E SE ISRAELE NON FOSSE MAI STATO CREATO?


DI WILLIAM HUGHES

“Come sarebbe il mondo, se nel 1948 lo stato di Israele non fosse stato creato? Sfortunatamente, il Presidente Harry S. Truman, sotto “l’influenza dei sionisti”, diede la sua approvazione a quel progetto ispiratore di violenza. Da quel momento, la vita per i Palestinesi è divenuta un inferno in terra, sotto il tacco della brutale macchina di morte, mutilazione e occupazione di Israele. John Lennon ha detto: immagina che non ci siano nazioni. D’accordo, immaginiamo: Non c’è Israele!”

Immagina che non ci siano nazioni… niente per cui vivere o morire… Immagina che tutti i popoli vivano in pace” – John Lennon
Grazie soprattutto al Presidente americano Harry S. Truman e alla sua “predisposizione all’influenza sionista”, Israele venne creata nel 1948. [1] L’umanità, e i Palestinesi in particolare, hanno pagato a caro prezzo questa decisione. La terra dove i Palestinesi avevano vissuto per secoli, in pace, insieme a una minoranza di popolazione ebraica, è stata gradualmente trasformata in uno stato segregazionista dalle macchinazioni del Movimento Sionista. Quello stato segregazionista, a sua volta, è oggi dominato dalla macchina di morte, mutilazione e occupazione di Israele. [2]

Ci si chiede: come sarebbe il mondo oggi, se lo stato di Israele non fosse stato creato nel 1948? Quella improvvida creazione sembra aver messo in moto una catena di eventi, per lo più negativi, nelle vicende del genere umano. Nel film “Click”, il protagonista trova un “telecomando universale” che gli permette di riavvolgere le diverse parti della sua vita e di modificare ciò che era successo. Se possedessi questo “telecomando universale” e potessi fermare il Presidente Truman dall’aiutare e spalleggiare l’establishment di uno stato israeliano, allora, è mia opinione (una teoria) che le seguenti 25 affermazioni sarebbero probabilmente la nostra attuale realtà. Esse sono:

1. Gli USA non avrebbero alcun nemico nel mondo islamico.

2. Non ci sarebbe alcuna rete terroristica di Al Qaeda.

3. La benzina costerebbe meno di un dollaro al gallone.

4. Non ci sarebbe stato alcun 11 settembre.

5. Non ci sarebbe nessuna Legge Patriottica [il Patriot Act emanato da George W. Bush, NdT].

6. Non ci sarebbe alcuna Agenzia per la Sicurezza Interna.

7. Il potere senza pari della lobby israeliana sulla politica estera americana per oltre quattro decenni non sarebbe esistito. (Il suo supporto alla guerra in Iraq è stato valutato dagli esperti come “decisivo”) [3]

8. Non ci sarebbero stati nemmeno gli ideologi neoconservatori; come Paul Wolfowitz, William Kristol, Richard Perle e altri, per aiutare (oltre ad altri “Interessi Speciali”) a spingere gli USA verso una guerra illegale contro l’Iraq. [4]

9. L’Iran non sarebbe il prossimo obiettivo di una aggressione americana. (Nessun Israele. Nessun documento per “un taglio netto” [NdR: vedi nota A]. Nessuna lobby israeliana. Nessun neoconservatore. Nessuna necessità di un attacco armato all’Iran) [5]

10. La spia sionista Jonathan Pollard non sarebbe in prigione per aver rubato segreti militari americani e averli divulgati in Israele.

11. I più di tre milioni di Palestinesi che sono stati scacciati a forza dalla loro patria, a partire dal 1948, dalle Forze di Occupazione Israeliane (FOI), oggi vivrebbero lì felicemente, in un libero ed indipendente stato palestinese. Non ci sarebbe stato alcun muro della segregazione [in inglese Apartheid Wall, NdT] o, come conseguenza, una organizzazione come Hamas. [6]

12. Gerusalemme avrebbe una vivace popolazione cristiana. [7]

13. Rachel Corrie di Olympia, Washington, sarebbe viva e in salute. [8]

14. I 2.544 americani che sono morti in Iraq sarebbero vivi; e i 18.777 che sono stati gravemente feriti laggiù starebbero pienamente partecipando alla vita della nostra Repubblica. I contribuenti americani avrebbero 295 miliardi di dollari in più (il costo della guerra) da utilizzare per i bisogni sociali delle persone. L’assistenza sanitaria universale sarebbe una possibilità reale e la sicurezza sociale non sarebbe in pericolo. L’Iraq sarebbe in pace. Non ci sarebbe alcun centro di detenzione nella Baia di Gitmo, o alcuna prigione di Abu Ghraib, o una ragione per la banda Bush-Cheney di distruggere l’Habeas Corpus. Nessun bisogno di impiegare torturatori, o armi chimiche, o trattenere detenuti senza accuse o processo. La Convenzione di Ginevra sarebbe rispettata. Le decine di migliaia di iracheni innocenti, morti in conseguenza della guerra, oggi sarebbero invece vivi. (nella nota successiva, guardate le orrende foto di alcuni morti iracheni). [9]

15. La battaglia per salvare il pianeta, il suo fragile ecosistema, la sua vita animale e vegetale che sta rapidamente scomparendo e per combattere il riscaldamento globale sarebbe al primo posto della lista. [10] Invece, siamo costantemente bombardati dalla propaganda riguardo alla difesa della “sicurezza di Israele”.

16. Se non ci fosse Israele, allora i “cinque israeliani che ballavano” l’11 settembre non sarebbero stati arrestati. Furono imprigionati dopo aver “festeggiato” a New York mentre guardavano le Torri Gemelle collassare.[11]

17. I contribuenti americani sarebbero più ricchi per 140 miliardi di dollari! Questa è l’impressionante cifra che hanno sborsato negli ultimi 58 anni per aiutare gli avidissimi interessi del cartello sionista. [3]

18. I 34 americani a bordo della nave da guerra Liberty, che sono stati massacrati dalla FOI l’8 giugno 1967, oggi sarebbero vivi; e gli altri 174 che hanno subito ferite quel giorno non avrebbero dovuto rivivere le loro orrende esperienze. Sarebbe stata evitata la vergogna che gli USA portano per non aver velocemente difeso gli uomini della Liberty e non aver reagito contro gli israeliani per il loro deliberato attacco contro il vascello. [12]

19. Il 13 giugno 2006 la FOI ha ucciso dieci palestinesi, compresi tre operatori sanitari e due bambini, nella Striscia di Gaza. Il Presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha definito l’attacco missilistico un esempio di “terrorismo di stato”. Dio solo sa quanti palestinesi sono stati uccisi dagli israeliani dal 1948; o quanti siano esattamente i rifugiati, o quante case la FOI abbia demolito, alla maniera di Oliver Cromwell. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’ambiguo “stato di Israele”. [13]

20. Paul Bremer, il manichino di Henry “Iago” Kissinger, non sarebbe mai stato nominato Vicerè di un Iraq Occupato. Nessun Israele. Nessuna guerra in Iraq. Nessun Bremer sionista come Vicerè dell’Iraq. [14]

21. Una delle ragioni per cui la Commissione Warren non è riuscita a investigare a dovere l’assassinio di JFK è costituita da Arlen Specter (repubblicano della Pennsylvania), un sionista tesserato. Allora era un “Consigliere Speciale” della Commissione. Lui si è inventato l’assurda teoria del “Proiettile Magico”, che ha messo a tacere ogni reale indagine basata sulla cospirazione. E’ anche interessante notare che Jacob Rubenstein, alias “Jack Ruby”, l’assassino di Lee Harvey Oswald, aveva stretti legami con la cupola nazionale del crimine di Meyer Lansky. Credo che la risposta su chi ha realmente preparato l’uccisione di JFK sia sepolta con Oswald. In ogni caso, dopo la morte di JFK il programma nucleare israeliano, che lui aveva ostacolato, andò avanti. Gli aiuti americani a Israele sono pure aumentati drammaticamente. [15]

22. Non ci sarebbe stata alcuna ragione per l’Ambasciatore Francese di riferirsi a Israele come a “quella piccola nazione di merda”. [16] In effetti, gli Ebrei del mondo sarebbero stati liberi di portare a compimento le loro più profonde esigenze spirituali, come incarnate nella loro religione – il Giudaismo. Secondo Dovid Yisroel Weiss, un rabbino ortodosso molto rispettato, “il Sionismo ha dirottato il Giudaismo”. Il coraggioso rabbino insiste nel dire che “il Sionismo crea l’antisemitismo… E noi sappiamo… che il Sionismo è la causa prima del dolore, della sofferenza e del massacro del popolo ebraico… e che loro (i sionisti) sono il più importante fattore di antisemitismo in tutto il mondo… Giudaismo e Sionismo non sono la stessa cosa… Sono diametralmente opposti… Non dovremmo confondere l’uno con l’altro. E non dovremmo essere responsabili per le azioni che i sionisti commettono… Ora, un altro dei problemi che derivano in verità dal Movimento Sionista è che usurpa i diritti del popolo palestinese, la popolazione indigena, che vive lì. E questo è terribilmente sbagliato. E’ contro ogni idea di Torah… Quindi, qualsiasi cosa facciano, è totalmente sbagliata!” [17]

23. Migliaia di israeliani sono morti tentando di costruire una nazione su una terra, la Palestina, che apparteneva ad un altro popolo, i palestinesi. Le loro morti sarebbero state evitate. [18]

24. Lo spionaggio su larga scala degli americani, senza autorizzazione giudiziaria, da parte degli agenti della banda Bush-Cheney non sarebbe mai avvenuto. (Nessun Israele. Nessun 11 settembre. Nessuno spionaggio di cittadini USA)

25. Il 4 aprile 2003 un sondaggio dell’Unione Europea (UE) ha definito Israele come la “più grande minaccia alla pace mondiale.” [19] Il 27 giugno 2006 la FOI ha provato che l’UE aveva ragione quando ha rioccupato Gaza, brutalmente terrorizzando la popolazione civile, facendo saltare in aria le loro infrastrutture idriche ed energetiche, arrestando in massa i loro rappresentanti eletti ed anche, senza giusta causa, provocando i siriani. Per giustificare il continuo bombardamento di Gaza da parte della FOI, il Primo Ministro di Israele, Ehud Olmert, ha fatto il simpatico: “Nessuno muore per i disagi!” Quando si è rivolto al Congresso degli Stati Uniti in seduta congiunta, il 24 maggio 2006, Olmert è stato interrotto 38 volte dagli applausi e da 18 acclamazioni di quell’entità composta soprattutto da leccapiedi. Questo è anche lo stesso leader israeliano che, parafrasando La fattoria degli animali di George Orwell, ha detto di provare un “profondo rammarico” per gli effetti di alcune operazioni della FOI, che avevano ucciso 14 palestinesi innocenti in soli nove giorni, ma che le vite dei cittadini israeliani erano “ancora più importanti”. [20] Infine, se non ci fosse stato un Israele creato dai sionisti, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di un articolo come questo!

William Hughes
Fonte: usa.mediamonitors.net
Link: http://usa.mediamonitors.net/content/view/full/32357
11 luglio 2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PAUSANIA

Note:

[1]. http://www.counterpunch.org/clark06032006.html
[2]. http://www.marxists.de/middleast/schoenman/index.htm
[3]. http://ksgnotes1.harvard.edu/Research/wpaper.nsf/rwp/RWP06-011/%
24File/rwp_06_011_walt.pdf e http://www.counterpunch.org/christison06162006.html
[4]. http://batr.net/neoconwatch/archives/2004_12_01_
neoconswatch_archive.html e http://www.whatreallyhappened.com/offtowar.html
[5]. Sorrows of Empire di Chalmer Johnson
[6]. http://www.ameu.org/index.asp
[7]. http://hcef.org/hcef/ ; Divided & Conquered di Scott McConnell, TAC, 07/03/06; http://woodstock.georgetown.edu/publications/column_Feb2001.htm e http://www.icahduk.org/documents/SupportSabeel.htm
[8]. http://www.rachelcorrie.org/
[9]. http://www.afterdowningstreet.org/uncensored
[10]. http://www.globalpublicmedia.com/lectures/448
[11]. http://www.whatreallyhappened.com/fiveisraelis.html
[12]. http://www.ussliberty.org/
[13]. http://www.pchrgaza.org/
[14]. http://www.guardian.co.uk/Iraq/Story/0,2763,1522983,00.html
[15]. Deep Politics and the Death of JFK di Peter Dale Scott e Taking Sides: America’s Secret Relationship with a Militant Israel di Stephen Green
[16]. http://www.themodernreligion.com/jihad/french-ambassador.html
[17]. http://www.nkusa.org/index.cfm e http://usa.mediamonitors.net/headlines/rabbi_weiss_rips_
ariel_sharon_zionism e http://baltimore.indymedia.org/newswire/display/5200/index.php
[18]. http://wrmea.org/
[19]. http://www.dw-world.de/dw/article/0,,1022127,00.html
[20]. Israel Steps Up Offensive di Ravi Nessman, AP, 07/03/06; Agony of Gaza Boston Globe 07/07/06; e http://news.independent.co.uk/world/middle_east/article1095841.ece

[A]….neoconservatori ebreo-americani fin dal 1996….. consigliarono a Netanyahu, allora primo ministro in Israele, di non accedere alle proposte di pace della road map, e invece di dare «un taglio netto».
Il documento infatti si intitolava «A clean break, a new strategy for securing the realm».
Il «regno» del titolo è il regno d’Israele, il regno della promessa messianica.
Grazie al controllo del governo americano assicurato dai neocon, dicevano costoro.
Israele «è in grado di cambiare la natura delle sue relazioni coi palestinesi, ivi compreso il diritto di inseguimento-sconfinamento per autodifesa…».
Ma soprattutto, il documento aggiungeva: «Israele può dare nuova forma all’ambiente strategico circostante, in cooperazione con Turchia e Giordania, indebolendo, contenendo e anche facendo arretrare la Siria. Questo sforzo si concentrerà nel rimuovere Saddam Hussein dal potere in Iraq, in sé un importante obiettivo strategico per Israele, come mezzo per disarticolare le ambizioni siriane nell’area… La Siria sfida Israele sul suolo libanese. Una tattica efficace, con cui gli americani possono simpatizzare, sarà che Israele assuma l’iniziativa sul confine nord impegnando Hezbollah, Siria ed Iran dipinti come principali agenti dell’aggressione in Libano».
I firmatari di questo documento erano: Richard Perle, allora capo dell’«American Enterprise Institute», nel 2001 consigliere speciale al Pentagono, James Colbert, del «Jewish Institute for National Security Affairs» (Jinsa), Charles Fairbanks Jr., della «John Hopkins University/SAIS», Douglas Feith, della «Feith and Zell Associates», nel 2001 vice-ministro al Pentagono, David Wurmser, dell’«Institute for Advanced Strategic and Political Studies», Meyrav Wurmser, della «Johns Hopkins University». (da www.nexus.com)

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