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DENARO SPORCO LO SCANDALO PUNTA A SHARON E AL GRUPPO MEGA

DI DEAN ANDROMIDAS

La mattina del 6 marzo scorso, la polizia israeliana ha perquisito la
filiale 535 della Banca Hapoalim, la maggiore banca israeliana, ed ha
arrestato 22 impiegati e direttori di banca, in quella che la polizia
israeliana chiama la più grande operazione anti-riciclaggio nella
storia
del paese. Nello stesso tempo, dall’altra parte della città, lo stesso
giorno, la polizia ha perquisito gli uffici dell’oligarca russo in
esilio
Vladimir Guzinsky, alla ricerca di prove incriminanti relative al
riciclaggio di denaro. Inoltre è stato annunciato che l’ambasciatore
israeliano a Londra, Zvi Hefetz, ex socio d’affari di Guzinsky, sarà
interrogato a proposito della sua possibile posizione all’interno del
caso.

Un professore di economia israeliano ha detto a EIR (Executive Intelligence Review) che tutti sapevano
che
la filiale 535 era uno dei centri più importanti del riciclaggio. La
domanda è: “Perché la cosa viene fuori adesso?”. Egli ha commentato che
il
coinvolgimento di Guzinsky e Hefetz punta direttamente a Sharon.
“Hefetz
venne nominato ambasciatore a Londra da Sharon” nonostante il fatto che
egli parli un’inglese stentato e tutti sanno quanto Guzinsky sia vicino
a
Sharon. Questo caso mostra al mondo intero il “nesso tra crimine e
politica
in Israele”.


L’ambasciatore israeliano a Londra Zvi Hefetz

Z

Ma c’è molto di più che la semplice dimostrazione dell’infinita
corruzione
di Sharon. Una fonte dell’intelligence israeliana ha detto a EIR:
“Questo
non è un caso locale, è un caso internazionale; è il fatto più
importante
attualmente in Israele”.

Lo statista americano Lyndon LaRouche ha collegato lo scandalo
all’imminente collasso del dollaro. Parallelamente a questo collasso,
alcune fonti della finanza svizzera e inglese puntano all’attacco da
parte
dell’amministrazione Bush al Medioriente e a certi altri sviluppi che
hanno
scatenato un terremoto nei centri internazionali del riciclaggio di
denaro.
Quando accadono questi terremoti, le automobili esplodono, i maggiori
partecipanti vengono assassinati e le banche subiscono delle irruzioni.

Una fonte anziana della City di Londra collega il caso della Banca
Hapoalim
al recente assassinio del primo ministro libanese Rafik Hariri,
dicendo: “La mia opinione su quanto sta accadendo in Israele e nel
Libano è
che non si tratta solo di qualcosa che ha a che vedere con la sfera
geopolitica, ma anche con quella finanziaria. Il retroterra di questi
sviluppi è il fatto che la parte greca di Cipro è entrata nell’Unione
Europea nel maggio 2004. Quello che seguì fu la dismissione di Cipro
come
centro finanziario per la criminalità organizzata, per i trafficanti di
droga e per i riciclatori di denaro sporco, specialmente per quanto
riguarda il settore russo di queste attività. Quindi occorreva trovare
dei
centri alternativi per queste attività. Nella regione, Beirut e Tel
Aviv
diventano delle alternative attraenti, cosa che può spiegare i recenti
avvenimenti nelle due città”.

Il brutale assassinio di Hariri non ha solo fatto saltare la pacifica
risoluzione della crisi siro-libanese, ma ha distrutto il progetto di
Hariri di far ridiventare Beirut il maggior centro finanziario
internazionale che rappresentava, prima della guerra civile degli anni
1970
e 1980, per i capitali europei e del sud-ovest asiatico. Nei mesi
precedenti la sua morte, Hariri aveva viaggiato in Russia dove aveva
proposto che la Russia stabilisse una banca per il commercio estero a
Beirut. Aveva anche proposto una larga cooperazione nei settori del
gas,
della raffinazione del petrolio e dei progetti immobiliari in Russia,
nel
Libano e nel resto del sud-ovest asiatico.

Se il Libano finisce ancora una volta in una guerra civile, questi
flussi
di capitali, che avrebbero potuto essere impiegati per uno sviluppo
economico reale nella regione, saranno impiegati per pompare
artificialmente l’infausto sistema finanziario
internazionale “globalizzato”.

Un analista finanziario svizzero ha convenuto con quanto descritto, ma
ha
aggiunto che anche Ginevra è un maggiore – se non il preferito – centro
finanziario del crimine organizzato. Egli ha fatto riferimento al
recente
assassinio, simile ad una esecuzione mafiosa, del banchiere francese
Edouard Stern nel suo appartamento di Ginevra. Stern non era un
banchiere
qualsiasi, ma il genero ed apparentemente l’erede, di Michel David
Weill,
il presidente della Lazard LLC, una delle più importanti e malvagie
banche
del mondo. Secondo alcune fonti, Stern, che aveva una sua società
finanziaria, era il “banchiere ombra” di Lazard. “Lui faceva cose che
Lazard non poteva fare, ed è stato ammazzato nel durante”.


La casa di Ginevra dove è stato trovato morto il 3 marzo scorso Edouard Stern

Così come per i neo-conservatori ed i loro complici finanziari, la cui
politica è di impadronirsi del petrolio e delle risorse naturali di una
regione lasciandola nel caos e nella guerra. Come uno degli stati delle
crociate di Venezia, Tel Aviv sta divenendo il centro
finanziario “globalizzato” della regione. I lacché, come Sharon ed il
ministro delle finanze israeliano Benjamin Netanyahu, sono fin troppo
compiaciuti nell’ubbidire.

Questa politica neo-conservatrice ha raggiunto il suo apice con la
nomina a
governatore della banca centrale israeliana dell’americano-rodesiano
Stanley Fischer. Un ex vice-direttore del Fondo Monetario
Internazionale,
Fischer è un protetto della scuola fondamentalista di Chicago sul
libero
mercato. Per più di 20 anni, Fischer è stato il “sicario economico” di
George Shultz, con il compito di trasformare Israele in un’area
fondamentalista dell’economia del libero mercato. Come vicedirettore
del
FMI negli anni 1990, Fischer più di qualunque altro fu responsabile del
collasso del processo di pace, imponendo politiche fondamentaliste di
libero mercato nella regione (vedi EIR, 21 gennaio 2005).

LA GALLERIA DELLE CANAGLIE DIETRO ALLA BANCA HAPOALIM…

Uno sguardo a chi si nasconde dietro alla Banca Hapoalim rivela la
galleria
delle canaglie dei libero-marchettari e dei loro compari che stanno
guidando questa politica e che controllano sia Sharon che Netanyahu.

La Banca Hapoalim (BH) in ebraico vuol dire “Banca dei Lavoratori” e
faceva
parte della federazione sindacale “Histadrut”,nel tempo in cui lo Stato
israeliano giocava un ruolo centrale nell’economia. Venne privatizzata
(NdT: anche in Israele devono riciclare i proventi del signoraggio) nel
1997, quando Netanyahu era primo ministro. Un pacchetto azionario di
controllo della banca finì al consorzio finanziario americano che dà
ordini
sia a Sharon che a Netanyahu.

Questo consorzio, che si intascò più del 30% delle azioni, era guidato
da
Ted Arison, un ex trafficante di armi di quando Israele non era ancora
uno
Stato. Arison fece la sua fortuna con la flotta “Carnival Cruise Lines”
che
gestiva dei casinò galleggianti. Venne aiutato in questo progetto da
Meshulam Riklis, un altro gestore di casinò. Riklis e Arison
finanziavano
sia la carriera che la vita privata di Sharon. Riklis dette a Sharon i
soldi per comprare il suo infame ranch “Sycamore”. Poiché ora Arison è
morto, le sue azioni sono detenute dalla sua altolocata figlia Shari
Arison.

Ted Arison

Gli interessi di Arison sono rappresentati da Shlomo Nehama, che è il
presidente della banca. Nehama è uno dei “consiglieri ufficiosi” di
Netanyahu. Come disse un esperto israeliano: “Nehama è più importante
di un
consigliere ufficiale; quando Nehama parla, Netanyahu ascolta”.

Arison comprò il 20% della banca e trovò degli amici nel cosiddetto
“Mega
Group” che venne fondato da Charles e Edgar Bronfman e che comprende
dei
ricchi filantropi americani ebrei che sono anche i finanziatori della
destra americana e della lobby pro-israeliana di destra. Tra questi
troviamo:

* Michael Steinhardt, membro del Mega Group, fondatore del Consiglio
della
Leadership Democratica (contraria a LaRouche), che è il mecenate dietro
a
Joe Lieberman. Il padre di Steinhardt era il commercialista del padrino
della criminalità organizzata Meyer Lansky, attività per la quale finì
in
galera. Steinhardt usò i soldi del padre per creare una serie di enormi
fondi altamente speculativi (hedge fund) che dopo rivendette, sul
presupposto che avrebbe devoluto il suo tempo alla “filantropia”.
Come proprietario della “Israeli Maritime Bank”, fece un mutuo sul
ranch di
Ariel Sharon dove è spesso un ospite.

* Leonard Abramson, fondatore della “HMO U.S. Healthcare”. Poco dopo
che
Sharon venne incaricato come primo ministro nel 2001, Abramson era uno
degli ospiti della fattoria di Sharon che parlava del lancio di una
offensiva di propaganda seguendo un piano dei falchi guerraioli
israeliani
che volevano affondare definitivamente gli accordi di Oslo. Poco dopo
esser
tornato negli USA, Abramson si incontrò con gli amici del Gruppo Mega,
Edgar Bronfman e Steinhardt, dopo di cui venne lanciata una vasta
operazione di propaganda chiamata “Educazione per il Medioriente”
(Education for Middle East), chiamata anche con l’acronimo “Emet”, che
significa “verità” in ebraico.

* Charles Schusterman, membro fondatore del Mega Group e fondatore
della
società petrolifera indipendente “Samson Resources”. Egli era uno dei
maggiori finanziatori dell’American Israel Public Affairs Committee
(AIPAC), la lobby della destra israeliana che è attualmente sotto
indagine
da parte dell’FBI con l’accusa di spionaggio. Poiché egli è deceduto,
le
sue azioni nella Banca Hapoalim sono oggi in mano agli eredi.

* Lewis Ranieri, che possiede il 3,4% della banca, non è un membro del
gruppo Mega e non si spaccia per un filantropo. Negli anni 1980,
lavorando
alla Solomon Brothers, egli fu l’inventore dei titoli garantiti da
ipoteche
(NdT: simili in Italia ai “MyWay4You”). Fu probabilmente il più grande
responsabile del collasso delle banche del circuito “Savings and Loan”
negli anni 1980, e dell’attuale bolla immobiliare il cui collasso
minaccia
di tirar giù l’intero sistema finanziario. Ranieri creò la sussidiaria
di
New York della Banca Hapoalim, la “Signature Bank”, usando dai 50 ai 60
ex
manager della vecchia banca di Edmond Safra “Republic National Bank”
(BofNY). (NdT: Safra morì bruciato vivo nella sede di Montecarlo della
sua
banca nel 1999. In Italia ufficialmente esisteva solo un ufficio di
rappresentanza a Milano, in Piazzale Cadorna. Ma in realtà vi erano dei
conti titoli attivi, con indirizzi in Italia, presso la clearing-house
Clearstream del Lussemburgo)

* Danny Dankner, un israeliano, è l’altro maggior azionista. I Dankner
ed
il loro impero commerciale di famiglia, sono tra i “baroni rapinatori”
che
hanno profittato immensamente dalla privatizzazione del settore statale
israeliano, usufruendo dei loro compari: da Sharon a Netanyahu e giù
giù
nei gangli del governo israeliano. I Dankner hanno anche profittato
vincendo dei contratti da Sharon per costruire insediamenti nei
territori
occupati.

Gli osservatori finanziari hanno contestato il fatto che solo due
settimane
prima che la polizia irrompesse nella banca, questo consorzio vendette
250
milioni di dollari in controvalore di azioni della banca. Infatti, da
ottobre, questi squali hanno pompato il valore delle azioni del 100%
attraverso la mobilitazione di investitori istituzionali americani, per
la
maggior parte fondi pensione, per comprare azioni della Banca Hapoalim
quando il prezzo era molto basso. Il fatto che l’alta direzione
conoscesse
che una indagine potenzialmente pericolosa era in corso, ha fatto
inarcare
le sopraciglia a più di uno dei protagonisti dei circoli finanziari e
giudiziari.

… E LA “MAFIYA RUSSA”

Fino ad ora nessuno di questi bei tomi, i veri zanza, è finito sotto
indagine: solo i direttori di banca, gli addetti allo sportello, vari
impiegati ed alcuni clienti sono stati arrestati. Ciononostante la
polizia
ha congelato i circa 400 milioni di dollari tenuti su più di 180 conti,
appartenenti a 18 clienti, sospettati di essere stati usati per
riciclaggio
di soldi sporchi. Si ritiene che siano coinvolti circa 200 clienti.
Molti
dei sospetti includono degli oligarchi russi, dei padrini della Mafyia
russa e degli uomini d’affari israeliani e stranieri. La Francia
collabora
pienamente e la sede di Parigi della Banca Hapoalim è nel mirino della
polizia.

I soldi della mafia russa hanno trovato alloggio in Israele, negli
ultimi
dieci anni, arrivando non solo all’interno del sistema bancario
israeliano
ma anche a finanziare le campagne politiche di vari politici israeliani
ben
in vista.

Commentando questi fatti, Guy Rolnik scrisse in un articolo del 9 marzo
nel
giornale Ha’aretz: “All’inizio degli anni 1990, le grandi banche
israeliane
scoprirono una nuova entità geografica… la Russia. Ogni pochi mesi,
qualche nuova celebrità russa, ovviamente ebrea, visitava Israele
portando
decine di centinaia di milioni di dollari. Le banche non annoiavano
questi
dignitari con domande fastidiose: semplicemente aprivano delle
divisioni
speciali intitolate all’Europa dell’Est”.

I sospettati più interessanti, in quest’ottica, sono vari oligarchi
russi
che vivono in Israele perché ci sono dei mandati di cattura, per loro,
in
Russia ed in altri paesi. Questa lista è impressionante:

* Vladimir Guzinsky, ex barone dei media russi e banchiere. Egli è
ricercato dalle autorità russe per frode ed evasione fiscale. Questo
non ha
colpito la sua carriera affaristica in Israele, dove possiede il 30%
del
secondo più importante quotidiano israeliano: il Ma’ariv. Il suo socio
è
l’ex agente del Mossad e trafficante di armi dell’era Iran-Contra,
Jacob
Nimrodi. I due sono buoni amici di Sharon e Netanyahu.

* Leonid Nevzlin, che anch’esso venne esiliato in Israele a causa di un
mandato di cattura russo per omicidio, era un socio nella società
capogruppo Menatep con Mikhail Khodorkovsky, l’ex capo della compagnia
petrolifera Yukos Oil e che attualmente è sotto processo in Russia,
dove è
accusato di vari crimini finanziari (NdT: da quando Khodorkovsky è in
stato
di detenzione, le sue funzioni vengono svolte dal Barone Rothschild –
tanto
per chiudere il cerchio).

* Arcadi Gaydamak è un russo-israeliano che è ricercato dai francesi
per
frode. Egli fece la sua fortuna nel traffico delle armi, specialmente
in
Angola.

Dove arriverà questa indagine? Le autorità suggeriscono che almeno
un’altra
banca è sotto indagine. Un esperto economico israeliano ha fatto la
congettura che l’indagine fosse un tentativo per “ripulire” la
reputazione
di Israele dall’etichetta di paradiso del riciclaggio, in modo da
attrarre
i grandi giocatori del mercato finanziario globalizzato. Naturalmente
questo significa che i “rapinatori” che hanno approfittato maggiormente
dagli sporchi accordi della privatizzazione e dall’economia grigia
israeliana, verranno rietichettati come “baroni rispettabili”.

Se questo è il caso, un buon inizio per la pulizia sarebbe di disfarsi
di
Sharon. Una recente indagine di mercato, commissionata dal quotidiano
Ha’aretz, ha rivelato che il 62% degli israeliani considera Sharon
come “corrotto”.

DEAN ANDROMIDAS
Fonte:www.larouchepub.com
Link:http://www.larouchepub.com/other/2005/3211hapoalim.html

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARCO SABA

Questo articolo è apparso nell’edizione del 18 marzo 2005 della EIR
(Executive Intelligence Review):

Pubblicato da Davide