COVID-19: un’arma biologica che prende di mira l’etnia e i sistemi corporei

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Larry Romanoff
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Gran parte di questo saggio si basa sulla testimonianza di un lungo elenco di eminenti medici e scienziati davanti al Gran Giurì della Corte dell’Opinione Pubblica sul COVID-19, presieduto dal Dr. Reiner Fuellmich [1], [2]. Il contenuto dell’articolo segue da vicino quello del mio precedente saggio, “A COVID-19 Theory I Cannot Prove” [3].

Innanzitutto, pensiamo.

In un articolo (parte 4) di una serie intitolata “Propaganda e Media” che avevo scritto per The Saker, avevo esordito con questa osservazione:

“Se fossi un dittatore, uno dei miei primi dettami sarebbe che ogni adulto debba seguire almeno un corso universitario di logica. Nel mondo di oggi, governato da quello che è essenzialmente un organismo criminale internazionale, che gestisce efficacemente la percezione pubblica attraverso la sua influenza sui mass media, i lettori trarrebbero enormi benefici da una certa esposizione ai principi della logica.” [4]

Consideriamo per un momento il “virus cinese”: la teoria della fuga dai laboratori di Wuhan, la miriade di altre affermazioni secondo cui la Cina avrebbe contaminato il mondo con la COVID-19, tanto che alcuni gruppi americani hanno persino intentato futili procedimenti legali contro la Cina. Eppure, questa è sempre stata una sciocchezza.

Esaminiamo qualcosa di molto semplice.

La COVID-19 era esplosa a Wuhan e aveva iniziato a diffondersi, quindi, le autorità sanitarie avevano prima isolato Wuhan e poi bloccato l’intera provincia di Hubei. L’agente patogeno era sfuggito a Wuhan, ma non a Hubei. Quasi tutte le infezioni e quasi tutti i decessi si erano verificati a Wuhan o nell’Hubei. Il virus non era riuscito a infettare nessun’altra città o provincia della Cina. La vicina Shanghai aveva avuto solo poche infezioni e decessi mentre molte città e province non ne avevano avute e [l’epidemia] era rapidamente terminata.

Ma la COVID era così determinata a distribuire i suoi benefici ad una parte ancor più ampia dell’umanità che aveva deciso di bypassare la Cina e attaccare invece gli Stati Uniti, seguiti da Europa, Africa, il resto dell’Asia e così via. Bene, come avrebbe funzionato esattamente? Se il virus non era riuscito a sfuggire dall’Hubei per attaccare la Cina, come – esattamente – sarebbe riuscito a fuggire ed infettare gli Stati Uniti? IN CHE MODO la COVID avrebbe superato con un sol balzo Wuhan, aggirando del tutto la Cina continentale per atterrare nelle strade di New York, Roma, Amburgo e Tokyo? Se il virus fosse progressivamente fuoriuscito da Wuhan – la “prigione dittatoriale e draconiana” – per infettare ogni altro continente e Paese, come avrebbe potuto, nel frattempo, evitare di contaminare tutta la Cina?

Non importa che la COVID fosse una perdita di laboratorio verificatasi a Wuhan, perché non era andata oltre Wuhan. Abbiamo da tempo le prove che i ceppi virali in altri Paesi erano molto diversi da quelli in Cina e quindi dovevano provenire da un’altra fonte, ma resta la convinzione occidentale che si trattasse di un virus “cinese” diffusosi in tutto il mondo.

Quasi nessuno sembra avere la lucidità di pensiero per rendersi conto che ciò sarebbe stato impossibile e che gli incessanti attacchi dei media sono stati semplicemente un’operazione psicologica per deviare i sospetti e incolpare la vittima.

Eppure, non ho dubbi che la maggior parte dei lettori di questo articolo non sarà in grado di riconoscere la logica e continuerà ostinatamente a credere che ci sia stato un modo perché il virus della “Cina” abbia potuto infettare il mondo. E non solo infettare il mondo, ma infettare quasi la metà dei Paesi nello stesso giorno. L’impossibilità logica di ciò sembra non avere alcun effetto apparente su menti nate già morte.

Pechino non era stata affatto contenta quando gli Stati Uniti avevano ridotto tutti i voli dalla Cina agli USA, perché i voli provenivano da aree libere da infezioni e quell’azione era stata generalmente considerata solo come un altro attacco di una guerra economica alla Cina. E sì, c’erano alcuni cittadini cinesi che viaggiavano per il mondo e che avevano prodotto un test PCR positivo (molto probabilmente un falso positivo), ma questi erano stati scoperti in città straniere e si trattava di una o due persone, di certo non sufficienti per scatenate all’improvviso una pandemia mondiale simultanea in 200 Paesi.

La diffusione incredibilmente rapida della COVID-19 avrebbe dovuto suscitare enormi sospetti in tutto il mondo perché le pandemie naturali non agiscono in questo modo senza aiuti consistenti. Il SARS-Cov-1 aveva interessato solo 24 Paesi in 8 mesi mentre il SARS-Cov-2 aveva colpito 196 Paesi in 1 mese ed è un fatto confermato che nessuno di questi Paesi ha mai trovato un paziente zero. Perché ciò non fa scattare un campanello d’allarme?

Dove stiamo andando?

In grandi questioni internazionali come queste niente succede per caso. Il risultato finale, qualunque esso sia e per quanto strano possa sembrare, è il risultato pianificato. Vi rimando a ZIKA, la malattia che non c’è mai stata. Se ricordate, tutto il clamore mediatico si era rapidamente trasformato in un’ampia copertura della microcefalia, che si era rivelata non correlata ma che era stata utilizzata come arma psicologica da letteralmente decine di ONG (tutte finanziate dagli Americani e quasi tutte gestite da Ebrei) [unite] in un sorprendente sforzo per rimuovere la legislazione sull’aborto in tutta l’America Latina. E questo era stato il risultato: finora, tre nazioni avevano revocato la loro legislazione sull’aborto in quella che è stata l’ultima resistenza.

In tutti i grandi eventi internazionali, la “narrazione ufficiale” diffusa dai mass media ci rivela solitamente lo scopo principale. Con l’11 settembre, è diventato subito chiaro che l’Iraq era lo scopo e l’obiettivo. Con ZIKA è diventato subito chiaro che lo scopo era la rimozione delle restrizioni all’aborto in tutta l’America Latina. Con l’Ucraina è stato subito evidente che lo scopo era la ricolonizzazione dell’Europa. Tutto ciò era evidente dal contenuto del flusso mediatico, con letteralmente centinaia di articoli ogni giorno sulla stampa occidentale e non, tutti a spingere il nostro pensiero in una certa direzione.

Gran parte delle ricadute della COVID deve ancora arrivare. Saranno sicuramente importanti, dal momento che la maggior parte delle economie avanzate ha subito un duro colpo. Sembra chiaro che uno dei risultati pianificati era la distruzione dell’economia cinese e, forse, anche di quella russa, ma si può dire che nemmeno le nazioni occidentali siano state risparmiate, quindi, questo suggerisce [che il risultato] è qualcosa che vale il prezzo da pagare.

Alcune persone erano molto preoccupate per il fatto che fossimo diretti verso una società mondiale ID-2020 in cui i passaporti vaccinali sarebbero diventati universali e poi si sarebbero trasformati in un sistema di controllo sociale assoluto in tutto il mondo. Sono d’accordo che i segnali c’erano tutti, ma ora, improvvisamente, sembra che il piano sia stato abbandonato e le restrizioni vengono rimosse ovunque, nonostante il fatto che molti Paesi stiano ancora registrando tassi elevati di infezione. Questo ci dice che l’obiettivo è già stato raggiunto, che la COVID ha ottenuto il suo scopo e le può essere consentito di morire tranquillamente, per essere sostituita, ancora una volta, dall’influenza stagionale.

Nel caso della COVID, tutta la spinta mediatica era stata terrorizzante, tesa all’esaltazione dell’estrema letalità del virus e dell’assoluta necessità di vaccinare tutte le persone. Chiunque offrisse una visione contraria o addirittura cautelativa era stato schiacciato ed anche la reputazione di medici molto qualificati era stata orribilmente distrutta e persino Facebook e Twitter avevano censurato tutti coloro che si erano espressi [sull’argomento]. Questo ci conferma quale fosse il punto principale.

Quindi la domanda è: PERCHÉ i responsabili volevano che tutti fossero vaccinati con un vaccino mRNA che si è dimostrato ampiamente inefficace, visto che in molti Paesi quasi tutte le nuove infezioni si verificano nei vaccinati? Ciò solleva naturalmente il sospetto che il vaccino non fosse inteso principalmente (o forse anche secondariamente) per controllare il virus.

La COVID-19 come arma biologica

Il dottor Shankara Chetty

Possiamo iniziare con il dottor Shankara Chetty, un medico e biologo in Sud Africa profondamente impegnato nel trattamento della COVID-19 nel suo Paese. La sua testimonianza è simile a quella di molti altri in posizioni analoghe ed è forte e diretta [5].

Il dottor Chetty ha affermato che quasi tutto ciò che riguardava la COVID-19 gli era sembrato sospetto fin dall’inizio. Ha affermato che i medici avevano subito forti pressioni affinchè utilizzassero un test PCR, quando “questo tipo di test non viene mai utilizzato come strumento diagnostico”. E lo preoccupava il fatto che i risultati di questo test inappropriato venissero utilizzati per determinare misure di salute pubblica. C’erano due elementi di particolare interesse per lui. Uno era che il governo stava dicendo alla gente di non andare dal medico ma di rimanere a casa e, se si ammalavano seriamente o gravemente, di andare in ospedale; allo stesso modo, ai medici era stato detto di non curare i pazienti perché non c’era alcun trattamento. In particolare, il governo stava imponendo a medici ed ospedali di non utilizzare l’idrossiclorochina e l’Ivermectina, che, normalmente, sarebbero stati il trattamento di scelta.

La sua seconda preoccupazione era che i cosiddetti esperti che consigliavano il governo non mettevano in dubbio nessuno degli elementi che sapevano essere sbagliati o sospetti e il governo stava seguendo il loro consiglio. Il dottor Chetty ha affermato di aver avuto subito forti sospetti su ciò che gli veniva detto perché gli esperti del governo “stavano puntando su questa narrativa,” quando non esistevano prove che la supportassero e alcune delle affermazioni degli esperti si erano dimostrate false.

Così, quando il virus aveva raggiunto per la prima volta il Sud Africa (la prima ondata), aveva ignorato i test PCR e aveva diagnosticato la malattia in base ai sintomi, la perdita dell’olfatto e del gusto, sebbene anche ciò fosse sospetto, perché quei sintomi non si verificavano normalmente con un virus. Chetty ha detto che ciò che i pazienti sembravano avere era solo un’influenza comune e che la maggior parte di loro si era ripresa rapidamente con poco più di un mal di gola [come effetto secondario].

Chetty ha detto che il primo farmaco terapeutico che gli era venuto in mente era stata l’idrossiclorochina (HCQ) perché era stata usata per decenni, era ben nota e aveva notevoli proprietà antivirali. Per 30 anni aveva curato pazienti con questo farmaco e non aveva mai avuto effetti collaterali. Per cautelarsi, ne aveva comprato una grossa fornitura, tutto quello che era riuscito a trovare e, due giorni dopo, il governo l’aveva ritirata dagli scaffali.

In tutti i casi con sintomi di una certa gravità, Chetty aveva curato i suoi pazienti con l’idrossiclorochina e tutti si erano ripresi completamente in pochi giorni o, al massimo, una settimana. Non c’erano state recidive o infezioni secondarie, il che significa che si era stabilita una solida immunità. Questo è molto diverso dall’esperienza dei Paesi occidentali, dove molti si erano reinfettati, specialmente quelli che avevano ricevuto diverse iniezioni (vaccinazioni).

Ma c’era un sintomo secondario, una dispnea, che si verificava in un secondo tempo “in un piccolo sottogruppo” di pazienti, con effetti potenzialmente gravi o addirittura mortali. Alcuni casi erano di scarsa entità, altri più gravi e duravano più a lungo, ma alcuni erano [davvero] gravi, si verificavano improvvisamente e progredivano molto rapidamente, con i pazienti che necessitavano di ventilazione polmonare già dopo un solo giorno. Sembrava che l’affanno si verificasse sempre ed esattamente una settimana dopo la comparsa dei primi sintomi, mentre, il giorno precedente, i pazienti stavano perfettamente bene e si erano completamente ripresi dal virus.

Chetty aveva notato che la stessa cosa stava accadendo anche in Italia, il che indicava che i due Paesi stavano affrontando lo stesso ceppo virale.

Il dottor Chetty ha detto che non c’era alcuna relazione tra la gravità dei sintomi iniziali (dal virus) e l’inizio dell’affanno all’ottavo giorno. Si trattava quindi di una malattia non lineare, bifasica e priva di correlazione tra le fasi, ovvero di due diverse patologie non correlate, non influenzate da problemi di salute preesistenti. Aveva concluso che aveva a che fare con una sorta di ipersensibilità, che queste persone stavano avendo una sorta di reazione allergica. La polmonite (causata dal virus) era scomparsa e quello che ora si aveva di fronte era un altro agente patogeno.

La grande scoperta del dottor Chetty e la sua conclusione erano state che il virus della COVID non era l’agente patogeno: causava un’infezione, ma il sistema immunitario era abbastanza forte da combatterla. Ma, in seguito, i detriti lasciati [dall’infezione virale] provocavano reazioni allergiche in ottava giornata ed era questo che uccideva le persone.

La proteina spike era l’agente patogeno principale ed era responsabile della malattia, dei ricoveri e dei decessi. La proteina spike [secondo Chetty] verrebbe eliminata dall’organismo di coloro che non sono allergici alla proteina stessa, ma potrebbe causare la morte di coloro che hanno un’allergia (grave) per la spike. È lo stesso di una puntura d’ape: la maggior parte delle persone avrà solo un po’ di prurito, mentre alcuni avranno un’eruzione cutanea che richiederà del tempo per ridursi. Ma, se la vostra allergia è grave, senza un trattamento immediato potreste morire. Chetty aveva anche notato che uno studio fatto in Cina aveva trovato una correlazione molto alta tra i marcatori allergici e la proteina spike, a conferma che la sua diagnosi era corretta e che non era il virus ma una grave allergia alla proteina spike la causa delle lesioni e dei decessi.

Chetty aveva somministrato a questi pazienti steroidi e antistaminici e tutti si erano completamente ripresi, senza bisogno di ossigeno o ventilazione supplementare. Il dottor Chetty ha detto di aver curato circa 10.000 pazienti, nessuno dei quali aveva subito lesioni, e senza un solo decesso.

Sospettando fin dal’inizio di aver a che fare con un virus prodotto in laboratorio, Chetty aveva scritto un articolo su ciò che aveva appreso sul trattamento del virus ed “è lì che erano iniziati i problemi”. Nel suo articolo, aveva affermato che, se le persone avessero seguito il trattamento precoce, non sarebbe stato necessario l’uso di un vaccino mRNA sviluppato in fretta e immediatamente lanciato sul mercato. Il dottor Chetty aveva condiviso le sue scoperte con tutti coloro che gli erano venuti in mente, a cominciare dal Presidente del Sud Africa, vari membri del governo e i sistemi sanitari del Paese. Tutti lo avevano ignorato. Aveva inviato i suoi risultati a tutti gli ospedali e a tutti i laboratori, con lo stesso risultato. Aveva anche contattato tutti i medici di sua conoscenza, con risultati leggermente migliori.

Nel tentativo di suscitare più interesse su ciò che aveva appreso sulla COVID, il dottor Chetty aveva sottoposto il suo articolo ad “ogni pubblicazione che ero riuscito a trovare”. Tutte si erano rifiutate di pubblicarlo, con il pretesto che avevano bisogno del copyright o che accettavano lavori solo dai sottoscrittori. Chetty ha affermato che quando il suo governo e i funzionari sanitari lo avevano ignorato e le riviste mediche avevano deciso di “scegliere con cura” le conoscenze sanitarie scientifiche vitali, aveva capito di avere a che fare con una vasta “cospirazione”. E, quando aveva preso in considerazione il teatrino politico relativo all’idrossiclorochina, le misure igienico-sanitarie, tutto il clamore mediatico, la disinformazione, i cosiddetti “esperti medici” che consigliavano il suo governo, e l’incredibile spinta a vaccinarsi, si era reso conto che c’era in ballo “un piano più grande” e che il virus doveva essere una creazione di laboratorio rilasciata deliberatamente.

È interessante notare che il dottor Chetty aveva condiviso le sue scoperte con alcuni suoi colleghi in India, dove aveva ricevuto un’accoglienza più attenta. A quel tempo, una provincia dell’India stava subendo un enorme attacco COVID, che sarebbe stato risolto a tempo di record e con pochi decessi seguendo le raccomandazioni terapeutiche del dottor Chetty.

Ancora più interessanti erano state le telefonate tra Biden e il presidente indiano Modi, con l’assicurazione verbale che l’India non avrebbe rivelato i propri metodi per curare il coronavirus in cambio dei favori degli Stati Uniti.

Ma c’è molto di più. Il Sudafrica ha vissuto quattro “ondate” del virus della COVID ed erano tutte diverse. Durante la prima ondata, i sintomi erano perdita del gusto e dell’olfatto, ma questi erano scomparsi nella seconda ondata ed erano stati sostituiti da nuovi sintomi. Nella seconda ondata l’allergia e l’affanno, erano scomparsi, sostituiti da problemi gastrointestinali e da reazioni molto più gravi rispetto alla prima ondata. C’era ancora una reazione allergica in ottava giornata, ma ora nel tratto gastrointestinale invece che a livello polmonare.

Il dottor Chetty era convinto che il colpevole fosse la proteina spike e che fosse cambiata in un modo che le conferiva una nuova affinità per i recettori nel sistema gastrointestinale, il che rafforzava la sua convinzione di avere a che fare con un virus prodotto in laboratorio. Chetty aveva scoperto che era mutata solo la proteina spike, non il resto del virus, cosa che, secondo lui, era molto strana perché in natura cose simili non accadono. Cosa assai importante, il dottor Chetty aveva notato che, quando si progetta un virus in un laboratorio, è anche possibile progettare le mutazioni che esso subirà.

Con la terza ondata, i sintomi dell’ottavo giorno non erano dispnea o gastroenterite, perchè ora la proteina spike mutata attaccava il sistema cardiovascolare (circolatorio). Chetty ha affermato che si aspettava che Omicron, con 50 nuove mutazioni nella proteina spike, fosse un altro nuovo virus ingegnerizzato. Era quindi diventato evidente evidente che Omicron era neurotossico e colpiva il sistema nervoso.

Quindi, le quattro ondate del Sud Africa hanno presentato sintomi iniziali completamente diversi e la proteina spike mutata ha attaccato quattro diversi sistemi organici principali: respiratorio, gastrointestinale, cardiovascolare e nervoso.

C’è qualcosa di ancora più sorprendente. Nella prima ondata, il dottor Chetty aveva avuto come pazienti solo persone di colore. Nella seconda ondata erano stati per lo più pazienti di origine indiana a venire da lui: “Niente più pazienti neri, tutti indiani”. Era stata la seconda ondata a devastare l’India e, nella seconda ondata, il dottor Chetty aveva avuto per lo più pazienti indiani, presumibilmente tutti con lo stesso ceppo. Nella terza ondata, non c’erano quasi pazienti neri o indiani, erano invece “tutti bianchi e musulmani”. Ricorderete che, negli Stati Uniti, la prima ondata aveva colpito soprattutto i neri. Per quanto riguarda la Cina, la COVID era inizialmente specifica per la Cina al 100%, fino a quando il virus non era mutato. Questa tossicità della proteina spike per un particolare sistema corporeo può essere universale.

Alcuni Paesi sono stati esposti a più ceppi di altri, non tutti con lo stesso numero di ceppi (ondate) e in altri Paesi sono stati colpiti altri importanti sistemi corporei, uno dei quali è il sistema riproduttivo. Inoltre, la specificità etnica delle diverse ondate nei diversi Paesi può essere universale, ma non abbiamo informazioni perché i media controllano la narrativa e questi argomenti sono soggetti ad una censura pressochè completa.

Il dottor Chetty ha detto che queste scoperte gli avevano fatto pensare a “qualcosa di molto più sinistro”. Ha detto di aver sempre rimuginato sul fatto che la COVID fosse  un rilascio deliberato pre-pianificato e che ora ha finalmente capito che doveva essere stato fatto secondo un piano prestabilito. Il dottor Chetty ha affermato di aver ripetutamente pensato al fatto che il virus della COVID fosse stato ingegnerizzato e che, nel caso fosse in grado di colpire diversi sistemi organici e diverse etnie, “la cosa sarebbe stata un pessimo presagio”. Ha affermato: “Questo è un preambolo alla pulizia etnica. È stata una lezione pratica su come interferire con sistemi e gruppi di popolazione diversi tramite mutazioni progettate ad arte in un virus”. Aveva capito non solo di aver a che fare con un’arma biologica, ma che Pfizer e gli altri avrebbero esposto l’intero pianeta alla proteina spike tossica:

“Se dimostri che la proteina spike è l’agente patogeno principale [e lo rendi noto], ciò pone i vaccini in una luce molto pericolosa.”

La dottoressa Soňa Peková

Successivamente, abbiamo la testimonianza della dottoressa Soňa Peková [6], una biologa molecolare della Repubblica Ceca, le cui osservazioni e conclusioni sono quasi identiche a quelle del dottor Chetty. Anche la Peková ha osservato che tutte le ondate successive contenevano molte mutazioni genomicamente diverse l’una dall’altra. Ha scoperto che ogni “ondata” era stata creata da un diverso ceppo del virus, ma anche che i vari ceppi non erano direttamente correlati. Ciò significava che una nuova ondata non era una discendente diretta, una rinascita mutata, dall’ondata precedente, ma l’introduzione nella popolazione di un ceppo virale completamente nuovo.

La dottoressa Peková ha osservato che, nel passaggio da una “ondata” all’altra, il virus ha perso molte delle mutazioni dell’ondata precedente, cosa che non è evolutivamente possibile. Un virus non è in grado di cancellare le mutazioni occorse e tornare al progetto originale. Un virus non può “perdere” le proprie mutazioni, continua semplicemente ad aggiungere nuovi cambiamenti, il che, ancora una volta, significa che ogni nuova ondata era un nuovo ceppo di virus, ingegnerizzato e poi introdotto nella popolazione.

Va notato che è stato solo grazie agli strumenti molto aggiornati di questo laboratorio che è stato possibile realizzare queste scoperte. È stato possibile solo utilizzando un sequenziamento di “nuova generazione”: gli strumenti più comuni non l’avrebbero mai scoperto. Il laboratorio della dottoressa Peková ha analizzato più di 30.000 campioni, utilizzando questo nuovo strumento per il sequenziamento completo dell’intero genoma, delle singole ondate e dei singoli virus. È stato solo grazie al sequenziamento di nuova generazione che si è potuto effettivamente identificare la diversità genetica tra le diverse ondate.

Il sequenziamento di nuova generazione (NGS) è una tecnologia di sequenziamento del DNA che ha rivoluzionato la ricerca genomica. Utilizzando l’NGS, un intero genoma umano può essere sequenziato in un solo giorno. Al contrario, la precedente tecnologia di sequenziamento Sanger, utilizzata per decifrare il genoma umano, aveva richiesto più di un decennio per fornire la bozza finale. Sebbene nella ricerca sul genoma il sistema NGS abbia per lo più sostituito il sequenziamento Sanger convenzionale, non è ancora entrato nella pratica clinica di routine.

La dottoressa Peková ha affermato che le ondate di COVID “avevano colpito il Paese” in “modo orchestrato”, al punto che era stato persino annunciato con mesi di anticipo che sarebbe successo, che sarebbe arrivata una nuova ondata. Ha detto che era così strano… nell’estate del 2020 il suo Paese era tranquillo, non era presente alcun virus in quel momento, quindi come poteva il governo sapere che sarebbe arrivata presto una nuova ondata, rapida ed improvvisa?

“Come potevano prevedere che ci sarebbe stata un’altra ondata in arrivo a settembre? Era stato annunciato in anticipo e le ondate erano apparse come previsto.”

La Peková ha inoltre aggiunto, “avere una malattia respiratoria alla fine di agosto è impossibile: non lo vediamo mai nelle estati calde, ma solo più avanti nell’anno, con il freddo e la pioggia.”

L’ondata che circolava in Cechia nel novembre 2020 era genomicamente abbastanza diversa da quella della primavera, ma la Cechia aveva chiuso i suoi confini e l’apparizione di un nuovo agente patogeno in una popolazione confinata era ritenuta impossibile. Quindi la domanda è: “quale o dov’era la fonte di quelle nuove forme virali?”. La dottoressa Peková ha ribadito che anche i mass media avevano ammesso “che non esisteva un’origine nota della variante Omicron”, quindi, “secondo me, proveniva da un laboratorio ed era stata deliberatamente diffusa. Tutti gli indizi parlano di un gesto intenzionale.”

Il dottor Luc Montagnier

All’inizio del 2020, il dottor Luc Montagnier, insignito del premio Nobel per la scoperta del virus che causa l’AIDS, aveva dichiarato:

“Abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus a RNA. Non siamo stati i primi, un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che dimostra che il genoma completo di questo virus ha all’interno le sequenze di un altro virus: quello dell’Hiv.”

[NOTA: il gruppo indiano ha pubblicato la sua scoperta ma sembra sia stato sottoposto a forti pressioni per ritirarla; i media hanno rapidamente insinuato che il ritiro fosse dovuto a inesattezze, ma il quadro non era affatto chiaro e la pressione sembra essere stata più politica che scientifica.]

Il punto del dottor Montagnier era che il genoma COVID contenesse effettivamente sequenze di RNA HIV, un qualcosa che non può essere una coincidenza e che potrebbe essersi verificata solo in un laboratorio. Credo che abbia anche affermato che la presenza di queste sequenze dell’HIV non potrebbe essere il risultato di alcun processo evolutivo naturale [7].

Epilogo

Le ondate nei diversi Paesi non erano tutte uguali e non tutti i Paesi avevano ricevuto lo stesso numero di ondate. Alcuni, come il Sud Africa, ne avevano avute quattro mentre altri fino a sei, ed ora sembra che tutte le ondate fossero di virus diversi, ognuno dei quali attaccava un diverso sistema corporeo specifico e molti di essi erano anche specifici per un particolare gruppo etnico. Quando si combina questo con il fatto che i focolai si erano verificati in più località e dovevano essere stati causati da un’enorme quantità di agenti patogeni per creare modelli di infezione quasi verticali e in numero così elevato e il fatto che nessun Paese abbia mai segnalato di aver trovato un “paziente zero”, non c’è modo di negare che tutta questa avventura sia stata deliberatamente inflitta ai popoli del mondo.

La COVID-19 sembra effettivamente essere un’arma biologica, ma con una portata molto più ampia di un semplice attacco di guerra biologica statunitense alla Cina. Questo è stato un attacco di guerra biologica a tutte le persone del mondo.

Gli Americani erano assolutamente conniventi, ma non era il loro piano; stavano “solo eseguendo gli ordini”, quasi certamente usando i loro laboratori di armi biologiche come fonte e le loro basi militari come sistema di distribuzione. Non c’è nient’altro che si adatti ai fatti noti. Certo, sarebbe stato tecnicamente possibile farlo con mezzi diversi, ma sarebbe stato molto più difficile e macchinoso. Non esiste un altro sistema pratico di distribuzione adatto allo scopo.

E questo, basato solo su prove circostanziali, deve essere stato un programma ebraico. La prova più schiacciante è quella più ovvia: i mass media in tutto il mondo sono quasi interamente controllati dagli Ebrei. Tutti i media occidentali, e anche in gran parte del resto del mondo, erano tutti dalla stessa parte, tutti a promuovere la stessa agenda, con le stesse valanghe quotidiane di notizie da giorno del giudizio, di incredibili falsità, storie di morte e depressione ovunque, con intense manipolazioni psicologiche per le quali queste persone sono famose e l’immane spinta a condizionare tutti per far accettare le iniezioni di proteina spike. Non esiste al mondo nessuna organizzazione di gentili con il potere di riunire e dare energia ai media ebrei come gruppo d’azione e certamente non su questa scala. La sola logica ci dice che questa doveva essere un’agenda ebraica. Non c’è altra possibilità che si adatti a tutti i fatti. E, naturalmente, Pfizer e Moderna, entrambe società ebraiche, erano in prima linea negli schemi di vaccinazione. Gilead è un’altra, con il suo Remdesivir.

In tutti i Paesi di cui abbiamo informazioni, “esperti medici” davano consigli incredibilmente sbagliati ai governi, che li accettavano all’unanimità, scavalcando le numerose e rumorose obiezioni del proprio personale sanitario. È particolarmente grave che, sempre nella maggior parte dei Paesi in cui disponiamo di informazioni, i governi abbiano ordinato alle persone di non andare dal medico se erano malate, ma di rimanere a casa ad aspettare e di andare in ospedale se si aggravavano. E ai medici di molti Paesi era stato detto a muso duro di non vedere o curare i pazienti COVID e che non era possibile alcun trattamento. Eppure, il trattamento era disponibile e tutte quelle vite avrebbero potuto essere salvate poiché ora sembra vero che l’idrossiclorochina e l’Ivermectina sono effettivamente efficaci. Apparentemente, tutto questo era stato fatto allo scopo di spingere le iniezioni di proteina spike. E ancora non sappiamo perché.

Non va ignorato che solo in Cina il contenimento del virus era stato l’obiettivo principale. In tutto l’Occidente, il contenimento era stato, nella migliore delle ipotesi, tiepido e manchevole, i lockdown e le quarantene erano destinati a fallire. Se avete una stalla a tre porte e volete evitare che i vostri cavalli scappino, chiudete tutte le porte a chiave, non ne lasciate una spalancata. In Occidente, le cosiddette “restrizioni” avevano lo scopo solo di fornire un’immagine pubblica del “fare qualcosa,” senza in realtà fare nulla di consequenziale. E ciò significa che il virus doveva diffondersi nelle popolazioni occidentali per alimentare il terrorismo vaccinatorio.

La prospettiva delle iniezioni forzate è particolarmente inquietante perché la maggior parte delle nazioni occidentali sono state condizionate e la cosa si ripeterà. Ricordo di aver letto una dichiarazione di un sosia di Robert Kagan che diceva che l’unico modo per ottenere il pieno controllo della popolazione mondiale sarebbe stato “mettere tutti in fila e vaccinarli”. Accadrà di nuovo. Bill Gates ha detto “la prossima volta, lo faremo in 6 mesi”.

Questa volta non è andata alla perfezione, ma potrebbe aver funzionato abbastanza bene: in molti Paesi una percentuale molto alta della popolazione è stata vaccinata con i vaccini mRNA, molte persone con più dosi e ancora non sappiamo cosa contenessero le fiale. L’istinto mi dice che i programmi di vaccinazione contengono la maggior parte del segreto di tutto ciò.

Costringere effettivamente le persone a farsi vaccinare minacciandole con multe e pene detentive, rifiutando loro l’accesso alla maggior parte delle strutture pubbliche, negando ai genitori la possibilità di stare con i propri figli, solo per il bene della vaccinazione, significa che vaccinare tutti era di estrema importanza per il piano. E gli attacchi estremi ai presunti “anti-vax” non sono stati un incidente. Chiunque parlasse contro i vaccini COVID non testati è stato deriso, attaccato, de-platformato, criticato come feccia e teorico della cospirazione mentalmente tarato. Raramente ho visto attacchi così feroci a persone sincere e con preoccupazioni autentiche.

Ci sono altri capitoli in questa storia – tutti terribili – che trattano del test PCR, delle terapie e dei farmaci e, naturalmente, delle iniezioni (vaccinazioni). Li tratterò negli articoli successivi. Con tutti i pezzi al loro posto, sembra impossibile evitare la conclusione che quello della COVID-19 sia stato [davvero] un virus creato in laboratorio e rilasciato nel mondo secondo un piano ben preciso. Sembra anche impossibile spiegare perché così tanti governi avrebbero partecipato a questa massiccia frode, apparentemente volentieri. Tuttavia, qualunque sia lo scopo finale o la motivazione, questo non fa ben sperare per la gente comune, tranne forse in Cina e Russia e forse in uno o due altri Paesi che non hanno preso parte a tutto questo.

[1] https://odysee.com/@GrandJury:f/Grand-Jury-Day-3-en-online:7
[2] https://www.grand-jury.net/
[3] https://www.unz.com/lromanoff/a-covid-19-theory-i-cannot-prove/
[4] http://sakeritalia.it/uncategorized/propaganda-e-media-parte-4-tutto-quello-che-dovete-fare-e-pensare/
[5] Timeline 3:44:00; Dr. Shankara Chetty
https://odysee.com/@GrandJury:f/Grand-Jury-Day-3-en-online:7
[6] Timeline 1:33:00; Dr. Soňa Peková
https://odysee.com/@GrandJury:f/Grand-Jury-Day-3-en-online:7
[7] Attenti a Big Pharma: il Dr. Montagnier fa luce sul COVID-19 e sul futuro della medicina
https://www.strategic-culture.org/news/2020/04/30/big-pharma-beware-dr-montagnier-shines-new-light-on-covid-19-and-the-future-of-medicine/

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Articolo originale di Larry Romanoff:
Link: https://www.bluemoonofshanghai.com/politics/6371/
Traduzione di Costantino Ceoldo
Revisione di Markus per comedonchisciotte.org

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