LA VERGOGNA

DI ANDREA TARABBIA
Il primo amore

Una volta, ma non era molto tempo fa, la gente che votava a destra se ne vergognava: non lo diceva, o, al limite, lo ammetteva tra i denti, senza guardare direttamente negli occhi. Erano epoche belle, dove non pioveva mai, i mandorli erano in fiore e le ragazze sorridevano ciabattando nei parchi. Oggi sembra invece una qualità. Viviamo in una fase culturale pesantemente involuta. Detto in italiano: «Siamo un popolo di merda».

Se guardo il telegiornale, mi capita di provare a fare la conta di quante volte ricorre la parola «sicurezza» nei servizi e nei lanci da studio. Tolte le congiunzioni, gli articoli e la parola Europei – che avrà però vita breve, soprattutto se ci capiterà di uscire ai quarti – la parola «sicurezza» è la cosa che – declinata in varie forme – trova in assoluto più spazio. Detto in tutta onestà, io non mi sento insicuro. Non ho paura. Giro, faccio sostanzialmente quello che mi pare, e non credo che ci siano orde di albanesi con il coltello tra i denti pronte a sfondarmi la porta di casa. Appartengo a quella categoria di persone a cui non è mai stato rubato il portafogli, e che fuori dalla cucina non ha mai visto un coltello. Io questa emergenza, questo peggioramento non lo vedo. Le raccomandazioni che mi faceva mia madre negli anni Ottanta quando andavo a giocare al campetto erano, come tono e numero di vocaboli, le stesse che la mia vicina di casa fa ai figlioletti quando li lascia «scendere». Ma mia madre non era terrorizzata.

L’emergenza è più in alto. L’emergenza è sempre più in alto.

La paura è questa: molti di noi non si accorgono – o fanno finta di non accorgersene, il che è molto peggio – di quello che sta succedendo. Nessuno è sceso in piazza contro il tentativo di militarizzazione di Roma, Napoli e Milano. Per me è una cosa inaudita. Forse non lo faranno, e una grande spinta in questo senso l’hanno data le proteste della polizia. LE PROTESTE DELLA POLIZIA. Siamo un Paese assurdo, lo siamo sempre stati. Io mi immagino di girare per strada, magari in Paolo Sarpi – che per inciso entro pochi anni verrà pedonalizzata, infighettata, la comunità cinese verrà dislocata e diventerà la solita via senz’anima e senza nerbo – e di vedere questi gruppetti di soldati (con annesso poliziotto). Mi immagino che entro qualche mese questo genere di incontri diventi la normalità. Mi immagino che entro cinque anni da 2.500 i miliziani diventino 5.000, e che entro dieci anni diventino 10.000, e in nome della sicurezza in dodici anni 12.000, entro vent’anni 20.000, poi 25.000, 30.000, 40.000, in nome della sicurezza. Mi immagino che tutto questo sia recepito come normale. Ci si abitua a tutto, ma soprattutto al peggio.

Che cos’è la sicurezza? È la protezione della proprietà privata. L’abbiamo ridotta a questo. È la protezione della proprietà privata, è la libertà di andare al centro commerciale il sabato pomeriggio, è la possibilità di possedere un satellitare da 15.000 euro e di continuare a possederlo – cioè che non ti venga rubato. È la tranquillità, strade deserte, pulite. La sicurezza è una lunga strada bianca, priva di pericoli, che conduce verso un luogo dove andare a fare acquisti, senza che ci sia il rischio di incrociare, in mezzo ai palloncini colorati, una faccia nera e sporca, una barba, un vestito liso rubato ai contenitori della Caritas.

La sicurezza è una forma sociale di normalizzazione. La migliore delle italie possibili è, secondo questo nuovo concetto di sicurezza, bianca, cattolica, con una medio-alta capacità di acquisto, con un gusto estetico mediocre, un tasso di scolarizzazione medio, due televisori, i pranzi la domenica, il sabato all’Auchan e all’IKEA, i week-end in Liguria.

Stanno tutti facendo finta di niente o non c’è nessun allarme nella faccenda della limitazione delle intercettazioni? Io non sono in grado di entrare giuridicamente nel merito della questione, però mi pare che sia la spia di una deriva e di una vergogna che non mi sento di non rilevare. Basta vedere un quarto d’ora de Il divo – tanto per rimanere sulla stretta attualità – per capire che il Potere ha sempre operato e lavorato all’ombra di se stesso, che la storia recente d’Italia è una storia del non detto, del traffico sotterraneo in nome della ragion di Stato. Oggi la ragion di Stato è sulle prime pagine dei giornali. il Potere per la prima volta ha la faccia tosta. A breve mi aspetto che il b***usconi di turno vada in tv e dica: «Insomma, mi stanno rompendo i coglioni su questo, questo e quest’altro, questi bastardi comunisti di merda! Io c’ho le mie cose da fare! Sciogliamo la magistratura! È vecchia! È corrosa [termine mio, N.d.R.]! Ci pensiamo noi!» Mi immagino che la sciùra applauda. Quante volte ho sentito, in questi mesi e in questi anni, persone anche a me vicine sostenere che insomma, bisogna lasciarlo pur lavorare, no?, e se la magistratura gli mette i bastoni tra le ruote come diavolo fa a provare a governare?

Io credo che all’Italia e agli italiani, oggi come oggi, si possa fare e far credere tutto. Tutto. Si può far accettare con gioia persino la militarizzazione delle strade, si può portare sulle prime pagine le contrattazioni per la vendita della compagnia aerea, si può dire che la mafia non esiste. Basta dirlo con il sorriso, indossando la giacca e la cravatta e dando l’idea di essere una persona molto impegnata. In quale paese un degramamticato come Tosi avrebbe spazio sulle televisioni? E perché poi? Qui ce l’ha, e fa opinione.

Come si comporta, come funziona il Potere oggi? Come un non-Potere, come una forma di azione basata sul consenso – e dunque sulla menzogna della partecipazione popolare alla prassi decisionale. A me questa sembra una cosa evidente e tragica. Io non ho nostalgia per le forme tradizionali di Potere, beninteso, ma quando mi sveglio la mattina non ho nemmeno tutta questa voglia di farmi prendere allegramente per il culo. Perché nessuno se ne accorge? Perché lo scandalo di questi giorni non tormenta le notti degli italiani?

Poi vedo sempre più spesso gente che gira a piedi o in motorino portandosi dietro una radio accesa – tra l’altro SEMPRE con musica orrenda. È una cosa che mi turba, perché succedeva nei primi anni Ottanta, ed era pure una roba di importazione. Sono passati trent’anni e questa cosa è già ritornata. Piccole bande di ragazzini tamarri con il culo fuori dai jeans che sono la riproposta – negli atteggiamenti, nella spocchia e nella cifra spesa per i vestiti – dei paninari e degli altri gruppi modaioli decerebrati di quando io ero bambino. Vedo sempre più sessantenni girare agghindati come gli impiegati del Secondo tragico Fantozzi. File alle fermate dei tram con signore piene di buste di plastica e di anelli finti, con le acconciature vagamente stinte ma vaporose. Se vado in giro, l’umanità che vedo è goffa, derivata. Mi dà una costante sensazione di impoverimento, non solo in termini economici, ma anche e soprattutto in termini di fantasia, di invenzione e di proposta. Tutto mi sembra, cromaticamente e qualitativamente, la brutta copia di quando io ero bambino. Non so se è vero, ma l’idea che non mi riesco a togliere dalla testa è che siamo totalmente immersi in una fase di regresso.

Andrea Tarabbia
Fonte: www.ilprimoamore.com
Link: http://www.ilprimoamore.com/testo_968.html
26.06.08

22 Commenti
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victorserge
victorserge
29 Giugno 2008 4:59

Non è vero che nessuno se ne accorge.In molti si accorgono della deriva fascista di questo paese; il punto è che non ci si è posti il problema di come reagire, con quali strategie, con quali tattiche e infine con quali prospettive per il futuro.
Chi dovrebbe reagire comprende che il mondo così come è, se proprio non ti succede nulla di male, va bene così come è.
Ci si indigna per il fascismo dilagante ma non si ha il coraggio di scendere in piazza a manifestarlo.
Eppoi in gioco c’è la paura, la paura di apparire diverso dalla vulgata comune, c’è la paura di dire che il rom, l’immigrato, il precario, il disoccupato siano solo il capo espiatorio che politici utilizzano per giustificare la loro insipienza.
E’ un momento duro, ma il saggio sà attendere; per chi dolorosamente capisce i tempi è necessaria la virtù del saper attendere: l’attesa è una forma di resistenza attiva, è la capacità di non farsi distruggere inutilmente quando ci si rende conto di essere in una posizione di netta inferiorità.

Cornelia
Cornelia
29 Giugno 2008 6:18

L’esercito non serve per proteggere chi va al centro commerciale.
Serve per quando il centro commerciale chiuderà, e con lui i distributori di benzina, i supermercati, gli uffici…

tesunpo
tesunpo
29 Giugno 2008 7:32

perfettamente d’accordo con l’autore dell’articolo…

Davide71
Davide71
29 Giugno 2008 7:35

Ciao a tutti: la vergogna reale, a mio avviso, é che nel nostro paese non si sia presentata nessuna destra credibile finché non é arrivato Berlusconi (dopo di ché lasciamo perdere…). La gente é di destra o di sinistra a seconda delle caratterisitiche della sua personalità, non certo perché la sinistra sia migliore della destra. I due stessi termini non lasciano intendere nulla del genere. La realtà é che per 50 anni, quando qualcuno diceva: “Facciamo opere pubbliche, aumentiamo le pensioni e gli stipendi (dei politici in primis) degli impiegati pubblici” nessuno di alzava in piedi a dire: “Non abbiamo i soldi!” perché é una cosa che in un paese di sinistra non si può dire. Oggi la sinistra ha il coraggio di dire che “solo i lavoratori dipendenti pagano le tasse!” (sentito a “Ballarò”) quando la realtà é che sono gli imprenditori che gliele pagano! E poi vi chiedete perché gli imprenditori non investono più nel nostro paese! Fanno bene! A me della sicurezza per le strade non me ne frega niente. Mi da fastidio che, mentre nelle scuole si dice peste e corna del fascismo (che fu una dittatura, ma sfido chiunque a dimostrarmi che fu di destra!)… Leggi tutto »

melina
melina
29 Giugno 2008 7:41

“In quale paese un degramamticato come Tosi avrebbe spazio sulle televisioni?”

Tosi de-grammatico-ato? Ma se Tremonti parla con i verbi all’infinito? Abbiamo un ministro dell’economia che sembra straniero:D e ti preoccupi di Tosi?

fefo
fefo
29 Giugno 2008 7:55

Ma vai a fan culo

albertgast
albertgast
29 Giugno 2008 9:22

Devi essere molto giovane per scrivere quello che scrivi. Io invece, c’ero. Tutte le nefandezze di cui incolpi la SINISTRA, non vorrei disilluderti, ma sono state compiute dalla democrazia cristiana, che certo non era un partito di sinistra, e che forse era già morta quando tu sei nato. La sinistra, quella vera, in Italia al governo non c’è stata mai nella cosiddetta prima repubblica. Un qualcosa che le somigliava lo abbiamo visto solo dagli anni 90 in poi. Avresti centomila volte ragione a sostenere quel tuo decalogo (lavorare onestamente, il merito riconosciuto, le raccomandazioni bandite….ecc ecc…) se non aveste i capi che vi ritrovate, destra – estrema destra – centro destra e via dicendo, che quel decalogo lo applicano bellamenta ALLA ROVESCIA! Scusami caro, ma non sei credibile. Non puoi scrivere: “pretendere che i migliori occupino le posizioni migliori e non che le occupino i figli, mogli, amanti, clienti etc” e poi votare a cuor leggero Berlusconi. Non voglio entrare nella polemica della magistratura, per carità, ma le intercettazioni per raccomandare varie “SIGNORINE” che ai miei tempi si sarebbero definite “allegre” le abbiamo sentite tutti. Sai cosa mi preoccupa e mi SPAVENTA in questo momento? Non gli zingari, nè gli… Leggi tutto »

vraie
vraie
29 Giugno 2008 10:42

Il prossimo Governo Mondiale, come ogni dittatura, è in grado di reprimere un 10-20 % di persone che “si accorgono” di quello che sta succedendo

lupomartino
lupomartino
29 Giugno 2008 11:39

Complimenti,sono in buona parte d’accordo con te, largo ai giovani,che dei sessantottini ne abbiamo le …. piene
Lupomartino

castigo
castigo
29 Giugno 2008 13:51

Devi essere molto giovane per scrivere quello che scrivi. Io invece, c’ero. Tutte le nefandezze di cui incolpi la SINISTRA, non vorrei disilluderti, ma sono state compiute dalla democrazia cristiana, che certo non era un partito di sinistra, e che forse era già morta quando tu sei nato. La sinistra, quella vera, in Italia al governo non c’è stata mai nella cosiddetta prima repubblica.

mmmmm…… interessante….. beh, c’ero pure io, e mi sono sempre chiesto:
MA DOVE CAZZO ERANO I “COMPAGNI” MENTRE LA DC SI MANGIAVA MEZZA ITALIA???

Lestaat
Lestaat
29 Giugno 2008 14:53

Dove erano? Pensavono di fare la lotta nel territorio mentre la gerarchia di partito faceva quel che fanno tutti, i cazzi loro. Semplice. Esattamente come durante il fascismo il primo traditore del ovimento fascista fu il duce che svendette la sovranità del nostro paese all’apparato industriale/massonico mentre predicava nazionalismo, giustizia e chiacchiere belle varie. Allo stesso modo Togliatti, Berlinguer e tutti quelli che si sono succeduti ai vertici del PCI han pensato di accettare i giochetti del potere per a volte ottenere qualche contentino fino a quando ci siamo persi anche quei contentini, per poi arrivare a prostrarci definitivamente al neoliberismo. Il potere è questo gente, non hanno nessun significato destra e sinistra, da SEMPRE. Certo c’è qualche differenza di fondo, come fosse una filosofia di fondo ispirata a principi diversi, ma quel che vorrebbe le gente è la stessa cosa e continuare a parlare di destra-sinistra fascismo-antifascismo ha decisamente poco senso. Non che quando si strilli alla svolta fascista di questo ultimo esecutivo si sbagli, ma è il significato che le persone danno al termine che trae regolarmente in inganno. A sinistra diamo un significato diverso a fascismo e a comunismo rispetto al significato che viene dato a questi… Leggi tutto »

torno_subito
torno_subito
29 Giugno 2008 15:10

cornelia sei un genio

castigo
castigo
29 Giugno 2008 16:08

sai, ne avevo il vago sospetto………………

Lif-EuroHolocaust
Lif-EuroHolocaust
29 Giugno 2008 17:49

Trovo veramente ridicoli simili articoli, fatti ripetendo la solita battuta sugli “italiani, popolo di merda”. Battuta il cui solo scopo è esaltare la vanità di chi scrive e di alcuni lettori, i quali, anche loro cresciuti nei supermercati, pensano di poter scegliere i riferimenti politici-culturali-sociali a proprio piacimento (come una merce qualsiasi), senza dover fare i conti con tutto il resto, se non per moti di disgusto, spesso molto snob. Un esempio? Quanto hanno meditato gli italiani “anti-italiani” (non mi riferisco ovviamente ai leghisti-padanisti) su quanto è realmente avvenuto negli anni ’90, dove la cagnara giustizialista, spacciata per moto popolare, ha nascosto la svendita dell’industria statale e di chissà che altro, senza che nessuno gridasse allo scandalo o si facesse qualche domanda? L’attacco alla vecchia politica ha mascherato la svendita del nostro Paese: veniva ideologicamente giustificato tutto, tanto tutto doveva venir demolito (a vantaggio di chi? Di quale potere, probabilmente straniero?). Ancora oggi continuiamo sulla stessa onda, per completare il lavoro. La rissa Berlusconi-Di Pietro è una pagliacciata sul nulla: le raccomandazioni di attrici sarebbero lo scandalo? Grottesco che il Berlusconi politico continui ad occuparsi di stupidaggini d’avanspettacolo, ma ben più grave che Di Pietro non abbia realmente mai detto… Leggi tutto »

aprileali
aprileali
30 Giugno 2008 4:36

Mi fanno proprio “arrabbiare” le persone che come te stanno ancora a credere alla destra e alla sinistra. ma allora i siti come questo non servono proprio a un tubo?
per il resto, i primi nove punti che elenchi non vogliono dire essere “di destra” o di “sinistra” (che esistono come esiste babbo natale!), ma semplicemente vivere in un paese civile. Anch’io di sx, sono felice e fiera di rispettare la legge.
In quanto al decimo punto invece mi fa incazzare terribilmente. Non penso che la scuola ti debba insegnare solo ed esclusivamente quello che ti servira per il tuo futuro lavoro. Senno, ti insegnano ad essere un automa sottomesso alle autorita punto e basta. Quelle che tu chiami “cazzate” servirebbero in teoria ad attivare i neuroni e a farti riflettere. la scuola deve insegnare a ragionare, non a eseguire delle mansioni supinamente.

RobertoG
RobertoG
30 Giugno 2008 10:32

Raramente ho letto un discorso più confuso. Ma forse è proprio questo a cui tendono i media oggi: annebbiare la testa della gente affermando tutto e il contrario di tutto affinchè chi detiene il potere possa più agevolmente farsi i fatti suoi.

mat612000
mat612000
30 Giugno 2008 11:21

Cazzo hai nella testa?
Le scimmie urlatrici?

Davide71
Davide71
30 Giugno 2008 18:15

Ti fanno arrabbiare perché non sai cosa sono: la destra e la sinistra sono semplicemente babordo e tribordo della nave. Per mantenere la rotta bisogna ogni tanto virare a destra, ogni tanto virare a sinistra. Anch’io sono di sinistra, ma non sopporto nella maniera più assoluta quelli che criticano i giovani d’oggi come se non fossero in alcun modo responsabili di quello che sono. Vorrei che qualcuno scrivesse un articolo dicendo: “Cosa abbiamo fatto ai nostri figli?” “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo e il mondo sta andando cerso il baratro. Forse abbiamo sbagliato qualcosa, ma cosa?” Ti risulta che la scuola insegni a ragionare? Lo facesse…ti insegna che discendi dalle scimmie; che le religioni sono la fonte di ogni malvagità e che adesso che siamo tutti atei siamo tutti più buoni, che gli antichi erano stupidi, che gli scienziati sono intelligenti, e se non hanno distrutto il mondo con le bombe atomiche e con il gas nervino é stato solo per il loro buon cuore. Devo continuare? Io guardo i ragazzini e un po’ mi fanno paura, ma mi fanno soprattutto tanta tanta pena. Tu ritieni di non essere un automa sottomesso all’autorità grazie a quello che ti hanno… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
30 Giugno 2008 20:59

Si ok, questo è quello che ci dicono da una vita.
Ma la realtà ti sembra davvero aderire a questo?

aprileali
aprileali
1 Luglio 2008 3:05

Non so per te ma per me gli anni della scuola si sono un po allontanati. In ogni caso, ritengo ora a distanza di anni di avere sviluppato uno sguardo critico sull’educazione che ho ricevuto a scuola. I professori che mi hanno lasciato di piu il segno sono quelli che si sono allontanati dll’ortodossia di pensiero vigente all’epoca. Forse ti dispiacera sentirlo ma si, quei professori che spesso insegnavano “cazzate” come il latino e la storia mi hanno regalato qualche cosa di magico: la curiosita e la oglia di andare oltre da sola. I professori non sono proprio tutti tutti da buttare via. poi certo, la scuola ai miei tempi non era priva di difetti, e la scuola di oggi é un vero disastro. E per finire, posso dirti, saro pure un automa, ma qualche domanda ogni tanto me la faccio.

Davide71
Davide71
1 Luglio 2008 3:50

Caro Leestat, in effetti i concetti di destra e di sinistra si applicano ad una nave che viaggia con una rotta precisa. La situazione di una nave alla deriva, incagliata tra gli scogli oppure in procinto di affondare andrebbe affrontata diversamente…

Davide71
Davide71
1 Luglio 2008 4:30

Ciao Aprileali: insonne???

Più o meno siamo d’accordo su tutto. A parte il fatto che la scuola di oggi sia peggiore della mia o della tua. Penso che il minimo storico sia stato toccato verso il 68, e solo adesso si sta riprendendo.

Quando sento parlare dell’ignoranza dei giovani mi sale il sangue alla testa.
I giovani son il frutto della generazione che li ha prodotti: tutti i loro difetti sono dovuti a comportamenti errati dei loro genitori, non solo in quanto genitori, ma anche e soprattutto in quanto operanti nell’organismo sociale.
In tv mi sono sentito dire: “Cosa interessa come mi comporto? L’importante é come insegno!”. Ma stiamo scherzando?
E non riesco a farlo capire a nessuno!