Fili di Neve

Una poesia di Rosaria Munafò dedicata a Luana e Maurizio. Operai morti sul lavoro il 6 Maggio 2021.

L’ orditoio tessile è sordo
tesse lunghi capelli, ruota in continuazione,
la grande fresa sua compagna ha bocca grande
senza cuore reclama gli effetti personali,

in coppia ingrassano fatturati, divorano la mente,
il pulsante d’emergenza lo sputano.
Si arrestano un giorno di neve tra le righe dei giornali con i nomi e l’età.
L’elisoccorso ha le ali bianche senza piume scrivono: “Deceduti”

L’autrice Rosaria Munafò operaia e poetessa, vuole rendere omaggio a tutti coloro che ancora nel 2021 muoiono sul lavoro. E’ un’opera di denuncia sociale, perche’ quello che e’ successo a queste persone puo’ succedere a ognuno di noi. Questo e’ inaccettabile e vergognoso.

 

Analisi di Patrizia Ligabo’

Nel primo verso le macchine tessili della fabbrica si fermano in un silenzio di tomba. La catena di montaggio, fatta di strumenti ed esseri umani, si paralizza e si immobilizza nel tempo. L’allarme è assordante, lo shock tremendo, non sembra reale. Nonostante sia primavera inoltrata, improvvisamente ritorna l’inverno, il manto di neve immaginario rappresenta lo stupore che immobilizza, così come la neve che ricopre tutto, e smorza i rumori. E lì nell’immobilità non sembra vero di vedere i nomi dei nostri colleghi scritti sui giornali, persone con cui abbiamo riso, condiviso, e discusso. Eppure sono lì, sono proprio loro! Non sembra vero! La parola deceduti, deceduti, deceduti rimbomba ed è categorica. Essa scende come una mannaia che ci inchioda nel presente, le lacrime sgorgano dagli occhi degli astanti, ed un enorme dispiacere ed una fitta al costato invade tutti. Non li vedremo più varcare i cancelli con noi, noi che resteremo su questa Terra ancora un po’. La fabbrica però non può attendere nella fretta della produzione, e noi dobbiamo tenere il ritmo, non abbiamo scelta. Il lavoro così sporadico ormai, non si può perdere. Noi tutti non li dimenticheremo, come i loro cari che li hanno persi.

 

La notizia della tragedia di Luana D’Orazio riportata da “La Nazione” di Prato: https://www.lanazione.it/prato/cronaca/incidente-lavoro-montemurlo-1.6317433

di Patrizia Ligabo’ pubblicato da Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org

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danone
Utente CDC
25 Luglio 2021 23:05

Bisognerebbe scrivere un trattato sull’argomento. Purtroppo la sintesi mi farà essere un pò pressapochista sui concetti, ma spero comunque che mi si capisca. Non sono riflessioni estemporanee, ma riflettute parecchio alla luce dei fatti. Il lavoro dignitoso è alla base di una comunità libera, rispettosa e civile. Ma non si creda che per arrivare alla comunità libera, si debba garantire prima il lavoro dignitoso, è il contrario. Per poter garantire a tutti un lavoro veramente dignitoso, bisogna saper già edificare delle comunità libere. Una comunità libera è fatta di uomini liberi in quanto consapevoli, che decidono di aggregarsi liberamente, formando un gruppo, perchè le tante incombenze fisiche naturali e i bisogni primari individuali, si possono soddisfare con più facilità e meglio, stando insieme, insieme ci si può aiutare. Noi uomini di oggi non conosciamo il vero volto di una comunità libera, perchè da sempre, nella nostra storia, abbiamo vissuto e partecipato a comunità che, in mano alla forza degli interessi del più forte, si sono edificate ed hanno sempre campato sfruttando gli altri individui membri più deboli ed indifesi. Ci hanno fatto credere che dobbiamo essere noi a sacrificarci per la comunità, la società esiste solo se ognuno di noi… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da danone
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