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IL MANUALE DELLA PROPAGANDA GLOBALE DELLA LOBBY ISRAELIANA

DI PAUL J. BALLES
Information Clearing House

Più di 50 anni fa, Vance Packard scosse il mondo commerciale con la pubblicazione del suo libro The Hidden Persuaders (I Persuasori Nascosti, ndt). E’ stata, come sostiene la copertina del libro, “una rivelante, spesso scioccante spiegazione di nuove tecniche di ricerca e di metodi di persuasione”.

Packard rivelò: “Se la gente non sapeva scegliere ragionevolmente, pensavano i marketers, doveva essere aiutata a scegliere irragionevolmente, in modo semplice, caldo ed emozionante”.

Gran parte del successo del merchandising, secondo Packard, “…si impernia, in larga misura, sul manipolare o sull’affrontare con successo i nostri sensi di colpa, paure, ansie, ostilità, sentimenti di solitudine, tensioni interne”. Packard sollevò seri interrogativi morali connessi con “le attività del manipolare la gente da parte dei persuasori …e la loro capacità di contattare milioni di noi allo stesso tempo”, dando loro “il potere di fare il bello o il cattivo tempo su una scala mai possibile prima in un periodo molto breve”.

Tra i più malvagi persuasori nascosti vi sono i propagandisti politici. Il loro “male” deriva dal fatto che essi hanno un programma politico che discrimina irragionevolmente ed è progettato per manipolare le emozioni.

L’approccio manipolativo della politica non è, ovviamente, una scoperta degli anni 1950, o neanche del 20° secolo. Napoleone Bonaparte istituì un ufficio stampa che chiamò il suo Ufficio di Opinione Pubblica. La sua funzione era “fabbricare tendenze politiche su ordinazione”.

Proprio come Napoleone Bonaparte riteneva che “l’opinione pubblica è una potenza misteriosa e invisibile, a cui tutto va sacrificato”, Niccolò Machiavelli, autore italiano de Il Principe, descrisse le arti con cui un principe regnante può mantenere il controllo del suo regno.

In un documento pubblicato dal Progetto Israele dal titolo “Il Dizionario della Lingua Globale del Progetto Israele 2009”, il dottor Frank Luntz svela una moderna campagna propagandistica che avrebbe reso orgogliosi Napoleone e Machiavelli. Egli scrive:


Non c’è MAI, MAI, alcuna giustificazione per la strage deliberata di donne e bambini innocenti. MAI. L’obiettivo primario delle pubbliche relazioni palestinesi è quello di dimostrare che la cosiddetta “disperazione dei palestinesi oppressi” è ciò che li fa uscire e uccidere bambini. Questo deve essere contestato immediatamente, aggressivamente e direttamente.

L’appello emotivo a salvare i bambini funziona, ma l’appello si basa su due bugie:


(1)che i Palestinesi generalmente (non solo gli estremisti suicidi) sono quelli che uccidono i bambini, mentre gli Israeliani (non i singoli estremisti, ma le forze armate d’Israele) non hanno mai ucciso bambini palestinesi.

(2)La seconda menzogna è che i Palestinesi hanno un obiettivo di pubbliche relazioni che deve essere contestato mentre, in realtà, i Palestinesi hanno dimostrato di essere senza speranza e senza obiettivi quando si tratta di pubbliche relazioni. A differenza di Frank Luntz, i Palestinesi non hanno alcuna voce in capitolo in fatto di PR. Non riescono nemmeno a ottenere che il loro ambasciatore in Gran Bretagna parli chiaro al pubblico inglese circa le menzogne e la propaganda d’Israele.

Inoltre, Luntz cerca di sembrare convincente quando parla di accettabili disaccordi in fatto di economia o di politica contro i principi fondamentali delle persone civili. La crudele allusione è che i Palestinesi siano le persone incivili che colpiscono i bambini israeliani.

“Possiamo non essere d’accordo sulla politica e possiamo non essere d’accordo sull’ economia. Ma c’è un principio fondamentale su cui tutti i popoli da tutte le parti del globo saranno d’accordo: le persone civili non colpiscono a morte donne e bambini innocenti”, scrive Luntz.

L’intero brano, appellandosi ancora una volta irragionevolmente alle emozioni, ha la pretesa di sostenere che Israele non ha colpito a morte donne e bambini innocenti con i suoi micidiali bombardamenti indiscriminati e attacchi missilistici su Gaza contro un’enorme popolazione civile di donne e bambini.

Tuttavia, la distorta propaganda sui bambini non è sufficiente per Luntz. Questa è solo una parte di una delle 114 pagine dedicate a questo manuale da distribuire a migliaia di propagandisti israeliani.

Andando avanti solamente fino a pagina nove, i condizionati promotori israeliani troveranno “parole che funzionano” (sezioni che sono in realtà in tutto il libro). Ecco quello che Luntz ha da dire su Gaza:


Israele ha fatto penosi sacrifici e ha corso dei rischi pur di dare una possibilità alla pace. Volontariamente ha rimosso oltre 9.000 coloni da Gaza e da parti della Cisgiordania, abbandonando case, scuole, affari e luoghi di culto, nella speranza di rinnovare il processo di pace.

Quanto generosi fa sembrare gli israeliani mentre, in realtà, la rimozione dei coloni ebrei da Gaza non aveva nulla a che vedere col dare una possibilità alla pace. Come fa notare l’israeliano Yossi Alpher, la rimozione dei coloni ha dato un vantaggio demografico a Israele. Dice, “le popolazioni ebraica e araba non sono più colà mescolate in un modo che punti ad un unico stato bi-nazionale come soluzione”.

In altre parole, Ariel Sharon poteva chiudere le frontiere, imprigionare gli abitanti di Gaza, nella speranza che sarebbero stati semplicemente costretti ad andarsene per fame, ammazzare i pescatori e avviare operazioni militari ogni volta che non erano impegnati nell’attaccare il Libano a nord, trucidare più donne e bambini di Hamas.

Poi Luntz aggiunge più “parole che funzionano” per l’indottrinamento dei suoi lettori- propagandisti israeliani:


Nonostante faccia una proposta per la pace con il ritiro da Gaza, Israele continua ad affrontare attacchi terroristici, compresi attacchi missilistici e sparatorie in corsa su israeliani innocenti. Israele sa che, per una pace duratura, deve liberarsi del terrorismo e vivere con confini difendibili.

Come accennato in precedenza, il ritiro da Gaza non aveva nulla a che fare con una “proposta per la pace”. Gli attacchi missilistici sono stati una risposta all’essere bloccati in una prigione a cielo aperto, e sono rivolti all’appropriamento indebito di terra da parte di Israele. Le “sparatorie in corsa su israeliani innocenti” sono invenzioni della fantasia di Luntz.

Il rigo “liberarsi del terrorismo e vivere con confini difendibili” è la sfruttata frase che distorce la verità nella convinzione che, se ripetuta abbastanza spesso, sarà creduta.

Non importa quante volte i propagandisti ripetano questo mantra, la verità è che pochi combattenti della resistenza di Hamas hanno lanciato razzi inefficaci contro un esercito ben fornito dello Stato terrorista israeliano, e le frontiere che vogliono difendere si trovano sulla terra rubata ai Palestinesi.

Ci si augurerebbe che l’addestramento sul modo migliore di diffondere la propaganda israeliana si fermasse lì. Se i Palestinesi fossero stati all’altezza del compito, avrebbero potuto contrastare le menzogne con ciò che sanno della storia e delle sofferenze dei Palestinesi sotto occupazione. Purtroppo, quelli con la capacità linguistica di affrontare la macchina della propaganda israeliana si preoccupano di mettere in pericolo se stessi e le loro famiglie col dire la verità.

Coloro che sanno solo parlare correntemente l’arabo sono spesso occupati a combattere guerre tribali interne (gli abitanti di Gaza contro l’Autorità Palestinese) e non possono competere con interlocutori israeliani esperti di lingua inglese o contro gli sforzi promozionali organizzati che Israele fa con gli americani e gli europei.

Avere il compito eccezionalmente difficile di esporre le menzogne e gli inganni, come il trattato propagandistico di Luntz, che dipana consigli sul “come fare” propaganda israeliana per ben 114 pagine, sembra un lavoro a dir poco erculeo.

Luntz offre consigli su cose come “gli americani vogliono una squadra che rassereni. Facciamo conoscere al pubblico le cose buone di Israele”. Continua col “tracciare diretti paralleli tra Israele e America – compresa la necessità di difendersi dal terrorismo”.

Raccomanda ai suoi lettori di fare un confronto saliente tra Israele e America: “la lingua di Israele è la lingua d’America: ‘democrazia’, ‘libertà’, ‘sicurezza’, e ‘pace’ “.

Anche mentre Israele sta gettando gli arabi fuori dalle loro case a Gerusalemme Est per fare spazio agli ebrei, Luntz si vanta di come “Israele, alleato dell’America, sia una democrazia in Medio Oriente”. Se riferisse la verità sulla cosiddetta democrazia in Israele, svelerebbe come in realtà è un bigotto stato razzista.

Il libro è pieno di grafici che mostrano quanto sia stata efficace la campagna propagandistica israeliana. Non solo gli americani credono che Israele sia il più fedele alleato dell’America in Medio Oriente, ma che entrambi condividono gli stessi valori.

Un altro grafico mostra che il 58 per cento degli americani crede che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere Israele, mentre solo il 9 per cento ritiene che essi dovrebbero sostenere i Palestinesi. Anche mentre istruisce gli altri sul modo di fare propaganda, Luntz non riesce a resistere alla tentazione di manifestare quanto sia stato efficace il loro lavoro di PR.

L’intero costrutto utilizza tutti i trucchi a disposizione di un paroliere intelligente: come utilizzare domande retoriche per mettere a tacere gli altri, come far finta di essere solidali con la gente ma non con i suoi crudeli dirigenti, come evitare di fare affermazioni che producono reazioni negative.

Tutto questo è venuto dal primo dei 18 capitoli. Molti altri capitoli, in particolare quello sulle “parole che funzionano”, parlano di insediamenti, del cosiddetto diritto d’Israele all’autodifesa, di Hamas, mentre il far fronte a un Iran nucleare sarà preso in considerazione in future esposizioni.

Titolo originale: “The Israel Lobby’s Global Propaganda Manual”

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
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16.09.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

Pubblicato da Das schloss

  • Sassicaia

    L’argomentazione che i razzi lanciati da Hamas su Israele siano per lo piu’
    inefficaci(dipende poi dal valore che si da’ all’aggettivo inefficace,perche’ si sono rivelati in grado di distruggere le case ad esempio)non e’ un’argomentazione valida:su uno stato sovrano non si dovrebbero lanciare
    ordigni di alcun tipo,punto e basta.Seconda osservazione:tutti i territori che
    vengono definiti occupati sono stati appunto occupati da Israele in seguito
    ad una guerra in cui era parte aggredita e non aggrediente.Ma il bravo signor
    Balles omette tutti questi particolari nel suo articolato ragionamento.
    Detto questo e’ verissimo che l’esercito israeliano si e’ spesso macchiato di
    crimini orrendi nei confronti di popolazioni inermi a cui si puo’ aggiungere il
    per ora sospetto e non certo traffico di organi estratti ai civili palestinesi:un
    orrore.

  • castigo

    Sassicaia:

    L’argomentazione che i razzi lanciati da Hamas su Israele siano per lo piu’ inefficaci(dipende poi dal valore che si da’ all’aggettivo inefficace,perche’ si sono rivelati in grado di distruggere le case ad esempio)non e’ un’argomentazione valida:su uno stato sovrano non si dovrebbero lanciare ordigni di alcun tipo,punto e basta.

    vero.
    pertanto se consideri la cronologia degli avvenimenti ti accorgi che israele è comunque in torto, visto che ha violato la tregua prima che riprendessero i lanci dei quassam…..
    un po’ come i due soldati “rapiti” durante un raid effettuato dalla loro unità 12 Km. all’interno dei confini libanesi…..
    funzionano davvero questi “persuasori occulti” (occulti, non nascosti, che se lo cercate in libreria faticate a trovarlo….)

    Seconda osservazione:tutti i territori che vengono definiti occupati sono stati appunto occupati da Israele in seguito ad una guerra in cui era parte aggredita e non aggrediente.Ma il bravo signor Balles omette tutti questi particolari nel suo articolato ragionamento.

    verissimo, sono territori legittimamente conquistati in seguito a guerre probabilmente non provocate e vinte da israele.
    pertanto, visto che ne ha azzeccata una su due (ma non sarei certo che abbia sbagliato pure la seconda) il ragionamento del sig. balles, pur vantando innumerevoli riscontri, è destituito di ogni fondamento, si??

    Detto questo e’ verissimo che l’esercito israeliano si e’ spesso macchiato di crimini orrendi nei confronti di popolazioni inermi a cui si puo’ aggiungere il per ora sospetto e non certo traffico di organi estratti ai civili palestinesi:un orrore.

    ecco, vedi??
    ne hanno fatta di strada dalla prima guerra arabo-israeliana…..

  • Sassicaia

    Il ragionamento di Balles(omen nomen)non e’ destituito di ogni fondamento:
    aveva solamente omesso due particolari molto importanti:la mia era una
    rettifica non una confutazione.

  • tamerlano
  • TitusI

    I razzi lanciati da Hamas (spesso erroneamente chiamati missili) sono del tutto inefficienti, poco piu’ che “fischi”, alle volte nei TG mostrano case sventrate da questi “missili” poi dicono cose del tipo:”ne sono stati lanciati almeno 2000″…al che l’ingenuo telespettatore compie un errato collegamento, in realta’ dei “missili” lanciati da Hamas una piccolissima parte e’ composta da simil-GRAD di derivazione russa (e altro), quelli si molto pericolosi, ma i Qassam…sono giocattoli, certo, se ti beccano in mezzo agli occhi ti uccidono…ma vogliamo contare le incursioni aeree israeliane e poi confrontarle con il numero di “missili” lanciati?
    Quante volte l’ONU ha condannato Israele? Quali le conseguenze?

    Per quanto concerne le guerre, subite o provocate, io ci andrei piu’ cauto nel dire quale guerra e’ subita e quale provocata, ma il discorso si fa lungo e complicato.

    Saluti.

  • Sassicaia

    Fossero anche solo petardi che ti uccidono solo se ti prendono in testa,
    l’argomentazione ne possiamo lanciare a migliaia perche’ difficilmente
    uccidono non regge,non credi?

  • TitusI

    Scusa, ma perche’ ti preoccupi tanto dei Qassamm quando Israele attacca con F16,carri armati,blindati,DIME apache…sono le forze armate qualitativamente meglio equipaggiate del mondo…magari se la smettono di sterminare civili innocenti in casa loro (la Palestina) i lanci di razzi diminuiscono…oppure i palestinesi devono lasciarsi massacrare stando zitti per non disturbare?

    Quante vittime civili Israeliane ci sono state? Quanti palestinesi? Come vive un palestinese? E come un israeliano?….

    Allora, chi e’ il terrorista?

    Qui si guarda la pagliuzza…

    Saluti.

  • 1sasso

    rISPONDERE A QUESTO cglne è la prova che la loro startegia è efficace.
    La cricca considera la disponibilità al dialogo una debolezza della quale approfittare per raggiungere i loro scopi.
    Le uniche risposte valide a questa feccia sono gli insulti!
    Feccia!

  • Sokratico

    può interessare a tutti i blogger un notevole reportage sulla questione palestinese-israeliana, fatto da CBS News, breve e asciutto ma assai completo e incredibilmente poco fazioso, nei confronti di entrambe le parti in causa.
    Consiglio a tutti perchè sgombra il campo di molte questioni che impediscono di discutere fruttuosamente.
    Link: http://damianorama.wordpress.com/2009/02/05/ita-per-due-popoli-due-stati/

  • castigo

    Sassicaia:

    Il ragionamento di Balles(omen nomen)

    solo in italiano, figliuolo, solo in italiano…..

    non e’ destituito di ogni fondamento: aveva solamente omesso due particolari molto importanti:

    perdonami, UN particolare, e nemmeno troppo importante.
    a meno che il fatto di esser stati aggrediti non giustifichi, secondo te, la ferocia che stanno usando con i palestinesi…..

    la mia era una rettifica non una confutazione.

    anche la mia era una rettifica…..
    e non solo sulle omissioni ma anche sulla sproporzione della reazione israeliana e sulle loro mistificazioni dei fatti.

  • Sassicaia

    Non e’ villano chi di villa nasce,ma chi di villa si nutre e pasce.

  • Gariznator

    Pienamente d’accorto con te Titus, si fa un po’ di confusione quando si parla di israele e palestina. Oramai non ci sono più nemmeno gli attacchi suicidi, non c’è altro che una popolazione che cerca di resistere ma che in sostanza ha perso la voglia di combattare. È dura essere ignorati dal mondo mentre il tuo vicino ti uccide giorno per giorno…

    E cmq noi tutti ci sorbiamo i giorni della memoria, e si ricordano solo le vittime di seria A naturalmente, quelle strumentali allo status quo…

    Mi fa tristezza vivere dalla parte dei cattivi e non poter fare nulla per cambiare le cose…

  • Sassicaia

    Della causa curda si puo’ dire che sia ignorata(forse perche’ e’ scomodo dire
    chi sono i persecutori in questo caso?),di quella palestinese sicuramente no
    visto che i principali quotidiani mondiali ogni giorno riportano notizie dalla
    Palestina nonche’ i principali telegiornali di tutti i canali.Si puo’ dire che non
    si fa molto per i palestinesi,questo si,ma non certo che il loro martirio passi
    sotto silenzio

  • Sassicaia

    I palestinesi dicono che lanciano i razzi in risposta alle aggressioni ebraiche,
    gli israeliani che attaccano per difendersi dai razzi:con questa logica non se
    ne esce.

  • harth88

    Ne aggiungo una che ho sentito (ma funziona solo con persone dal bassissimo quoziente intellettivo): I palestinesi lanciano razzi perchè sono gelosi del benessere di israele. Israele infatti ha costruito in pochissimo tempo, dal nulla, una fiorente società industriale che i palestinesi possono solo sognare.

  • harth88

    scusate nel post precedente intendevo invidiosi non gelosi (ste due parole mi si mescolano sempre nel cervello per qualche motivo..)

  • harth88

    molto bello, si concentra però su una parte (importante) del problema: la soluzione dei due stati e gli insediamenti in cisgiordania