Le mie previsioni per gli anni ‘20

 

DI DMITRY ORLOV

cluborlov.blogspot.com

Anche se molti commentatori ritengono più opportuno pubblicare le loro previsioni da un anno all’altro, io trovo che un singolo anno sia un periodo troppo breve per qualsiasi previsione significativa. Per me, cinque anni sono più o meno la dimensione giusta delle barre di errore da posizionare su qualsiasi previsione su base temporale, rendendo in questo modo possibile misurare nell’arco di un paio di decenni ogni cambiamento di una certa importanza. E, guarda caso, è trascorso proprio un decennio da quando avevo pubblicato la mia ultima serie di previsioni sugli Stati Uniti per gli anni ‘10 [in italiano] ed è quindi tempo di produrne una nuova per gli anni ‘20.

La mia ultima serie di previsioni ha funzionato discretamente bene. Sebbene in alcuni casi il processo non abbia seguito il suo corso, le tendenze sono tutte inequivocabili e i processi che avevo delineato dovrebbero continuare e, in alcuni casi, concludersi entro il nuovo decennio. Questa volta cercherò di fare previsioni più specifiche.

Per quanto riguarda l’economia, qualcosa è destinato a rompersi, forse proprio all’inizio del decennio, e a condizionare tutto il resto del periodo. C’è una crescente disconnessione tra l’economia finanziaria, che opera in base a regole che gli addetti ai lavori possono inventarsi (e lo fanno) in corso d’opera e l’economia fisica delle miniere, della produzione e della logistica. Non c’è motivo per fidarsi in modo particolare delle statistiche ufficiali che riguardano la crescita economica, la disoccupazione, l’inflazione, le valutazioni del mercato azionario: sono tutti falsi molto ben costruiti. Un mercato azionario in bolla speculativa o un mercato immobiliare possono essere tenuti in vita con iniezioni di enormi quantità di denaro creato dal nulla e fatto arrivare agli addetti ai lavori. Ma, se guardiamo alla quantità di beni che vengono prodotti e consumati, a quante nuove infrastrutture pubbliche vengono costruite e ad altri simili fattori fisici, possiamo già osservare un costante deterioramento.

Mentre gli speculatori e gli economisti, che si occupano di quantità adimensionali rappresentate da simboli mistici e quasi religiosi, come $, €, ¥ e £, lavorano instancabilmente per mantenere la falsa facciata da villaggio Potemkin di un’economia fiorente, una tale sospensione teatrale dell’incredulità non è possibile quando sono in gioco le tonnellate, i metri cubi o i chilowattora. Un certo numero di spietati imbroglioni finanziari, insieme ad economisti-stregoni, passano le giornate a ragionare in modo circolare sul prezzo che determina il valore che determina il prezzo, mentre confondono solo la creazione di denaro con la creazione di ricchezza. Nel frattempo, un’economia fisica in calo, oscurata da un debito ormai fuori controllo, rimane in rotta di collisione con la realtà; dopo l’impatto il risultato sarà simile a ciò che era successo durante il crollo finanziario del 2007-8, tranne per il fatto che le disperate manipolazioni finanziarie che, all’epoca, erano state utilizzate per arrestarlo non funzioneranno più e l’economia fisica, che già langue, si fermerà del tutto.

Un particolare canarino da miniera di carbone è probabilmente l’industria del fracking. Non ha mai realizzato dei veri attivi, ma ha fatto guadagnare agli Stati Uniti una proroga sulle conseguenze del picco del petrolio. Ed ora anche la produzione dei pozzi del fracking ha raggiunto il suo picco, i tassi di esaurimento aumentano, le società di fracking falliscono e i pozzi appena perforati danno meno petrolio e più gas, con un gas non particolarmente di alta qualità o comunque redditizio. Ad un certo punto, durante questo decennio, gli Stati Uniti saranno nuovamente costretti a fare affidamento sulle importazioni per coprire la maggior parte del loro fabbisogno di petrolio e di gas. Nel frattempo, qualsiasi tentativo di Green New Deal per decarbonizzare l’economia degli Stati Uniti si tradurrà in un aumento strutturale dei costi per l’elettricità e per i trasporti che renderà praticamente non competitiva ogni genere di produzione industriale, come è già successo ovunque sia stata tentata una cosa del genere, anche nel Regno Unito e in Germania .

Un altro canarino potrebbe essere il mercato i Buoni del Tesoro americani. Mentre gli Stati Uniti delocalizzavano le proprie industrie all’estero e sostituivano la produzione industriale con un’economia dei servizi fatta di avvocati, medici e dentisti iperpagati, con le truffe nel settore immobiliare, con la finanza, con la pianificazione pensionistica, le assicurazioni e l’istruzione, oltre che con frotte di baristi sottopagati, toelettatori di cani e istruttori di yoga, una regola non scritta era che i partner commerciali, che ora producono tutto ciò che gli Stati Uniti devono importare, avrebbero investito il loro surplus commerciale nel debito del Tesoro americano, rendendo possibile agli Stati Uniti continuare ad ottenere qualcosa in cambio di niente. Ultimamente però, la Cina, la Russia ed altri paesi hanno iniziato a svendere le loro giacenze di Buoni del Tesoro degli Stati Uniti, utilizzando loro avanzi commerciali in costante crescita per stimolare le proprie industrie esportatrici e fornire crediti d’importazione a nuovi partner più solventi tra i paesi in via di sviluppo.

Questo sviluppo sta spingendo la Federal Reserve nella direzione della monetizzazione del debito diretto, cosa che legalmente non potrebbe fare, ma questa è una restrizione facilmente aggirabile, basta solo mentire. La monetizzazione del debito diretto ha una marcata tendenza a provocare iperinflazione, tanto più probabile in un paese come gli Stati Uniti, che ha un bilancio e un deficit commerciale incredibilmente elevati. Questo particolare canarino aveva subito un arresto cardiaco durante la crisi dei repo [repurchase agreements] nel settembre 2019 e, da allora, la Federal Reserve lo ha costantemente tenuto in rianimazione.

Per quanto riguarda le questioni militari, sembra sicuro poter affermare che, entro la fine degli anni ‘20, l’impero USA sarà definitivamente finito. È già un fatto che gli Stati Uniti non possono più nemmeno minacciare un lungo elenco di paesi, in particolare quelli armati con i nuovi sistemi di difesa aerea della Russia in grado di imporre una no fly zone agli aerei statunitensi, ed è noto che l’esercito americano cessa di essere operativo se gli viene negata la superiorità aerea. Ed è anche vero che l’intera flotta della portaerei americane è obsoleta ed inutile perché i missili russi di ultima generazione possono tranquillamente affondarle da distanze maggiori di quelle che possono essere raggiunte dagli armamenti o dai velivoli a bordo di queste portaerei.

Aggiungete a ciò il fatto che gli ultimi missili russi, in grado di raggiungere Mach 20 e che non possono essere intercettati da nessun sistema di difesa missilistico attuale o in progetto, consentono la distruzione di obiettivi sul continente americano, incluso lo stesso Pentagono, se gli Stati Uniti dovessero mai attaccare la Russia. Gli Stati Uniti hanno ancora una deterrenza nucleare, oltre alla capacità di causare un po’ di confusione armando e addestrando gruppi terroristici in tutto il mondo, ma sono così dolorosamente indietro rispetto alla Russia nello sviluppo di nuove armi che probabilmente non riusciranno mai a recuperare, nonostante spendano regolarmente per la difesa dieci volte più della Russia.

L’atteggiamento della Russia in merito all’addestramento delle truppe NATO, al loro pavoneggiarsi e alla loro postura provocatoria proprio ai confini della Russia è stato per lo più sprezzante. La Russia si è riarmata sopratutto con armi basate su nuovi principi fisici conosciuti solo dai suoi scienziati, ingegneri e progettisti ed ora sta tagliando il proprio budget per la difesa, incamerando nello stesso tempo miliardi dall’aumento delle vendite in tutto il mondo dei propri sistemi d’arma. Gli Stati Uniti non possono recuperare, non per mancanza di denaro (almeno finché la macchina da stampa continuerà a funzionare) ma per mancanza di cervelli.

Quando l’impotenza delle forze armate statunitensi diventerà evidente, l’alleanza della NATO andrà in pezzi. Già la Turchia, che è il secondo maggior partner della NATO, ne è a malapena un membro ed molto più interessata a cooperare con la Russia e con l’Iran, piuttosto che con gli Stati Uniti, nel campo della difesa. Nonostante ciò, il complesso militare-industriale degli Stati Uniti continuerà la sua esistenza zombeggiante fino a quando i soldi non si prosciugheranno e, a quel punto, si sarà avverata la mia previsione iniziale di truppe statunitensi bloccate in una moltitudine di località all’estero senza le risorse disponibili per rimpatriarle.

Nel frattempo, l’esercito americano farà il possibile per giustificare la propria esistenza organizzando periodicamente provocazioni contro avversari piccoli ma invincibili, come l’Iran e la Corea del Nord, mentre si immischierà nella politica delle nazioni più deboli e meno stabili che però sembrano disporre delle risorse che l’industria degli Stati Uniti vuole “liberare” (magari il petrolio venezuelano o il litio boliviano per le auto elettriche). Arriverà ripetutamente quasi al punto di scatenare uno scontro militare a tutto campo, ma rifiuterà di impegnarsi per tre eccellenti ragioni.

Innanzitutto, sulla base di tutte le sue recenti esperienze in Iraq, Afghanistan ed oltre, sa che non può vincere. In secondo luogo, sa che non può più nemmeno combattere per un certo periodo di tempo perché la base industriale necessaria per rifornire le truppe sul campo non esiste più. Terzo, sa che non può più proteggere la terraferma statunitense, basterebbero alcuni attacchi missilistici per eliminare i grandi trasformatori della rete di distribuzione elettrica che assicurano le forniture di elettricità e fanno funzionare le stazioni di pompaggio dei gasdotti e degli oleodotti che coprono il resto dell’infrastruttura energetica e, in questo caso, l’intera economia americana si bloccherebbe completamente.

Nel complesso, sono ottimista sul fatto che verrà evitata una guerra su larga scala, per il semplice motivo che le guerre vengono combattute per essere vinte, non per essere perse. Se è ovvio che qualsiasi azione militare importante comporterebbe sicuramente una sconfitta completa e totale, umiliazioni e rovine, allora ordinare un’azione del genere diventerebbe una mossa suicida. In ogni caso, ai vertici della catena di comando militare non lavora del personale con tendenze suicide, [questi generali] non hanno trascorso metà della vita facendo di tutto per passare di grado, baciando culi a destra e a manca, per poi voltare le spalle a tutto e suicidarsi. Certo, assassineranno gente e causeranno disastri umanitari ogni volta che sapranno di potersela cavare. Ma, anche se i rischi personali fossero abbastanza bassi da assicurare loro la continuazione dell’esistenza fisica, eviteranno le strategie che potrebbero causare gravi perdite agli Stati Uniti, per paura di vedersi strizzare, politicamente, i loro preziosi zebedei.

Per quanto riguarda la politica, gli Stati Uniti hanno già smesso di funzionare. L’élite al potere si è divisa in due bellicose fazioni, che ora si stanno trattando con la stessa cattiveria, malizia e disprezzo che in precedenza avevano riservato agli stranieri. Questo sviluppo è inevitabile: di fronte al proprio fallimento globale, le élite sono state costrette a cercare un capro espiatorio, chiunque tranne il loro amato sé, e si sono trovati…. a vicenda, ovviamente!

Mentre le parti in guerra dell’élite al potere continuano a sbranarsi a vicenda, i vari difetti insiti nel sistema di governo degli Stati Uniti verranno alla ribalta e vanificheranno tutti gli sforzi per apportare cambiamenti positivi. Gran parte del problema deriva da un particolare documento, obsoleto e difettoso: la Costituzione degli Stati Uniti. Consente ad un presidente di essere eletto anche senza aver ottenuto la maggioranza alle urne. Permette anche al partito di quel presidente di controllare la camera alta del parlamento, ignorando completamente gli interessi degli stati più popolosi a favore di quelli delle zone rurali sottopopolate.

Infine, consente anche ad un presidente di saturare la stessa magistratura con persone di sua fiducia, che, con le loro reinterpretazioni creative di qualsiasi atto legislativo, compresa la stessa obsoleta e difettosa costituzione, possono scavalcare qualsiasi normativa esistente. E, in base ad una regola assai insidiosa della legge tribale inglese nota come “precedente,” una legge, una volta infranta (cioè reinterpretata) da un giudice rimane infranta. Ad esempio, alcuni giudici hanno deciso che il Secondo Emendamento consente alle persone di detenere armi da fuoco anche se non fanno parte di una milizia statale, risolvendo il problema per sempre. Questo principio, unito alle gravi carenze della costituzione e del sistema nel suo insieme, si traduce in una tendenza a correre in tribunale per risolvere qualsiasi diatriba, non importa che si tratti di elezioni presidenziali controverse o se una persona possa sposare il proprio San Bernardo. Il risultato è un gigantesco nodo giuridico gordiano nato dall’intreccio di una miriade di piccoli cavilli legali.

Questo imperfetto sistema costituzionale poteva funzionare un tempo, quando il paese era più unito, aveva più il senso di uno scopo e di un destino comuni e poteva ottenere risultati positivi per gran parte della sua popolazione. Ma, ora che nemmeno uno di questi salubri ingredienti è disponibile, [questo sistema] garantisce solo la massima disfunzione politica ad ogni livello di governo. Tuttavia, gran parte della popolazione degli Stati Uniti pensa ancora che con il voto si possa ottenere qualcosa, rimanendo impervia ad argomentazioni molto semplici e ben ragionate, del tipo che gli Stati Uniti non sono affatto una democrazia e che non importa chi sia il presidente. Anche se queste parole con tutta probabilità finiranno per non essere udite, vale la pena ripetere che il paese verrà comunque gettato nel cesso dorato della storia, indipendentemente da chi sarà nominalmente in carica.

Sebbene il collasso degli Stati Uniti debba ancora seguire il suo corso, sento che è già tempo di dare un nome più appropriato agli Stati Uniti d’America. Dopotutto, non sono l’unica confederazione del continente americano: ci sono anche gli Estados Unidos Mexicanos. Questo vergognoso ed egocentrico abuso linguistico deve finire, prima o poi. Propongo quindi di rinominare gli Stati Uniti, magari non subito, ma tra un decennio o due. Come nuovo nome vorrei suggerire qualcosa come Repubblica del Deteriorado, Degenerado o Disintegrado. Il suo idioma nazionale sarà probabilmente lo spanglish. Il suo uccello nazionale sembra già essere il dito medio teso. Per quanto riguarda la sua bandiera, qui possiamo semplicemente osservare quale bandiera è considerata sufficientemente sacra ed inviolabile da assicurare la prigione a chiunque osi bruciarla in pubblico. Ed è la bandiera arcobaleno LGBTQ.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
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03.01.2020

 

Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da MARKUS

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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18 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Mah, non saprei… In questa analisi non si tiene conto dell’unico fattore fatidico… che l’uomo ha una mente imperfetta e una ragione estremamente limitata (d’infinito ha solo la stupidità) nel senso che spesso, e sempre tra le classi al potere, si trasforma (la ragione) in delirio d’onnipotenza; ed è i-n-e-s-o-r-a-b-i-l-m-e-n-t-e sottoposto alle leggi di Natura (con le quali è stato “plasmato”) o, per chi crede, a quelle divine.
    Dunque, riprendendo il discorso, la storia, come c’insegna G. B. Vico è fatta di corsi e ricorsi… L’umanità ora si trova alla fine di un cilclo storico (durato 10000/8000 anni) dopo il quale l’attende, se le va bene, una nuova età della pietra. Non dico un nuovo Medio Evo, perchè le condizioni “ecologiche” e politiche (leggi la globalizzazione) del Pianeta non sono come quelle in cui si trovava all’epoca della caduta dell’Impero Romano: a quell’epoca l’ecosistema planetario riusciva ancora a sopportare gli squilibri generati dall’attività umana e a “richiudere” le ferite da essa provocate; ma ora, per le ragioni a tutti note che non sto a ripetere e sempre legate ad una sciagurata attività umana, siamo impelagati in un disastroso circolo vizioso socio-economico ed ambientale “regressivo” per cui ci vorranno secoli per uscirne, ammesso che ci si riesca.
    «Gli uomini prima sentono il necessario; dipoi badano all’utile; appresso avvertiscono il comodo; più innanzi si dilettano nel piacere; quindi si dissolvono nel lusso; e finalmente impazzano in istrapazzar di sostanze».
    (Giambattista Vico, Scienza Nuova, Degnità LXVI)

  2. Forse, l’unica critica, come sua estensione, al modello di Orlov potrebbe esser data da un fattore, chiamiamolo ‘§’: ovvero gli USA non sono l’apice contemporaneo della diade sapere-potere ( ‘orizzontale’ ) ma sono espressione di uno stato-potenza obsoleto, inferiore a quanto si sta già realizzando nei sacelli del Potere ‘verticale’, quello che in parte noi definiamo ‘ghost’ o ‘deep’, lasciando perdere le distinzioni fra i due.
    In altri termini, non sono più l’ ultima fase del ‘capitalismo’ ma solo una espressione già condannata di società umana ‘limitata’, in via di ‘superamento’ da parte di una superentità che raggruppi le diverse società umane in una sola, quella definitiva.
    Gli USA, nonostante il loro proporsi come ‘società aperta’ e ‘multi’, nonostante i loro sforzi per identificarsi col modello ‘ultimo’ non sono in grado di rappresentarla nè possono esser identificati come ‘work in progress’ con questa: ne rincorrono il modello ma non lo realizzano. L’esistenza degli altri stati lo ostacola, la presenza di ipotesi politiche e religiose differenti lo impedisce: e di qui il desiderio omicida delle sue elites, quello di sopprimere le voci e le ipotesi concorrenti pur di poter esser SOLO a poter traghettare l’ umanità attuale in quella futura. E’ la proiezione geopolitica dell’ omicidio di Caino…
    Ma veniamo al presente: questo ‘superstato’, dotato di efficacia cogente ultima circa i destini umani, è sorto dalle ceneri della competizione globale degli anni ‘8o’ e ‘9o, e si può identificare coll’ Occidente ma non solo, ed ha un privilegio globale sul resto del Pianeta: ne ha il destino ultimo nonostante le ‘contraddizioni’ tra le diverse parti, tutte sussunte sotto la sua rappresentazione piramidale. In altri termini, l’esistenza di questo superpotere come espressione di un governo ultimo dell’ Umanità, che qui postulo in via teorica ma che da indizi vari lo possiamo vedere in opera un po’ ovunque, è attivo e conduce il grande Gioco: suoi attori politici sono ad esempio dati dalla rete massonica delle Ur-Lodges che raggruppano tutti i maggiori uomini politici dei diversi continenti, come evidenziato da Magaldi e altri, nonchè da una direzione precisa dello sviluppo scientifico, volto OVUNQUE alla creazione dell’ uomo/intelligenza artificiale. Questo superpotere non ha un luogo geografico definito, non ha personale burocratico preciso, non ha espressione pubblica identificabile: ma ESISTE. L’ unica domanda che possiamo farci è questa: è SOLO ‘umano’ ? Circa gli USa non spendo una parola differente da quanto detto da Orlov: è un malato terminale tenuto in vita da trasfusioni sempre maggiori e da morfine che lo fanno immaginare di esser un giovanetto pieno di energia quando è un vecchio impotente a realizzare il suo obiettivo, quello di costituire il modello della società e del mondo ‘ultimo’.

  3. La chiusura dell’articolo è semplicemente eccelsa!
    Mi auguro vada così, se lo meritano.

  4. Non bisogna dare per morti gli Stati Uniti, dopotutto detengono ancora il 16% della capacità industriale globale e hanno ancora un ampio margine in fatto di tecnologia, la Russia ha a malapena il 2% della capacità produttiva globale e si regge perchè rifornisce di petrolio, gas, grano, soia e metalli l’enorme apparato produttivo cinese, il modello in crisi è quello dell’economia finanziarizzata basata sull’accoppiata dollaro-petrolio che sta arrivando alla conclusione, già adesso vanno forte i contratti future sul petrolio denominati in yuan, quindi il dollaro non è più agganciato al petrolio come ai bei tempi dalla fine del gold standard quando Nixon sganciò il dollaro dall’oro e lo agganciò al petrolio facendone la valuta di pagamento dello stesso, e i petromonarchi in cambio compravano i treasuries americani.
    Oggi i petromonarchi hanno le pezze al sedere e non possono comprare più i titoli di stato USA, devono vendere petrolio ai cinesi accettando yuan e devono comprare armi russe e cinesi, inoltre il petrolio stesso si avvicina al termine di commodity centrale, la Tesla nel 2019 ha venduto circa 400000 auto elettriche e vola in borsa, in Cina sta per entrare in produzione una fabbrica 100% Tesla senza partners locali che la porterà a produrre e vendere quasi un milione di vetture nel 2020 e questo potrebbe far crollare il prezzo del petrolio segnando la fine delle petromonarchie che su di esso ci campano.
    Insomma gli USA forse stanno per uscire dalla trappola in cui li ha cacciati Nixon negli anni settanta di dipendenza dal rapporto dollaro/petrolio e dall’influenza delle lobbies delle decadute petromonarchie ancora dominanti durante le presidenze Clinton, Bush e Obama, e che avrebbero controllato ancora una pericolosissima presidenza Hillary Clinton dove la sua badante era l’islamica salafita Huma Abedin sposata ad un ebreo, come la Jebreal.

    • Il dollaro se sganciato dal petrolio fallisce in 5 minuti ,un debito totale di 60 trilioni porta ad un valore reale di circa 1 a 10 rispetto ad oggi del dollaro.Altro che salvezza, l aumento de prezzo del petrolio causato dal conflitto che sta innescando in medioriente con l iccisione di Suleimani porta un maggiore acquisto di dollari per acquisto petrolio essendo cmq oggi maggiormente obbligato ad essere pagato in dollari…..la macchina elettrica non è il futuro, ma un vezzo peri ricchi sinistrorsi lgbt seguaci di Greta e Al Gore ,anche i quinassero meno e non è cosi,anche fossero ugualmente sicure e non è cosi(hanno un maggiore rischio incendio)ad oggi la ricarica veloce con le paline puo essete fatta solo con centrali a comvustibile fossile o nucleare..

      Il futuro vero ai combustibili fossili c è ed è per questo che non fanno partiŕe…sono le celle a combustile che vanno ad idrogeno e possono usare l arruale sistema di distrubuzione(tipo gpl o metano) ed emette sono vapor d acqua …..ma quando mai rinunceranno petrolieri al guadagno?Perche coi combustibili fossi fuadagnano loro,con l elettrico,sempre loro(che forniscono la corrente con combustibile fossile)sveglia !!

    • La Cina di sicuro è il più grande mercato per la mobilità elettrica già adesso, dato il basso costo al pubblico finale dell’energia.
      Non credo però che il prezzo del petrolio crollerà perché adesso è già stato tenuto artificiale basso e il calo di richiesta sarà compensato dal calo di produzione.

    • Più che badante amante !

  5. Sono più di dieci anni che sento annunciare la fine degli USA, anzi ad un certo punto, se ricordo bene, andava di moda lo smembramento del Paese con la California, Texas e Arizona che ritornavano al Messico e l’Alaska alla Russia. Le analisi bombastiche come questa non servono a nessuno, tanto meno alla Russia. Se è vero,come è vero che l’impero americano del dopo guerra volge al termine è anche vero che non c’è un blocco di nazioni pronto a sostituirlo. Il mondo multipolare vede ognuno dei giganti fare i propri interessi per conto suo : la Cina innanzi tutto, che se ne frega della Russia o di qualche altra potenza, ma anche player locali come la Turchia che sta recuperando alla sua influenza i Paesi turcofoni dell’Asia centrale e cerca di guadagnare spazio nella sponda Sud del Mediterraneo. Quando alle dinamiche economiche la cosa importante da tener d’occhio è l’innovazione tecnologica, più delle alchimie finanziarie. Noto che gli sviluppi più importanti in questo settore vengono dall’Asia, mentre gli USA arrancano dietro e l’Europa è scomparsa.

    • Se si diffonde la macchina elettrica serve solo a far guadagnare ancora chi ha il controllo delle fonti fossili(e quindi chi stampa il dollaro con cui si comprano) che fornirà la corrente necessaria per la ricarica veloce …allo stesso tempo ridurrà la leadership tecnologica europea del motore alternativo……

      In questo caso Asia e Cina dipenderanno ancora dall occidente hai voglia coi brevetti …….anche perche i cinesi non producono auto,perché se secondo te sono i migliori ingegni al mondo questi non producono auto di nessun tipo…e l Asia qualche trabiccolo,ovviamente sino bravi a comprare pacchetti finanziari dell auto europea

      ripeto,solo le celle a combustibile(ad idrogeno)sono il futuro,ma per imporlo Asia e Cina devono costruire e vendere auto con celle a combustibile ed europa ed usa devono installare lungo le strade il rifornimento….ma non lo faranno mai..quindo asia cina al massimo potranno fare auto per loro non per l occidente..a noi sara permesdo abere o auto a combustibile fossile o auto elettriche (che dipendono sempre da combustibili fossili),spero vi sia chiaro

      • Le cellule a combustibile sono una alternativa, ma non necessariamente efficiente. I Tedeschi e in particolare la BMW le studiano da più di 15 anni e hanno dei prototipi funzionanti. Il problema è la produzione e lo stoccaggio di H2 e anche la sua pericolosità. Gli asiatici, in particolare cinesi giapponesi e coreani stanno conquistando il mercato della tecnologia di consumo ma non è detto che debba essere applicata solo ai beni di consumo e non anche ai sistemi d’arma. I passi da gigante fatti dalla Cina, ad esempio, nei sistemi di comunicazione la pongono in posizione di vantaggio rispetto agli USA, ma sono sopratutto i miliardi accumulati con le eccedenze commerciali che fanno la differenza. Trump lo ha capito gli europei, e i 5S (Di Maio r Grillo) NO. Il problema per tutti è che mettere i dazi produce ricchezza e occupazione nel lungo periodo, nel breve porta aumento dei prezzi e mancanza di beni, a volte di beni strategici. Il problema però va affrontato una volta per tutte. L’Europa, se avesse una leadership degna di questo nome, avrebbe già individuato settori strategici da sovvenzionare e da proteggere dalle acquisizioni extra europee.

      • I cinesi non producono auto? E la GMW non l’hai considerata?

    • Non facciamo l’errore di identificare la tecnologia con i cellulari. Dove sono le innovazioni asiatiche nel campo della chirurgia? Del trasporto aereo? Della chimica farmaceutica?

  6. La dichiarazione di oggi di Trump, con la quale ha minacciato “tremende” sanzioni economiche contro l’Iran in caso di ritiro delle truppe USA dall’Iraq, è già una dichiarazione possibilista riguardo ad un passo indietro americano dal paese.
    l’America è destinata a ripiegare, e forse aa Trump questo non dispiace più di tanto.

  7. un inguaribile ottimista!
    un paio di pensieri:
    in questi giorni sto seguendo il petrolio. in casi come questo solo 10 anni fa’ sarebbe schizzato a 150 dollari invece e’ li. forse non e’ piu cosi importante a livello geopolitico? lo sanno gli arabi? (che non contano piu’ tanto se il petrolio non e’ piu’ fondamentale?) gli usa? quanti soldi fara’ la Russia con la crisi se il petrolio va’ invece sui 100 dollari? gli amerikani stanno facendo di tutto per farsi odiare dal medio oriente all’europa (i francesi vogliono tassare google e amici e loro vogliono mettere i dazi su champagne e formaggi). la politica yankee del divide ed impera non funziona piu’ tanto bene. credo che dovranno fare molte black ops per cercare di tenere fermi alleati e nemici. speriamo finiscano i soldi prima.

  8. Più che una previsione mi pare il sogno di Orlov, sebbene molte criticità sono innegabili, le conclusioni/previsioni di Orlov mi sembrano un pelino ( ma solo un pelo) comparabili a quelle di Greta. (previsioni da invasati)
    Non amo certo l’america e la dronata che riserva ai suoi nemici, ma definire gli americani, come fà Orvel, finocchi senza cervello e pure senza armi per contrastare la piccola, ripeto piccola Russia, ne fà, più che un osservatore attento, un semplice odiatore da strapazzo, incapace di valutare obiettivamente le forze in campo.
    L’ america, pur in difficoltà, è ancora anni luce avanti in tecnologia, armamenti (per numero e per tecnologia) e mezzi finanziari…..sebbene la Cina segua a ruota ed avanza velocemente, non credo che la faranno avanzare sino al divenire pericolosa per l’egemonia americana.
    Missili Mach 20, tanto sbandierati dai filo Russi, a mio parere, somigliano molto al rospo che si gonfia per intimorire l’avversario ( attenti che non scoppi…il rospo) gli americani sono gonfi di proprio, non hanno necessità di mostrare meraviglie della scienza e della tecnica, che hanno senzaltro e che spero che tutti sperino di non vedere mai in funzione…..Si vocifera, sul sito della NASA, che già posseggono il computer quantistico, che in un mondo basato sull’informatica è l’arma più potente che ci sia…i Mach 20 divengono giocattoli da riprogrammare n tempo reale.
    Il sogno di Orvel, di veder cadere l’america, è allo stato attuale irrealizzabile per intervento esterno, neppure tutta l’euroasiafrica messa insieme è in grado di “sottometterla”……l’america cadrà, come è sempre successo, storicamente, ai paesi dominanti, per problemi interni (implosione) ci sono già dei segnali, ma ancora mi sembrano molto flebili.

    • A me sembra che Orlov non si limiti a pronosticare una prossima caduta degli USA, che comunque avverrà, ma che è un di cui di una crisi più grande che coinvolge l’intero sistema nato dalla globalizzazione e dalla finanziarizzazione dell’economia, infatti scrive:
      “Mentre gli speculatori e gli economisti, che si occupano di quantità adimensionali rappresentate da simboli mistici e quasi religiosi, come $, €, ¥ e £, lavorano instancabilmente per mantenere la falsa facciata da villaggio Potemkin di un’economia fiorente, una tale sospensione teatrale dell’incredulità non è possibile quando sono in gioco le tonnellate, i metri cubi o i chilowattora. Un certo numero di spietati imbroglioni finanziari, insieme ad economisti-stregoni, passano le giornate a ragionare in modo circolare sul prezzo che determina il valore che determina il prezzo, mentre confondono solo la creazione di denaro con la creazione di ricchezza.”
      In pratica ci sta dicendo che è finita l’epopea di un’economia fondata sul denaro come l’ abbiamo conosciuta fin qui, quando il sistema collasserà, si salveranno solo quei paesi che sono ancora legati ad un’economia reale fatta di lavoro e produzioni concrete.