A CURA DI LINO ROSSI
Nella foto, Jacques Benveniste
Riporto parte di un capitolo del libro “AQUA” di Roberto Germano - bibliopolis editore (1) - nel quale si può cogliere, volendolo fare, l'esistenza della “memoria dell'acqua”. Per la spiegazione teorica rimando ad altre parti del libro ed all'opera del Prof. Giuliano Preparata (“Qed Coherence in Matter, “dai quark ai cristalli”, ecc.).
È singolare osservare come gli scalmanati negatori del fenomeno operino in siffatta goffa maniera senza entrare mai nel merito delle questioni. Per loro il metodo galileiano vale solo quando risulta coerente con le loro convinzioni, che spesso coincidono casualmente con quelle di big-pharma. Niente convinzione? Niente fenomeno! Galileo sta calmo.
Segnalo che le prove dell'esistenza della memoria dell'acqua sono innumerevoli e sono riportate nel libro.Precisazione: il fatto che il vostro cane si guarisce assumendo un farmaco omeopatico con CH12 o superiore (senza molecole del principio attivo) non è una prova della memoria dell'acqua; men che meno se vi guarite Voi.
Lino Rossi
L'AFFAIRE
BENVENISTE
L'infausta
sorte dei basofili degranulati
Nel nostro corpo circolano indisturbati alcuni tipi di globuli bianchi, o leucociti che dir si voglia, meno comuni degli altri e che vengono chiamati 'basofili'. I basofili trasportano al loro interno delle piccolissime vescichette, dette granuli. Una delle sostanze contenute in questi granuli è la gloriosa 'istamina', una sostanza vasodilatatrice che tutti gli allergici di questo mondo sanno essere fortemente connessa ai loro starnuti o reazioni allergiche varie. Infatti, ciò che accade quando starnutiamo, o la pelle si arrossa, ad esempio in presenza di polline di parietaria o di una graminacea (cioè una "fonte di allergia" o "allergene"), è che i basofili stanno reagendo alla sollecitazione esterna rilasciando nel circolo sanguigno i loro granuli, cioè stanno "degranulando". A questo punto, a loro volta i granuli rilasciano l'istamina e quindi i capillari della pelle, delle mucose, e dei bronchi subiscono l'azione vasodilatatrice che genera gli effetti allergici che ben conosciamo, e che in termini tecnici viene definita reazione anafilattica. In pratica, se questi benedetti basofili non degranulassero... niente starnuti!! Ed ecco presentato il primo protagonista dell'Affaire Benveniste.
Veniamo ora al co-protagonista: l'anti-IgE. Alcuni medici - forse un po' sadici? - si sono accorti che si può rendere una persona, che di per sé sarebbe niente affatto allergica, comunque sensibile a delle sostanze "allergeniche" utilizzando un anticorpo estratto da capre compiacenti: il cosiddetto antiIgE. L'anti-IgE provoca la degranulazione dei basofili e quindi le reazioni allergiche.
Ora, veniamo
alla pietra dello scandalo, l'articolo apparso sulla famosa rivista
internazionale "Nature", il 30 Giugno 1988:
E. DAVENAS, E. BEAUVAIS, J. AMARA, M. OBERBAUM, B. ROBINZON, A. MIADONNA, A. TEDESCHI, B. POMERANZ, P. FORTNER, P. BELON, J. SAINTE-LAUDY, P. POITEVIN AND J. BENVENISTE
Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE (degranulazione dei basofili umani innescata da antisiero IgE molto diluito)
"Nature",
333, 816-818 (1988)
In questo articolo vengono descritti una serie di esperimenti condotti utilizzando diluizioni omeopatiche del co-protagonista: l'anti-IgE, che malgrado ciò - vale a dire: essendo scomparso dal solvente acqua - induceva comunque in misura statisticamente significativa la degranulazione dei basofili umani in coltura. Da ciò il tormentone di "memoria dell'acqua" con cui è passato alla storia questo celebre quanto controverso risultato sperimentale.
Lo stesso Benveniste si rendeva ben conto che si trattava di qualcosa di veramente eclatante ed "anomalo", infatti fece il seguente esempio: è un po' come se uno buttasse le chiavi della propria macchina nella Senna a Parigi e poi raccogliesse dell'acqua a Le Havre per fare uno stampo delle chiavi con cui riavviare il motore...
A questo
articolo ne fu affiancato un altro, anonimo (ma, scritto probabilmente
dal Direttore di "Nature", cioè John Maddox), dal titolo
"Quando credere all'incredibile", in cui si evidenziava l'inspiegabilità
teorica dei fenomeni descritti, e si invitavano i lettori a sospendere
il giudizio fino a ulteriori controlli:
When to
believe the unbelievable, "Nature", 333, 787 (1988)
L'omeopatia
aveva dunque trovato la sua "validazione" grazie ad un esperimento
di immunologia di base effettuato da uno dei più stimati ricercatori
del campo, il professor Jacques Benveniste?
A me gli
occhi, please!
Gli ulteriori controlli non tardarono a farsi attendere e si sostanziarono nella visita, lunga una settimana, al laboratorio di Benveniste di tre ospiti ben assortiti: un famoso illusionista ed ipnotizzatore statunitense, James Randi (membro attivissimo dello CSICOP, Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal, lo zio d'america dell'italiano CICAP, per intenderci), il direttore di "Nature", John Maddox, ed il sedicente "acchiappa-frodi" Walter Stewart.
Ebbene, cosa accadde alle pluriennali ricerche di Benveniste, riprodotte in laboratori italiani, israeliani, e canadesi, da ricercatori di valore internazionale che firmavano lo "scandaloso" articolo, durante tali "magici" e "ipnotici" "controlli", effettuati da tre persone e durati una settimana, descritti da Benveniste come uno "spettacolo da circo"?
Ovviamente, l'attitudine dei tre era di scovare il trucco, la frode, l'imbroglio, dovunque esso fosse, e in ogni caso essi erano ben certi della fallacia dei risultati pubblicati da Benveniste.
I risultati
della "verifica" dei tre, furono prontamente pubblicati su
"Nature" il 28 Luglio 1988 (rapidissimamente, cioè soltanto
28 giorni dopo la pubblicazione di Benveniste, quindi dobbiamo supporre,
senza alcun "referaggio" internazionale!!!):
J. MADDOX, j. RANDI AND W. W. STEWART,
`High dilution' experiments a delusion, (esperimenti con "alte diluizioni": una delusione)
"Nature",
334, 287-290 (1988)
Nella sua replica su "Nature", Benveniste li accusò di "caccia alle streghe" e di "maccartismo". Ed in effetti, ci chiediamo: questi "risultati" dei nostri tre elementi sono stati riprodotti da qualche scienziato? E quali scienziati avevano fatto da referee al loro articolo? Si tratta di domande retoriche, anche perché l'articolo, malgrado il titolo ben netto, parlava sì di "pseudoscienza", ma non chiariva il mistero della memoria dell'acqua, né accusava alcuno di alcunché!! Per cogliere l'attitudine dei tre non basta leggere l'articolo, ma bisogna interpretarne le intenzioni: si dichiaravano ben sicuri della buona fede di Benveniste (quale magnanimità!), però riferendosi alla coautrice Davenas, ringraziandola per i conteggi, insinuavano che non fosse in buona fede, cosa che poi Randi ha in effetti dichiarato esplicitamente anche se soltanto privatamente; si concludeva poi che c'erano stati degli errori di campionatura statistica.
Torniamo al "controllo" effettuato nel laboratorio di Benveniste. Dopo i primi giorni in cui i nostri tre investigatori non riuscivano a trovare nulla di sospetto nelle procedure del gruppo di Benveniste, ciò che Randi racconta di avere infine fatto per scovare il truffatore è questo: registrando tutto con una telecamera, le soluzioni furono etichettate in laboratorio, poi furono portate in una stanza senza finestre e lì le etichette vennero sostituite, la corrispondenza tra le vecchie e le nuove etichette venne trascritta su un foglio di carta, poi piegato all'interno di un foglio di alluminio, e imbustato e sigillato con uno speciale adesivo per rilevare le impronte digitali, la busta fu attaccata sul soffitto del laboratorio e Randi "segnò" una scala per vedere se qualcuno l'avrebbe utilizzata per raggiungere la busta con la decodifica. Vennero restituite, dunque, le provette per continuare l'esperimento e poi tutti andarono a cena. Il giorno dopo si fece il conteggio dei risultati, che risultarono tutti negativi. Mentre Randi osservò che la scala risultava spostata e che qualcuno aveva provato ad aprire la lettera con una matita, senza riuscirci. Il tutto viene considerato "avvalorato" dal fatto che le ricerche erano finanziate da aziende di farmaci omeopatici!! Sappiamo che non è neanche il caso di ricordare che se si annullassero tutte le ricerche mediche perché finanziate da case farmaceutiche, ben poche ricerche sopravviverebbero!
Va detto, poi,
che l'illusionista James Randi, ancora una volta privatamente (ma non
troppo, visto che era ad un convegno nazionale del CICAP) ha ammesso
con vanto di aver usato l'ipnosi durante le sue "verifiche"
nel laboratorio di Benveniste.
Il fenomeno
esiste...
Dopo tutto
il polverone che si era sollevato e l'enorme discredito che era stato
gettato sulla "memoria dell'acqua", il direttore dell'INSERM,
Philippe Lazare, licenziò la Davenas; e stava quasi per fare altrettanto
con Benveniste; ma, invece, preferì saggiamente attendere i risultati
di ulteriori esperimenti ripetuti il cui controllo aveva egli stesso
affidato all'esperto statistico, prof. Alfred Spira, direttore dell'unità
292 delI'INSERM. Nel Gennaio 1990, al termine degli esperimenti da lui
supervisionati, il prof. Spira si è così espresso:
«II fenomeno
esiste, gli esperimenti hanno dato risultati positivi e tuttavia, benché
sia stata seguita una metodologia corretta, i risultati appaiono strani
dal punto di vista statistico. È un fatto che non riesco a capire né
a spiegarmi».
Ben 9 anni
più tardi, uno studio effettuato in parallelo in 4 laboratori indipendenti
sparsi per l'Europa (Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda) - mentre
il coordinamento, la codificazione, la randomizzazione e l'elaborazione
statistica è stata effettuata da un gruppo di ricerca in Belgio - sembra
segnare l'inizio della "riscossa" di Jacques Benveniste:
P. BELON, J. CUMPS, P. F. MANNAIONI, J. STE-LAUDY, M. ROBERFROID, F. A. C. WIEGANT
Inhibition of human basophil degranulation by successive bistamine dilutions: results of a European multi-centre trial (inibizione della degranulazione dei basofili umani tramite successive diluizioni di istamina: risultati di un test europeo multicentrico).
"Inflammation
Research", 48, supplement 1: S17-18 (1999).
I dati validi da analizzare ammontano a 772; la degranulazione media del gruppo di controllo è del 48.8%, mentre nel caso delle diluizioni elevate (omeopatiche) è del 41.8%, con la probabilità che ciò accada per puro caso che è minore di 1 su diecimila!
Eppur degranula! Bisogna ripetere col prof. Spira che il fenomeno, dunque, esiste.
L'Affaire Benveniste sembra così cominciare a giungere ad un lieto fine per Benveniste e per la scienza. Peccato che nel frattempo Benveniste sia morto.
Bisogna, però,
sicuramente dare onore al merito a chi, non facendosi ingannare dalle
apparenze, ha proseguito a sperimentare seriamente, infischiandosene
della tendenza a ridicolizzare interamente queste ricerche.
Lino Rossi
www.comedonchisciotte.org
12.08.2008
lino-rossi 19 agosto 2008
se mi prometti che leggi AQUA, "dai quark ai cristalli" e "QED coherence in matter" ti prometto che mi calmo e che la prossima volta sarò più disponibile a passare sopra a qualche atto conformistico. attento che interrogo.