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L’America rischierà la terza guerra mondiale per prevenire l’emergere di un superstato UE-Russia

DI MIKE WHITNEY

counterpunch.org

“La Russia è parte organica e inalienabile dell’Europa in senso allargato e della civiltà Europea. I nostri cittadini si considerano Europei. Per queste ragioni la Russia propone un movimento verso la creazione di uno spazio economico comune che vada dall’Atlantico al Pacifico, una comunità a cui gli esperti Russi si riferiscono come “l’Unione di tutta Europa”, che rafforzerà il potenziale Russo nel suo sforzo economico verso la ‘Nuova Asia’. ” – Presidente della Russia Vladimir Putin, “La Russia e il Mondo in cambiamento”, Febbraio 2012

L’inarrestabile demonizzazione di Vladimir Putin è soltanto una parte della multiforme strategia di Washington per fare arretrare il potere Russo in Asia centrale e mettere la parola fine al sogno di Putin di “Una più grande Europa”. Insieme al tentativo di liquidare il Presidente Russo come “bandito del KGB”, o “dittatore”, i media hanno inoltre insinuato che Mosca abbia avuto ingerenze sulle elezioni USA e che la Russia sia un pericoloso aggressore seriale che pone una crescente minaccia alla sicurezza della UE e degli USA. Il mattatoio mediatico, che si è pure intensificato dopo l’elezione di Donald Trump nel Novembre 2016, è stata accompagnata da pesanti sanzioni, attacchi asimmetrici ai mercati Russi e alla valuta, l’armamento e addestramento di antagonisti della Russia in Ucraina e Siria, la soppressione calcolata dei prezzi del petrolio greggio e il ripetuto tentativo di sabotare le relazioni commerciali Russe in Europa. In breve, Washington sta facendo qualsiasi cosa in suo potere per prevenire che Europa e Russia possano fondersi nella più grande area di libero scambio mondiale, che verrebbe inevitabilmente a rappresentare il centro della crescita e della prosperità mondiale per il prossimo secolo.

Ecco per quale motivo il Dipartimento di Stato si è unito alla CIA per rovesciare il governo Ucraino nel 2014. Washington confidava nel fatto che annettendo un ponte terrestre vitale tra EU e Asia, i manovratori di potere USA potessero riuscire a controllare i gasdotti fondamentali che stanno avvicinando sempre di più i due continenti in una alleanza che escluderà gli Stati Uniti. La prospettiva che la Russia soddisferà i crescenti bisogni energetici Europei, mentre il sistema di ferrovie ad alta velocità Cinesi faranno arrivare ancora più prodotti a basso costo, suggeriscono che il centro di gravità dell’economia mondiale si sta spostando rapidamente, e con esso l’irreversibile declino degli USA. E quando il dollaro verrà inevitabilmente cestinato come mezzo di scambio primario tra i partner commerciali in una emergente area di libero scambio EU-Asia, il riciclaggio di ricchezza sotto forma di debito USA crollerà rapidamente, precipitando i mercati USA nell’abbisso, mentre l’economia intera affonderà in una palude. Impedire a Putin di creare una “armoniosa comunità di economie che vada da Lisbona a Vladivostok” non è un compito secondario per gli USA, è una questione di vita o di morte.

Ricordiamo la dottrina Wolfowitz: “Il nostro obbiettivo primario è prevenire l’emergere di un nuovo rivale, sia esso sul territorio della fu Unione Sovietica o in altro luogo, ogni rivale che possa costituire una minaccia come quella precedentemente costituita dall’Unione Sovietica. Questa è una considerazione fondamentale che definisce la nuova strategia di difesa regionale, ed essa richiede che noi non perdiamo mai di vista la necessità di prevenire che ogni potere ostile possa dominare una regione le cui risorse possano, sotto controllo consolidato, rivelarsi sufficienti a generare dominio globale”.

Le relazioni di Washington con la Russia saranno sempre problematiche perchè la Russia pone una perenne minaccia alle ambizioni degli Stati Uniti di dominare il mondo. La geografia è destino, e la geografia Russa contiene vastissime riserve di petrolio e gas naturale, delle quali l’Europa ha bisogno per riscaldare le sue case e fornire energia alla sua economia. La relazione simbiotica tra fornitore e utilizzatore finale porterà a un certo punto all’abbandono delle barriere commerciali, l’abbassamento delle barriere tariffarie e il progressivo integrarsi delle economie nazionali in un mercato comune di tutta la regione. Questo potrebbe rappresentare il peggiore incubo di Washington, ma è anche la massima priorità strategica di Putin. Ecco ciò che egli stesso sostiene:

“Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità di una cooperazione più estesa nella sfera energetica, comprendente l’aspirazione a un comune complesso energetico Europeo. Il gasdotto Nord Stream sotto il Mar Baltico, e il gasdotto South Stream sotto il Mar Nero costituiscono importanti passi in questa direzione. Questi progetti hanno l’appoggio di molti governi e coinvolgono le massime compagnie Europee del settore energetico. Una volta che i gasdotti iniziano ad operare a piena capacità, l’Europa avrà un flessibile ed affidabile sistema di approvvigionamento energetico che non dipende dai capricci politici di un solo Stato. Ciò rafforzerà la sicurezza economica del continente non soltanto nella forma, ma specialmente nella sostanza. Ciò è particolarmente importante in luce della decisione di alcuni Stati Europei di ridurre o rinunciare del tutto all’energia nucleare”.

Se l’Europa vuole un socio affidabile in grado di soddisfare i suoi bisogni energetici, la Russia corrisponde alla descrizione. Sfortunatamente gli USA hanno tentato ripetutamente di sabotare entrambi i gasdotti allo scopo di mettere a repentaglio i rapporti Europa-Russia. Washington preferirebbe che l’Europa riducesse drammaticamente il suo utilizzo di gas naturale o che si rivolgesse ad altre fonti più costose che non passano per la Russia.In altre parole, i bisogni naturali Europei vengono sacrificati agli obiettivi geopolitici USA, tra i quali il maggiore è prevenire la formazione di una Più Grande Europa.

La guerra di Washington contro la Russia è sempre più militarizzata. Di recente il pentagono ha stanziato più truppe da combattimento in Siria e Kuwait, suggerendo che i pianificatori bellici USA intendono muoversi dalla strategia attuale di armamento di milizie jihadiste (per rovesciare il governo Siriano legittimo di Bashar Al Assad) a un uso più diretto della forza marziale per conquistare e controllare territorio nell’Est della Siria. Ci sono segni di un esacerbarsi della violenza anche in Ucraina, dal momento che il Presidente Trump sembra determinato soltanto a usare un approccio più duro per dirimere le controversie regionali rispetto al predecessore Barack Obama.

Anche la NATO ha stanziato truppe e armamenti sul fianco Occidentale Russo, mentre gli USA hanno disseminato basi militari in Asia centrale. La NATO non ha mai smesso di spingere verso Est dal momento in cui il Muro di Berlino cadde nel Novembre 1989. L’accumulo di mezzi bellici ostili sul perimetro Occidentale della Russia è una fonte di crescente preoccupazione a Mosca, e per ottime ragioni. I Russi conoscono la loro storia.

Al tempo stesso, gli Stati Uniti stanno costruendo un sistema terrestre di difesa missilistica antiaerea in Romania (Star Wars), che integra l’arsenale missilistico USA in un luogo a soli 900 km da Mosca. Il sistema missilistico USA, che è stato “certificato per le operazioni” nel Maggio 2016, cancella il deterrente nucleare Russo e distrugge l’equilibrio strategico di potere in Europa. Putin ha risposto con appropriate contromisure. Ecco i suoi commenti sull’argomento:

“Sembra che i paesi NATO, in primo luogo gli Stati Uniti, abbiano sviluppato una particolare visione della sicurezza, molto diversa dalla nostra. Gli Americani sono ossessionati dall’idea di ‘assoluta invulnerabilità’ per loro stessi. Ma l’assoluta invulnerabilità di una nazione significa assoluta vulnerabilità per tutti gli altri. Non possiamo assolutamente essere d’accordo”.

La settimana scorsa l’amministrazione Trump ha annunciato che impiegherà il sistema Terminal High Altitude Area Difense (THAAD) in Corea del Sud, citando la necessità di rispondere alle provocazioni da parte della Corea del Nord. In realtà gli USA sfruttano il Nord come pretesto per poter minacciare Russia e Cina come “limiti assiali” dell’ Heartland Eurasiatico, come mezzo per contenere la vasta massa di terre emerse che Sir Halford Mackinder ha chiamato “l’area fondamentale, che si estende tra il golfo Persico e il fiume Yang Tze in Cina”.

Washington spera che controllando le rotte marine critiche, circondando la regione con basi militari, e inserendosi aggressivamente dove necessario, possa riuscire a prevenire l’emergenza di un colosso economico che possa sminuire l’importanza degli Stati Uniti come superpotenza globale. Il futuro dell’America dipende dalla sua capacità di fare deragliare l’integrazione economica del centro del Mondo e riuscire nel grande gioco nel quale tutti gli altri hanno fallito. Ecco un estratto da un articolo di Alfred W. McCoy intitolato “La geopolitica del declino globale Americano”, il quale aiuta a illuminare la natura della contesa che sta avendo luogo in questo momento per il controllo della cosiddetta “Isola-Mondo”.

In seguito alla seconda guerra Mondiale gli USA si sono ritrovati “Prima potenza nella storia a controllare i punti strategici assiali di entrambe le estremità dell’Eurasia”. Con la paura dell’espansione Russa e Cinese come “catalizzatore della collaborazione”, gli USA hanno guadagnato bastioni strategici sia in Europa Occidentale che in Giappone. Con questi punti assiali come ancoraggio, Washington ha proceduto a creare un arco di basi militari basate sul modello marittimo precedente della Gran Bretagna, visibilmente concepite per circondare l’ “Isola-Mondo”.

“Avendo preso possesso dei limiti assiali dell’ Isola-Mondo, sottraendoli alla Germania nazista e al Giappone Imperiale nel 1945, per tutti i 70 anni successivi gli Stati Uniti si sono affidati a strati sempre più fitti di potenziale bellico per contenere Cina e Russia nei limiti dell’ Heartland Eurasiatico. Spogliata del suo rivestimento ideologico, la grande strategia di Washington del contenimento anti-comunista nella guerra fredda, non è stato molto altro che un processo di successione imperiale”.
Alla fine della guerra fredda nel 1990, l’accerchiamento della Cina comunista e della Russia richiedevano 700 basi in territori stranieri, una potenza aerea di 1763 jet da combattimento, un vasto arsenale nucleare, oltre 1000 missili balistici, una potenza navale di 600 navi, tra cui 15 portaerei nucleari, tutti unificati dall’unico sistema al mondo di comunicazione globale satellitare”. – (La geopolitica del declino Americano globale, Alfred W. McCoy)

Negli ultimi 70 anni la strategia Imperiale ha funzionato senza contrattempi, ma adesso la rinascita Russa e l’esplosiva crescita Cinese minacciano di liberarsi dal giogo dell’abbraccio costrittivo di Washington. Gli alleati Asiatici hanno iniziato a puntellare l’Asia e l’Europa con gasdotti e ferrovie ad alta velocità che uniranno insieme i vari staterelli distanti dispersi nelle steppe, attirandoli nell’ Unione Economica Euroasiatica, collegandoli a un superstato prospero e in espansione, epicentro del commercio e dell’industria globale. L’uomo della “grande scacchiera”, Zbigniew Brzezinski, ha riassunto l’importanza dell’Asia centrale nel suo classico del 1997 sostendendo che:

“L’Eurasia è il maggiore continente del globo e la sua importanza geopolitica è assiale. Una potenza che domina l’Eurasia controllerebbe due tra le tre regioni più avanzate ed economicamente produttive. Circa il 75% della popolazione mondiale vive in Eurasia e la maggior parte della ricchezza fisica effettiva si trova anche essa in questa area, sia nelle sue imprese che nel suo suolo. L’Eurasia conta per il 60% del PIL mondiale e per circa tre quarti delle risorse energetiche note del globo” (La Grande scacchiera:  La supremazia Americana e i suoi imperativi geostrategici, Zbigniew Brzezinski, pag.31).

Un nuovo impero globale sta gradualmente emergendo in Asia Centrale e mentre l’impatto trasformazionale dell’integrazione economica dell’area non si è ancora realizzato, gli sforzi da parte degli USA per fermare questa possibile alleanza nella sua fase embrionale appaiono sempre più inefficaci e disperati. L’iperbolica propaganda sul presunto “hacking Russo” dell’elezione presidenziale USA è solo uno tra i numerosi esempi di ciò, armare i militanti Nazi a Kiev ne è un altro.

Il punto è che sia la Russia che la Cina si stanno servendo dello sviluppo dei mercati e della semplice ingenuità per avere la meglio su Washington, mentre Washington si basa quasi esclusivamente sull’inganno, attività occulte, forza militare bruta. In parole povere gli ex comunisti stanno stracciando i capitalisti nel loro stesso gioco. Ancora McCoy:

“La Cina si sta affermando in modo profondo nell’ ‘Isola-Mondo’ in un tentativo di dare una forma completamente nuova ai fondamentali geopolitici del dominio globale. Per fare ciò sta usando una fine strategia che fino a questo momento ha eluso la comprensione da parte delle elites al potere in USA.
 
Il primo passo è consistito in un sensazionale progetto di creazione di una infrastruttura che assicuri l’integrazione economica del continente. Stendendo un elaborata e complessa rete di ferrovie ad alto volume ed alta velocità, come anche gasdotti ed oleodotti, nelle vaste distese Eurasiatiche, la Cina potrebbe rendere realtà l’intuizione di Mackinder in un modo imprevisto. Per la prima volta nella storia il rapido movimento transcontinentale di carichi di materie prime fondamentali: petrolio, minerali, prodotti, sarà possibile su una scala prima impensabile, unificando così potenzialmente la grandissima estensione di terre in questione in una unica zona economica che si estende per 6500 miglia da Shangai a Madrid. In tal modo la leadership Pechinese spera di spostare il baricentro del potere geopolitico via dalla periferia marittima e fin dentro all’ Heartland continentale.” (Tomgram: Alfred McCoy, Il gran gioco di Washington e perchè sta fallendo, TomDispatch).

Washington di certo non lascerà che il piano Russo-Cinese vada avanti senza lottare contro. Se sanzioni economiche, attività occulte e sabotaggio economico non funzioneranno, i manovratori di potere USA passeranno a strategie più letali. I recenti stanziamenti di truppe in Medio Oriente suggeriscono che i legislatori ritengono che un confronto militare diretto possa essere la migliore opzione disponibile, dopotutto una guerra contro la Russia combattuta in Siria o in Ucraina non necessariamente potrebbe degenerare in una guerra nucleare a tutto campo. Nessuno vuole arrivare a questo. Ma se la guerra può essere contenuta entro i confini Siriani, ciò sarebbe un modo pratico per chiamare a raccolta gli alleati Europei, abbattere definitivamente il piano Russo di “integrazione economica” e immobilizzare la Russia in un lungo pantano che ne prosciugherebbe le risorse. Forse i pianificatori militari USA potrebbero avere in mente questo?

E’ un piano rischioso, ma non dubitiamo che Washington potrebbe tentarlo volentieri se ciò fosse necessario a rafforzare la supremazia globale Americana.

Mike Whitney
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/2017/03/23/will-washington-risk-ww3-to-block-an-emerging-eu-russia-superstate/
23.03.2017

Traduzione per www.comredonchisciotte.org  ac ura di  CONZI

Pubblicato da Davide

  • LinCad

    “Il punto è che sia la Russia che la Cina si stanno servendo dello
    sviluppo dei mercati e della semplice ingenuità per avere la meglio su
    Washington,”

    Suppongo che nella frase sopra, “ingnuita” sia la traduzione dall’inglese “ingenuity”, che in realta’ significa “ingegno”.

    • Humanae Libertas

      scusate posto di nuovo qua perchè il commento è finito in spam:
      dicevo:
      Ho fatto due ricerche al volo. Il progetto del gasdotto si chiama TAP
      (Trans-Adriatic-Pipeline).. e udite udite, è un progetto partecipato da
      diverse società energetiche internazionali che sono proprietarie
      (“shareholders”) dei giacimenti di gas che verranno sfruttati a Shah
      Deniz, in Azerbajan..Spiccano: “BP (British Petroleum) con il 28.8% di
      azioni, TPAO (Turchia) col 19%, LUKoil (Russia) col 10%, SOCAR
      (Azerbaijan) col 16.7%, NIOC (IRAN) col 10% e Petronas (Malaysia) col
      15.5%.. ecco il link del giacimento:
      https://en.wikipedia.org/wi

      Quello
      che a me salta subito all’occhio vedendo la mappa del gasdotto, è che
      tutta la guerra generata tramite l’ISIS per destabilizzare il
      medioriente ed arrivare fino a Siria, Turchia (e forse IRAN) sia stata
      messa in atto proprio per sabotare QUESTO progetto. Il gasdotto in
      questione infatti soddisferà la richiesta energetica dell’Europa
      rendendola indipendente dall’influenza USA, porterà sviluppo in primis
      alla BP chè è di proprietà Inglese e quindi nessun problema con la
      Brexit (alla City di Londra staranno già festeggiando). Vantaggio per la
      Russia che confina con l’Azerbajan e condivide con loro un oleodotto.
      Vantaggio per IRAN Turchia e Malaysia. Italia, Grecia e Turchia
      guadagneranno tramite le società di logistica e ingegneria che
      seguiranno i lavori…Insomma i neocon Ameri-cani hanno preso già la
      batosta e saranno su tutte le furie per QUESTO motivo, non per
      Trump..Trump per loro adesso è solo un impiccio momentaneo… guardacaso
      il giudizio italiano si è “sbloccato” solo ora, dopo che Obama è stato
      deposto, acconsentendo così che in Puglia arrivi il gasdotto e il
      progetto venga completato.. Mi spiace dirlo se qualcuno si offende, ma
      questo gasdotto è una BENEDIZIONE per l’Europa..I 4 contadini pugliesi
      che protestano dovrebbero capire, invece di lamentarsi per i 35 ulivi
      tagliati..qui c’è in gioco il benessere e la pace di tutta l’Eurasia..
      il futuro energetico di mezzo mondo.. ora giornalisti vari rubatemi
      pure l’analisi 😉

      guardate che salto all’insù le azioni BP questa settimana:
      https://it.advfn.com/mercati/LSE/BP./quotazione

      +allego una notizia confermata dal Sole 24 ore:
      http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-07-25/la-burocrazia-italiana-non-potra-fermare-un-opera-strategica-livello-internazionale-154312.shtml?uuid=ADz8Jcx

      • WM

        Se un commento va in coda di moderazione, non devi ripeterlo, devi aspettare che venga revisionato, come da regole e FAQ.
        Grazie

  • Humanae Libertas

    a proposito del tema energiaccitato nell’articolo: “..l’Europa ha bisogno per riscaldare le sue case e fornire energia alla sua economia..” ..Allego notizia ANS(I)A riguardo al mega gasdotto Turchia-Grecia-Albania-Italia che SI FARA’…più percisamente arriverà in Puglia:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/27/tap-consiglio-di-stato-respinge-il-ricorso-della-regione-puglia-il-gasdotto-si-fara/3479547/

    secondo voi come influirà nello scenario Geopolitico ?

    • Hito

      hmmm… tu tii senti tranquillo ad affidare qualsiasi cosa ad Erdogan?

      • Humanae Libertas

        ATTENZIONE ragazzi che qui c’è lo SCOOPpone! Ho fatto due ricerche al volo. Il progetto del gasdotto si chiama TAP (Trans-Adriatic-Pipeline).. e udite udite, è un progetto partecipato da diverse società energetiche internazionali che sono proprietarie (“shareholders”) dei giacimenti di gas che verranno sfruttati in Azerbajan..Spiccano: “BP (British Petroleum) con il 28.8% di azioni, TPAO (Turchia) col 19%, LUKoil (Russia) col 10%, SOCAR (Azerbaijan) col 16.7%, NIOC (IRAN) col 10% e Petronas (Malaysia) col 15.5%.. ecco il link del giacimento:
        https://en.wikipedia.org/wiki/Shah_Deniz_gas_field

        Quello che a me salta subito all’occhio vedendo la mappa del gasdotto, è che tutta la guerra generata tramite l’ISIS per destabilizzare il medioriente ed arrivare fino a Siria, Turchia (e forse IRAN) sia stata messa in atto proprio per sabotare QUESTO progetto. Il gasdotto in questione infatti soddisferà la richiesta energetica dell’Europa rendendola indipendente dall’influenza USA, porterà sviluppo in primis alla BP chè è di proprietà Inglese e quindi nessun problema con la Brexit (alla City di Londra staranno già festeggiando). Vantaggio per la Russia che confina con l’Azerbajan e condivide con loro un oleodotto. Vantaggio per IRAN Turchia e Malaysia. Italia, Grecia e Turchia guadagneranno tramite le società di logistica e ingegneria che seguiranno i lavori…Insomma i neocon Ameri-cani hanno preso già la batosta e saranno su tutte le furie per QUESTO motivo, non per Trump..Trump per loro adesso è solo un impiccio momentaneo… guardacaso il giudizio italiano si è “sbloccato” solo ora che Obama è stato deposto, acconsentendo così che in Puglia arrivi l’oleodotto e il progetto venga completato.. Mi spiace dirlo se qualcuno si offende, ma questo oleodotto è una BENEDIZIONE per l’Europa..I 4 contadini pugliesi che protestano dovrebbero capire, invece di lamentarsi per i 35 ulivi tagliati..qui c’è in gioco il benessere e la pace di tutta l’Eurasia.. il futuro energetico di mezzo mondo.. ora giornalisti vari rubatemi pure l’analisi 😉

  • Ronte

    Abbiamo (hanno) imboccato una strada che potrebbe essere senza ritorno. A meno che…
    Putin, al pari degli altri capoccioni è paladino del sistema capitalista, e il capitalismo non può essere nè rivisto nè riformato. Esso si basa sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse della terra e dell’uomo sull’uomo.
    Può una malattia essere curata con la stessa medicina che l’ha provocata?

  • PietroGE

    Non esiste e non esisterà nel prossimo futuro un superstato UE, figuriamoci un superstato Europa- Russia. La Cina sta facendo una politica per i propri interessi nazionali e basta, l’apparente amicizia con la Russia e solo in funzione anti americana.

  • clausneghe

    Alla fine di questa guerra globale senza limiti, ci sarà un vincitore che regnerà su quel che è rimasto del mondo e dei suoi abitanti. E’ in corso la lotta per il dominio totale.
    Vedremo sorgere dal caos fumante il nuovo Re del mondo con il suo nuovo Governo Unico Mondiale. I lottatori potenti sono tre: L’Aquila, l’Orso e il Drago.

  • Wal78

    I commentatori americani, anche quelli di controinformazione, ragionano sempre pensando che anche tutti gli altri ragionano con gli americani.
    – Innanzitutto Cina e Russia stanno compiendo una partnership strategica e non un’alleanza (lo hanno più volte rimarcato). Entrambe seguono un loro obiettivo di costruirsi una sfera di influenza regionale e uno spazio vitae nel quale sentirsi sicure e in posizione di controllo
    – Non esisterà mai un superstato Eurasiatico. E non esisterà mai neanche un superstato Europeo. L’Unione Europea esiste perchè sopra c’è la NATO. E collasserà presto
    – Le guerre si vincono sul campo di battaglia e non con i sistemi missilistici. La storia, anche recente, insegna. Non basta la superiorità tecnologica dell’occidente (tutta da verificare) ma ci vuole anche la motivazione sul campo di battaglia (guardate gli americani in Afghanistan, dopo 10 anni controllano meno del 20% del territorio).
    In generale io non sovrastimerei le capacità dell’Impero, che ha ancora armi molto forti ma non ha più una base culturale e ideologica che le sostengano. E d’altronde quando l’impero cerca il caos significa che sta inesorabilmente decinando

  • Gino2

    Si continua a discutere di geo-politica in termini di stati nazione: Usa, Russa, UE , Cina etc.
    Questo è un gravissimo errore (ingenuità o voluto?) da parte di questi commentatori che sembrano non sapere e non accorgersi che gli stati nazione, cioè le democrazie politiche rappresentative che li “gestiscono”, sono “lobbizzate” e “costrette” volenti o no, determinate linee guida.
    Quando si parla di USA o di Russia a chi ci si riferisce? Non si può non specificarlo dando sempre tutto per scontato.
    Parliamo dei cittadini americani e/o russi?
    Parliamo dei centri di potere politico?
    Parliamo de centri di potere economico?
    Parliamo dei centri di potere “interenazionai”?
    Parliamo delle mafie locali?

    Capite che dire la Russia fa questo, gli USA quell’altro e l’UE (ancora piu frammentata e lobbizzata) fa quest’altro ancora, NON HA ALCUN SENSO se non si specifica a cosa ci si sta riferendo?
    Per cui OGNUNO, di questi articoli pur scritti da ” ” ” “autorevoli” ” ” ” commentatori alla sostanza pratica e attuale NON VALE NULLA!

    Quando qualcuno sta scrivendo qua sotto “Cina e Russia stanno compiendo una partnership…etc”- CHI, i politici, le industrie, i popoli? Vi sembra un banalità? Non lo è affatto se invece di parlare si volesse anche capire.

    • Gino2

      Faccio un semplice ma molto emblematico esempio.

      Fino a poco tempo fa gli “USA” si stavano accordando con l’ “UE” per il famosissimo TTIP.
      Le trattative si arenano, l’elezione di Trump non aiuta.
      Nel frattempo si sta approvando il CETA tra “UE” e “Canada”. (un sostituto del ttip)

      In questo caso è piuttosto evidente che la “partnership” Usa-UE o Canada-UE non è esattamente un accordo tra stati pur essendolo sulla carta.
      Ciò che conta è cio che le multinazionali vogliono e cercano di ottenere ATTRAVERSO gli stati nazione.