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E’ LA SOLITA SPORCA, STORIA

DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

È la solita, sporca, storia. Il Parlamento, cioè la classe politica, vara delle leggi “buoniste”, per farsi bella, per far vedere che l’Italia è il Paese più “avanzato” del mondo (ma, in genere, dietro questi motivi, già di per sè intollerabili, perché vanesi, ce ne sono altri, inconfessabili: liberare dal carcere alcune tipologie di rei che sono cari all’una o all’altra parte, alla destra o alla sinistra), poi succede qualche inevitabile fattaccio, come il tentativo di rapina compiuto dall’ex brigattista Cristoforo Piancone (sei omicidi, tre ergastoli, in regime di semilibertà nel 2004 grazie ai benefici previsti dalla legge Gozzini del 1986) e la responsabilità non ricade sui politici che hanno fatto quelle legge, e ne hanno menato vanto, ma sui magistrati che quelle leggi hanno applicato.

I primi a scagliarsi contro il Tribunale di sorveglianza di Torino e il giudice Alessandro Marcheselli di Alessandria, cui si deve la concessione della semilibertà a Piancone, sono stati il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il Guardasigilli Clemente Mastella, che annuncia le solite ispezioni, cioè i due soggettini cui si deve se è passato quel provvedimento demenziale che è l’indulto (perché è chiaro che l’opposizione del ministro della Giustizia e di quello dell’Interno in una materia del genere è decisiva, invece i due dissero sì, con entusiasmo Mastella, col solito finto, tortuoso e strumentale tormento Amato). Ha detto Amato: “I giudici devono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme”. Ebbene quella responsabilità bisogna toglierla, perché se si lascia al magistrato un’ampia discrezionalità nel decidere se concedere o meno dei benefici di legge, questi com’è ovvio e giusto che sia, la usa e usandola può sbagliare. Tanto più che se si può avere una ragionevole certezza quando, sulla base di prova, si condanna un individuo, difficilissimo è valutarne la pericolosità quando si deve decidere se rimetterlo in libertà anticipatamente.


Non si tratta, come sostiene Amato, di cambiare le modalità della Legge Gozzini, ma di abrogarla e di sostituirla con un’altra in cui i margini di discrezionalità del giudice siano strettissimi. Vale per la Gozzini lo stesso discorso che riguarda l’indulto.

Le pene non devono essere particolarmente severe, né, tantomeno, esemplari (una pena esemplare è già, di per sè, una pena ingiusta), ma devono essere certe. E, inutile comminare ergastoli a grappoli se poi c’è la possibilità di uscire, grazie a una serie di combinazioni, dopo pochi anni. In questo modo la pena perde ogni capacità deterrente, sia per il reo, sia per chi abbia tendenza a delinquere. Si mitighino quindi, semmai, le pene, ma vadano scontate fino in fondo, in modo che chi viola la legge sappia, con certezza, cosa va incontro.

Tuttavia, poiché il carcere deve tendere anche al reinserimento del condannato nella società, i benefici non vanno esclusi del tutto. Vanno ristretti in una gabbia ferrea di condizioni e di precondizioni dove la discrezionalità del giudice sia minima.

Non vorrei che sull’onda emotiva del caso Piancone si abrogasse la Gozzini solo per i responsabili di reati da strada e di sangue (che sono i reati dei poveri cristi, sia pur delinquenti) e la si mantenesse invece inalterata per i reati finanziari e contro la Pubblica Amministrazione che sono i reati di “lorsignori”, ma pur essi delinquenti. Che Piancone fosse in semilibertà, senza aver mai manifestato alcun pentimento per ciò che aveva commesso, non è più grave del fatto che Cesare Previti, che a sua volta non si è mai pentito, anzi si è sempre arrogantemente scagliato contro i suoi giudici, goda, dopo condanne per complessivi otto anni per reati gravissimi, dello stesso regime di semilibertà. Altrimenti si accentua quella vergognosa tendenza dell’Italia di oggi ad avere due diritti penali: uno, estremamente comprensivo, per la classe dirigente, per la Casta, e uno spietato per tutti gli altri. Che è il feudalesimo che stiamo vivendo.

Massimo Fini
Fonte: www.ilgazzettino.it
5.10.07

Pubblicato da Davide

  • Lestaat

    Favoloso come sempre Fini.
    Anche se, io indagherei meglio sulla vicenda di Piancone.
    Molto meglio.

  • pierrot

    La prima cosa da abrogare sono Amato e Mastella. Neppure il governo Berlusconi era riuscito a mettere insieme due ministri tanto pessimi e dannosi.

  • Territorio_Comanche

    Bravi, disseminate giustizialismo. Aiutate l’attacco alla Gozzini e fate da sponda alla richiesta dei cittadini onesti di avere “più sicurezza”, non importa che sia pilotata politicamente. Che marciscano in galera tutti pur di non far uscire quelli che tornano a delinquere, anche se le statistiche dicono che la legge Gozzini ha funzionato assai bene. Il cittadino onesto ha diritto di essere sicuro e si fotta la clemenza delle pene e la possibilità di reintegrarsi nella società. Soprattutto si fottano tutti coloro che credono che il sistema penale è un meccanismo di fondamentale regolazione del conflitto sociale.

    Ecco a cosa ci portano i Fini (Massimo, non Gianfranco, anche se a volte è difficile distinguerli) e tutti quelli come lui che predicano il superamento tra destra e sinistra.

  • dalemoni

    Prima di scrivere quelli del movimento zero dovrebbero leggere quello scrive Fini e viceversa!…L’uno chiede di abrogare la Gozzini e gli altri la grazia per Vallanzasca!
    Forse la contraddizione è apparente,nel senso che ritengono Vallanzasca un simpatizzante destrorso e Piancone un sinistrorso?
    Il carcere non va riformato ma abolito,come sosteneva Foucault,anche perchè è uno strumento di regolazione del conflitto sociale…

  • castigo

    va bene, facciamo come dici tu.
    però voglio avere la possibilità di difendermi, nel caso, da quei “pochi” recidivi….. che ovviamente sono i più pericolosi.
    quindi ben vengano le scarcerazioni, i permessi premio e le semilibertà…. a patto che io possa uscire con la mia fida “pinguina” sotto l’ascella, e far saltare le chiappe al primo “recidivo” che viene a rompermi il cazzo….

  • Alby-LatoB

    X DALEMONI: ti ricordo che Vallanzasca ha chiesto la grazia il che equivale ha un pentimento, perlomeno sulla carta.
    Per il resto, finchè non si porta avanti un sistema di recupero etico dell’individuo, la legge Gozzini serve a poco. Purtroppo chi sta al potere (sia dx che sx) non accenna a occuparsi con idee nuove della riabilitazione della persona.

  • castigo

    ti ricordo che Vallanzasca ha chiesto la grazia il che equivale ha un pentimento, perlomeno sulla carta.

    quindi tutti dovrebbero essere giudicati “sulla carta”??
    beh, ma allora anche previti sarebbe innocente…. sulla carta…. LOL

    povero, povero renè, ingiustamente detenuto nonostante il pentimento “sulla carta”….. ma quale carta??
    quella del cesso??
    ed anche i sentimenti dei parenti di quelli che sono stati uccisi dal bel renè, quelli sì sembrano scritti sulla carta del cesso, dato che tutti ci si puliscono il culo…..