ultimo che mi viene in mente…

LuxIgnis
LuxIgnis
Risposta al commento di  Holodoc
12 Aprile 2021 9:39

Quello che usano per i manager è principalmente la tecnica “mindfulness” che sebbene prenda dalle varie meditazioni derivate da certi sentieri spirituali genuini, non c’entra nulla con la spiritualità.
Oppure usano la PNL che in origine era una cosa seria ideata da alcuni psicologi, poi è diventata quello che è; una tecnica manipolatoria. Ma sono solo tecniche, un sentiero spirituale non è fatto di tecniche.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  LuxIgnis
12 Aprile 2021 12:26

“un sentiero spirituale non è fatto di tecniche”

Vallo a dire ai buddhisti…

LuxIgnis
LuxIgnis
Risposta al commento di  Holodoc
12 Aprile 2021 14:15

Non mi risulta che neanche loro siano così attaccati alle tecniche. Almeno per lo Zen ne sono sicuro.
Per il buddismo in generale come in tante altre religioni o simil religioni è pieno di rituali.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Holodoc
13 Aprile 2021 1:56

il “sentiero spirituale” è fatto di tutto,può essere fatto di tutto.
L’importante è la meta.
E puoi giungerci con qualunque mezzo.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Holodoc
13 Aprile 2021 1:55

non c’è solo questo rischio.

Il rischio più grande che vedo materializzarsi è che la maggior parte di questi cosiddetti “guru” occidentali come quelli citati in commenti recenti, Guzzi, Scardovelli, ma anche altri come Pennetta etc, in realtà poi non spargano una conoscenza reale.

Per spargere la “Conoscenze” bisogna essere quella Conoscenza.
Invece io vedo solo personaggi, colti, intelligenti ma ignoranti spiritualmente che credono invece di avere una Conoscenza.

Di conseguenza spargono ancora Ignoranza che gli Ignoranti scambiano per Conoscenza.

Guzzi, per esempio, che a volte seguo, che dice cose “altissime” e molto condivisibili (e lo dico senza ironia), nei suoi “corsi” sulla spiritualità non sparge vera Conoscenza ma solo una Ignoranza più “spirituale”.

danone
danone
Risposta al commento di  Violetta
13 Aprile 2021 7:30

Si, ma Guzzi rimane indubbiamente uno dei migliori. Scardovelli è ancora troppo emotivo, Pennetta è un intellettuale, Carotenuto è valido nell’analisi, ma scimmiotta spiritualità. Guzzi è un ispirato, non semplicemente o banalmente emotivo. E chi conosce anche solo un pò, come esperienza propria personale, questa ispirazione, con Guzzi trova una relativa facilità a ricatalizzarsi con quella ispirazione, che il Guzzi cerca “disperatamente” di trasmettere, riuscendoci (almeno con me), quindi si avvicina ad un maestro spirituale, pur non essendolo e nanche lui si considera tale. In questi tempi di grande mediocrità ce ne fossero dei Guzzi.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  danone
13 Aprile 2021 10:34

In questi tempi di grande mediocrità ce ne fossero dei Guzzi.

senz’altro!

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Primadellesabbie
12 Aprile 2021 8:56

Infatti, spero e confido che Alberto e altri comprendano che per tanti la spiritualità non ci entra un piffero con la religione materialmente religiosa, nel senso materiale di “religo”: coartare assieme, legare assieme, fare un fascio di molti spiriti liberi. Si andrebbe a creare un cortocircuito logico sulla libertà umana … cioè proprio sul fattore umano non cosificabile.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  a-zero
12 Aprile 2021 9:40

Secondo lo spirito dei tempi..che vuole il ritorno del peggio del passato come un colpo di coda prima del suo definitivo oblio..il ritorno alla forte spiritualità significa rinvigorire il fondamentalismo religioso e il patriottismo ottuso..come Viganò e Trump insegnano..celebrati per la loro opposizione al male.attuale e perdonati per quello del passato che vorrebbero riedificare..
Padella transumana e brace fondamentalista non sono futuri potabili..urge una terza via..che è quella indicata e nello stesso tempo falsificata dal gran reset..
Falsificata perché la sanità non può fondarsi sulla farmacocrazia..che è una sua negazione..ma nella ricerca di quello che è realmente salutare per l’uomo..
E se la religione diventa un legarsi a ciò che nutre beneficamente il corpo..la mente e lo spirito..il salto evolutivo non sarà una minaccia ma una benedizione..
Ma occorrerebbe ridare alle parole il loro vero significato..aiutati da veri scienziati..veri spiritualisti.e veri salutisti..
Sarà questa l’unica élite possibile ..non per fare il reset..ma per tornare a vivere dopo la devastazione degli uomini ignoranti..siano masse informi o élite malvagie..
E tutti..nel loro piccolo..sono chiamati all’opera nei rispettivi campi..come i milioni di animali che raggiungono l’Arca prima del diluvio..

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  uparishutrachoal
12 Aprile 2021 16:16

Penso a personaggi come Guzzi e Scardovelli, grandi amici, il primo più orientato ad una spiritualità a sfondo religioso reinterpretato e storicizzato, il secondo più “laico”, se così si può dire, che vede la spiritualità interpretata dai grandi Maestri storici, saldi punti di riferimento, tra cui anche la figura di Gesù.
E’ chiaro che spiritualità e religione non sono la stessa cosa, così pure come anima e spirito sono concetti ben distinti. Qui intendevo spiritualità in contrapposizione alla “cosificazione” della persona umana, come antidoto ad essa e base per un umanesimo necessariamente sempre nuovo, reinterpretato anche individualmente in modo originale, in quanto vissuto al presente, e come sempre orientato alla ricerca dei principi universali. Il materialismo contrapposto al cristianesimo è un altro modo, chiaramente datato, di vedere le cose, che richiama macchiette come Peppone e Don Camillo.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  AlbertoConti
13 Aprile 2021 3:24

Per favore, ti va di insegnarmi la distinzione delle accezioni di significato da attribuire, secondo te, alle parole “anima” e “spirito”? Grazie in anticipo.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  AlbertoConti
13 Aprile 2021 3:24

Per favore, ti va di insegnarmi la distinzione delle accezioni di significato da attribuire, secondo te, alle parole “anima” e “spirito”? Grazie in anticipo.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  a-zero
13 Aprile 2021 5:02

Ma, io ho poco da insegnare e molto da imparare. Questo argomento è stato molto trattato da pensatori di varia origine e cultura, sia in ambito religioso che filosofico. Ad es. Steiner lo tratta ampiamente analizzando corpo, anima e spirito come tre realtà dell’uomo che interagiscono tra loro: l’anima è quella componente tramite la quale l’individuo ricava impressioni dalle esperienze che fa attraverso il corpo, lo spirito è invece quella componente attraverso la quale abbiamo la possibilità di comprendere il significato intrinseco delle cose. Il che mi ricorda un po’ il logos di Eraclito, uno dei primi padri fondatori del pensiero occidentale.
Se poi aggiungiamo Dio come riferimento privilegiato, entriamo nel mondo delle religioni che hanno accompagnato la crescita umana dall’inizio della sua evoluzione, in tante e variegate forme che influiscono sulla concezione di anima e spirito, a volte separandole nettamente, a volte riunificandole.
Il bello della faccenda, a mio avviso, è proprio nella possibilità di sentire e ragionare su questi temi, vivendoli in prima persona nella loro universalità, interpretandoli come si dice.

danone
danone
Risposta al commento di  a-zero
13 Aprile 2021 5:16

L’Ego è quella parte che avverte i suoi bisogni.
L’Anima è quella parte che avverte le sue necessità.
Lo Spirito è quella parte che avverte bisogni e necessità come delle opportunità.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  a-zero
12 Aprile 2021 9:51

Penso che la religione, se disponibile e non ‘amministrata’ fino ad ergersi a potere, non sia un’ostacolo al dispiegarsi delle possibilità di ognuno.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Primadellesabbie
13 Aprile 2021 3:28

correzione

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  a-zero
13 Aprile 2021 5:12

Scusami, non capisco il senso di questo commento.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Primadellesabbie
13 Aprile 2021 14:56

scusa, era un problema tecnico di segnalazione spam sul commento lungo.

WM
Risposta al commento di  a-zero
13 Aprile 2021 15:10

Non è finito in spam perché lungo, è finito in spam a discrezione degli algoritmi di Disqus, anche per questo lo abbandoneremo entro il 30 aprile.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Primadellesabbie
13 Aprile 2021 3:21

La cosa che più mi preoccupa del “modo religioso” e per cui non mi definisco religioso, non è la possibilità di vedersi trapate le ali individuali, quello può dipender anche da altre influenze non religiose o da tare proprie dell’individuo. E’ proprio il meccanismo di conformismo alla regola, alla norma, che, anche laddove pare la più naturale, può divenire, e spesso succede, un artefatto morale, un dispositivo ideologico. Tu potresti smentire e confermare le parti di ragionamento che possono derivare da quel che vado a scrivere: cosa c’è stato stroricamente, o antropologicamente, di più strumentalizzabile del sentimento religioso (che io chiamo sentimento spirituale perchè mi sembra più esatto) ai fini della gestione sociale dei gruppi e delle società umane? La questione del Covid, del virus e dell’antivirus, sta in piedi come questione religiosa. Se la scienza non fosse stata derubricata e riplasmata a religione, ciò sarebbe stato possibile? Alberto fa benissimo a mettere il luce il parallelo informatico e farmaceutico di Virus/Antivirus: già nell’informatica era una dicotomia artefatta bell’e buona, eppure è rimasta sempre una religione, una credenza per la maggior parte di utenti che non avevano le competenze e neanche la voglia “critica” di andare a confutare il confutabile.… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  a-zero
13 Aprile 2021 5:41

Le credenze, di qualsivoglia provenienza, influiscono profondamente sulla psiche umana, individualmente. Da qui la potenza politica delle religioni, vere fucine di credenze collettive in tutte le epoche. L’attuale ingegneria sociale, dispiegata in quantità industriali in occasione della gestione covid, mostra chiaramente quanto sia importante generare credenze, stile marketing pubblicitario, per manipolare la pubblica opinione orientandola come si vuole, anche verso la follia collettiva.
Per questo è importantissimo il lavoro interiore per indagare sulle proprie credenze, impresa difficile per tanti motivi, tra i quali le stesse credenze pregresse che ci condizionano preferibilmente in modo inconscio. Eppure anche a livello inconscio, sia pure a ritmi assai più lenti, qualcosa procede verso la liberazione e la nuova luce, anche attraverso le esperienze di realtà, la cui logica è oggettiva, almeno nei grandi numeri. Insomma è un bel casino, ma resto ottimista.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  AlbertoConti
13 Aprile 2021 16:12

Consentimi di aggrapparmi al tavolaccio galleggiante del tuo ottimismo razionale in questo gurgite vasto per i motivi che ho scritto sotto a Primadellesabbie. Apprezzo la lucidità nell’articolazione e nel raggio di comprensione (da virus ad antivirus) della questione. Il mio argomentare anti-religioso vuole essere di avvertenza a non ricorrere ad un’altra religione per rituali per contrastare quella attuale. Ma credo che questo non sia nella tua intenzione, in-tensione volitiva e cosciente, se parli di ‘indagare con un lavoro interiore sulle proprie credenze’. A tale riguardo voglio porre una precisazione: indagare ha a che fare con il dubbio critico. La comunicazione fra le critiche dei mondi interiori credo sia importante per far uscire fuori coscienza critica e ricolgera fuori e non ripiegarla dannosamente verso di sè nell’auto-annichilimento. Per questo non bisognerebbe avere paura di esprimere critica verso “l’establishment cognitivo ed emozionale”, il rituale collettivo imposto e alienante. Sarebbe un ottimo vaccino contro il conformismo della servitù volontaria (religo per rituales) a una condizione imprescindibile. Vale a dire: immaginiamo la critica (politica o sociale) come una lancia. La critica è solo la punta, l’acume, il puntale, ma la forza di spinta (dinamo) viene dall’elaborazione del lavoro speculativo e di verifica (tentativi di… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  a-zero
13 Aprile 2021 10:18

Vedo solo ora (talvolta un commento mi appare con ritardo, non segnalato dal cerchietto rosso).

Se siamo interessati e quanto siamo in grado di risalire alle cause che provocano gli effetti che tutti, o quasi tutti cogliamo, e al loro possibile concatenarsi, dipende da fattori che ritengo rigorosamente individuali.

La religione dovrebbe provvedere punti di riferimento comuni, anche rituali, capaci di armonizzare (legare, come sottolinei, tra loro e alla via verso* il divino) fino al punto in cui questa azione diviene inutile, le conseguenze delle esplorazioni individuali (che danno forma alla coscienza), senza sacrificarle.

Poi ogni cosa può essere usata impropriamente: infatti il tumulto causato dalla ‘cosificazione’ non è stato sprecato.

(Sono mie opinioni)

* E. Zolla dice che 49 gradi ci separerebbero dal Divino, Guenon fa capire (es.: ‘Gli stati molteplici dell’essere’) che la distanza sarebbe indefinibile.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Primadellesabbie
13 Aprile 2021 15:47

Grazie, mi spiace per il mio argomentare claudicante. La coscienza di cause ed effetti comuni fra più individui, per me, dipende principalmente da fattori rigorosamente individuali, ma non solo. Una coscienza comune sorge spontanea (nel senso di ‘spuntare da e attraverso’ come un germoglio o una gemma in cui c’è una direzionalità di azione), comunque, dall’interazione (dissidio/neutralità/armonia) fra due o più coscienze individuali. Tuttavia le stesse coscienze individualei non rimangono immutate, nella stragrande maggioranza dei casi, seppure la coscienza comune cessasse. Pur ritornando atomiche, le coscienze individuali sarebbero mutate rispetto all’inizio del processo. Qui sono esemplificativamente schematico come se isolassi un sistema chiuso e limitatop per comprenderne di meccanismi basali o essenziali. Es. io e te e Alberto stiamo qui mettendo in comune, in una interazione comune le nostre diverse e divise coscienze individuali circa un tema specifico, le cui cause e i cui effetti sono comuni atutti e tre. Quando cesseremo questa interazione e forse non avremo una coscienza comune su questo tema comune, ma le nostre coscienze individuali a riguardo, molto probabilmente, saranno mutate rispetto al loro stato iniziale di questa esperienza cognitiva comune. C’è anche la possibilità di ritornare tutti e tre uguali a prima, ma saremo… Leggi tutto »

a-zero
a-zero
12 Aprile 2021 8:50

A proposito di guerra propagandistica. Il Corrierone. Ha riportato, forse unico a livello nazionale, la manifestazione di sana e robusta costituzione di sabato a Roma, senza troppo infierire nei luoghi comuni soliti. fatto questo oggi fra le prime notizie propone il solito “fisico” con una tesi-ragionamento tutta arzigogolata, una specie di sillogismo dle sillogismo: in pratica il “fisico” afferma perentoriamente che in Italia ci sono più morti di covid perchè non si è chiuso abbastanza e non si sono portate le mascerine oobbligatorie abbastanza. Il “fisico”, tale Battiston, non solo non è affatto un clinico, nè biologo, tutt’al più un fine “numerologo”, un auruspico dei numeri in buona sostanza, pontifica, dall’alto della “oggettività” della fisica-matematica che gli unici parametri “a secco” per fare valutazioni epidemiologiche sono i “numeri”, presi cosi a cappero, come mere e nude astrazioni, una serie omologa e insensata di ripetizioni cumulative … secondo lui. Ovviamente, un ragionamento del genere serve benissimo a mettere sotto al tappeto la questione fondamentale e centrale della criminale lacuna nelle terapie domiciliari precoci che ha caratterizzato e cristallizzato la politica sanitaria e securitaria, non solo del beccamorto, ma di ben due governi consecutivi, nell’ultimo dei quali spicca il solito furbesco e… Leggi tutto »

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  a-zero
12 Aprile 2021 8:57

Ho un amico ingegnere che ragiona allo stesso modo. Si nutrono di numeri come se rappresentassero sempre “la verità”. Ad esempio, si accorge di stare male perché il suo smartband gli dice che ha il battito cardiaco accelerato, altrimenti non se ne accorge nemmeno.

R66
R66
Risposta al commento di  a-zero
12 Aprile 2021 9:25

Vedere persone indossare la mascherina con su scritto “no cavia”, fa una certa tenerezza.

IlContadino
IlContadino
12 Aprile 2021 7:00

Da piccolo ho fatto tante cose brutte, crudeli, le ho fatte inconsapevolmente, ma le ho fatte.
Più che altro sfogavo la mia fantasia sulle lucertole, ho tentato per anni di allevarne una, di farmela amica. Così le catturavo, le rinchiudevo in una scatola di cartone in cui ricreavo il loro ambiente ideale. Le nutrivo e le coccolavo. Loro dopo qualche giorno morivano, sempre. Devo averne catturate e rinchiuse parecchie, tutte morte. Ora la legge del karma, che scopro agire anche sui rettili, mi porge il conto. Ok, accetto le conseguenze delle mie azioni.
A saperlo prima, maledette bestiacce;)

Mario Poillucci
Mario Poillucci
Risposta al commento di  IlContadino
12 Aprile 2021 7:46

Per che sei così turbato Contadino?? Non va bene! A tutto esiste rimedio! Basta saper discernere e provvedere in maniera opportuna!

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  Mario Poillucci
12 Aprile 2021 9:13

Sì sì, lo so qual è il tuo discernimento: AK47 o fucile a pompa? Ahahahah

CptHook
CptHook
Risposta al commento di  IlContadino
12 Aprile 2021 12:13

Entrambi…

Mario Poillucci
Mario Poillucci
Risposta al commento di  IlContadino
13 Aprile 2021 2:51

Anche MG42!! Estremamente funzionale!!!!

cachafaz
cachafaz
Risposta al commento di  IlContadino
12 Aprile 2021 11:22

Solo sfortuna…tutti abbiamo fatto qualcosa da piccoli, soprattutto i bambini nati non in citta’. Io andavo a pescare il pesce persico nel lago e poi lo immettevo in un piccolo stagno con pochissimo o inesistente ricambio di acqua, dove a quell’epoca-anni 60- qualche donna ancora andava a lavare i panni. Nonostante cio’ , anche dopo anche parecchio tempo c’erano dei pesci persico, forse anche di seconda generazione. ,

CptHook
CptHook
Risposta al commento di  IlContadino
12 Aprile 2021 12:13

Uno dei miei ricordi infantili di cui più mi vergogno è la cattiveria con cui ho ucciso una lucertola…, ce l’ho ancora negli occhi dopo oltre 65 anni…

3cent
3cent
Risposta al commento di  IlContadino
12 Aprile 2021 16:26

io me la prendevo con le formiche… non me ne faccio più una colpa… era lo sfogo del sadismo assorbito dalla società intorno, dai compagnucci e dai genitori, che a loro volta lo assorbivano rispettivamente dai loro genitori e dai colleghi di lavoro… essi, se buoni, incosciamente ( o se cattivi, cosciamente) trasmettono tali modelli di comportamento… tanti piccoli mini-gesti o mini-parole , fatti o detti in un certo modo, che la mente del bambino , iperattiva e in crescita, assorbiva come una spugna, per poi rielaborare ex-post “ricostruendo” (per provare e sperimentare) l’atteggiamento del dominatore sadico su un soggetto debole. Qualsiasi società di massa, televisione o no, produce sadismo e “voglia di distruggere il sacro e l’innocente” al fine di non vedere la propria immagine (cattiva) riflessa. E’ l’esistenza stessa della massa, in sè, che crea alienazione. I bambini cresciuti in famiglie isolate non mostrano MAI questi atteggiamenti, magari sono più duri e cattivi, ma non sadici… non a caso, più uno cresce isolato, più, quando va nella “grande città” sembra uno “stupidso” ai cittadini… è semplicemente uno con meno malizia… è meno perverso (magari è più duro cattivo violento, ma meno perverso)

clausneghe
clausneghe
Risposta al commento di  IlContadino
13 Aprile 2021 4:49

E a me cosa capiterà, che le lucertole le catturavo e poi le liberavo con un petardo acceso in bocca..
Ero ragazzo e molto cattivo..

danone
danone
Risposta al commento di  clausneghe
13 Aprile 2021 5:10

Come minimo la legge del taglione karmico, chi la fa l’aspetti..anche se qualcosa mi dice che l’evento riparatore, fossi in te, non me l’aspetterei più nella stessa parte anatomica da te presa di mira un tempo..ahiahi claus, ma puoi pentirti e sfangarla ancora dai :-))

VincenzoS1955
VincenzoS1955
12 Aprile 2021 9:52

Nel mentre si leggono queste cose a Roma in questo momento: “…Al sit-in non autorizzato dalla Questura oltre a ristoratori, titolari di palestre e di attività chiuse per via dell’emergenza Covid, anche esponenti di Casapound. Gli organizzatori hanno scelto piazza San Silvestro come luogo di concentramento per poi sfilare verso Montecitorio. Le strade del centro della capitale sono blindate dalle forze dell’ordine. Identificate oltre 50 persone che si stavano recando al corteo…“. La manifestazione in oggetto non è stata autorzzata e sembra che ai caselli hanno fermato parecchi pulman con persone che si recavano a Roma per manifestare. Questo significa sarà proibita ogni forma di protesta?
D’altrode ho sempre messo in guardia dal fatto che con la scusa dei Covid si potesse impedire ogni forma di dissenso di “massa”.

a-zero
a-zero
12 Aprile 2021 8:40

A proposito di anti-virus anti-covid genico, una anziana a Rimini, già immunizzata mesi prima per infezione naturale da Covid, è morta tre ore dopo l’inoculazione dello Pfizer. Il figlio ha presentato denuncia.

Fonte: https://www.ilmessaggero.it/salute/storie/pfizer_anziana_morta_vaccino_rimini_guarita_covid_esposto_procura_cosa_e_successo_ultima_ora_12_aprile_2021-5893124.html

gix
gix
12 Aprile 2021 9:27

In effetti non dovrebbe soprendere più di tanto il fatto che il benefattore tecnologico abbia applicato le stesse strategie di vendita basate sui virus informatici alla gestione del problema virus in ambito umano. Ma non è tanto questo il problema, al punto in cui siamo. Ho sentito Scardovelli ribadire sconsolato l’affermazione (già nota, nei fatti…) che oggi la gente non è più in grado di leggere un libro, come il suo, di circa 250 pagine, ne di seguire un video di più di due tre minuti, senza perdere il filo della narrazione o mantenere l’attenzione ad un livello decente di comprensione globale del discorso. Gli Italiani, ma probabilmente anche molti altri popoli nel mondo cosidetto evoluto, di fatto vanno rieducati come se fossero dei bambini alle elementari. E’, questa, una constatazione preoccupante, forse anche di più di quella che ci mette davanti all’evidenza che coloro che si propongono come salvatori difendendoci dal virus con i vaccini probabilmente sono gli stessi che lo hanno inventato, il virus. E’ bene sapere che il tecnico informatico, ora sociologo stragista e ecologista, è un potenziale distruttore dell’umanità, ma è ancora più necessario sapere il perchè vuole fare quello che fa, come mai un certo… Leggi tutto »

CptHook
CptHook
Risposta al commento di  gix
12 Aprile 2021 12:18

oggi la gente non è più in grado di leggere un libro, come il suo, di circa 250 pagine

Però si sono sorbiti Harry Potter o Il Signore degli anelli…, ponderoso mattone il secondo…

gix
gix
Risposta al commento di  CptHook
12 Aprile 2021 12:46

Per quelli che leggono, che sono pochissimi in Italia, non è un problema il numero delle pagine di un libro. La questione riguarda gli altri, che sono la maggior parte purtroppo.

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
12 Aprile 2021 12:58

Grazie, letto

Elric
Elric
12 Aprile 2021 16:19

Bill Gates… il grande Tino Scotti avrebbe detto: basta la parola!

Per me questo essere è sinonimo di lobbing, monopolio truffaldino, tecnologia ciarpame e allo stesso tempo primitiva se confrontata con la concorrenza.
Un essere che ha fatto una montagna di soldi grazie alle amicizie della mamma, a un contratto idiota firmato dall’ allora più grande azienda IT del mondo e a un amico, lui sì, genio dell’informatica. Botta di cu… al cubo!
Per colpa sua abbiamo dovuto aspettare decenni per avere un SO degno di questo nome. 30 anni fa Unix, Sun, BeOS, AmigaOS, Apple e NeXT, etc etc facevano cose che, a noi giovani lettori di MCMicrocomputer, sembravano pura fantascienza.
640kb bastano! diceva il grande genio dell’informatica…

Ora viene qui a ponzare su clima e vaccini, manco fosse il più grande esperto del settore. Possibile che non ci sia nessuno che gli sbatta in faccia quanto male ha fatto alla tecnologia e al mondo la sua azienda?

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  Elric
12 Aprile 2021 16:38

La mamma? E il papa’ consulente speciale di Rockefeller non conta niente? Direi che, nel caso di Gates, l’unica sua fortuna sia stata quella di nascere nella famiglia in cui e’ nato. Tutto il resto e’ un derivato.

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  Elric
12 Aprile 2021 16:43

Già, a pontificare in quel modo ci vuole un bel coraggio, anzi ci vuole sangue freddo;)

danone
danone
12 Aprile 2021 20:53

Bell’articolo, pieno di spunti interessanti, grazie Alberto. Restiamo umani. Il vero eroe dei due mondi è l’Uomo stesso, un essere curioso, che vive una duplice natura, entre dos aguas, con una zampa, forse parecchio di più, dentro la sua natura biologica-animale e con l’altra, dentro la sua natura animico-spirituale, purtroppo ancora troppo poco sentita-intuita e quindi ancora irrilevante ai più. Riconosco come limite intrinseco dell’uomo, solo questa inevitabile, a volte terribile, ma sempre potenzialmente salvifica distopia, che lo caratterizza in modo assolutamente specifico. Chi sta sotto e sopra all’uomo nella catena esistenziale, senza dubbio dispone di una vita più semplice ed agile, e forse per questo anche meno preziosa. E’ la sua connaturata distopia a rendere l’uomo un essere speciale, e quando si mette in testa, e nel cuore, l’ardire di renderla cosciente, diventa un figlio della Verità, quasi un Dio, capace di stupire anche i Soli, Esseri di luce ed energia infinita, ma che tanto umili e curiosi, imparano dall’uomo spirituale come si fa a vivere dignitosamente con dei limiti coscienti, e come, a volte, si possa riuscire perfino a superarli con tanta volontà e sacrificio (sacro fare), producendo perfino l’energia che li muove, il Sole e le altre… Leggi tutto »

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  danone
13 Aprile 2021 2:00

Poco fa leggevo una biografia di Ramana Maharshi. All’ashram capita una mucca, come spesso accade anche quell’animale si affeziona al Maestro. La mucca Lakshmi in particolar modo cerca sempre la sua compagnia, trascorrono tanto tempo assieme. Qualcuno dice che sia la reincarnazione della signora delle erbe che abitava all’ashram fino a poco tempo prima. Quando la mucca muore il Maestro celebra il rito funebre con gli onori che si dedicano agli esseri realizzati, sostiene che la mucca Lakshmi abbia raggiunto la liberazione.
Sono episodi che mi lasciano basito, ma comunque non riesco a vedere gli animali come esseri inferiori, non so se possano arrivare ad elevarsi a quelle altezze (mi fido di Ramana), ma sento che alcuni potrebbero guardare tante persone da sopra in giù;)
Se l’anima universale pervade tutti gli esseri, tutti gli esseri sono meritevoli di rispetto e amore

danone
danone
Risposta al commento di  IlContadino
13 Aprile 2021 4:19

Concordo Conta, diciamo, alla Gurdijeff, che l’uomo è l’unico essere-animale tricerebrale, mente, cuore, pancia (a sua immagine e somiglianza), disponendo, in più degli animali, di una ragione, anche se quasi mai la usa nel lavoro armonico con gli altri centri, per produrre la centratura del suo Essere e la manifestazione di un’anima individuale cosciente, rendendo l’uomo fisico anche “peggiore” dell’animale bicerebrale, che, non disponendo del piano razionale della ragione, non può mai vincere la sua logica-natura istintuale, ma che non può nemmeno dannarsi nella menzogna come succede all’uomo, a causa proprio dell’esaltazione della sua ragione, usata scollegata dal cuore e dalla pancia.

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  danone
13 Aprile 2021 4:39

Secondo te una mucca può realizzare l’Uno?
L’essere umano può, cascasse il mondo prima o poi ci entro a gamba tesa nell’Uno! Ma una mucca, un cane? A leggere Gurdjieff si direbbe di no, osservando Ramana penseresti il contrario. Mah, nel dubbio continuo le mie pratiche coccolando il gatto:-)

danone
danone
Risposta al commento di  IlContadino
13 Aprile 2021 4:56

Gli animali non devono realizzare l’Uno, perchè sono già l’Uno, nel loro stato e grado. E’ l’uomo che lo deve realizzare, l’Uno, perchè se n’è discostato, ha imparato a mentire e a mentirsi, con l’uso improprio e disarmonico dei suoi centri. Certo, un uomo che realizza l’Uno, nel suo stato e grado di uomo cosciente è un Maestro Spirituale, grandi esseri. E’ raro vedere un uomo realizzato come lo è già la mucca o il gatto.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  danone
13 Aprile 2021 1:23

Mirabile sintesi, grazie!

emilyever
emilyever
13 Aprile 2021 5:41

Grazie Alberto, specie per la proposta di spiritualità contro cosificazione, non so se anche tu ascolti di tanto in tanto Fausto Carotenuto in coscienze in rete, che sostiene questa tesi, ovviamente non è l’unico, contro le forze antiumane che sono in tutti i luoghi di potere

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  emilyever
13 Aprile 2021 6:14

No, non lo conosco. Grazie per la segnalazione.