Le proteste contro la dittatura continuano. Il report di sabato 7 Agosto.

Redazione Comedonchisciotte.org

Le manifestazioni no green pass del sabato alle 18, quelle organizzate dal “misterioso” canale telegram “Basta Dittatura” continuano, e la gente continua a partecipare. Buon segnale. Continueremo a partecipare e seguire gli sviluppi.

TORINO
Ruggero Arenella

Appuntamento alle 18 in Piazza Castello, la piazza comincia a riempirsi qualche minuto dopo. Ad un primo colpo d’occhio sembriamo meno di sabato scorso. Durante le consultaziuoni con la Digos cominciano i primi screzi fra chi non vuole sigle a guidare il corteo, e l’unica “sigla” presente (seppur senza manifestare alcun simbolo evidente) il No Paura Day.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - consultazione con DigosDurante la baruffa verbale ci si scontra anche sul percorso, la prima opzione è la sede de La Stampa, la seconda un percoso per le vie del centro per fare poi ritorno in Piazza Castello. Si chiede a tutti i manifestanti cosa preferiscono, si fa una votazione a mani alzate, è un bel momento. Vince la prima opzione, destinazione sede del Gruppo Gedi di Torino, anche io ho votato così.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - decisione percorsoIl corteo parte e tutti uniti sulla strada sembriamo molti di più, forse raggiungiamo i 4 mila come sabato scorso.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - marcia su via PoIl percorso è lungo, attraversa un bel pezzo di città, circa 3 Km e mezzo.

Percorso manifestazione no green pass Torino 6 AgostoSi blocca il traffico, la gente di Torino ci vede, non soltanto i pochi che affollano il centro.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - corteo piazzale Valdo Fusi

Corro su è giù per il corteo per fare le riprese e perdo i due amici che erano con me, mi vedono sopra la collinetta di piazzale Valdo Fusi e mi raggiungono. Andiamo verso un locale li vicino, davanti al quale è passato il corteo, per ristorarci e andare in bagno. L’entrata è sbarrata da un cameriere mascherato, uno dei due miei amici chiede di andare in bagno e il cameriere risponde educatamente che possiamo stare fuori se consumiamo ma che per entrare bisogna indossare la mascherina o “alzarsi la maglietta sul naso”. Il mio amico lo incalza sulla questione green pass e si avvicina quello che probabilmente è il titolare o il responsabile del locale. Il mio amico gli dice: “il ragazzo mi ha appena detto che mi devo alzare maglia sul naso per fare la pipì[!]”, il titolare replica con la solita storia delle sanzioni ma alla fine, il mio amico è riuscito ad andare in bagno e prendere un caffè senza il green pass, è bastata la mascherina.

Quando il corteo passa da Piazza Madama Cristina (dove si era appena fatto il mercato) un addetto alla pulizia suona il clacson del suo mezzo mentre un cameriere e la proprietaria di una pizzeria escono ad applaudirci, si raggiungono i decibel più alti di tutta la manifestazione.

Inizia a piovere. I più previdenti si sono portati l’ombrello, altri (come me) si sono presi un bel po’ d’acqua. Ma era quasi piacevole, la marcia andava lenta ma accalorata.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - corteo sotto la pioggia

Ogni tanto guardo in alto cercando di scorgere se dalle finestre o dai balconi appare qualcuno. In pochi si affacciano, e ancora di meno sono quelli che sostengono. Solo 3 donne, immigrate (non capisco l’origine, forse latine o africane) ci applaudono dal balcone.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - famiglia latina applaude dal balcone

Qualche decina di metri dopo una famiglia di italiani fa gesti strafottenti, e il capo famiglia improvvisa un gesto dell’ombrello, tirandosi contro le grida di tutti.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - famiglia insulta dal balcone

Dopo qualche centinaio di metri due ragazzi italiani (forse studenti universitari) fuori dal balcone alzano il dito medio rivolto a noi.

Manifestazione no green pass 7 agosto Torino - ragazzi dal balcone che insultano

Alcuni si precipitano li sotto consigliandoli di scendere e farlo di nuovo mentre altri cercano di smorzare gli animi per evitare di essere screditati come aggressivi e riottosi. Comunque, il ghigno strafottente dei due ragazzi si trasforma presto in un volto di timore e preoccupazione, che spero di vedere presto a Mario Draghi e, a scendere, a tutta la schiera dei collaborazionisti italici.

Mentre procediamo verso la sede de La Stampa avviene una cosa che testimonia la spontaneità della manifestazione (oltre a generare un momento di imbarazzo nella testa del corteo): arriva di corsa il responsabile della Digos che sbracciandosi esclama: “Ma dove cazzo state andando!? Di la c’è la sede vecchia, son 15 anni che l’hanno spostata! Venite di qua!”. Dobbiamo ringraziare la Digos e la Polizia se siamo arrivati a destinazione! A ben pensarci un altro segnale di come le Forze dell’Ordine hanno capito che noi non siamo contro di loro, e loro son tranquilli. E nel caso, ci danno una mano!

Arriviamo sotto la sede de La Stampa ma con molte defezioni, la pioggia e il lungo percorso hanno forse scoraggiato molti, siamo meno della metà. Faccio due riprese ma poi spengo la fotocamera, non resisto ad andare in prima fila e gridare con tutta la mia voce contro il palazzo, e i pochi che sono usciti dal portone. Sabato scorso siamo andati sotto la sede della RAI, ma a differenza della TV pubblica, questa è la voce del padrone, il vero padrone, gli Elkann-Agnelli, elites neoliberiste internazionali di primo piano. Insieme agli altri, urlo tutto il mio miglior vocabolario di insulti, e partecipo furioso al coro “Assassini, assassini, assassini …” e “De Donno, De Donno, De Donno, …”, oppure “Norimberga, Norimberga, Norimberga, …”.

Davanti a noi pochi poliziotti, abbastanza tranquilli, dalle facce quasi incredule di vedere come eravamo incazzati col palazzo della propaganda, ma non con loro. Qualcuno di loro si è lasciato scappare anche un cenno di approvazione.

Durante la manifestazione ho fatto diverse domande a Serena Tagliaferri del No Paura Day. Aderiscono alle manifestazioni del sabato alle 18, ma organizzano le proprie, come la più grande che c’è stata finora, quella del 23 Luglio a Torino in Piazza Castello. Intervisteremo presto Serena Tagliaferri, qui su ComeDonChisciotte.

 

NAPOLI
Marco Di Mauro

Dalle 18 in poi, circa 600 persone si sono riunite a piazza Dante, improvvisando un palco sulle panchine adiacenti la statua. Rispetto a sabato scorso, gli interventi sono stati meno di pancia e più di testa, anche perché si sono unite alla protesta le categorie di insegnanti e dipendenti pubblici contrari al green pass, ma concordi con la narrazione ufficiale della pandemia – difatti, si sono viste per la prima volta un po’ di mascherine. Altro segnale positivo è stata la presenza di alcuni esponenti dei centri sociali, non intervenuti a megafono. Anche in questo caso, nessuna bandiera, colore o cappello: la manifestazione è stata completamente spontanea. Gli interventi iniziali si sono incentrati sull’inapplicabilità del green pass, denunciata dalla stessa Confesercenti, per allargarsi su transumanesimo e strategia di depopolamento dei globalisti; sono seguiti gli interventi degli insegnanti, che hanno denunciato la gravissima e palese discriminazione a cui sarà sottoposto a settembre chi di loro non si è vaccinato, obbligato ad effettuare a proprie spese svariati tamponi. “Nessun ricatto per lavorare” è stato infatti lo slogan da loro scandito durante il corteo, partito alle 19,30 da piazza Dante, che ha bloccato la circolazione a via Toledo, piazza Carità, via Cesare Battisti, piazza Matteotti, via Medina, piazza Municipio, via San Carlo. Giunto a piazza Trieste e Trento, il corteo si è attestato davanti allo storico caffè Gambrinus, noto in città per il suo collaborazionismo sfacciato, gridando “Gambrinus nazista” e “Vergogna”, per ripartire fino al palazzo della regione in via Santa Lucia, al grido di “De Luca vaf***o” e “Il green pass qui non passa” turbando, quando involontariamente quando non, il desinare serale dei tanti scandalizzati avventori dei celebri ristoranti e pizzerie della zona. Sotto palazzo Santa Lucia si è tenuto un nuovo comizio, durato fino alle 22,30, dove sono intervenuti il naturopata Giovanni Moscarella e gli attivisti del Movimento 3V, del Comitato di Sana e Robusta Costituzione, della Rete Nazionale Stop Dittatura.

 

MILANO
Patrizia Ligabò

In una Milano agostana quasi deserta, il corteo si ritrova puntuale in Piazza Fontana; è prevista pioggia, ma non arriva neppure una goccia, meglio così. Pian piano arriva gente. Mentre apro il mio ampio cartello, arriva una troupe di Mediaset, interviste brevi qua e là. Poi mi si avvicina e dando per scontato che io sia assolutamente no vax , mi chiede: “ Lei lo sa che da ora non potrà più andare in molti luoghi? “Ci sono cose per me, molto, ma molto più importanti”, la mia risposta. Appena dico che collaboro con Comedonchisciotte.org, tutta la troupe si dilegua come il vento. La intravedo ancora durante il primo tratto del corteo, poi vedrò via via solo il cameraman.

Raggiungo la testa del corteo, le scritte NO GREEEN PASS sono fitte come spighe di grano. Molti i fotografi presenti, e molti uomini della Digos. La folla avanza, i megafoni danno il ritmo alle percussioni: vanno forte i coperchi di pentola. I giovani sono molti di più rispetto all’ultima volta. Ottimo segnale.

Pian piano il corteo diventa sempre più numeroso, ci sono pochi poliziotti, molti di loro sono in Duomo davanti alle camionette, mentre un elicottero vigila Milano.

Tutti insieme: “LIBERTA’ ! NO GREEN PASS! GIU’ LE MANI DAI BAMBINI! E la frase più bella: “ TUTTI INSIEME, SIAMO TUTTI INSIEME!” . Infatti la folla è composita: sono persone che hanno fatto scelte diverse le une dalle altre, non ci sono soltanto “i no vax” come dicono i grandi media. Siamo qui per difendere la libertà di scelta e la Costituzione, una ragazza ne tiene una copia sulla testa: la scena simbolo di questa giornata. Siamo tutti animati dal bene comune, ognuno dà il suo contributo come può. Siamo cinquemila, seimila circa, un ottimo risultato visto il periodo.

“LA FAMIGGHIA ELKANN, AGNELLI DETIENE L’INFORMAZIONE”, recita un cartello scritto appositamente in siciliano. E’ una denuncia politica: l’informazione italiana è quasi tutta in mano ai due gruppi Elkann e Berlusconi.

Dopo Piazza Duomo ci rechiamo sotto Palazzo Marino, la sede del Comune dove vi sono un paio d’interventi, ma la mancanza di un impianto stereo, limita fortemente la comprensione al di là delle prime file. Si va avanti, deviamo e percorriamo Vittorio Emanuele per arrivare comunque a Piazza San Babila; la polizia corre per evitare che si tagli eventualmente in Via Monte Napoleone. Moltissimi turisti ci filmano coi telefonini, alcuni chiedono: almeno all’estero forse ne sapranno qualcosa in più. Gli astanti seduti ai tavolini di lussuosi Caffè ci guardano quasi pietrificati, cosa mai potremmo fare loro? Ma la maggioranza delle persone che ci incrocia applaude, ed alcuni giovani, si uniscono al corteo.

Arrivati finalmente in Piazza San Babila, due file di poliziotti ci sbarrano la strada; protestiamo, ma in modo pacifico. Alcuni di noi deviano e passano dietro Sysley e adesso siamo oltre i poliziotti; alla fine, dopo una decina di minuti, ci lasciano passare e tutti percorriamo Corso Venezia e poi Corso Buenos Aires.

La gente è con noi: dalle finestre, dai balconi, lungo la strada, solo una signora scuote il capo, disapprova. Evidentemente, a molti importa ancora difenderli: sono i nostri valori democratici, per cui molti hanno dato la vita. Il che mi commuove.
Uomini e donne di tutte le età. Arriviamo a Piazza Loreto, luogo simbolo. Poi tutti in direzione Melchiorre Gioia fin sotto al Palazzo della Regione.

Una curiosità: nessuna delle auto fermate all’improvviso dal corteo ci ha suonato. La maggioranza dei passanti ci ha fotografato, filmato e sorriso. Diversi annuiscono, per adesso non partecipano. La speranza non è morta, è più viva che mai. Ecco la mia Milano, tenace e forte, che non si piega, ed io ne sono fiera!

Dicevano che vedere gli italiani in piazza era utopia? Ed invece eccoci.

 

PADOVA
Elena Pat

Ieri a Padova si è tenuta una manifestazione che ha visto arrivare nella città del Santo anche persone da Vicenza, Mestre e Venezia. I numeri parlano di più di 5000 presenti. Partita da piazza Duomo, il corteo si è poi snodato per le vie principali, in genere raramente percorse da proteste organizzate. Ciò ha suscitato grande sorpresa vista la marea umana in movimento.

manifestazione no green pass Padova 7 agosto

Fine del corteo a Prato della Valle, tanta musica e animi sollevati a suon di Alleluia. Fra gli oratori: scrittori, medici, ed ex sindaci.

La manifestazione ha avuto tutte le autorizzazioni e si è posta come organizzazione apartitica, formata da famiglie nel più ampio senso del termine. Vedere tantissimi bambini, giovani ed anziani uniti per la stessa causa al grido di Libertà, ci dà la forza per andare avanti.

 

Abbiamo partecipato anche alla manifestazione di Firenze, dov’era presente Jacopo Brogi che farà uscire un articolo domani.

 

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Eugiorso
Utente CDC
9 Agosto 2021 20:59

Con gli Alleluia non si va da nessuna parte, tanto vale belare come pecorelle, fino ad ora alla tosatura, poi al macello …
Chissà che grasse risate si fanno i criminali collaborazionisti come draghi, o i furbetti giullari come salvini che galleggiano … anche sulla m…a.
poliziotti e carabinieri, incapaci, infiacchiti, con la pancia e lauti aumenti di stipendio che gli onesti lavoratori non hanno, se ne stanno tranquilli … e non hanno bisogno neppure di smanganellare i più deboli, come fanno di solito (essendo “eroi”).
Che volete! Questa è la demokrazzia, il miglior sistema di governo nella mani degli elitisti e dei loro servi locali collaborazionisti!
Questo è il pacifismo PolCor che obnubila le menti e rende le vittime sacrificali innocue.
Allora, meglio sarebbe Pol Pot, oppure Stalin il cattivone …

Cari saluti

gix
Utente CDC
9 Agosto 2021 22:14

Sono andato alla manifestazione di Roma, ma devo essere sincero, non sono in grado di dare una descrizione di tipo giornalistico, poichè non avevo assunto alcuna informazione preventiva sui partecipanti e meno che mai sugli organizzatori. Faceva un caldo fottuto e poi, a me personalmente, interessava più che altro verificare di persona tre cose: 1) la tipologia di gente che decide (finalmente) di impegnare un sabato pomeriggio di agosto in una cosa del genere, posto che si inizi a comprendere che per difendere i propri diritti, in particolare la libertà, qualunque giorno, tempo ed orario sono quelli giusti. A occhio tra le due/tremila persone, numero non eccezionale ma da non sottovalutare, date le circostanze. C’era Varvara, in gamba non c’è che dire, poi il magistrato Giorgianni, mi pare di aver capito anche la signora della torteria curiosamente a Roma ed altri, tra cui anche gente di Forza nuova. In ogni caso in maggioranza persone assolutamente tranquille, tra le quali di sicuro molto personale scolastico 2) l’atteggiamento delle forze dell’ordine, presenti in numero consistente ma comunque in disparte e abbastanza tranquille pure loro. La piazza era comunque ben sigillata, il che vuol dire che sarebbe stata impossibile qualunque puntata verso i… Leggi tutto »

BrunoWald
Utente CDC
10 Agosto 2021 7:00

“Arriviamo a Piazza Loreto, luogo simbolo.”

Simbolo della miseria d’un popolo che calpestò il cadavere di qualcuno a cui aveva leccato gli stivali per vent’anni, accingendosi a leccare gli stivali degli americani.

Dante Bertello
Utente CDC
10 Agosto 2021 10:01

Cito: “ …il vero padrone, gli Elkann-Agnelli, elites neoliberiste internazionali di primo piano

A proposito degli Agnelli, non sembra strano anche a voi che un “tombeur de femme” come è stato l’ “Avvocato” Gianni Agnelli, famoso per aver conquistato le donne più belle del suo tempo (si parla della Guerritore, della Ekberg, dell’attuale moglie di De Benedetti (Carlo), di Jacqueline Kennedy, per citare solo le più famose) non abbia lasciato qualche figlio della “mano sinistra”?

Mandai una mail al giornalista Gigi Moncalvo ponendogli la stessa domanda, sono passati mesi, ma non ho ancora avuto, ne oramai ho speranza, di ottenere risposta.

Pare che tra la madre, Margherita Agnelli, ed i di lei figli avuti dal primo marito, Alain Elkann, non corra buon sangue (link sotto).

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/litigano-come-elkann-gatto-scazzi-39-eredita-278991.htm

Uscisse fuori qualche altro erede, in grado di mettere un po’ di subbuglio tra queste due famiglie, e magari riuscisse a riportare la FIAT in Italia (molto difficile), o almeno a smuovere queste cariatidi, che tanto hanno ricevuto, ma nulla fanno per il bene del Nostro Paese.  

danone
Utente CDC
10 Agosto 2021 13:11

Grazie per le ottime corrispondenze dalle piazze.
Ammetto di essere molto piacevolmente colpito e un pò sorpreso dell’alta partecipazione, la parte pessimista di me temeva peggio, 4 gatti randagi o poco più.
Con questi numeri la forza per una possibile resistenza c’è.

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