“I gialli gilets della Francia cattolica”

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

Tra le persone interessanti che mi capita di conoscere, c’è Osvaldo Pesce, una vita decisamente avventurosa, è stato anche uno dei pochi italiani ad essere stati ricevuti da Mao Zedong.

Chi pensa che il mondo dei marxisti-leninisti italiani di quegli anni fosse una buffa congrega di settari resterà sorpreso a sapere che Osvaldo è capace di fare riflessioni originali e profonde senza pregiudizi e senza retorica. Poi ovviamente mi sento lontano dalla sua visione fortemente novecentesca.

Ogni tanto segnala articoli interessanti come questo, che proviene da un sito che non conosco.

L’intervistatore, Giancarlo Infante, è un giornalista cattolico, Giuseppe Sacco è un esperto della Francia.

Vale la pena riproporre qui l’articolo, perché offre alcuni spunti di riflessione  interessanti e originali sulla Francia.

I gialli gilets della Francia cattolica

E’ necessario “ rileggere” la narrazione delle proteste dei cosiddetti “ gilets” gialli che hanno tanto richiamato l’attenzione del mondo? A sentire il professor Giuseppe Sacco sì. Per pura combinazione egli si trovava a Parigi nel momento più acuto delle manifestazioni di strada e di piazza che hanno interessato anche la capitale francese. E’ interessante la definizione dei partecipanti a questo fenomeno che fa parlare di un “ grillismo” d’oltralpe o di strumentalizzazione da parte dell’ultra destra lepeniana. Invece, c’è qualcosa d’altro che non è stato colto dalla vulgata corrente e che chiama in ballo anche settori consistenti della realtà cattolica francese.

Giancarlo Infante – Professore, lei è appena rientrato da Parigi, ci può dire qualcosa che non abbiamo già letto sui giornali o visto in tv sul clima politico in queste giornate in cui la presidenza  Macron sembra aver subito un nuovo colpo?

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Holodoc
Holodoc
26 Gennaio 2019 , 1:57 1:57

Dacci il oggi nostro diesel quotidiano e non ci indurre in tassazione ma liberaci dal Macron.

Vincenzo Siesto da Pomigliano
Vincenzo Siesto da Pomigliano
26 Gennaio 2019 , 1:57 1:57

Il fatto è che ognuno vorrebbe far pagare agli altri il costo del risanamento ambientale, ammesso che non si sia superato il punto di non ritorno, evento che io ritengo già avvenuto.
E’ in gioco il modo di vivere (aberrante) delle società occidentali ritenute civili le quali non vogliono, o non possono, perché in preda all’egoismo e all’assuefazione, rinunciare alla loro droga, all’illusorio benessere che dà il consumismo sfrenato elemosinato dai loro padroni capitlisti e neonazisti: la plutocrazia massone-borghese al potere .
E su tutto questo si giocano bene le loro carte le multinazionali dei combustibili fossili e i demagoghi (come i “lepeniani” in Francia, i leghisti e chi manovra dietro le quinte il M5S) del popolo.
Ma, se non lo facciamo noi, alla fine ci penserà la nostra Madre ( o, a seconda dei punti di vista, matrigna) Natura a dirimere tutte le questioni, e purtroppo, ancora una volta, ci andranno di mezzo anche gli innocenti.

Denisio
Denisio
26 Gennaio 2019 , 1:57 1:57

Il conformismo, la mancanza di serie prese di posizione, l’ignoranza, l’indifferenza, l’indottrinamento dei beoti che guardano gli eventi del mondo che li circonda come se assistessero ad un film è il motivo per il quale i rappresentanti delle nazioni si sono trasformati in imperatori che si sono messi a fianco il potere economico produttivo e si fanno un baffo non solo delle regole costituzionali sulle quali sono stati tenuti a giurare ma ne sconvolgono il significato, altro che prezzo del diesel di cui favellano i media. Diciamo pure che sono almeno tre anni che in Francia stanno protestando e toh! adesso si svegliano i fake media e parlano di Black block e di proteste sul filo del “disappunto” di alcuni soggetti per le misure anti inquinamento salvo omettere di dire che quasi l’ottanta percento dei Francesi sostiene le proteste. Rimarcando il fatto che solo agli imbecilli puoi dar a bere che i problemi ambientali si risolvano con una tassa sulla benzina gli imperatori del liberismo lavorano affinché migliaia di navi cargo solchino gli oceani per tenere i popoli in scacco in un infernale sistema economico, ricordo che il traffico veicolare del globo incide quanto 20 di queste navi sull’inquinamento ambientale… Leggi tutto »

william
william
26 Gennaio 2019 , 1:57 1:57

Senza un pensiero e progetto per il dopo a cosa serve la piazza?

a-zero
a-zero
26 Gennaio 2019 , 1:57 1:57

A me sembra che diverse parrocchie si stanno tirando questo ultima rivolta francese (ultima di una nutrita serie di rivolte negli ultimianni, cerchiamo di non fare i finti tonti). Ora questo intellettuale, sig. Sacco, mi sembra che si sia stato sui campi Elisi, ma ci dipinge il suo quadretto pittoresco, con la sua lettura, nei canoni, che ormai stanno diventando classici ovvero triti e ritriti, della neo parrocchia sovran-(populista?)-tradizionalista di destra. Io non ho elementi per contraddirlo, anzi. Però mi sono fatto l’iea che ormai questa rivolta non è più solo qella, ma si sia allargata e stia prendendo il largo, o almeno abbia la potenzialità di farlo. Ma se gli intellettuali chic (radical o non radical nun me fregate percè nun ce so solo quelli de sinistra) cominciano a ricamare su differenze vere e presunte allora gli dai una grossa mano al potere a far afflosciare le vele …. non so se mi spiego. Ora a me sembra, dalle fonti indirette main e off-stream (ma sempre stream sono), che questa rivolta sia partita dai centesimi di accise ma si sia allargata a ben più vaste rivendicazioni sociali e abbia accorpato via via altre realtà dissidenti di vari gruppisociali ma… Leggi tutto »