Il Club di Roma e l’ascesa della mafia della “modellistica predittiva”

Anche se molti conoscono la manipolazione della modellistica predittiva durante la crisi  COVID, una rete di potenti Malthusiani aveva usato le stesse tattiche per buona parte del secolo scorso per vendere e imporre la propria agenda

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Matthew Ehret
unlimitedhangout.com

“Il modo migliore per prevedere il futuro è crearlo.”
Abramo Lincoln

Nonostante una gran propaganda abbia convinto il mondo che l’eugenetica era scomparsa con la sconfitta di Hitler nel 1945, la realtà, come avevo discusso nel mio precedente articolo La vendetta dei malthusiani e la scienza dei limiti, è molto lontana da questa fantasia popolare.

In quel pezzo, avevo esaminato le origini della cibernetica come nuova “scienza del controllo” creata durante la Seconda Guerra Mondiale da un gruppo di seguaci di Lord Bertrand Russell convinti di avere una missione da portare a termine. Questa missione consisteva nel plasmare il pensiero sia del pubblico sia di una nuova classe dirigente elitaria che sarebbe servita da strumento per un potere al di là della loro comprensione [1].

Abbiamo anche esplorato la scienza dei limiti, che era stata infusa nella comunità scientifica all’inizio del XX secolo con l’imposizione del presupposto che l’umanità, la biosfera e persino l’universo stesso fossero sistemi chiusi, definiti dalla seconda legge della termodinamica (alias: entropia) e quindi governati dalla tendenza al decadimento, alla morte termica e ad un potenziale di cambiamento creativo sempre più ridotto. Il campo della cibernetica sarebbe diventato anche lo strumento utilizzato per far progredire un nuovo movimento eugenetico globale che, in seguito, avrebbe dato origine al transumanesimo, l’ideologia che oggi è al centro della Quarta Rivoluzione Industriale e del “Grande Reset.”

In questo articolo valuteremo come sia avvenuto questo gioco di prestigio e come le menti della popolazione e della classe dirigente siano state indotte a partecipare al nostro stesso annientamento. Speriamo , nel corso di questa lettura, di poter arrivare a capire come poter arrivare nel modo migliore ad un un futuro consono alla dignità umana.

Il gioco di prestigio di Neil Ferguson

Nel maggio 2020, Neil Ferguson dell’Imperial College era stato costretto a dimettersi dal suo incarico di capo del Gruppo di consulenza scientifica per le emergenze (SAGE) del Regno Unito. La motivazione ufficiale era stata la scappatella sessuale di Neil con una donna sposata durante un draconiano lockdown nel Regno Unito, al culmine della prima ondata di isteria Covid. Neil avrebbe dovuto essere rimosso anche da tutti i suoi incarichi presso le Nazioni Unite, l’OMS e l’Imperial College (la maggior parte dei quali continua a ricoprire) e probabilmente incarcerato per tutte le frodi da lui commesse negli ultimi vent’anni.

Neil non solo era stato personalmente responsabile dei lockdown imposti alla popolazione del Regno Unito, del Canada, di gran parte dell’Europa e degli Stati Uniti [2], ma, in qualità di modellatore matematico più famoso al mondo, era stato l’artefice dei modelli utilizzati per giustificare la gestione della crisi e la previsione delle pandemie almeno dal dicembre 2000.

È in questo periodo che Neil era entrato a far parte dell’Imperial College, dopo aver trascorso anni a Oxford. Ben presto aveva iniziato a fornire consulenza al governo britannico sulla nuova epidemia di “afta epizootica” del 2001.

Neil si era messo al lavoro producendo modelli statistici che estrapolavano nel futuro linee di tendenza lineari ed era giunto alla conclusione che a causa della malattia sarebbero morte oltre 150.000 persone se non fossero stati abbattuti 11 milioni tra ovini e bovini. Gli allevamenti erano stati immediatamente decimati per decreto governativo e Neil era stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico per aver reso un servizio alla causa creando scarsità attraverso una crisi sanitaria artificiale.

Nel 2002, Neil aveva utilizzato i suoi modelli matematici per prevedere la morte di 50.000 persone a causa del morbo della mucca pazza, che si era concluso con un totale di soli 177 decessi.

Nel 2005, Neil aveva nuovamente puntato in alto prevedendo che 150 milioni di persone sarebbero morte di influenza aviaria. I suoi modelli computerizzati avevano mancato il bersaglio di 149.999.718 decessi, visto che, tra il 2003 e il 2008, erano morte solo 282 persone di questa malattia.
Nel 2009, i modelli di Neil erano stati nuovamente utilizzati dal governo britannico per prevedere 65.000 morti a causa dell’influenza suina, che, alla fine, ha ucciso circa 457 persone.

Nonostante il suo curriculum di fallimenti imbarazzanti, la stella di Neil aveva continuato a salir nella stratosfera della scienza. Ben presto era diventato vicepreside della Facoltà di Medicina dell’Imperial College e un esperto mondiale di malattie infettive.

Nel 2019 era stato incaricato di dirigere il Centro di collaborazione per la modellazione delle malattie infettive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, incarico che ricopre tuttora. È in questo periodo che i suoi obsoleti modelli erano stati utilizzati per “prevedere” 500.000 morti per COVID nel Regno Unito e due milioni di morti negli Stati Uniti, a meno che non fossero state imposte in breve tempo misure di blocco totale. Ammantata da una sottile patina di “scienza,” la sua parola era diventata legge e gran parte del mondo si era messo al passo cantando “due settimane per appiattire la curva.”

Modello predittivo tratto dal documento del 16 marzo del team di risposta alla COVID-19 dell’Imperial College di Londra, guidato da Neil M. Ferguson, “Impact of non-pharmaceutical interventions (NPIs) to reduce COVID-19 mortality and healthcare demand”

Quando, alla fine del 2020, Neil era stato sollecitato a rendere disponibile al pubblico il codice utilizzato per generare i suoi modelli (dopo che si era scoperto che il codice risaliva ad oltre 13 anni fa), si era rifiutato di ottemperare alla richiesta, rilasciando alla fine una versione pesantemente redatta del codice, praticamente inutile per un’analisi.

Un ingegnere informatico di Google con 30 anni di esperienza che scrive (sotto pseudonimo) per The Daily Skeptic ha analizzato il codice redatto ed ecco cosa ha detto:

“Non è il codice che Ferguson ha utilizzato per produrre il suo famoso Rapporto 9. Quello che è stato rilasciato su GitHub è un suo derivato pesantemente modificato, dopo essere stato aggiornato per oltre un mese da un team di Microsoft e altri. Il codice modificato è suddiviso in più file per garantire la leggibilità e scritto in C++, mentre il programma originale era ‘un unico file di 15.000 righe a cui si era lavorato per un decennio’ (questa è considerata una pratica da non imitare). Una richiesta per il codice originale è stata fatta 8 giorni fa ma è stata ignorata, e probabilmente ci vorrà una sorta di costrizione legale per costringerli a rilasciarlo. Chiaramente, all’Imperial sono troppo imbarazzati dallo stato in cui si trovano per rilasciarlo di loro spontanea volontà, il che è inaccettabile dato che è stato pagato dai contribuenti e appartiene a loro.”

Oltre ai contribuenti, l’autrice avrebbe dovuto citare anche Bill Gates, dato che la sua fondazione aveva donato milioni di dollari all’Imperial College, e direttamente a Neil, nel corso di due decenni, ma la perdoneremo per questa omissione.

Metodi Monte Carlo: come l’universo è diventato un casinò

L’articolista di Daily Skeptic si è spinta oltre e ha colpito al cuore la frode di Neil quando ha individuato la funzione stocastica alla base dei modelli predittivi di Neil. Scrive:

“Stocastico” è solo un termine scientifico per dire “casuale.” Questo non è un problema se la casualità è una pseudo-casualità intenzionale, ovvero se la casualità deriva da un “seme” iniziale che viene iterato per produrre i numeri casuali. Tale casualità è spesso utilizzata nelle tecniche Monte Carlo. È sicura perché il seme può essere registrato e gli stessi numeri (pseudo-)casuali possono essere prodotti in futuro.”

L’autrice ha ragione nell’identificare la funzione di probabilità stocastica (ovvero casuale) alla base dei modelli di Neil e, inoltre, individua correttamente la palese manipolazione dei dati e del codice al fine di generare risultati ampiamente irrazionali che non hanno alcun legame con la realtà. Tuttavia, essendo una programmatrice di Google abituata a lavorare in un ambiente di “teoria dell’informazione,” che presume che la casualità sia al centro di tutta la realtà, l’autrice commette un errore clamoroso presumendo che le tecniche Monte Carlo siano in qualche modo utili per fare previsioni sulle crisi future. Come vedremo tra poco, le tecniche Monte Carlo sono un problema centrale in tutti gli aspetti del pensiero umano e del processo decisionale.

La tecnica Monte Carlo stessa ha preso il nome dal teorico dell’informazione John von Neumann e dal suo collega Stanlislaw Ulam, che avevano visto nel lancio casuale dei dadi ai tavoli dei casinò la chiave per analizzare letteralmente ogni sistema non lineare esistente al mondo, dal decadimento atomico, al comportamento economico, alle neuroscienze, alla climatologia, alla biologia e persino alle teorie sulla formazione delle galassie. Il Casinò di Monte Carlo, in Marocco, era stato scelto da von Neumann e Ulam per essere utilizzato come modello ideale che avrebbe dovuto dare forma a tutta la creazione.

Secondo il sito ufficiale dell’Institute for Operations Research and the Management Sciences (INFORM), i metodi Monte Carlo erano stati subito adottati dalla RAND Corporation e dall’aeronautica militare statunitense. Il sito INFORM afferma che:

“Sebbene non sia stata inventata al RAND, la potente tecnica matematica nota come metodo Monte Carlo ha ricevuto gran parte del suo sviluppo iniziale al RAND nel corso della ricerca su una varietà di problemi dell’Aeronautica e delle armi atomiche.” I principali contributi di RAND a Monte Carlo risiedono nello sviluppo iniziale di due strumenti: la generazione di numeri casuali e lo sviluppo sistematico di tecniche per la riduzione della varianza.”

Come discusso nel mio articolo precedente, durante la Guerra Fredda la RAND Corporation era stata la forza trainante per l’adozione della cibernetica come scienza del controllo all’interno dei circoli di politica estera degli Stati Uniti.

La persona incaricata di imporre nella pratica politica la cibernetica e la pianificazione dei “sistemi” ad essa associati era stato il Lord Presidente del Segretariato Scientifico dell’Impero Britannico, Alexander King, che qui agiva in veste di Direttore Generale degli Affari Scientifici dell’Organizzazione per il Coordinamento e lo Sviluppo Economico (OCSE) e di consulente della NATO. Il suo ruolo, dopo il 1968, di cofondatore del Club di Roma sarà discusso a breve.

La vendita degli scenari di fine millennio ad una popolazione credulona si era servita dei modelli stocastici finanziati da Gates che utilizzavano le tecniche Monte Carlo, come quelle impiegate da Neil Ferguson. La vendita degli scenari di fine millennio riguardanti il riscaldamento globale aveva utilizzato le stesse tecniche, anche se per un periodo di tempo leggermente più lungo. Come aveva dimostrato il dottor Tim Ball nelle sue cause legali contro Michael Mann dell’IPCC, famoso per il suo “Hockey Stick” [grafico a bastone da hockey], anche questi modelli di riscaldamento globale avevano utilizzato formule stocastiche (alias funzioni di casualità) e tecniche Monte Carlo per generare in tutti i modelli climatici curve di riscaldamento sempre irrazionalmente elevate.

Il modello di temperatura “a bastone da hockey” di Michael Mann del 1998, sfatato più volte per l’uso di tecniche fraudolente e dati selettivi, ma utilizzato dall’IPCC ancora oggi. Fonte.

In un articolo dell’ottobre 2004 su Technology Review, l’autore, Richard Muller, aveva descritto il lavoro di due scienziati canadesi che avevano dimostrato che questa frode era alla base del modello Hockey Stick di Mann:

“Gli scienziati canadesi Stephen McIntyre e Ross McKitrick avevano scoperto un difetto matematico fondamentale nel programma informatico utilizzato per produrre l’hockey stick… Questo metodo di generazione di dati casuali si chiama analisi Monte Carlo, dal nome del famoso casinò, ed è ampiamente utilizzato nell’analisi statistica per testare le procedure. Quando McIntyre e McKitrick avevano inserito questi dati casuali nella procedura di Mann, era saltata fuori la forma di un bastone da hockey!”

Non a caso, questi stessi modelli stocastici che utilizzano le tecniche Monte Carlo sono stati utilizzati anche per creare modelli economici che giustificano l’economia da casinò, caratterizzata dal trading ad alta frequenza, dell’era post-1971, l’era del consumismo miope e della deregolamentazione [3].

Il Club di Roma e la World Problematique

L’era dei “modelli predittivi apocalittici” aveva ricevuto la massima “rispettabilità scientifica” grazie agli sforzi di un’organizzazione dal nome innocuo, chiamata Club di Roma.

Lo storico F. William Engdahl ha così descritto le origini del Club:

“Nel 1968 David Rockefeller aveva fondato un think tank neomalthusiano, il Club di Roma, insieme ad Aurelio Peccei e Alexander King. Aurelio Peccei era un alto dirigente dell’azienda automobilistica Fiat, di proprietà della potente famiglia italiana degli Agnelli. Gianni Agnelli era un amico intimo di David Rockefeller e membro del Comitato consultivo internazionale della Chase Manhattan Bank di Rockefeller. Agnelli e David Rockefeller erano amici intimi dal 1957. Nel 1973, Agnelli era stato un membro fondatore della Commissione Trilaterale di David Rockefeller. Alexander King, capo del programma scientifico dell’OCSE, era anche consulente della NATO.”

Il think tank era stato fondato da due Malthusiani autoproclamatisi tali, Aurelio Peccei e il direttore generale dell’OCSE per gli affari scientifici, Sir Alexander King, che avevano diffuso al mondo un nuovo vangelo: l’era del progresso scientifico e della crescita industriale avrebbe dovuto cessare per consentire al mondo di reimpostare i propri valori in un nuovo paradigma di crescita tecnologica zero.

Sia Peccei che King erano anche sostenitori di una nuova pseudoscienza chiamata “World Problematique,” sviluppata all’inizio degli anni Sessanta e descritta semplicemente come “la scienza dei problemi globali.” A differenza di altre branche della scienza, la risoluzione dei problemi dell’umanità non era la preoccupazione dei seguaci della Problematica. I suoi seguaci sostenevano che il futuro avrebbe potuto essere conosciuto analizzando a monte l’infinita serie di “problemi” che l’umanità crea modificando l’ambiente.

Per fare un esempio: una persona raziocinante desidera mitigare i danni delle inondazioni in una determinata area, quindi costruisce una diga. Ma così si danneggia la biodiversità di quella regione. Problema.

Un altro esempio: gli scienziati desiderano avere migliori forme di energia e scoprono la struttura dell’atomo, portando all’energia nucleare. Poi sorgono nuovi problemi, come le bombe atomiche e le scorie nucleari. Problema.

Un ultimo esempio: Viene scoperta una cura per la malaria che affligge una nazione povera. I tassi di mortalità diminuiscono, ma ora i livelli di popolazione aumentano, mettendo sotto stress l’ambiente.

L’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Un seguace della Problematique si fisserebbe su ogni “problema” causato dagli esseri umani che tentano ingenuamente di risolvere altri problemi. Noterebbe che ogni intervento umano porta a un dis-equilibrio e quindi all’imprevedibilità. La mente orientata alla Problematique concluderebbe che, se venisse eliminato il “problema che causa tutti i problemi,” ne deriverebbe un mondo pulito e predeterminato di perfetta stasi e quindi di perfetta prevedibilità. Nel 1972, facendo riferimento all’agenda del Club di Roma sulla World Problematique, il vicepresidente dell’OCSE e membro del Club di Roma, Hugo Thiemann, aveva dichiarato a Europhysics News:

“In passato, la ricerca era stata finalizzata alla ‘comprensione,’ nella convinzione che avrebbe aiutato l’umanità. Dopo un periodo di evoluzione tecnologica basata su questo presupposto, tale convinzione è stata chiaramente disattesa dall’esperienza. Ora si sta sviluppando un grave conflitto tra le dimensioni del pianeta e la sua popolazione, per cui, se si vogliono risolvere le esigenze future, i fisici dovrebbero cambiare il loro approccio. La politica scientifica dovrebbe essere guidata dalla conservazione della biosfera.”

A pagina 118 di un resoconto autobiografico del Club di Roma intitolato “La prima rivoluzione globale” e pubblicato nel 1991, Sir Alexander King si era candidamente rifatto a questa filosofia quando aveva scritto:

“Nel cercare un nuovo nemico che ci unisse, ci venne l’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, la carestia e simili avrebbero fatto al caso nostro….Tutti questi pericoli sono causati dall’intervento umano ed è solo attraverso un cambiamento di atteggiamenti e di comportamenti che possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è l’umanità stessa.”

Il Club di Roma aveva rapidamente creato filiali in tutto il mondo occidentale con membri di spicco che arrivavano dalla comunità politica, imprenditoriale e scientifica, tutti concordi nel ritenere che la migliore forma di governo della società fosse una dittatura scientifica. Il ramo canadese dell’organizzazione era stato co-fondato nel 1970 dallo stesso, iperattivo, Maurice Strong insieme ad un gruppo di Fabiani e borsisti Rodhes, tra cui il devoto del Club di Roma Pierre Trudeau. Di questo si parlerà più avanti.

Un filmato propagandistico particolarmente interessante del 1973 prodotto da ABC News mostra l'”innovazione” del Club di Roma-MIT sulla modellazione computerizzata. Descrivendo la nuova tecnologia di modellazione presentata dal MIT e dal Club di Roma, la voce narrante del video afferma:

“Per la prima volta nella storia dell’uomo sul pianeta, questo studio guarda al mondo come ad un unico sistema. Dimostra che la Terrapotrà sostenere l’attuale crescita demografica e industriale per non più di qualche decennio.”

Il Fondo Natura 1001

Per finanziare questo cambiamento di paradigma, nel 1970 era stato fondato dal principe Bernhard dei Paesi Bassi il 1001 Nature Trust.

Bernhard (nazista convinto e fondatore del Gruppo Bilderberg nel 1954) aveva lavorato insieme ai suoi stretti e misantropi collaboratori, il principe Filippo Mountbatten e Sir Julian Huxley, per creare, nel 1961, il World Wildlife Fund (WWF). Il WWF era stato creato per raccogliere fondi per l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), fondata da Sir Julian Huxley nel 1947. Huxley si era già dato da fare, visto che l’anno prima aveva istituito l’UNESCO con l’incarico di far rivivere l’eugenetica e di promuovere un governo mondiale sotto nuovi nomi. Quando aveva co-fondato il WWF, Huxley era anche presidente in carica della British Eugenics Society.

Il piano era semplice: ognuno dei 1001 membri fondatori avrebbe dovuto versare nel fondo 10.000 dollari, che sarebbero stati utilizzati per la promozione del nuovo paradigma verde, che avrebbe dovuto sostituire il vecchio paradigma “salvare l’umanità dall’impero” con il nuovo versione “salvare la natura dall’umanità,” come descritto da Sir King sopra.

Tra i membri di spicco del 1001 Nature Trust c’erano reali di tutto il mondo, miliardari e tecnocrati sociopatici che non desideravano altro che gestire questo nuovo mondo del futuro come parte della casta “alfa.”

Molti di questi personaggi erano contemporaneamente membri fondatori del Club di Roma, per esempio il canadese Maurice Strong, che in seguito sarebbe diventato vicepresidente del WWF sotto la presidenza del principe Filippo.

Strong, nel 1978, era diventato Vicepresidente del WWF prendendo il posto del Maggior Generale Louis Mortimer Bloomfield. Bloomfield era un altro membro fondatore del 1001 Club e, come documentato dal procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison, per via del suo coinvolgimento con Permindex era anche implicato nell’assassinio del presidente anti-malthusiano John F. Kennedy, avvenuto nel 1963. Questa stessa organizzazione con sede in Svizzera era servita da copertura per vari omicidi collegati a Gladio, tra cui i vari tentativi di uccidere l’alleato di JFK, Charles de Gaulle, che avevano portato all’espulsione dell’organizzazione dalla Francia.

Una parola su Maurice Strong

Uno dei lacchè più potenti del Principe Bernhard e del Principe Filippo era un uomo di nome Maurice Strong, un membro fondatore del 1001 Trust, co-fondatore del World Economic Forum e, dal 1976 al 1978, vicepresidente del WWF sotto il Principe Filippo. In un’intervista del 1990 alla West Magazine, Strong aveva scoperto le carte, chiedendosi retoricamente:

“Cosa succederebbe se un piccolo gruppo di leader mondiali giungesse alla conclusione che il rischio principale per la Terra deriva dalle azioni dei Paesi ricchi? E se il mondo deve sopravvivere, quei Paesi ricchi dovrebbero firmare un accordo per ridurre il loro impatto sull’ambiente. Lo faranno? La conclusione del gruppo è “no.” I Paesi ricchi non lo faranno. Non cambieranno. Quindi, per salvare il pianeta, il gruppo deve decidere: l’unica speranza per il pianeta non è forse il collasso delle civiltà industrializzate? Non è forse nostra responsabilità far sì che ciò avvenga?”

È importante ricordare che le osservazioni di Maurice Strong erano state fatte nel contesto di un “libro di fantasia” che desiderava scrivere e che avrebbe avuto luogo al World Economic Forum, un gruppo che lui e Kissinger avevano co-fondato 20 anni prima utilizzando un prestanome tedesco di nome Klaus Schwab. Nel 2015, Klaus aveva elogiato Strong definendolo “il mio mentore.”

Maurice Strong – Fonte: Canada Press/AP

Anche alcuni apologeti liquidano le osservazioni di questo sociopatico come semplici riflessioni su un’opera di fantasia, vale la pena considerare ciò che Maurice stesso aveva dichiarato durante il discorso di apertura della Conferenza delle Nazioni Unite sulla popolazione e l’ambiente tenutasi a Rio De Janeiro nel 1992. Strong era stato incaricato di dirigere questo secondo Vertice della Terra (il primo era stato la Conferenza di Stoccolma sull’ambiente umano del 1972, da lui stesso presieduta). In occasione di questo vertice del 1992, Strong aveva dichiarato che:

“I Paesi industrializzati hanno sviluppato e beneficiato di modelli di produzione e consumo non sostenibili che sono alla base del nostro attuale dilemma. È chiaro che gli attuali stili di vita e i modelli di consumo della classe media benestante, che comportano un’elevata assunzione di carne, il consumo di grandi quantità di cibi surgelati e pronti, l’uso di combustibili fossili, di elettrodomestici, di aria condizionata a domicilio e sul posto di lavoro e il possesso di abitazioni suburbane, non sono sostenibili. È necessario un cambiamento verso stili di vita meno orientati a modelli di consumo dannosi per l’ambiente.”

Il Vertice di Rio aveva stabilito una nuova era nel consolidamento delle ONG e delle imprese in nome di un’agenda “verde.” Questa dottrina era stata formalizzata con l’Agenda 21 (poi ribattezzata Agenda 2030) e la Carta della Terra, redatta da Mikhail Gorbaciov, Jim MacNeill e Strong tra il 1996 e il 2000. Il Comitato internazionale di redazione della Carta della Terra era presieduto nientemeno che dal miliardario transumanista Steven Rockefeller.

Maurice Strong e Mikhail Gorbaciov al Vertice di Rio del 1992 Fonte: J. PEREIRA/AP

La carriera di Strong come mercenario malthusiano aveva subito un duro colpo nel 2005, quando si era scoperto che aveva avallato un assegno di 988.885 dollari consegnatogli da un uomo d’affari sudcoreano (una risorsa dell’intelligence legata a operazioni di ricatto sessuale a Washington DC) Tongsun Park, assegno che Strong aveva incassato in una banca giordana. I fondi facevano parte del programma Oil for Food delle Nazioni Unite ed erano destinati a fornire aiuti umanitari all’Iraq. Questo non aveva affatto preoccupato Strong, che era stato più che felice di riempirsi le tasche con fondi che sarebbero dovuti servire ad acquistare cibo per milioni di Iracheni affamati. Dopo essere sfuggito all’arresto fuggendo dagli Stati Uniti al Canada, Strong si era poi rifugiato in Cina, dove aveva trascorso l’ultimo decennio della sua vita spingendo la decarbonizzazione e la modellazione climatica del riscaldamento globale in Asia. Probabilmente Strong non era l’oligarca più felice del mondo quando, nel 2009, Cina e India avevano sabotato il programma COP14 per un governo globale verde.

Secondo il sito web del World Economic Forum, il principe Bernhard è stato il principale patrocinatore del famigerato vertice del WEF del 1973, che aveva reso noto per la prima volta il Manifesto di Davos, ponendo le basi della teoria del feudalesimo tecnocratico con un’impalpabile patina capitalista nota come “capitalismo degli stakeholder.” Sempre in occasione del vertice del 1973, il Club di Roma era stato introdotto per la prima volta sulla scena mondiale per presentare un nuovo programma per il controllo della popolazione.

I limiti dello sviluppo

Il documento che sarebbe diventato la bibbia e il progetto di questo nuovo movimento anti-umanista cheavrebbe poi dato vita all’odierno programma del Green New Deal si intitolava Limits to Growth (1972) e oggi detiene il record di libro più letto sull’ecologia, avendo venduto 30 milioni di copie pubblicate in 32 lingue.

In un recente articolo che celebra il 40° anniversario del libro si legge:

“Ha contribuito a lanciare la moderna modellazione ambientale computerizzata e ha dato inizio al nostro attuale dibattito ambientale incentrato a livello globale. Dopo Limits [To Growth], ambientalisti, scienziati e politici hanno sempre più pensato ai problemi ecologici in termini planetari e dinamicamente interconnessi… Vale la pena rivisitare Limits oggi perché, più di ogni altro libro, ha introdotto al pubblico il concetto di cambiamento climatico antropocentrico.”

Il libro aveva rappresentato il culmine di uno studio di due anni intrapreso da un team di statistici del MIT sotto la guida di Jay Forrester e Dennis Meadows.

Ecco un video del febbraio 2022 di Dennis Meadows che parla delle sue speranze che il prossimo inevitabile genocidio dell’80% della popolazione mondiale possa essere compiuto pacificamente sotto una dittatura “benevola.”

Lo studio del MIT non era nemmeno iniziato negli Stati Uniti, bensì a Montebello, in Quebec, nel 1971, quando Pierre Trudeau, sostenitore del Club di Roma, aveva usato i soldi dei contribuenti per avviare il progetto. Una rete di borsisti Rhodes e di consiglieri privati, tra cui Alexander King, Maurice Strong, Maurice Lamontagne (fondatore di Environment Canada), Marc Lalonde (borsista Rhodes, consigliere di Trudeau e capo dell’Ufficio del Primo Ministro), Michael Pitfield (impiegato del Consiglio privato e fondatore del CSIS canadese) e il governatore generale Roland Michener, anch’egli borsista Rhodes, avevano presieduto quella riunione. Quando i fondi canadesi erano finiti, il progetto aveva continuato ad essere finanziato dalla Fondazione Volkswagen di Aurelio Peccei, il cui passato di sostenitore del nazismo avrebbe dovuto mettere a disagio alcuni statistici del MIT.

Sir Alexander King (a sinistra) e il modello prodotto da Limits to Growth del Club di Roma che prevedeva una fine apocalittica del mondo entro il 2000 (a destra).

L’incatenamento di Prometeo

Maurice Lamontagne, membro del Club di Roma ed ex presidente del Privy Council canadese nel 1964-65, era stato a lungo un collaboratore stretto del primo ministro canadese Pierre Trudeau, che aveva studiato a Londra.

Di tutti i membri del Club di Roma, Lamontagne era stato il più schietto nell’identificare nella stessa creatività umana il più grande nemico della Terra. Nelle sue Relazioni della Commissione del Senato del 1968-1972, che avevano riformato il finanziamento e la pianificazione della politica scientifica, Lamontagne aveva scritto:

“La natura impone precisi vincoli alla tecnologia stessa e, se l’uomo persiste nell’ignorarli, l’effetto netto della sua azione nel lungo periodo può essere quello di ridurre anziché aumentare il potenziale della natura come fornitrice di risorse e di spazio abitabile… Ma allora sorge una domanda ovvia: come possiamo fermare la creatività dell’uomo?”

Riconoscendo correttamente che il desiderio di scoprire l’ignoto è insito nella condizione umana, Lamontagne risponde alla sua stessa domanda, scrivendo:

“Come possiamo proclamare una moratoria sulla tecnologia? È impossibile distruggere la conoscenza esistente; è impossibile paralizzare il desiderio innato dell’uomo di imparare, inventare e innovare… In ultima analisi, scopriamo che la tecnologia è solo uno strumento creato dall’uomo per perseguire le sue infinite aspirazioni e non è l’elemento significativo che invade l’ambiente naturale. È la crescita materiale stessa la fonte del conflitto tra uomo e natura.”

Pertanto, la creatività e i suoi frutti, rappresentati dal progresso tecnologico, sono accettabili solo se riducono il presunto conflitto tra uomo e natura ipotizzato da Lamontagne. La tecnologia “cattiva,” nella formulazione di Lamontagne, ha l’effetto di aumentare la crescita materiale dell’umanità (cioè i poteri di produttività). Se invece promuovessimo tecnologie a bassa densità di flusso energetico, come i mulini a vento, i pannelli solari e i biocarburanti, che riducono l’energia disponibile e quindi la quantità di attività economiche in cui l’uomo può impegnarsi, allora, secondo questa logica contorta, la tecnologia potrebbe essere definita una cosa “buona.”

Questo concetto era stato ripreso da Omond Solandt, un altro membro del Club di Roma e collaboratore di Lamontagne, nel suo Rapporto del Senato. Solandt aveva fatto carriera come consulente scientifico di Lord Louis Mountbatten (il mentore pedofilo del Principe Filippo) durante la Seconda Guerra Mondiale e, fino al 1957, aveva diretto il Defense Research Board del Canada, dove aveva collaborato all’MK Ultra insieme al famigerato Ewan Cameron della McGill University. Nel 1970, testimoniando davanti alla Commissione Lamontagne del Senato, Solandt aveva detto: “Non c’è più bisogno di far progredire la scienza. La necessità è piuttosto quella di comprendere, guidare e utilizzare la scienza in modo efficace per il benessere dell’umanità.”

La definizione di “benessere dell’umanità” nella mente di un sostenitore di MK Ultra dovrebbe far venire i brividi.

In preparazione all'”ordine post-industriale” che si era scatenato con la fluttuazione del dollaro USA nel 1971 e la distruzione del sistema monetario di Bretton Woods, Lamontagne aveva detto che la “nuova saggezza” non avrebbe più dovuto puntare alle scoperte nelle scienze atomiche, mediche e spaziali, ma concentrarsi su sforzi ingegneristici più “pratici.” Aveva inoltre proposto di diminuire i finanziamenti alla scienza avanzata ampliando la definizione stessa di “scienza,” in modo che includesse le scienze umane, l’economia monetaria e le scienze sociali. Questi programmi avevano quindi iniziato ad assorbire i finanziamenti che, in precedenza, erano stati destinati alla ricerca sulla scienza pura. Lamontagne lo afferma nel primo volume del suo rapporto:

“La nuova saggezza prescrive che lo sforzo aggiuntivo di R&S sia dedicato alle scienze della vita e alle scienze sociali piuttosto che alle scienze fisiche… a obiettivi economici e sociali piuttosto che alla curiosità e alla scoperta.”

In difesa di Prometeo

Un importante scienziato canadese si era subito schierato contro questo Club della trasformazione guidato da Roma. Ronald Hayes, professore di scienze ambientali alla Dalhousie University e funzionario pubblico canadese, nel 1973 aveva scritto il libro “The Chaining of Prometheus: The Evolution of a Power Structure for Canadian Science,” in cui identificava Lamontagne come un tirapiedi del dio Zeus ritratto nel famoso dramma di Eschilo, Prometeo incatenato. L’antico dramma greco raccontava la storia del semidio Prometeo, punito per 10.000 anni per aver sfidato l’umanità insegnandole ad usare il fuoco che Zeus voleva tenere per sé.

Nel rifiutare la richiesta di smantellare l’intera struttura di finanziamento della scienza del periodo 1938-1971 e di ricostruirla sotto un nuovo regime tecnocratico, il professor Hayes aveva sottolineato con queste parole l’attacco concertato al Consiglio Nazionale delle Ricerche del Canada, che era stato la forza trainante del progresso tecnologico dal secondo dopoguerra:

“Lamontagne vuole distruggere il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’organismo che ha alimentato e lanciato gran parte della ricerca governativa e che ha inaugurato i programmi di laurea nelle nostre università. È una colpa dell’amministrazione Trudeau. a cui Lamontagne fa eco.”

Hayes aveva attaccato i poteri di nuova formazione del Treasury Board, a cui era stato conferito un eccezionale potere di controllo sulla politica scientifica nell’ambito di una nuova dittatura scientifica:

“L’esercizio più sottile del potere, che evita la necessità di uno stretto controllo, è l’infiltrazione da parte di persone affidabili, la creazione di un’élite dominante… Questi Inglesi sono diventati noti in tutto il mondo come i governanti dell’Impero Britannico… Con obiettivi in qualche modo simili, la Commissione per i Servizi Pubblici sta preparando i futuri dirigenti del governo canadese a seguire le politiche generali e i precetti del Consiglio del Tesoro.

I modelli predittivi prendono il sopravvento sul pensiero reale

Sebbene il professor Hayes avesse ragione ad attaccare la terribile frode che si stava commettendo sotto la guida del senatore Lamontagne con la riforma del finanziamento scientifico canadese del 1973, aveva però trascurato i cambiamenti globali innescati dalla rivoluzione dei modelli predittivi del Club di Roma.

I Limiti della Crescita del Club di Roma del 1972 è stato il primo del suo genere a fondere insieme la temperatura globale con variabili economiche come la crescita della popolazione, la perdita di risorse e la categoria, assai poco definita, dell’”inquinamento.” Utilizzando equazioni lineari per estrapolare le tendenze nel futuro, il Club di Roma aveva posto le basi per due grandi falsità:

Falsità n. 1 – Il tessuto fisico spazio-temporale che dà forma all’universo scopribile è intrinsecamente non lineare e quindi non esprimibile con alcuna forma di equazioni lineari, a prescindere dalla potenza di calcolo necessaria. La mentalità creativa umana è più esplicitamente non lineare in quanto legata a stati di esistenza non formalizzabili, come l’ispirazione, l’amore per la verità, la dignità e la bellezza, che nessun sistema binario può approssimare. I programmatori del Club di Roma avevano ignorato questi fatti e avevano ipotizzato che l’universo fosse binario, come il loro software.

Falsità n. 2 – I dati stessi potevano essere facilmente distorti e riformulati in base ai controllori dei programmatori informatici allo scopo di modificare le politiche governative. Abbiamo già visto come questa tecnica era stata utilizzata per prevedere scenari futuri errati sotto l’operato di Neil Ferguson dell’Imperial College e la stessa tecnica è stata applicata anche nella modellazione ecologica.

L’uso di statistiche distorte e poco definite, proiettate nel futuro, per “agire preventivamente sulle crisi future,” sarebbe diventato diventato una pratica egemonica per i successivi 40 anni e, da allora, è stato utilizzato dai Neomalthusiani per giustificare l’aumento delle guerre, dei tassi di povertà e di malattia in tutto il mondo.

Con i modelli informatici di Limits to Growth, era stata data una patina scientifica agli sforzi cultuali di frange neomalthusiane, come Paul Ehrlich dell’Università di Stanford, il cui libro del 1968 The Population Bomb (La bomba demografica) cercava di prevedere un’inevitabile crisi planetaria globale in cui il petrolio si sarebbe esaurito, le terre coltivabili si sarebbero prosciugate e le risorse sarebbero scomparse entro l’anno 2000. La cinica tesi di Ehrlich aveva raccolto molti seguaci tra il pubblico ma, a causa delle sue ariose generalizzazioni, non aveva ottenuto molto seguito tra i politici o nei circoli scientifici. Nel 1972, il Club di Roma aveva rovesciato questa situazione, tramutando il libro di Ehrlich un best seller.

Per avere un’idea delle radici della visione malthusiana di Ehrlich, potrebbe essere utile ricordare il suo odioso concetto di natura umana, secondo lui poco più di ottuse cellule cancerogene che crescono a ritmi geometrici e uccidono lentamente l’ospite. Nel suo libro del 1968, scriveva:

“Un cancro è una moltiplicazione incontrollata di cellule; l’esplosione demografica è una moltiplicazione incontrollata di persone… Dobbiamo spostare i nostri sforzi dal trattamento dei sintomi all’eliminazione del cancro. L’operazione richiederà molte decisioni apparentemente brutali e senza cuore.”

Il protetto di Ehrlich, John Holdren, che aveva contribuito alla soppressione delle missioni spaziali con equipaggio della NASA e che, da zar della scienza di Obama dal 2009 al 2017, aveva tagliato quel poco che rimaneva di un programma americano di studi sulla, si era accodato a questo nuovo sacerdozio malthusiano con il suo libro del 1977 Ecoscience (di cui era coautore Ehrlich).

A pag. 942 troviamo un chiaro progetto per un sistema di governance globale verde che i due autori consideravano come l’unica soluzione alla bomba demografica in arrivo:

“Forse queste agenzie, insieme all’UNEP e alle agenzie demografiche delle Nazioni Unite, potrebbero essere sviluppate in un Regime Planetario, una sorta di superagenzia internazionale per la popolazione, le risorse e l’ambiente. Un tale Regime Planetario onnicomprensivo potrebbe controllare lo sviluppo, l’amministrazione, la conservazione e la distribuzione di tutte le risorse naturali, rinnovabili o non rinnovabili, almeno nella misura in cui esistono implicazioni internazionali. Il Regime potrebbe quindi avere il potere di controllare l’inquinamento non solo dell’atmosfera e degli oceani, ma anche di corpi d’acqua dolce come fiumi e laghi che attraversano i confini internazionali o che scaricano negli oceani. Il Regime potrebbe anche essere un’agenzia centrale logica con il compito di regolare tutto il commercio internazionale, forse anche l’assistenza dai Paesi industrializzati ai Paesi meno sviluppati e il commercio di tutti i generi alimentari disponibili sul mercato internazionale. Al Regime Planetario potrebbe essere affidata la responsabilità di determinare la popolazione ottimale per il mondo intero e per ogni regione e distribuire le quote dei vari Paesi entro i loro limiti regionali. Il controllo delle dimensioni della popolazione potrebbe rimanere di competenza di ciascun governo, ma il Regime avrebbe il potere di far rispettare i limiti concordati.”

Barack Obama e il suo zar della scienza John Holdren nel 2010. Fonte: REUTERS/Jim Young

Secondo questa logica spietata, gli Stati nazionali dovrebbero semplicemente essere trasformati in strumenti per imporre programmi di spopolamento, anziché cercare ingenuamente di porre fine al colonialismo, alla povertà e alla guerra, come avevano tentato di fare John Kennedy, Bobby Kennedy, Charles de Gaulle, Daniel Johnson, Enrico Mattei o Martin Luther King.

Il problema delle scoperte

Naturalmente, se non si volevano accettare le “soluzioni” proposte dai Neomalthusiani, era necessario adottare un percorso alternativo. Questa prospettiva più sana dipendeva dallo sviluppo e dall’applicazione di nuove scoperte pionieristiche, senza dover uccidere i “mangiatori inutili,” che però avrebbero anche aumentato il “fattore imprevedibilità,” una cosa che i maniaci del controllo matematico non avrebbero mai potuto tollerare.

Nella dinamica culturale favorevole alla crescita degli anni Sessanta e Settanta, si era capito che la chiave principale di questa nuova era di abbondanza si trovava nel controllo dell’energia di fusione. I processi di fusione di atomi come gli isotopi dell’elio e dell’idrogeno per generare grandi quantità di energia erano stati sfruttati nel secondo dopoguerra, ma, purtroppo, l’applicazione di questa tecnologia aveva conosciuto solo fini distruttivi attraverso le armi termonucleari. Tuttavia, non c’era motivo di pensare che non si potesse trovare il modo di utilizzare in modo pacifico questa immensa potenza, se le politiche nazionali fossero state in grado di incoraggiare la ricerca. Il calore e le densità energetiche della fusione atomica sono incredibili: un cucchiaio di acqua dell’oceano ha un potenziale energetico superiore a quello di migliaia di barili di petrolio.

Ma, per i seguaci della “World Problematique” che stavano arrivando in posizioni di governo dominanti all’interno della Commissione Trilaterale e del Forum Economico Mondiale, questa “soluzione” era solo la porta di accesso ad ulteriori problemi.

Nel 1975 Ehrlich aveva dichiarato che, a suo parere, l’acquisizione dell’energia di fusione da parte dell’umanità era “come dare un fucile mitragliatore ad un bambino idiota.” Nel 1989, di fronte alla prospettiva di una realizzazione della fusione fredda, John Holdren pensava che lo sviluppo dell’energia di fusione non fosse auspicabile perché avrebbe solo infiammato la mentalità dell’umanità “che pavimenta il pianeta e lo dipinge di verde.”

Nello stesso periodo, Jeremy Rifkind, autore della Terza Rivoluzione Industriale e attivista marginale diventato consulente internazionale per il clima delle Nazioni Unite, aveva dichiarato che “la prospettiva di un’energia di fusione a basso costo è la cosa peggiore che possa capitare al pianeta.”

Alla maniera di Pigmalione, l’oligarchia è stata in grado di “giustificare scientificamente” la sua visione misantropica della governance globale, prima rompendo le rotule dell’umanità e poi sostenendo che non siamo fatti per correre.

Si pensi, ad esempio, al fatto che il taglio della ricerca sull’energia da fusione era iniziato sotto la presidenza di Jimmy Carter, controllata dalla Commissione Trilaterale, ed è proseguito senza sosta fino ai giorni nostri.

Non solo i finanziamenti effettivi sono scesi molto al di sotto dei requisiti minimi per la costruzione e l’attivazione di prototipi di nuovi progetti, ma, a partire dal 1977, i fondi sono stati sempre più reindirizzati verso forme di energia a “crescita tecnologica zero,” come i mulini a vento e le celle fotovoltaiche. Anche i settori convenzionali della ricerca sull’energia nucleare, come la chiusura del ciclo del combustibile con i reattori autofertilizzanti, di cui gli Stati Uniti si erano fatti promotori, erano stati eliminati con ordini esecutivi e seppelliti da moratorie nel corso degli anni Settanta. Una delle figure chiave in questo attacco alla fusione era stato un ex allievo della RAND Corp ed ex direttore della CIA, James Schlesinger, allora Segretario all’Energia nell’amministrazione Carter. Schlesinger aveva reso più restrittive le normative e tagliato i fondi per la fusione, nonostante il raggiungimento di pietre miliari a Los Alamos e Princeton nel 1976. La visione del mondo di Schlesinger come sacerdote della sventura era stata definita in un libro del 1960, in cui affermava che:

“L’economia è la scienza della scelta in un mondo di risorse limitate.” Siamo andati in giro per il mondo a diffondere il “vangelo dell’abbondanza,” aumentando il livello delle aspettative… [ma] nella natura delle cose, queste aspettative crescenti non possono mai essere soddisfatte…. Nella nostra politica strategica dobbiamo tornare ai giorni precedenti la rivoluzione industriale… [e] prepararci a combattere guerre limitate.”

Il National Security Study Memorandum 200 di Henry Kissinger (1974) aveva rimarcato questo nuovo obiettivo della politica estera americana affermando che: “L’assistenza per la moderazione demografica dovrebbe dare risalto ai Paesi in via di sviluppo più grandi e in più rapida crescita, dove esiste uno speciale interesse strategico degli Stati Uniti.” Tra i Paesi in via di sviluppo a cui si rivolgeva la riduzione della popolazione, l’NSSM-200 elencava il controllo delle nascite e la rinuncia al cibo come strumenti primari. Kissinger aveva cinicamente scritto: “Gli Stati Uniti sono disposti ad accettare il razionamento del cibo per aiutare chi non può/vuole controllare la propria crescita demografica?

Nel corso degli anni ’70, la cabala della Commissione Trilaterale/Consiglio per le Relazioni Estere, sotto la direzione di Kissinger, David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski, aveva assunto il controllo totale della politica estera americana e aveva lanciato un nuovo programma economico che Paul Volcker, membro della Commissione Trilaterale, aveva definito “la disintegrazione controllata dell’economia.”

Nel 1979, dopo aver ottenuto la presidenza della Federal Reserve, Volcker aveva messo in pratica questa politica portando i tassi di interesse al 20% e mantenendoli per altri due anni, distruggendo le piccole e medie industrie agricole americane e lasciando solo un cartello di colossi aziendali in grado di sopravvivere a tassi così draconiani. La crescita reale era crollata, la pianificazione a lungo termine era stata dimenticata e la deregolamentazione aveva dato il via ad una enorme speculazione, che aveva sostituito le forme di capitalismo dirigistico (a direzione nazionale) che, nelle epoche precedenti, avevano reso vitale l’Occidente.

Il crollo dell’industria manifatturiera statunitense, mentre la nazione veniva indotta a scivolare sempre più in un nuovo paradigma di “economia dei servizi,” a base di speculazione e consumismo.

La trasformazione globale scatenata dalla distruzione della riserva aurea da parte di Nixon-Schultz nel 1971 era guidata dall’intenzione di sostituire i sistemi nazionali di pianificazione economica con un nuovo sistema statale antinazionale guidato da una miope speculazione.

In questo nuovo sistema, essere buoni cittadini significava solo essere buoni consumatori, in una società dove il culto del guadagno a breve termine accecava le persone sciocche e corrotte, impedendo loro di vedere che oligarchi senza scrupoli stavano prendendo il controllo dei media mainstream, della scienza, del mondo accademico, della governance aziendale e della funzione pubblica dei governi, su entrambe le sponde dell’Atlantico. In questo paradigma post-1971, concetti come quello di “crescita” sono stati sempre più definiti da parametri puramente quantitativi-monetaristici e premessi all’aumento dei tassi di indebitamento e delle attività speculative.

Tutti gli investimenti in forme autentiche di progresso scientifico e tecnologico, del tipo in grado di superare le “capacità di carico” dell’umanità, sono via via bloccati, mentre sono state create nuove categorie di progresso tecnologico. Le “tecnologie” e le “innovazioni” che riducevano il potere dell’umanità di superare i propri limiti di crescita sono state incoraggiate sotto forma di “tecnologie appropriate,” come i mulini a vento e le “biotecnologie”. Le tecnologie dei sistemi informativi, man mano che venivano messi online computer sempre più potenti, sono state trasformate da componenti di supporto dell’attività economica produttiva a forze dominanti delle scelte economiche. In base a questa nuova etica malthusiana, la “tecnologia” sarebbe diventata solo uno strumento per asservire le masse e avrebbe perso il suo tradizionale spirito di emancipazione creativa dell’umanità.

Come già detto, la ricerca sull’energia di fusione è stata sistematicamente distrutta. Gli investimenti nell’esplorazione spaziale sono stati tagliati: il programma Apollo della NASA era stato ufficialmente cancellato nel 1973 e i finanziamenti della NASA erano crollati dal 4% del PIL nel 1965 a meno dell’1% nel 1975 (vedi grafico). Gli investimenti nelle infrastrutture si erano prosciugati e l’era americana dell’energia nucleare era terminata.

Il sabotaggio dell’esplorazione spaziale è esemplificato dal crollo dei finanziamenti della NASA in percentuale del PIL, che nel 1965 avevano raggiunto un massimo di quasi il 4,5%. Quando i Malthusiani avevano il controllo del governo statunitense, anche le priorità della pianificazione a lungo termine erano state trasformate, passando dall’etica del “superamento dei limiti alla crescita incoraggiando le scoperte scientifiche di frontiera” a quella dell'”adattamento alla scarsità.” Fonte: Huffpost

Mantenere il mondo dipendente dal petrolio

Infine, ma non per questo meno importante, le nuove regole del “Grande Gioco” imposte da Kissinger e dalla Commissione Trilaterale erano incentrate su un ordine economico basato sul petrolio.

Come aveva dimostrato lo studioso William Engdahl nel suo Century of Oil del 1992, l’allora Segretario di Stato Henry Kissinger aveva avuto un ruolo più che importante nel fabbricare questa crisi dal nulla, impedendo che centinaia di petroliere venissero scaricate negli Stati Uniti e provocando l’aumento dei prezzi del 400% con l’assistenza in Medio Oriente di diversi ministri del petrolio che dipendevano da Kissinger. Negli anni scorsi, l’ex ministro dell’OPEC dell’Arabia Saudita dell’epoca aveva confermato la tesi di Engdahl, affermando:

“Sono sicuro al 100% che dietro l’aumento del prezzo del petrolio ci fossero gli Americani. In quel momento le compagnie petrolifere erano davvero in difficoltà, avevano preso in prestito molti soldi e avevano bisogno di un prezzo elevato del petrolio per salvarsi.”

Nel 1973, con questo gioco di prestigio erano state poste le premesse per una nuova presa di controllo del mondo, con il lancio di una nuova menzogna che affermava che tutte le prospettive del “futuro” potevano essere accessibili solo attraverso equazioni lineari estrapolate per gli anni a venire. Con la modellazione computerizzata predittiva che misurava i tassi di diminuzione del petrolio, del carbone e del gas naturale, nonché delle terre coltivabili per la produzione di cibo, si poteva immaginare una nuova era di scarsità, che implicava un mondo chiuso di rendimenti sepre più scarsi.

La modellazione predittiva come controllo sociale

Nel linguaggio odierno, questa pratica di “modellazione predittiva” si riflette negli appelli dell’alto prelato delle banche centrali (e inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione sul clima e la finanza), Mark Carney, per un nuovo sistema finanziario che promuova una società decarbonizzata entro il 2050.

L’urgenza professata da Carney si basa su “modelli predittivi” secondo cuie il mondo si riscalderà di 1,5° in base ad un presunto legame con le emissioni di anidride carbonica. Secondo Carney e i suoi collaboratori, questo può essere corretto solo se monetizziamo il carbonio e rendiamo redditizio il blocco dell’attività industriale umana.

Se si confrontano i dati reali, non solo si scopre che la tendenza al riscaldamento successiva al 1977 si era conclusa nel 1999, ma che la temperatura effettiva è ben al di sotto di tutte le proiezioni computerizzate prodotte dall’IPCC (che è per la politica ambientale ciò che l’OMS è per la politica sanitaria).

Fonte: C3 Headlines

 

Questa isterica previsione la si ritrova anche negli avvertimenti ossessivi del Principe (ora Re) Carlo, secondo cui il mondo avrebbe 18 mesi di tempo per salvarsi prima che, sendo la “modellazione predittiva,” il riscaldamento globale diventi inarrestabile e la terra bruci in un inferno distopico!

Carlo, che aveva inaugurato il Great Reset nel giugno 2020 e ricopre il ruolo di presidente del World Wild Life Fund inglese, è il figlio dello stesso defunto principe Filippo Montbatten, che aveva pubblicamente rivelato il suo infame desiderio di reincarnarsi in un virus mortale “per risolvere il problema della sovrappopolazione.” In un’intervista del 1988 alla Deutsche Press Agentur, il principe Filippo aveva detto:

“Più persone ci sono, più risorse consumeranno, più inquinamento creeranno, più lotte faranno. Non abbiamo scelta. Se non viene controllata volontariamente, sarà controllata involontariamente con un aumento delle malattie, della fame e della guerra. …Nel caso in cui mi reincarnassi, vorrei tornare come virus mortale, per contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione.”

Non bisogna commettere l’errore di separare le dichiarazioni misantropiche di Filippo dal suo ruolo attivo nella co-fondazione del movimento “ecologico” globale dell’opposizione controllata, insieme al padre del gruppo Bilderberg, il principe Bernhardt dei Paesi Bassi.

Il Grande Reset: Il sogno erotico di un oligarca

Quando si esamina la natura di quelle riforme che, sui siti web del Forum Economico Mondiale, sono destinate a sostituire le politiche dell’era pre-COVID, diventa chiarissimo che questo Grande Reset (che combina rimedi a tutto spettro alle duplici crisi del COVID e del Riscaldamento Globale), non è altro che un altro tentativo di rinchiudere l’umanità in una gabbia tecno-feudale di depopolamento, sotto un sistema di governance globale gestito da ingegneri sociali e dai loro sponsor oligarchici [4].

Proprio come i rimedi mortali proposti per risolvere le false crisi pandemiche erano sempre stati l’obiettivo della frode dell’Imperial College, così anche il rimedio della “decarbonizzazione” della civiltà industriale è stato l’obiettivo mortale dietro la guerra al riscaldamento globale, che, secondo i modelli informatici, dovrebbe essere la principale minaccia esistenziale per l’umanità fin dal 1972. Proprio come le richieste dell’OMS di cancellare la sovranità nazionale per difendere il “bene superiore” con un regime medico sovranazionale, lo stesso argomento per un governo mondiale è stato patrocinato dai sostenitori della tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo per oltre 50 anni. Per coloro che non hanno familiarità con la chimera del “riscaldamento globale causato dall’uomo,” rimando al mio recente saggio In difesa della CO2: Astro-climatologia, Climategate e buon senso rivisitati.

Oggi, queste “soluzioni” assumono la forma dell’Agenda 2030, che spinge per la decostruzione della civiltà industriale, la riduzione delle risorse agricole e dei combustibili fossili e la dipendenza delle nazioni a forme di energia inefficienti come i mulini a vento, i pannelli solari e i biocarburanti, utto per, apparentemente, salvare la natura dall’umanità.

Nonostante tutte le prove dimostrino che la COVID-19 e il riscaldamento globale causato dall’uomo esistono solo nei modelli informatici predittivi programmati per spaventarci e farci credere che esistano, vale la pena chiedersi: come hanno fatto tante persone apparentemente istruite a convincersi che la COVID-19 o il cambiamento climatico siano così pericolosi dal punto di vista esistenziale da dover bloccare l’intera l’economia mondiale per salvarci in qualche modo dai loro presunti effetti apocalittici?

Note finali

1. Il progetto ideologico di questa scienza applicata del controllo era stato delineato decenni prima nell’opera in tre volumi, scritta congiuntamente da Russell e dal suo collega Apostolo di Cambridge Sir Alfred North Whitehead, denominata “Principia Mathematica” (in onore del plagio di Sir Isaac Newton pubblicato tre secoli prima). Entrambi i Principi avevano posto le basi per i sistemi di economia politica che sarebbero stati utilizzati dall’Impero Britannico per tentare di controllare le proprie vittime: i concetti di massa, forza, attrazione e spazio vuoto di Newton sono alla base delle teorie economiche politiche di Adam Smith, Thomas Malthus, David Ricardo e John Maynard Keynes, mentre quelli di Russell avevano creato nel secolo scorso le fondamenta ideologiche della cibernetica, della teoria dell’informazione, dell’analisi dei sistemi e del culto dell’intelligenza artificiale.

2. Un’edizione del 25 marzo 2020 di Business Insider aveva così descritto il ruolo di Neil nel plasmare la politica statunitense sulla COVID: “La dottoressa Deborah Birx, coordinatrice della risposta al coronavirus per l’amministrazione Trump, ha detto ai giornalisti in un briefing con la stampa del 16 marzo che il documento dell’Imperial [la proiezione al computer di Ferguson] ha spinto il CDC a consigliare di lavorare da casa e di evitare le riunioni di 10 o più persone.”

3. Un esempio particolarmente degno di nota è la formula Merton-Scholes per la determinazione dei prezzi delle azioni petrolifere e dei contratti derivati dopo il 1973, che aveva fatto vincere ai suoi programmatori il Premio Nobel negli anni ’90. Questo “codice di previsione” era ottimo per la valutazione dei prezzi ed era ottimo per dimostrare tassi di crescita monetaria quasi infiniti, ma era inutile nell’identificare le condizioni al contorno del mondo reale, e questo aveva fatto sì che le sue previsioni fallissero tutte le volte che erano state applicate.

4. Dico “solo un altro tentativo” perché questa non è la prima volta che, nell’ultimo secolo, è stata tentata l’imposizione di un ordine mondiale transumano post-statale e studiare le RAGIONI del fallimento dei tre tentativi precedenti sarebbe un esercizio prezioso per chiunque voglia sopravvivere alla tempesta attuale.

Matthew Ehret

Fonte: unlimitedhangout.com
Link: https://unlimitedhangout.com/2022/11/investigative-reports/the-club-of-rome-and-the-rise-of-the-predictive-modelling-mafia/
21.11.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Matthew Ehret è caporedattore della Canadian Patriot Review e Senior Fellow presso l’American University di Mosca. È autore della serie di libri “Untold History of Canada” e di “Clash of the Two Americas.”

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