Il progetto per un nuovo secolo americano e l’era delle armi biologiche: 20 anni di terrorismo psicologico

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Matthew Ehret
unz.com

Poco più di 20 anni fa, il North American Aerospace Defense Command (NORAD) aveva condotto un’esercitazione militare che prevedeva uno “scenario ipotetico” di aerei dirottati che si schiantavano contro il Pentagono e contro il World Trade Center.

Un anno dopo, il 24-26 ottobre 2000, si era svolta un’altra “ipotetica” esercitazione militare, con un aereo di linea che si schiantava contro il Pentagono uccidendo 341 persone, seguita, nel maggio 2001, da un altro “scenario ipotetico” previsto dal Dipartimento della Difesa, in cui centinaia di operatori medici venivano addestrati per l’eventualità di un “missile guidato camuffato da aereo di linea 757 dirottato” che si schiantava contro il Pentagono.

Quello che era emerso dal fumo e dalle macerie dell’11 settembre 2001 non era quello che si aspettavano le masse addormentate o la comunità internazionale.

Per la popolazione lo shock era stato così traumatico che, all’improvviso, i cittadini si erano sentiti disposti a rinunciare alle loro libertà in patria, acconsentendo a qualsiasi azione di ritorsione all’estero messa in atto dal loro governo. La portata dell’orrore era stata così grande che la comunità internazionale, sulla scia della tragedia, si era unita e aveva mostrato il proprio amore e la propria solidarietà nei confronti dell’America, con veglie a lume di candela in Asia, Medio Oriente, Africa, Russia e Sud America. La naturale tendenza dell’umanità ad abbracciare e ad aiutare il prossimo in tempi di crisi si era espressa come una luce splendente in un mondo di tenebre confuse e una speranza per una pace duratura si era risvegliata nei cuori di molti.

Purtroppo, come il mondo avrebbe scoperto da lì a non molto, quella speranza sarebbe durata molto poco.

I neoconservatori conquistano l’America

Le misure da Stato di polizia erano state rapidamente incrementate con il Patriot Act di Ashcroft del 2001. Tuttavia, sarebbe un errore attribuire ad Ashcroft questo disegno di legge, dato che era stato nientemeno che Joe Biden a rimarcare che la proposta di legge Ashcroft altro non era che un suo disegno di legge omnibus sul terrorismo del 1995, redatto sulla scia dei primi attentati al WTC. Biden non si era minimamente vergognato quando aveva pubblicamente affermato: “Avevo redatto un disegno di legge sul terrorismo dopo l’attentato di Oklahoma City. E il disegno inviato da John Ashcroft era un mio progetto.”

Mentre all’estero veniva portato avanti un nuovo tipo di guerra per il cambio di regime, [allo stesso tempo] si applicavano i pericolosi protocolli di Cheney per la “Continuità di governo” e, con queste procedure, venivano create nuove applicazioni per la legge marziale che amplificavano i poteri, il finanziamento e il dispiegamento delle capacità militari statunitensi “in condizioni di crisi,” sia all’interno che nel resto del mondo. Non c’era voluto molto perché i cittadini iniziassero a rendersi conto dei forti parallelismi con il vecchio auto-attentato nazista del 1933, quando era stato incendiato il Reichstag di Berlino ed erano stati incolpati i comunisti.

Governi che non avevano alcun collegamento con l’11 settembre erano stati rapidamente presi di mira utilizzando false prove, come quella dello “yellow cake,” confezionate nei sotterranei dell’MI6, ed era stato avviato quel sistematico accerchiamento della Russia e della Cina che il presidente Putin aveva brillantemente denunciato nel suo famoso discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del 2007.

Naturalmente, questo non avrebbe dovuto essere una sorpresa per chiunque si fosse degnato di leggere il manifesto del Project for a New American Century [Progetto per un nuovo secolo americano, ndt] pubblicato nell’ottobre 2000 e intitolato ‘Rebuilding America’s Defenses’ (RAD).

Con la supervisione di William Kristol e redatto da John Bolton, Richard Perle, Dick Cheney, Robert Kagan, Paul Wolfowitz, Elliot Abrams e Donald Rumsfeld, il RAD affermava che “per promuovere il processo di trasformazione, anche a costo di cambiamenti rivoluzionari, è probabile che sia necessario un evento catastrofico e catalizzatore di cui si sente la mancanza, come una nuova Pearl Harbor”. Andando oltre nel descrivere la propria agenda hobbesiana, la cabala affermava che “la Guerra Fredda era stata un mondo bipolare; il mondo del 21° secolo è, almeno per il momento, decisamente unipolare, con l’America come unica superpotenza mondiale”.

Anche se molto è stato detto sul “lavoro interno” dell’11 settembre, alcune settimane dopo, a partire dal 18 settembre 2001, si era verificato un altro atto terroristico, che aveva provocato la morte di cinque persone e ne aveva infettate altre 17, sotto forma di lettere contenenti con antrace biosintetizzato di grado militare.

L’era delle armi biologiche e del PNAC

Questo attacco all’antrace aveva rapidamente portato al Bioshield Act del 2004, con un budget di 5 miliardi di dollari, e alla necessità di “prevenire e difendersi da ulteriori attacchi con armi biologiche”. Questo nuovo capitolo della rivoluzione negli affari militari doveva essere coordinato dalla principale struttura per lo studio delle armi biologiche, l’Istituto di ricerca medica sulle malattie infettive di Fort Detrick. Dal 2002 ad oggi sono stati spesi oltre 50 miliardi di dollari per la ricerca e la difesa dalle armi biologiche.

Il documento RAD dell’ottobre 2000 sottolineava l’importanza che la cabala dei neoconservatori attribuiva alle armi biologiche (e ad altre tecnologie belliche di prossima generazione) affermando: “La lotta avrà probabilmente luogo in nuove dimensioni: nello spazio, nel cyberspazio e forse nel mondo dei microbi… forme avanzate di guerra biologica in grado di “prendere di mira” genotipi specifici potranno trasformare la guerra biologica da arma terroristica a strumento politicamente utile”.

Nel 2007, l’avvocato ed esperto di armi biologiche Francis Boyle aveva dichiarato che le attività di Fort Detrick includevano “l’acquisizione, la coltura, la manipolazione, la conservazione, il confezionamento e la dispersione di agenti patogeni classici, emergenti o geneticamente modificati, per programmi di armi offensive“. Queste nuove pratiche, successive all’11 settembre, avevano fatto strame della Convenzione delle Nazioni Unite contro le armi biologiche del 1975, ratificata dagli Stati Uniti, mediante l’istituzione di una vasta rete internazionale di laboratori per le armi biologiche coordinate da Fort Detrick, a cui sarebbe stato assegnato il compito di svolgere gran parte del lavoro sporco che agli Stati Uniti era “ufficialmente” impedito di fare sul proprio suolo.

Se Hitler aveva usato l’incendio del Reichstag per giustificare i suoi atti di governo, i neoconservatori lo avevano fatto con il 9/11. La differenza, nel caso dell’America, era che Cheney non era riuscito a raggiungere lo stesso livello di controllo assoluto sulla nazione che Hitler aveva padroneggiato nel 1934 (e questo si era visto nel 2007, con la bocciatura, da parte dei circoli patriottici dell’intelligence militare americana, della guerra contro l’Iran voluta da Cheney). Con questo fallimento dei neoconservatori, la repubblica aveva vacillato.

Il marciume continua sotto Obama

L’ascesa di Obama era stata considerata una luce di speranza da molti ingenui democratici, che non si erano ancora resi conto di come, negli anni del secondo dopoguerra, fosse stata lentamente costruita una ingannevole dialettica tra “falsa sinistra” e “falsa destra”. Entrambi i campi si sono trovati sempre più a convergere verso la stessa agenda di governo mondiale, attraverso l’uso di percorsi e dettagli alquanto dissimili.

Non c’era voluto molto perché molti dei sostenitori più critici di Obama si rendessero conto che le misure di sorveglianza di massa, degne di uno stato di polizia, le guerre per il cambio di regime, il confronto militare con Russia e Cina, iniziati sotto Cheney, non solo non si erano fermate, ma si erano ampliate ancora più rapidamente.

Negli ultimi mesi dell’amministrazione Obama, nel luglio 2016, era stata emanata la Direttiva riservata 40: la National Continuity Policy, mirante a “delocalizzare i poteri” per tutti i rami del governo in una “catena duplicata di personalità individuali segrete disponibili in caso di un’emergenza catastrofica”. Alcuni giorni prima dell’insediamento di Trump, era stata emanata la Federal Continuity Directive 1 per trasferire alle forze militari l’autorità di reprimere “insurrezioni, violenze interne, associazioni illegali o cospirazioni”.

L’importanza di conoscere questa storia

Esistono chiaramente due metodi diametralmente opposti per analizzare e risolvere la crisi esistenziale che minaccia attualmente il nostro mondo: multipolarità o unipolarità.

Mentre Russia e Cina sostengono una visione multipolare a favore di stati-nazione e guidata da progetti di sviluppo su larga scala a beneficio di tutti, ricchi e poveri, esemplificati dalla Nuova Via della Seta, dalla Via della Seta Polare e dalla Via della Seta Spaziale, qualcosa di molto più oscuro viene promosso dalla stessa oligarchia finanziaria che possiede entrambe le facce (Destra e Sinistra) della moneta dello stato profondo. Queste ultime forze sono pronte ad assumere il controllo dei governi occidentali in caso di crisi e, pur di distruggere i loro presunti nemici, non disdegnano di usare tutte le armi del loro arsenale… compresi i patogeni a bersaglio etnico, prodotti in uno qualsiasi degli oltre 300 bio-laboratori del Pentagono sparsi in tutto il mondo. Quest’ultima, scomoda realtà era stata resa pubblica pochi giorni dopo la diffusione della Covid-19 da importanti funzionari iraniani e persino dal Ministero degli Esteri cinese.

I dati vengono sistematicamente manipolati per far finta di essere in presenza di tassi di trasmissione e di mortalità assai più elevati di quelli reali, come hanno dimostrato dozzine di importanti esperti medici. Kit di test contaminati e l’abuso deliberato dei test PCR sono stati utilizzati fin dall’inizio per generare falsi positivi, mentre altri protocolli di test si sono rivelati incapaci di differenziare tra Covid-19 e i tipici ceppi di coronavirus che ogni anno rappresentano in media il 7- 14% dei casi di influenza.

Nonostante la relativa innocuità della Covid-19,  le prove che si trattasse di qualcosa di nuovo e generato in laboratorio sono arrivate da medici specialisti di primo piano, come il dott. Shankara Chetty del Sud Africa, la dott.ssa Soňa Peková della Repubblica Ceca e la dott.ssa Meryl Nass degli Stati Uniti, che hanno dimostrato che le varie ondate dei ceppi patogeni non solo NON erano presenti in natura, ma erano addirittura etnico-specifiche e sintetizzate in laboratorio.

Dopo aver esaminato oltre 7.000 pazienti, il dottor Chetty all’inizio aveva osservato che i pazienti che avevano sofferto di più durante ciascuna delle quattro ondate susseguitesi in Sud Africa appartenevano tutti ad etnie specifiche, con la prima ondata che aveva preso di mira solo i neri, la seconda solo gli indiani e la terza i caucasici e gli arabi. La dott.ssa Peková aveva riscontrato che ogni ondata comportava la scomparsa delle mutazioni contenute nelle versioni precedenti dell’agente patogeno, il che è un evento scientificamente impossibile, osservando anche che, nelle diverse nazioni, ogni ondata aveva provocato reazioni allergiche mirate a diverse funzioni corporee (apparato respiratorio, gastrointestinale, sistema nervoso, ecc.).

La ricerca del febbraio 2020 della giornalista investigativa Whitney Webb aveva dimostrato in modo conclusivo che, dal 2017, la DARPA aveva ricevuto finanziamenti, insieme a Fort Detrick, per la ricerca sulla modificazione genetica di nuovi coronavirus (con particolare attenzione a quelli dei pipistrelli), nonché per lo sviluppo di vaccini a DNA e mRNA mai utilizzati prima, farmaci che cambiano il struttura del DNA sia individualmente che, potenzialmente, per un’intera specie (soprattutto con la nuova tecnologia CRISPR per la realizzazione dei vaccini ora divenuta famosa).

I portavoce del ministero degli Esteri cinese e i rappresentanti cinesi alle Nazioni Unite hanno ripetutamente chiesto che l’Occidente consenta agli esperti di biosicurezza russi di presentare la loro vasta gamma di prove sulle armi biologiche gestite dagli Stati Uniti, di cui sono venuti in possesso durante l’operazione militare in Ucraina, nonché sull’enorme arsenale rappresentato dagli oscuri bio-laboratori statunitensi concentrati in Ucraina, Georgia e Taiwan (così come in altre 30 nazioni)… inutilmente.

Infine, e soprattutto, le esercitazioni militari precedenti l’11 settembre non erano solo scenari ipotetici, ma esercitazioni che prefiguravano una nuova “Pearl Harbor” che avrebbe modificato il comportamento degli Americani con un’ondata di terrore, panico e disinformazione mai vista prima. I parallelismi con l’odierna epidemia di coronavirus non possono passare inosservati a chiunque abbia preso seriamente in considerazione lo strano caso dell’Esercizio Pandemico Globale Event 201 tenutosi il 19 ottobre 2019 a New York. Event 201, sponsorizzato dalla Michael Bloomberg School of Public Health presso la Johns Hopkins, dalla Bill and Melinda Gates Foundation, dalla US Central Intelligence Agency e dal World Economic Forum, aveva condotto simulazioni nello scenario “ipotetico” di una nuova pandemia di coronavirus che uccideva 60 milioni di persone. L’esame di una delle tante registrazioni di Event 201, apertamente disponibili sul loro sito ufficiale, offre alcuni inquietanti parallelismi con gli eventi odierni:

Questo scenario da wargame biologico non era stato affatto il primo del suo genere, ma era venuto dopo dozzine di sessioni di pianificazione simili, che includevano l’Operazione Lockstep della Rockefeller Foundation del 2011 e le precedenti esercitazioni di Dark Winter del 22-23 giugno 2000, in cui funzionari del governo degli Stati Uniti “interpretavano” uno scenario che prevedeva la diffusione da parte dell’Iraq del vaiolo sulla popolazione statunitense, ovviamente per giustificare un’invasione militare. C’erano voluti alcuni mesi per decidere invece di procedere con lo scenario degli “aerei che si schiantano contro un edificio”, ma l’effetto era stato lo stesso.

Legge marziale unipolare o piano Marshall multipolare?

La Cina e la Russia comprendono entrambe la natura del gioco e, sebbene nessuna delle due nazioni abbia scelto di denunciare la frode della pandemia, entrambe hanno resistito agli approcci della terapia genica mRNA, fornendo anche trattamenti alternativi come l’idrossiclorochina-zinco, completamente bandito in occidente. Sebbene l’attuale blocco della Cina a Shanghai sia in stridente contrasto, se ci si rende conto che [i Cinesi] si trovano in uno stato di Defcon-2 [stato di allerta 2, inferiore solo a quello nucleare, ndt] dall’inizio della pandemia e che hanno cercato di mantenere il controllo della loro capacità di rispondere ad una nuova diffusione di un patogeno etnico-specifico che potrebbe essere rilasciato in qualsiasi momento, il loro comportamento diventa del tutto comprensibile.

Una volta presi in considerazione tutti i fatti, se c’è ancora qualcuno che, a causa dei lockdown di Pechino, vorrebbe a tutti i costi etichettare la Cina come un malvagio partner e “complice” nei piani del Great Reset per lo spopolamento globale, senza soffermarsi a valutare la realtà del programma di armi biologiche gestito dagli Stati Uniti e come esso viene percepito dalla leadership di Russia e Cina, allora dovrei concludere che quella persona è uno sciocco, un bugiardo o entrambi.

L’autore ha fornito ulteriori osservazioni su questo argomento alla TNT Radio di Jesse Zurawell, che può essere ascoltata qui:

Matthew Ehret

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/article/the-project-for-a-new-american-century-and-the-age-of-bioweapons-20-years-of-psychological-terror/
13.04.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

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