Gli Stati Uniti potrebbero perdere il controllo della finanza mondiale a causa del conflitto in Ucraina

Secondo l’esperto francese Emmanuel Todd, gli Stati Uniti si trovano in una fase di declino terminale e, con il diminuire della loro influenza mondiale, hanno deciso di stringere la presa sui loro "protettorati originali," acquisiti dopo la Seconda Guerra Mondiale

Gli Stati Uniti potrebbero perdere il controllo della finanza mondiale a causa del conflitto in Ucraina

tass.com

PARIGI, 13 gennaio. /Lo storico e antropologo francese Emmanuel Todd ha dichiarato in un'intervista a Le Figaro che il conflitto ucraino è esistenziale per gli Stati Uniti, che, in caso di esaurimento delle economie europee amiche, rischierebbero di perdere il controllo della finanza mondiale.

Nel suo commento, ricorda un'analisi offerta dal professor John Mearsheimer, dell'Università di Chicago. Mearsheimer sosteneva che, mentre per la Russia questo conflitto è "esistenziale," per gli Stati Uniti è solo un altro "gioco" tra diversi Paesi e che una vittoria o una sconfitta sarebbe stata di scarsa importanza per gli USA. "Ma questa analisi è insufficiente. Biden ora deve affrettarsi. L'America è fragile e la resistenza dell'economia russa sta spingendo il sistema imperiale statunitense verso il baratro. Nessuno si aspettava che l'economia russa sarebbe stata in grado di resistere alla ‘potenza economica’ della NATO," ha detto Todd.

Secondo lui, gli Stati Uniti si trovano in una fase di declino terminale e, con il diminuire della loro influenza mondiale, hanno deciso di stringere la presa sui loro "protettorati originali," quelli acquisiti dopo la Seconda Guerra Mondiale, in altre parole Europa e Giappone. In questo contesto, il crollo dell'economia europea, osserva l'esperto, comporta grandi rischi per gli stessi Stati Uniti.

"Se l'economia russa resiste a lungo alle sanzioni e riesce a dissanguare l'economia europea e a sopravvivere con il sostegno della Cina, il controllo monetario degli Stati Uniti sul mondo crollerà e con esso la capacità degli Stati Uniti di finanziare il loro enorme deficit commerciale a costo quasi zero. Questa guerra è diventata esistenziale per gli Stati Uniti. Non possono uscire dal conflitto prima della Russia. Non possono mollare la presa. Questo spiega perché ora siamo in una guerra aperta, in un confronto che è destinato a sfociare nel collasso di una parte o dell'altra," afferma Todd.

Problemi economici e sociali

Il conflitto in Ucraina "porta ad un'economia reale, che permette di misurare la vera ricchezza degli Stati e la loro vera capacità produttiva," afferma l'esperto. In particolare, Todd sottolinea il raddoppio della produzione cerealicola russa avvenuta dopo l'introduzione delle prime importanti sanzioni nel 2014, nonché la posizione di primo piano della Russia nella costruzione di centrali nucleari, non solo in patria, ma anche all'estero.

L'esito del conflitto "dipenderà dalla capacità di entrambi i sistemi di produrre armi," sostiene Todd. Lo storico osserva che il passaggio ad una guerra di logoramento riduce l'influenza delle tecnologie militari avanzate degli Stati Uniti utilizzate dall'Ucraina. La situazione porta in primo piano la disponibilità di personale qualificato, di risorse materiali e di potenziale industriale. "È a questo punto che si fa sentire il problema fondamentale della globalizzazione voluta dall'Occidente: abbiamo spostato così tante industrie [dal nostro territorio] che ora non sappiamo se i nostri impianti militari saranno in grado di mantenere il ritmo di produzione desiderato," ha aggiunto.

Oltre alle risorse naturali e industriali, l'esperto sottolinea il grande ruolo delle risorse umane e dell'istruzione. Fa notare che gli Stati Uniti hanno un vantaggio più che doppio rispetto alla Russia in termini di popolazione, ma consiglia ai lettori di ricordare che negli Stati Uniti solo il 7% degli studenti si specializza in materie ingegneristiche, mentre in Russia questa percentuale è circa il 25%, il che, in definitiva, dà alla Russia un vantaggio competitivo. "Gli Stati Uniti stanno colmando questa lacuna con studenti stranieri, soprattutto indiani e, in misura ancora maggiore, cinesi. Queste risorse sostitutive sono però inaffidabili e stanno già diminuendo," ha detto.

Uno scontro di ideologie

Todd ha anche invitato a non dimenticare "l'equilibrio ideologico e culturale del potere." Ha ricordato che durante l'era sovietica, l'ideologia comunista era stata utilizzata come soft power, ottenendo consensi in Cina e in parte in India e in Europa. Tuttavia, secondo l’esperto, per il mondo musulmano, questa ideologia non era attraente a causa del suo ateismo ufficiale. "Oggi la Russia, che si sta nuovamente posizionando come una grande potenza, non solo anti-coloniale, ma anche patrilineare e conservatrice rispetto ai costumi tradizionali, può attirare un sostegno molto maggiore," ha spiegato.

"I giornali occidentali sono tragicamente divertenti: continuano a dire: 'La Russia è isolata. La Russia è isolata.’ Ma quando, si dà un'occhiata alle votazioni all'ONU, si scopre che il 75% del mondo non segue l'Occidente, che, in tali occasioni, appare molto striminzito," afferma Todd. "Il conflitto attuale, che i nostri media tendono a descrivere come uno scontro di valori politici, ad un livello più profondo è un conflitto di valori antropologici. È questa mancanza di consapevolezza e di profondità che rende il confronto così pericoloso."

Un confronto globale

"La realtà è che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata. È ovvio che il conflitto, inizialmente uno scontro territoriale limitato, si è evoluto in un confronto economico globale tra l'intero Occidente, da un lato, e la Russia, sostenuta dalla Cina, dall'altro, fino a diventare una guerra mondiale," ritiene Todd. Ipotizza che, dati gli attuali fattori economici e demografici, le ostilità dovrebbero terminare entro cinque anni.

Ritiene che, in un modo o nell'altro, i Paesi europei stiano "partecipando all'uccisione dei Russi" fornendo equipaggiamenti militari all'Ucraina, anche se loro stessi non si mettono in pericolo. "Gli Europei si concentrano soprattutto sull'economia. Possiamo percepire il reale coinvolgimento nella guerra attraverso l'inflazione e la carenza di vari beni," ha sottolineato l'esperto.

La Russia, afferma, "pur essendo impegnata in una guerra economica [contro l'Occidente], sta parzialmente ripristinando l'economia militare, ma allo stesso tempo sta facendo del suo meglio per prendersi cura della popolazione."

"Questo è il motivo del riposizionamento delle truppe da Kherson, avvenuto dopo il ritiro dalle regioni di Kharkov e Kiev. [Qui, in Europa] stiamo contando i chilometri quadrati conquistati dagli Ucraini, mentre i Russi aspettano la caduta delle economie europee. Siamo noi la loro prima linea," ha dichiarato Todd.

Link: https://tass.com/world/1561887
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (11)

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    1. Arthur 14 gennaio 2023

      Boh, ancora a filosofare su sta robetta...

      A me pare tutto un teatrino.

    1. filcon 14 gennaio 2023

      Segnalo quattro piccoli fatti, apparentemente scollegati, che però secondo me mostrano come stanno andando realmente le cose.

      1) il greggio russo si vende a Primorsk a poco più di 35$ al barile, meno della metà di quanto si vendeva prima del tetto del prezzo imposto dagli occidentali(78-80). Ed a questo punto la Russia perde 10$ per ogni barile, diciamo che svende pur di vendere..

      2) Huawei ha chiuso con preavviso pressoché nullo tutte le attività in Russia, ed era ormai dopo che gli occidentali se ne erano andati, praticamente l'unico fornitore di materiale per telecomunicazioni civili rimasto.

      3) Khadirov, il capo dei ceceni, ha fatto pubblico appello ai suoi dopo l'approvazione degli ultimi pacchetti di aiuti alla Ucraina, sollecitando la nazione a restare unita. Un appello che sa di disperazione e di fronte interno che cede..

      4) Non c'è mai stata interruzione della pianificazione della ricostruzione ed integrazione dell'Ucraina in UE e NATO alla fine della guerra. E quasi tutte questi iniziative sono coordinate ed ospitate in Svizzera, paese che non ha mai sbagliato quando si tratta di far girare soldi.

      Ognuno ne tragga le proprie conclusioni

    1. Divoll 14 gennaio 2023

      ..."Stati Uniti, che, in caso di esaurimento delle economie europee amiche, rischierebbero di perdere il controllo della finanza mondiale".

      Il che e' vero anche per l'Inghilterra. infatti, si sta dando da fare in Ucraina quasi piu' degli americani

    1. Cachafaz 14 gennaio 2023

      È a questo punto che si fa sentire il problema fondamentale della globalizzazione voluta dall’Occidente: abbiamo spostato così tante industrie [dal nostro territorio] che ora non sappiamo se i nostri impianti militari saranno in grado di mantenere il ritmo di produzione desiderato,” ha aggiunto.

      Eufemismo! lo sappiamo, eccome se lo sappiamo che l' uccidente non ha assolutamente la possibilita' di mettere in campo le risorse, nonche' gli manca il tempo e le capacita' di una industria militare seria in grado di opporsi alle industrie statali russe e cinesi. Gli manca il tempo, anche per la natura corrotta del sistema liberista; prima di mettersi d'accordo con gli esosi privati i russi sarebbero probabilmente gia' in Portogallo! Sono in un cul de sac, e quindi almeno il titolo il francese l'ha indovinato, rischiano fortemente il crollo totale, il sistema liberista usuraio corrotto dell'uccidente. Ma io spero che disperati come sono abbino il coraggio di mandare i migliori carri armati in ucraina, penso che glie li farebbero saltare come birilli: volete che una gestione prudente come quella russa non abbia messo in riserva una adeguata scorta di missili ed uav , all'uopo! Speriamo anche , se e' vero, che negli Usa, Q possa dare una mano fattivamente, al tutto!

    1. PietroGE 14 gennaio 2023

      Condivido solo in parte l'analisi. Lo scontro è certamente più vasto e articolato del controllo di qualche pezzo di territorio ucraino, ha implicazioni geopolitiche importanti che coinvolgono anche altri teatri come l'Indopacifico e ripercussioni sugli assetti finanziari internazionali. È anche vero che si confrontano due sistemi sociali : uno decadente basato sulla multiculturalità e multietnicità, l'altro sul nazionalismo (più o meno) etnico e sulla monocultura. Che l'occidente sia perdente su questi piani non c'è alcun dubbio : la crisi demografica e la decadenza della scuola sono ad esempio due condizioni che prima o poi lasceranno il segno anche sull'economia e sulla capacità di innovazione delle società occidentali. Al momento però io non vedo nessuna alleanza strategica Russia - Cina se non il vecchio adagio : il nemico del mio nemico è il mio amico, e non vedo neanche une tendenza al multipolarismo. La Cina sta cercando di rimpiazzare l'egemonia americana con quella cinese in tutti i campi e sta profittando della guerra per imporsi nel mondo come unico baluardo contro gli USA, mentre Russia e europei si stanno, chi più chi meno, dissanguando in una guerra assurda.

    2. Divoll 14 gennaio 2023

      Il multipolarismo nasce dal fatto che diversi paesi (un numero crescente) sta abbandonando il dollaro (e l'euro) come moneta di scambio internazionale. Questo sta gia' avvenendo ed e' proprio su questa base che l'impero globomafioso ha pianificato le guerre contro Russia e Cina (le iniziatrici del cambiamento).
      Tutti quelli che hanno provato a mollare il dollaro (Saddam, Gheddafi, Assad) si sono visti i loro paesi bombardati. I russi, pero', sono un osso molto piu' duro e non si stanno dissanguando affatto. Per altro, tutte le guerre sono assurde, tranne quelle di difesa. E questa lo e'. Anche perche' non e' cominciata nel febbraio 2022, ma nel luglio 2014.

    3. Fantine 14 gennaio 2023

      Concordo, Divoll.
      Tuttavia condivido molto di ciò che ha scritto @PietroGE, soprattutto là dove esclude "amicizia" tra Russia e Cina.
      Che vi siano una contingente convergenza di interessi ed evidenti ragioni di opportunità tra loro non fa della Russia e della Cina due "amici".
      La Cina è molto più legata a certi centri di potere, più di quanto non si possa pensare, a mio modo di vedere (e potremmo discutere su chi usi chi), a differenza della Russia.
      Sicuramente anche la Russia è infiltrata, ma in maniera diversa.
      E come sempre, è un fatto di misura.

    4. PietroGE 14 gennaio 2023

      Ricordo che la Cina non solo non ha mai riconosciuto le repubbliche del Dombass ma non ha mai neanche accettato la sovranità russa sulla Crimea, cosa che gli USA sarebbero disposti a riconoscere in cambio del ritiro delle truppe russe. Aggiungo poi che il Kazachstan, che ha una situazione simile ( circa 4 milioni di russi) al Donbass nella parte Nord del Paese, ha chiesto protezione e garanzie alla Cina per l'integrità territoriale del suo Paese. Amici? Quali amici!

    5. Fantine 14 gennaio 2023

      Vero, Pietro.
      Anche in seno alle Nazioni Unite la Cina è sempre stata timida con la Russia.
      E ricordiamo anche il laboratorio ad Harbin, dirimpetto alla Russia.
      (Dove non osano le aquile, ma i pangolini).

    1. Martin 14 gennaio 2023

      Il conflitto non ha nulla di antropologico e non c'e' proprio nessuno scontro di civilta'.
      E' un conflitto politico voluto solo ed esclusivamente dai circoli guerrafondai neoglobal dei Dem USA e della Commissione UE. Qui in Europa abbiamo creato un mostro politico e giuridico, la Commissione UE, che e' ormai passato sotto il controllo totale dei Dem USA. Questi guerrafondai, non contenti del loro immenso potere, stanno cercando di portare a compimento l'obiettivo storico dello smembramento della Russia, da trasformare in un nuovo Far West da colonizzare. E' inutile che il trombone francese di turno cerchi di nobilitare questo conflitto in uno scontro di valori quale in parte sicuramente fu la WW2. Nella WW1 - la mamma della WW2 - i valori stavano a zero, ma cio'nonostante milioni di disgraziati furono mandati al massacro collettivo. Se avessimo gli Andreotti e i Craxi, il primo Berlusconi, i Genscher e Chirac, l' Europa da tempo sarebbe intervenuta, Invece abbiamo gli Sholtz, i Macron e la Meloni, guidati da una oscena marionetta degli Usa, la Albrecht Von der Leyen.
      E' dopo il "Vae victis" di Brenno che i Romani si svegliarono.
      Ma qui continuiamo a dormire, invece, al suono della ninna nanna di "Giorgia".

    2. Divoll 14 gennaio 2023

      L'Europa sarebbe intervenuta come, secondo te? Contro la Russia o per fermare l'Ucraina teleguidata da Usa e GB? O per far valere gli accordi di Minsk (che avrebbero fermato la guerra in Donbass e di conseguenza impedito quella in Ucraina)?

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