Dopo 30 anni, una nuova miniera di carbone nel Regno Unito

La Gran Bretagna avrà bisogno di nuove fonti del combustibile dopo aver vietato le importazioni russe

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Secondo quanto afferma un rapporto del Daily Telegraph di sabato 23 aprile, il governo britannico sta valutando la fattibilità di aprire una nuova miniera di carbone per ridurre la dipendenza dall’energia russa.

Secondo le fonti riportate dal quotidiano, Michael Gove, Segretario di Stato per le comunità e i governi locali del Regno Unito, sarebbe incline ad approvare la costruzione di una nuova miniera di carbone nella città di Whitehaven, Cumbria, nel nord-ovest dell’Inghilterra. Il progetto era stato originariamente presentato diversi anni fa, ottenendo l’approvazione nell’ottobre 2020, ma sei mesi dopo il gabinetto dei ministri britannico bloccò la certificazione a causa di necessarie revisioni del progetto.

Tuttavia, sullo sfondo della situazione in Ucraina e delle ampie restrizioni imposte a Mosca, che includono la soppressione delle importazioni di carbone russo entro la fine dell’anno, le autorità britanniche potrebbero finire per approvare il progetto nonostante le precedenti obiezioni e le proteste degli ambientalisti, scrive il Telegraph. Ci si aspetta che Gove prenda una decisione sulla nuova miniera entro il 7 luglio, ma le fonti dicono che questo potrebbe accadere già a metà maggio. Secondo il Gabinetto, la miniera fornirà carbone per le principali acciaierie.

Se approvato, il progetto Whitehaven vedrà sorgere una nuova miniera di carbone in Gran Bretagna dopo 30 anni. Il progetto si concentrerà sull’estrazione del carbone metallurgico (met coal), che è usato nella produzione dell’acciaio, poichè il 40% del fabbisogno di met coal del Regno Unito era stato fin ora coperto dalla Russia.

Il 6 aprile, la Ministra degli Esteri britannica Liz Truss ha annunciato che entro la fine del 2022, Londra fermerà tutte le importazioni di carbone e petrolio dalla Russia e prenderà misure per fermare anche le forniture di gas russo. Stesso discorso per l’UE, dove all’inizio di questo mese, Bruxelles ha detto che avrebbe vietato l’acquisto, l’importazione o il transito di carbone e altri minerali solidi dalla Russia a partire dal 10 agosto.

Due domande sorgono spontanee allora:

  1. Che fine ha fatto Greta Thunberg e le sue fregnacce?
  2. I nostri leader riusciranno a garantire alle popolazioni europee i combustibili necessari per le necessità dei prossimi inverni?

Massimo A. Cascone, 24.04.2022

Fonte: https://www.telegraph.co.uk/business/2022/04/23/britains-first-new-coal-mine-decades-verge-approval/

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