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ITALIA KAPUTT !

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

Non siamo ancora tornati nel devastato ’43 dell’armistizio di Cassibile, ma potrebbe non mancare molto, se è vero che quanto consumi e spesa alimentare, come ci hanno avvertito i media di recente, siamo ripiombati indietro di trenta anni buoni, rituffandoci negli ottanta.
Salari e stipendi sono fra i più bassi d’Europa, il lavoro regolare è un mito, tanto che potrebbe diventare il premio più ambito per chi vince il Grande Fratello o qualche altro concorso televisivo drogato.
I precari non ancora espulsi non saranno stabilizzati, ma in compenso si precarizzerano integralmente gli stabilizzati, e gli occupati nel sommerso parrebbe che sono diventati sei milioni.Si moltiplicano i suicidi di coloro che sono oppressi dagli usurai di sistema, Equitalia, Agenzia delle entrate, ed è così che si conduce concretamente la lotta all’evasione … nel silenzio assoluto di Monti e Napolitano, di tutti i politici e tecnico-politici, perché, come si sa, “chi tace acconsente”.
Tutt’al più, si discute del cosiddetto fallimento individuale, o meglio la bancarotta individuale, quella dei “privati”, della gente comune che non conta che sconta pignoramenti e morte civile, con la possibilità furbescamente concessa di rateizzare le estorsioni che deve subire chi non ce la fa più a pagare.

Niente cancellazioni di debiti, e sembra che si tratti di “last chance non mercy”, architettato per tenere il debitore ancora sulla corda, presentargli l’alternativa fra liquidare il debito subito o rateizzarlo, senza escluderlo per sempre dal fondamentale “diritto al consumo”.
Per questo c’è un disegno di legge governativo in materia.
Il progetto globalista di distruzione della struttura produttiva del paese per la sua definitiva marginalizzazione nell’economia mondiale è realizzato da Monti – Napolitano senza incontrare ostacoli di rilievo, e se qualche sub-tributario politico o sindacale si permette di fare qualche bizza, avanza qualche critica destinata puntualmente a rientrare, in merito alla “riforma” del mercato del lavoro non ancora approvata formalmente, per non rischiare interruzioni nella demolizione del paese, i Mercati & Investitori aprono il fuoco contro l’Italia e si rialza minacciosamente lo spread con il bund, seminando allarme, paura e sconforto.

Un ministro di Monti, un ominicchio prezzolato e incaricato come i suoi colleghi di tagliare teste, tale Passera, avverte candidamente che la crisi continuerà per tutto il 2012, e Monti, dall’estero, mentre cerca di svendere l’Italia, o ciò che ne rimane al capo globalista cinese Hu Jintao, da Seul e da Tokyo, quale supremo tagliatore di teste nazionale minaccia e terrorizza volutamente gli italiani.

Il governo dell’occupatore finge di volersi occuparsi del problema del credit-crunch, che strangola attività produttive e famiglie, mentre invece è proprio la contrazione del credito, la chiusura dei rubinetti dai quali affluiscono i soldi, uno strumento importante per “ridimensionare” l’Italia e far evaporare le sue potenzialità produttive.

Dittatura indiretta globalista, nata dall’attuale “stato di eccezione liberalmocratico”, e i sondaggi d’opinione mutuati dal marketing in luogo delle elezioni politiche caratterizzano questo drammatico passaggio storico, e il Mario Monti non eletto è come un Caronte, anglofilo ed anglofono, che traghetta il paese nell’Ade attraversando uno Stige di lacrime e sangue.

Pietro Ancona ha scritto un bellissimo post, la scorsa settimana, dedicato alla Cattiveria al Potere, in cui avverte che i sadici e gli assassini (espressioni mie e non sue, beninteso) sono saldamente al potere, in Italia, e non si preoccupano minimamente della strage che stanno provocando, tacciono ignorando la cosa, non hanno una sola parola di cordoglio, sia pur ipocrita e formale, per gli assassinati dal fisco e dalla riscossione implacabile dei tributi.

Marco Della Luna, con un’interessante analisi della situazione italiana dal taglio un po’ tecnico, in cui segnala evidenti convergenze fra la strategia recessiva di Monti e la strategia autolesionistica di molte banche e industrie, ci avverte che l’Esodo è bello: scappare via, emigrare: cercare rifugio altrove è l’unica soluzione possibile per salvarsi, naturalmente per coloro che possono permettersi di farlo.
Paolo Barnard, assunto definitivamente un taglio da predicatore, trasformatosi in un Girolamo Savonarola contemporaneo, continua ad incaponirsi nel voler “spiegare l’economia agli italiani” (MMT, Keynes, consumi da sostenere, moneta da rinazionalizzare, debito pubblico positivamente inteso, eccetera) attribuendo all’economia spiegata agli italiani una funzione salvifica, e la sua opera sarà pure meritoria (anzi, lo è), ma purtroppo otterrà scarsi frutti, perché l’orizzonte di massa sta diventando, sempre di più, quello della sopravvivenza quotidiana, e ci saranno sempre meno tempo e risorse intellettuali a disposizione per riflettere, studiare, capire.

Marco Cedolin, con Fabio Polese, ha scritto Ci stanno suicidando, mettendo bene in rilievo che le politiche “di austerità” montiane spingono al suicidio, e che è in corso una pesante demolizione di tutti i rapporti sociali non basati sull’economia.

Altri hanno scritto, e fra questi anch’io.

Ci sono in rete innumerevoli post, articoli, analisi, saggi che testimoniano una volta di più una sola cosa: comprendere non significa cambiare.

Sabato trentun marzo, come risposta a questa situazione, i soliti antagonisti da operetta molto indignati, che contano quanto il due di coppe a briscola, quando escono spade, hanno indetto l’ennesima manifestazione, diretta contro la speculazione, contro la grande finanza internazionale e, naturalmente, contro le solite banche che non possono simbolicamente mancare, in simili occasioni.

“Occupy Piazza Affari” era il loro slogan, se ben ricordo, ma sappiamo bene che la borsa di Milano era, è e resterà piccola, provinciale, asfittica, poco importante, simbolo della minorità dell’Italia nel contesto internazionale, come sappiamo altrettanto bene che l’“occupazione” di Wall Street, cuore finanziario occidentale con Londra, con annesso campeggio degli indignati americani a Manhattan, non ha portato alcun frutto, non ha lasciato alcun segno visibile.

A Milano si è verificato qualche incidente trascurabile, ed i manifestanti hanno simbolicamente murato l’ingresso della filiale della BNL di corso di Porta romana.

L’apparato massmediatico di sistema, molto efficiente nella sua opera di sistematica disinformazione e “distrazione” di massa, pur diffondendo qualche notizia in merito, non ha certo enfatizzato la cosa oltremisura.
Il potere non si spaventa per questo, non si sente in pericolo, e sembra che ghigni: “ordinaria amministrazione, lasciamo sfogare che tanto non hanno capito il nostro gioco e non sanno come difendersi, ammesso che lo vogliano fare.”

Se questo è almeno parzialmente il quadro della situazione, possiamo ben dire, parafrasando lo scrittore Sven Hassel che narrava con crudezza storie della seconda guerra mondiale, non Germania Kaputt, perché non è ancora venuto il momento della Germania, ma Italia Kaputt!, perché il momento, per l’Italia, è arrivato.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/04/02/italia-kaputt-di-eugenio-orso.html
2.04.2012

Pubblicato da Davide

  • LAZZARETTI

    Credo che l’unica trovata degna di nota di questi ultimi tempi, sia stata la creazione della MMT in Italia.
    Al di la’ dei contenuti della proposta, la vera arma geniale consiste nella creazione della figura dell’attivista.
    In una fase storica in cui la politica e’ stata distrutta dai politici, quale credibilta’ puo’ avere il comizio
    mediatico e di piazza?Trovo invece, che la figura dell’attivista, possa far presa sulla gente comune,
    piu’ del politico che si presentera’ con promesse che non manterra’.
    Con la figura dell’attivista e’ l’idea il centro di tutto.Se vincera’ l’idea, il politico passera’ in secondo piano,
    e dovra’ adattarsi ad essa.

  • Giancarlo54

    Concordo con il post di LAZZARETTI, la MMT, che sto ancora studiando, mi sembra l’unica proposta seria fatta contro questo sistema. Il pensiero keynesiano evolutosi nella MMT odierna, mi sembra l’unico che può mettere in difficoltà i nostri nemici. Mi sembra che Orso sia ingeneroso verso Barnard. Concordo con lui sulla inutilità pratica delle manifestazioni come quella di Sabato, però, come ho già ripetuto più di una volta, da qualche parte si dovrà pur cominciare.
    PS: certamente che quel faccione di Marx, che più che far paura ai tecnocrati, fa ridere; ci sarebbe voluta invece la faccia di Keynes, quello si che terrorizzerebbe Monti & Co.

  • ws

    il problema , non e’ avere una buona ” teoria”, ne tantomeno “evangelizzare” a questa il ” poppolo” , il problema e’ avere la forza per contrastare con EFFICACIA i meccanismi che ci stanno stritolando.

    E in questo senso l’ articolo e’ ( purtroppo ) completamente condivisibile: “italia kaputt” 🙁

  • Giancarlo54

    Certo bisogna avere la forza, però la forza va anche costruita, lasciando perdere il popolo che, al limite deve essere considerato solamente come forza bruta da trascinare, le avanguardie (tutte da inventare) che devono trascinare la forza bruta dovrebbero, quantomeno, sapere di che cosa si sta parlando e se mi permetti, quando ho visto il “faccione di Marx”, non sapevo se ridere o se piangere.

  • Giovina

    Vorrei mettere a confronto due brani di questo bell’articolo di Eugenio Orso.

    “Paolo Barnard, assunto definitivamente un taglio da predicatore, trasformatosi in un Girolamo Savonarola contemporaneo, continua ad incaponirsi nel voler “spiegare l’economia agli italiani” (MMT, Keynes, consumi da sostenere, moneta da rinazionalizzare, debito pubblico positivamente inteso, eccetera) attribuendo all’economia spiegata agli italiani una funzione salvifica, e la sua opera sarà pure meritoria (anzi, lo è), ma purtroppo otterrà scarsi frutti, perché l’orizzonte di massa sta diventando, sempre di più, quello della sopravvivenza quotidiana, e ci saranno sempre meno tempo e risorse intellettuali a disposizione per riflettere, studiare, capire.”

    “Altri hanno scritto, e fra questi anch’io.

    Ci sono in rete innumerevoli post, articoli, analisi, saggi che testimoniano una volta di più una sola cosa: comprendere non significa cambiare.”

    Quel che vorrei capire e’ la contraddizione che io colgo in questi due differenti gruppi di frasi. Se nel primo si attribuisce al tempo e alle risorse intellettuali, quando le si hanno, la potenzialita’ di riflettere, studiare, capire…come mai poi nel secondo si asserisce che comprendere non significa cambiare?

    Sono comunque d’accordo con la prima sua asserzione. E se ne deve evincere che, insieme alla soluzione potenzialmente disponibile, deve essere essenziale e implicita la garanzia alla cultura per tutti. Quindi, le energie che spendiamo per fare i Savanorala, con tutto il rispetto per il signor Barbard, io dico che invece di usarle per inculcare nella mente determinati concetti economici, sarebbe bene che si spendano prima per sviluppare, garantire il diritto a tutti di una libera cultura, dove le capacita’ e le potenzialita’ di comprensione possono essere liberamente educate e sviluppate. Le giuste Idee sono realta’ concrete, esistono, ma hanno bisogno di terreno curato e fertile, altrimenti rimarranno nel loro mondo, incomprensibili, irraggiungibili.
    La liberta’ di poter godere e attingere al mondo delle idee deve essere possibile attraverso l’applicazione della uguaglianza, ossia possibilita’ di tutti: cio’ che ne puo’ derivare come azione e conseguenza logica e’ la fraternita’, ossia una giusta attivita’ economica volta alla soddisfazione di tutti, senza disfunzioni strutturali (che i puri economisti si ostinano ciecamente a considerare dei semplici effetti collaterali da curare con ennesimi tentativi della stessa malata economia).

    Orso poi cita:

    “Marco Cedolin, con Fabio Polese, ha scritto Ci stanno suicidando, mettendo bene in rilievo che le politiche “di austerità” montiane spingono al suicidio, e che è in corso una pesante demolizione di tutti i rapporti sociali non basati sull’economia.”

    La frase non mi e’ chiara nel suo significato e messaggio. Forse si vuole intendere che la politica, lo stato, tecnico che sia, si cura solo del profitto economico, che sia cioe’ quest’ultimo garantito e perpetuato, senza curarsi della sofferenza dell’uomo al di fuori del suo ambito lavorativo, problema che forse si autosanera’ nel momento in cui sara’ ripristinata la famosa….CRESCITA. E’ evidente infatti l’errore di fondo, ossia l’inconsapevole inversione di un concetto fondamentale: far dipendere il benessere dell’uomo ( evito paroloni come dignita’ e morale ) dall’economia invece che l’economia dall’Uomo.

  • ws

    su questo hai perfettamente ragione, sebbene non sia il ” faccione di marx ” ad essere discutibile ( anzi tuttaltro..) , ma il fallimento politico di quelli che ne hanno fatto il loro “brand” e ancora come tale continuano ad usarlo, spesso senza averlo nemmeno letto.

  • eresiarca

    ancora Marx? sai che fastidio che gli dai… Ma pensateci un attimo… se al posto di quel faccione, gli stessi manifestanti, con le stesse parole d’ordine, insomma, senza cambiare nulla, avessero solo messo un altro faccione… o meglio, un “capoccione” (insomma, Mussolini, ci siamo capiti): secondo voi come la prenderebbero Lorsignori? Allo stesso modo? Non lo so…
    Sarebbe interessante fare una prova e testare la reazione… Perché, fateci caso, anche “la Destra” manifesta “contro le banche”… ma di faccioni, anzi, di capoccioni non se ne vedono affatto (e meno male, visto che “la Destra” non ha alcun titolo per appropriarsi di quell’immagine).

  • Giovina

    Ciao Gianc, ti avevo postato qui una domanda ma non la vedo, deve esserci stato qualche incoveniente tecnico. Te la ripropongo, che intendi : “…lasciando perdere il popolo che, al limite deve essere considerato solamente come forza bruta da trascinare, le avanguardie (tutte da inventare) che devono trascinare la forza bruta …….”?
    Tu, me o qualcun altro che conosci, in quale di questi gruppi, popolo/forza bruta o avanguardia, ti inserisci, ci inserisci?

  • Giancarlo54

    Io? Mah bella domanda, diciamo di supporto all’Avanguardia.
    Il mio discorso era questo: tutte le rivoluzioni, tutti gli sconvolgimenti politici, anche pacifici, hanno sempre avuto all’origine in gruppo di persone che con la loro capacità politica, con le loro idee, con il loro fiuto tattico, hanno tracciato la strada ed in un determinato contesto socio-politico sono riusciti a trascinare il popolo-forza bruta.
    Per fare una Rivoluzione, anche pacifica, occorre che ci siano tre condizioni fondamentali:

    1) una situazione socio-economica di rottura

    2) un popolo esasperato in attesa di “scoppiare”

    3) una Avanguardia che idei, incanali e guidi il popolo.

    In Italia, attualmente, abbiamo solo la prima condizione. La seconda è lontana e la terza lontanissima (un miraggio praticamente)

  • Giancarlo54

    Se ci fosse stato il faccione di Mussolini sarebbero successe tre cose:

    1) arresto dei manifestanti per apologia di fascismo e Legge Scelba

    2) attacco del corteo da parte dei centri sociali

    3) un rigurgito di antifascismo militante alla cui testa si sarebbe posto il governo Monti.

    Contento?

  • Giovina

    Non credo siamo piu’ al tempo in cui ci si basava sulla forza bruta per la speranza di un cambiamento radicale e duraturo. Per quanto riguarda le avanguardie queste esistono inquadrate nei parametri di livelli di coscienza, credo che ragionare in termi separativi, di compartimenti stagni che distinguono una sorta d’anima di gruppo bisognosa del capobranco da un uomo consapevole di se’ e delle sue capacita’ non va, e’ relazione che non dura, che puo’ rompersi o risultare controproducente. Certo e’ che un popolo e’ composto da tantissimi uomini e non tutti possono essere guide e responsabili della vita sociale, ma sicuramente ognuno, in qualsiasi posto e in qualsiasi funzione, deve partecipare con tutto se’ stesso, lasciando magari la forza bruta per le azioni che le prevedono, scaricare in porto, fare l’ operaio con una bella movimentazione manuale dei carichi, lavare panni, pavimenti e quanto altro dopo il lavoro quando torni a casa……
    Mi sento di aggiungere anche che la concezione della forza bruta da condurre puo’ essere la stessa di certi corrotti governanti, che infatti usano la manipolazione di quel pensiero abbandonato alla sue reazioni automatiche e istintive, per condurlo su itinerari e processi di pensiero che riterranno piu’ opportuno.

  • Kiddo

    cito :”ci sarebbe voluta invece la faccia di Keynes, quello si che terrorizzerebbe Monti & Co.”———-Quanti tra i giovani di una qualunque manifestazione riconoscerebbero la faccia di Keynes ??? Fosse un giocarore di calcio…magari…

  • Kiddo

    E tanti saluti a qualunque voce critica futura.

  • Georgejefferson

    difatti,keynes e’una parola quasi tabu nei media,io stesso,prima di interessarmi alle questioni monetarie,non lo avevo mai sentito nominare.Penso che l’inizio di una maggiore consapevolezza dell’economia,oltre a marx,sia la rivoluzione keynesiana..che con la controrivoluzione monetarista ed il neoliberismo e’stata quasi completamente oscurata dal panorama mediatico.C’e’ il segreto del denaro di mezzo,il senso della moneta fiduciaria…moneta,da anni presente a tutti i livelli ma che quasi nessuno conosce nella gente comune

  • Georgejefferson

    Il senso dell’economia prima dell’uomo,frase in se terribile e triste,e’spesso un fraintendimento secondo me.Come sperare in un accrescimento culturale,etico,civico,empatico,di buon senso dell’uomo(io compreso)se non ci sono prima le condizioni economiche per agevolarlo?intendo,prima ci vuole la pace sociale…ed essa vuol dire serenita del non sentire il ricatto della perdita del lavoro…il tempo libero realizzato come scelta consapevole di lavorar meno abbracciando una vita piu sobria,senza mantener 3 lavori da sfruttati perche tutti precari e a rischio.Vuol dire una relativa tranquillita che permette all’individuo di interessarsi oltre il proprio orticello.Quindi creare quelle condizioni senza le quali l’accrescimento umano e’impossibile,dove manca sempre il tempo.E da questo non possiamo prescindere dalla ricerca di un modello economico ideale che possa permettere queste condizioni.Con questo non voglio dar contro alle tue considerazioni che comprendo,ma spero che anche tu comprenda il senso di quello che ho detto.Naturalmente le elite,non permetteranno nulla di questo

  • Giovina

    Appunto George.
    Anche per delle condizioni economiche che agevolino un processo di sviluppo culturale, pace, serenita’….ci vuole l’uomo….nascerebbero da sole, dal nulla queste condizioni?

    La domanda e’: si deve dare per scontato che noi uomini siamo infallibili tanto da lavorare solo sui pensati, su ipotesi, su esperimenti, senza curarci se il pensare che produce i pensieri ai quali tanto ci attacchiamo e abbarbichiamo, sia “libero” e usato correttamente?

  • Giancarlo54

    Vedi il faccione di Marx e le bandiere rosse spaventano, giustanente, tantissima gente, vuoi mettere Keynes e quello che ha rappresentato? Lo so che Keynes è sconosciuto, io non mi vergogno a dire che fino a qualche anno fa neppure sapevo chi fosse, adesso so che Keynes è stato il “profeta” dello stato sociale europeo e del boom degli anni 50 e 60. Prova a dire alla gente comune se preferisce Keynes e quello che ha rappresentato oppure Marx e quello che ha rappresentato. Prova a chiederlo.

  • eresiarca

    Qua non è questione di “critica” o no. E’ possibile, giunti a questo punto d’asservimento – e non solo politico -, opporre qualcosa di fattivo? L’unica cosa fattibile, in teoria, sarebbe una nuova forza politica che si presenta alle elezioni, per poi prendere il potere ed imprimere una decisa virata su tutta la linea seguita sin qui, dalla politica all’economia, dalla società alla cultura. Ma, poiché gli “alternativi” sono ancora troppo litigiosi – e chissà per quanto… -, Lorsignori possono dormire sonni più che tranquilli… Ma vediamo nel dettaglio i tre scenari da te proposti: 1) perché esiste “l’apologia di Fascismo”? parliamone, anche su questo sito… Di che cosa ha veramente paura questo sistema? non di certo dell’idea del F. che esso stesso ha veicolato alla massa con decenni di propaganda, VOLUTA dall’Angloamerica. No, c’è qualcosa di più sostanziale che li spaventa, che non la “fine delle libertà” e altre cavolate senza senso… 2) i “centri sociali”: perché, invece di fare i “guardiani della porta” (della casa del Badrone), non si mettono seriamente a costruire un’alternativa credibile e praticabile per tutta la società italiana? cos’è questo giocare alla rivoluzione con le “occupazioni” per gentile concessione e le bollette pagate dal Comune? ma siamo sicuri che i capi di questi C.S. siano tutti puliti? che non vi siano collusioni inconfessabili (come quelle di certi “capi” della c.d. “destra estrema”)? 3) ah ah, “antifascismo militante”? ma è quello che fanno da sempre… solo che ognuno fa il suo lavoro: C.S. il “lavoro sporco”, il governo le “leggi antifasciste”, la “destra” il “fascismo così come lo descrive l’antifascismo” (“di destra”, appunto).
    Quindi, non è questione di essere “contenti” o meno. Ma sono decenni che a protestare si vedono faccioni di Marx, falci e martello, bandiere rosse e… tutto va sempre allo stesso modo, in un perpetuo gioco delle parti. Ma siccome nessuno ha il copyright delle idee, cosa impedisce a tutti questi “rivoluzionari” di prendere quel che di buono c’è stato nel F. e riattualizzarlo, anche senza nominarlo “per pudore”? Questo è il vero punto irrisolto dei c.d. “alternativi”!

  • Georgejefferson

    Cosa c’era di buono nel fascismo?Il mantenimento della sovranita’ monetaria che ha permesso di attuare le politiche di deficit spending positivo e porre le basi dell’IRI,evoluta in seguito alla guerra come modello nel mondo di terza via socialista liberale(prima dello sfacelo a partire dagli anni 70),settimo agglomerato di aziende pubbliche mondiale.Il peggio e’ che nella sostanza esisteva anche una dittatura sanguinosa che poi e’ degenerata nella guerra a fianco di quell’altro pazzo…dittatura che combatterei con tutte le mie forze senza false illusioni di credere che possa esistere un re buono al posto del dittatore.Credo comunque che alle forze ALLEATE,non fregasse una beata minchia dei razzismi criminali imperanti in quegli anni…gli interventi,si son attuati penso proprio per contrastare quella presunzione di indipendenza,basta guardare dove vengono rivolte le bombe umanitarie odierne,senza vedere le decine di dittatori(senza portafolio=senza tante materie prime)che impestano il pianeta.

  • Giancarlo54

    Non voglio difendere il fascismo, che per me rimane morto e sepolto nel 1945, però definire la dittatura di Mussolini una dittatura sanguinosa mi pare eccessivo. Il mio è solo un appunto storico e che Hitler fosse pazzo….dipende cosa si intende per pazzia e per normalità.

    Comunque aldilà di tutto ritengo che un’eventuale presenza “troppo” visibile dei “neofascisti” nei movimenti sovranisti sarebbe un male, solo ed unicamente per una questione di immagine, questioni di immagine che è una minkiata, ne convengo, ma a cui dobbiamo sottostare.
    Me li vedo già l’ANPI, i centri sociali, la Fornero e Monti agitare lo spettro del risorgente fascismo. “Camerati” un passo indietro, pf.

  • eresiarca

    “Capisco” tutto, ma non condivido… Come giustamente osservi, è una questione di “immagine”, ma… l’immagine è anche sostanza! Altrimenti non si scatenerebbero ad ogni semplice comparire d’un fascetto littorio… Voglio dire che non può essere solo un teatrino delle apparenze, del bon ton, del “galateo”… No, a questi signori, che vanno dall’ANPI (ecco, hai fatto bene a nominarlo) ai vari “fascisti” che per “campare” scrivono su Libero e il Giornale, passando per tutta la merdaglia ex (?) lottacontinuista, per arrivare ai “liberali” puri e duri (lo stiamo sperimentando, no?), ecco, a tutta questa gente il F. dà un enorme fastidio.
    Ma… che cos’è il F.? questa è una bella domanda, da sempre inevasa da parte dei suoi detrattori… Perché se per “realizzare” il Liberismo, il Marxismo, il Leninismo ecc., addirittura una religione in forma politica, posso rifarmi a dei testi di riferimento, col F. – se solo si ha l’umiltà di studiarne la genesi e l’evoluzione – ciò non è possibile. Non esistono “sacri testi”. Ovvero, non è l’applicazione di una ideologia. Per questo sono convinto che, nella sua essenza, cioè il “fascio di forze” per uno scopo comune, sia ancora attualissimo, e di questo, compresi i suoi elementi sociali, tutti questi personaggi del gioco delle parti post-bellico hanno una gran paura… Per dirla ancora meglio, per riattualizzare un ideale fascista, non c’è bisogno che si uniscano dei “fascisti”! Anzi, se lo fanno quelli che ora si definiscono tali ne vien fuori l’ennesima porcheria. Perché non si tratta di un’ideologia, ma dell’unione di uomini, ciascuno con il suo “saper fare” (su questo “fare” – di per sé sano – Berlusconi ha ingannato molti “fascisti”…), in vista del bene di una comunità che può essere solo la risultante di tutte le energie della nazione. Ancora in altre parole: il F. (poi lo si chiami come si vuole) nasce con l’unione di uomini che non sanno affatto di esserlo perché non si definiscono prima di sapere cosa vogliono concretamente fare per risolvere una situazione concreta! Per questo, oggi, di fronte a questo sfacelo non solo economico e politico, ma anche e soprattutto “di civiltà”, c’è un estremo bisogno di persone che si uniscano per uno scopo supremo, purché questo scopo sia visibile. Altrimenti… non resta che scannarsi, diffamarsi, acussarsi… trovare il pelo nell’uovo, mentre i dominanti – tutti allegramente uniti alla mangiatoia: destra, centro e sinistra non importa – impongono la loro dittatura (valoriale, politica, economico-finanziaria ecc.).