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PREVISIONI – IL DECENNIO CHE VERRA'

DI DMITRY ORLOV
/cluborlov.blogspot.com/

In questo periodo dell’anno, alcune anime coraggiose ardiscono mettere a repentaglio la propria reputazione tentando di prevedere che cosa porterà l’anno che sta arrivando. Alcuni lo fanno con incredibile accuratezza, altri un po’ meno. Essendo uno scrittore serio che non ama le barzellette, solitamente mi tengo alla larga da quest’annuale sbronza di frivolezze; tuttavia, considerato che su di noi sta per abbattersi un nuovo decennio, ho ritenuto ragionevolmente sicuro dipingere un quadro di quella che è la mia visione dei prossimi dieci anni. (Nell’improbabile eventualità che le mie previsioni si rivelassero completamente sballate, presumo che esse saranno state completamente dimenticate al momento in cui il 2020 farà capolino). E dunque, senza ulteriore indugio, ecco le mie previsioni sulla situazione degli Stati Uniti d’America nel secondo decennio del XXI secolo.Il decennio sarà caratterizzato sotto molti aspetti dall’autofagia , negli affari, nel governo e nei ranghi più alti della società, e ciò avverrà non appena i giocatori ad ogni livello si renderanno conto di non essere in grado di controllare i propri appetiti o di modificare il proprio comportamento in maniera significativa, neppure di fronte ad un’alterazione radicale delle circostanze, e saranno così costretti a consumare se stessi fino a scomparire; così molti squali, già sbudellati ma ancora voraci, pasteggeranno all’infinito sui propri stessi intestini rigonfi.   

I governi si accorgeranno di non essere capaci di impedire a se stessi di stampare sempre più moneta in un’ondata senza fine di emissioni senza controllo. Allo stesso tempo, l’aumento delle tasse, dei prezzi dei beni e dei costi di ogni tipo, unito a livelli crescenti di incertezza e disgregazione, restringerà le attività economiche fino al punto che ben poco di quel denaro rimarrà in circolazione. Inflazionisti e deflazionasti dibatteranno all’infinito se questa debba essere considerata inflazione o deflazione, emulando inconsciamente i Rompidallapartegrossa e i Rompidallapartesottile dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, che litigavano all’infinito su quale fosse la parte giusta da cui iniziare a mangiare un uovo bollito. La cittadinanza, con le uova del proprio nido bollite fino a ridursi alle dimensioni di un pisello essiccato, non si mostrerà particolarmente interessata alla questione del “da dove” iniziare a mangiarle, e liquiderà la controversia come accademica, se non idiota.
In tutto il paese, autorità comunali in crisi ricorreranno all’imposizione di tasse esorbitanti sul rilascio di autorizzazioni come le licenze per cani. Molti proveranno a incarcerare coloro che non sono in grado di pagare queste tasse in prigioni locali o statali, solo per doverli poi rilasciare quando le carceri traboccheranno e le risorse disponibili si esauriranno. La cittadinanza inizierà a guardare alle carceri come strutture che combinano mirabilmente insieme le caratteristiche di un piatto di zuppa e di un rifugio per i senzatetto. Alcune città abbandoneranno l’idea di mantenere un corpo dei pompieri e decideranno che è più razionale, sul piano dei costi, lasciare che gli incendi facciano il loro corso, per risparmiare sulle demolizioni. Nel tentativo di mettere una pezza a buchi ancora più grossi nei loro budget, gli stati federali aumenteranno le tasse, costringendo al sommerso settori ancora più ampi dell’attività economica. In particolare, le entrate fiscali relative alle tasse sugli alcolici diminuiranno per la prima volta in molti decenni, poiché un numero sempre maggiore di americani scoprirà di non potersi più permettere la birra e ripiegherà quindi sull’abbondante ed economica eroina afghana e su altre droghe illegali ma ben più abbordabili. Il fumo della marijuana supererà gli scarichi delle automobili nella classifica degli odori più diffusi d’America.

Molti paesi in tutto il mondo saranno costretti a dichiarare default e ad unirsi alla schiera crescente delle nazioni defunte. Ci sarà una ressa folle per trovare un rifugio sicuro al denaro che scotta, ma non se ne troverà nessuno. Gli investitori di tutto il mondo saranno finalmente costretti a comprendere che il miglior modo di evitare le perdite è quello di non possedere denaro fin dal principio. A dispetto degli sforzi compiuti per diversificare i loro titoli, gli investitori scopriranno che essi non sono altro che pezzi di carta, si tratti di stock, di bond, di azioni, di cambiali o di incomprensibili contratti su derivati. Scopriranno anche che, nel nuovo clima affaristico, nessuno di questi strumenti rappresenta un’arma particolarmente potente: quando il familiare gioco pietra-forbici-carta gli si ritorcerà contro, si accorgeranno che le pietre possono sfondare i crani, che le forbici possono ledere organi vitali, ma che la carta, anche se gestita da mani esperte, produce solo coriandoli di carta. Le persone un tempo benestanti, convinte che “il possesso costituisce i nove decimi della legge”, troveranno molti esorcisti extralegali pronti a scatenare i loro demoni. In particolare, i cartelli del crimine organizzato inizieranno ad utilizzare software di spionaggio per localizzare magazzini e capannoni scarsamente sorvegliati, nel Montana o in altre remote località, che siano ben forniti di cibo in scatola, armi e lingotti d’oro e d’argento, e inizieranno a farne incetta, ammorbidendo i bersagli con proiettili di mortaio, razzi e bombardamenti aerei, e inviando poi commandos armati di granate e mitragliatrici a completare il lavoro. Una volta eseguito il raccolto, ne porteranno i frutti all’estero sfruttando i corpi diplomatici delle defunte nazioni passati sul loro libro paga.

Mentre i lingotti espatriano, il Pentagono cercherà di far rimpatriare le truppe dall’Iraq, dall’Afghanistan e dalle numerose basi americane sparse per il mondo, accorgendosi ben presto di non possedere i mezzi per poterlo fare, abbandonando così le truppe nel luogo in cui si trovano e costringendole a provvedere da sole al proprio rifornimento. Le famiglie dei soldati saranno invitate a donare cibo, uniformi, biancheria pulita e articoli da toilette per i loro cari di stanza oltreoceano. Gli armamenti americani inonderanno il mercato nero, facendo crollare i prezzi. Molti soldati decideranno che tornare negli USA è comunque una cattiva idea e si trasformeranno in nativi, sposando donne locali e adottando religioni, costumi e abbigliamento locale. I leader nazionali continueranno a blaterare di sicurezza nazionale dovunque ci sia un microfono puntato verso di loro, ma la loro sicurezza personale diverrà la loro preoccupazione primaria. Funzionari di ogni livello cercheranno di assemblare equipe sempre più vaste di guardie del corpo e consulenti per la sicurezza. I membri del Congresso diverranno ancor più reticenti ed eviteranno quanto più possibile di incontrarsi con i propri sostenitori, preferendo nascondersi in appartamenti di Washington ermeticamente sigillati, in installazioni protette e in quartieri sorvegliati. Nel frattempo, al di fuori del perimetro ufficiale di sicurezza, si affermeranno nuove forme di vicinato, dove l’occupazione verrà chiamata “sistemazione”, la violazione di un perimetro “apertura di un nuovo percorso”, e gli steccati, i muri e le serrature saranno rimpiazzati ovunque da occhi vigili, orecchie attente e mani che si aiutano vicendevolmente.

Versione originale:

Dmitry Orlov
Fonte: http://cluborlov.blogspot.com/
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2009/12/predictions.html
12.12.2009

Versione italiana:

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-12-25
25.12.2009

Traduzione a cura di GIANLUCA FREDA

Pubblicato da Davide

  • pablobras

    ……ooooooohhhhhh !
    …e in Italia ?
    Qualcuno sà proseguire “la visione” per il nostro paese ?
    Armarci e diventare cannibali ?

  • mazzi

    Merda, sono vegetariano, non posso nemmeno mangiarmi il vicino di casa.

  • nautilus55

    Io non sono vegetariano, ma il mio vicino ha 80 anni e la sua carne deve essere dura come il cuoio. Che sfigati che siamo. Ciao

  • tersite

    ..fin troppo ottimista!

  • clausneghe

    Che cumulo di idiozie..
    Questo fantomatico Orlov poteva risparmiarcele.
    Roba da Topolino.

  • vic

    Meglio sentire cosa dice il poco lento Celente:

    http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1654&category=Environment

    Avendoci azzeccato parecchie volte in passato, ha se non altro un suo curriculum trendy.
    Aiuta a capire il clima che regna negli USA, molto piu’ del Washington Post e media affini. Si sente che ha del sangue mediterraneo nelle vene. Anche lui ride per non piangere. Inoltre ama sbeffeggiare i re, i dogi ed i governatori.

    La sua conclusione vale per noi tutti:

    This is classic empire decline. Argentina was not even an empire. We’re fighting wars in foreign countries as we are depleting the Treasury. The worst news is that when America crashes, no one around the world should be happy about it because this is going to affect the entire planet.

    Traduzione velox:

    Si tratta del classico declino dell’impero. L’Argentina non lo era neppure un impero. Stiamo combattendo guerre all’estero nel bel mentre che stiamo dissanguando le finanze. Le cattive notizie sono che se implode l’America, nessuno nel resto del mondo dovrebbe esserne felice, poiche’ la faccenda coinvolgera’ il pianeta intero.

    L’araldo Gerardo dixit.

  • Allarmerosso

    Sarebbe stato bello sentire un tuo punto di vista oltre che la derisione e l’offesa contenuta nel tuo commento . Lo dico per una questione dialettica . La tua critica potrebbe essere fondata ma non dai molte spiegazioni per poter pensare di darti ragione non trovi ?

  • myone

    Abbiamo la testa solo a una mono visione delle cose, ed e’ per questo che continueranno, e continueranno al loro peggio.
    E pensare che fare tutto l’ opposto sarebbe la felicita’ sulla terra.
    Ma si vede che non la vogliamo. Allora giusto che finisca sta vita da papaveri.
    Lo vogliamo con tutto noi stessi. L’ altro, nemmeno ci sfiora.
    Ci lamentiamo perche’ va male, e perche’ dovrebbe andare piu’ male ancora,
    perche’ il nostro bene sta’ nell’ incrementare il tutto che abbiamo,
    e a cambiarlo non ci pensiamo e non lo vogliamo, perche’ la sostanza e’ questa,
    e ci piace questo gusto. Il lamentarsi, non e’ altro che farlo montare di piu’, il comprenderlo e cambiarlo,
    e’ invece una ricetta per una pasta che non ci piace, perche’ si dovrebbe cominciare a cambiare noi, e questo non ci va’ bene.
    E il cambiare, e’ volerlo, esserne coscenti, e volere le cose, LE COSE,
    e non mediare con niente e con nessuno.

  • mazzi

    Be’ ma gallina vecchia fa buon brodo, almeno dicono. Ciao anche a te.

  • Jack-Ben

    quoto questo vede la vita rosa e viola…. e che diamine ci saranno almeno altri 5 0 6 milioni di innocenti in meno in Iraq, Afganistan e Pakistan,, Colombia eccc….e forse Iran…insomma questo oltre a essere tremendamente ottimista e anche cieco

  • glab

    beh! applicando il principio secondo il quale è meglio ridere che piangere la metterei così:
    l’Italia è un paese bastian contrario, ovvero, quando le cose all’estero vanno bene in Italia vanno “meno bene” e quindi per simmetria quando le cose all’estero andranno male in Italia andranno “meno male”,
    meno male!.

  • amensa

    a me ricorda invece il tardo impero, la caduta dell’impero romano in cui le persone non volevano rendersi conto che una certa epoca fosse finita,e continuavano a far finta che non lo fosse perchè non attrezzati mentalmente ad un simile cambiamento.
    i meno fortunati di oggi saranno i primi ad adattarsi alla nuova situazione, mentre i benestanti attuali, aggrappati ai loro averi, cercheranno di comprare a tutti i costi una esistenza ancora almeno simile a quella del passato. patetici.
    bellissimo brano, comunque, lo quoto al massimo.

  • amensa

    a me ricorda invece il tardo impero, la caduta dell’impero romano in cui le persone non volevano rendersi conto che una certa epoca fosse finita,e continuavano a far finta che non lo fosse perchè non attrezzati mentalmente ad un simile cambiamento. i meno fortunati di oggi saranno i primi ad adattarsi alla nuova situazione, mentre i benestanti attuali, aggrappati ai loro averi, cercheranno di comprare a tutti i costi una esistenza ancora almeno simile a quella del passato. patetici. bellissimo brano, comunque, lo quoto al massimo.

  • vic

    Le espressioni chiave per il 2010, secondo G. Celente:

    Crash 2010 – col disseccarsi degli “stimoli” governativi, un nuovo grande crash finanziario sta gia’ maturando: la FED e’ agli sgoccioli delle sue possibilita’ d’intervento; non credere a Bernanke che non ne ha azzeccata mezza nel passato recente.

    Comprare locale – la gente evitera’ il made in China.

    Ritorno alla qualita’, all’eleganza ed alla gentilezza – solo chi fara’ cose di qualita’ sapra’ creare lavoro; riscoperta delle buone maniere, anche di una certa gioia di vivere malgrado le avversita’, come durante la grande depressione, che paradossalmente fu’ un’epoca piena di musica frizzante.

    Inventiva – il chaos favorisce l’inventiva, grazie ad essa l’America ed il mondo cambieranno in meglio, a condizione di sbarazzarsi una buona volta della corruzione, dell’avidita’ e della distruttivita’. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire per muovere verso un futuro migliore.

    Sopravvivenza – fin che non impareremo tutti ad essere in forma fisicamente, emotivamente e spiritualmente, nulla cambiera’; solo cosi’ saremo in grado di affrontare l’emergenza.

    Insomma, dice molte cose piene di buon senso. Prolungando gli auguri di Buone Feste, vado a bermi un calicetto di frizzante Lambrusco made in Modena, augurando a tutti che il 2010 sia l’anno della virata contro corruzione, avidita’, ecc. ecc.