DI VALENTIN KATASONOV
Strategic Culture
Da come si stanno evolvendo le cose in Ucraina, sono sempre più forti le voci che, in occidente, chiedono di imporre sanzioni contro la Russia. Voci che si sono unite, come in un coro, dopo che il Consiglio della Federazione russa ha approvato all'unanimità, il 1° marzo, un disegno di legge che concede poteri speciali al Presidente che può usare le forze armate russe in Ucraina per prevenire azioni di banditismo e per proteggere la popolazione russa che vive in una nazione fraterna.
Il 2 marzo il Segretario di Stato americano John Kerry ha condannato la Russia «per un incredibile atto di aggressione» in Ucraina e ha minacciato Mosca di un isolamento internazionale.
Il 3 marzo le agenzie di informazione hanno riferito che sette tra gli stati occidentali più importanti (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti) che avevano sospeso i preparativi per il vertice del G8 che si terrà a Sochi (con la presidenza russa nel 2014). Il G7 ha dichiarato di appoggiare l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina e di anche apprezzare i suoi rinnovati contatti con il Fondo Monetario Internazionale. Poi seguono le minacce. Le sanzioni economiche sono lo strumento più utilizzato dall'Occidente per esercitare pressioni sugli Stati che vogliono portare avanti una politica autonoma, o almeno, che provano a portarla avanti. Come dimostrano alcune stime, i paesi o i territori, dove vive la metà dell'umanità, sono stati colpiti da sanzioni imposte dall'Occidente.
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*** Nell'autunno del 2013, la situazione in Siria era particolarmente tesa con la Russia che appoggiava risolutamente il governo di quel paese. Venne fuori una lettera di alcuni senatori USA che invitavano l'amministrazione a imporre sanzioni contro le più grandi banche russe che avevano collaborato con le autorità siriane. In realtà si trattava di una chiamata diretta per dichiarare una guerra economica contro la Federazione russa. Poi tutto è rimasto nell'aria. Dei politici seri si renderebbero conto che le sanzioni economiche hanno due lame, possono colpire la parte che si vuol punire, ma possono anche provocare una reazione contro chi ha cominciato. Gli storici occidentali hanno studiato un modello che dovrebbe insegnare qualcosa: «le conquiste della politica di industrializzazione avvenuta sotto Stalin negli anni '30 possono essere in gran parte spiegate dal fatto che l'Occidente impose costantemente dei blocchi al commercio e al credito contro l'Unione Sovietica. Come risultato, l'URSS creò un proprio potenziale economico che le permise di vincere la seconda guerra mondiale.» Un altro esempio di contraccolpo, provocato dalle sanzioni, è l'Iran. Washington esercitò forti pressioni su questo paese dal 1979 congelando le sue riserve valutarie nelle banche occidentali, vietando alle banche USA di lavorare con l'Iran, sospendendo le forniture di prodotti industriali, degli impianti tecnologici e dei beni di consumo, tra cui anche i prodotti alimentari e i medicinali. Washington spinse anche i suoi alleati europei a rifiutare le importazioni di petrolio dall'Iran. L'Iran per questo ha vissuto tempi duri, ma comunque resiste da 35 anni e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Washington è preoccupata: l'Iran è riuscito a fare a meno dei suoi dollari e ad aggirare le sanzioni occidentali offrendo i suoi prodotti con un sistema di baratto e usando valute nazionali dei partner commerciali (yuan, rublo e rupia), ma anche pagando in oro. L'Iran commercia con i cosiddetti "cavalieri neri" - piccole imprese che operano in diversi paesi e agiscono da intermediari senza nessuna paura della prospettiva di sanzioni. La Russia non è l'Iran. Ha tutto quello che può servire per costruire un'economia forte, una difesa affidabile e per soddisfare le esigenze della sua popolazione. Il boicottaggio del G8? In realtà la Russia non è mai stata un membro a pieno titolo del club degli eletti. Tutti i problemi seri sono sempre stati discussi prima, nel quadro del G7, mentre la Russia sedeva fuori dalla porta. Il fatto che l'Occidente possa tornare dal formato G8 al modello G7, come era prima, non farebbe altro che aiutare la Russia a sbarazzarsi di qualsiasi illusione. Le sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? La Russia ha un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza e spesso siede a fianco di un altro membro con diritto di veto - la Cina. Questi due stati sono in grado di bloccare ogni decisione presentata dai membri del Consiglio di Sicurezza Occidentale. Probabilmente, il congelamento (o anche solo una minaccia di congelamento) sui conti esteri degli oligarchi russi sarebbe l'unica sanzione efficace contro la Russia. E farebbe veramente male. Recentemente è girata anche una voce su minacce di congelamento dei conti all'estero della oligarchia ucraina. A gennaio l'Assistente Segretario USA, Victoria Nuland, ha fatto uno shampo all' oligarca ucraino Rinat Akhmetov, proprio a Kiev. La Nuland voleva che fossero prese misure concrete per riportare la legge e l'ordine nel paese. O, per rendere meglio, per portare il disordine nel paese. La lavata di capo ha funzionato e ci sono prove in abbondanza che gli oligarchi ucraini abbiano tirato fuori i fondi che servivano per fare le manifestazioni a Maidan. Ma la loro missione non è ancora finita, adesso devono fare in modo che il consenso che si sono guadagnati a Maidan si diffonda in tutta l'Ucraina. Molti di loro non solo mettono i soldi per rafforzare il nuovo regime, ma occupano anche dei posti nei banchi di governo. Che farebbe l'aristocrazia russa "off-shore" se si trovasse nelle stesse circostanze? Allora, quali sono le conclusioni?
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Valentin Katasonov
Fonte: http://www.strategic-culture.org Link: http://www.strategic-culture.org/news/2014/03/06/ukraine-and-economic-sanctions-against-russia.html 6.03.2014
Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte ComeDonChisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque.Primario |
alberto_his 10 marzo 2014
In caso di sanzioni ci rimetterebbero maggiormente UE e gli oligarchi; niente GAS in Europa, contratti di fornitura e conti correnti bloccati alla Russia. Gli USA richiano poco o nulla. In poche parole si indebolirebbero UE e Russia minando inoltre l'interscambio tra le due entità: bel risultato per chi vuole imporre la leadership assoluta per distacco. La sensazione è che il piano abbia subito un'importante accelerata se si va addirittura a infastidire l'orso russo sulla porta di casa. Ce la farà la parte sana dell'Europa a fermare questo gioco insensato? Lecito dubitarne: i maggiordomi delle grandi famiglie finanziare occupano posti chiave su entrambe le sponde dell'Atlantico.