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Il semplice piano in 10 punti di Michael Moore per fermare Trump

DI MICHAEL MOORE

opednews.com

Amici, vi presento “Il semplice piano in 10 punti di Michael Moore per fermare Trump”.

Prima di tutto, prendiamo atto di una cosa che tutti noi sappiamo: Trump è nei guai, in guai seri –- i Russi ce l’hanno in tasca, è circondato da idioti della destra alternativa, gira da solo in accappatoio in una Casa Bianca quasi deserta – e intrappolato in un disgustoso “sh*t-sandwich”, come l’ha definito il suo sostenitore che ha rifiutato il ruolo all’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA).

Siamo solo al primo mese della sua cosiddetta Presidenza – e tuttavia c’è una notizia positiva, poiché lo scenario americano si presenta così:

“Decine di migliaia di cittadini in tutto il paese hanno preso d’assalto gli uffici nel quartiere sede del Congresso e le riunioni dei Comuni per esprimere la loro collera verso il programma di Trump (un avvilito membro repubblicano del Congresso, dopo tre ore di attacchi verbali da parte dei suoi elettori infuriati, ieri sera ha detto in TV: “Guardiamo in faccia la realtà, hanno vinto loro [i sostenitori dell’Obamacare]”).

“Un tribunale federale ha sospeso la prima iniziativa di Trump per mettere al bando i musulmani – per essere precisi, ben QUATTRO tribunali federali si sono espressi contro di lui! Trump ha ammesso la sconfitta e non farà ricorso alla Corte Suprema (sebbene abbia intenzione di tentare con una nuova messa al bando – e buona fortuna questa volta, povero figlio di un immigrato scozzese).

“Il parlamentare dei Democratici Progressisti Keith Ellison sembra essere il candidato favorito nel voto di questo sabato per guidare il Partito democratico – e per SISTEMARE tutto il maledetto pasticcio. Inoltre, in tutto il paese è iniziata la campagna per il reclutamento dei migliori candidati che concorreranno nel 2018 per le cariche statali e federali. Milioni di persone sono determinate a non permettere che il fiasco del 2016 si verifichi di nuovo.

“Il nostro bell’Esercito della Commedia – con il suo Reggimento di Comici Satirici capeggiati da Alec Baldwin e Melissa McCarthy – sta andando davvero forte! L’interpretazione mordace del portavoce della Casa Bianca Sean Spicer da parte della McCarthy ha reso Trump fumante di rabbia, al punto che ha pensato di sbarazzarsi di Spicer. Politico.com ha scritto che semplicemente non può sopportare di vedere uno dei suoi collaboratori principali che viene impersonato da… una donna!

Perciò in questo momento la fortuna è dalla nostra parte e se solo ci prendiamo un po’ di tempo per mettere in atto il Piano d’Azione qui sotto, sono convinto che riusciremo a fermare la forza oscura che è Trump.

Dunque, iniziamo con il nostro…

PIANO IN DIECI PUNTI PER FERMARE TRUMP

  1. LA TELEFONATA QUOTIDIANA: devi telefonare al Congresso ogni giorno. Sì, TU! 202-225-3121. Ci vorranno solo DUE MINUTI! Fa’ sì che diventi parte della tua routine quotidiana, una di quelle cinque cose che fai ogni mattina senza nemmeno pensarci:
    1. Ti svegli.
    2. Ti lavi i denti.
    3. Porti fuori il cane (o contempli il gatto).
    4. Prepari il caffè.
    5. Chiami il Congresso.

È impossibile sopravvalutare quanto potere hai soltanto facendo questa facile, veloce TELEFONATA QUOTIDIANA. So per esperienza personale l’impatto che può avere. Questi politici vanno fuori di testa semplicemente se ricevono 10 chiamate su un certo problema. Immagina se ne ricevono 10.000! Santo cielo, la cupola di quell’edificio salterà per aria!

NOTA: se stai dicendo tra te e te: “Non ho bisogno di chiamare, perché il mio rappresentante è un Democratico!” – questo non è vero. Hanno bisogno di sentirlo dire da te. Devono sapere che hanno il tuo supporto. Non ci credi? La nostra beneamata Senatrice Elizabeth Warren ha votato a favore di Ben Carson come Segretario per la Casa e lo Sviluppo Urbano! Sono sicuro che nessuno nel Massachusetts pensava di doverla chiamare. DEVI FARLO! Lei e gli altri Democratici hanno bisogno di sentirlo dal capo: TU! Loro lavorano per noi – e quale capo non ha un contatto quotidiano con i suoi impiegati?

Fare La Telefonata Quotidiana è facile. Per chiamare il tuo membro del Congresso degli Stati Uniti o Senatore a Washington D.C., componi il 202-225-3121 (o il 202-224-3121 se trovi occupato). È ancora meglio chiamare la loro linea diretta. Per i Senatori, puoi trovare il numero di ognuno qui: http://bit.ly/2kko0Ao. Per il numero diretto del tuo membro della Camera dei Rappresentanti: http://house.gov/representatives.

Ed ecco una bella notizia: qualcuno ha creato un’app che lo rende ancora più semplice: vai sull’App Store e scarica “5 Calls”. L’app comporrà da sola il numero sul cavolo di telefono e ti darà dei punti da spendere per quando parli ai tuoi rappresentanti!

Qui c’è un esempio di come può essere la tua settimana di TELEFONATE QUOTIDIANE:

Lunedì, chiama il tuo/la tua rappresentante del Congresso e digli/dille che non vuoi che l’Obamacare venga abrogato. Anzi, che vuoi che venga migliorato in modo che abbiamo un servizio sanitario nazionale per tutti, come in ogni altro paese “civilizzato”.

Martedì, chiama il primo dei tuoi due Senatori degli Stati Uniti e digli di votare NO a Rick Perry come Segretario all’Energia. Non si ricordava nemmeno che esistesse un Dipartimento dell’Energia – o cosa questo abbia fatto!

Mercoledì, chiama l’altro tuo Senatore degli Stati Uniti. Chiedi che faccia tutto ciò che è in suo potere per bloccare la nomina di Neil Gorsuch alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Giovedì, chiama il tuo rappresentante locale alla Camera dei Rappresentanti nella capitale del tuo stato. Dille che vuoi che la Camera voti una legislazione che proibisca l’incarcerazione per gli utilizzatori di droghe non violenti.

Venerdì, chiama il Senatore del tuo Stato. Digli che vuoi che supporti qualsiasi sforzo per ridurre tutte le attività che causano il cambiamento climatico.

Se preferisci scrivere ai tuoi rappresentanti, puoi trovare il modo migliore per farlo per ognuno di loro, inserendo il tuo indirizzo su democracy.io.

Posterò degli aggiornamenti sulle azioni che stiamo intraprendendo per ogni giorno e ogni settimana sulle mie pagine Twitter e Facebook. Se vuoi sapere per cosa chiamare i tuoi rappresentanti, ti invito a seguirmi subito su Facebook: facebook.com/MMFlint e su Twitter: @MMFlint. Tutti i miei account social media si trovano sul mio sito www.michaelmoore.com.

Ricorda: una telefonata al giorno toglie Trump di torno.

  1. LA VISITA MENSILE: per aumentare la pressione, FATTI VEDERE! Il tuo membro del Congresso ha un ufficio locale nella tua città o da qualche parte lì vicino. Lo stesso vale per entrambi i tuoi Senatori degli Stati Uniti (di solito si trovano nel più vicino ufficio federale). Vai lì e chiedi di parlare con il suo assistente degli argomenti di cui ci stiamo occupando (ricorda che li aggiornerò con continuità sui miei social media).

Inoltre, non dimenticare di visitare l’ufficio locale (o quello che si trova nella capitale del tuo stato) del tuo rappresentante alla Camera dei Rappresentanti e del Senatore del tuo stato.

E, se hai la fortuna di vivere ad una distanza percorribile in macchina da Washington DC, presentati a Capitol Hill e fai una visita non preannunciata (è legale!) di persona ai tuoi Senatori e al tuo rappresentante al Congresso. A questo dedicano seriamente attenzione. Li stupisce che vi siate spostati così tanto per vederli. Fatelo!

So che non tutti hanno tempo per LA VISITA MENSILE –- ma se potete, per favore fatela!

  1. IL TUO TEAM PERSONALE DI PRONTO INTERVENTO: tu e tra i 5 e i 20 tuoi amici e membri della tua famiglia dovete diventare il tuo TEAM DI PRONTO INTERVENTO personale. Arruola ognuno in modo tale che quando dovremo entrare in azione (come abbiamo fatto negli aeroporti un’ora dopo che Trump aveva firmato la sua messa al bando dei musulmani), potrete mandarvi email e messaggi e preparare un piano d’azione immediato. Gli altri giorni condividerete link di articoli di giornalismo investigativo di qualità e di notizie televisive. Dai un nome al tuo TEAM DI PRONTO INTERVENTO – il mio si chiama “Il Team di Pronto Intervento V per Vendetta” ed è composto da me stesso, mia figlia e mio genero (e il loro bimbo appena nato!), le mie due sorelle, i loro mariti e figli adulti, mio cugino, 8 amici, 6 colleghi e il mio vicino di casa. Siamo in 27 e viviamo tra Seattle, il Michigan e il Maryland. E ognuno di loro sta anche formando il proprio Team di Pronto Intervento. Ciò significa che finora le 27 persone nel mio team hanno il merito di aver mobilitato dall’oggi al domani 405 nuovi Responder! E ciascuno di questi 405 sta facendo lo stesso – stanno ingaggiando le loro 5-20 persone – e BOOM! Domani ci saranno 4.050 Rapid Responder in piùe il loro numero è in crescita!
  2. PARTECIPA! PARTECIPA! PARTECIPA!: sappiamo bene che è tempo di divenire tutti parte di un qualcosa di più grande, perciò inizia a iscriverti online e PARTECIPA a qualcuno dei nostri grandi gruppi nazionali. Io mi sono iscritto a Planned Parenthood, ACLU, Black Lives Matter, Democratic Socialists of America ed ERA Action. Alcuni richiedono di pagare per aderire, perciò se non hai molto da offrire scegli l’ammontare più basso (5$ per ACLU, ad esempio) – oppure unisciti a gruppi che non siano a pagamento (ma se puoi aiutarli finanziariamente, per favore fallo). Ti terranno informato sulle loro iniziative nazionali e combatteranno per noi battaglie in tribunale.
  3. LA MARCIA DELLE DONNE È SENZA FINE: la storica Marcia delle Donne a Washington il 21 gennaio, con una partecipazione da record – e le centinaia di altre Marce lo stesso giorno in tutti gli Stati Uniti e nel mondo, con più di 4 milioni di partecipanti! – ha portato fuori di casa un numero enorme di persone che non avevano mai preso parte ad una protesta nella loro vita. Ha ispirato milioni di altri e scatenato così tanti movimenti locali che non riusciamo ancora a contarli tutti. Il giorno dopo la Marcia delle Donne ci sono state altre due dozzine di proteste. Il giorno dopo ancora, 2000 abitanti dello stato dello Utah si sono riuniti nella loro capitale, Salt Lake City. Quindi, il sabato seguente, decine di migliaia di americani hanno occupato i loro aeroporti locali per opporsi alla messa al bando dei musulmani da parte di Trump. E così via. Ogni giorno – tuttora! – dozzine di iniziative continuano a svolgersi come se la Marcia delle Donne non avesse fine. Non ce l’ha. Unisciti anche tu!

Io e un gruppo di amici abbiamo creato IL CALENDARIO DELLA RESISTENZA (www.resistancecalendar.com) che viene aggiornato quotidianamente, dove puoi scoprire quali iniziative si stanno svolgendo vicino a dove vivi. Tutto ciò che devi fare è inserire il nome della tua città o del tuo stato nel campo di ricerca.

È fondamentale che un numero consistente di noi continui a marciare, protestare, organizzare sit-in e rendersi molto visibili: a Trump, in modo tale che lui sappia che siamo la maggioranza; ai Democratici, così da far loro sapere che ci aspettiamo che inizino ad avere un po’ più di spina dorsale; ai nostri amici e compagni americani che vivono a Boise, Tulsa o Grand Rapids e che si sono sentiti soli e spaventati dal giorno delle elezioni. La nostra presenza di massa ricorda loro che il popolo non ha eletto Trump. Ed è un bene per ognuno di noi agire con spirito di collaborazione, per toccare con mano la solidarietà e la speranza.

Oltre a tutto, la Marcia ufficiale delle Donne a Washington ha proposto uno Sciopero nazionale delle Donne per l’8 marzo. Partecipiamo!

  1. PRENDI IL CONTROLLO DEL PARTITO DEMOCRATICO: la vecchia guardia del partito ha governato due volte in 16 anni eleggendo un Democratico alla Casa Bianca, solo per farci vedere il Repubblicano perdente insediarvisi come Presidente. Come è possibile che abbiamo conquistato il voto popolare in SEI DELLE ULTIME SETTE ELEZIONI PRESIDENZIALI (i Repubblicani hanno vinto SOLO UNA VOLTA dal 1988) e tuttavia non deteniamo ALCUN potere in nessuno dei due rami del governo?! Se a questo aggiungiamo che nell’ultima elezione abbiamo perso 1.000 poltrone a livello locale che prima erano in mano ai Democratici e che abbiamo visto molti Democratici al Congresso restii a tenere testa a Trump, PER FAVORE, la vecchia leadership deve andare a casa. Siano benedetti per il contributo dato in passato, ma se non mettiamo in atto immediatamente una riorganizzazione radicale, il nostro destino è segnato come se avessimo un vero partito d’opposizione da fronteggiare durante l’era Trump. E questo, più di tutto, ci condurrà dritti nella morsa della cultura totalitaria.

Devi fare due cose:

  1. Fai sapere al Comitato nazionale democratico (DNC) che QUESTO SABATO, 25 febbraio, DOVRA’ eleggere il candidato riformista e progressista Keith Ellison come nuovo Segretario del comitato. Keith è un membro del Congresso che in passato è stato Community Organizer, il primo musulmano eletto al Congresso e uno dei principali sostenitori di Bernie Sanders. Non solo ha il supporto di Bernie Sanders – e il mio – ma è anche appoggiato da Chuck Schumer, Harry Reid, Gloria Steinem, John Lewis e molti altri. Firma la petizione in suo supporto sul sito www.keithfordnc.org/howyoucanhelp. Fai sapere al DNC come la pensi!

E, a livello locale, bisogna che inizi ad assistere alle riunioni del Partito Democratico del tuo stato. Se possibile, organizzati con i tuoi amici e altre persone per prendere il controllo dell’organizzazione dei Democratici della tua zona. Parleremo meglio di questo in un altro momento.

  1. AIUTA A COSTITUIRE DELLE ZONE BLU DI RESISTENZA: la gente continua a dirmi: “Mike, io vivo in un Blue State [cioè uno stato degli Stati Uniti d’America che storicamente tende ad avere una prevalenza di voto a favore dei Democratici – ndt], cosa posso fare?” Se vivi in un Blue State hai uno dei compiti più importanti da portare a termine: mostra al resto dell’America come stanno le cose quando Trump non è al potere! I Blue States e le Blue Cities devono aggirare Trump e creare l’America nella quale vogliamo vivere. Ciò significa che New York vada avanti e offra il College Gratuito per Tutti. La California può creare il proprio Servizio Sanitario Nazionale. L’Oregon può fermare le incarcerazioni di massa degli afro-americani. Le Hawaii possono promulgare le proprie leggi contro i cambiamenti climatici. I Blue States possono mostrare al resto del paese quanto la vita possa essere migliore. Importante nota storica: prima che la sentenza Roe v. Wade rendesse legale l’aborto, la California e New York avevano ratificato le proprie leggi per renderlo legale. Ciò aiutò enormemente a spianare il terreno perché la POSSIBILITA’ DI SCELTA divenisse la normalità – e, di conseguenza, per l’emanazione della sentenza Roe v. Wade.
  2. DEVI CANDIDARTI: lo so, questa è L’ULTIMA cosa che vorresti fare. Ma se continuiamo a lasciar fare il lavoro ai vergognosi, fiacchi e patetici politicanti che ci hanno venduti, che diritto abbiamo poi di lamentarci? Questo si risolverà solo quando tu e io decideremo che siamo disposti a impiegare il nostro tempo – anche se si tratta di poco tempo – e a candidarci. Io mi candidai quando avevo 18 anni e fui eletto. Anche tu puoi farlo. Abbiamo bisogno di buoni candidati per le elezioni del 2018 – e non solo per il Congresso e i governi statali, ma anche per i comitati scolastici, i comuni e le commissioni regionali. Perché non presenti un’istanza oggi stesso e ti candidi per il prossimo anno? Caspita, scommetto che potrei anche sostenerti!

Mi rendo conto che la maggior parte di voi non possa farlo, ma c’è un ruolo per cui ognuno di noi può e DOVREBBE candidarsi per il prossimo anno: DELEGATO DISTRETTUALE. Ogni distretto, ogni quartiere può eleggere un certo numero di Democratici alla Convention Democratica della propria contea. È sulla scheda elettorale e di solito viene lasciato in bianco: nessuno si candida per il ruolo. Perciò i delegati distrettuali finiscono per essere nominati dai politicanti di partito. Ed essi sono coloro che poi finiscono a scegliere il prossimo candidato presidenziale alla convention nazionale. Perciò si tratta di un ruolo importante per cui concorrere. L’impegno richiesto è di sole tre ore all’anno! Partecipi alla convention della tua contea ed è finita lì. Telefona all’ufficio della tua città o della tua contea e scopri come fare a comparire sulla scheda. Se lo farai, lo farò anch’io. È il primo passo per essere certi che avremo il nome di un candidato sulla scheda.

  1. DEVI DIVENTARE UN MEZZO D’INFORMAZIONE: smetti di lamentarti dei mezzi d’informazione, smetti di sperare che siano qualcosa che non sono, seleziona quelli che stanno facendo un buon lavoro e poi dai inizio al tuo “impero dei media” condividendo il loro e il tuo lavoro su internet. Usa Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat e altri social media per diffondere notizie e informazioni. Accertati che tutti i tuoi amici e i membri della tua famiglia siano iscritti. Si, sto parlando a voi, Baby Boomers. Dimenticatevi i francobolli e i vostri telecomandi per la TV e trovate un bambino di sei anni che vi insegni come iniziare a twittare. Puoi essere il reporter e l’editore di te stesso. Puoi occuparti di curare le notizie per i tuoi amici. E ora Facebook ti consente di avere il tuo network personale con Facebook Live! È completamente gratuito. Mettiti sui social media adesso. Immagina, la tua CNN personale è nel palmo della tua mano…
  2. UNISCITI ALL’ESERCITO DELLA COMMEDIA: il tallone d’Achille di Trump è la sua pelle notevolmente sottile. Non sopporta le prese in giro. Perciò tutti dobbiamo FARCI BEFFA DI LUI! Non solo la gente geniale al Saturday Night Live o Colbert, Seth Myers o Samantha Bee – ma TU! Usa il tuo senso dell’umorismo e condividilo con le altre persone. Invitale a fare lo stesso. Manda continuamente in giro i link del Saturday Night Live con la parodia di Sean Spicer, Trump e Kellyanne – non c’è cosa migliore che riguardarli un sacco di volte! Hahaha. Credo proprio che il punto di non ritorno di Trump sarà il momento in cui imploderà per tutte le risate, le prese in giro, l’insopportabile derisione di decine di milioni di americani che lo scombussoleranno e lo costringeranno a lasciare la Casa Bianca. So che questo sembra il delirio febbrile di Mike, ma penso davvero che possa funzionare. Non so cosa sia successo a Trump a scuola a 13 anni e non mi interessa. Qualsiasi cosa sia stata, usiamola. Si è abituato a tutte le altre cose che ha acquisito negli anni (misoginia, intolleranza, avarizia) e che usa contro i poveri e i meno fortunati. È ora di cacciarlo dalla città a suon di risate. E se c’è una cosa a cui tutti noi adesso possiamo ricorrere è una bella risata – E la possibilità di una fine anticipata della presidenza.

Perciò eccoci qua! Il Piano d’Azione in 10 Punti per Dare una Botta a Trump. C’è qualcosa per ognuno. E ognuno di noi deve fare qualcosa. Per favore condividi questo piano e diffondilo. Possiamo fermarlo. Possiamo usare la non violenza per bloccarlo e ostacolarlo e impedirgli di compiere ulteriori danni. Ma c’è bisogno di TUTTO L’AIUTO POSSIBILE!

Facciamo tornare Trump ad essere solo pane abbrustolito.

 

Michael Francis Moore (nato il 23 aprile 1954) è un regista, autore e opinionista americano. È largamente conosciuto per le sue dichiarate opinioni negative riguardo alla globalizzazione, le grandi multinazionali, la violenza armata, la guerra in Iraq e l’Amministrazione di George W. Bush. wikipedia profile [email protected]   www.michaelmoore.com

Fonte: www.opednews.com

Link: https://www.opednews.com/articles/The-Michael-Moore-Easy-to-by-Michael-Moore-Democratic_Presidency_Trump-Presidency_Trump-Supporters-170222-151.html

22.02.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ELEONORA FORNARA

 

Pubblicato da Davide

  • rossana

    A parte il fatto che fra lui e Trump è difficile capire chi è più pericoloso per tasso di demenza endogena, ma Michael Moore, chi lo paga?
    Ieri sera ho provato a vedere il suo Trumpland: mollato dopo nemmeno 10′ dall’inizio: essere viscido e infido quant’altri mai….

    • RenatoT

      Per essere in quelle condizioni il Sig. Moore, vuol dire che non ha capito nulla di multinazionali e sopratutto di Big Pharma.
      Invece di fare la guerra allo zucchero, al cibo chimico prodotto in fabbrica, alla Monsanto e ai mangimi a base di cereali che producono per animali e umani da allevamento se la prende con Trump.
      Lui stesso è il classico esempio di umano da allevamento, pieno di patologie a cui serve un sistema sanitario efficiente ogni volta che eccede nelle sue dannose abitudini quotidiane.. il tutto a carico dei contribuenti.
      Non ha capito che è in quelle condizioni perchè è lui che sta sbagliando qualcosa… ogni giorno.

      Vuole un sistema sanitario che recuperi tossicodipendenti e inoculi naloxone ogni volta che finiscono in overdose… tanto per fare una metafora. Si sta accanendo sui sintomi invece che sulle cause come insegna la medicina moderna.
      Inoltre in quelle condizioni di glicemia che sale e scende continuamente e con la quantitá di tossine, metalli pesanti che ha in quell’enorme corpo…. non puo’ avere un cervello nelle condizioni ideali a produrre ragionamenti complessi.

      Vuole l’assistenza sanitaria che lo recuperi tutte le volte che ne ha bisogno senza subire un salasso economico.

    • Maximus

      Il signor Moore è un piccolo bimbominkia.

  • LinCad

    Una volta, ai tempi di bowling for columbine, michael moore mi piaceva. Adesso…non nego che abbia il dirittto di odiare trump e di cercare di cacciarlo -sempre che lo faccia con mezzi legali-.
    Ma dovrebbe avere la decenza di dirci con chi vuole rimpiazzarlo e soprattutto ci deve dire in cosa questo ipotetico rimpiazzo sarebbe meglio di trump.
    Se poi ci dicesse anche dove era questo piano quando obomba spianava interi paesi a suon di bombe, quando uccideva centinaia di ‘danni collaterali’, allora forse potrei dare a moore il beneficio dell’onesta intellettuale. Altrimenti e’ solo un pagliaccio.

    • VanderZande

      Ho fatto le stesse domande ad una mia (ormai ex) conoscente che vive a Los Angeles. Vogliono Hillary, o rimettere Obama.
      Per quanto riguarda la totale mancanza di critiche ad Obama quando macellava intere popolazioni senza uno straccio di giustificazione, la risposta, tenetevi forte, e’ stata “Ah, ma qui in America non ci interessiamo di queste cose. La politica estera non ci riguarda”.
      Questi idioti non solo non hanno neppure una parvenza di onesta’ intellettuale. Sono pericolosi.

      • marco schanzer

        Dannosi , non pericolosi . Ma , anche questa e’ Cultura . Un “bug” maligno che e’ parte integrante della cultura USA . Il rovescio della medaglia , e’ che , nella vita “civile” , gli USA usano standards …piu’ civili che nella “politica” estera . A far incontrare le due realta’ , provvedono i “veterans” , i glorificati assassini mercenari di ritorno , che trasferiscono il loro menefreghismo e la loro consuetudine con l’assassinio , nell’altra realta’ . L’isolamento tra le due realta’ ( gli USA sono campioni del virtuale ) , non e’ perfetto .

    • rossana

      …Ma dovrebbe avere la decenza di dirci con chi vuole rimpiazzarlo…

      Credo volesse votare per Sanders, e potrebbe anche essere stato un candidato migliore sia di Trump che di Clinton.
      Tranne che poi, quando Sanders è uscito dalla competizione elettorale, ha invitato tutti i suoi sostenitori a votare per la Clinton, dal che ci si può far venire qualche dubbio anche sull’accettabilità di Sanders.
      E potrebbe essere che (ma è solo una mia ipotesi) molti ex sostenitori di Sanders abbiano poi invece votato per Trump, di qui le aggressive manifestazioni contro Trump e dell’attivismo bieco del viscido Moore.
      Questi americani, abitanti della terra che è (secondo loro) il faro della democrazia nel mondo, hanno un’idea strana della democrazia: è tale solo quando vince un loro candidato, chiunque sia, basta che vinca la mia squadra in campo: puro tifo idiota che pare aver contagiato anche l’Italia e l’Europa in generale.
      Quando una competizione politica viene divisa in due soli campi con l’accetta, e l’abbiamo visto anche da noi, scompare qualunque stimolo a tenere viva una dialettica politica che consideri le varie sfumature di colore in campo come il fertilizzante indispensabile della democrazia.

  • PietroGE

    Ai democratici è rimasto solo l’odio, di idee non ne hanno più e questo articolo lo dimostra chiaramente. Se è vero che gli USA sono in declino, i democratici sono ormai marci fino al midollo.

  • Pedro

    Non c`era bisogno ma grazie lo stesso a CDC per questo articolo che giustamente ci fa ricordare di Trump, non è il massimo, ma l`alternativa cos`è. Moore, poveretto, con le sue parole è in un evidente stato bipolare, ormai entrato in un Loop continuo.

  • Ronte

    Diamo per buono il suggerimento…ma poi caro Moore, il mondo intero dovrebbe fare la stessa cosa nei riguardi degli USA che da troppo tempo dominano in lungo e in largo…

  • Zerco

    L’attivista dei 10 punti di Moore, cioè colui il quale applicasse integralmente questo programma, dovrebbe fare questo per professione: non avrebbe tempo per altro. Ergo: o è un disoccupato che per fare l'”attivista dei 10 punti” deve essere pagato (anche gli attivisti mangiano junk food, si vestono con braghe corte, maglietta e berretto da da baseball, telefonano e vanno al cinema a vedere i film fatti dagli amici di Moore, commuovendosi a comando), oppure è uno che non ha bisogno di lavorare per vivere. Nel secondo caso: un nullafacente fricchettone, sedicente artista, con carta di credito gold, habitué dei locali liberal, frequentatore di coca-party a Bel Air, con diritto di sentenziare, odiatore dei “deplorables”, abitante tra Sunset Boulevard e Santa Barbara. Insomma uno dei tanti amichetti hollywoodiani di Moore.

  • AlbertoConti

    Moore è diventato il testimonial della fine della democrazia negli USA, che in realtà non è mai esistita. Ora è un dato di fatto ufficiale, grazie al suicidio politico di Moore.

  • –<>– –<>–

    Mai col Moore …

  • Vamos a la Muerte

    La sensazione è quella di un regista bollito che in Trump ha visto la possibilità del suo Personalissimo Rilancio.
    Un Guitto che da molti anni non ha ormai più nulla da dire.

  • Toussaint

    Moore realizzò un bellissimo film/documentario per descrivere le terribili vicende di G.W. Bush (sullo sfondo dell’attentato dell’11 settembre), facendo capire a tutti che si trattava di un burattino nelle mani dei neocons. Poi ha appoggiato il “liberal” Sanders che, a mio parere, sarebbe stato il miglior candidato. Non so cosa disse, Moore, quando fu a tutti chiaro che la Clinton aveva barato e che le primarie le aveva perse. Certo è che in piazza non ci scese.

    Per un “liberal” quale lui è va da se che certe posizioni di Trump sui diritti civili non potesse che rigettarle. Quello che non riesco a capire è come un sedicente pacifista possa aver ignorato le posizioni guerrafondaie di Obama e della Clinton, o come possa aver sorvolato sul fatto che i “liberals”, al di la delle loro posizioni di facciata, siano completamente nelle mani delle oligarchie finanziarie e delle loro politiche sfacciatamente a favore del mondo del “capitale” rispetto a quello del “lavoro” (una dimostrazione è stata l’Obamacare, riforma affidata alla leader della lobby farmaceutica presso il Congresso, con il direi conseguenziale aumento delle spese farmaceutiche e quindi, ma non solo per questo, dei costi di assicurazione). E questo fin dai tempi dell’insulso Jimmy Carter (l’ultimo programma “liberal” fu quello di Lyndon Johnson, il “Great Society”, https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_societ%C3%A0 , un presidente peraltro deprecabile per altre ben note ragioni).

    Insomma, queste cose Sanders le diceva ed allora perché ora Moore se le è dimenticate, quando lo stesso Sanders ha dichiarato che, su alcuni provvedimenti di Trump a favore dei lavoratori, era completamente d’accordo e, se necessario, li avrebbe appoggiati? Perché ha dimenticato di come egli stesso sostenesse che le politiche neocon avevano praticamente distrutto la classe media americana e affamato la parte più povera? In questo momento sono solo sconcertato. Moore non è un idiota e nemmeno un farabutto, sarà certamente successo qualcosa che non so. O, meglio, voglio augurarmelo.

    • rossana

      Sai, io ricordo che nei giorni immediatamente successivi all’esito delle elezioni, Moore pubblicava nella sua pagina FB proclami e inviti a boicottare in ogni possibile modo Trump prima del suo insediamento. La violenza dei suoi incitamenti era inversamente proporzionale al numero di persone che lo seguiva partecipando a tutte le manifestazioni da lui promosse. Io non ho Fb (e mi guardo bene dall’avere qualunque vicinanza con il più mefitico dei social), ma se hai la possibilità di andare sulla sua pagina, che è pubblica, quindi accessibile a chiunque, ti basterà andare indietro nei suoi post di novembre e dicembre, per farti un’idea di quale violenza abbia contribuito a mettere in atto per screditare Trump prima ancora che si fosse insediato, quindi basandosi solo su quanto da lui detto in campagna elettorale. Il che, per come la vedo io, se dovessimo giudicare un politico sulla base delle sue affermazioni in campagna elettorale, dovremmo impedire di canddidarsi a chiunque non la pensi come noi stessi la pensiamo.
      Per dire: posso dissentire e magari trovare a volte poco “democratici” la Lega, Salvini o perfino Casa Pound. Posso farmi girare le palle da ciò che dicono B. o i fascisti, e tuttavia, riconosco loro il diritto a pensarla diversamente da me e mi scatta l’obbligo di rispettare chiunque li segua, per quanto mi senta spesso dal lato opposto e contrario.
      Ma uno che incita, confidando nel suo appeal personale come agitatore di folle, migliaia di persone ad azioni violente contro un candidato eletto da qualche milione di cittadini americani lo trovo spaventoso, è come dire che quei milioni di cittadini che lo hanno votato non hanno diritto di parola e di opinione.
      Non vedo molta differenza, se non nei numeri, tutti a sfavore numerico di Moore, fra lui e il KKK: sempre di intolleranza e istinto di giustizia da branco che si tratta.
      Più fascisti di così è difficile essere…

  • Servus

    Non c’è proprio differenza fra i democratici americani e i nostri PD.

  • robertoz

    Mooore non è quello che fece quel film su 911? invece di attaccarlo, trovo più logico pungolare Trump affinché dica la verità sull11 settembre, vista che in campagna elettorale aveva promesso che lo avrebbe fatto. O è un’altra minchiata come quella di Obama che aveva promesso il cambiamento, ma se non denunci quello che vuoi cambiare, non cambierai un bel niente!!!

  • Vincenzo Cirigliano

    L’Anormale in America di sicuro non è TRUMP.

  • cedric

    Bene, Trump si dimette e poi che succede per i successivi tre anni di presidenza? Da regolamento della bocciofila subentra il buon Mike Pence. E poi? SI ricomincia il giochino delle 10 telefonate anche con lui? E fra 4 anni con il nuovo presidente, magari democratico, che si fa? Si incitano i repubblicani delusi a fare 100 telefonate al giorno alla casa bianca facendo pernacchie?

    Se qualcuno vuole davvero la guerra civile negli usa ci sta riuscendo bene, salvo poi contare qualche milione di morti per stupri, saccheggi, assalti alle ville ed altre amenità.

  • neroscuro2014

    Forse è ancora presto per dirlo, ma Trump non farà nulla di
    eccezionale, non cambierà le sorti del mondo in meglio, è un vacuo
    arruffone. Ci abbiamo sperato o, per meglio dire, abbiamo sperato che
    fosse meglio di Hillary. Per favore, evitiamo di sentirci in dovere di difendere un personaggio che in situazioni normali avremmo subito gettato nel cestino della storia
    perché lo abbiamo appoggiato sapendo che l’alternativa non c’era.

  • GioCo

    Bello, iniziativa interessante chissà come non gli è venuto in mente con il premio Nobel della Pace armata coi droni killer.
    Perchè invece Moore non ci fa su un documentario sull’odato Trump? Cos’è i suoi committenti che lui diceva di combattere dall’interno “perché scommettono sul fatto che i miei documentari non faranno la differenza” hanno fatto passare improvvisamente di moda il suo mestiere? Scommettiamo che appena avremo un altro presidente che garba ai suoi committenti “che lui combatte dall’interno”, torna a fare documentari che fanno ridere?

    Invece parliamo di cose serie. Parliamo dei nostri condizionamenti. Noi massa sottoposta alla massiccia guerra di propaganda aglofona dalla fine della seconda guerra, abbiamo sviluppato una gigantesca sindrome di Stoccolma. Pensiamo solo che i Russi (tutt’altro popolo di tutt’altra storia) hanno avuto la necessità di passare 17 anni di politiche putiniane per uscire da appena 10 anni di sudditanza (dalla caduta del muro di Berlino) in cui si è scatenata l’ingegneria politca del consenso angolofono che li voleva far sentire inferiori.

    Noi lo subiamo da almeno sessant’anni e ne usciamo ideologicamente liquefatti. Con lo spessore critico delle amebe riteniamo che il sacro graal della libera circolazione dell’economia e delle merci sia un dogma. Cioè, ci siamo fatti convincere da amministrazioni della democrazia unica dell’unica dittatura dell’unico paese delle libertà che sono solo per chi può permettersele, che gli interessi dell’azienda e della banca vengono sempre e comunque prima dell’Uomo, ma solo se si tratta degli interessi di quelli che non possono permettersi di essere liberi. I diritti inalienabili dell’Uomo sono sciocchezze per i citrulli, e questa è un evidenza solare in un mondo in cui si elegge prima di ogni altro interesse la morale atea, del Dio denaro, del Dio consumo e del Dio dei servi. Sbagliano di grosso coloro che raccontano quest’epoca come una deriva materialista. Non ho mai visto un macaco adorare uno straca%%o di albero pieno di frutti e non vedo che quello sia più materiale e concreto dei beni di consumo. Sul fatto che il macaco poi non abbia senso della proprietà non andrei a chiederglielo. Pare che molti primati siano piuttosto territoriali, vendicativi e particolarmente feroci (un loro hobby è strappare a morsi la carne dalla faccia degli Umani).

    Il problema è tutt’altro e riguarda l’atto di considerare l’immaterialità spirituale di una organizzazione (l’azienda) e di un sistema (l’economia) prioritari e comunque sempre superiori alla vita, ma non rispetto ai semplici interessi e/o volontà di una ristrettissima élite umana che giustamente così può considerare se stessa “Dio incarnato”. Peccato sia il Dio più grottesco, distruttivo, caotico (cioè irresponsabile) e repellente che siamo riusciti fin’ora a inventarci e ogni passo verso il futuro non fa che confermarcelo.
    Se Moore è il giullare di corte, allora ci ha fatto ridere fino adesso su temi seri come quello che ho appena descritto. Però adesso che non ci fa più ridere, non è che sia migliorato.

  • Fabio E. Nategh

    micheal moore mi ha deluso

  • Primadellesabbie

    Lasciando da parte gli effetti collaterali, che potrebbero dar luogo a sviluppi diversi, che possibilità di successo ha?

    Una casa di scommesse accetta questa: Will Trump be impeached in his first term?
    Il “si” é dato a 6/4
    e poi, se entro il
    2017 a 3/1
    2018 a 17/2
    2019 a 16/1
    2020 a 20/1

  • marco schanzer

    Ci vuole un piano , in un punto , per far star buono questo prestituto .