I robot studenti di domani

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Recentemente vi abbiamo riportato le nuove strategie di Amazon per attuare, in via definitiva, la struttura economica della nuova società capitalistica 4.0, attraverso la meccanizzazione degli individui. Non a caso la grande multinazionale di Jeff Bezos, sapendo che per perseguire ad hoc il piano è necessario partire dall’insegnamento, ha investito nei programmi d’istruzione per formare i lavoratori del domani.

La distopia però non è mica una storia solo americana; in Italia infatti, sotto la spinta digitalizzante del PNRR, sono nati i nuovi Licei TED (Transizione Ecologica e Digitale), volti a riorganizzare l’istruzione alla luce della cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale.

Il piano è semplice, l’Italia sta progettando le scuola del futuro insieme alle multinazionali. I programmi e il funzionamento di queste realtà educative infatti si associano al Consorzio di aziende CONSEL, che comprende: Microsoft, Eni, Atlantia, Huawei, BNL, Enel, Generali, IBM, Leonardo, Cisco, Nokia, Oracle, Sky, Vodafone e Snam.

Ma qual è l’obiettivo di affossare la vecchia scuola a discapito di un nuovo modello?

La risposta è nel documento, e si legge: «La riforma, implementata dal Ministero dell’Istruzione, mira ad allineare i curricula degli istituti tecnici e professionali alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese. In particolar modo, orienta il modello di istruzione tecnica e professionale verso l’innovazione introdotta da Industria 4.0, incardinandolo altresì nel rinnovato contesto dell’innovazione digitale. […] La riforma rafforza il sistema degli ITS attraverso il potenziamento del modello organizzativo e didattico (integrazione offerta formativa, introduzione di premialità e ampliamento dei percorsi per lo sviluppo di competenze tecnologiche abilitanti – Impresa 4.0), il consolidamento degli ITS nel sistema ordinamentale dell’Istruzione terziaria professionalizzante, rafforzandone la presenza attiva nel tessuto imprenditoriale dei singoli territori […]».

Inoltre sul sito “Futura. La scuola per l’Italia di domani” si parla anche di didattica digitale, formazione degli insegnanti, estensione del tempo pieno e delle nuove competenze necessarie per il “nuovo mondo”.

Lo scopo allora è quello di influenzare l’istruzione, fino al punto da trasformare il docente in una macchina che deve produrre altre macchine, tracciabili, connesse, prive di diritti e senso critico, in modo tale che lo studente diviene un prodotto da collocare sul mercato in base alle esigenze del capitalismo stesso. In totale ribaltamento di prospettiva che porta gli esseri umani ad essere a disposizione del modello economico. Proprio come piace ai nostri amici del World Economic Forum (WEF) che guada caso proprio questo avevano previsto nel documento governance 4.0.

La nascita di una società basata sull’obbedienza alle élite finanziarie internazionali; un obbedienza che oggi è diventata una virtù: è questo, infatti, che fa un bravo studente o un bravo lavoratore, obbedisce, proprio come una macchina. È così che la disobbedienza diviene un crimine, e oggi lo stiamo vedendo sempre di più, senza che sia stato commesso alcun reato: non è ammissibile invocare il diritto al dissenso, una macchina che dissente interrompe la catena di produzione, la rompe. Una macchina non può avere diritti.

Di fronte a tutto ciò, ci chiediamo come facciano le persone a non vedere dove stiamo andando. Siamo giunti all’alba del neo-medioevo, dove al posto di re e signori abbiamo fondi di investimento e multinazionali; piuttosto che la caccia alle streghe, abbiamo la caccia al “no vax” untore e invece dello ius primae noctis abbiamo il diritto a non possedere niente.

Massimo A. Cascone, 15.02.2022

Fonte:

https://www.elis.org/progetti-di-semestre/liceo-ted/

https://www.lindipendente.online/2022/02/10/nuovi-licei-ted-litalia-progetta-la-scuola-di-domani-insieme-alle-multinazionali/

 

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