Il prof. Tutino a Napoli per resistere uniti

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“La disobbedienza è vita” questo il motto di Davide Tutino, professore di Storia e Filosofia romano da mesi anche lui impegnato con l’associazione Resistenza Radicale a combattere questo nuovo regime totalitario c he si è instaurato in Italia.

Davide – così si fa chiamare da tutti, dimostrando di essere un uomo semplice quanto determinato – ieri è stato a Napoli per partecipare all’AGORA’ PERMANENTE del Coordinamento No Green Pass Napoli, un coordinamento che da mesi sta garantendo ogni sabato in Piazza Dante un momento di incontro e confronto per i cittadini napoletani liberi.

Arrivato intorno alle 12:00 nella città partenopea, ad aspettarlo alla stazione c’erano Ciro Silvestri, Segretario Nazionale Vicario del FISI e il professore Guido Cappelli, docente universitario dell’Università Università degli Studi di Napoli l’Orientale, anch’egli protagonista di varie iniziative contro il Green Pass e membro del Coordinamento. I tre, dopo i saluti, si sono recati nella Feltrinelli che si trova al lato della stazione per comprare dei libri e, al momento del pagamento, è stato chiesto dalla cassiera agli sprovveduti clienti il Green Pass, di cui però erano sprovvisti due di loro, mentre il terzo si è rifiutato di mostrarlo.

Ciò ovviamente ha mandato nel panico generale il personale della libreria che si è visto costretto ad informare le forze dell’ordine che tre “untori” erano entrati senza permesso nel negozio. Come nei migliori film polizieschi, i tutori della legge sono intervenuti prontamente per difendere la popolazione dai tre “novacse”, facendo giungere sul posto ben 4 volanti con a bordo una decina di agenti che hanno circondato il nemico. Successivamente è giusto sul posto anche il personale della Digos.

I tre malfattori, impegnati a mettere in pericolo la salute pubblica a tempo pieno non sottostando al non-obbligo vaccinale, hanno ovviamente fatto notare l’assurdità del nostro governo nel non considerare i libri un bene essenziale. Se la politica di palazzo dice ciò, vuol dire che non reputa la Cultura un diritto essenziale del popolo e questo dovrebbe aprire gli occhi a tutti. Dopo un ora abbondante di discussione, da quanto appreso dalle parole dei protagonisti, le FF.OO. avrebbero ammesso l’assurdità delle disposizioni governative ma ovviamente hanno proceduto comunque a fare loro il verbale. D’altronde eseguono solo gli ordini…

Cappelli Silvestri Tutino Napoli

Successivamente il prof. Tutino è stato ospite dell’AGORA’ PERMANENTE, pronunciando nel suo discorso delle parole molto forti nei confronti di questo regime, che non ha esitato a definire fascista, e spronando gli animi dei manifestanti a resistere e a disobbedire a queste imposizioni liberticide e  antidemocratiche. Disobbedienza civile pacifica ad oltranza è il suo grido alla folla.

“Non smetteremo finchè non verrà eliminato lo Stato d’Emergenza e poi da lì ripartiremo perchè le macerie di questa distopica realtà non ricadano su di noi e sulla future generazioni. La lotta non finisce il 31 marzo, anzi da lì comincia il momento della costruzione di un modo diverso, un mondo di libertà e comunità”.

Il professore studente, come ama definirsi Davide Tutino, ha anche ricordato l’importanza di partecipare tutti allo sciopero del 15 Febbraio, una giornata di mobilitazione nazionale che si propone di bloccare il paese in un giorno infrasettimanale, rompendo quindi con la routine delle manifestazioni solo nel weekend. Per quella data il FISI ha annunciato una grande manifestazione a Roma.

Dante Tutino Napoli

 

Stamattina il professore romano è ripartito per tornare a casa con il treno, il suo viaggio però è stato un po’ turbolento. Vi riportiamo di seguito gli aggiornamenti che lui stesso ha pubblicato sul suo profilo Facebook durante il percorso Napoli-Roma:

Primo aggiornamento:

Treno Napoli Roma.
Il controllore mi chiede illegalmente Il Green Pass.
Rispondo che dovrò procedere a denunciarlo
Per avermi domandato dati sanitari che non ha titolo ad esigere.
Il Capotreno chiama le forze dell’ordine alla stazione di Formia.
Le forze dell’ordine mi costringono a esibire la mi esenzione sanitaria
Senza averne titolo
Registro tutto in audio, dichiarando che registro,
E mi minacciano di farmi scendere illegalmente dal treno.
Inizialmente rifiutano anche di identificarsi.
Dopo mia lunga insistenza, e dopo loro ulteriore minaccia di denunciarmi
Per interruzione di pubblico servizio
(pubblico servizio che loro stanno interrompendo)
Uno dei due agenti accetta di identificarsi, mentre l’altro rifiuta, commettendo reato.
Mi costringono, nuovamente sotto minaccia di farmi abbandonare il treno,
a inviare alla loro mail personale i miei dati sanitari.
Continuando a registrare, e dichiarando la registrazione,
Li invito a ravvedersi, e a cessare il grave comportamento,
Ma continuando a riceverne minaccia sono costretto
A inviare loro la mia esenzione sanitaria,
Riservandomi di denunciarli per la violenza commessa.
Anche il capotreno pretende illegalmente di visionare la mia esenzione.
Come risulta dalla registrazione
Li saluto educatamente, esprimendo loro comprensione
Per l’involontaria e inconsapevole (ma non incolpevole) violenza
Che sono costretti a commettere
E promettendo loro una amorevole e necessaria denuncia.
Il treno riparte

Secondo aggiornamento

h 09.00 circa
Il treno riparte, ma vengo richiamato via telefono
Dalla polizia di Formia, che non riesce a leggere la pec
Perchè inviata a una casella di posta ordinaria.
Mi chiedono di inviare una mail ordinaria.
Dico NO, per mia tutela.
Li imploro di smettere,
perchè stanno commettendo un nuovo reato
estorcendomi dati sanitari.
Ripeto che so che la colpa non è loro
Tuttavia sono soggettivamente responsabili
del reato che commettono.
Dicono che dovranno far intervenire la polizia di Roma.
Dico loro che ne sono felice,
perchè in questo modo loro si tutelano
Dal commettere altri gravi reati.
La polizia mi aspetta a Roma Termini,
al binario di arrivo del treno da Napoli.
Registrerò la mia conversazione con loro,
A mia e a loro tutela.

Terzo aggiornamento

Arrivato a Roma in treno da Napoli.
Non ho trovato i nostri fratelli della polizia ad aspettarmi.
Ho salutato il Capotreno raccomandandogli di non commettere più tali reati.
Il Capotreno risponde che obbedisce agli ordini
E io gli dico che loro devono disubbidire a ordini illegali e disumani
Perchè il reato ricade su di loro.
Gli ricordo che lui stesso ha preteso, dopo il poliziotto,
di visionare il mio certificato sanitario,
nonostante io lo sollecitassi
A non commettere questo reato,
Anche perchè lo stavo registrando.
Lui mi risponde che non ha visto il certificato
E io gli faccio notare che invece ha preteso di farlo, e lo ha fatto,
Posso dimostrarlo perchè è tutto registrato;
Allora mi risponde che anche se ha guardato tuttavia non ha visto,
Perchè non aveva gli occhiali.
In questa risposta
riconosco il bambino che è in lui ed è tutti noi
Riconosco quel bambino con le mani nella marmellata,
Riconosco che è uguale a me,
E lo amo e provo compassione per me e per noi tutti.
La marmellata è finita
Ora facciamo pace
La marmellata è finita
Facciamo pace, ma chi l’ha avvelenata deve risponderne,
secondo Diritto.

Massimo A. Cascone, 06.02.2022

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