Il Neo Globalismo è la tragedia dell’Occidente

Mentre la realizzazione del Grande Reset è un mito, rischiamo la Terza Guerra Mondiale

Il Neo Globalismo è la tragedia dell’Occidente
Pablo Picasso, Guernica (1937)

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo con l'auspicio di contribuire al dibattito sui tumultuosi tempi che viviamo, nel solco della migliore tradizione tracciata da ComeDonChisciotte.org: uno spazio di pluralismo e liberta' di espressione, dialogo e confronto aperto e leale.

Buona lettura.

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Di Belisario

La tragedia contemporanea dell’Occidente è la crescente affermazione del Neo Globalismo, che alla dottrina e metodologia trotzkista dell’espansione imperiale permanente ha aggiunto la dottrina gramsciana della totale occupazione culturale e mediatica.
L’altra tragedia, o riflesso della precedente, è che l’opposizione al Neo Globalismo è in gran parte condotta sulla base di analisi e categorie ideologiche marxiste e post marxiste (Antonio Gramsci e Herbert Marcuse in testa).

Tale approccio ideologico genera infiniti limiti e deformazioni interpretative. In estrema sintesi, va semplicemente ribadito che non esistono solo le relazioni economiche tra le classi, e che i popoli non si compongono e si caratterizzano solo in termini di classe.
La visione marxista perde di vista, non comprende, malinterpreta o nega fenomeni di ordine vario che non sono variabili dipendenti dai rapporti di classe, e che sono invece parzialmente o del tutto indipendenti – come peraltro Gramsci aveva limitatamente e strategicamente intuito. Per fare un esempio, nessuno ha mai avuto il coraggio di presentare un’ analisi della guerra civile in Jugoslavia in termini marxisti-leninisti, perche’ diverrebbe oggetto del più sarcastico ludibrio.

La visione marxista genera inevitabilmente una storia, anche recente, completamente distorta, perchè dinamiche e fatti, per quanto giganteschi - ma non facilmente spiegabili in termini di relazioni di classe - vengono persi di vista, non compresi, malinterpretati o direttamente negati.

Non solo. La visione marxista genera inevitabilmente anche una mitologia marxista – o credibile per i marxisti – è la stessa cosa.
Una delle bufale più ridicole della mitologia marxista e’ quella del Great Reset, non come visione meramente “ideale”, ma come vero e proprio piano operativo.

Chiunque dovrebbe essere in grado di capire che affinche’ tale visione si realizzi, deve accadere una serie infinita di sviluppi decisivi e convergenti in campo politico, istituzionale, economico, finanziario, sociale, mediatico-culturale etc, che nessuno al mondo è lontanamente in grado di programmare. Se diamo un valore di 100 al Great Reset, a stento siamo a 5.

E allora perche’ continuare a parlarne? Ed inoltre, perche’ interpretare anche la storia recente, specie a partire dalla nascita della globalizzazione con gli accordi di Marrakesh del 1994, come se fosse stata solo o principalmente un preparativo al Great Reset? Se “prima” nessuno l’aveva neanche pensato, cioè non esisteva!!!!!

Ci devono essere dinamiche che attraverso la mitologia del Great Reset vengono oscurate, e che non possono che essere dinamiche proprie del Neo Globalismo, quale ideologia dominante - per quanto non completamente dichiarata – in Occidente.

Il dominio degli USA e del dollaro

La realtà che viene oscurata dalla mitologia del Great Reset è il crescente, inusitato dominio degli USA nel campo occidentale, ormai comparabile se non superiore a quello degli Anni 50. Mai i Paesi dell’Europa Occidentale, Giappone e Canada erano scesi a tale livello di passiva subordinazione agli USA. Si tratta di un processo avviato dalle Presidenze Obama, sospeso da Trump e ripreso dalla Presidenza Biden, con enorme successo.

Sulle ragioni di tale successo del dominio USA si potrebbe aprire un lungo dibattito. Quello che mi preme sottolineare ora è che il riflesso di tale successo americano è il perdurante dominio del dollaro, nonostante siano ormai passati ben 20 anni dalla nascita dell’Euro.

E’ un dominio macroscopico che a noi Europei costa miliardi, ma che cio’ nonostante, grazie alle visioni marxiste e post marxiste imperanti anche nell’opposizione al Neo Globalismo, non viene compreso nella sua storia.
Una storia americana vittoriosa, che è inevitabilmente al tempo stesso la storia della sconfitta europea.

Un po’ di storia economica

Nel “gold standard” nato alla fine della Seconda Guerra Mondiale il valore del dollaro – moneta di riserva mondiale - era ancorato a quello dell’oro. Ciò supponeva che: a) gli USA potessero stampare dollari solo nella misura in cui il controvalore era coperto da disponibilita’ di oro nei sotterranei di Fort Knox, Kentucky; b) le banche centrali degli altri Paesi avessero il diritto di scambiare i dollari per quell’ oro.

Alla fine degli anni 60, gli USA iniziarono a stampare dollari ben sopra la loro disponibilità di oro, per coprire le spese: a) della guerra in Vietnam; b) dei programmi sociali necessari a frenare le rivolte nere e studentesche (la “Great Society” del Presidente Johnson).
Non essendo in quel periodo gli Europei delle mere pedine come oggi, perfino Inglesi e Francesi protestarono, arrivando a profilare ripetutamente gli Americani la possibilità di presentarsi con camions di dollari a Fort Knox per richiederne il cambio in oro.
Purtroppo, il quadro interno politico degli USA non era ancora del tutto pacificato dalle rivolte nere e studentesche, ed i Vietcong non mollavano, e così nell’agosto 1971, da un giorno all’altro, senza neanche l’ombra di un preavviso ai partners occidentali, il Presidente Nixon pose fine alla convertibilità dollaro-oro - quella che dovrebbe essere chiamata “la madre di tutti i defaults“, ma che gli Americani, per quanto mediamente dotati di cultura economica e finanziaria, continuano ancora oggi ad ignorare piu’ o meno allegramente. Menzioni un fatto del genere in uno dei forum finanziari USA piu’ noti e popolari, ed oltre il 50% reagisce attonito o non capisce: “I never thought about that”, etc.

Dall’agosto 1971 gli USA hanno iniziato a stampare tutti i dollari che volevano, scaricando inflazione sul resto del mondo, perchè il dollaro era e resta ancora oggi la prima moneta di riserva mondiale (63%), nonchè la moneta che quota petrolio e materie prime. Come se ciò non bastasse, nei primi anni Ottanta Ronald Reagan e Paul Volcker, sempre senza alcun concerto con i partners occidentali, alzarono alle stelle i tassi d’interesse, richiamando negli USA ed al dollaro i capitali internazionali che prima, per diversi decenni, avevano invece in gran parte messo a disposizione dello sviluppo mondiale. Drenaggio dei capitali internazionali, da parte del Paese piu’ ricco del mondo, durato fino ad oggi.

I tentativi europei di limitare lo strapotere del dollaro

Nel tentativo di rendersi meno dipendenti e di sottrarsi almeno parzialmente alla dittatura del dollaro, negli anni 80 le elites europee misero su il Sistema Monetario Europeo (SME), un meccanismo con una banda di oscillazione controllata delle monete nazionali gestito dalle banche centrali dei Paesi dell’Europa Occidentale. In termini semplici, quando una delle monete europee componenti si svalutava oltre la banda concordata, le altre intervenivano per sostenerla comprandola, o vendendola in caso di rivalutazione oltre la banda. Era un meccanismo che concretava un grado molto alto di concertazione economica e finanziaria, ma che mostrò i suoi limiti quando, a causa del differenziale tra i tassi d’inflazione britannico e italiano rispetto a quelli degli altri Paesi membri, non riusci’ ad evitare l’assalto della speculazione internazionale e l’uscita dallo SME della sterlina e della lira, ossia di Gran Bretagna ed Italia.
Gli USA – Governo Federale e Wall Street - non c’entrarono mai meno di nulla nel percorso che porto’ alla nascita dello SME, ed anzi, come logico, trattarono l’esperimento come una potenziale minaccia. Quando, sulle ceneri dello SME, le elites europee crearono l’Euro, la reazione sia del Governo Federale statunitense che sopratutto di Wall Street fu una fredda, gelida ostilità, per la semplice ragione che la stessa esistenza dell’Euro, a difesa di una area economica di poco inferiore agli USA, non poteva che attentare pesantemente al dominio del dollaro instaurato da un giorno all’altro dal Presidente Nixon nell’agosto 1971.

Chiunque abbia avuto a che fare con il Governo Federale degli USA e con Wall Street in quel periodo è perfettamente al corrente di tale ostilita’. E’ storia, non una opinione.

Così come chiunque (politici, funzionari, lobbysti, etc) in Europa abbia avuto a che fare con il percorso che ha portato alla nascita dell’Euro sa che uno dei suoi principali obiettivi era quello di attenuare il dominio incontrastato del dollaro. Migliaia di addetti ai lavori, da una parte e dall’altra, possono confermare quanto sopra.
Ma ciò nonostante, tra gli oppositori di indirizzo neo o post marxista al Neo Globalismo continua a girare la favoletta dell’ “Euro progetto degli USA”. Ma così non si vede, e conseguentemente non si capisce, la sconfitta europea.

A distanza di 20 anni dalla sua nascita, le statistiche della BIRS attestano che l’Euro rappresenta solo circa il 23% delle riserve valutarie mondiali, mentre il dollaro circa il 63%, una quota pari a quasi il triplo.

Il PIL degli USA non è il triplo del PIL dei Paesi UE o dell’area Euro, ma appena un 10%-15% (secondo i diversi calcoli) più grande. C'è ovviamente qualcosa che non va.

Perchè abbiamo perso: la BCE.

L’Euro ha purtroppo limitato solo parzialmente lo strapotere del dollaro. Gli USA, molto pragmaticamente, ne hanno accettato l’esistenza, per badare molto concretamente a ridurne l’autonomia, in particolare anticipando attraverso la Federal Reserve i trend finanziari e monetari, cosi’ obbligando la Banca Centrale Europea a giocare costantemente di rimessa, in una relazione di semi sudditanza.

Da tempo non c'è infatti più alcuna reale concertazione tra le politiche economiche e finanziarie dei Paesi G7, se non di mera facciata.

Eventi come il Plaza Agreement del 1985 ed il Louvre Agreement del 1987 appartengono al trapassato remoto. I comunicati del G7 in materia economica e finanziaria sono da oltre quindici anni il corrispondente concettuale delle famose mutande fatte dipingere sulle nudita’ della Cappella Sistina.

La relazione di semi sudditanza della BCE dalla Federal Reserve è sempre più evidente da quando nel 2019 è stata nominata la signora Christine Lagarde. Dal 2011 al 2019 la citata era stata Direttore del Fondo Monetario Internazionale, a seguito delle dimissioni presentate da Dominique Strauss-Kahn a causa del noto scandalo sessuale.

Ora, in poco meno di un biennio, gli USA del Presidente Biden hanno immesso 4 trillion di dollari (poco meno del 20% del PIL annuale USA) in sussidi diretti anti Covid e altri sussidi sociali. Per somme del genere, nella storia degli USA bisogna tornare indietro fino agli Anni 30 ed al New Deal del Presidente Roosevelt.

E’ come se in Italia negli ultimi due anni avessimo elargito aiuti anti Covid ed altri sussidi diretti per un importo di 400 miliardi di Euro (20% del PIL italiano), quando stiamo a litigare per 8 miliardi di reddito di cittadinanza, o per reperire alcune decine di miliardi per coprire le bollette energetiche Nessuno nell’UE ha potuto fare approvare sussidi lontanamente comparabili a quelli USA.

Un tale, gigantesca immissione diretta di liquidita’ sul mercato USA non poteva che scatenare l’inflazione, come per esempio il noto economista americano (peraltro di area Democratica) Lawrence Summers aveva avuto il coraggio di dichiarare pubblicamente. Ma la sviolinata di Summers e’ stata fatta passare come scandalosamente “paganiana” , e l’orchestra si è rifiutata di effettuare l’accompagnamento, restando in silenzio.

La strategia della comunicazione ufficiale (Biden, Powell, Georgeva, etc) e’ stata: a) prima negare o dubitare della (evidente) valenza inflazionaria di tale mostruosa immissione di liquidita’; b) poi riconoscere l’inflazione come “transitoria”; c) infine ammettere la non transitorietà dell’inflazione e, attraverso la Federal Reserve, aumentare a raffica i tassi d’interesse. Notare il gradualismo: passo per passo il bove è stato condotto alla stalla – o il maiale al macello, secondo i punti di vista. L’inflazione e’ stata intenzionalmente scatenata dalla Presidenza Biden.

A tale strategia di comunicazione ufficiale ha partecipato anche la signora Christine Lagarde. Con una grossa differenza: insieme al Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, l’ha anche concretamente messa in atto. La BCE si è comportata come una pecorella al seguito della Federal Reserve. Non ha lamentato l’evidente valenza inflazionaria della citata immissione di liquidità statunitense nè - come poteva - l’ha anticipata, limitandosi ad attendere l’aumento dei tassi USA per procedere, con giudizio, a seguirne l’esempio.
Una vera, autentica dependance della Federal Reserve statunitense! La signora Lagarde -per 8 anni Direttore del Fondo Monetario Internazionale – ha trattato l’Euro come un fratello minore che segue pedissequamente le gesta del fratello maggiore, il dollaro.

Quando mai potrà salire - uno si domanda – la quota in Euro delle riserve valutarie mondiali, con una politica del genere?
Ma la signora Lagarde, ad onor del vero, è alla testa di una BCE che assomiglia ad una scacchiera schierata in una partita che non finisce mai. L’area dell’ex marco tedesco e satelliti (Paesi Bassi e Scandinavi) contro l’ex area del Sud Europa (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, qualche volta anche la Francia). Aree che non sono quasi mai state convergenti e che spingono quasi costantemente per scelte di politica monetaria divergenti. Il rischio della rissa e’ sempre dietro l’angolo.

In tali condizioni di costante conflitto interno, come si puo’ sperare che la BCE riesca ad articolare un consenso su una posizione di relativa autonomia, o “dialettica”, nei confronti dalla Federal Reserve? La signora Lagarde e’ sicuramente troppo “simpatetica” con la Federal Reserve, ma la reale “bottom line” è in Europa siamo troppo divisi per articolare qualcosa di più del mero “wait and see” di quello che decide la Federal Reserve.

Grazie al dollaro, gli USA continuano a scaricare l’inflazione da loro creata sul resto del mondo.

La quota dominante (63%) delle riserve valutarie internazionali detenuta in dollari, la quotazione in dollari del petrolio e delle materie prime, l’enorme quantita’ di dollari detenuta e circolante al di fuori degli USA o, in estrema sintesi, il predominio finanziario del dollaro, consente solo agli USA la possibilita’ di scaricare inflazione sul resto del mondo.
E’ esattamente quello che sta accadendo, ma il processo, assolutamente intenzionale da parte degli USA, nella strategia della comunicazione pubblica degli USA di Biden viene confuso come una delle conseguenze del conflitto russo-ucraino.

In realta’ il conflitto russo ucraino, per l’evidente pressione sui prezzi energetici, ha solo accelerato un trend al quale ha altresì contribuito, in modo determinante, la folle politica delle sanzioni alla Russia decisa a Washington e prontamente propagandata dalla Commissione UE ai Governi dei Paesi Membri dell’UE, che se la sono lasciata imporre.

Le sanzioni anti Russia stanno mettendo in ginocchio l’apparato industriale europeo – tedesco e italiano, il secondo e quinto apparato industriale del mondo, in primis – ed attentando seriamente al benessere ed al futuro economico di alcune centinaia di milioni di cittadini dell’UE.

Com'è possibile che la Commissione UE, che dovrebbe difendere l’Europa, sia giunta a tale assoluta mancanza di misura e prudenza nell’esecuzione delle direttive della Presidenza Biden e del Neo Globalismo?

Da quando è in corso una linea del genere? La risposta, almeno a quest’ultima domanda, e’ purtroppo semplicissima: da quando l’attuale vertice delle istituzioni europee e’ stato eletto: il belga Michel come Presidente del Consiglio Europeo, la tedesca Von der Leyen come Presidente della Commissione (affiancata nel vitale settore della competizione dalla conferma della danese Vestager), lo spagnolo Solana come Presidente del Servizio Relazioni Esterne dell’UE. Spicca su tutti la signora Von der Leyen, per l’aggressività delle dichiarazioni politiche apertamente guerrafondaie ed antirusse – dichiarazioni politiche che peraltro spetterebbero al sovraordinato Presidente del Consiglio Europeo Michel. I citati personaggi dureranno fino alla scadenza della Commissione nell’estate 2024, qualche mese prima delle elezioni presidenziali USA del 2024.

Il conflitto russo-ucraino

Alcuni a questo punto opineranno che l’appiattimento europeo alle sanzioni decise dagli USA, più che del vassallaggio dei leaders delle istituzioni comunitarie, sarebbe in realta’ una conseguenza obbligata dell’aggressione russa all’Ucraina.
Ma la narrazione della guerra russo-ucraina dei nostri “liberi” media occidentali e’ deficitaria e falsa. L’Ucraina, con il colpo di stato del 2014 e la persecuzione sistematica della minoranza russofona, pari al 30% della popolazione, non e’ solo una vittima, ma e’ corresponsabile del conflitto.

E perchè mai, comunque, un conflitto locale tra Russia e Ucraina è stato trasformato in uno scontro globale tra Russia e Occidente, scontro che le opinioni pubbliche di Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Austria e Portogallo, nonostante i mass media, non vogliono?

Perchè i mass media europei sono quasi unanimemente schierati nel sostegno alla linea guerrafondaia, in completo contrasto con le opinioni pubbliche nazionali? Ancora: come possono essere autenticamente “liberi” mass media che non riflettono, neanche parzialmente, le opinioni pubbliche dominanti nei Paesi Occidentali, quali ormai cristallizzate in decine di sondaggi?

La guerra russo-ucraina è solo uno dei classici conflitti etnico-nazionalisti tipici e frequenti nel corso degli ultimi tre secoli nell’Europa dell’Est. E’ sempre difficile dar ragione al 100% ad una delle due parti in questi conflitti, e comunque aizzare una parte (l’Ucraina) a scapito dell’altra (la Russia) è sempre un errore esponenziale – ma e’ esattamente quello che USA e Commissione UE hanno fatto almeno dal 2013, salva la parentesi rappresentata dalla Presidenza di Donald Trump.

Questi conflitti nascono nelle ampie aree miste, dovute alla mancanza di confini naturali e definiti, e possono terminare senza il massacro e la sconfitta di una delle due parti solo quando vengono fissati nuovi confini che separino le due parti (che si odiano a morte), ed eliminino o riducano al minimo le minoranze da una e dall’altra parte: vedasi il caso lampante e recente della ex Jugoslavia, di cui - guarda che caso - nessuno parla.

La ex Jugoslavia insegna: fino a quando le aree e le popolazioni miste non saranno state fisicamente separate, Russi ed Ucraini continueranno ad uccidersi. O vedasi, ancora, la storia del Pale of Settlement, la vasta area, comprensiva delle attuali Ucraina e Bielorussia, nella quale la Russia zarista concentro’ le comunità ebraiche per quasi 126 anni, dal 1791 al 1917, allo scopo di porre fine ai continui scontri armati tra di esse e le diverse popolazioni della Russia.

Perchè abbiamo perso e stiamo perdendo: la Commissione UE.

Gli oppositori al Neo Globalismo (Presidenze Obama/Clinton e Biden/Blinken) dei Dem USA che provengono dal fronte neo e post marxista, e che continuano ad utilizzare le relative categorie ideologiche, non si rendono conto della sconfitta europea, e conseguentemente nemmeno della evidente sottomissione della Commissione UE alla leadership statunitense.
Mai con Prodi, Barroso e Juncker si era arrivati a tale imbarazzante livello. L’agenda del nuovo “Drang nach Osten”, l’espansione orizzontale ad Est in aperto conflitto con la Russia, è pienamente condivisa dalla Commissione UE, in parallelo alla costante espansione verticale delle sue competenze, a diretto scapito di quelle dei Governi dei Paesi Membri, sempre più sottomessi ad un regime autorizzativo preventivo.

E' paradossale che i Paesi che, attraverso i contributi attivi al bilancio UE, da decenni finanziano gli immensi i costi di funzionamento delle istituzioni e del personale UE, nonche’ gli esponenziali contributi che dal 2004 vengono ogni anno versati ai Paesi dell’Est Europa, ossia principalmente, nell’ordine, Germania, Francia, Italia e Olanda, abbiano di fatto rinunciato a far pesare politicamente il loro ruolo di finanziatori dell’UE, per lasciare il campo libero ad una Commissione UE praticamente sottomessa all’agenda dei Dem USA.

Da quando in qua chi paga e finanzia obbedisce al finanziato e mantenuto (la Commissione UE)? Perchè non si parla del secondo Piano Marshall con il quale i Paesi dell’Europa Occidentale finanziano dal 2004 i Paesi dell’Europa dell’Est? Inclusi quelli, come Polonia e Baltici, che appaiono intenzionati a regolare i conti del 1948 (Polonia) e del 1940 (Baltici) con l’imperialismo comunista sovietico, nel frattempo pero' sparito?

Cosa aspettano, almeno qualcuno di questi grandi finanziatori dell’UE, ai quali vanno aggiunti anche Svezia, Danimarca ed Austria, a cominciare ad introdurre elementi di chiara riflessione in merito a tale corso? Perche’ gli orientamenti di una autorità amministrativa eletta da nessuno, la Commissione UE, e posta alle dipendenze delle decisioni dei 27 Governi dei Paesi Membri riuniti nel Consiglio Europeo, vengono aggressivamente contrapposti a quelli parzialmente divergenti di alcuni Governi dei Paesi Membri (esempio, l’Ungheria), prontamente attaccati come “anti democratici”? Quale “lezione di democrazia” puo’ mai provenire da una autorità amministrativa eletta da nessuno – la Commissione UE - quando si contrappone frontalmente agli indirizzi di un Governo sovrano europeo democraticamente eletto?

Il mito del Great Reset

Tutte domande che gli oppositori del Neo Globalismo provenienti dal fronte neo o post marxista non si pongono. Paradossalmente, la difesa aggressiva dello Stato Nazione Ucraina contro la Russia – in un evidente conflitto di carattere nazionalista che investe la sicurezza di entrambi– passa per il ridimensionamento esponenziale degli Stati Nazione europei rispetto all’agenda comune dei Dem USA, della Nato e della Commissione UE: l’espansione ad Est, in aperto conflitto con la Russia. Eppure la candidata alla Presidenza USA Hillary Clinton l’aveva annunciata e scandita molto chiaramente (destabilizzazione attiva di Bielorussia e Ucraina), prima di perdere le elezioni a favore di Donald Trump, poi criminalizzato per 4 anni come presunto “amico e complice” di Putin.

Si preferisce proiettare il mito dell’ “imminente”, per quanto irrealizzabile, Great Reset, per nascondere la preminenza assoluta dell’agenda Neo Global degli USA sul fronte occidentale.

Si straparla di una imminente nuova moneta o sistema di pagamento internazionale alternativo al dollaro, come se Russia, Cina, India, Saudi Arabia, Brasile etc fossero in grado e pronti a rinunciare alle loro monete nazionali, in un'impresa che richiederebbe una concertazione profonda tra le politiche economiche e finanziarie dei relativi Governi, riuscita fino ad oggi solo ai Paesi Europei, prima attraverso lo SME e dopo con l’Euro, peraltro con risultati ben inferiori alle aspettative.

A destra e a manca spuntano gli orfanelli di Aldous Huxley e George Orwell, ad evocare scie chimiche, chip sottopelle, digitalizzazione delle monete occidentali, credito sociale, etc, mentre molto concretamente e da più parti, varie correnti del movimento Neo Global incoraggiano sempre più apertamente la censura mediatica, diretta a scoraggiare perfino il libero dibattito sul reale impatto delle attivita’ umane sul Global Warming.

La rilevante componente del mondo scientifico contemporaneo che nega o dubita di tale impatto ha ormai ricevuto il marchio d’infamia dell’accusa di “negazionismo”, mutuato dallo standard applicato alle interpretazioni negative o estremamente riduttive dell’Olocausto. Eppure solo il 5% del CO2 è immesso nell’atmosfera dalle attività umane, il restante 95% è naturalmente rilasciato dal pianeta nella sua interazione con il Sole.

Quanto manca affinchè la censura mediatica venga invocata anche contro le argomentazioni alla base delle famigerate Critical Race Theory e Gender Theory?

Ed infine, si rammenta e si discetta con la massima leggerezza dell’utilizzo di armi nucleari, magari “limitato”, come se decine di milioni di essere umani arrostiti vivi (come a Hiroshima, e Nagasaki, ma anche a Dresda, Amburgo, Tokyo, etc ) fossero una prospettiva sostenibile.

Non c’e’ vita su Marte!

Una famosa, splendida canzone di David Bowie del giugno 1973 si domandava se “Is there life on Mars?”, per sfuggire alla follia violenta ed irrazionale del mondo contemporaneo.

Nel frattempo, le sonde della Nasa hanno attestato che no, non c'è traccia di vita su Marte: bisogna rassegnarsi, non si puo’ scappare, si deve guardare in faccia alla realtà.

E la realtà è che o in Europa qualcuno si decide a cambiare corso, o il continente sprofonderà in una esponenziale crisi politica, economica e sociale, se non nuovamente nell’ecatombe, questa volta definitiva, della Terza Guerra Mondiale.

Un Big Click, altro che Great Reset.

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Di Belisario

Commenti (84)

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Mostra commenti 84 caricati
    1. absitiniuriaverbis 10 ottobre 2022

      "Io combatto contro tre giganti, caro Sancho; questi sono: la paura, che ha radici forti e che afferra gli esseri e li trattiene affinché non oltrepassino il muro di ciò che è socialmente consentito o accettabile;
      l'altro è l'ingiustizia, che sta alla base del mondo travestito da giustizia generale, ma che è una giustizia istituita da pochi per difendere interessi meschini ed egoistici;
      e l'altra è l'ignoranza, anch'essa vestita o travestita da conoscenza e che inganna gli esseri facendogli credere di sapere quando in realtà non sanno e credono di avere ragione quando non ce l'hanno.
      Questa ignoranza, travestita da conoscenza, fa molti danni, e impedisce agli esseri di andare oltre la linea del ri-conoscersi e conoscersi realmente"

      Attuale, non vi pare?

    1. natascia 10 ottobre 2022

      La lotta di classe non esiste più perché non ne esiste la coscienza . Eppure le classi esistono ancora . L’informazione, la pubblicità sono il braccio armato della dominante che le usa per ridurre tutte le altre in stato di ignoranza e soggezione. Ridicoli partiti, ridicoli sindacati calcano le scene occupando spazi effimeri e illusori che il potere concede sui suoi media e nella realtà. Bisogna realizzare che l’attuale lotta di classe deve ripartire dalla nascita di media indipendenti, dalla distruzione di questa scuola quale primo e fondamentale mezzo che l’attuale insensato potere usa per condizionare le masse.

    2. Martin 10 ottobre 2022

      Il concetto di lotta di classe e' errato all'origine.

    1. Jocondor 9 ottobre 2022

      Quanto al Great Reset, esso rappresenta una evoluzione recente del capitalismo finanziario e predatorio, non di quello
      Ugualmente rapace dell"era industriale. Io lo ricollego al "durezza del vivere" di una ventina di anni fa

    1. AlbertoConti 9 ottobre 2022

      Ammesso e non concesso che i dati riportati nell'articolo siano veritieri, basterebbe che i BRICS facessero una valuta di riferimento per i commerci internazionali ispirandosi alla proposta di Keynes, bocciata a Bretton Woods (bancor), e lo strapotere bullizzante e predatorio del dollaro sarebbe finito per sempre.
      Ma ci arriveremo quanto prima.

    2. Martin 10 ottobre 2022

      Aspetta e spera, se fosse facile come tu dici, gia' ci sarebbe. E' difficilissimo - sotto OGNI profilo.

      Perche' mai Russia e Cina dovrebbero finanziare una nuova moneta che ridurrebbe il valore delle loro monete nazionali? Come si metterebbero d'accordo? E chi altro si esporrebbe? India, Brasile, Saudi Arabia etc secondo te rinuncerebbero anche loro alla sovranita' monetaria per finanziare una nuova moneta? Solo un esempio: l'India che si allea alla Cina?
      E come si dividerebbe il paniere o le quote della nuova moneta tra Paesi cosi' diversi? Ti rendi conto che dopo, se una moneta nazionale svalutasse, pagherebbero le altre?
      Secondo te l'India sarebbe pronta a pagare perche' il Brasile svaluta, o viceversa?
      Ma di cosa stiamo parlando??
      Mi sembra che tu non abbia veramente la MINIMA o PIU' REMOTA idea delle difficolta' di OGNI ordine e grado.

    1. Jocondor 9 ottobre 2022

      La guerra in jugoslavia è tranquillamente leggibile in termini marxisti, di trattava dell'annessione alla UE-NATO di territori "ostili" ma strategici e mercati appetibili nonché porti e riserve di acqua dolce.

      Saltando poi ad alcuni commenti, posso dire che la CO2 è sì un gas serra ma quello di gran lunga più abbondante è il vapore acqueo che aumenta se aumenta l'evaporazione dal mare, ed è conseguenza e non causa del riscaldamento globale, semmai

    2. Martin 10 ottobre 2022

      Cerca di non far ridere i proverbiali polli. Serbi, croati,albanesi e musulmani bosniaci si sono sbudellati letteralmente a vista, regolando conti pendenti da diversi decenni. UE e Nato sono arrivate ben dopo.

    3. Jocondor 10 ottobre 2022

      Cerca tu di non far ridere.

      La guerra in croazia comincia nel 1991 con il terrorismo neo-ustascia contro le Krajine serbe, con armi fornite dalla Germania su preciso mandato di Bill Clinton. Il neoministro della difesa Croato era ritornato dal Canada apposta per foraggiare con i denari della comunità ustascia riparata in Canada le elezioni che nel '91 avevano portato al potere i fascisti croati di Tujiman.

      Poi viene la Bosnia: nel gennaio del 1992, il diplomatico portoghese Josè Cutilheiro, elaborò un piano che intendeva configurare nella Bosnia-Erzegovina uno stato federale (anzi, cantonale) trietnico.
      Inizialmente, tutte e tre le parti aderirono all'accordo: Izerbegović per i bosniaci, Radovan Karadzic per i serbi e Mate Boban per i croati.
      Circa due settimane dopo, però, Izerbegović, subito dopo un incontro con l’ambasciatore degli Stati Uniti, Warren Zimmermann, ritirò la sua firma e dichiarò la sua opposizione a qualsiasi tipo di partizione della Bosnia.
      Di lì a poco, Izerbegovic, con un colpo di stato cioè tradendo la costituzione, continuò ad esercitare la carica presidenziale, che avrebbe dovuto ruotare ai serbi di Bosnia i quali allora si ritirarono dal parlamento, e cominciò la guerra.

      Per tacere del Kosovo, qualche anno dopo, che adesso ospita la base americana più grande d'Europa, Camp Bondsteel, costruita da una società del bandito Dick Cheney, ex segretario di stato USA. Le bombe su Belgrado invece portano la firma di Madeleine Albraight, che poi si è intestata la rete telefonica del Kosovo.

      E ce ne sarebbe ancora.
      Studia, studia, che "la storia è un'ottima maestra" (Gramsci).

    4. Martin 10 ottobre 2022

      Lo sbudellamento generale con il quale varie nazionalita' hanno regolato conti pesanti, pendenti da prima della WW2, e' stato assolutamente endogeno. Che gli USA e parte dell'UE ci abbiano poi messo le corna, e' assolutamente secondario.
      E' disonesto fino al ridicolo solo provare a dare la colpa della guerra civile a USA e UE.

    5. Jocondor 10 ottobre 2022

      Si certo, conti che pendevano da prima perchè gli ustascia nel'41 erano amici dei fascisti italiani e dei nazisti tedeschi contro i partigiani serbi e sloveni, mentre i bosniaci musulmani avevano una loro divisione delle SS detta "scimitarra", che dava una mano ai massacri. Certo, tutta roba cucinata nella malfamata osteria balcanica, no? come dal 2014 ad oggi nel Donbass, tutta farina del loro sacco. Certo, come no.

      Disonesto e ridicolo sei tu, oltre che superbamente ignorante. Studia, ragazzo, studia.

    6. Martin 11 ottobre 2022

      Mai sentito alcun serbo o croato, e subito dopo la guerra civile, sostenere l'assurdo totale di una guerra civile imposta dall'esterno. Fa semplicemente ridere i polli. Chiunque, ancora oggi, ti dice: "ci odiavamo, ed abbiamo regolato i conti fino a quando non ci siamo separati". Idem tra serbi e albanesi, e musulmani bosniaci.

      Quanto alla storia dello stato-fantoccio multinazionale Jugoslavia, altra creazione di Versailles insieme a Cecoslovacchia e Polonia, temo che devi studiartela tu.

      Partigiani comunisti serbi titini, partigiani serbi monarchici e ustascia croati non avevano veramente bisogno di alcun incoraggiamento per sbudellarsi tra di loro. Le fonti storiche attestano che i militari italiani in Croazia cercarono ripetutamente di limitare i massacri indiscriminati da parte degli ustascia,
      Per non parlare delle migliaia di partigiani monarchici scappati in Austria e restituiti dagli Inglesi ai titini alla fine della guerra, fucilati in massa.

    7. Jocondor 11 ottobre 2022

      La storia della Jugoslavia l'ho studiata per benino, anche perché mio padre, a 23 anni, era sottotenente e comandante di un piccolo presidio nell'entroterra, verso Zagabria, all'8 settembre '43.
      Spariti nel nulla i comandi, fu lui, con un sergente, a trattare la resa del presidio all'Esercito popolare di liberazione Jugoslavo, comandato al Croato Josip Tito.

      Stato fantoccio un cavolo, la Jugoslavia: uno stato di popoli slavi, purtroppo per loro rimasti molto a lungo spartiti e contrapposti tra i più forti vicini, austriaci, ungheresi e turchi, ed unificato molto tardi proprio come l'Italia.
      Una monarchia nata dalla disfatta dell'impero asburgico, che aveva scatenato la Grande Guerra proprio aggredendo la Serbia.
      Uno stato partorito, questo sì, da Versailles quasi solo per volontà di Wilson, e con grande scorno dei governi Italiani dell'epoca, Salandra e Nitti, che avanzavano mire sui Balcani.
      La "mutilazione" diede poi origine all'avventura fiumana, ma quella è un'altra storia.

      La Jugoslavia è nata quindi da Versailles proprio come la Cecoslovacchia o la Polonia, e proprio come questi due è stata aggredita nel '41 dai nazisti e dai fascisti, senza alcuna ragione se non di predazione. Smembrata a pezzi ed occupata con una repressione durissima contro la popolazione che sosteneva la resistenza, che era di gran lunga la più forte ed organizzata in Europa.

      Repressione compiuta con ferocia anche da parte degli italiani, in particolare dal generale Roatta, ex capo dei Servizi del fascismo, poi processato per crimini di guerra. Sua è la famosa circolare:
      "...Se necessario, non rifuggire da usare crudeltà.(…) l'internamento può essere esteso… sino allo sgombero di intere regioni, come ad esempio la Slovenia. In questo caso si tratterebbe di trasferire, al completo, masse ragguardevoli di popolazione… e di sostituirle in loco con popolazioni italiane".

      Quanto alla guerra degli anni '90, ti vedo davvero poco preparato, e ti mando un po' di bibliografia, che posso amichevolmente senz'altro consigliarti:

      Carla del Ponte, La Caccia, Feltrinelli, 2008;
      Steve Levine, Il petrolio e la gloria, 2009, ediz. Il Sirente;
      Giacomo Scotti, Storie di profughi e massacri Un diario dall’ex Jugoslavia, Asterios, 2001;
      Tesi di laurea Daniele Senzanonna, La Sapienza, 2005;
      Il-Drama-Bellico-di-Vukovar-Dusan-Vilic-BoskoTodorovic https://www.scribd.com/document/42244100/;
      R. Clark, S. Gervasi, S. Flounders, N. Tesich, T. Deichmann, NATO in the Balkans, numerosi articoli;
      Greg Elich L'invasione della Krajina serba https://iacenter.org/bosnia/elich.ht
      Comitato contro la guerra in Jugoslavia http://www.cnj.it/CHICOMEPERCHE/index.ht

    8. Martin 11 ottobre 2022

      Ok, grazie, e mi fa piacere che sei al corrente della storia della ex Jugoslavia, stato fantoccio dissoltosi nel nulla. Tralaltro so perfettamente come noi Italiani ci siamo comportati in Slovenia.. Ma a parte il fatto che l'invasione tedesca e italiana fu provocata da un colpo di stato a Belgrado che cancello' la neutralita' del Governo jugoslavo, il punto fondamentale era come mai il proletariato jugoslavo negli anni 90 si e' fatto coinvolgere in una guerra civile etnico-nazionalista, invece di pensare alla lotta di classe contro la borghesia sfruttatrice . Spero di essermi spiegato.

    9. Jocondor 11 ottobre 2022

      Bene mi fa piacere vedere che hai cambiato tono. Alla bibliografia che ti ho proposto troverai la risposta al perché il proletariato eccetera.
      Ti aggiungo questa, fresca fresca da Meissan su CdC: "Rammentiamoci della guerra di Transnistria, finalizzata a mettere le mani su un hub di gasdotti [2], nonché della guerra del Kosovo, per costruire una via di comunicazione attraverso i Balcani, l’“VIII corridoio”. Ora si palesano i restanti tasselli del puzzle"

    1. Eugiorso 9 ottobre 2022

      Forse chi ha scritto l'articolo vive in un'altra epoca nel passato, perché "l'ideologai marxista" non è più di attualità e ormai latitina anche gli ideologi, mentre i neocon di orgine trotzkista ne hanno, ma sono anche (e soprattutto) ebrei, tenendo conto che il trotzkismo era un'eresia, addirittura una degenerazione del marxismo ... Inoltre, lasci ripossare in pace Antonio Gramsci, quello della egemonia del proletariato, ben più "soft" della dittatura, perché non ha alcuna parte e paternità nella vicenda.

      Cari saluti

    2. Martin 9 ottobre 2022

      L'occupazione culturale e mediatica perpetrata dal Neo Globalismo e' figlia della dottrina dell'egemonia culturale di Antonio Gramsci.

    3. LuxIgnis 9 ottobre 2022

      Certo anche "ama il prossimo tuo come te stesso" è il primo esempio di egemonia e di globalismo.
      Anche qui non tiriamo la giacchetta a nostro favore, fate brutta figura.

    4. Ricciardo 9 ottobre 2022

      Al terzo capoverso soggiunge: "In estrema sintesi...
      "Vàlgame Dios!

    1. mazzam 9 ottobre 2022

      Mi dia CDC il mio Belisario quotidiano.

    1. Martin 9 ottobre 2022

      Si, poi ci spiegherai gli altri due periodi di global warming europei noti a qualunque climatologo: il 250-400 DC ed il 950-1200 DC. Aggiungi anche la mini eta' glaciale tra il 1650 ed il 1750, secondo diversi storici all'origine dei processi alle streghe.

    2. Violetto 9 ottobre 2022

      Possono esserci motivi diversi.
      il 5% che emette l'attività umana una qualche influenza la deve avere. Gli equilibri sono sottili.

      Non mi piace la "narrazione" del cambiamento climatico che vuole far credere che il mutamento del clima dipende dall'uomo. Il clima cambia sempre da sempre per varie dinamiche.

      Quindi ritengo falsa l'idea che non emettendo più CO2 da attività umana il clima si "freezi".

      Ma ritengo altrettanto sbagliata l'idea che la CO2 emessa dall'attività umana sia "gratis" e che non vada a impattare contribuendo a "spostare" l'equilibrio.

    3. Martin 9 ottobre 2022

      Guarda che "in medio est virtus" non funziona sempre. Non e' sempre 50-50.
      Se assolutizzi l'ossessione del 50-50, finisce per essere valida solo nel 50% dei casi!!!!

      Restano da spiegare i due precedenti citati periodi europei di global warming quando - ehm, ehm - non c'era traccia di sviluppo industriale -ehm, ehm.

    4. Violetto 9 ottobre 2022

      io non assolutizzo nulla.
      Ragiono.

      Perchè la CO2 dell'uomo non dovrebbe fare parte del "conteggio" della CO2 generale e degli altri gas che influiscono sulle dinamiche climatiche?
      Come e quanto è un altro discorso. Ma in ogni caso conta.

      Senza la CO2 dell'uomo il clima è immobile? no!

      fine.
      è semplice, non c'è assolutizzazione di niente.

      dovremmo smetterla con la CO2?
      Dovremmo efficientare la produzione, possibilmente relativamente a inquinanti tossici più che relativamente alla CO2.

      Esistiamo e a meno di non tornare al medioevo non esiste modo di non "impattare"
      (in realtà impatteremmo anche se domani tornassimo allo stile di vita e alla tecnologia del 1200)

    5. Martin 9 ottobre 2022

      Lo dici tu, il 250-400 DC fu un periodo di global warming molto piu' intenso dell'attuale . Nel 250-400 DC la Groenlandia era una terra verde e coltivabile (Green Land), ed in quasi tutta la Gran Bretagna si coltivava la vite.

    6. Violetto 9 ottobre 2022

      ma dove lo hai letto "peggio"?

      mi sforzo ma non lo trovo...

    7. Brule 9 ottobre 2022

      Dovremmo indagare, ma mi dicevano che i Walser, dopo la loro emigrazione a sud, coltivavano la segale ad una quota dove ora non ci si riesce per il freddo.

    8. Violetto 9 ottobre 2022

      ma da cosa?

      sto dicendo che se tornassimo alla tecnologia e stile di vita del medioevo impatteremmo lo stesso.

    9. Martin 9 ottobre 2022

      Forse dovresti mettere in conto la durata media della vita, di diversi decenni inferiore fino alla Rivoluzione Industriale, ed il tasso di mortalita' infantile, passato da oltre il 50% pre Rivoluzione Industriale all' 1% e poi allo 0,5% dopo.
      E' dura dire che vivevano meglio, quando l'eta' media non oltrepassava i 40 ed un bimbo su due moriva prima dell'adolescenza.

    10. Martin 9 ottobre 2022

      Puo darsi, d'altronde i Vikinghi erano solo dei trogloditi retrogradi, alcolizzati e sanguinari, in ritardo di oltre 700 anni sull'Europa del Sud. Ma e' storicamente accertato che in Inghilterra si coltivava la vite in aree ove non fu piu' possibile dopo il 400 DC per ragioni climatiche, e comunque quel global warming e' storicamente accertato, come quello del 950-1250 DC.

    11. Martin 9 ottobre 2022

      Bisogna fare attenzione alle parole. Non e' "forse", l'eta' media nel Medio Evo non oltrepassava i 40 anni ed un bimbo su due moriva nell'infanzia. Il 90% degli Europei viveva una vita letteralmente di stenti.

    12. Martin 9 ottobre 2022

      In tutto l'emisfero europeo. La piccola glaciazione 1650-1750 anche nel'emisfero nord americano.
      L'attuale estate e' stata calda come quelle del 2003 e del 1944.
      Il clima e' sempre cambiato e le balle di coloro che vogliono obbligarci all'auto elettrica non stanno letteralmente in piedi.

    13. Martin 9 ottobre 2022

      Mi dispiace ma ignorare i dati sull'allungamento della durata media della vita DI DECENNI rispetto al Medio Evo non e' una posizione sostenibile.

    14. Martin 9 ottobre 2022

      Tutte balle. Il Global Warming causato dall'uomo e' una fandonia totale, una presa in giro assoluta che nasconde un piano economico dirigista.

    15. LuxIgnis 9 ottobre 2022

      Già. Si continua a far confusione con la media della vita che non è poi così facile da calcolare, e che è un calcolo matematico e l'aspettativa di vita che è una formula, un algoritmo in cui ci si può schiaffare di tutto e di più e avere i risultati che si desiderano. Quindi ora viviamo 100 anni ma nelle ere passate se ne viveva 10.

    16. LuxIgnis 9 ottobre 2022

      No, la Groenlandia era effettivamente verde. Ci sono le tracce fossili che lo dimostrano.
      Ma era molto più caldo anche il resto d'Europa e anche qui vi sono tracce e testimonianze storiche.
      Non tiriamo la giacchetta alle nostre ipotesi.

    17. Martin 9 ottobre 2022

      Ma come si fa... "tu dici".. l'eta' media nel Medio Evo era di 40 anni, oggi e' oltre i 70.. non si puo' ignorare e straparlare a vanvera su fatti cosi' giganteschi.

      La mortalita' infantile, per secoli fino alla rivoluzione industriale, in Europa era del 50%. Dopo, di circa l'1% e attualmente di meno dello 0,5%.

      E questi non sarebbero progressi?
      Di cosa STRAPARLI se ignori FATTI cosi' giganteschi?

      Se per te l'allungamento della vita media di oltre 30 anni e la riduzione di 50 volte della mortalita' infantile non sono PROGRESSI COLLETTIVI ESPONENZIALI, vorrei capire,quale sarebbe per te il concetto di progresso?

      Forse l'olio di olive raccolte a mano dalle Suore Carmelitane Scalze? La pummarola bio preparata dalla nonnina ideale? Il formaggio con i vermi sardo? Francamente non capisco

    18. Luca VFR 9 ottobre 2022

      Per fare un esempio Johann Sebastian Bach (1685-1750), musicista credo noto a tutti, ebbe, dalle due mogli, 21 figli. Gliene sopravvissero 8. E sicuramente J.S. Bach non era al gradino più basso della scala sociale di allora.

    19. Cachafaz 10 ottobre 2022

      Intanto non c'erano le scie chimiche. le siringhe e i prodotti agricoli tossici e cancerogeni, la tv..probabilmente anche le donne se la tiravano meno, non avendo subito la propaganda femminista!

    20. Cachafaz 10 ottobre 2022

      Tutto farlocco. Cominciano a fare il calcolo prendendo in esame solo tutti i vivi a a 65 anni, cioe' chi e' morto prima non viene considerato! Se questa non e' una immane truffa...

    21. Cachafaz 10 ottobre 2022

      L'eta' media della vita sara' probabilmente 5-7 anni di meno di quello che dicono loro, se non piu', per costringere le persone a lavorare dell'altro e non pagargli la giusta pensione. Perche' se la vita media e' in realta' 73-75 per gli uomini, e' chiaro che lo stato+ inps (tenendo conto di chi muore prima dei 65 ed ha pagato ingenti contributi ma non riscuotera' nulla) e' in attivo.

    1. LuxIgnis 9 ottobre 2022

      Allora attualmente siamo a 420ppm di anidride carbonica (ricordo che vien considerata aria pura fino a 1500ppm), in epoca preindustriale si dice era intorno ai 280ppm. Quindi un aumento c'è stato. Ma se solo il 5% è dovuto per motivi antropici (20ppm), l'aumento che c'è stato non può essere imputato solo all'attività umana. È troppo poco per incidere significativamente sul tutto. Non si può considerare un eventuale accumulo negli anni perché varrebbe anche per le origini naturali e se così fosse da quel dì che saremmo tutti soffocati.
      In più ci si scorda spesso che agli albori della civiltà industriale l'inquinamento era molto peggiore di quanto lo è adesso. "Fumo di Londra" non è un vezzeggiativo era una realtà drammatica.
      Anche gli incendi su vasta scala erano molto maggiori che adesso.Eppure l'anidride carbonica aumenta sempre di più come dicono solo ultimamente, all'incirca dagli anni '60.
      Nel momento della Pandeminchia di COVID in cui molte attività si sono forzatamente fermate si avrebbe dovuto aspettarsi un calo anche leggero della CO2, invece sorpresa! È continuata ad aumentare.
      C'è qualcosa che non torna, anzi molto che non torna.

    2. LuxIgnis 9 ottobre 2022

      Questa mi pare un po' come una specie di supercazzola. Tradotto significa: non sappiamo perché aumenta ma è meglio continuare a sostenere che è colpa dell'uomo.

    3. Luca VFR 9 ottobre 2022

      Ti faccio notare che i soliti scienziati hanno anche affermato che ci sono state epoche della vita della terra, e credo una fosse l'era mesozoica, quella dei dinosauri, dove la percentuale di CO2 era di 10.000 ppm cioè circa 25 volte quella attuale e, stranamente, il pianeta è sopravvissuto a tale jattura.

    1. PietroGE 9 ottobre 2022

      Condivido quasi tutto di questo interessante articolo che riassume bene le vicende geopolitiche e finanziarie degli ultimi decenni. Sono in particolare d'accordo con la critica dell'economicismo marxista che racchiude l'uomo nella gabbia dei 'rapporti di produzione' e introduce per primo la globalizzazione con la formula della cosiddetta 'unione del proletariato mondiale', che per altro non c'è mai stata.
      La critica alla politica espansiva della BCE sulla scia di quella della Fed americana mi sembra un po' eccessiva. Non vedo cosa avrebbe potuto fare di diverso con i lockdown che paralizzavano l'economia. Si rischiava la rivolta sociale oltre al crollo del PIL e all'aumento conseguente del rapporto deficit/PIL. Per avere una quota maggiore della riserva monetaria internazionale non basta una politica oculata della BCE, occorrono condizioni di economia europea dal punto di vista della indipendenza energetica, della geopolitica e dello sviluppo tecnologico che non esistono e che quindi non generano la fiducia necessaria. Sono però d'accordo sul fatto che la guerra russo-ucraina ha solo funzionato da amplificatore per una crisi economica che esisteva già da prima ma che era mascherata dai surplus commerciali tedeschi. Solo ora in Germania ci si accorge della follia di inseguire la moda ecologista e la delocalizzazione selvaggia invece di promuovere le nuove tecnologie capaci di assicurare un futuro di benessere per il Paese e l'Europa.

    2. Martin 9 ottobre 2022

      Ma forse bisognerebbe anche riflettere sugli effetti reali della delocalizzazione produttiva, partita con gli accordi di Marrakesh del 1994, voluti dalle multinazionali USA, che dopo hanno spostato gran parte degli apparati produttivi specialmente in Cina ed in Asia, ed ugualmente multinazionali ed anche le PMI europee, in Asia e nell'Est Europa.

      In cosa consiste l'aumento della ricchezza collettiva determinato da un investimento produttivo? Da due voci: profitto e lavoro. Il profitto degli investitori ed il lavoro (gli stipendi) dei lavoratori, che poi vengono spesi all'interno delle comunita', con l'aumento della ricchezza di tutti.

      Se delocalizzi l'investimento, la seconda voce (il lavoro) va al Paese ove si delocalizza e viene sottratta al Paese originario.
      Il Paese che delocalizza in cambio di una quota di ricchezza derivante dal maggiore profitto perde la quota di ricchezza derivante dal lavoro.

      Morale, le classi meno abbienti del Paese che delocalizza sicuramente perdono.

    3. PietroGE 9 ottobre 2022

      Non solo perdono le classi meno abbienti, anche la classe media, colonna portante dell'economia, si sta proletarizzando a causa della delocalizzazione. La ricerca del facile profitto, ottenuto portando la manifattura in Asia si scontra però con il crollo della domanda interna quando le risorse per l'acquisto del prodotto delocalizzato non ci sono più. La fragilità di questo modo di produzione la si è vista durante l'epidemia quando bastava la chiusura di una fabbrica di componenti in Asia per bloccare tuttala catena di produzione.

    4. Martin 9 ottobre 2022

      Ma infatti il Paese che delocalizza aumenta la quota di ricchezza derivante dal profitto ma perde quella derivante dal lavoro. Un Paese vincente dovrebbe evitare di delocalizzare ed al tempo stesso attrarre investimenti sul proprio territorio.
      Se calcoliamo le delocalizzazioni nell'Est Europeo ed inoltre i contributi annuali che gli versiamo dal 2004, pari a una quota tra il 3 ed il 5% del loro PIL, e' chiaramente in corso un massiccio trasferimento di ricchezza dall'Europa Occidentale all'Europa Orientale.
      Senti mai un GRAZIE da parte di quei Paesi? Ringraziano solo la Commissione, che e' quella che GIRA i soldi che NOI paghiamo.
      Ma anche se ringraziassero, perche' dobbiamo continuare a finanziarli?

    5. Luca VFR 9 ottobre 2022

      Non solo ma la quota di aumentato profitto del capitalista non copre che solo in modo parziale, molto parziale, la quota di ricchezza prodotta dagli stipendi. E che questo sia una specie di Postulato Euclideo lo vediamo tutti i santi giorni coi nostrri occhi..

    1. Nestor Halak 9 ottobre 2022

      Non capisco perché Belisario se la prenda tanto con l'ideologia marxista che, secondo lui, interpreterebbe l'attuale situazione mondiale in termini di grande reset: francamente di ideologia marxista non ne vedo più alcuna traccia qua attorno
      l'osservazione che non sia possibile per un gruppo di persone per quanto ricche e influenti di programmare il corso della storia per decine di anni mi trova del tutto d'accordo e anche lui identifica negli Usa il principale problema del mondo odierno, ma temo siano gli unici punti in comune.
      Alla fine che il grande reset lo chiami piuttosto "agenda neo global",è solo una questione di nomi: sta di fatto che coloro che hanno in mano il potere negli Stati Uniti (e di conseguenza in Europa, che ha perso qualsiasi autonomia, ma il perché di questo, Belisario, come dice lui stesso, non lo analizza), stanno cercando di dettare al mondo le loro condizioni.
      Sono loro il nemico.

    2. Fantine 9 ottobre 2022

      "Il consumismo può creare dei 'rapporti sociali' immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo), sia, com'è ormai più probabile, creando come contesto alla propria ideologia edonistica un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili.
      In ambedue i casi lo spazio per una reale alterità rivoluzionaria verrebbe ristretto all'utopia o al ricordo: riducendo quindi la funzione dei partiti marxisti ad una funzione socialdemocratica, sia pure, dal punto di vista storico, completamente nuova.
      [...] Ora, la massa degli intellettuali che ha mutuato da voi, attraverso una marxizzazione pragmatica di estremisti, la lotta per i diritti civili rendendola così nel proprio codice progressista, o conformismo di sinistra, altro non fa che il gioco del potere: tanto più un intellettuale progressista è fanaticamente convinto delle bontà del proprio contributo alla realizzazione dei diritti civili, tanto più, in sostanza, egli accetta la funzione socialdemocratica che il potere gli impone abrogando, attraverso la realizzazione falsificata e totalizzante dei diritti civili, ogni reale alterità. Dunque tale potere si accinge di fatto ad assumere gli intellettuali progressisti come propri chierici. Ed essi hanno già dato a tale invisibile potere una invisibile adesione intascando una invisibile tessera".

      Pasolini (1975)

    3. R66 9 ottobre 2022

      Senza entrare nello specifico, l'onnipresenza nella storia dovrebbe far considerare la possibilità che possano gestirla, no?
      Cos'altro potrebbe spiegare gli eventi unidirezionali togliendo le intenzioni e con esse la presenza di ideatori?
      Il caso?
      Tanti incriminano l'incapacità senza neanche rendersi conto che una eventuale "incapacità" consequenziale è capacità a sé stessa...
      Lungi da me il puntare il dito soltanto ai soliti noti, la mia è solo un'osservazione, vista la suddivisione numerica, per me il popolo resta sempre il loro miglior partner.

    4. Martin 9 ottobre 2022

      Personalmente concordo con la visione dell'articolo, e mi sembra chiarissimo perche' l'Europa ha perso qualunque autonomia. Ogni organismo burocratico, se lasciato incontrollato, tende ad espandere le sue competenze.
      La Commissione UE ha poteri assurdi ed e' diventata una autorita' imperiale: i suoi obiettivi primari sono l'estensione verticale delle sue competenze (a danno di quelle dei Governi dei Paesi Membri) e l'estensione orizzontale, attraverso l'allargamento delle frontiere dell'UE ad Est, in conflitto diretto con la Russia.

      Gli USA, che fino ad alcuni decenni fa, diffidavano dell'UE, con i Dem USA concordano al 100% con tale agenda. L'UE, da competitore degli USA, e' quindi diventata uno strumento del dominio degli USA. E' poi molto piu' comodo controllare 27 Paesi attraverso la Commissione che stargli dietro uno ad uno o a gruppi.

      C'e' quindi un ovvio e totale TRADIMENTO della Commissione UE alla sua ragion d'essere ed ai suoi ideali originari, che i marxisti -come giustamente messo in luce dall'autore - non vedono, perche' secondo loro, per ragioni ideologiche, l'UE e' SEMPRE stata uno strumento del capitale e/o degli USA - fatto invece assolutamente falso in termini storici.

      C'e' poi sempre un altro gigantesco problema che non concerne solo i marxisti, ma che e' inerente all'analisi storica. Si tende ad analizzare la storia come si legge un libro alla rovescia, ossia gia' conoscendone la fine, che e' il presente. Cosi' si finisce molto facilmente per proiettare il presente sul passato, ossia a plagiare o violentare il passato.

      Esempio, gli accordi di Marrakesh del 1994 (con inoltre l'ingresso della Cina nel WTO) che sanciscono l'inizio della globalizzazione, vengono ora visti da molti come l'inizio della "congiura" del Great Reset.
      Invece furono solo la vittoria delle multinazionali USA, che esigevano un quadro legale internazionale che consentisse la delocalizzazione internazionale degli apparati produttivi per ragioni di profitto, punto e basta. Del Great Reset non gliene importava ne' potevano saperne meno di nulla, anche perche' la visione del Great Reset, in quel tempo, nemmeno esisteva.

      Con il che torniamo alla profonda verita' espressa da Giovanni Gentile: ogni interpretazione e reinterpretazione della storia ha poco o nulla a che vedere con i fatti storici interpretati o reinterpretati e tanto o tutto a che vedere con il periodo storico (ossia il presente) in cui i fatti vengono interpretati o reintepretati.

    5. Violetto 9 ottobre 2022

      "di ideologia marxista non ne vedo più alcuna traccia qua attorno"

      ma certamente!
      Non rispondo a tutti che non ho voglia ma non riesco davvero a capire come non ci si renda conto che la dottrina economica Marxista è stata spazzata via con le bombe dall'intero mondo perché promuoveva l'unità dei proletari contro il capitale.

      E' semplice!
      La lotta contro il "comunismo" inizia già contro la Russia di inizio secolo scorso.
      Si conclude con la dissoluzione dell'URSS.

      Ma alcuni vedono il fantasma di Marx ancora in giro.
      Cosa che sarebbe invece auspicabile e certamente utile.
      Ma, ahimè, sono allucinazioni "destrorse" senza alcun fondamento.

      Questi infatti non spiegano mai (e come vedi non lo fanno mai neanche qui né gli articolisti né i commentatori) come si può conciliare una dottrina che è lotta al capitale, con una società ultra capitalista liberista.
      Boh

    6. Martin 9 ottobre 2022

      Caro Violeto, sei un marxista, ma non capisci fino in fondo le implicazioni del materialismo e del marxismo storico e dialettico.
      Provo a spiegarmi. Tu vedi la rivoluzione permanente di Trotsky e l'egemonia culturale di Gramsci SOLO come dei VALORI, cosi' perdi del tutto la loro valenza strategica, che ne ha consentito la piena utilizzazione come armi ideologiche da parte dei supporters dell'espansione imperialista permanente e dell'occupazione culturale e mediatica del pensiero unico, quest'ultima visibile sotto il naso di tutti, il tuo incluso.
      D'altronde, sai quanti degli attuali imperialisti da giovani erano trotzkisti? Cohn Bendit, Barroso, Gentiloni, Stoltenberg, la lista e' lunghissima..........il "salto della quaglia" non e' stato cosi' difficile.

      Il marxismo sarebbe morto? Col fischio!!!
      Ai tempi di Marx e Lenin gli oppressi ed i soggetti rivoluzionari erano le "classi operaie". Poi Marcuse e gli altri pifferai da 4 soldi della "scuola" di Francoforte hanno aggiunto "lavoratori intellettuali, studenti e disoccupati".
      Verso gli anni 70 sono state aggiunte "le donne".

      Nell' ultimo decennio negli Usa hanno aggiunto prima i Neri (la Critical Race Theory altro non e' che l'applicazione della lotta di classe marxista ai rapporti tra Neri e Bianchi), poi tutti i "non bianchi", ed infine gli LGBT.

      Tutti che lottano per la liberazione contro "il sistema" !!!!

    7. R66 9 ottobre 2022

      Preferisco usare il binomio gestione unica ad altri termini proprio per non scadere in forme di complottismo becero.
      L'incomprensione sta nell'intento di dover scovare un obiettivo dove non ce n'è bisogno.
      La gestione unica è stata, è e sarà sempre parte integrante del potere stesso, non è scindibile da esso, la si trova in ogni situazione e in ogni tempo, anche all'interno di ogni famiglia o fabbrica seppur (si spera) in termini più gentili e concordati con gli interessati.
      La differenza con il passato è rappresentata dalle tecnologie odierne che rendono possibile interagire su una vasta scala, i Romani o i Borgia avrebbero fatto la stessa cosa se avessero avuto internet, navi container, aerei ecc... ecco il grande mistero.

      Per contraddirla si dovrebbe considerare che il potere presupponga un (auto)limite: non più in là di X linea - un paradosso!

      Su ciò che invece si potrebbe discutere sono gli attori in gioco: ci sono più gruppi che aspirano al vertice o un vertice concorde si è già formato?
      Oltre che sui termini di realizzazione, il quali, anche in vista della longevità dell'uomo, potrebbero fare una gran differenza.

      Hai scritto: "E’ poi molto piu’ comodo controllare 27 Paesi attraverso la Commissione che stargli dietro uno ad uno o a gruppi. "
      In punto chiave sta esattamente in questa osservazione.
      Il senso di rifiuto quindi da dove proviene?
      Dalle parole scelte?
      Abbasso Great Reset e NWO allora, "gestione unica" è open source! 😉

    8. Violetto 9 ottobre 2022

      No, non sono marxista.

      Comprendo quello che dici rispetto la valenza "strategica" che possono avere le ideologie.

      Ma se viene presa la dottrina marxista, viene spogliata della sua spina dorsale anti capitalista e viene usata dal capitale per dominare (ancora una volta) il popolo proletario, quella si può ancora chiamare ideologia marxista?

      L'ideologia marxista è anticapitalista.
      Non si può sbagliare.

      Io non sono completamente convinto che il capitale multinazionale apolide liberista contemporaneo stia utilizzando l'ideologia marxista contro i popoli.

      Forse alcuni aspetti, come dici, in maniera strategica e funzionale.

      Ma chiamarla ideologia marxista è, ripeto, sbagliato e oltremodo ridicolo proprio perché viene totalmente ribaltata e adattata ad altro uso (se cosi fosse)

    9. Arthur 9 ottobre 2022

      Aggiungo una postilla a quello che hai scritto.

      Ma non sarà che il Marxismo (con l'ideologia politico-economico-culturale che ne scaturisce) sia uno strumento subdolo adoperato da qualcuno per scardinare l'Occidente, i suoi valori e più in generale la sua civiltà?

      Verrebbe da chiedersi: chi è questo qualcuno?
      Risposta semplice: si chiama Marxismo perché si ispira alle teorie ed agli scritti di Marx.
      Chi era Marx?
      Di chi era figlio?
      Tutto molto ovvio.

    10. Nestor Halak 9 ottobre 2022

      Questo sì, questo è marxista, in tutta la sua complicazione.

    11. logos 9 ottobre 2022

      Pollicione su firmato.
      l.

    12. AlbertoConti 9 ottobre 2022

      "C’e’ quindi un ovvio e totale TRADIMENTO della Commissione UE alla sua ragion d’essere ed ai suoi ideali originari, che i marxisti -come giustamente messo in luce dall’autore – non vedono, perche’ secondo loro, per ragioni ideologiche, l’UE e’ SEMPRE stata uno strumento del capitale e/o degli USA – fatto invece assolutamente falso in termini storici."

      Che l’UE sia SEMPRE stata o che sia diventata uno strumento del capitale e degli USA a questo punto che differenza fa? E' argomento accademico per aspiranti storici.

      Non esistono addetti ai lavori dei piani strategici posti in essere dai padroni universali in grado di testimoniare come veramente siano andate le cose. (i traders fanno parte della parte inferiore della piramide massonica) Quel che si può osservare oggettivamente è che sono andate "come se" un piano coordinato di lungo periodo avesse funzionato come un orologio svizzero. E questo intento realizzato è la manipolazione della costruenda unione europea in chiave di sudditanza ad una ben precisa ideologia, riassunta perfino da Trump in "America first" (e resa operativa dalla FED e dal pentagono). Figuriamoci dai dem terrorizzati dal perdere i loro personali e illegittimi privilegi smodati, e con essi il potere che li protegge.

      Quel che conta oggi è comprendere che un nemico feroce esiste, ha molti abiti, tra cui quello della commissione europea infiltrata dalle lobby, secondo il modello americano.
      In questo la chiave di lettura marxista o indù c'entra come i cavoli a merenda.

    13. logos 9 ottobre 2022

      Io andrei ancora più indietro. Almeno fino a Moses Hess. Anche se credo la faccenda sia un po' meno lineare di così. C'è più grigio.
      l.

    14. AlbertoConti 9 ottobre 2022

      Il diavolo vuole l'anima della gente, e per ottenerla fa come Berlusconi: una bella "ricerca di mercato" e poi ti offre quel che più vuoi, che va per la maggiore, quel che già c'è e quindi può essere riconosciuto, far presa sull'immaginario collettivo. La cultura cristiana e la cultura marxista hanno lasciato segni indelebili, quindi perchè non sfruttarle per scopi diametralmente opposti? Così poi nessuno si potrà lamentare per averla presa in quel posto, anzi qualcun altro ti verrà a dire che la colpa è del cristianesimo e del marxismo "ancora imperanti"! Oltre al danno la beffa.
      Come dire che i davosiani sono gli eredi di Gramsci. E no! Quando è troppo è troppo.

    15. Martin 9 ottobre 2022

      Concordo sul fatto che in ultima istanza, quello che conta e' identificare la Commissione UE quale agente del Neo Globalismo, ma la genesi attraverso la quale e' pervenuta a tale tradimento non e' irrilevante, anche per evitare ulteriori giganteschi errori e misinterpretazioni.

      Per esempio, non c'e' alcun modo di identificare Trump come un agente del Neo Globalismo.
      La MAGA, per quanto irritante, rappresenta il ritorno dello Stato Nazione, anche nell'opposizione all'invasione migratoria, e non ha nulla a che vedere con il Neo Globalismo di Obama/Clinton e Biden, che guarda che caso oltre al conflitto con la Russia hanno sempre voluto anche l'invasione migratoria, sia degli USA che dell'Europa.

      Trump aveva trattato l'UE con sommo, aperto disdegno, una linea totalmente diversa e contraria all'alleanza e sudditanza che ormai lega la Commissione UE al Neo Globalismo guerrafondaio della Presidenza Biden.

      Concordo, non e' proprio esaltante che le chances di una sconfitta del Neo Globalismo siano in Occidente (Europa ed USA) ormai sostanzialmente affidate ad un miliardario di New York - ma questo e' quello che passa il convento.

      La Merkel, la presunta leader dell'UE, di formazione cristiano-protestante e marxista, andava tanto d'accordo con Obama, mentre non sopportava Trump.

      Adesso che Biden sta completando l'agenda di Obama, sara' contenta.....anche la Germania sta sprofondando ... Chissa' dov'era quando nel 2014 gli USA di Obama/Clinton fomentarono e finanziarono il colpo di stato in Ucraina del 2014, che segna l'inizio della guerra russo-ucraina.

      L'hanno fatta passare per la nuova Bismarck, quando e' stata solo una bottegaia buona solo a gestire la cashbah del dare/avere dell'UE, priva di una visione politica di medio periodo e soprattutto dell'elementare comprensione del pianeta USA.

      Ora non parla piu', e fa benissimo, e' meglio che si nasconda: i semi dell'attuale disastro sono stati tutti piantati sotto il suo presunto regno.

    16. AlbertoConti 9 ottobre 2022

      Lo strumento diventa subdolo quando viene strumentalizzato. Ti sfugge forse la possibilità di strumentalizzare il pensiero altrui per portarlo a conseguenze opposte a quelle originali. Cosa sempre accaduta perfino nella chiesa cristiana.
      La prova del 9 sulla paternità di Marx mi sembra poi un po' semplicistica, per usare un eufemismo. E' come dire che Einstein ha inventato la teoria della relatività per aiutare i sionisti.

    17. AlbertoConti 9 ottobre 2022

      Tutto quello che passa il convento è già vecchio, logoro e inadeguato ai tempi.
      Se Trump fosse l'antitesi ai neocon dem f.d.p. o come li si voglia chiamare, qui ci vuole una bella sintesi rivoluzionaria, che li spazzi via dalla storia.

    18. Fantine 9 ottobre 2022

      Aggiungo, anche per Nestor Halak.

      E' una parte del testo dell'intervento che Pasolini avrebbe dovuto tenere al Congresso del Partito Radicale del 4 novembre 1975.
      Venne ucciso due giorni prima.
      Vi ho citato parte del quinto paragrafo e dell'ottavo.
      Sempre dal paragrafo 5:

      “I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali. Ecco perché, attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d’uomo: ma l’umanità stessa".

      A questa parte segue quella citata sopra.
      Sul tema meritano anche le sue "Lettere luterane".

    19. Fantine 9 ottobre 2022

      Ed ancora Pasolini nel 1963 disse:

      “Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà probabilmente la più brutta epoca della storia dell’uomo: l’epoca dell’alienazione industriale. Lei ne è già una vittima, in quanto il suo giudizio non è libero proprio nell’atto in cui crede di meglio attuare la propria libertà; io sono un’altra vittima in quanto la mia libera espressione viene fatta passare per ‘altra da quella che essa è’. Il mondo si incammina per una strada orribile: il neocapitalismo illuminato e socialdemocratico, in realtà più duro e feroce che mai”.

      Interessante anche il suo pensiero sulla "tradizione" da difendere (come da egli intesa e di cui affermava fosse il marxismo il difensore) e il "modernismo".

    20. Fantine 9 ottobre 2022

      Ti ringrazio, logos.

    21. Luca VFR 9 ottobre 2022

      E' evidente che Gentile avesse ragione: qualsiasi persona dal premo nobel alla Casalinga di Voghera giudica il mondo secondo il quadro valoriale e di conoscenze che possiede e nel momento in cui sta vivendo. Anche perché è assolutamente normale che qualsiasi persona giudichi il suo impianto di valori e conoscenze, nel quale è nato e cresciuto, quello giusto per definizione. E giudica, ovviamente, in base a quello. Nessuno giudica i fatti del 1830 con la mentalità ed i valori di allora primo perché non li conosce e secondo perché anche conoscendoli li considererebbe sbagliati a prescindere.

    22. Luca VFR 9 ottobre 2022

      Si apprezza sempre chi ti sembra ti stia facendo un favore e si disprezza che ti sembra ti remi contro. Solo che la vita, e conseguentemente la Storia, è una ruota che gira e quello che ti sembrava fosse un favore si rivela, abbastanza spesdso, non esserlo come pure quello che ti sembrava uno "sgarbo" alla lunga non si rivela tale. MA sai il problema è che nessuno ha facoltà di divinazione altrimenti avremmo già risutlo tutti i problemi del mondo.

    23. A.P. 10 ottobre 2022

      ti rispondo prima di leggere la replica di violetto.
      la valenza strategica dei valori di gramsci e trotzki erano espedienti tattici nella lotta del proletariato per l'emancipazione, che poi alcuni l'hanno voluta mutuare per scopi che prescindono dalla liberazione del proletariato è un altro conto. Tu evidentemente, per scopi ovviamente ideologici legittimi, tendi a fare delle deduzioni che in apparenza pongono il marxismo come fonte ideologica delle nefandezze odierne dei globalisti, ma questa operazione che fai è fine a se stessa, con marx non c'entra nulla. E' agevole prendere a prestito una categoria filosofica e inserirla in un contesto storico affatto diverso e assegnarle un significato arbitrario:
      ma non funziona così. Se tu avessi letto karel kosik e avessi inteso il significato autentico della categoria filosofica della pseudoconcretezza e della sua distruzione attraverso il metodo dialettico, non arriveresti a credere che il marxismo dialettico sia la fonte del globalismo attuale, ma ti convinceresti del fatto che la psuedoconcretezza è intimamente legata legata al globalismo attuale. Se poi seguaci trotzkisti come quelli che hai elencato hanno pensato di applicare tatticamente per giungere ai loro scopi, come del resto stai facendo tu per denigrare il marxismo e appiccicargli dei contenuti non appartenenti alla sua genesi, è un aspetto contingente e caricaturale del marxismo. Quindi il marxismo è dottrina della liberazione delle masse dal giogo capitalista e la conquista della libertà attraverso l'unità del lavoratore libero ed associato nel pieno dell'abolizione dello stato; le appendici ideologiche che si aggrappano fittiziamente al marxismo autentico non hanno nulla a che vedere con la liberazione del proletariato, ma sono rivendicazioni che hanno coinvolto addirittura gente di destra, perché si sà, che l'orientamento sessuale non ha colore ideologico, ne l'uguaglianza tra le razze è ideologica ma è scienza naturale.

    24. A.P. 10 ottobre 2022

      ma ovvio de che?
      siete fissati con questa immaginaria figura dell'ebreo che vuole distruggere l'occidente.
      è sempre molto pittoresco questo modo di vedere gli ebrei come satanici distruttori dell'occidente.
      non vi accorgete di sfiorare il ridicolo?

    1. JA 9 ottobre 2022

      E qui come i ratti resettari “prevedevano” la barca affondare:
      Il dominio dell'America è finito. Entro il 2030 avremo una manciata di poteri globali 11/11/2016
      Il panorama politico mondiale nel 2030 sarà notevolmente diverso da quello attuale. Gli stati nazione rimarranno gli attori centrali. Non ci sarà un'unica forza egemonica, ma una manciata di nazioni – tra le principali Stati Uniti, Russia, Cina, Germania, India e Giappone – che dimostrano tendenze semi-imperiali. ... L'ordine del dopoguerra che reggeva dalla metà del XX secolo si sta sbloccando. Aspettatevi incertezza e instabilità per il futuro. Paesi come gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone, la Germania, l'India e, in misura minore, la Russia sono stati tra i più grandi PIL nel 2015. Se aggiustata per la parità del potere d'acquisto, la Cina supera gli Stati Uniti e anche la Russia scivola in classifica. È probabile che anche questi paesi rimarranno i migliori risultati nel 2030, insieme a Brasile (se riuscirà a mettere ordine in casa), Canada, Francia, Italia, Messico, Indonesia e altri. Salvo un crollo spettacolare dei mercati globali o un conflitto armato catastrofico (entrambi ora più plausibili sulla scia della vittoria di Donald Trump), continueranno a gettare le rotaie degli affari internazionali." … che puntualmente e fortunatamente per qualcuno (o così crede) come da “prevista previsione” il crollo e il conflitto avvennero
      https : //www.weforum.org/agenda/2016/11/america-s-dominance-is-over

    1. R66 9 ottobre 2022

      L'autore non può negare che avendo di base eliminato la possibilità di volontà verso una gestione unica, si trovi a barcamenarsi con mille domande e soprattutto finisca miseramente ad appioppare la colpa a 5 individui in croce, il che premette anche che migliaia di partner "sani e coscienziosi" non riescano a balbettare una benché minima obiezione in merito.
      Per amor di saggezza, se dovessi scegliere tra l'imputare la "colpa" all'incapacità (intesa come il fare ciò che non si vorrebbe fare) o ai koala, sceglierei questi ultimi.
      L'ultima frase, con la quale si scambia un obiettivo per un errore, è la ciliegina sulla torta.

    2. R66 9 ottobre 2022

      Di niente, sono tutti incapaci, satanisti, megalomani, psicopatici e ingurgitatori di adrenocromo & tonic.

    1. Violetto 9 ottobre 2022

      Commento solo l'introduzione e lo faccio in maniera estremamente sintetica :

      "La tragedia contemporanea dell’Occidente è la crescente affermazione del Neo Globalismo, che alla dottrina e metodologia trotzkista dell’espansione imperiale permanente ha aggiunto la dottrina gramsciana della totale occupazione culturale e mediatica."

      Sono totalmente in disaccordo nell'associare il "Neo Globalismo" a qualsivoglia "dottrina", "metodologia", "ideologia" che si richiami a Marx.

      Sia Marx che Trozky che Gramsci partono dal presupposto dello "sfruttamento" delle classi sociali da parte del Capitale.

      La dottrina e metodologia Trozkysta è quella della "rivoluzione permanente" che non è affatto accomunabile all'"espansione imperiale permanente" che è parte del processo di sfruttamento/dominio del Capitale..

      Allo stesso modo l'ideologia Gramsciana è la presa di consapevolezza di una necessità di una "egemonia culturale" proletaria che sostituisse il pensiero unico che il Capitale impone.

      Parlare di Trozkismo e Gramscianesimo che sono comunque fortemente e assolutamente anti-capitaliste associandole al Neo Globalismo, che è l'espressione dell'ultra capitalismo e dell'"oltre" capitalismo, lo trovo francamente non solo profondamente sbagliato ma anche oltremodo ridicolo.

    2. BrunoWald 10 ottobre 2022

      Certo, a parole si trattava della rivoluzione proletaria e la fine dello sfruttamento. Nei fatti, invece, era la dittatura di una setta di spietati fanatici, in buona parte ebrei (come il sig. Bronstein, in arte Trotsky), auto-proclamatisi avanguardia del proletariato, il cui SOLO E UNICO fine era il potere assoluto, per mantenere il quale si massacrarono tra di loro con ferocia inusitata.
      Mentre la fazione staliniana optò per impiantare la sua tirannia sulla base territoriale-nazionale dell'impero sovietico, quella trotskista puntava al sovvertimento globale delle nazioni e delle forme di vita tradizionali, da rimpiazzare con la loro utopia messianica e internazionalista di matrice ebraica.
      Il nesso con il globalismo davosiano è fin troppo evidente: lo stesso messianismo delirante, quintessenza del trotskismo, in cui però il proletariato viene scaricato in favore dell'elite transumanista. L'importante è che il progetto rimanga "in famiglia".
      In quanto alla egemonia culturale, essa è stata lucidamente perseguita per decenni, con l'occupazione di tutti i presidi culturali, dalla scuola all'arte all'intrattenimento, dai media all'università, dove costoro spadroneggiano indisturbati.
      Gramscismo puro, ma di segno contrario.

    3. Violetto 10 ottobre 2022

      Ti sei mai chiesto perchè tutta la Borghesia al potere nei vari stati nazione e la rimanente nobiltà, in Europa e in USA, si prendono una paura del diavolo quando in Russia c'è la rivoluzione proletaria che vuole esportare in tutta Europa e fanno una guerra spietata al "comunismo" della dottrina di Marx?

      Ti sei mai chiesto perchè gli USA, l'impero capitalista affermatosi dopo la WWII inizia una serrata guerra a suon di bombe a qualunque paese anche solo vagamente marxista e al suo interno da la caccia ai comunisti come fossero terroristi di AlQaida? (Maccartismo)

      Ti sei mai chiesto perché nelle università Marx non si studia più, la dottrina Marxista è sparita dai radar e si è iniziato a indottrinare con l'economia liberista? (ormai dagli anni 70)

      Ti sei mai chiesto perchè la Sinistra ha totalmente abbandonato l'ideologia Comunista ormai in tutto il mondo?

      Te lo spiego io: Perchè una ideologia che ha come base che il Capitale è lo sfruttamento dell'operaio e che prevede una lotta proletaria da internazionalizzare per contrastare il potere del Capitale e fondare la "dittatura del proletario" dove è Lo Stato e non il Capitalista a detenere il potere, ha sempre fatto una gran paura a chi? agli operai?
      Nooooooo

      ai Capitalisti ovvero alla Borghesia/Nobiltà che infatti hanno SPAZZATO VIA ogni residuo di marxismo e impiantato nell'intero universo/mondo l'ideologia Liberista ovvero FACCIAMO IL MAZZO CHE VOGLIAMO E VOI ZITTI SOTTO!

      Strano, nel 2022 ormai dovrebbe essere piuttosto evidente...

      E la critica che i destrorsi muovono a tale ideologia è che dei LADRI FARABUTTI non l'abbiano applicata! e non se ne accorgono nemmeno!

      ANche tu infatti critichi che al potere in Russia c'era l'elite ebrea....
      quindi critichi che poi il comunismo non sia stato applicato...

    4. Martin 10 ottobre 2022

      Violeto, continui a non capire il marxismo, sei fermo alla versione originaria della centralita' della classe operaia.

    5. BrunoWald 10 ottobre 2022

      Potrei risponderti: ti sei mai chiesto perché, se il fascismo secondo il breviario marxista è il braccio armato dei capitalisti contro i lavoratori, e se i suddetti capitalisti avevano quella fottuta paura della rivoluzione bolscevica che dici tu, perché la City e Wall Street si sono alleati ai Sovietici contro l'Asse in una guerra mondiale?
      Le risposte che propone la vulgata sono delle tali fesserie che una persona intelligente come te, spero, non le prenderà nemmeno in considerazione.

      Comunque, c'è del vero nei quesiti che poni. Ti ricordo però che la borghesia, o meglio l'elite nichilista al potere, ha spazzato via non solo ogni residuo di marxismo, ma qualunque idea o visione - a cominciare da quelle di matrice fascista e socialista nazionale - che potesse opporsi al Pensiero Unico liberal-globalista.

      Perché il Capitalismo Globale è un progetto totalitario, al pari di Fascismo e Comunismo, e non ammette alterità o dissenso alcuno. Per disgrazia di tutti noi, rossi o neri, bianchi o blu, nonché delle greggi non-pensanti, tale progetto consiste nell'instaurazione di un neo-feudalesimo tecnologico in cui saremo ancora meno degli schiavi di un tempo, che almeno servivano come forza-lavoro, mentre a noi ci considerano "mangiatori inutili".
      In questo senso, se non altro, siamo dalla stessa parte, che ci piaccia o meno.

      Poi, se amiamo le discussioni accademiche a tempo perso su un passato ormai sepolto, ti dirò che differenzio nettamente i fini dichiarati del marxismo-leninismo dai fini reali dei suoi capi, per i quali le masse erano solo uno strumento al servizio del loro potere. La dittatura del proletariato era inapplicabile, perché una massa senza un nucleo dirigente non va da nessuna parte: e infatti tale nucleo, "l'avanguardia", si comportò come un'aristocrazia di fatto, con gli esiti che sappiamo.

      La Sinistra ha abbandonato l'ideologia comunista perché il carro del vincitore è più confortevole di una barca che affonda. Inoltre essa è utile all'elite (e perciò ben retribuita) per la sua funzione dissolvente: se come architetti lasciano a desiderare, nel demolire non li batte nessuno.
      Non è mica casuale che i neocon fossero quasi tutti di formazione trotskista; il loro "caos creativo" corrisponde infatti alla rivoluzione permanente, avendo esattamente gli stessi fini: distruzione degli stati, delle nazioni, dei valori e modi di vita tradizionali, capovolgimento della natura stessa dei rapporti umani... in sintesi, spazzare via il "vecchio mondo" per instaurare al suo posto una distopia messianica.

    6. Violetto 11 ottobre 2022

      primo: Vulgata sarai tu.

      Secondo
      Io non propongo nulla.
      E' la storia.

      Terzo
      non riuscite a distinguere la dottrina marxista dal "comunismo"

      e quindi non c'è da dire altro
      perchè parlare con chi sconosce e non ha voglia di capire è tempo perso

      eppure è cosi chiaro e lampante....

    7. BrunoWald 12 ottobre 2022

      Primo: "vulgata" non si riferiva a te. Non comprendi una semplice frase però hai la presunzione di salire in cattedra.

      Secondo: "è la storia" è un'affermazione risibile, perché "la storia" non esiste. Esistono solo le narrazioni di chi in un dato momento esercita l'egemonia.

      Terzo: non prenderti così sul serio, non aspettavo te per saper distinguere tra dottrina marxista e comunismo. E comunque ciò non ha nulla a che vedere con il tema della discussione.

      E quindi sei il solito arrogante che, anziché rispondere educatamente agli argomenti degli interlocutori, la butta in rissa con attacchi personali e smargiassate varie.

      Chiaro e lampante.

    8. Violetto 14 ottobre 2022

      ma quale rissa?

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