La seconda forza della coalizione: I mercenari

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E fra loro perfino i famigerati uomini di Augusto Pinochet

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I mercenari sono la seconda più grande forza in Iraq, superando anche il più grosso alleato degli Stati Uniti, la Gran Bretagna.
Circa 15.000 uomini appartenenti ad imprese private militari sono all’opera in Iraq, secondo la stima di Peter Singer, autore di “I guerrieri della corporazione: La salita dell’industria privatizzata militare”.
La resistenza irachena si trova a combattere contro gruppi di ex-militari armati con fucili M4 appartenenti alla forza di “appalto” privata, molti dei quali sono affittati dall’autorità di occupazione americana. E’ quanto affermato da Peter Singer, che aggiunge: tra le compagnie la Erinys è incaricata di sorvegliare i campi petroliferi, mentre la Northrop Grumman con le collegate Vinnell, MPRI e Nour USA si occupano dell’addestramento e dell’equipaggiamento del nuovo esercito iracheno.
Claude Salhani, editore dell’United Press International (UPI), spiega che il termine appaltatore civile non è nient’altro che una parola che sta per il termine mercenario.
“In altre guerre, quali i conflitti coloniali in Africa durante gli anni 50-60, questi appaltatori civili erano chiamati più semplicemente mercenari”.

“Nel mondo attuale, più politicamente corretto, il termine mercenario è stato sostituito dal più accettabile ‘appaltatore civile'”.

Mentre Singer pone il loro numero intorno ai 15.000, Salhani spinge il numero tra i 20 e i 40.000.

In un rapporto al giornale web Salon.com, Singer afferma che almeno 30-50 (dei mercenari) sono rimasti uccisi in azioni in Iraq.

“E’ più una coalizione gestita dal fatturato che dalla volontarietà” afferma.

“Poichè questo personale non risulta far parte dell’esercito, esperti legali e lo stesso popolo americano sono largamente ignari della vastità del fenomeno, legato a queste compagnie private”.

Questo ruolo è venuto improvvisamente alla luce quando 4 membri del Blackwater USA sono caduti in un’imboscata il 31 marzo nel bastione della resistenza di Fallujah.
I loro corpi vennero mostrati in televisione mentre venivano trascinati via dal loro veicolo in fiamme, mutilati da iracheni inferociti, trascinati dietro un’auto e appesi ad un ponte.
La mutilazione venne prontamente condannata da religiosi musulmani, in quanto tale pratica è proibita perfino in periodo di guerra.
I media scrissero subito che si trattava di “civili”.

Un portavoce dei Blackwater, Chris Bertelli, ha detto che il gruppo conta 450 uomini in Iraq, la maggior parte dei quali armati con fucili 5,56mm M 4.

Blackwater ha un appalto di 21 milioni di dollari con l’Autorità Provvisoria della Coalizione per garantire la sicurezza dell’amministratore americano Paul Bremer.

Ma ha anche contratti privati, i cui dettagli non sono resi noti, come ad esempio proteggere il convoglio che venne assalito a Fallujah.

“Quasi tutti sono armati” ha detto Bertelli. Molti sono ex della marina militare ed ex ranger dell’esercito.

Nella foto a sinistra si può vedere Blackwaters in addestramento nel Nord Carolina.
Bertelli ha confermato il resoconto di una sparatoria avvenuta il 5 aprile a Najaf, dove commando dei Blackwater combatterono contro uomini della resistenza per ore, sparando migliaia di colpi, per difendere un avamposto dell’Autorità Provvisoria.
I Blackwater hanno impiegato anche elicotteri per rifornire di munizioni i propri commandi.

Ma tra i militari sta sorgendo la domanda di quale effettivamente sia il ruolo di questi “appaltatori di operazioni”.

Queste imprese private sono in effetti una parte integrante dell’operazione (l’occupazione), ma non sono all’interno dell’esercito, e non esistono procedure operative standard che dettino linee-guida o assicurino una stretta collaborazione. Queste imprese militari private ad esempio non hanno accesso né pieno né temporaneo all’intelligence militare o della CIA, o alle operazioni di comunicazione militare, di dispiego di armi, di protezione o di soccorso.

“La mancanza di una adeguata informazione su minacce in atto o su operazioni pianificate è una frattura cruciale” scrive Singer.

Egli riporta una frase di un dirigente secondo cui la mancanza di informazioni significa che gli ‘appaltatori’ “si muovono alla ceca, spesso ignorando i luoghi dove non dovrebbero andare”.

In uno scritto pubblicato il 14 aprile dal Telegraph India si legge che “decine di ex-commando cileni, molti dei quali addestrati durante la nota dittatura di Augusto Pinochet, dittatura appoggiata dal governo americano, sono stati assunti per guardare istallazioni irachene sensibili e per dare sicurezza alle autorità create dal viceré di Washington in Baghdad, Paul Bremer.

Il giornale riporta quello che ha detto Gary Jackson, presidente del Blackwater USA, confermando il reclutamento: “Noi perlustriamo le estremità della terra per trovare professionisti: I commando cileni sono molto, molto professionali e si integrano benissimo con il sistema Blackwater…Che non sono Boy Scout.”

“Un primo gruppo di 60 mercenari cileni sono stati reclutati a Santiago e sono ora a guardia dell’aeroporto di Baghdad. Attirati dagli stipendi che arrivano a 1.000 dollari al giorno, commandi in servizio e forze speciali stanno lasciando l’esercito cileno per lavorare come mercenari in Iraq” afferma il Telegraph India.

Citando notizie apparse sulla stampa cilena, il giornale ha scritto che il Ministro della Difesa cileno, Michelle Bachelet, ha aperto un’inchiesta in seguito alla segnalazione che il Blackwater ha violato la legge cilena in quanto ha fornito, con l’uso di armi, addestramento paramilitare a cittadini cileni per farne mercenari nel suo campo di addestramento nel Nord Carolina.

Fonte: islamonline.net

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