LA VERA NATURA DELL'INTERVENTO DELLA CIA IN VENEZUELA

INTERVISTA A PHILIP AGEE

Philip Agee è un ex agente della CIA che ha lasciato l’agenzia nel 1967 dopo avere perso le sue illusioni constatando che la CIA operava per uno “status quo” nella regione. Agee stesso afferma, “ho iniziato a realizzare che ciò che facevamo, i miei colleghi ed io, nell’ambito della CIA in America latina, ovvero la continuazione di 500 anni di sfruttamento, di genocidio e
così via. Solo allora ho iniziato a pensare di scrivere un libro – cosa impensabile prima – per spiegare gli ingranaggi”. Il libro, “Inside the Company: Cia Diary” diventò immediatamente un best-seller e fu pubblicato in più di 30 lingue”. Nel 1978, a tre anni dalla pubblicazione del libro, Agee ed un gruppo di giornalisti hanno iniziato a pubblicare il “Covert Operations Information Bullettin” (“bollettino delle operazioni clandestine”- chiamato ormai Covert Action Quarterly [1]) nell’ambito di un “guerriglia giornalistica” che cerca di destabilizzare la CIA e rivelare le sue attività.

Ovviamente, le reazioni del governo degli Stati Uniti e della CIA in particolare, dinanzi al lavoro di Agee, sono state un po’ aggressive, e quest’ultimo è stato costretto dagli anni ’70 a trascorrere il suo tempo fra Germania e Cuba. Attualmente è rappresentante di una società petrolifera canadese in America latina.

Nonostante la recente ondata di articoli anti-Chavez nei mass media statunitensi, e le dichiarazioni minacciose di tutto un insieme di alti ufficiali allo stesso tempo del dipartimento di Stato e della Difesa, Agee intuisce una strategia più cinica in Venezuela.
Basandosi sui lavori di William I. Robinson riguardanti l’intervento USA in Nicaragua negli anni ’80, e su documenti recentemente pubblicati che espongono nei dettagli le attività della CIA e del governo degli Stati Uniti in Venezuela, Agee suggerisce che la strategia della CIA di “promozione della democrazia” sia pienamente attuata in Venezuela.

Come per il Nicaragua degli anni ’80, un certo numero di fondazioni distribuisce milioni di dollari all’opposizione Venezuelana, sotto il controllo di una società privata di consulenza data in sub appalto da USAID (United States Agency for International Development). Il segretario di Stato aggiunto agli affari del continente americano, Roger Noriega, ha recentemente ribadito la determinazione del dipartimento di Stato nella sua strategia, dichiarando il 2 marzo 2005 dinanzi alla commissione affari esteri del Senato “noi sosterremo gli elementi democratici in Venezuela affinché possano continuare ad occupare lo spazio politico al quale hanno diritto”. Il finanziamento di questi “elementi democratici” ha come obiettivo la riunificazione dell’opposizione Venezuelana (fino a quel momento raggruppata in un’organizzazione informale chiamata il Coordinamento Democratico) per l’elezione presidenziale del 2006.

In caso di fallimento alle elezioni del 2006, annuncia Agee, CIA e company si concentreranno sulle elezioni seguenti del 2012, quindi del 2018, e così via, “perché c’è in gioco la stabilità del sistema politico negli Stati Uniti, e la sicurezza della classe politica.”

D- Cosa ne pensa dei recenti avvenimenti in Venezuela?

AGEE – Quando Chavez fu eletto la prima volta e che io cominciai a seguire gli eventi qui, il seguito si preannunciava chiaramente, come per il Cile nel 1970, come per il Nicaragua nel 1979-80. Non c’era alcun dubbio per me che gli Stati Uniti avrebbero tentato di modificare il corso degli eventi in Venezuela – come lo avevano fatto in Cile e in Nicaragua, ed in vari altri paesi.

Purtroppo, non avevo il tempo di seguire gli eventi giorno per giorno, ma ho provato a seguirli a distanza, e quando Eva Golinger ha lanciato il suo sito Internet ho iniziato a leggere alcuni documenti nel sito e vi vedevo l’attuazione degli stessi meccanismi in Nicaragua negli anni ’80, grazie all’infiltrazione nella società civile e gli sforzi per influenzare il processo politico ed elettorale in Venezuela.
In Nicaragua, ho scritto, nel 1979 credo, appena dopo la presa di potere da parte dei Sandinisti, un’analisi sul programma che gli Stati Uniti avrebbero applicato. Praticamente tutto ciò che avevo scritto si è realizzato perché queste tecniche, della CIA, di USAID e del dipartimento di Stato (e dal 1984 da parte del National Endowment for Democracy) seguono tutte lo stesso schema.

In Nicaragua, il programma per influire sul risultato delle elezioni del 1990 era cominciato un anno e mezzo prima, con l’unificazione dell’opposizione mediante la creazione di un movimento civico; tutto ciò si sta ripetendo in Venezuela. È per questo che sono interessato alle vicende politiche in Venezuela, attraverso l’analisi degli avvenimenti e la pubblicazione di alcuni articoli.

D- Quando Lei lavorava per la CIA, quale era la strategia più utilizzata dai servizi segreti USA, per proteggere gli “interessi strategici” in America Latina?

AGEE – Quando lavoravo per l’agenzia (CIA), tra la fine degli anni ’50 e fino alla fine degli anni ’60, essa conduceva operazioni su scala internazionale, regionale e nazionale, allo scopo di infiltrarsi e trattare negli organi di potere in vari Paesi attraverso il mondo, e questo faceva parte del mio lavoro alla CIA: l’infiltrazione e la manipolazione dei partiti politici, dei sindacati, dei movimenti di giovani e di studenti, degli ambienti intellettuali, professionali e culturali, i gruppi religiosi ed i gruppi femministi e soprattutto i mass media. Ad esempio, remuneravamo giornalisti per pubblicare le nostre informazioni come se si trattasse delle loro informazioni. Le operazioni di propaganda non si fermavano mai. Spendevamo anche grosse somme di denaro per i nostri candidati in occasione delle elezioni. La CIA aveva una visione “manichea” del mondo, cioè o si era con noi o si era contro di noi. Ed il lavoro dell’agenzia era di infiltrarsi, indebolire, dividere e distruggere queste forze politiche che erano percepite come nemiche (che risiedono normalmente a sinistra della social-democrazia) e al tempo stesso sostenere e rafforzare le forze politiche, in tutte queste istituzioni che ho appena citato, che erano favorevoli agli interessi degli Stati Uniti.

Uno dei problemi ricorrenti per la CIA in questo tipo di operazioni, che sono cominciate nel 1947, era di coprire tutte queste grandi transazioni di denaro, che erano difficili da nascondere.
Allora, molto presto, l’agenzia ha creato una serie di fondazioni, o ha trovato accordi con fondazioni esistenti. A volte le fondazioni dell’agenzia esistevano soltanto sulla carta, dirette da un avvocato a Washington sub-contrattato dalla CIA stessa.
All’inizio degli anni ’50, il programma internazionale dell’Associazione nazionale degli studenti degli Stati Uniti (National Students Association of the United States) – una associazione presente praticamente in tutte le città universitarie – era diretto in realtà dalla CIA, tutta l’operazione internazionale dell’associazione era un’operazione della CIA. Ed ogni nuovo direttore della NSA era messo al corrente sul funzionamento di questo programma sotto la direzione della CIA. Ma colui che venne nominato a capo della NSA nel 1966 – era l’epoca della guerra del Vietnam e dei movimenti di proteste – rifiutò di obbedire e raccontò tutta la vicenda al Ramparts Magazine, una rivista legata alla chiesa cattolica.
Ramparts pubblicò la storia e scoppiò uno scandalo enorme. Successivamente tutti i mass media hanno rievocato la storia e a febbraio 1967 il Washington Post pubblicò una lunga relazione della rete di finanziamento internazionale della CIA. In altri termini, riferirono nome per nome ognuna delle fondazioni, ed un certo numero di organizzazioni beneficiarie all’estero del denaro della CIA nelle varie istituzioni che ho citato (partiti politici, sindacati, movimenti studenteschi e così via) ed è stato un duro colpo per la CIA. Mi trovavo alla sede dell’agenzia, avevo due missioni da svolgere tra Equador e Uruguay, quando tutto ciò ebbe luogo e fu un disastro per la CIA.

In meno di due mesi, dopo la caduta del meccanismo di finanziamento internazionale, Dante Fascell (un membro della camera dei rappresentanti di Miami, strettamente legato alla CIA ed ai cubano-americani di estrema destra di Miami) ha proposto al congresso di creare fondazioni non governative che riceverebbero denaro dal Congresso e che lo ridistribuirebbero a varie organizzazioni, che altrimenti sarebbero state finanziate clandestinamente dalla CIA. Ma nel 1967 il consenso tra Democratici e Repubblicani sulla politica estera, in una certa misura, era spaccato e la proposta di Fascell non si realizzò.

Per queste ragioni, la CIA ha continuato, anche dopo il crollo della sua rete di finanziamento internazionale, ad essere l’agenzia del governo degli Stati Uniti per tutte le attività chiamate “operazioni clandestine”. Per esempio, la CIA fu responsabile della destabilizzazione del governo di Allende a partire dal 1970.
Il fatto è che Allende non venne eletto nel 1958 (le
elezioni si svolgevano ogni sei anni in Cile), così alla scadenza seguente nel 1964, la CIA iniziò presto, con più di un anno d’anticipo, a lavorare per impedire la sua elezione. Il denaro venne dedicato in parte a screditare Allende, il partito socialista e la sua coalizione chiamata Unità Popolare e in parte per finanziare la campagna di Eduardo Frei – il cristiano democratico.

Frei vinse le elezioni, ma alla scadenza seguente del 1970, Allende era finalmente eletto. E’ stato dimostrato che la CIA tentò di impedire la sua ratifica da parte del Congresso dopo l’elezione attraverso un colpo di stato militare che fallì. Allende prese il potere e la CIA era all’epoca l’agenzia incaricata di fomentare l’insoddisfazione popolare, di diffondere una propaganda discontinua contro Allende ed il suo governo, di favorire scioperi molto duri, il più importante dei quali fu quello degli autotrasportatori, che interruppe per molti mesi la distribuzione dei beni e servizi. Si riuscì in questo modo ad arrivare al colpo di stato di Pinochet contro Allende nel settembre 1973.

D- Ci sono stati dei cambiamenti di strategia significativi dentro la CIA dopo la vostra partenza nel 1968?

AGEE – Sì, sicuramente. Negli anni 70 c’erano dittature militari brutali in tutta l’America del Sud – Uruguay, Argentina, Paraguay, Brasile, e certamente, il Cile con Pinochet. Tutte erano sostenute dalla CIA, incidentalmente. E’ in questi anni che cresce un nuovo pensiero fra gli alti responsabili della politica estera degli Stati Uniti. Questo nuovo pensiero era che tutte queste dittature militari, con la loro repressione, le scomparse, gli squadroni della morte, ecc., non erano la migliore soluzione per mantenere gli interessi degli Stati Uniti in America Latina, nè altrove. Secondo questo nuovo pensiero, gli interessi degli Stati Uniti verrebbero meglio preservati da governi democraticamente eletti formati da un’elite politica che si identificherebbe alla classe politica statunitense. Non parlo di forze popolari, ma di classi politiche tradizionali in America latina, come gli “oligarchi”, per citarne una.
Così fu adottato un nuovo programma statunitense, conosciuto sotto il nome di “progetto democrazia”, che cercherebbe di promuovere elezioni democratiche, libere e trasparenti ma in un modo che garantirebbe il potere alle elite e non al popolo.

Una fondazione fu creata nel 1979, “American Political Foundation”, alla quale partecipava in gran parte la principale organizzazione del lavoro degli Stati Uniti, la AFL-CIO, con la Camera di Commercio degli Stati Uniti ed i partiti Democratico e Repubblicano, quattro organizzazioni fondamentali. Questa fondazione era finanziata allo stesso tempo dal governo e dal settore privato. Il suo compito era di studiare come gli Stati Uniti potevano attuare questa nuova strategia di promozione della democrazia. La soluzione era National Endowment for Democracy (NED) e le sue quattro fondazioni associate:
Internazionale Republican Institute (IRI) del partito Repubblicano, National Democratic Institute (NDI) del partito Democratico, American Center of International Labor Solidarity (ACILS) della AFL, e Center for International Private Enterprise (CIPE) della Camera di Commercio degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la fondazione del AFL-CIO, hanno ripreso un’organizzazione esistente che aveva lavorato mano nella mano con la CIA per lungo tempo che si chiamava American Institute for Free Labor Development (AIFLD), ed hanno semplicemente cambiato il nome [2].

D – Come collabora esattamente la NED con la CIA?

AGEE – il meccanismo è il seguente. Il Congresso dà alcuni milioni di dollari alla NED e la NED passerebbe in seguito il denaro a quelle che si definiscono le “fondazioni centrali” e che sono queste quattro fondazioni associate, che a loro volta distribuirebbero il denaro ai beneficiari stranieri. Tutto questo è cominciato nel 1984, ed uno dei primi beneficiari fu il Cuban American National Foundation (CANF), che era il punto di raccolta degli elementi ed organizzazioni anti-castristi più estremisti degli Stati Uniti. Ma la vera prova per il nuovo sistema fu il Nicaragua. In Nicaragua, dal 1979-1980, la CIA aveva il programma di organizzare forze militari o paramilitari contro-rivoluzionarie che sono conosciute come i “Contras”. Tutta la loro logistica e sostegno provenivano dall’Honduras. Essi hanno infiltrato circa 15.000 uomini che sono stati annientati dall’esercito Sandinista. Nel 1987, seminò il terrore nelle campagne del Nicaragua, che causarono la morte di circa 3.000 persone, e di numerose persone con handicap a vita. Si trattava di un’operazione strettamente terroristica. Sono stati incapaci, in tutto questo periodo, di impadronirsi e mantenere nemmeno un piccolo villaggio. Militarmente, sono stati battuti.

Nel 1987, l’America centrale era stanca delle guerre. Il Salvador, il Guatemala, il Nicaragua. C’è stata una riunione dei presidenti di questi paesi in una città del Guatemala chiamata Esquipulas e sono arrivati liberamente ad una serie di accordi – gli Stati Uniti non erano implicati in questo affare – che comprendevano il disarmo dei “Contras” e dei “cessate il fuoco” in vari paesi. Così, c’è stata una tregua in Nicaragua, ma la CIA non ha disarmato i Contras perché sapevano che ci sarebbero state nuove elezioni nel 1990 e volevano usare i Contras come una minaccia. Nonostante che questi ultimi siano stati battuti militarmente nel 1987, essi avevano causato enormi problemi economici e il popolo Nicaraguense soffriva terribilmente per tutta questa distruzione.

Dopo gli accordi di Esquipulas, la politica degli Stati Uniti è cambiata. Insisteva più sull’infiltrazione nella società civile ed
il rafforzamento dell’opposizione al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), ed uno dei meccanismi era il rafforzamento del Coordinamento Democratico Nicaraguense,
composto dai rappresentanti locali del patronato, da sindacati, partiti politici e associazioni, tutti anti-sandinisti. Una società privata di consulenza chiamata Delphi Internazional Group fu incaricata di dirigere le operazioni destinate ad influire sulle elezioni del 1990. Questa società ha incassato la maggior parte dei fondi, ed ha svolto un ruolo chiave nel risultato delle elezioni del 1990. La NED era stata attiva anche in Nicaragua a partire dal 1984 e la NED, con le sue fondazioni associate, tutte e quattro, erano molto attive nell’infiltrazione e l’ingerenza nel processo elettorale del Paese, cominciato nel 1988 ma che ha preso tutta la sua ampiezza l’anno successivo.

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Per mobilitare al massimo i voti anti-sandinisti e potere seguire le elezioni creando un fronte politico anti-sandinista, la CIA e la NED hanno creato un fronte civico chiamato Via Civica, ed il loro compito era apertamente la formazione politica ed il militantismo, l’azione civica, un’azione civica non di parte. In realtà tutte le loro attività erano orientate a rafforzare il campo anti-sandinista. Dunque inizialmente c’è stata la Coodinadora, quindi via Civica, e finalmente l’unificazione dell’opposizione, che non ha avuto luogo prima del mese d’agosto 1989, cioè sei mesi prima delle elezioni, abbastanza tardi dunque.
Ma già da tempo stavano lavorando sulla questione e sui venti partiti politici d’opposizione, ne hanno unificato quattordici – spesso con semplici bustarelle – sotto il nome d’Unione Nicaraguense d’opposizione (UNO). La UNO ha presentato candidati unici per ogni carica, e gli Stati Uniti hanno scelto Violetta Chamoro per la presidenza. Nel mese di settembre 1989, c’è stato uno strano accordo tra il governo degli Stati Uniti ed i Sandinisti: questi ultimi avrebbero lasciato finanziare agli Stati Uniti (attraverso 9 milioni di dollari) l’opposizione in cambio della promessa che la CIA non avrebbe fornito altri fondi contro di loro. Stranamente, i Sandinisti hanno dato il loro consenso. Certamente, resta il fatto che la CIA ha versato milioni di dollari supplementari.

Colui che ha redatto il libro sul Nicaragua negli anni 80 e sulle elezioni del 1990 si chiama Bill Robinson, un universitario, che ha vissuto per un certo tempo in Nicaragua negli anni 80, ed il suo libro si chiama “A Faustian Bargain”. È un libro eccellente, molto ben documentato, molto ben scritto. Ha stimato che gli Stati Uniti abbiano speso più di 20 milioni di dollari nelle elezioni del 1990 e, come tutti sappiamo, i Sandinisti hanno perso. La UNO ha vinto grazie a circa il 56% dei voti ed i Sandinisti 40 %.

E tutte le operazioni che erano state lanciate per garantire la sconfitta degli Sandinisti nel 1990 sono continuate per garantire che i Sandinisti rimanessero lontani dal potere e dalle elezioni seguenti, come di fatto è avvenuto.

D – Come si applica questo modello al Venezuela?

AGEE – in Venezuela, c’è qualcosa di simile con la Coordinadora Democratica, composta dagli stessi settori e delle stesse organizzazioni in Nicaragua, benché (secondo quello che ho potuto leggere) finora resti più o meno in disparte. Ma la riattiveranno, ne sono certo. C’è un’organizzazione qui che si chiama “Sumate”: si suppone sia neutrale e che si dedichi a combattere l’astensione e sorvegliare lo svolgimento delle elezioni. C’è il gruppo di Consulenza privato statunitense che si chiama Development Alternatives Incorporated (3) che copre lo stesso ruolo della Delphi Internazional Group in Nicaragua. Allo stesso tempo c’è il International Republican Institute (4) e il National
Democratic Institute (5) con uffici a Caracas. Ci sono dunque tre uffici che stanno distribuendo decine di milioni di dollari, degli uffici privati che sono effettivamente sotto il controllo dell’Ambasciata degli Stati Uniti e di USAID (6). Il
primo contratto affidato a “Development Alternatives” fu quello di USAID, tanto che i programmi della NED (7) continuano con la somma consistente di 1 milione di dollari all’anno (8).

Nel periodo successivo al colpo di stato mancato dell’aprile 2002, la decisione presa a Washington fu quella agire in maniera del tutto simile a quanto svolto in Nicaragua, cioè impegnare una società di Consulenza che fungerebbe da copertura per il denaro di USAID e che sarebbe molto più consistente di quello della NED. Il primo contratto venne firmato il 30 agosto 2002, di un importo leggermente superiore a 10 milioni di dollari, sui due anni successivi per attività politiche in Venezuela. Hanno aperto i loro uffici ad agosto 2002, con cinque persone provenienti da Washington, cinque persone nominate da USAID. Notate bene: utilizzano una società privata, ma ne nominano le persone a capo. E per un qualsiasi venezuelano che venga assunto da “Development Alternatives”, il contratto stipula che debba essere approvato da USAID a Washington. Allora non c’è realmente nessun dubbio sulla natura di questi tre uffici. Sono meccanismi dell’ambasciata degli Stati Uniti, e dietro queste tre organizzazioni c’è la CIA.

L’utilità di queste fondazioni e della società di Consulenza è che la CIA può distribuire molti più fondi, in modo più aperto, ad organizzazioni che già di per sé ricevono del denaro e questo rende più facile la copertura delle somme. Così, se USAID dà circa 5 milioni di dollari a “Development Alternatives” di cui 3,5 milioni sono destinati a prestiti per organizzazioni venezuelane, con un milione di dollari o più della NED, si otterranno dai 6 ai 7 milioni di dollari liberamente distribuiti. Tutto questo è conosciuto grazie al lavoro di Eva Golinger (9) che ha fatto un lavoro splendido.

In tutti i casi, la CIA può apportare una notevole somma di denaro ai 6 o 7 milioni di dollari.
I documenti provano il suo sostegno allo sciopero dell’industria petrolifera, da dicembre 2002 a febbraio 2003, e in seguito per la campagna a favore di un referendum revocatorio. In entrambi i casi hanno fallito, dunque si concentreranno sulle elezioni (presidenziali) del 2006.

Il Venezuela non è certamente l’unico paese dove si svolgono tali operazioni per rafforzare la società civile, promuovere la democrazia, formare la gente ai processi elettorali, ma tutto ciò è soltanto una copertura dei veri obiettivi che sono la promozione di alcune forze politiche contro altre.
C’è un reale bisogno di fare ricerche sulla questione perché il Development Alternatives Institute – se consultate il loro sito
http://www.dai.com/- è presente ovunque nel mondo.

Tutti i loro programmi non sono finanziati dal governo degli Stati Uniti – sono finanziati dalla banca mondiale e non ricordo da quanti altri organismi.
Lo si può osservare più da vicino e trovare quali sono i loro diversi programmi che assomiglierebbero a quelli del Venezuela, e la stessa cosa si può fare con il National Democratic Institute e le tre altre fondazioni associate alla NED. Si potrebbe vedere dove stanno concentrando le operazioni d’infiltrazione politica, in tandem con la CIA certamente. Credo che occorra esporre realmente e con urgenza questi fatti, denunciarli per ciò che sono; ossia sono soprattutto una menzogna, che pretende di promuovere la democrazia ma che nei fatti si prefigge di invertire governi, cambiare regimi, o rafforzare regimi amici già al potere.

D – un vecchio membro del CIA, Felix Rodriguez, ha recentemente dichiarato alla televisione di Miami che gli Stati Uniti cercavano di causare un cambiamento in Venezuela, anche con la violenza.
Egli ha citato come esempio il tentativo d’assassinio (sotto l’amministrazione Reagan) del dirigente Libico Gheddafi. È uno scenario possibile in Venezuela?

AGEE – e bene, occorre ricordarsi che per quanto riguarda Gheddafi, gli Stati Uniti credevano che avesse organizzato l’attentato contro una discoteca a Berlino, ed un’incursione aerea su Tripoli fu provocando delle rappresaglie. Chavez non ha commesso alcuna provocazione di questo tipo, non c’è dunque nessuna giustificazione per una
campagna militare e non credo che gli Stati Uniti siano arrivati al punto da cercare così apertamente di assassinare il presidente di un altro Paese. Voglio dire che la situazione è già abbastanza grave negli Stati Uniti – più di quanto non lo sia mai stata – ma non credo che siano arrivati a tal punto. Una cosa che è molto importante per Chavez, per il movimento “Bolivariano” qui, è quella di tener sempre presente che gli Stati Uniti non si fermeranno nel tentativo di far tornare indietro la storia. Gli interessi degli Stati Uniti sono noti: ossia, l’accesso senza ostacoli alle risorse naturali, alla manodopera, ed ai mercati dei paesi terzi.

Sono paesi come quelli dell’America Latina che garantiscono la prosperità degli Stati Uniti. Più ci sono governi indipendenti al potere, con una certa quantità di nazionalismo e che si oppongono alla politica degli Stati Uniti ed al neoliberismo, più questi movimenti sono considerati come una minaccia per Washington. Ribadisco che
c’è in gioco la stabilità anche del sistema politico
degli Stati Uniti, e la sicurezza della classe politica degli Stati Uniti. I Venezuelani dovranno battersi per la loro sopravvivenza come fanno i Cubani da 45 anni. Tra 45 anni, gli Stati Uniti staranno sempre tentando di distruggere il processo in corso in Venezuela, se dovesse seguire lo stesso cammino di oggi, come stanno facendo con Cuba. Il presidente sarà sostituito da un altro, Fidel è sopravvissuto ai nove presidenti.
Penso dunque che sia molto importante per i Venezuelani capire che occorrerà dare prova di una vigilanza permanente, e che vigilanza, organizzazione ed unità saranno indispensabili per sfuggire al programma degli Stati Uniti, che è principalmente quello di dividere per regnare.

Fonte:www.voxnr.com

Link:http://www.voxnr.com/cogit_content/
documents/LaNaturedelInterventiondel.shtml
22.04.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EMILA

NOTE

[1] :: covertactionquarterly.org
::

[2] :: venezuelanalysis.com
::

[3] :: dai.com
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[4] :: iri.org ::

[5] :: ndi.org
::

[6] :: usaid.gov :: e :: venezuelanalysis.com
::

[7] :: ned.org
::

[8] :: venezuelanalysis.com
::

[9] :: venezuelafoia.info

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