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LA LEGGE MARZIALE DI BUSH PER IL 2007

DI KURT NIMMO
Another Day in the Empire

Il 17 Ottobre, nel silenzio generale, il decisore unico ha firmato l’H.R.5122, o meglio il John Warner Defense Authorizaction Act del 2007. “La legge fornisce 426.8 miliardi di dollari per il budget del dipartimento. I rappresentanti di Senato e Camera hanno aggiunto alla legge il budget supplementare per la difesa di 70 miliardi di dollari, così in totale la legge stanzia 532,8 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2007,” spiega Jim Garamone dell’American Forces Press Service.

Secondo un comunicato stampa dell’ufficio del Senatore Patrick Leahy, tuttavia, il decreto fa un “passo notevole verso l’indebolimento dell’autorità statale sulle sue unità della Guardia Nazionale, secondo i leader del congresso che stanno portando avanti la battaglia per dare più potere alla Guardia [Nazionale].” Leahey ed il Senatore Kit Bond, un Repubblicano del Montana, “hanno dichiarato che l’accordo raggiunto durante la conferenza si crede includa una clausola che renderà più semplice al Presidente dichiarare la legge marziale, togliendo ai governatori degli stati parte della loro autorità sulle unità della Guardia Nazionale in caso di emergenza interna. L’Associazione Nazionale dei Governatori e leader chiave sia della Camera che del Senato si oppongono alla clausola.”Frank Morales, un prete episcopale ed attivista di New York, scrive che il John Warner Defense Authorization Act del 2007 in realtà favorisce l’instaurazione della legge marziale “revisionando l’Insurrection Act, una serie di leggi che limita la capacità del Presidente di dispiegare truppe entro i confini degli Stati Uniti. L’Insurrection Act (10 U.S.C.331 -335) ha storicamente, insieme al Posse Comitatus Act (18 U.S.C.1385), aiutato a rafforzare rigide restrizioni su quanto l’esercito possa far rispettare l’ordine entro i confini nazionali. Con un fugace colpo di penna, Bush sta cercando di annullare quelle restrizioni.”

Nel dopo l’uragano Katrina, Bush chiese alla Governatrice della Louisiana Kathleen Babineaux Blanco di cedergli il comando sulle truppe della Guardia Nazionale inviate nella zona. “Bush voleva invocare l’Insurrection Act, che lo avrebbe messo in grado di prendere il controllo su tutte le forze armate dispiegate, incluse quelle della Guardia Nazionale della Louisiana. Ma ai termini di legge, doveva avere l’approvazione dell’assemblea legislativa o del Governatore dello Stato. L’assemblea non era in sessione e Blanco rifiutò,” racconta Deirdre Griswold. L’11 Settembre 2005, faceva notare Griswold citando il Los Angeles Times, “Bush non aveva ancora invocato l’Insurrection Act, ma la sua amministrazione stava ancora discutendo su come rendere più facile al governo federale scavalcare le autorità locali in futuro.”

Fare pressione su Blanco fu considerata una questione sensibile a livello politico. “Potete immaginare come sarebbe stato percepito se un Presidente degli Stati Uniti di un certo partito abbia preventivamente sottratto il comando delle forze armate alla Governatrice donna di un altro partito, a meno che il livello di sicurezza imponesse oltre ogni ragionevole dubbio che lei non era in grado di esercitare in maniera effettiva la sua autorità, rendendo dunque inevitabile il non dover rispettare le leggi?” dichiarò sotto anonimato al New York Times l’8 Settembre 2005 un alto ufficiale dell’amministrazione. Blanco “respinse una più modesta proposta di una struttura di comandi ibrida in cui sia la Guardia Nazionale che le truppe in servizio sarebbero state sotto il comando di un generale a tre stelle – ma solo dopo che questi avesse prestato giuramento alla Guardia Nazionale del Texas,” aggiunse il New York Times.

Il Martial Law Act del 2007 firmato da Bush modifica l’Insurrection Act e indebolisce ulteriormente il Posse Comitatus Act. “La Sezione 1076 del massiccio Authorization Act, che stacca un altro assegno da 500 miliardi di dollari al Pentagono per le sue avventure raccomandate da cattivi consiglieri, intitolata “Uso delle Forze Armate nelle Maggiori Emergenze Pubbliche,” spiega Morales. “La Sezione 333, ‘maggiori emergenze pubbliche, interposizione nella legge Statale e Federale’ afferma che ‘Il Presidente può dispiegare le forze armate, inclusa la Guardia Nazionale in servizio Federale, per ripristinare l’ordine pubblico e far rispettare la legge degli Stati Uniti quando, come in caso di un disastro naturale, epidemia o di un’altra seria emergenza sanitaria pubblica, in caso di attacco o incidente terrroristico, o qualsiasi altra condizione in ogni Stato o possedimento degli Stati Uniti, il Presidente determini che la violenza interna è arrivata ad un livello tale che le autorità costituite dello Stato o dei suoi possedimenti non sono capaci (o “rifiutano” o “falliscono”) di mantenere l’ordine pubblico, allo scopo di sopprimere, in qualasiasi Stato, ogni tipo di insurrezione, violenza interna, associazione fuorilegge, o cospirazione.’”

“ Per il Presidente in carica, ‘far rispettare le leggi per ripristinare l’ordine pubblico’ significa comandare le guardie di ogni stato, indipendentemente dalle obiezioni dei governi locali, delle entità dell’esercito e della polizia locale; mandarle in un altro stato; chiamarle alle armi come tutori della legge; e dar loro mano libera contro la popolazione ‘in tumulto’ – contro le proteste, ad esempio, o contro quelli che si sottraggono a vaccinazione forzata e quarantena in caso di attacco terroristico batteriologico.

La legge favorisce anche le retate della polizia e la detenzione degli agitatori, i cosiddetti ‘stranieri illegali,’ ‘potenziali terroristi’ e altri ‘indesiderabili’ che finirebbero imprigionati nelle strutture già appaltate alla Halliburton e che sono tuttora in costruzione. E’ così. Sotto la copertura di una strombazzata ’emergenza immigrazione’ e la frenetica militarizzazione del confine meridionale, stanno venendo costruiti campi di internamento proprio sotto il nostro naso, campi ideati per chiunque resista all’agenda interna ed estera dell’amministrazione Bush. ”

Nel lontano Gennaio, il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito assegnò alla sussidiaria della Halliburton, la Kellog Brown & Root, un contratto da 385 milioni di dollari per costruire campi di detenzione presso locazioni segrete negli Stati Uniti. Come di consueto, il New York Times ha omesso o fatto finta di non vedere l’importanza di questi sviluppi, caratterizzandoli piuttosto come uno spreco dei soldi dei contribuenti. Peter Dale Scott, tuttavia, ha centrato perfettamente il punto. “Per quelli che seguono le operazioni segrete del governo all’estero ed all’interno, il contratto ha evocato inquietanti ricordi della controversa “esercitazione di prontezza” Rex 84 di Oliver North del 1984. Questa richiese alla FEMA di imprigionare dopo apposite retate 400,000 “rifugiati” immaginari, nel contesto di “movimenti della popolazione fuori controllo” lungo il confine dal Messico dentro gli Stati Uniti. Le attività di North sollevarono preoccupazioni per le libertà civili sia nel Congresso che al Dipartimento di Giustizia. Quelle preoccupazioni persistono.”

Come nota Scott, i piani per i centri di detenzione non sono niente di nuovo, ed indubbiamente “hanno una lunga storia, che parte dalle paure nel 1970 di rivolte nazionali ad opera dei militanti neri. Come Alonzo Chardy riportò nel Miami Herald il 5 Luglio 1987, un ordine esecutivo per la continuità di governo (COG) era stato abbozzato nel 1982 dal capo della FEMA Luois Giuffrida. L’ordine richiedeva “la sospensione della Costituzione” e “la dichiarazione della legge marziale.” Le parti nel piano relative alla legge marziale erano spiegate in un memo del Vice di Giuffrida, John Brinkerhoff.”

Brinkerhoff dichiarò alla PBS: “Gli Stati Uniti stessi sono ora per la prima volta dalla guerra del 1812 un teatro di guerra. Questo significa che dovremmo applicare, secondo me, lo stesso genere di struttura di comando negli Stati Uniti che applichiamo negli altri teatri di guerra.”

Giuffrida fu il primo direttore della FEMA dell’Amministrazione Reagan dal 1981 al 1985 e fu il direttore, quando Reagan era governatore, del California Training Institute, una scuola della Guardia Nazionale. Nel “1970 aveva scritto uno studio per l’Army War College in cui raccomandava la legge marziale in caso di rivolta nazionale dei militanti neri. Tra le sue idee c’erano “assemblare centri o campi di ricollocamento” per almeno 21 milioni di ‘Negri Americani,’” scrive Sam Smith. “Durante il 1968 ed il 1972, Reagan ordinò una serie di giochi di guerra in California chiamati Cable Splicer, che coinvolgevano la Guardia Nazionale, la polizia statale e locale, e la Sesta Brigata dell’esercito. I dettagli dell’operazione furono riportati in un articolo del 1975 scritto da Ron Ridenour per il New Times, un giornale indipendente dell’Arizona, e in seguito rievocati da Dave Lindorff nel Village Voice… Cable Spicer, venne fuori, era un esercizio di preparazione per la legge marziale. L’uomo in carica non era altri che Edwin Meese, l’allora segretario esecutivo di Reagan. Ad un certo momento, Meese disse ai combattenti di Cable Spicer: “Questa è un’operazione, un’esercitazione, un obiettivo che guarda avanti perchè nel lungo periodo… è il solo strumento che potrà prevalere [contro i manifestanti anti-guerra.]”

In risposta all’emanazione dell’Executive Order 11490 di Richard Nixon del 30 Ottobre 1969, “ Assigning Emergency Preparedness Functions to Federal Departments and Agencies,” che consolidava qualcosa come 21 ordini esecutivi operativi e due ordini di mobilitazione difensiva emanati tra il 1951 ed il 1966 su una serie di questioni relative alla prontezza in caso di emergenze, Howard J. Ruff notò: ”La sola cosa che si interpone tra noi ed una dittatura è la positiva figura del Presidente e la mancanza di una crisi abbastanza seria e che la gente deve ancora affrontare” (si veda Diana Reynolds, Civil Security Planning.)

Non solamente è scontato quanto sia in contrasto la figura di Bush con quella di un “presidente positivo”, ma egli si considera anche unico decisore col potere di ignorare oltre 750 leggi. “Tra le leggi che Bush ha dichiarato di poter ignorare ci sono regole e codici militari, programmi contro le discriminazioni, gli obblighi che il Congresso debba essere informato dei problemi relativi all’immigrazione, la protezione dei ‘denuncianti civici’ per gli ufficiali addetti al controllo nucleare, , e la salvaguardia contro interferenze politiche nella ricerca finanziata dal governo federale,” riportò il Boston Globe in Aprile.

“Dall’inizio della Repubblica fino al 2000, i Presidenti hanno prodotto “signing statements” [una dichiarazione che il presidente rilascia al momento di sottoscrivere una legge approvata dal Congresso e con cui prende le distanze dalla legge con una propria “interpretazione”] che contenevano meno di 600 contestazioni alle leggi approvate. Secondo i recenti aggiornamenti, dopo una legislatura e mezza, il Presidente George W.Bush (Bush II) ne ha sollevate più di 800,” spiega l’American Bar Association Task Force on Presidential Signing Statements and the Separation of Powers Doctrine.

“E’ diventato chiaro nei recenti mesi che una massa critica degli Americani hanno visto oltre le bugie dell’amministrazione Bush, col gradimento secondo i sondaggi al minimo storico, crescente opposizione alla guerra in Iraq, e i Democratici in vantaggio per riprendersi il Congresso nelle elezioni di medio termine, l’Amministrazione Bush è alle corde,” conclude Morales. “E così è particolarmente preoccupante che il Presidente Bush ha creduto opportuno, a questo punto, di dichiararsi dittatore.”

Kurt Nimmo
Fonte: http://kurtnimmo.com/
Link: http://kurtnimmo.com/?p=631
28.10.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da GOLDSTEIN

Pubblicato da Das schloss