Debito estero e vincolo esterno: ecco la frode!

Debito estero e vincolo esterno: ecco la frode!

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Partecipando a vari incontri serali organizzati sulle diverse piattaforme social, ai quali vengo gentilmente invitato per discutere di temi economici e monetari, mi sono reso conto che ancora molti non riescono a comprendere la vera natura dei saldi delle bilance commerciali tra Paesi, che identificano il valore dei flussi dei beni che i vari Paesi del mondo si scambiano tra loro.

Anzi, la maggioranza di essi, continua a ritenere gli squilibri tra import ed export come un problema serio da risolvere. Pensiero questo, frutto di un meccanismo tutt'ora ben presente nelle menti di questi individui, che persistono erroneamente nel collegare l'emissione monetaria alla disponibilità di oro o ad un qualcosa di certo in esso convertibile, quindi necessario da reperire per un eventuale riequilibrio del deficit commerciale.

Se riguardo alla natura della moneta ed alla sua emissione out of tin air (dal nulla), l'opera di informazione ha fatto grossi passi avanti, tanto che oggi anche i bambini sono pienamente consapevoli che nessun nano minatore è presente nei caveau delle banche centrali, noi così detti economisti che ci erigiamo a paladini nell'esporre le frodi del mainstream neoliberista, dobbiamo però fare mea culpa per non essere stati in grado al momento di chiarire ai più questo apparentemente semplice e fondamentale concetto:

All'interno di un sistema a moneta FIAT (come quello che usiamo oggi), i saldi delle bilance commerciali, non hanno natura di stock debitorio, ma rappresentano solo dei flussi che certificano il valore monetario dei beni esportati ed importati.

Chiariamo subito una cosa fondamentale: chi oggi esporta un bene all'estero, fondamentalmente lo fa in cambio di un estratto conto (numeri su un computer) nella valuta del Paese di chi importa il bene, detenuto in ultima istanza presso la Banca Centrale del Paese importatore e niente di più!

Spieghiamo ancora meglio, con nomi e cognomi: Richard Gere famoso attore americano che acquista una Ferrari in Italia del valore di 300 mila euro, si vede addebitare il controvalore in dollari sul suo conto e Ferrari Spa - qualora abbia concordato di essere pagata in dollari - ottiene un accredito sul proprio conto in valuta di 300 mila dollari. Questo passaggio viene gestito direttamente dal sistema dei pagamenti delle Banche Centrali a cui partecipano le banche commerciali ed i vari dealer finanziari.

Come possiamo ben vedere Ferrari Spa in cambio dell'auto fornita, fondamentalmente, riceve un estratto conto in dollari, che potrà spendere direttamente per i suoi acquisti o, se vorrà, potrà tranquillamente convertirlo in valuta euro attraverso il sistema dei cambi.

Fine delle operazioni e direi anche delle trasmissioni!

Forse Ferrari Spa ha un credito nei confronti di Richard Gere? assolutamente NO! L'attore, da buon Ufficiale e gentiluomo, ha pagato interamente la sua Ferrari. Forse la Fed o il Paese Stati Uniti hanno un debito nei confronti del Paese Italia? ancora più assolutamente NO! una riserva in dollari è entrata nel nostro sistema economico a fronte di una auto Ferrari che è stata esportata negli Stati Uniti.

Conclusione, nessun debito estero e nessun vincolo esterno.

Allora, vi chiederete: come mai tutti lo considerano un problema?

Purtroppo quando si tratta di ricercare la Verità, anche su temi ampiamente dibattuti, il tanto caro principio della maggioranza, fedele alla democrazia, va a farsi benedire. Questo perché essa non si manifesta appunto attraverso l'espressione della maggioranza, ovvero una cosa non si da per accertata se la crede il 50% più uno degli appartenenti ad una comunità, una nazione oppure i partecipanti ad un dibattito; ma è vera quando è dimostrata attraverso un processo di studio scientifico. A maggior ragione quando provata con l'ausilio di scienze perfette quali la matematica contabile e non ultima la pura logica.

Tutti, o meglio la maggioranza, considera gli squilibri delle bilance commerciali un problema, proprio perché sono ancora assuefatti dal mantra - profuso nel tempo, con chirurgica precisione, da chi ci comanda - che la moneta sia convertibile in oro.

Certo, tanto per fare un esempio, se al titolare della riserva in dollari - in questo caso ricevuta in cambio della Ferrari - fosse concesso il diritto, stabilito per legge, di convertire tali dollari in oro, a quel punto il saldo della bilancia commerciale o meglio ancora quella dei pagamenti (che comprende anche i flussi dei capitali) diverrebbe per costui un credito reale, e di conseguenza per la Fed un debito. Questo perché per la Fed si presenterebbe la necessità altrettanto reale di procurarsi la quantità di oro necessaria da consegnare a richiesta.

Ma il sistema monetario attuale si fonda su una moneta FIAT, ovvero su uno strumento non convertibile in niente, che riceve la sua legittimazione tramite la legge dello Stato (corso forzoso/legale), e la rende necessaria e desiderabile ai soggetti che operano nel sistema economico per mezzo dell'imposizione fiscale, anch'essa stabilita da una legge dello Stato.

Quando poche sere fa, durante uno di questi social-meeting, ho provato per l'ennesima volta a spiegare questi concetti ai partecipanti, uno di loro - incredulo sul fatto che si potesse lavorare all'infinito per produrre auto Ferrari per poi consegnarle ad altri in cambio di un estratto conto in valuta - è intervenuto controbattendo che certamente un giorno, a Ferrari Spa non starà più bene lavorare per produrre auto lussuose e consegnarle ad altri in cambio di "carta" (numeri) creati dal nulla.

Ho ribattuto che ad oggi, sono quasi cento anni (la Ferrari è nata nel 1939) che Ferrari Spa produce auto senza interruzione e chiunque si reca con i soldi in mano - vuoi che sia di nazionalità italiana o straniera - si porta a casa la sua Ferrari. Ed ho aggiunto che questo durerà fino a quando lo Stato italiano imporrà a Ferrari Spa di pagare le tasse (una volta in Lire oggi in Euro) nella valuta che esso indica per legge.

Del resto, se mettiamo da parte la Ferrari, visto che molti di noi non se la possono permettere, e pensiamo alla nostra vita di tutti i giorni, sfido chiunque di trovarmi qualcuno o una azienda che si rifiuta di cedere un bene o un prodotto a fronte della consegna di denaro!

Anzi a guardar bene e per dirla tutta, la realtà che viviamo purtroppo per noi, è l'esatto contrario! Ovvero abbiamo una enorme quantità di soggetti ed aziende pronti a cedere i loro prodotti in cambio di denaro. Quindi, non esiste il pericolo esplicito - manifestato dall'interlocutore sopra menzionato - che una azienda si rifiuti di lavorare per consegnarvi beni a fronte di denaro, ma bensì esiste concretamente il pericolo opposto, ossia che una azienda smetta di produrre e quindi di consegnarci beni perché, in conseguenza della deliberata scelta politica di far mancare il denaro, si ritrova a non vendere i propri prodotti e quindi costretta al fallimento.

Ora, se proprio vogliamo trovare una giustificazione per non far crollare la psicologia di tutti coloro che ancora non comprendono che gli squilibri della bilancia dei pagamenti rientrano in una logica prettamente fisiologica, all'interno di quella che è la politica del cambio flessibile sulle valute e la palese necessità della presenza di chi importa a fronte di chi esporta, dobbiamo ricordare che anche uno degli economisti più famosi ed illuminati della storia, Jhon Maynard Keynes, si perse dentro questo concetto, quando fu chiamato - alla vigilia degli accordi di Bretton Woods - a formulare una proposta per un meccanismo di riequilibrio dei rapporti tra i vari Stati, riguardanti appunto lo scambio reciproco di beni in cambio di valuta.

Seppur formulata in tempi ben diversi da quelli attuali dove l'economia reale era nettamente prevalente rispetto a quella finanziaria, il bancor pensato da Keynes rappresentava a tutti gli effetti una valuta di regolamento per gli scambi internazionale che avrebbe tenuto le economie dei Paesi ben stretti dentro la gabbia dei cambi fissi.

Poi sappiamo tutti come andò a finire, i potentati di allora decisero per la proposta di Harry Dexter White conosciuta con il nome di gold exchange standard e basata su rapporti di cambio fissi tra le valute, tutte agganciate al dollaro, il quale a sua volta era agganciato all'oro. Un sistema di cambi fissi con il dollaro convertibile in oro che di fatto fu solo sulla carta, poiché ogni Paese (Stati Uniti in primis) continuò ad emettere Debito Pubblico senza minimamente tener conto delle loro riserve in dollari ed oro. Questo anche attraverso lo strumento dei titoli di Stato per i quali non era garantita la convertibilità.

Fu allora che nacquero il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo; organismi che poi con il tempo abbiamo visto divenire funzionali ai disegni di colonizzazione di popoli e nazioni da parte dei poteri elitari che proprio partendo dalla confusione nella testa di Keynes, riguardo al tema dei deficit commerciali, hanno poi nel tempo sviluppato - anche attraverso la frode intellettuale - le idee di estremo liberismo che ci hanno condotto ai drammi dei giorni nostri.

Nel 1971 come tutti sapete, attraverso un decreto che rendeva i dollari non più convertibili, il governo di allora degli Stati Uniti decretò la fine ufficiale di quello che in realtà non era mai stato, ovvero il Gold Standard, dando vita al sistema fluttuante dei cambi flessibili ancora in essere.

Sul tema deficit commerciali, la critica che noi oppositori del pensiero mainstream più spesso dobbiamo fronteggiare, è che sarebbe sufficiente una valuta non accettata per far crollare la veridicità di quanto affermiamo.

Fermo restando che ogni valuta presente nel mondo (anche la meno pregiata) ha una sua quotazione all'interno di quello che è il regime dei cambi flessibili e quindi di fatto detenuta tra le riserve di qualche Banca Centrale e/o di un suo agente, questo non toglie il fatto che il deficit commerciale non sia una espressione di un debito estero reale, per i motivi già ampiamente spiegati. Se, ipoteticamente una valuta di un Paese non fosse accettata, significa semplicemente che il Paese deve rinunciare ad importare un bene, ma nessun debito in valuta grava su di esso.

Dal momento invece che un Paese dispone di un saldo della bilancia commerciale passivo, significa che sta importando. E se sta importando significa ancor di più che qualcuno nel mondo si prende un estratto conto denominato nella sua valuta. Non esiste alternativa contraria a questa esposizione propriamente contabile.

Una nazione che usa la moneta che emette e con essa persegue politiche fiscali di piena occupazione, mai avrà problemi a far sì che il mondo accetti la propria moneta, all'interno di quella che è la politica del cambio flessibile. Come del resto non ha la ben che minima necessità di finanziarsi in una valuta che non sia la sua; e se anche lo facesse per scelta politica, non avrebbe nessun tipo di problema a ripagare tale esposizione attraverso l'emissione della propria moneta.

L'eventuale default di un Paese dotato di sovranità monetaria è sempre e soltanto una scelta politica e mai una necessità tecnica derivante dalla perdita della ben nota ability to pay (capacita di pagare).

Il rischio di cambio per una Banca Centrale che anche ricevesse, in ultima istanza, a fronte di esportazioni, la valuta più deprezzabile del mondo, è nullo, in quanto creatrice di riserve. E questo è dimostrato anche dai fatti recenti che sono sotto i nostri occhi. Mi riferiscono al noto blocco delle riserve in dollari ed euro detenute dalla Russia. Bloccare un riserva e non renderla disponibile, di fatto equivale ad affrontare una svalutazione del 100% del cambio di quella valuta di cui detieni le riserve.

Insomma, tanto per rendere ancora più chiaro il concetto, per la Banca Centrale di Russia oggi le riserve in dollari ed euro valgono meno di quelle del Franco del Burundi (qualora le detenessero).

E come abbiamo visto la Russia in conseguenza di questo evento non ha subito nessun contraccolpo, stante il fatto di aver gestito in modo ottimale l'economia interna attraverso la politica fiscale messa in atto dal proprio governo. Ed anche la prospettiva di un crollo del rublo, derivante dal fatto di non poter effettuare politica monetaria - causa le riserve bloccate - è stata ben gestita attraverso la richiesta di pagamento in rubli per le forniture di gas. In sostanza facendo fare ai Paesi importatori quella politica monetaria che di fatto le era impedito fare in conseguenza appunto del blocco delle riserve.

Il finale di queste discussioni-social è sempre lo stesso, ovvero chi avversa la verità dottrinale, trovatosi senza argomenti logici per controbatterla, si rifugia sempre in frasi impregnate di luoghi comuni, che suonano come dei postulati assoluti privi di qualsiasi senso e soltanto frutto della follia e dell'orgoglio personale di chi li formula.

Riguardo al tema in questione la classica frase finale che certifica il postulato a protezione della faccia di costoro, è questa: "i deficit commerciali, oltre un certo limite potrebbero diventare un problema".

Dalle certezze con cui si sono presentati al dibattito passano al condizionale futuribile, prefigurando problemi astratti che neanche riescono ad identificare, oltre a stabilire livelli di un fantomatico "limite" che anche il più sprovveduto professore che ascolta tale postulato - al fine di renderlo accettabile al mondo accademico - richiederebbe loro immediatamente di identificare.

Ricordo che stiamo parlando di deficit commerciali di un Paese e quindi tale limite riguarda proprio i beni che esso importa. Vi risulta che qualche Paese abbia un limite ad importare il bene più prezioso che oggi esista sul pianeta terra, ossia il petrolio?

A me non risulta!

Il limite risiede interamente all'interno delle necessità reali del Paese, le quali a loro volta dipendono dalle politiche economiche messe in atto dai loro governi che regolano i loro sistemi economici. Non esiste nessun vincolo esterno a meno che non venga introdotto per decisione politica da parte di governanti impreparati o addirittura corrotti.

Se anche nel Paese più povero al mondo oggi siamo in grado di trovare il petrolio ed i suoi derivati, questo significa - contabilmente parlando - che un estratto conto denominato nella valuta di questo Paese giace nelle riserve di una qualche soggetto nel mondo, a partire dalle Banche Centrali ed i loro agenti.

Le cose così come sono esposte e come le ritroviamo nella realtà dei nostri giorni, parrebbero chiare, ma invece per la maggioranza non lo sono!

A questa folle non comprensione ha contribuito in modo determinante in questi decenni l'opera di molte università presenti nel nostro Paese - con capo fila il noto ateneo milanese La Bocconi - che negli anni hanno sfornato un esercito di soldati che possiamo definire ignoranti funzionali, i quali si rifiutano persino di comprendere la vera natura di un debito. Arrivando ad equiparare gli effetti di una passività per chi usa la moneta e chi invece la emette.

Parlare di debito reale per chi emette dal nulla in regime di monopolio la valuta con cui si denominano le passività, è totalmente privo di ogni logica. E la natura di quell'importo mai sarà debitoria, pur se per ragioni di partita doppia, il monopolista è costretto a registrarlo tra le passività.

In definitiva, il deficit commerciale per un Paese rappresenta una registrazione al passivo nei conti dello Stato di una riserva denominata nella propria valuta, creata in regime di monopolio e non convertibile, consegnata al Paese che ci ha fornito un bene!

Fine delle trasmissioni!

di Megas Alexandros

Fonte: Debito estero e vincolo esterno: l'ultimo passo verso la comprensione della frode! - Megas Alexandros

Commenti (48)

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Mostra commenti 48 caricati
    1. sim 13 dicembre 2023

      Per comprare petrolio fino a poco tempo fa si poteva usare solo il dollaro USA. Ora (ma in misura piuttosto limitata) pure lo yuan, proprio perché i cinesi sono in grado di produrre ed esportare un'infinità di beni, servizi, infrastrutture ecc.; inoltre creano moneta in quantità moderata, quindi essa risulta facilmente 'convertibile' nel tempo e commercialmente solida. Se invece una nazione non fosse in grado di produrre beni e servizi in quantità sufficiente a compensare le sue importazioni per forza di cose la sua moneta si deprezzerebbe, più o meno sensibilmente a seconda di tale squilibrio. Se tale moneta non risulterà facilmente convertibile in beni e servizi in quantità sufficiente rischia di essere rifiutata negli scambi commerciali e/o di diventare in pratica cartastraccia (v. Repubblica di Weimar come esempio estremo, con la gente costretta a far spesa con carriole di contanti, che non è proprio il massimo dell'esistenza). Ma poi di fatto anche in molti paesi del cosiddetto terzo mondo (e non solo) molti scambi avvengono in dollari USA in alternativa alle valute locali, proprio perché queste ultime risultano troppo soggette a svalutazioni e poco 'universali'. Un'altra via per sostenere una moneta può essere quella di alzare le tasse e/o i tassi di interesse, per creare un 'bisogno' artificialmente maggiore di tale moneta per il cittadino medio, che quindi dovrà lavorare di più per far fronte al più alto costo della vita. In pratica con questi espedienti il peso dell'inflazione viene scaricato sul popolo. Per altro se il sistema bancario che drena una maggiore liquidità dalla società civile fa un uso eccessivo di tale liquidità (finanziare guerre ecc.) l'iperinflazione potrebbe accentuarsi, piuttosto che diminuire. Gli USA (visti i privilegi del dollaro) possono permettersi un forte passivo nella bilancia commerciale senza grossi problemi. Pure l'euro è gestito dagli stessi soggetti (banchieri) e risulta appetibile per gli scambi commerciali. Altre nazioni (che non dispongono di multinazionali che impongono standard commerciali) invece devono sforzarsi di mantenersi 'virtuose': in particolare emettendo poca moneta, potenziando l'export, il turismo ecc.

    2. Megas Alexandros 13 dicembre 2023

      Quello che scrivi in questo post è totalmente affetto dalle idee fraudolente neoliberiste. Ti consiglio di rileggere l'articolo e capire come funzionano realmente i sistemi monetari moderni. Chi esporta fondamentalmente lo fa in cambio di un estratto conto... punto!!! e se anche molti prodotti sono prezzati in dollari e/o scambiati in dollari.... quando qualcuno vuole dollari in cambio concede la sua valuta non caramelle!!!! quindi la sua valuta è accettata!!! Voi affetti dalla frode neoliberista non sapete altro che nominare Waimer, l'Argentina, lo Zimbawue .... Questo non c'entra nulla con il corretto funzionamento dei sistemi monetari. I fenomeni inflattivi dipendono dalla politica fiscale dei governi e non da quella monetaria delle Banche centrali. Potrei rispondere punto per punto a quello che scrivi ma ci sono 400 articoli e questo in particolare che mostrano quanto quello che scrivi non corrisponda alla realtà dei fatti. Se qualcosa non ti torna, esponi punto per punto altrimenti, scrivi un articolo con le tue idee al quale uno può replicare. Così si fa corretta informazione!!!

    3. sim 13 dicembre 2023

      OK, facciamo un esempio pratico. Mettiamo caso che alla Exxon vengano richiesti 10 milioni di barili di petrolio dalla Turchia. Al prezzo di 70 dollari al barile sono 700 milioni di dollari. Il pagamento dev'essere effettuato in dollari USA (US$) ma, come giustamente dici, la Turchia è dotata di una propria valuta nazionale (la lira turca) quindi può acquistare US$ sul mercato dei cambi. Una volta ottenuti i dollari può regolare il pagamento con estratto conto in US$, bonifico o altro, come facevi giustamente notare. Il mercato si regola su domanda e offerta: se non vi è richiesta di lire turche in un dato momento in pratica risulta impossibile 'comprarsi' 700 milioni di US$ con le lire turche. Se invece la lira sul mercato dei cambi ha un volume di scambi piuttosto elevato comprarsi (pian piano...) quei dollari non sarà un grosso problema, perché tale ammontare non inciderà più di tanto sul prezzo della lira. Mettiamo caso che la Turchia esporti molte migliaia di droni Bayraktar alla Russia e che l'acquisto venga regolato in US$. La Russia si compra (mettiamo caso) un miliardo di US$ sul mercato dei cambi, poi 'gira' i soldi alla Turchia per i droni ecc., che quindi può usare quella nota di credito o estratto conto in valuta per comprarsi il petrolio senza ricorrere al mercato dei cambi e svalutare la lira. Chi ci guadagna in tutto questo senza far nulla? Chi detiene le monete egemoni (US$ in primis, ma anche l'euro e - sempre di più - lo yuan). Tu accetteresti di essere pagato con lire turche per, metti caso, vendere un'auto o ricevere lo stipendio? Se vivi in Turchia probabilmente sì; un po' controvoglia, però, perché la lira turca tende a svalutarsi in fretta... altrimenti potrebbe risultare un problema se non hai modo di convertire agevolmente le lire turche in una valuta che puoi effettivamente utilizzare.

    1. Megas Alexandros 12 dicembre 2023

      1) che vuol dire c'è confusione?
      2) infatti gli USA non si preoccupano affatto...
      3) infatti non ci dobbiamo preoccupare, si torna alla Lira.. come eravamo prima

    2. Rama 13 dicembre 2023

      Quindi si leva una moneta fiat e ne facciamo un altra? Mi sembra il gioco del cane che prova a mordersi la coda.

    3. Megas Alexandros 13 dicembre 2023

      Non ho capito.. spiegami meglio a cosa ti riferisci!!!!

    4. Dico no 13 dicembre 2023

      Si riferisce lla moneta svincolata?
      Non sono esperta, ma mi faccia capire meglio, se può. Da un lato la moneta sovrana, espressione diretta dell'economia di un Paese, come traduzione dei processi economici che, attraverso le giuste politiche, basate sulle esigenze del Paese stesso (ovvero dei cittadini che lo abitano), garantisca il benessere,
      mentre dall'altro una finanza centralizzata, estera, estranea, dove la classe politica democraticamente eletta (...) vengaa del tutto estromesso, ricevendo direttive da seguire e dovendo adattare di conseguenza la sua economia (e quindi la qualità della vita dei cittadini) in base agli interessi privati della banca che emette questa moneta, sono o non sono due cose diverse?
      "Il cane che si morde la coda" cosa sognificherebbe?

    5. Rama 13 dicembre 2023

      Volevo dire che la moneta nazionale fiat non e la stessa fregatura?

    6. Megas Alexandros 13 dicembre 2023

      La stessa fregatura di cosa???

    7. Rama 13 dicembre 2023

      Significa che si gira in cerchio, quindi si gira sempre male.

    8. Rama 13 dicembre 2023

      Hai detto che la moneta fiat e emessa senza nessuna garanzia? Allora che differenza e tra la moneta fiat Lira e moneta fiat euro.E se non ce nessuna differenza perche non si stampa quanta vogliamo?

    9. Dico no 13 dicembre 2023

      Hai spiegato una mazza

    10. Megas Alexandros 14 dicembre 2023

      Il problema non è la moneta fiat ma l'uso privatistico che ne viene fatto e la deliberata volontà politica di farla mancare... ovvero di renderla scarsa senza che ne sussista una reale necessità tecnica. Nel mondo moderno quello in cui viviamo e che usa la moneta fiat per scambiarci bene e servizi.... non possiamo fare a meno della moneta fiat. Ma se viene fatta mancare dai governi, questo non ci permette di scambiarci i beni prodotti e quindi rimanendo invenduti, chi li produce è costretto al fallimento e da qui le varie crisi economiche che si creano... con disoccupazione e sofferenze. Tutto deriva dal far mancare deliberatamente la moneta in modo che poi la gente è costretta a vivere in modo precario ed indebitarsi per poter essere privata della vita e dei beni personali da chi gestisce la moneta.
      Riguardo a quanta moneta stampare, non possiamo stamparne quanta ne vogliamo, ma lo dobbiamo fare tenendo conto delle risorse a disposizione a partire da quelle umane. E' chiaro che se abbiamo disoccupazione, lo Stato deve spendere in deficit per fare in modo che ognuno abbia un lavoro.

    11. Rama 15 dicembre 2023

      Non e colpa mia che te non capisci "cane che si morde la coda" e non buttare le tue frustrazioni sui altri!

    12. Dico no 15 dicembre 2023

      Rama, con tutto il rispetto, buonanotte.

    13. Rama 15 dicembre 2023

      Buonanotte anche a te!

    1. Arian Van Heisen 12 dicembre 2023

      Ma il sistema monetario attuale si fonda su una moneta FIAT, ovvero su uno strumento non convertibile in niente....

      Aahahah...! quando uno stato tramite B.C. emmette moneta, conseguentemente vengono emessi Obbligazioni dal Tesoro di quello stato, un Obbligazione non è NIENTE , ma un obbligo ha ripagarlo tramite la richezza che un paese è in grado di produrre con il lavoro

      Richard Geere quando acquista una Ferrari paga in $ poi tramite la sua B.C. vengono convertiti in Euro creando uno squilibrio che viene aggiornato giornalmente tramite la Stanza di compensazione tra le varie
      B.C.

    2. Megas Alexandros 12 dicembre 2023

      Come scusa fammi capire su un Btp che tu compri c’è scritto che tu hai diritto ad un pezzo di Colosseo??? Arian ha perso l’ennesima occasione per stare zitto e fare le tue solite figure!!!

    3. Moderatore 12 dicembre 2023

      Confrontiamoci sulle idee e rispettiamo le persone.

      Se non fosse chiaro sono a disposizione.

    1. Rama 12 dicembre 2023

      Sarà forse perché sono deficiente, ma io non ho mai capito niente di quello che scrivi. A me sembra che stai da parte loro, a chi può stampare carta senza valore per acquistare veri valori. Anche perché un paese come Romania non può stampare quanto e quando vuole perché è vincolato da quello che può. Ecco perché io sono un addetto al oro, hai oro stampi, non hai oro presti e ritorni! Questo sistema e fatto per non fare capire al popolino quanto e facile ingannarlo. Ha tolto l'oro dalle mani della gente e le ha messo nelle mani carta straccia. Ti raccomando un corso di economia presso gli Rom dalla Romania che non hanno soldi, ma hanno il oro e sono pieni zeppi di proprietà e macchine.

    2. fuffolo 12 dicembre 2023

      Perline o foglietti di carta, ma colorati che lo schiavo ci crede meglio

    3. Rama 12 dicembre 2023

      Non ho capito! Ho appena detto che sono un po' deficiente!

    4. Megas Alexandros 12 dicembre 2023

      I Rom scusa con cosa comprano l’oro? Con le caramelle???

    5. Rama 13 dicembre 2023

      Almeno in Romania i Rom hanno Oro da tempo, nel periodo comunista e stato sequestrato dallo stato dopo il 1998 gli e stato restituito. Come lo fanno non so, solo li vedo solo quando vendono. Ho domandato perché questo hanno risposto così "se nel 1948 comunisti si riprendevano i soldi invece del oro nel 1998 avevamo niente! Fai te!

    6. Megas Alexandros 13 dicembre 2023

      L'oro per averlo hai 3 modi:
      1) lo compri con i soldi (quelli che tu dici non valgono);
      2) lo mini in una tua miniera di proprietà (la vedo dura!);
      3) Lo rubi;
      Dopo di che, la quantità di oro presente nel mondo è totalmente insufficiente a coprire la moneta esistente.
      Fai Te!!!!

    7. Rama 13 dicembre 2023

      Io non dico che non hai ragione, dico solo che non capisco questo sistema dei soldi volatili, se questi vogliono la sera ti fanno addormentare ricco e la mattina quando ti svegli non ti permetti neanche una caramella. Al mio parere.

    8. Pfefferminz 13 dicembre 2023

      Togliti dalla testa che tu sia deficiente. Al contrario, se preferisci l'oro al posto della moneta cartacea, dimostri di essere intelligente, perché le monete cartacee perdono costantemente valore, mentre quello dell'oro aumenta. Per quanto riguarda il "non capire", sei in buona compagnia. Avrai di certo sentito la nota frase attribuita a Henry Ford: "Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione “.

    9. Megas Alexandros 14 dicembre 2023

      Se teniamo i controllo della moneta in mani private e non di istituzioni democratiche elette dal popolo, accade quello che tu hai descritto. Ma la colpa non è della moneta come strumento ma di chi usa lo strumento.

    10. Megas Alexandros 14 dicembre 2023

      Per avere oro ci sono solo tre modi per ottenerlo:
      1) minarlo se possiedi una miniera;
      2) acquistarlo con la moneta;
      3) rubarlo;
      Fermo restando che nel mondo abbiamo circa 190 mila tonnellate di oro estratto e si presume 25 mila da estrarre.... ti chiedo: ti sembra la soluzione per poter scambiarci beni e servizi nel mondo e far vivere bene ed in pace 9 miliardi persone????

    11. Pfefferminz 14 dicembre 2023

      Sono due piani diversi:
      1) "la soluzione per poter scambiarci beni e servizi nel mondo"
      2) la situazione concreta delle persone. .
      Per quanto riguarda il punto 1) secondo me, hai ragione tu. La quantità di oro presente sul pianeta non è sufficiente per essere alla base di un sistema monetario globale.
      Nel caso però di un singolo che desideri mettere al riparo i suoi risparmi dall'inflazione (o per sottrarsi alle incognite della CBDC), non è del tutto sbagliato comprare dell'oro, tenendo presente i rischi che questo comporta: rinuncia ad una rendita, oscillazioni del prezzo, rischio che ne venga vietato il possesso in futuro, rischio di contraffazione, ecc.

    12. Megas Alexandros 14 dicembre 2023

      Si però è sempre una operazione speculativa improntata a livello singolo e personale. Se vogliamo un mondo migliore dobbiamo ragionere in modo comune e soprattutto finalizzato al bene comune. Altrimenti ci mettiamo al livello dei poteri attuali che si preoccupano di stare bene il 5% sul totale dell’umanità.

    13. Pfefferminz 14 dicembre 2023

      Perfettamente d'accordo, Megas. Nel migliore dei mondi possibili, alla moneta fiat, che per forza di cose ha valore instabile, si potrebbe affiancare la possibilità per tutti i cittadini di avere una riserva di valore garantita dallo Stato.

    14. Megas Alexandros 14 dicembre 2023

      È sufficiente che la banca centrale garantisca tutti i depositi…. quello che ho sempre detto! E che lo Stato garantisca a tutti un lavoro con uno stipendio da far vivere decentemente il lavoratore e la sua famiglia.
      Queste sono garanzie che uno Stato sovrano può mettere in atto immediatamente attraverso una semplice decisione politica.

    15. Rama 15 dicembre 2023

      E quando e stata nelle mani delle istituzioni "democratice" "elette" dal popolo? Che io non so!

    16. Rama 15 dicembre 2023

      Io quando posso lo sto acquistando! Non mi fido della loro moneta perché secondo me arriverà una crisi di proporzioni bibliche! E non mi domandare perché, perché sto seguendo il mio fiuto!

    1. rossinimauro 12 dicembre 2023

      mmmh quindi materie prime, lavoro, energia (ed anche inquinamenti e consumo di territorio) in cambio di una riga di registrazione contabile (carta insomma).

    2. Megas Alexandros 12 dicembre 2023

      Esatto…. ma senza aueljj la a registrazione contabile sul tuo conto, tu non puoi pagare le tasse e fare niente altro….

    1. ignorans 12 dicembre 2023

      questioni tecniche di nessuna importanza, buone per dibattiti tra economisti.
      La domanda che si dovrebbe invece fronteggiare è: questo sistema è immorale?
      Perchè è evidente che se questo è il sistema ne derivano le seguenti conseguenze:
      1) ognuno fa quello che gli pare. L'importante è che la sua moneta venga accettata come mezzo di pagamento
      2) più uno riesce a produrre e a vendere e meglio è, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, sia essa ecologica, etica, di sostenibilità, ecc.
      3) è la legalizzazione della legge del più forte. Non a caso grazie a questa legge il dollaro primeggia su tutte le altre valute

    2. sbregaverse 12 dicembre 2023

      Sicuramente, mia doxa, caro frate orante fra Foco, il greenbak sarà l'ultima delle monate ops monete u/acci~dentali( ciaparla sui dent) a tirare le curamelle.

    3. Megas Alexandros 12 dicembre 2023

      1) ognuno non fa quello che gli pare eccetto chi ha il controllo della moneta, oggi non più in mano ad istituzioni democratiche. La maggioranza della gente è schiava dei poteri che controllano la moneta;
      2) anche questo dipende sempre dal fatto che la moneta è in mani private e non gestita da governi eletti democraticamente;
      3) non è il sistema monetario che ha legalizzato la legge del più forte, ma gli uomini che si sono impossessati della moneta. Il dollaro è una moneta come le altre.... ma viene usato a fini di colonizzazione dei paesi.. non per motivi tecnici ma geopolitici;
      Queste sono questioni tecniche che tutti noi dovremmo sapere, proprio per evitare di credere alle frodi dottrinali che il Potere ci infonde per controllare la moneta.

    4. ignorans 13 dicembre 2023

      L'uomo è una canaglia. Quando fai entrare nel PIL il reddito che ottieni con le slot machines di Las Vegas, sei una canaglia.
      Questo significa che l'economia è qualcosa di completamente artificiale, falsa, basata su semplici considerazioni opportunistiche.
      Ma questa falsità prende dimensioni gigantesche!
      Questo è quello che tutti dovrebbero sapere.

    5. Megas Alexandros 13 dicembre 2023

      Infatti, per chi conosce la materia il Pil non misura certo il benessere di un paese! io posso avere il Pil più alti del mondo ma se nel mio sistema economico la ricchezza e’ concentrata nelle mani del 5% il resto è schiavo!!!

    6. robertocasiraghi 14 dicembre 2023

      Sono completamente d'accordo, quella che manca è, per così dire, l'anatomia dell'economia che ne sbugiardi le pretese di scientificità e ne dimostri in modo inoppugnabile il suo essere un sofisticato strumento di potere addirittura nella sua stessa opaca terminologia. I problemi più vitali dell'umanità sono stati sequestrati da questa pseudodisciplina e messi al servizio di interessi privati irreconciliabili col bene pubblico impedendo oltretutto di progettare e costruire alternative non solo veramente giuste e umane ma anche, finalmente, comprensibili a chiunque. Purtroppo lo stesso autore che sta cercando di aiutarci gentilmente a capire meglio l'economia e i suoi convoluti concetti non vuole lasciarsi alle spalle la sua formazione di economista, il che sarebbe il primo passo per potere, proprio in virtù del suo possedere i ferri del mestiere più di chiunque altro in questo forum, provare a riprogettare l'economia sottraendola all'abbraccio letale dei poteri geopolitici, degli interessi antiumani e di un linguaggio deterrente che è metaforicamente un vero e proprio filo spinato percorso da corrente ad alta tensione.

    7. Megas Alexandros 14 dicembre 2023

      "quella che manca è, per così dire, l’anatomia dell’economia che ne sbugiardi le pretese di scientificità e ne dimostri in modo inoppugnabile il suo essere un sofisticato strumento di potere addirittura nella sua stessa opaca terminologia"

      Mi sembra di dimostrare in ogni articolo tutte le frodi che si nascondo dietro questo potere. Le frodi vanno dimostrate a livello tecnico altrimenti come facciamo a far capire alla gente che la stanno frodando. Oltre a questo capire il reale funzionamento dei sistemi monetari serve al cambiamento.... che deve partire da una azione politica..... che può essere anche popolare ed alla quale occorre l'opera anche di TU che scrivi. Io in ogni articolo vi indico come si può riprogettare l'economia e se dipendesse da me lo farei domani..... ma purtroppo non dipende da me!!! sta a voi tutti insieme farlo dipendere da noi!!!

    1. Arthur 12 dicembre 2023

      Ottimo articolo.
      Sono convinto che ampia parte del ceto politico e degli economisti (e naturalmente larga parte del popolo italiano, e non solo italiano) siano effettivamente ignoranti funzionali, per usare una espressione adoperata dall'autore.
      Ci sono poi due minoranze: una in malafede che sa, è allineata ai bulli usurai e mente deliberatamente, un'altra che sa, non condivide e deve abbozzare perché sotto ricatto.
      Non dobbiamo dimenticare che l'Occidente è in balia di bulli (e usurai).

    2. sbregaverse 12 dicembre 2023

      Primaria vorax usura, est.
      Anzi no ovest.

    3. Megas Alexandros 12 dicembre 2023

      Grazie

    1. sbregaverse 12 dicembre 2023

      Capire il deficit vuol dire essere :
      deficit~sciente.
      Non capirlo vuol dire essere:
      defic~it~ente.

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