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I timori della Bank of Russia sono gli incubi di Putin

DI TOM LUONGO

tomluongo.me

La Russia continua a cercare di districarsi dalle tattiche di guerra ibride anericane, ma la verità è che non è ancora libera di fare una politica indipendente dagli Stati Uniti. La Banca di Russia ne è consapevole e si rifiuta di abbassare i tassi di interesse per sbloccare il potenziale dell’economia nazionale.

La Banca di Russia ha annunciato che il suo attuale tasso di interesse di riferimento, pari all’8,25%, è sufficiente a compensare i rischi dell’espansione delle sanzioni USA. Tracciare un percorso di politica monetaria estremamente conservatrice mentre i rapporti tra i due paesi sono ai minimi storici non è l’approccio sbagliato.

Detto questo, tuttavia, la curva dei rendimenti MIACR – Moscow InterBank Actual Credit Rate – non è ancora completamente normalizzata, con tassi da 31 a 180 giorni inferiori a quelli da 8 a 30 giorni. Una curva di rendimento normalmente funzionante dovrebbe aumentare con il tempo, ed una campana nel mezzo suggerisce che la politica dei tassi della banca centrale è troppo alta se il costo del prestito a 180 giorni è inferiore a quello a 10 giorni.

E so che Elvira Nabullina, presidente della BoR, lo sa. So che non è stupida. Ecco perché la BoR ha abbassato i tassi dall’8,5% all’8,25% ad ottobre. La forma della curva dei rendimenti è migliorata ad ogni taglio di tassi, ma il lavoro non è ancora completo.

Mi chiedo quindi perché si siano fermati i tagli dei tassi, quando c’è ancora tanto lavoro da fare per stimolare il tipo di crescita di cui è capace l’economia russa.

La crescita è un meccanismo di difesa

La miglior difesa contro un ulteriore attacco da parte degli Stati Uniti è incoraggiare i prestiti interni, denominati in rubli, per stimolare un’organica crescita economica. Mantenendo la stessa politica dei tassi così elevati rispetto ai costi di prestito in dollari o in euro, si alimenta la stessa dinamica che esisteva nel 2014 prima che i prezzi del petrolio scendessero, cioè rublo forte ma dipendente dalle banche occidentali.

Mentre i prestiti al consumo ed alle imprese stanno finalmente crescendo, la BoR continua ad esortare le compagnie russe a cercare prestiti denominati in valute diverse dal rublo, in un momento in cui la politica dichiarata del governo è di de-dollarizzarsi il più possibile.

In altre parole, la politica degli alti tassi d’interesse sta incoraggiando proprio quel comportamento che la BoR sta cercando di combattere, invitando capitale straniero in Russia solo per vederlo espatriare nel caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti sul proprio sistema bancario.

La proprietà straniera di obbligazioni russe è ora del 30% rispetto al mero 5% di inizio anno grazie all’arbitraggio sugli alti tassi di interesse.

Una politica di alti tassi d’interesse aveva senso nel 2015 per arrestare il calo del rublo, tenere a bada l’inflazione e stimolare i risparmi e gli investimenti locali in rubli. Ma ora che l’economia sta cercando di espandersi, è tempo che la BoR allenti le catene più velocemente di quanto non abbia mai fatto.

Ci sono tuttavia alcune buone notizie: i salari reali stanno crescendo molto più velocemente del tasso di inflazione (4,3% vs 2,7%). Questo divario deve rimanere, per aiutare le famiglie russe a ricostruire la ricchezza perduta durante la passata recessione. L’economia russa in questo momento sta dunque generando nuova ricchezza reale ed una sostenibile riserva di risparmi reali.

La paura qui è che la Nabullina non riesca a camminare sulla sottile linea tra crescita e paura di un’altra crisi del rublo. E la curva dei rendimenti del mercato interbancario russo son due anni che urla di essere allentata. Praticamente ogni volta che ha abbassato i tassi, la prima risposta del rublo è stata quella di rafforzarsi, non di deprezzarsi.

E questo perché la domanda latente di rubli era così alta che abbassare i tassi in realtà aumentava la domanda di prestiti in rubli. Le condizioni sono molto meglio oggi di quanto non lo fossero l’anno scorso, ma il mercato chiede ancora un tasso di prestito benchmark inferiore all’8%, se i prezzi dei titoli del Tesoro russo servono da indicatore.

Il debito russo a un anno è ora scambiato al 7,2% mentre i tassi overnight sono ancora vicini all’8%. È tutto l’anno che penso che la Nabullina avesse bisogno di tagliare i tassi a circa il 7% entro fine anno per pareggiare domanda ed offerta, e sembra che avrò ragione a riguardo.

La crescita vince in geopolitica

Perché la miglior difesa contro l’ennesimo fastidioso attacco al sistema finanziario russo fatto dal Deep State americano, che si rifiuta di ammettere che sta perdendo la guerra, è una robusta economia russa. L’obiettivo dovrebbe essere tassi di crescita del PIL vicini al 4% o al 5% e crescita del potere d’acquisto reale tra l’1,5% e il 2%, non il tasso d’inflazione. Questo è il brutto segnale che la Banca di Russia opera ancora sotto l’influenza del FMI.

Questi tassi di crescita renderanno molto più difficile per i dirigenti UE mantenere le rovinose sanzioni al momento in atto. Con il piano di riduzione delle tasse di Trump, che taglierà i tassi delle società americane a livelli di quelli russi, il 20% di arbitraggio che era lì per la Russia se ne andrà. Mentre il capitale fugge dall’Europa e si dirige verso gli Stati Uniti, parte di quella fuga di capitali dovrebbe finire in Russia. E con la Fed che mantiene i tassi al di sotto del 2% per il prossimo futuro, Nabullina & company farebbero bene a cercare di raggiungere il 6-7% per il tasso di riferimento, e non l’8,25%, altrimenti non continuerà.

Non vuoi solo che gli stranieri acquistino il tuo debito sovrano, vuoi che investano anche nella tua economia reale.

E se l’obiettivo ultimo di Putin, geopoliticamente, è quello di togliere almeno parzialmente l’UE dal controllo americano, come nel caso di Italia, Grecia e gruppo di Visegrád, allora non c’è modo migliore di esercitare la massima pressione politica che promettere un aumento radicale del commercio. Per il gruppo di Visegrád, questa è una scelta facile dato che nessuno di loro ha mai adottato l’euro.

Gli incentivi sono già lì. Ma per paesi come l’Italia, che soffrono della disastrosa politica della Merkel sugli immigrati, di un euro sovrastimato del 25% e delle sanzioni economiche contro la Russia, la scelta diventa più drammatica.  Questi sono i motivi per cui i crediti deteriorati in Italia sono alle stelle..

Con i tedeschi incapaci di costruire una coalizione stabile, altri stati dell’Europa del Nord stanno colmando il vuoto di potere, come la Danimarca, che sta cercando di fermare il gasdotto Nordstream II impedendogli di attraversare le proprie acque.

Il governatore bavarese Horst Seehofer è diventato il leader della CSU in Germania. Putin perde un alleato chiave per far sì che le sanzioni vengano revocate, dato che Seehofer è stato in prima linea nel mantenere amichevoli le relazioni tra Russia e Germania durante tutto il caos post-Maidan.

Spetta alla Nabullina ed al suo staff, la gran parte del quale, a quanto ne so io, di dubbia lealtà verso la Russia, continuare la normalizzazione dei tassi e permettere alla tenue espansione russa di decollare nel 2018.

 

Tom Luongo

Fonte: https://tomluongo.me

Link: https://tomluongo.me/2017/12/05/bank-of-russias-fears-are-putins-nightmares/

5.12.2017

Traduzione per www.comedonchisciotteorg a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • –<>– –<>–

    Quante castronerie. A giocare con i numeri si può far credere tutto.
    Singolare che un giornalista di un paese sull’orlo della bancarotta si preoccupi dei sonni del presidente di un altro paese, che anche se ha qualche conto sballato, rimane comunque una miniera inesauribile di materie prime, che in teoria potrebbe indebitarsi per secoli.
    Per noi europei sarebbe meglio collaborarci

  • vocenellanotte

    Con tutte le scorciatoie che ha preso, questo luminare dell’economia si è perso, e rischia di morire di fame. Aiutiamolo.

  • Vamos a la Muerte

    La Nabullina è nota per essere una fanatica Occidentalista e se Putin non l’ha ancora licenziata è perché evidentemente non può farlo: il mito dell'”Uomo solo al Comando” è, per l’appunto, un Mito e il Presidente Russo è un Grande Statista proprio perché la sua capacità di mediazione, prima ancora che all’estero – dove vince facile in un mondo governato da minus habentes – si applica in Russia, un Paese grande 60 volte l’Italia dove convivono interessi differenti.
    Mi sembra che questo pseudoeconomista cada dal pero con parecchi anni di ritardo o, nel migliore dei casi, faccia finta.

  • il gobbo

    Vi rammento che la Banca Nazionale Russa è controllata dai Rothschild, detto
    questo detto tutto….

    • Tipheus

      Non è per polemizzare ad ogni costo, ma vorresti darmi la fonte?
      Hai fatto un estratto del capitale sociale e hai visto che Evelyn ne detiene il 50 %?
      Non dico che non sia vero, ma non credo che questo “si dice” sia la controinformazione di cui si ha veramente bisogno. Se i massoni sono dappertutto, compresa la mia nonna (per dire, non c’è più da più di un decennio), allora non sono da nessuna parte.