I rischi del gene-drive e sul ruolo delle zanzare nella diffusione di future pandemie

Parere (n. 23) del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina CIEB

Mosquito articolo CIEB 23

Nel corso dell’estate 2023 gli italiani hanno avuto modo di sperimentare la multiforme pervasività delle restrizioni imposte dall’agenda emergenziale che le élites finanziarie globali stanno attuando al di sopra e al di là dei governi nazionali e delle loro dichiarazioni di intenti, talvolta di pura facciata.

Esempio eclatante di tale pervasività è offerto dall’entrata in vigore del Digital Service Act (DSA) che concretizzerà i peggiori incubi orwelliani attribuendo alla Commissione europea – ossia a un organo che di fatto non risponde ad alcuno – l’autorità per esercitare non solo il potere di censurare le informazioni trasmesse per via digitale, ma anche di decidere l’attendibilità delle fonti relative e dunque di creare una verità unica da propalare: ciò che, se da una parte costituisce un macroscopico attentato alla libertà d’espressione e d’informazione, dall’altra ha il merito di rendere evidente, a chi ha occhi per vedere, l’incolmabile divario che separa ogni atto della Commissione europea dal modello consolidato di democrazia.

Tuttavia, più che dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la principale minaccia alla libertà e alla vita stessa dei cittadini europei deriverà – come sempre – dagli sviluppi della biomedicina e delle biotecnologie.

Dopo la cosiddetta campagna vaccinale anti-Covid, centrata sull’impiego di terapie geniche suscettibili di interagire con il DNA umano e la sua espressione e di produrre effetti avversi imprevedibili nel breve come nel lungo periodo, e proprio per questo funzionali agli interessi dell’industria farmaceutica, le élites di cui sopra hanno concentrato l’attenzione sul gene-drive, ossia sulla tecnica di biologia sintetica in grado di aumentare il tasso di ereditarietà di una determinata caratteristica genetica all’interno di una popolazione, allo scopo principale di ridurre la popolazione medesima (1) .

Note anche come genetic extinction technologies (2) , le tecniche di gene-drive interferiscono in modo particolarmente incisivo con le leggi naturali e determinano rischi per la biodiversità, l’ecosistema e la stessa vita umana di cui non è possibile apprezzare compiutamente la portata, tenuto conto dell’incertezza scientifica che circonda le modalità e i risultati sperimentali, da una parte, e dell’ampiezza delle maglie della normativa internazionale rilevante, dall’altra (3) . L’esempio più noto in tal senso è quello relativo alle zanzare portatrici del patogeno responsabile della malaria – malattia prevenibile mediante l’assunzione di farmaci di uso consolidato – che vengono geneticamente modificate allo scopo di determinare la loro auto-estinzione e, con esse, la scomparsa della malattia: è ovvio, infatti, che il primo dei due esiti attesi (l’estinzione delle zanzare), pur essendo presentato come un risultato positivo, determina di fatto una riduzione della diversità biologica e collide con la disciplina internazionale concernente la responsabilità e i risarcimenti per i casi di danno alla biodiversità, di cui al Protocollo di Nagoya-Kuala Lumpur del 2010 (4) .

L’esempio delle zanzare si rivela particolarmente efficace alla luce delle notizie che imputano a questo insetto la diffusione di alcune rare patologie in habitat molto diversi da quelli d’origine, come nel caso della febbre Dengue in Lombardia e in Toscana e del virus Usutu in Sardegna (5 ). È infatti ragionevole prevedere che casi del genere, insieme ad altri opportunamente enfatizzati da certa stampa (6) , offriranno il destro agli stakeholders per esercitare azioni di pressione sulle autorità politiche, a tutti i livelli, affinché le tecniche di gene-drive siano indicate come le sole in grado di affrontare efficacemente le crisi sanitarie che potrebbero derivare dalla diffusione delle patologie richiamate (7) .

Anche da questo punto di vista il gene-drive apre una nuova fase: se, in passato, il ricorso alle biotecnologie poggiava su considerazioni di natura essenzialmente economica, oggi il consenso che circonda la biologia sintetica deriva, più che dalla convergenza di interessi finanziari (8) , dal primato assunto nella società contemporanea dalla tecno-scienza e dalla biopolitica. È in questo senso che va interpretata, ad esempio, la singolare decisione con cui la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità, tenutasi a Cancun nel dicembre 2016, ha respinto la proposta di moratoria sul gene-drive, ossia su una tecnica che ha tra i suoi scopi dichiarati proprio la riduzione della diversità biologica (9) . Altrettanto significative appaiono, nella prospettiva indicata, le dichiarazioni di organismi che, pur definendosi etici, non esitano a ossequiare la capacità del gene-drive «di … estinguere altre specie in modo mirato, rapido, efficace e quasi automatico» e costruiscono nuovi paradigmi culturali a esso funzionali affermando che il fine primario del progresso scientifico non è più «la conoscenza fine a sé stessa, ma la riduzione delle sofferenze umane» (10).

Sulla scorta di tali viatici, e stante l’indeterminatezza della nozione di «sofferenza umana», gli stakeholders avranno buon gioco nel giustificare l’impiego delle tecniche di gene-drive allo scopo di modificare geneticamente zanzare (o altri insetti ematofagi e in prospettiva anche acari, artropodi, mammiferi quali i pipistrelli o qualsiasi altro vettore utile) per veicolare a distanza – superando al volo le resistenze di critici e dubbiosi – vaccini e terapie destinati a salvare l’umanità da grandi flagelli e future pandemie (11). Ma si può andare ancora oltre, perché nulla esclude che in futuro il gene-drive sarà utilizzato per modificare geneticamente vettori in grado di diffondere agenti patogeni al fine di innescare – secondo una versione aggiornata di guerra batteriologica – quella drastica riduzione dell’umanità che taluni reputano necessaria allo scopo di limitare le emissioni antropiche di CO2 e assicurare così la stabilità del clima a vantaggio dei fortunati (scelti da chi?) che sopravviveranno.

Ricordando che fin dal 2018 l’Unione europea ha definito «grande flagello» qualsiasi «malattia prevenibile da vaccino», indipendentemente dalla sua gravità, e ha raccomandato agli Stati di attuare «un approccio alla vaccinazione sull’intero arco della vita» (12), c’è da chiedersi quanti, in buona fede, e soprattutto dopo l’affaire Covid, si sentirebbero di escludere scenari biopolitici come quelli appena descritti.

In vista di questi e altri possibili sviluppi, il CIEB sollecita il pubblico a prendere coscienza: - dell’autoreferenzialità del progresso tecnologico e del fatto che la convergenza delle tecnologie (ingegneria genetica, biologia sintetica, nanotecnologie, bioinformatica, robotica, ecc.) è finalizzata, più che a svolgere funzioni di utilità sociale, a concentrare ulteriore potere nelle mani dei soggetti che già oggi controllano la vita di miliardi di individui regolando l’accesso alle fonti primarie della sopravvivenza, ossia alle risorse alimentari e sanitarie;

- del fatto che le tecniche di gene-drive suscitano macroscopici dilemmi etici in quanto volte a riprogrammare le caratteristiche genetiche degli organismi viventi allo scopo esplicito di estinguere intere specie, creando al contempo ex novo sistemi biologici artificiali le cui proprietà e funzionalità costituiranno – in una rinnovata prospettiva eugenetica – invenzioni biotecnologiche coperte da brevetto;

- del fatto che, al di là delle ottimistiche e rassicuranti dichiarazioni degli stakeholders, l’accesso alle eventuali applicazioni biomediche di queste invenzioni sarà non solo rischioso, ma anche costoso e discriminatorio e quindi in contrasto con i principi bioetici di beneficenza, non maleficenza e giustizia;

- del fatto che, curiosamente, solo una parte del mondo scientifico viene interpellata e coinvolta dagli stakeholder – e conseguentemente dai media e dalla politica – nella definizione dei rischi collegati alle tecniche in parola e delle relative strategie di governance.

Il CIEB, inoltre, chiede al Governo italiano di valutare se le tecniche di gene-drive integrino le fattispecie vietate dai trattati internazionali sulle armi di distruzione di massa, con specifico riferimento alla Convenzione di Washington, Mosca e Londra sulle armi biologiche del 1972 e alla Convenzione di Parigi e New York sulle armi chimiche del 1993, e, nel caso, di adottare i provvedimenti necessari.

Il CIEB, infine, invita il Governo e i media italiani a promuovere finalmente un dibattito pubblico trasparente e oggettivo sui rischi suscitati dalle tecniche di gene-drive, che coinvolga in particolare ricercatori scevri da conflitti di interesse e svincolati da schieramenti (bio)politici.

CIEB, 31 Agosto 2023

Il testo ufficiale del presente Parere é pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb

NOTE

1) A differenza delle biotecnologie, che utilizzano organismi viventi per degradare o trasformare materie prime allo scopo di otenere determinati prodotti, la biologia sintetica mira a ridisegnare i circuiti metabolici e genetici degli organismi viventi per costruire ex novo strutture, funzionalità e interi organismi artificiali, non esistenti in natura: a tali scopi la biologia sintetica interagisce con la bioingegneria, la biologia computazionale, la bioinformatica e la robotica. In via generale e introduttiva delle problematiche che saranno esaminate nel presente Parere, si ricorda che le tecniche di gene-drive, oggetto di sperimentazione da circa vent’anni, sono state e sono ampiamente finanziate dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), l’agenzia del Dipartimento della difesa del governo degli Stati Uniti d’America incaricata di sviluppare nuove tecnologie per uso militare.
2) Altra espressione fortemente evocativa degli scopi del gene-drive è Genocidal Genes (geni genocidi). Per una rassegna dei rischi suscitati dalla tecnica in parola, di cui si dirà di seguito nel testo, si veda l’appello contro il gene-drive intitolato A Call for Conservation with a Conscience: No Place for Gene Drives in Conservation lanciato dal gruppo internazionale di scienziati impegnato nella prevenzione dell’Erosione dei diritti, nel controllo delle Tecnologie invasive e nel monitoraggio della Concentrazione di potere finanziario (ETC Group) fondato, tra gli altri, dalla celebre etologa Jane Goodall. L’appello in questione è riportato in https://www.etcgroup.org/files/files/final_gene_drive_letter.pdf.
3) Il riferimento è ai protocolli addizionali alla Convenzione sulla diversità biologica firmata a Rio de Janeiro nel 1992, ossia al Protocollo di Cartagena del 2000 sulla biosicurezza e al Protocollo di Nagoya del 2010 sull'accesso alle risorse genetiche e l'equa condivisione dei benefici derivanti dal loro utilizzo, nonché al Protocollo di Nagoya-Kuala Lumpur del 2010, addizionale al citato Protocollo di Cartagena, in materia di responsabilità e risarcimenti in caso di danno alla biodiversità
4) Recentemente, il «Polo GGB (Genomica, genetica e biotecnologie)» di Terni, finanziato da un noto filantropo statunitense e direto dallo scienziato italiano, oggi parlamentare, che più di altri si è speso per sostenere la cosiddetta campagna vaccinale anti-Covid, ha annunciato di essere riuscito a modificare geneticamente, in laboratorio, le zanzare Anopheles portatrici del protozoo Plasmodium responsabile della malaria, allo scopo di determinarne l’estinzione. Senza nulla togliere alla veridicità di questi annunci, va ricordato che pochi anni fa dichiarazioni relative ad analoghe sperimentazioni si sono rivelate fallaci e fonte di contenziosi legali, come nel caso del progetto di rilascio nelle isole Cayman di zanzare Aedes aegypti geneticamente modificate: cfr. https://biosafety-info.net/articles/agriculture-organisms/insectsmicroorganisms/cayman-islands-abandons-failed-gm-mosquito-project/. A ciò si aggiunga l’eventualità che le zanzare geneticamente modificate sopravvivano alla programmata estinzione e trasmettano il gene-drive alle generazioni successive, o ad altre specie, provocando effetti imprevedibili nel lungo periodo, quali la resistenza a determinati farmaci: cfr. J. Coter-D. Perls, Gene-edited organisms in agriculture: Risks and unexpected consequences, in https://foe.org/wp-content/uploads/2018/09/FOE_GenomeEditingAgReport_final.pdf. Del resto, la storia degli interventi dell’uomo sugli equilibri naturali è costellata di macroscopici errori, tra cui può ricordarsi il tentativo compiuto alla fine degli anni Cinquanta nella Cina di Mao Zedong di sterminare passeri e topi per salvaguardare i raccolti, che invece causò una carestia senza precedenti e decine di milioni di morti: https://www.vanillamagazine.it/la-campagna-di-sterminio-del-passero-in-cina-fu-tra-le-cause-del-peggior-disastro-ambientale-della-storia-1/.
5) Cfr. https://milano.repubblica.it/cronaca/2023/08/24/news/virus_dengue_nuovi_casi_lombardia_screening_castiglione_adda-412170391/, nonché https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2023/08/28/zanzare-positive-al-virus-usutu-a-oristano-primo-caso-del-2023_f60191f0-159f-4126-81c1-9e2d926370f7.html.
6) È il caso della presunta endemizzazione della febbre del Nilo in Piemonte e in Emilia Romagna: https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2023/08/febbre-del-nilo-13-casi-in-piemonte-con-due-morti-6ec732e4-6207-4535- 9a53-04d0c44169f5.html.
7) Per una panoramica degli orientamenti in materia cfr. A. Kelsey-D. Stillinger-T. Binh Pham-J. Murphy-S. Firth-R. Carballar-Lejarazù, Global Governing Bodies: A Pathway for Gene Drive Governance for Vector Mosquito Control, in https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7470596/, nonché M. Mohanti, What if we used mosquitoes to vaccinate people? Japan actually did, In https://www.indiatimes.com/technology/science-and-future/mosquitoes-vaccination-carriers-japan-study-538324.html.
8) Secondo alcune stime, il settore svilupperà un volume di affari di circa 85 miliardi di dollari entro il 2030.
9) Cfr. https://www.pologgb.com/gene-drive-la-commissione-un-sulla-biodiversita-respinge-la-moratoria/.
10) Cfr. il parere del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi intitolato “Gene-drive e responsabilità ecologica”, in https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/da-non-perdere/malaria-e-zanzare-il-gene-drive-funziona
11) A proposito dell’abusato termine “pandemia”, è il caso di ricordare che di esso non esiste una definizione unanimemente condivisa, né sul piano medico né su quello giuridico, e che la stessa identificazione dei suoi elementi costitutivi (cause, estensione geografica, gravità) resta a tutt’oggi controversa.
12) Cfr. il Parere n. 7 del CIEB riportato in https://www.ecsel.org/wp-content/uploads/2022/03/VII-Parere-del-CIEB.pdf

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Articolo pubblicato da Giulio Bona per comedonchisciotte.org

Commenti (14)

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Mostra commenti 14 caricati
    1. Esquivèl 7 settembre 2023

      Almeno dalle mie parti, sistema pre alpino del nord est, le zanzare non sono per nulla sparite. Strana però, questa cosa delle "disinfestazioni. https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/brescia/brescia-segnalato-un-sospetto-caso-di-febbre-dengue-scatta-la-disinfestazione-a-porta-cremona-tutti-i-dettagli-1.10259156

    1. Teopratico 7 settembre 2023

      A cosa servon le zanzare

      Che fastidio, un insetto senza senso,
      stai tranquillo nel tuo letto,
      sei in veranda in cima al mare,
      tra le mosche e le zanzare
      salteresti giù dal tetto.
      Spruzzi raid sempre più denso

      ma non vedi ciò che senti,
      ipnotizzato clicki e rutti,
      se capissi quanto perdi...
      Mari, boschi e bruchi verdi
      e per questo punge a tutti
      la zanzara grida " Attenti! ".

    1. mago 7 settembre 2023

      Anche dalle nostre parti stanno modificando geneticamente le zanzare sterilizzandole con il contributo statale,mai come questa estate mi hanno dato fastidio talmente da farmi pensare poi ritirarmi in qualsiasi posto del mondo che non siano presenti,comunque questo è il loro prossimo passo,e della xyilella che dite ?

    1. absitiniuriaverbis 7 settembre 2023

      Scrivo da parte di chi, come me, è stato da sempre oggetto di attenzione delle zanzare, femmine.

      Spero che le modificazioni genetiche menzionate superino la assolutamente ingiustificabile discriminazione esistente da sempre in merito alle scelte delle zanzare inerenti il chi punge e chi pungere.

      Solo le femmine pungono ed i maschi no, e le femmine scelgono sistematicamente alcuni umani ed altri no.

      Assolutamentemente inaccettabilmente sessistamente.

      In nome delle zanzare tutte, tutte loro devono pungere e pungere chiunque.
      Chiù zanzare pe' tutti!

    2. uomospeciale 7 settembre 2023

      Le zanzare sono le uniche femmine che non ti vogliono più alto, più basso, più grasso, più magro, più bello, più brutto, più colto, più ricco, meno ricco ecc ecc ...
      Alle zanzare piaci così come sei.❤️😂

    3. ric 7 settembre 2023

      sono femministe della peggior specie !!

    1. DrCaligari 6 settembre 2023

      Ormai controinformarsi equivale a fare come Orlando che va per caverne a buscar la tafazzata. Ma c'è di più: e se fossimo finiti, con questa storia del gene drive dico oppure dei vaccini, in un approccio del tipo Overton all'incontrario? Intendo non più finestre che si aprono graduali su qualcosa che succederà ma su qualcosa che è già successo. Se già mangiassimo animali modificati per vaccinarci? Se già venissimo mozzicati da zanzare genedrivizzate? E chissà cos'altro. Su una sola cosa sono d'accordo: anche io avrei scelto la zanzara per cominciare a porre sul tavolo la questione, è veramente l'organismo più odioso, insulso e inutile che mi riesca immaginare.

    2. absitiniuriaverbis 7 settembre 2023

      La zanzara fa il suo, suppongo.

      Perché lo faccia è come domandarsi il perché dell'esistenza degli umani.
      Noi abbiamo opinioni in merito e molto variegate, nessuna certezza che non sia figlia di "fede" e quindi cieca a priori.

      Magari la zanzara lo sa.
      O forse la zanzara è come i gatti che non parlano ma che, se potessero, non parlerebbero comunque: con gli umani è fiato sprecato.

    3. WarezSan 7 settembre 2023

      Prima gli scarafaggi, poi le pantegane e a seguire le zanzare, che sono stagionali.

      Di certo c'è che i grandi allevamenti nel Montana a cielo aperto producono la carne migliore possibile.

      Sono ogm free per una questione di fattibilità, idem dicasi di farmaci con cui qui in europa siamo soliti bombare qualsiasi cosa si mangi.

      Loro non hanno questo concetto, questione di scala.

    1. nicolass 6 settembre 2023

      purtroppo non basterà mettere le zanzariere alle finestre.... comunque stranamente è stata un'estate senza zanzare nel posto in cui vivo.. mi sono quasi mancate. Il loro dolce ronzare poco prima di addormentarsi era quasi catartico. Ho paura che certe consuetudini non torneranno mai più...

    2. DrCaligari 6 settembre 2023

      Già da qualche anno in effetti ho notato una certa solerzia nel fare le disinfestazioni antizanzare. Tipo una in inverno, una in primavera, una in estate.. Poi chiaro salterebbe su il Mentana di turno a dirci siete matti perché dovrebbero essere tutti d'accordo, dallo spruzzino al sindaco all'assessore eccetera. Si certo perchè sono costoro che preparano pissonalmente di pirsona direbbe il Camilleri la miscela da nebulizzare, vabbe.

    3. maghi 7 settembre 2023

      anch'io ho notato questo fatto. Dai nugoli che mi avvolgevano 30 anni fa, ormai siamo alle 2 o 3 giornaliere. Pensavo fosse stata sparsa la zanzara OGM, che muore dopo 2 mesi di vita, impressione che mi era venuta alla vista delle molte morte che vedevo. Speriamo non adottino la stessa tecnica anche con gli esseri umani.

    1. SDL 6 settembre 2023

      "..la biologia sintetica mira a ridisegnare i circuiti metabolici e genetici degli organismi viventi per costruire ex novo strutture,.."
      Ecco creiamo qualcosa di sconosciuto alla natura... cosi', come la plastica. l'avremo tra noi per millenni.

    1. Kajros 6 settembre 2023

      Biolab scoperti dai russi , ne ha parlato pure su Twatter e youtube Kennedy subito rimosso da cag(f)oni dei kommandos bots del "webbe" ; Gates nuova idea di business?

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