IL CONCETTO DI PATRIA TRA SNOBISMO E POPULISMO

IL CONCETTO DI PATRIA TRA SNOBISMO E POPULISMO

Di Maria Micaela Bartolucci, frontiere.me

«Povera patria Schiacciata dagli abusi del potere Di gente infame, che non sa cos’è il pudore Si credono potenti e gli va bene quello che fanno E tutto gli appartiene Tra i governanti Quanti perfetti e inutili buffoni Questo paese devastato dal dolore…»[1]

Il termine “patria” ha, in Italia, uno strano destino.

Laddove altri hanno la “grande madre”, noi abbiamo ereditato dal latino “la terra dei padri”, il nostro concetto di “patria” che suona, però, estraneo ed estraniante, mai entrato appieno nel nostro bagaglio ideologico: c’è quasi dell’intolleranza, della ritrosia, una sorta di reazione avversa nei confronti di un termine, “patria”, che non ci è familiare, che è percepito quasi fosse qualcosa che non appartiene appieno alla nostra cultura. Eppure, a ben guardare, storicamente non è così: dalla cultura latina in avanti, il concetto di “patria” è reiterato e, quindi, assolutamente presente nella nostra letteratura e nella nostra tradizione. L’averlo messo nel dimenticatoio e l’averlo lasciato lì a muffire è fatto che appartiene alla moderna sub-cultura, progressista e radical chic, di quella sinistra, accidentalmente, guarda caso, sedicente antifascista, che ha avuto l’ardire di formulare l’assurda equazione patria = fascismo. Come se questo concetto non appartenesse all’intera storia del nostro paese ma solo ad una parte di essa: intendiamoci, è chiaro che il patriottismo rappresentava uno dei suoi cardini, ma confinarlo a quel periodo storico o, peggio, equipararlo ad esso vuol dire mistificare la cultura italiana e rinnegare le nostre radici.

Quanta stoltezza, quanta becera superficialità, quanto sciatto qualunquismo e quanto calcolo si nascondono dietro una tale forzata assimilazione che, per altro, ancora impantana non solo le menti dei peggiori sinistri ma anche quelle di molti tra coloro che si vorrebbero scevri da tale sovrastruttura ideologica: l’allergia al termine “patria” è trasversale ed anche rigorosamente legata ad un certo snobismo che alberga, in fondo, in fondo nella recondita concezione del mondo di molti intellettuali.

I recenti afflati antieuropeisti hanno fatto riemergere il concetto di “patria” dal luogo recondito in cui era stato relegato negli ultimi trent’anni ed allora è tornato di moda, anche in certi ambiti culturali: rispolverato e tirato a lucido, ha avuto nuovi adepti ma, ciononostante, la detrazione era dietro l’angolo ed ecco infatti che, non appena liberato dalla sua prigione ideologica, ha subito un nuovo affondo, sempre ad opera di illuminati intellettuali che, dopo averlo assimilato al fascismo, si sono affrettati a bollarlo come “populismo”.

Tragico destino quello della “patria”, ieri concetto fascista, oggi populista, sempre e comunque un significato connotato in senso negativo…

Sarebbe bene uscire da questa impasse mistificante e fortemente ideologizzata, stantia ed ormai incongrua, per restituire dignità terminologica ad un significante, “patria”, che da troppo tempo subisce, direttamente o indirettamente, le angherie del pensiero dominante, quindi del liberalismo, anche quando esso veste i panni di una sinistra stracciona, intanto facendo chiarezza su un concetto fondamentale, ovvero che “patria” e “stato” non sono due concetti coincidenti ma ben distinti: la “patria” è, appunto, la “terra dei padri”, quella in cui si sono sviluppate la nostra civiltà e, quindi, la nostra cultura, il secondo, lo stato, coincide, invece, con una sovrastruttura, ovvero con l’amministrazione, nel nostro caso specifico, il liberalismo di cui i governi, che si susseguono senza soluzione di assoluta continuità, sono espressione pura. Non cogliere questa differenza equivale ad una grave superficialità.

Il fine di questa ideologia fantasma che è il liberalismo è il totale smantellamento della nostra civiltà, una civiltà si smantella dalle fondamenta e le fondamenta sono esattamente in quell’insieme di strutture e legami che sono proprie di una nazione, che la identificano come tale e, come tale, la distinguono dalle altre e che hanno nella ”terra dei padri” la propria origine.

Per tutte queste ragioni appare più che mai necessario liberare la parola “patria” da tutte le sovrastrutture ideologiche che le sono state indebitamente messe addosso e tornare al significato originario del termine, senza cadere nella trappola liberale che ne vorrebbe la cancellazione terminologica ma anche, e soprattutto, emotiva affinché qualsiasi afflato venga soppresso e scompaia così, una volta per tutte, l’idea dell’esistenza di una nazione che non sia semplicemente una indecorosa espressione geografica ma che sia invece figlia di una civiltà profondamente radicata, con le sue peculiari fondamenta linguistiche, culturali e spirituali.

Del resto questo è proprio uno dei termini di quel trittico ideologico “Dio, patria, famiglia”, che sia fascista o mazziniano è irrilevante in un tale contesto, preso di mira non solo dalla sinistra ma in particolare dal liberalismo affinché quei concetti, fondamento della nostra civiltà, scompaiano definitivamente da ogni visione del mondo, al fine di poter far spazio all’ambizioso progetto globalizzante che mira alla costruzione di una misera società meticcia, apolide, priva di spiritualità e di legami, prona solo al consumo.

La terra di padri è terra di condivisione di valori e tradizioni comuni, il liberalismo, negando questi concetti, deve negare, al contempo, le unificanti radici comuni e quindi l’appartenenza ad una medesima comunità: questo è l’attacco violento e pernicioso che si sta portando avanti e contro il quale siamo chiamati a combattere con i mezzi che sono in nostro possesso, patrioti non di uno stato purchessia ma di una communitas che ci unisce e ci identifica, al di sopra e al di là della forma governativa che le élite gestiscono.

Di Maria Micaela Bartolucci, frontiere.me

NOTE

[1] Battiato, F., Povera patria, in Come un cammello in una grondaia, 1991

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Fonte: https://frontiere.me/il-concetto-di-patria-tra-snobismo-e-populismo/

Commenti (56)

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Mostra commenti 56 caricati
    1. absitiniuriaverbis 10 febbraio 2023

      Destro/a: destrezza, ambidestro, pronto di mano e d'ingegno, abile, accorto, sagace,propizio, esperto...

      Sinistro/a: incidente, ghigno s, evento s, funesto, minaccioso; i segni che fossero arrivati da sinistra, sarebbero stati funesti

      Anticamente: se l'orecchio a sinistra fischia stanno parlando male di noi, se è quello a destra tutto bene.

      Ma la lingua italiana è di destra o di sinistra? 🤣🤣🤣

      É sicuramente un mio difetto (e se non vi piacesse ne ho molti altri) ma non ne posso più di queste riduzioni ai minimi termini.
      Tutto esiste a coppie e bene/male non sono assoluti, variano col tempo sia nelle definizioni che nelle conseguenze.

      Alla fine della fiera, non è quello che diciamo e come lo classifichiamo ma è quello che facciamo che ci caratterizza e solo nel momento in cui lo facciamo.
      Restiamo sui fatti, restiamo concreti. Il senno di poi va bene per chiacchierare.

      Una mano lava l'altra ed entrambe il viso.
      Molto, molto opportuno non dimenticarlo affatto.

    1. Bertozzi 9 febbraio 2023

      Si tranquillizzi l'autrice che vede nella sinistra le cause di tutto il nostro degrado. Ora abbiamo la destra al potere e sta difendendo i confini, tutelando le famiglie e la cultura autoctona, non butta soldi per guerre altrui e aiuta il tessuto sociale togliendo il poco a chi non ha che quel poco per darlo ai ricchi già straricchi, e nel frattempo rimpolpa le casse e favorisce le piccole e medie imprese nazionali così come le grandi. Eh. Mica come quando c'era la sinistra (pare che negli ultimi 30 anni anche la destra abbia governato qualche annetto, ma forse mi ricordo male... sarà stata sicuramente una sinistra travestita da destra).

    1. Primadellesabbie 9 febbraio 2023

      "...progetto globalizzante che mira alla costruzione di una misera società meticcia, apolide, priva di spiritualità e di legami, prona solo al consumo. ..."

      Su quali basi si può affermare che la nostra vita, in condizioni diverse da quelle che conosciamo, debba essere necessariamente priva di legami o di spiritualità?

      Secondo me, questa strategia è perdente, fino a sembrare quasi suggerita da un avversario che sa bene come condurre le operazioni.

      PS 1 - Queste geremiadi ricordano quelle dei coltivatori di cotone sudisti quando si resero conto che si andava verso l'abolizione della schiavitù, e quindi a un drammatico cambiamento del loro stile di vita che ritenevano in perfetta continuità con la cultura classica nel solco della quale sostenevano di vivere.

      PS 2 - La costituzione, comprensibilmente suggerita da molti, di piccole comunità in cui rifugiarsi, separate dal main stream, rappresenta un auto isolamento, con radicale interruzione dei legami con la cultura di provenienza, che pone le premesse per la realizzazione di una 'riserva indiana' come anticipato da Huxley nel Mondo nuovo.

    1. danone 8 febbraio 2023

      Faccio notare che il peggior nemico del concetto di patria nel '900 fu il comunismo, non la sinistra arcobaleno di oggi.
      Con la sua internazionale proletaria e al grido di proletari di tutto il mondo unitevi, il comunismo voleva realizzare una rivoluzione proletaria internazionale, vista come unica possibilità per sovvertire l'odiato ordine borghese.
      Ora come sapete il sottoscritto non è così contrario a sovvertire l'odiato ordine borghese, ma bisogna dire le cose come stanno, ovvero che il comunismo, ormai è evidente, fu una operazione psicologica di massa operata dalle elites mondialiste, neanche troppo occulte questa volta, infatti si sanno ormai i finanziatori anche di quella operazione e da notare che partì tutto dalla Russia.
      Curioso che 100 anni fa dalla Russia è partita la rivoluzione proletaria anti-patriottica per definizione, ed oggi dagli stessi lidi parta il multi-polarismo che fa del rispetto delle patrie e delle sovranità il fulcro del suo mandato.
      Se non ci vedete lo zampino di certi livelli di potere dietro a questo quadro odierno di manipolazione e propaganda, così come ci fu certamente un secolo fa a manipolare le masse comuniste ed anti-comuniste di allora, sostanzialmente sugli stessi concetti di patria, territorio, Dio e famiglia, contrapposti all'internazionalismo indifferenziato del progressismo trans-umano di oggi, per me siete un pò allocchi.

    2. Ricciardo 8 febbraio 2023

      Anche Hammurabi, il cui famoso codice ha ispirato la classe dirigente nazista, aveva simpatie progressiste ed è ormai appurato che abbia derivato il suo potere egemonico grazie al sostegno occulto di elevati sacerdoti di origine hittita la cui antica civiltà guerriera traeva grosse energie da una alimentazione basata sul succo di pomodoro, frutto della terra che è stato introdotto nelle terre occidentali solamente con le spedizioni di epoca colombiana.

    3. danone 8 febbraio 2023

      Quella del succo di pomodoro è una leggenda metropolitana.
      Ciò che rendeva imbattibili gli antichi guerrieri Ittiti era la tecnica di levarsi il prosciutto dagli occhi, così ogni colpo andava a segno, pratica che i popoli occidentali non adottarono mai.

    4. Bertozzi 9 febbraio 2023

      Bella questa, non c'avevo mai fatto caso. Però è anche vero che allora come adesso magari da lì - russia/centreuropa - parte praticamente e simbolicamente, da lì ti diranno che parte tutto ma in realtà chi tira i fili è da tutta altra parte, e che probabilmente in tutti altri lidi... per essere ancora più complottista di Danone ;-).

    1. Vincent1 8 febbraio 2023

      Il concetto di Patria avrebbe un senso se, confrontandosi con chi ci sta accanto, ci si sentisse accomunati da valori assoluti per tutti.
      Francamente faccio fatica a sentire il mio stato come una Patria.
      Uno stato in cui il governo ha dichiarato guerra al popolo, dove il popolo stesso è alleato con il governo che lo sta massacrando ed è favorevole alla svendita della sovranità non ad altri stati ma a poteri occulti che ci stanno sbranando e distruggendo, non può avere la faccia tosta di chiedere al cittadino di sentirsi patriota.
      Per quale patria dovrei essere pronto alla morte?
      Per quella di Roma, per quella di Bruxelles schiava di Washington che a sua volta è schiava dei banchieri massonici ebrei?
      Dovrei essere pronto a morire per questi?
      La mia risposta è no.
      Non sono patriota.
      Se e quando il mio stato avrà l' AMORE e non l'odio per i suoi cittadini, allora anch'io avrò amore per lo stato e solo allora esso mi potrà chiedere di essere pronto alla morte. Solo allora.
      Ora sarei pronto ad altro.
      Finora lo stato, o la patria che dir si voglia, è stata pronta a perseguitarmi in tutti i modi; discriminazione, negazione del diritto al lavoro, trattamenti sanitari obbligatori ed altro.
      Lo stato ha rinnegato il suo Statuto fondamentale per prostituirsi ai diktat di squallidi squali STRANIERI per opprimere sempre di più i patrioti.
      Cari mattarella, draghi, speranza, renzi ecc. fateli voi i patrioti almeno qualcosa in cambio lo avete avuto.
      Io, solo calci in c.

    1. Arian Van Heisen 8 febbraio 2023

      Bisogna introdurre le leggi di Identità Nazionale o razziali come in Cina in Japan e nei paesi Arabi.

    1. uparishutrachoal 8 febbraio 2023

      Patria est ubicumque est bene...dolci parole che si declinano secondo i propri intendimenti.

      Dio, patria,famiglia.. altre parole che si declinano secondo gli intendimenti del governo, ma che potrebbero intendersi secondo le parole del detto latino.
      Dio è l'Ordine dell'Universo..e come non ammetterlo?
      Patria, è l'ambiente dove l'Ordine si interseca con noi stessi, e potremo non considerarlo fondamentale?
      Famiglia, è l'ambiente domestico che va dal nostro corpo agli affetti ..dal singolo alla famiglia allargata.
      Come al solito, le parole in se stesse sono innocenti, e il crimine viene compiuto da chi se ne appropria per imporre la sua visione che in genere è reazionaria, bassa e materiale.

    1. Chicxulub2.0 8 febbraio 2023

      Il grosso punto debole è in questa frase

      La terra di padri è terra di condivisione di valori e tradizioni comuni…”

      In Italia quali sono questi valori in concreto?
      Di quali tradizioni parliamo?
      Provate a elencarli e vedrete che “non” vengono condivisi da una maggioranza sufficiente di italiani, i quali notoriamente si dividono su tutto: si parte da Romolo e Remo poi guelfi e ghibellini. credenti vs liberi pensatori, fascisti vs comunisti, imprenditori contro lavoratori, nord contro sud, Coppi-Bartali, Mazzola-Rivera, Roma-Lazio
      Allora, indispettiti, tirano fuori in “la bandiera”, “il sacro suolo” e altre simbologie del genere che se non sono sostanziate da una “vera” appartenenza sono del tutto inservibili

      La Patria si fonda innanzitutto sulla lingua e sulla religione

      La lingua nella sua manipolabilità e giocabilità 👉operata dalla comunità a tutti i livelli sociali e culturali👈: Agamben dice nell'espressione poetica e non sono del tutto d'accordo, secondo me a questo stadio è più nella creazione autonoma di un argot che poi si deposita nella lingua ufficiale
      Su questo l'italiano è bloccato dalla creazione dell'Accademia Fiorentina nel XVI secolo e la manipolabilità dell'argot da parte del popolo è riservata ai dialetti che però, intenzionalmente, vengono sminuiti a espressione provinciale buona sola per la commedia

      La religione ci sarebbe ma andrebbe rielaborata a fondo, soprattutto in comune e non solo dai teologi, basti pensare al Papa attuale che non è affatto amato dai pochi credenti praticanti rimasti; o alla bruttezza delle chiese moderne sintomo della sconnessione della fede dal popolo; alla sterilità e impotenza creativa dell'arte sacra contemporanea

      È un lavoro lungo e faticoso per cui ci si rifugia nelle formulette semplificatorie e naturalmente non si conclude nulla mentre le élite possono proseguire indisturbate nella distruzione definitiva di ciò che resta dell'umanità

    2. BrunoWald 8 febbraio 2023

      "La Patria si fonda innanzitutto sulla lingua e sulla religione."

      Nonché sul paesaggio (che comprende l'architettura), sugli usi e costumi, sulla storia condivisa, fatta di sofferenze, lotte, successi...

    1. indipendente 8 febbraio 2023

      Patetico kabuki ieri sera, con Romerto Maligni da leggere attentamente tra le righe. Loro sono convinti di salvarsi, ma da buoni demoni si sono scordati il coperchio.

    2. sbregaverse 9 febbraio 2023

      Romerto ¿?
      Romerdo !
      Ah ho capito lectio difficilior.

    1. omega 8 febbraio 2023

      Un volgo disperso che patria non ha, calpesto e deriso, vive nel consumismo apolide più sfrenato.

    2. ric 8 febbraio 2023

      in fondo viviamo in un enorme supermercato ..

    1. Maurizio 8 febbraio 2023

      E' vero che il termine ha ormai una connotazione negativa, ok ... ma è anche vero che mi sento di avere ben poco in comune con la maggior parte dei miei "compatrioti".

      Siamo il "paese" delle diversità, delle divergenze e dei campanili, che razza di "patria" siamo? E chi ci rappresenta? Mummiarella? Giorgina de' noartri?

      Per favore, la nostra "patria" lo è solo nel senso letterale del termine.

      Vorrei far umilmente notare che la maggior parte dei "compatrioti" si sentiva parte di una unica comunità, votata al bene comune, mentre strimpellava dai balconi tra bandiere arcobaleno, mentre allo stesso tempo manco si rendeva conto che i suoi compatrioti governanti, e servi di un dio minore, la stava imprigionando senza motivo.

      Sì è come dice l'autrice, il concetto di "patria" è connotato negativamente perché associato al colore nero, ma un motivo ci sarà... forse perché il nome dell'ultima persona che è riuscita ad accomunare tutti sotto ad un unico tetto oggi non si può più nemmeno pronunciare.

      Tutto ciò senza voler fare apologia ovviamente, è soltanto constatazione.

    1. uomospeciale 8 febbraio 2023

      La patria è morta come pure Dio, quanto alla famiglia agonizza da almeno un quarantennio e cioè dalla riforma del diritto di famiglia del 1975 che è stata l'ultima riforma realmente equilibrata.
      Da allora tutto è andato in sfacelo perché si è cominciato parlare sempre e solo di diritti delle donne e di doveri e oneri pesanti continuativi e a senso unico solo per gli uomini
      Da qui il crollo delle nascite e fuga dai matrimoni ( e dopo la legge Cirinnà anche dalle convivenze* )
      Con la distruzione delle famiglie si è distrutto il nucleo fondante della società per come la conoscevamo fin'ora e non si sa che cosa potrà sostituirlo nè se sarà mai possibile farlo.
      Un futuro fatto di meticciato senza cultura né radici, di consumatori apolidi senza ideali, patria e famiglia appare ormai inevitabile.

      Ma in fondo non è del tutto un male:

      Con la scusa di Dio patria e famiglia, sono stati mandati a crepare come fessi troppe decine di milioni di uomini e non credo proprio che oggi ci siano molti utili idioti disposti a farsi accoppare o a restare menomati o invalidi a vita, solo per difendere il nulla che ha preso il posto di quei vecchi dogmi..... Insomma per il solo "privilegio" di mangiarsi un Cheeseburger.
      Al limite se piovono bombe vanno a mangiarselo da un'altra parte.
      Anzi io sarei proprio il primo a non voler rischiare nulla per questo paese, al fronte ci manderei i politici, altro che crepare io per garantire i loro privilegi.

      *Ma la cassazione sembra ormai orientata a considerare convivenze e coppie di fatto anche coloro che non solo non sono sposati ma neppure convivono né hanno mai convissuto, insomma qualsiasi cosa pure di affibbiare all' "obbligato in solido" vale a dire l'uomo, il costo della relazione.
      Insomma è ormai praticamente impossibile avere una qualsiasi genere di relazione con una donna senza dover sempre mettere mano al portafoglio prima, durante e sopratutto, dopo la fine della relazione stessa:

      Tra un pò basterà offrirgli il caffè o un passaggio in macchina per poi doverle mantenere a vita?
      L'ho sempre detto io che la donna più onesta e che ti costa di meno è quella si fa pagare subito e in anticipo.

    2. danone 8 febbraio 2023

      Con la scusa di Dio patria e famiglia, sono stati mandati a crepare come fessi troppe decine di milioni di uomini e non credo proprio che oggi ci siano molti utili idioti disposti a farsi accoppare o a restare menomati o invalidi a vita, solo per difendere il nulla che ha preso il posto di quei vecchi dogmi….. Insomma per il solo “privilegio” di mangiarsi un Cheeseburger.

      In Ucraina sembra che funzioni ancora alla grande.

    3. uomospeciale 8 febbraio 2023

      Non troppo visto che i disertori sono migliaia da una parte e dall'altra ( e hanno tutta la mia stima, gli unici uomini di pace sono i disertori, magari disertassero tutti )
      Comunque l'Ucrania è un pò una storia a parte.
      In Ucraina come anche in Russia gli uomini sono molto più indietro di noi sui molti concetti e diritti fondamentali che li riguardano, ( tipo il valore della propria vita )
      Se succedesse qui da noi, dubito molto che troverebbero qualcuno disposto a crepare al fronte, scapperebbero tutti a gambe levate.
      Non abbastanza in fretta da riuscire a raggiungere il nostro governo in fuga, però:

      Un governo composto quasi esclusivamente da vecchi rottami col pannolone, puttane, opportunisti, incapaci e ladri.
      Tutta gente pronta alla fuga immediata al primo missile che dovesse cadere troppo vicino a Roma.
      Guarda come si cagano sotto per 4 deficienti che urlano in piazza, e come si esaltano per aver arrestato un vecchio rincoglionito malato terminale.
      Oppure come entrano subito nel panico per cose che in qualsiasi altro paese fatto di gente ancora viva, non di cadaveri ambulanti, sarebbero solo ordinaria amministrazione.

    4. absitiniuriaverbis 9 febbraio 2023

      Anche in Russia direi. Ovvero dovunque ci sia da mandare truppe, senza contare quelli che fanno la guerra di mestiere.

      Senza dimenticare, sul suolo italiano, il ruolo originale della benemerita...

    1. BrunoWald 8 febbraio 2023

      Il concetto di patria suona estraneo, in Italia, perché ottant'anni or sono siamo stati conquistati da una potenza straniera: non a caso esso è stato assimilato indebitamente al fascismo, anch'esso colpito da scomunica. E non certo perché fosse una dittatura, ma perché provò effettivamente ad affrancarsi dalla tutela di mafie straniere e porre in essere un proprio progetto nazionale, che avrebbe fatto dell'Italia un paese sovrano per la prima volta nella sua storia.

      Ciò non può essere negato, al di là degli imperdonabili errori del fascismo stesso: in primis, non essere riuscito a far comprendere agli italiani la reale posta in gioco di un conflitto in cui si decideva il nostro destino, e il non avere liquidato la miriade di traditori che, in gran parte, provocò la nostra rovina.

      I tirapiedi dello straniero presero il potere unicamente in virtù della nostra sconfitta militare, e l'hanno mantenuto sino ad ora esclusivamente per il fatto che siamo un paese occupato. Di conseguenza, la retorica antifascista è il loro collante ideologico, senza la quale non potrebbero giustificare il loro collaborazionismo, e "l'alleanza atlantica" (cioè, la sottomissione all'invasore) è la base su cui si regge il sistema, senza la quale finirebbero appesi anch'essi da qualche parte.

      Il concetto di patria, e a maggior ragione il "patriottismo", vanno senza dubbio problematizzati, specie quando sono presi a pretesto da alcuni per metterlo in quel posto a tutti gli altri, come succede fin troppo spesso. Ma se l'alternativa è costituita dal WEF, la UE, le ong pro-migranti e le basi americane, è evidente che la patria è non soltanto un valore da difendere senza compromessi, ma anche la nostra ultima linea di difesa.

    2. omega 8 febbraio 2023

      Sono in leggero disaccordo. L'appiattimento del duce sulle posizioni del fiurer ci aveva già messo in una condizione di subalternità. Da D'Annunzio e Sarfatti si è rapidamente passati a Preziosi e Petacci. Leggi razziali e entrata in guerra sono state logiche e tragiche conseguenze.

    3. Arian Van Heisen 8 febbraio 2023

      Le leggi d' identità volutamente chiamate Razziali sono quelle che esistono in Cina Japan e paesi Arabi altrimenti ti prendi Soumahoro in Parlamento e gli Ebrei nella tua Banca Centrale o Presidente del Consiglio..!va bene così allora ?
      poi non lamentatevi Boomers---!

      Viva le leggi razziali...!

    4. Chicxulub2.0 8 febbraio 2023

      Infatti il lungimirante Bernardo Attolico si sforzava di far capire a Mussolini che l'unica strada praticabile nel confronto contro l'impero anglosassone era cercare di stabilire buoni rapporti con l'Urss

      Da cui il disperato tentativo all'ultimo momento di evitare l'entrata in guerra dell'Italia con la “Lista del molibdeno”, qui su Wikipedia
      👇
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lista_del_molibdeno

    5. BrunoWald 8 febbraio 2023

      Il passaggio a Preziosi e l'entrata in guerra erano inevitabili: il nemico non ci avrebbe lasciati in pace comunque, tanto valeva combattere a oltranza. Ma a tale scopo sarebbe stata necessaria, in Italia, una Notte dei Lunghi Coltelli che durasse parecchie settimane.

    6. BrunoWald 8 febbraio 2023

      In effetti, mantenere buoni rapporti tra Mosca, Berlino e Roma (i tre paria...) sarebbe stata l'unica mossa intelligente da opporre all'impero anglo-giudaico. Ma nel giugno '41 Hitler precedette di poche settimane un'offensiva sovietica che avrebbe travolto anche noi. E non si trattava solo delle ambizioni personali di Stalin: le menti che disposero la scacchiera della 2GM erano estremamente raffinate.

    7. Chicxulub2.0 8 febbraio 2023

      La guerra era persa in partenza e lo sapevano, le leggi razziali sono state un crimine dato che lo stesso Mussolini nel 1934 a Bari si era dichiarato fieramente antirazzista, pensare di combattere contemporaneamente gli anglosassoni da un lato e l'Urss dall'altro una follia senza spiegazione

    8. Arian Van Heisen 9 febbraio 2023

      L' unico che non sa quello che dice o non conosce la Storia ma ripete a pappagallo solo la propaganda alleata pure mal riportata sei tu con questo nome impronunciabile proprio un Omen nomen...!

    9. BrunoWald 9 febbraio 2023

      Appunto, visto il discorso di Bari del 1934, le leggi razziali e l'alleanza con Hitler come si spiegano? (Conosco la spiegazione "canonica", e la considero pura fumisteria.)

      La guerra era persa in partenza?
      Avevamo una forza aeronavale potentissima, quantitativamente e qualitativamente. Avremmo potuto spazzar via gli inglesi dal Mediterraneo già nel 1940-41.
      Invece abbiamo subito una serie di sconfitte. Colpa di Mussolini? Si, nel senso che non ha fucilato mezzo stato maggiore e casa Savoia al completo, che era l'unica possibilità di salvare l'Italia.
      Come disse un colonnello russo del GRU, prima di affrontare il nemico di fuori bisogna eliminare quello che hai in casa.

      Certo che combattere al contempo contro l'est e l'ovest è stata una follia. Più esattamente, una scelta disperata.
      In ogni caso, una vittoria strategica nel Mediterraneo era possibile, e avrebbe cambiato completamente gli scenari.

    10. danone 9 febbraio 2023

      Lo spostamento verso la Germania credo dipenda dall'embargo petrolifero che fecero all'Italia fascista soprattutto su volontà di Churchill, mentre Hitler invece lo garantiva.
      Le più grandi aziende italiche del tempo fecero sapere al duce che c'era lavoro per una settimana senza petrolio e che dopo bisognava fermare le produzioni.
      Mussolini fu spinto in guerra dalle pressioni geo-politiche degli anglo-americani e dalle sanzioni.
      Fa ridere sentire oggi che gli strateghi occidentali non si aspettavano che le sanzioni anti-russe facessero più male all'europa che alla Russia stessa.
      Questi hanno una pratica secolare in sanzioni, sanno perfettamente quello che vogliono ottenere con questi metodi e lo ottengono sempre.
      Quindi tutta la narrativa attuale sulle sanzioni alla Russia è puro pattume.

    11. Chicxulub2.0 9 febbraio 2023

      Non ho capito sulle leggi razziali
      La spiegazione è che era un incapace, non ne vedo altre

      Pensa se avessimo aderito al Patto d'Acciaio ma con la clausola ferrea che da noi gli ebrei non si dovevano toccare

      Oggi, nonostante la sconfitta militare, saremmo un paese con molta più autorità internazionale e anche autonomia politica

      Per il resto mi limito a osservare che Mussolini e Hitler sono stati messi al potere in funzione anticomunista dai poteri forti locali dell'epoca (come, nel caso tedesco, testimonia la lettera chiamata Industrielleneingabe)

      Per cui se Mussolini si fosse messo contro la Corona secondo me sarebbe stato immediatamente spazzato via
      Ma se invece si sostiene che avrebbe potuto e non ha voluto allora -mi spiace per voi suoi sostenitori- era veramente un inetto

    12. XaMAS 9 febbraio 2023

      Malta, non aggiungo altro

    13. XaMAS 9 febbraio 2023

      forse perche magari lo scopo di queste sanzioni e' appunto danneggiare, se non addirittura distruggere, l'Europa

    14. Arian Van Heisen 9 febbraio 2023

      Il Furher è salito al potere dopo aver vinto elezioni democratiche...! i suoi nemici dichiarati erano le famiglie Ebree controllori del Denaro e il Capitaismus

      Le leggi razziali o meglio di Identità servivano per proteggere i posti sensibili dai non indigeni sovversivi che occupavano posti apicali facendo il doppio gioco, vedi E. Fermi ricordo che la guerra è stata dichiarata al Dritte Reich dalla GB e France in realtà dalla comunità Ebraica Internazionale il Deep State Anglo Usa non il contrario..! per quel motivo furono introdotte le leggi razziali
      https://archive.org/details/adolf-hitler-discorso-su-lavoro-moneta-oro-e-societa-nazionalsocialista

      wenn wir verlieren, wird die Welt nicht mehr frei sein

      Sarebbe meglio che leggesti roba seria non best sellers di pseudo storici che fanno parlare i morti eraccontano congetture fondate su palle.

    15. BrunoWald 9 febbraio 2023

      "mi spiace per voi suoi sostenitori"...

      Vedi? Alle mie argomentazioni, giuste o sbagliate, si risponde con frecciatine personali: "sei seguace di Mussolini, per questo lo difendi."

      Per nulla! È evidente che ho di lui e del fascismo un'opinione ben diversa da quella oggi prevalente, il ché non mi impedisce di constatarne i molti errori, e il tragico epilogo che ha travolto la nazione intera.

      È vero, Mussolini e Hitler sono stati messi al potere da un settore delle elite, non solo in funzione anticomunista, ma per difendere il capitalismo nazionale dall'aggressione di quello finanziario apolide. Fu un'epoca formidabile e tragica sotto tutti gli aspetti.
      Ma i due ebbero troppo successo, e perciò i rapporti di forza si invertirono. Il discorso sarebbe lungo e complicato,

      La fiaba del conflitto provocato da due dittatori megalomani, mentre le "democrazie" cercarono sino all'ultimo di rabbonirli per evitare il peggio, è una mistificazione ad uso della plebe.
      L'elite globalista voleva un'altra guerra, per cui la resero inevitabile. Mussolini evidentemente se ne rese conto: il suo progetto originario, di essere un mediatore autorevole e neutrale fra l'occidente e la Germania, facendo crescere al contempo la potenza e il prestigio dell'Italia, era ormai inattuabile.
      Bisognava scegliere da che parte stare: ed era chiaro che il blocco "demo-pluto-giudaico-massonico" (come lo chiamò con espressione ridicola ma esatta...) non avrebbe mai permesso la sopravvivenza non solo del fascismo, ma dell'Italia come entità sovrana.

      Essendo inevitabile, la guerra andava combattuta all'ultimo sangue, senza errori. Invece Hitler commise la dabbenaggine del secolo risparmiando gli inglesi a Dunkerque e non prendendo Gibilterra. In quanto a noi, basti pensare a Malta, e al fatto che senza l'Intervento tedesco saremmo stati buttati fuori dalla Libia già nel 1941, pur essendo in netto vantaggio sul nemico e in condizioni favorevoli irripetibili.

    16. BrunoWald 9 febbraio 2023

      "se Mussolini si fosse messo contro la Corona secondo me sarebbe stato immediatamente spazzato via".

      Certo: le forze armate e gran parte degli apparati statali erano fedeli al re. Ma a partire dal 1941, i continui rovesci militari e la condotta vergognosa dei vertici militari monarchici, era ormai questione di vita o di morte. Con l'aiuto tedesco si poteva e si doveva osare, e ammazzarli tutti: lo dico senza ambiguità. Ma una cosa simile non era nel carattere di Mussolini, che al contrario dei veri condottieri non era realmente spietato, e soprattutto non capiva per istinto che, se necessario, uccciderne oggi diecimila può salvarne un milione domani.
      In questo senso hai ragione: è stato un inetto.

      NB: gli ammiragli massoni filo-inglesi sabotarono le operazioni della flotta col pretesto che non avevamo carburante. Nel 1943, i tedeschi incontrarono immensi depositi di carburante navale che erano stati nascosti da quei cialtroni. Poi qualcuno si sorprende che fossero un pò incazzati con gli italiani.

    17. BrunoWald 9 febbraio 2023

      "nonostante la sconfitta militare, saremmo un paese con molta più autorità internazionale e anche autonomia politica".

      Ti illudi. Non facevamo parte del seletto club di lorsignori: eravamo e restiamo "cosa loro", una nazione usa-e-getta, come vediamo anche oggi. Nel momento in cui abbiamo osato alzare la testa, siamo divenuti dei paria, al pari della Germania. Vedi la Russia, che ha vinto eppure è un paria ancora adesso.

      Per anni Mussolini si era circondato di un influente circolo di ebrei e massoni, soprattutto i vertici doppiogiochisti della Banca Commerciale: se all'improvviso ci furono le leggi razziali, potrebbero forse esserci state altre ragioni, a parte l'incapacità e/o malvagità del duce.

    18. Chicxulub2.0 9 febbraio 2023

      Nessuna frecciatina, fortunatamente stiamo parlando in maniera civile entrambi

      Concordo su Dunkerque quindi, come ho detto, erano degli inetti
      Media borghesia che crede di confrontarsi con l'aristocrazia mostrandosi forte e minacciosa ma clemente sperando umilmente di essere ammessa nel giro buono, mentre come tutti sanno quella classe sociale è diventata una casta dominante solo per il fatto di essere ferocemente spietata

      Dopodiché vedendo che non si erano arresi, fa l'assurdità di attaccare “credendo di fargli un favore” l'Urss [😂] quando qualsiasi scemo avrebbe potuto prevedere che gli anglosassoni si sarebbero alleati col diavolo in persona pur di sconfiggere i due parvenu che si erano permessi di alzare la testa

      Come ti ho scritto, “secondo me”, l'unica soluzione era una alleanza con l'Urss ma evidentemente siccome sia M che H erano stati messi al comando dai poteri forti 👉solamente in funzione anticomunista👈 la cosa non era realizzabile

      Ossia entrambi sono arrivati al potere legati mani e piedi come salami a delle furbe élite locali che al momento della sconfitta non hanno avuto problemi nello scaricare tutta la colpa su di loro cavandosela a buon mercato

      Più fessi di così non si può

    19. BrunoWald 9 febbraio 2023

      La tesi dei piccoli borghesi che si scontrano con una casta spietata forte di un'esperienza secolare non è per niente infondata. In effetti, negli anni 20-40 del XX secolo la classe media tentò di prendere il potere in Europa, fallendo miseramente.

      "l’assurdità di attaccare “credendo di fargli un favore” l’Urss quando qualsiasi scemo avrebbe potuto prevedere che gli anglosassoni si sarebbero alleati col diavolo in persona pur di sconfiggere i due parvenu"...

      Dimentichi un dettaglio: Stalin stava ammassando milioni di soldati e decine di migliaia di aerei, carri e artiglieria sulla frontiera occidentale. "Barbarossa" fu il disperato tentativo di prenderlo in contropiede assicurandosi le spalle.
      Anche secondo me l'alleanza con l'URSS avrebbe reso inespugnabile l'Eurasia: evidentemente non fu possibile, perché il vertice della piramide aveva potere anche sul Cremlino.
      La tesi dei poveri fessi risulta un tantino semplicistica.

    20. emilyever 9 febbraio 2023

      Mi permetto di consigliare la lettura del recente "Nero di Londra" di Fasanella e Cereghino. che sulla base di documenti desecretati dall'archivio dei servizi segreti militari inglesi provano che Mussolini fu contattato già dal 1916 da un agente di detti servizi che si preoccupavano che l'Italia non si arrendesse dopo Caporetto, e fu stipendiato mensilmente da loro dopo qualche anno

    21. emilyever 9 febbraio 2023

      non è che una legge diventa giusta perchè è applicata anche in altri paesi, le leggi razziali per me sono una vergogna ovunque

    22. Chicxulub2.0 9 febbraio 2023

      Secondo me Hitler ha risparmiato gli inglesi a Dunkerque perché voleva farsi vedere forte ma clemente credendo che di fronte a quella manifestazione di potenza militare gli anglosassoni avrebbero accettato di considerarlo un loro pari
      Cioè un fesso, quella è gente per la quale chi è fuori del loro ambiente può essere solo un servo o un morto
      Non contento dell'errore ha pensato di invadere l'Urss per accreditarsi come difensore del mondo civile contro la barbarie del bolscevismo
      Se non ti piace fesso diciamo che non aveva capito benissimo la situazione
      Quanto al fatto che i russi stavano per attaccare per primi -per quanto ne so io- lo dice solo Viktor Suvorov che non è considerato del tutto attendibile

    23. Arian Van Heisen 10 febbraio 2023

      Per noi invece la vergogna vedere gente come Shlein, Soumumhoro, nel Parlamento o Presidenti di partiti politici rappresentanti una Nazione..
      ma si sà..! noi al contrario tuo non siamo Razzisti all'InContrario

    24. Arian Van Heisen 10 febbraio 2023

      ...Secondo me Hitler ha risparmiato gli ingles..

      Il Furher risparmio gli Inglesi perchè non voleva aprire troppi fronti di guerra come evitò di attaccare Danzica anche contro i suoi vertici militari che lo sollecitavano a rispondere alle provocazioni Russe che nell' area non rispettavano il Patto Ribben.

      Secondo me .... stai sbagliando....!
      con il senno di poi siamo tutti degli indovini.

    25. Arian Van Heisen 10 febbraio 2023

      1. Hitler è stato messo al potere dal Popolo ....!
      2. e la sua Politica era a favore del Popolo.
    26. Arian Van Heisen 10 febbraio 2023

      1. Hitler è stato messo al potere dal Popolo ….!
      2. e la sua Politica era a favore del Popolo.

      L' Alleanza con i Russi fù siglata con das Dritte Reich nel Patto Ribben Molotov
      il Furher fu costrtto all' operazione Barbarossa per l' inadempienza dei Russi nel suo rispetto, perchè i Bolscevichi controllati dai Giudei lo boicottarono.

    27. BrunoWald 11 febbraio 2023

      Si, ha vinto le elezioni. Ma senza il beneplacito di "quelli che contano" non sarebbe mai stato chiamato alla Cancelleria. Nella loro arroganza pensavano di servirsene, ma non passò molto tempo prima di accorgersi che sbagliavano.

      È risaputo che la sua politica risollevò il paese con grande beneficio per le masse popolari, per questo era amato in patria e odiato all'estero.

      Se posso permettermi un modesto suggerimento, gli atteggiamenti apologetici sono superflui: la nuda oggettività dei fatti è più che sufficiente a fare giustizia. E chi vuole vivere comunque nella menzogna, si accomodi.

    28. BrunoWald 11 febbraio 2023

      Ha risparmiato gli inglesi a Dunkerque perché capiva che quella guerra insensata era nell'interesse esclusivo di americani e sovietici, al contrario di Churchill la cui fedeltà andava alla City e non all'Inghilterra.

      Fu comunque un tragico errore: l'isola andava rasa al suolo e cosparsa di sale, a beneficio dell'umanità.

      Se Suvorov non è del tutto attendibile, figuriamoci gli storici canonici che da ottant'anni ci raccontano palle.

      Poco prima di morire, quando non aveva più nulla da perdere, il feldmaresciallo Keitel ammise di essersi sbagliato e che Hitler aveva visto giusto attaccando l'URSS: nelle sue memorie, parla dell'enorme concentrazione di forze ai confini tedeschi. Fu questione di poche settimane.

      Fu comuque una follia da entrambe le parti, hai ragione: Germania e Russia sono alleate naturali, e l'anglosfera è il nemico del mondo.

    29. BrunoWald 11 febbraio 2023

      Ti ringrazio, Emily, cercherò di procurarmi il libro.
      Tutto è possibile, ci hanno sempre nascosto l'essenziale. Ma al di là dei trascorsi cui accenni, qualcosa di buono deve pur aver provato a fare, come governante, altrimenti non avrebbe fatto quella fine.

    30. BrunoWald 11 febbraio 2023

      "...quella è gente per la quale chi è fuori del loro ambiente può essere solo un servo o un morto".

      Complimenti sinceri, non avresti potuto descriverli meglio!

    31. emilyever 11 febbraio 2023

      Sì, certo, eterna frase, allo stesso modo come qualcosa di buono aveva comunque fatto Cesare Ottaviano Augusto del quale il mio professore di latino all'università diceva che la storia debba ancora organizzare il processo di Norimberga.

    1. sbregaverse 8 febbraio 2023

      Stringiamoci a coorte...
      Dall'Alpe a Sicilia
      Dovunque è Sanremo.

    2. uomospeciale 8 febbraio 2023

      Siam pronti alla morte?
      Beh!, Vai avanti tu, che mi vien da ridere..

    3. omega 8 febbraio 2023

      E dal Manzanarre al Reno no?

    4. mago 9 febbraio 2023

      La coorte dei miracoli...

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