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“I gialli gilets della Francia cattolica”

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

Tra le persone interessanti che mi capita di conoscere, c’è Osvaldo Pesce, una vita decisamente avventurosa, è stato anche uno dei pochi italiani ad essere stati ricevuti da Mao Zedong.

Chi pensa che il mondo dei marxisti-leninisti italiani di quegli anni fosse una buffa congrega di settari resterà sorpreso a sapere che Osvaldo è capace di fare riflessioni originali e profonde senza pregiudizi e senza retorica. Poi ovviamente mi sento lontano dalla sua visione fortemente novecentesca.

Ogni tanto segnala articoli interessanti come questo, che proviene da un sito che non conosco.

L’intervistatore, Giancarlo Infante, è un giornalista cattolico, Giuseppe Sacco è un esperto della Francia.

Vale la pena riproporre qui l’articolo, perché offre alcuni spunti di riflessione  interessanti e originali sulla Francia.

I gialli gilets della Francia cattolica

E’ necessario “ rileggere” la narrazione delle proteste dei cosiddetti “ gilets” gialli che hanno tanto richiamato l’attenzione del mondo? A sentire il professor Giuseppe Sacco sì. Per pura combinazione egli si trovava a Parigi nel momento più acuto delle manifestazioni di strada e di piazza che hanno interessato anche la capitale francese. E’ interessante la definizione dei partecipanti a questo fenomeno che fa parlare di un “ grillismo” d’oltralpe o di strumentalizzazione da parte dell’ultra destra lepeniana. Invece, c’è qualcosa d’altro che non è stato colto dalla vulgata corrente e che chiama in ballo anche settori consistenti della realtà cattolica francese.

Giancarlo Infante – Professore, lei è appena rientrato da Parigi, ci può dire qualcosa che non abbiamo già letto sui giornali o visto in tv sul clima politico in queste giornate in cui la presidenza  Macron sembra aver subito un nuovo colpo?

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Pubblicato da Davide

5 Commenti

  1. Dacci il oggi nostro diesel quotidiano e non ci indurre in tassazione ma liberaci dal Macron.

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Il fatto è che ognuno vorrebbe far pagare agli altri il costo del risanamento ambientale, ammesso che non si sia superato il punto di non ritorno, evento che io ritengo già avvenuto.
    E’ in gioco il modo di vivere (aberrante) delle società occidentali ritenute civili le quali non vogliono, o non possono, perché in preda all’egoismo e all’assuefazione, rinunciare alla loro droga, all’illusorio benessere che dà il consumismo sfrenato elemosinato dai loro padroni capitlisti e neonazisti: la plutocrazia massone-borghese al potere .
    E su tutto questo si giocano bene le loro carte le multinazionali dei combustibili fossili e i demagoghi (come i “lepeniani” in Francia, i leghisti e chi manovra dietro le quinte il M5S) del popolo.
    Ma, se non lo facciamo noi, alla fine ci penserà la nostra Madre ( o, a seconda dei punti di vista, matrigna) Natura a dirimere tutte le questioni, e purtroppo, ancora una volta, ci andranno di mezzo anche gli innocenti.

  3. Il conformismo, la mancanza di serie prese di posizione, l’ignoranza, l’indifferenza, l’indottrinamento dei beoti che guardano gli eventi del mondo che li circonda come se assistessero ad un film è il motivo per il quale i rappresentanti delle nazioni si sono trasformati in imperatori che si sono messi a fianco il potere economico produttivo e si fanno un baffo non solo delle regole costituzionali sulle quali sono stati tenuti a giurare ma ne sconvolgono il significato, altro che prezzo del diesel di cui favellano i media. Diciamo pure che sono almeno tre anni che in Francia stanno protestando e toh! adesso si svegliano i fake media e parlano di Black block e di proteste sul filo del “disappunto” di alcuni soggetti per le misure anti inquinamento salvo omettere di dire che quasi l’ottanta percento dei Francesi sostiene le proteste.
    Rimarcando il fatto che solo agli imbecilli puoi dar a bere che i problemi ambientali si risolvano con una tassa sulla benzina gli imperatori del liberismo lavorano affinché migliaia di navi cargo solchino gli oceani per tenere i popoli in scacco in un infernale sistema economico, ricordo che il traffico veicolare del globo incide quanto 20 di queste navi sull’inquinamento ambientale a cui si aggiungono le migliaia di bombe nucleari fatte esplodere dal dopoguerra ad oggi solo per esigenze logistiche imperiali e non parliamo di quello che viene spruzzato giornalmente nei cieli e nei campi o ciò che il sistema economico trova conveniente fare come per esempio lavare le cisterne delle navi cargo in mare, gettare nei fiumi gli scarti industriali e civili, bruciare i rifiuti etc…etc..etc…etc….
    Ah, il problema dell’inquinamento si risolve con la tassa….

  4. Senza un pensiero e progetto per il dopo a cosa serve la piazza?

  5. A me sembra che diverse parrocchie si stanno tirando questo ultima rivolta francese (ultima di una nutrita serie di rivolte negli ultimianni, cerchiamo di non fare i finti tonti).

    Ora questo intellettuale, sig. Sacco, mi sembra che si sia stato sui campi Elisi, ma ci dipinge il suo quadretto pittoresco, con la sua lettura, nei canoni, che ormai stanno diventando classici ovvero triti e ritriti, della neo parrocchia sovran-(populista?)-tradizionalista di destra. Io non ho elementi per contraddirlo, anzi. Però mi sono fatto l’iea che ormai questa rivolta non è più solo qella, ma si sia allargata e stia prendendo il largo, o almeno abbia la potenzialità di farlo. Ma se gli intellettuali chic (radical o non radical nun me fregate percè nun ce so solo quelli de sinistra) cominciano a ricamare su differenze vere e presunte allora gli dai una grossa mano al potere a far afflosciare le vele …. non so se mi spiego.

    Ora a me sembra, dalle fonti indirette main e off-stream (ma sempre stream sono), che questa rivolta sia partita dai centesimi di accise ma si sia allargata a ben più vaste rivendicazioni sociali e abbia accorpato via via altre realtà dissidenti di vari gruppisociali ma tutti accomunati nelal subalternità di classe rispettosia al potere che alle classi medio alte (di tutta la Francia e non solo di Parigi).

    Non voglio mettere dei link, ma già questi articoli: “Gilet gialli, davvero un mistero?” e questo “En guerre: una rivolta sociale che coinvolge studenti e Cgt” mi pare che forniscono un quadro più composito e, forse credo, più attinente alla realtà. Se poi voi dite che sono false informazioni allora dovrete provarle, ma la fonte non mi pare meno onesta di altri intellettuali sovranisti o altri siti.

    Fatto sta che lo scontro e l’uso della forza c’è e le immagini documentano inequivocabilmente attacchi alle forze dell’ordine e a simboli e sedi di potere, i feriti ci sono anche i fermati e gli arrestati pure. Voler dividere il campagnolo anziano cattolico e pacifico dalla racaglie mi sembra la solita operazione stronza degna di intellettuale in soccorso del meta-potere (quello ontologico, non il Macron di turno).

    In Francia il conflitto sociale sta andando avanti da anni in questi temrini e i Gilet Gialli sono gli ultimi arrivati e sono quelli che sembrano promettere meglio proprio perchè stanno rassemblando gli starti popolari dei subalterni senza distinzioni, basta mettersi un gilet giallo anche se non hai la macchina e non guidi, anche se non sei bianco e se non sei cattolico. Ed è questa la benzina dellla rivolta. Ma ovviamente gli intellettuali chic (radical o meno è una stronzata), subito additano allo sbirro ideologico la viuzza per uscire dalla piazza iin subbuglio: divide et impera. I cattolici di qua gli altri di là.

    Perchè giustamente, se tu togli una parte del consenso della brava gente cattolica bianca (il che vale a dire un immagine degli individui avusa, edulcorata ed elaborata ad uso e consumo del potere) allora si che puoi dar mano libera agli sgherri per reprimere teppisti, marocchini, riottosi e racaglia varia!

    Chi fa il gioco del distingui i buoni dai cattivi ai margini di una rivolta è uno stronzo a servizio del potere, a mio avviso. O è una rivolta o non è una rivolta. Se non vuoi una rivolta fai le sfilate come le facevamo con Cofferati o con le madamin, ma non è una rivolta. Vuoi la rivolta o vuoi la sflata? Chi sei tu, intellettuale ai margini, per decidere cosa deve essere?

    Ma tornianmo in Italia, da 2011 non si vede niente. Siamo (anzi siete) passati allo psico dramma del denunciare i violenti nei cortei (vero la Repubblica e il Fatto quotidiano?). I Forconi sono stati una rivolta? Ma mi facci il piacere.

    Non volete la rivolta? Benissimo, siamo tutti più tranquilli, ciascuno nel suo orticello.

    Quindi lasciamo perdere le rivolte, soprattutto gli italiani o quel che ne resta, non ci deovno pensare. Gli italiani le rivolte le hanno fatte in patria e fuori, sempre. Oggi non devono concepirle più. Ci sono i blacbloc, i teppisti e tutta la dietrologia degli infiltrati.

    Ma scusate, ma secondo voi quanti infiltrati ci possono stare dietro un blog o un sito di informazione o contro informazione? Ma ci prendete per scemi per poi venirci a dire “gli infiltrati nella manifestazioni”. Ebbè? Gli infiltrati possono stare ovunque anche dietro i siti di informazione e anche nelle rivolte. E allora? Non dobbimao più fare informazione e rivolta?

    Ma torniamo in Italia e avrei voglia di scrivere col CAP fisso quanto segue:

    1) Populismo nel mondo. Proviamo ad andare a vedere “L’andata nel popolo (in russo: хождение в народ)” o la biografia di questo tale di 150 anni fa:Sergej Michajlovič Kravčinskij. Ora compariamolo con il simbolo del populismo attuale: Donald Trump, un vecchio miliardario statunitense. Dunque, mi sembra che ci sia qualche sproporzione, qualche incoerenza, qualche fregatura ideologica e quindi, cari neo-populisti, mi sembra che qualche spiegazione ce la dobbiate voi sia a noi teppisti che al popolo tutto!

    2) Populismo in Italia. Il “leader” locale dei sedicenti populisti in Italia, il capo dei gendarmi (così è tecnicamente) Matteo Salvini, si fregia di aver reso PENALE il blocco stradale, con svariati anni di galera, (anni non giorni) e di aver aumentato le pene per le occupazioni e non so cosa altro a carico dei poveri. Ora il blocco stradale e dei flussi è una delle armi più efficaci di lotta del POPOLO! Non delle elite che frequenta e difende Salvini, ma dei subalterni.

    Ma la cosa che più fa arrabiare è ricordare che fra le varie strumentalizzazioni ideologiche e politiche della storia della Lega (ex Lega Nord) sono i blocchi stradali che facevano i bovari del latte del Nord!

    Allora fatela finita di invocare il popolo e la patria d’Italia. Che vi piaccia o no l’Italia è stata anche patria di rivolta e il suo popolo ne ha pagato sempre il prezzo. I Salvini di turno quasi mai.

    Comunque il trucco infame ce l’avete: dicesi Popolo solo quello che diciamo noantri. Tu si, tu no.