COSTITUZIONE, DIRITTO AL LAVORO E SISTEMA MASSONICO

COSTITUZIONE, DIRITTO AL LAVORO E SISTEMA MASSONICO

DI PAOLO FRANCESCHETTI

paolofranceschetti.blogspot.com


Rapporti tra costituzione italiana e massoneria

Sommario. 1. Premessa.


1. Premessa.
La nostra Costituzione è considerata dalla maggior parte dei costituzionalisti come una legge molto avanzata, fortemente protettiva delle classi deboli e con un bilanciamento quasi perfetto tra i vari poteri.
Rappresenta la legge fondamentale per la tutela dei diritti di qualunque cittadino, nonché il parametro di legittimità cui rapportare tutte le altre leggi.

All’università questa era l’idea che mi ero fatta sui vari autori, Mortati, Martinez, Barile.
Solo da qualche anno ho cominciato a riflettere sul fatto che qualcosa non va nel modo in cui tutti ci presentano la Carta Costituzionale.

Vediamo cosa.

In effetti la storia (quella vera e non quella ufficiale) ci insegna che la Carta Costituzionale fu voluta dalla massoneria. Oltre due terzi dei padri costituenti erano ufficialmente massoni (e sospetto anche quelli che non lo erano ufficialmente). E la massoneria rivendica a sé altre leggi importanti, come la dichiarazione dei diritto dell’Uomo.
Dato che il fine ultimo della massoneria è il nuovo ordine mondiale, riesce difficile pensare che abbiano voluto consegnare ai cittadini, al popolo cioè, una legge che tutelasse davvero tutti, e che non fosse invece funzionale agli interessi massonici.
Infatti, leggendo la Costituzione senza preconcetti, e sgombrando il campo da tutte le sciocchezze che ci insegnano all’università, è possibile farsi un’idea diversa della Costituzione.
Essa è una legge illiberale, pensata apposta per opprimere i cittadini anzichè tutelarli.
Però il punto è che è scritta così bene che è difficile capirne l’inganno. Apparentemente infatti sembra una legge progredita e che tutela i diritti di tutti. Ma la realtà è ben altra.
E’ noto infatti che nessuno è così schiavo come quelli che pensano di essere liberi senza sapere di essere schiavi.
Ora, la Costituzione è fatta apposta per questo: renderci schiavi, facendoci credere di essere liberi.
Purtroppo per capirlo occorre essere molto esperti di diritto, e contemporaneamente conoscere anche la politica, la cronaca, l'economia, ecc.; una cosa impossibile finchè si è giovani, e quindi una preparazione universitaria non è sufficiente per individuare dove stanno le immense falle di questa legge – burla. Bisogna inoltre avere alcune conoscenze del sistema massonico. I laureati in legge quindi escono dall’università senza avere la minima conoscenza del sistema reale, ma avendo a malapena mandato a memoria i pochi libri che hanno letto per gli esami universitari.
Vediamo dove stanno queste falle, iniziando dalle meno importanti.
Per finire poi occupandoci della presa in giro più evidente, che non a caso è proprio quella contenuta nell’articolo 1 della costituzione.

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2. La prima falla. Gli organi costituzionali.
Anzitutto nella costituzione sono previste efficaci garanzie per tutti i poteri dello stato meno uno. Sono previste garanzie per il governo, parlamento, la Corte Costitutuzionale, la magistratura, ma non per i servizi segreti che, come abbiamo spiegato in un articolo precedente, sono l’organo dello stato più potente e il più pericoloso. Quindi i servizi segreti possono agire fuori da coperture costituzionali.
Ciò ha una duplice valenza a mio parere, una giuridica e una psicologica.
Dal punto di vista giuridico infatti questa mancanza consente ai servizi di operare nell’illegalità.
Dal punto di vista psicologico, invece, tale omissione fa sembrare i servizi segreti quasi una sorta di organo secondario che svolge ruoli di secondo piano per il funzionamento della Repubblica; si dà al lettore, allo studioso di legge, e all’operatore del diritto in genere, l’impressione che essi non siano in fondo così importanti; allo stesso tempo ci si assicura che nessuno studente apporfondirà mai la figura dei servizi dal punto di vista giuridico, cosicchè ogni laureato esce dall’università con un’idea solo immaginaria e fantastica di questo organo dello stato, quasi come fosse inesistente, da relegare nelle letture romanzesche dell’estate o dei film di James Bond, e non uno dei poteri più importanti del nostro stato, con un numero di dipendenti da far impressione a una qualsiasi altra amministrazione pubblica.
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3. La seconda falla. Il sistema dei referendum.
Un'altra mancanza gravissima è quella del referendum propositivo. Il referendum, che è un istituto importantissimo per la sovranità popolare, può solo abrogare leggi esistenti, ma non proporle.
Il che, tradotto in parole povere significa che se con un referendum è stata abrogata una legge, il parlamento può riproporla tale e quale, oppure con poche varianti, solo per prendere in giro i cittadini a fingere di adeguarsi alla volontà popolare. Una presa in giro bella e buona.
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4. La terza falla: la Corte costituzionale.
Un’altra immensa presa in giro è il funzionamento della Corte Costituzionale. Tale organo dovrebbe garantire che le leggi siano conformi alla Costituzione, annullando le leggi ingiuste.
Il problema è che il cittadino non può ricorrere direttamente contro le leggi ingiuste. E questo potere non ce l’hanno neanche i partiti o le associazioni di categoria.
Per poter arrivare ad una dichiarazione di incostituzionalità di una legge infatti è previsto un complesso sistema per cui bisogna dapprima che sia instaurato un processo (civile o penale); dopodiché occorre fare una richiesta al giudice che presiede il processo in uestione (che non è detto che la accolga). In gergo tecnico questo sistema si chiama “giudizio di rilevanza costituzionale effettuato dal giudice a quo”; in gergo atecnico e popolare potremmo definirlo “sistema per paralizzare la giustizia costituzionale”.
Ne consegue che è impossibile impugnare le leggi più ingiuste, per due motivi:
1) o perché per qualche motivo giuridico non è possibile materialmente instaurare il processo (ad esempio: non è possibile impugnare le leggi che prevedono gli stipendi e le pensioni dei parlamentari; non è possibile impugnare le leggi elettorali; non è possibile impugnare le leggi con cui la Banca d’italia è stata di fatto privatizzata);
2) o perché – anche quando le legge è teoricamente impugnabile - il cittadino non ha nessuna voglia di instaurare un processo per poi andare davanti alla Corte Costituzionale. Ad esempio; ipotizziamo che un cittadino voglia impugnare l’assurda legge che prevede che ogni professionista debba versare allo stato il 99 per cento del reddito dell’anno futuro, per incassi ancora non percepiti; in tal caso bisogna dapprima rifiutarsi di pagare (quindi commettere un illecito); poi occorre aspettare di ricevere la cartella esattoriale da parte dell’agenzia delle entrate con le relative multe e sovrattasse; e solo dopo queste due mosse si poi impugnare la cartella, peraltro senza nessuna certezza di vincere la causa. Se invece si volesse impugnare l’assurda legge sul falso in bilancio prevista dagli articoli 2621 e ss. Cc. (legge chiaramente incostituzionale perché rende di fatto non punibile questo reato, con la conseguenza che chi ruba una mela in un supermercato rischia diversi anni di galera, mentre chi ruba qualche milione di euro da una grande azienda non rischia quasi nulla), la cosa diventa praticamente impossibile, perché prima commettere il reato, poi occorre aspettare di essere processati per quel reato, e che in tale processo colui che impugna sia parte in causa. Una follia!

A tutto ciò occorre aggiungere i rilevanti costi di un giudizio davanti alla Corte, tali da scoraggiare qualcunque cittadino con un reddito medio.
La conseguenza è che la Corte Costituzionale si occupa in genere della costituzionalità delle leggi più stupide, ma i cittadini sono impotenti di fronte ai fatti più gravi.
E il risultato finale è che la Corte Costituzionale sostanzialmente ha le mani completamente legate contro le leggi più ingiuste e più gravamente lesive dei diritti del cittadino.
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5. La quarta falla: i valori massonici introdotti dalla Costituzione.
Ci sono poi altre lacune molto gravi come quella relativa alla possibilità per lo stato di espropriare beni dei cittadini senza corrispondere il valore di mercato.
Ma l’aspetto più grave della nostra Costituzione, e allo stesso tempo anche quello più difficile da percepire, è relativa ai valori tutelati dalla Costituzione.
Ci raccontano sempre che la Costituzione tutela la persona umana. Ma è falso, perché in realtà a ben guardare essa mortifica la persona umana relegandola a poco più che uno schiavo.
Vediamo perché.
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6. Il cosiddetto diritto al lavoro.
Il perché è in realtà sotto gli occhi di tutti, messo in modo plateale, bene evidenziato già nell’articolo 1 della Costituzione, ove è detto che: “la repubblica italiana è fondata sul lavoro”.
Nesuno si sofferma mai a riflettere sull’assurdità logica, giuridica, e filosofica, di questa norma.
Cosa significa che una repubblica è fondata sul lavoro? Nulla.
Giuridicamente una repubblica si fonda su tante cose. Sulla legalità. Sulla giustizia. Sull’equilibrio dei diritti. Sul rispetto delle leggi. Sull’equilibrio tra poteri dello stato.
Ma non si fonda, né dobrebbe fondarsi, sul lavoro. Non a caso credo che il nostro sia l’unico caso al mondo di una Costituzione che abbia messo il lavoro all’articolo 1, tra i fondamenti della Repubblica. Non a caso neanche repubbliche dittatoriali come la Cina o la Russia contengono una disposizione tanto demenziale.
L’idea di uno stato fondato sul lavoro è infatti una sciocchezza per vari motivi.
Prima di tutto perché ciò presuppone che il giorno che venga trovato un modo per far avere a tutti, gratuitamente, cibo e un tetto, e la gente fosse dispensata dal lavorare, lo stato dovrebbe crollare. Il che ovviamente è giuridicamente un non senso.
Quindi il primo dei presupposti errati di questa norma è proprio quello giuridico.
In secondo luogo perché se la repubblica fosse fondata sul lavoro, ne deriverebbe che i soggetti peggiori della società sarebbero i preti, i monaci e le suore di clausura, il Papa, il Dalai Lama, gli asceti, coloro che vivono di rendita, chi si dedica solo al volontariato, i politici (la maggior parte dei quali non ha mai lavorato in vita sua) ecc.
L’articolo 1 della nostra Costituzione si apre insomma con un concetto assurdo, ma straordinariamente nessuno ne ha rilevato il non senso. Anzi, autori come Mortati (il costituzionalista più famoso) hanno addirittura plaudito a questo articolo.
La nostra Costituzione poi prosegue con altri articoli dedicati al lavoro, e tutti inevitabilmente basati su presupposti teorici sbagliati.
Il lavoro infatti è considerato un diritto.
Ma riflettendoci bene, il lavoro non è un diritto.
Il lavoro è – o dovrebbe essere - una libera scelta per esplicare la propria personalità.
Il lavoro è un dovere per coloro che non hanno abbastanza denaro per vivere.
Il lavoro è poi una scelta di vita, in quanto dovrebbe essere l’espressione della personalità del soggetto.
Chi ama dipingere vivrà di pittura; chi ama la giustizia cercherà di fare il giudice o l’avvocato; chi ama i soldi cercherà di lavorare in banca e così via. Ma ben possono esserci scelte alternative altrettanto nobili. Basti ricordare che le più grandi religioni del mondo si basano sulla figura dei loro fondatori, che non erano certamente lavoratori e che i primi discepoli di queste persone tutto erano tranne che lavoratori. Cristo non era un lavoratore e i anche i discepoli non erano tali ; o meglio, lo erano proprio finchè non hanno incontrato Cristo.
La stessa cosa vale per Budda e i suoi discepoli che erano dei mendicanti, e tutt’oggi i monaci buddisti vivono sempre di carità.
Una persona che accudisce i propri figli e fa vita solo casalinga non fa una scelta meno nobile di un dipendente delle poste, o di un funzionario di banca, o di un magistrato o un avvocato (che spesso passa la vita a dirimere questioni condominiali e cause assicurative, cioè occupandosi di cose infinitamente meno nobili dell’educazione di un figlio).
Ricordiamo poi che la maggior parte dei politici non ha mai lavorato in vita sua. D’Alema e Bertinotti, che difendono i diritti dei lavoratori, non hanno mai lavorato né hanno mai creato veramente lavoro (al di fuori di quello delle cooperative rosse che serviva e serve per mantenere i partiti di sinistra).
Quindi il concetto del lavoro come diritto, e come fondamento della Repubblica, non sta in piedi né filosoficamente né giuridicamente, né dal punto di vista logico.
E’ una delle balle giuridiche più colossali che ci abbiano mai raccontato.
A questo punto occorre capire perché al lavoro è stata data un’importanza così grande, introducendo nella Costituzione dei concetti falsi e che non hanno alcune attinenza con la realtà.
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7. L’effettivo stato di cose.
Il reale significato delle norme sul lavoro previste dalla nostra Costituzione possono essere capite se si conosce il meccanismo effettivo con cui il nostro sistema massonico funziona.
Il sistema massonico funziona, effettivamente sul lavoro.
Il lavoro è infatti il grosso problema della società attuale. Se voi chiedete a qualcuno qual è la più grande preoccupazione oggi, in Europa, vi diranno: il lavoro. Non c’è lavoro.
Cosa promette un politico in cambio di voti? Un lavoro.
Perché la mafia al sud è tenuta in considerazione più dello stato? Perché dà lavoro.
Perché la maggior parte delle persone, oggi, è spinta ad entrare in massoneria? Per cercare lavoro o per aumentare quello che ha.
Se non ti allinei alle direttive del sistema qual è la punizione più immediata che subisci? La perdita del lavoro.
Perché un magistrato copre un omicidio, un poliziotto non indaga, un dipendente pubblico commette una scorrettezza, un giornalista non pubblica una notizia importante? Perché altrimenti perdono il lavoro.
Perché si danno le mazzette per avere gli appalti? Perché altrimenti l’appalto non ti viene assegnato (ovverosia non hai lavoro).
Perché la maggior parte della gente non sa cosa è il signoraggio, cosa sono le scie chimiche, cos’è la massoneria? Perché la TV non informa su questo, per informarsi da soli ci vuole troppo tempo, e la gente non ha tempo perché “deve lavorare”.
In altre parole, il lavoro, con i suoi perversi meccanismi per il suo mantenimento, è lo strumento che viene usato dai poteri occulti e dalla politica per poter piegare i cittadini.
In tal senso, allora, l’articolo 1 è perfettamente coerente col sistema attuale e allora acquista un senso. La repubblica (massonica) si fonda sul lavoro.
In altre parole l’articolo 1 dovrebbe più correttamente essere letto in questo modo:
L’Italia è una repubblica massonica, fondata sul lavoro, e il potere massonico, per mantenersi, ja bisogno di gente che sgobbi 12 ore al giorno senza mai alzare la testa per pensare, altrimenti capirebbe l’inganno in cui la teniamo”.
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8. Effetti della normativa a tutela dei lavoratori.
A questo stato di cose si sono aggiunte le leggi che proteggono il lavoratore a scapito del datore di lavoro.
Queste leggi sono l’attuazione dell’articolo 4 della Costituzione, che dice espressamente che “la repubblica riconose a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che favoriscono il loro diritto”.
Il risultato delle leggi che hanno promosso la condizioni che favoriscono i diritti dei lavoratori è sotto gli occhi di tutti: l’impossibilità per il lavoratore di licenziare in tronco il lavoratore sgradito (anche se ha rubato, se è un nullafacente, ecc.), nonché la nostra demenziale politica fiscale, che ci fa pagare tasse anche per l’aria che respiriamo, hanno prodotto lavoro in nero, stipendi ridicoli, e lo sfruttamento sistematico di intere categorie di lavoratori da parte dei datori di lavoro.
Questa normativa ha raggiunto il risultato esattamente contrario a quello programmato dall’articolo 4; infatti danneggia il lavoratore, perché distorce il rapporto di forza tra lavoratori e datori di lavoro. Mi spiego.
Il rappor to di lavoro dovrebbe essere basato sulla parità delle parti. Io lavoratore ho bisogno di lavorare per vivere; ma anche tu, datore di lavoro, hai bisogno del lavoratore altrimenti la tua azienda non funziona.
Il sistema di leggi che riguardano il mondo del lavoro invece, tassando dissennatamente gli imprenditori, facendo mancare il lavoro ovunque grazie alla crisi, e impedendo il licenziamento arbitrario, ha prodotto come risultato un sistema in cui la gente va a mendicare il lavoro da datori di lavoro che il più delle volte lo concedono come se fosse un favore; favore di cui i lavoratori devono ringraziare, spesso facendosi umiliare pur di non perdere il lavoro, subendo ricatti sessuali e non, ecc.
La corruzione nei concorsi pubblici, volta a selezionare non i migliori, ma i più corrotti e i più raccomandati in tutti i settori della vita pubblica, nella magistratura, in polizia, negli enti pubblici, ecc., ha portato come ulteriore conseguenza una classe di lavotori demotivata; la maggior parte di essi infatti non hanno scelto il lavoro in base alle loro capacità, ma in base ai posti che ha reso dosponibile il sistema.
Il risultato di questa politica del lavoro durata nei decenni è la perdita di dignità di tutte le categorie di lavoratori, anche di quelle dirigenziali. Ovverosia:
- la maggior parte dei lavoratori fa lavori che non sono adatti a loro;
- la maggior parte dei lavoratori accetta di essere sottopagata;
- la maggior parte dei lavoratori pur di lavorare accetta anche umiliazioni e trattamenti disumani;
- spesso si sente dire “non ho lavoro, quindi non ho dignità”; i valori massonici del lavoro infatti hanno instillato nella gente l’idea che un disoccupato non abbia dignità: a ciò contribuisce anche il demenziale detto, accettato da tutti, che “il lavoro nobilita l’uomo”; brocardo che non so chi l’abbia inventato, ma certamente doveva essere un imbecille.
- poliziotti, carabinieri, magistrati, fanno il loro lavoro non per missione di vita, come dovrebbe essere, ma dando la prevalenza allo stupendio, ai problemi di mobilità, di avanzamento di carriera, ecc.
- i datori di lavoro sono costretti dalla dissennata legislazione italiana ad assumere lavoratori in nero, sottopagarli, ecc.
- Nella massa delle persone si instillano concetti distorti; ad esempio non è raro sentir lodare una persona con la frase “è un gran lavoratore, lavora tutti i giorni anche dodici ore al giorno” come se questo fosse un pregio. E ci si dimentica che chi lavora dodici ore al giorno non ha tempo per i figli, per riflettere, per evolvere. Anche Pacciani, infatti, per dare di sé un’immagine positiva, al processo sul mostro di Firenze disse che era “un gran lavoratore”.
Tutto questo sistema fa si che il cittadino sia un docile e remissivo strumento del sistema in cui viviamo, ove la frusta è stata sostituita dallo spauracchio della perdita del lavoro.
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9. Considerazioni conclusive e di diritto comparato.
In conclusione, la nostra Costituzione è organizzata e strutturata in modo molto abile, per favorire l’illegalità e l’ingiustizia, grazie ai suoi principi e alle sue lacune, difficilmente riscontrabili ad una prima lettura.
Tra i vari partiti politici e i costituzionalisti, non mi risulta che nessuno abbia mai rilevato questo stato di cose, ad eccezione della Lega Nord, che nel 1993 aveva fatto una proposta di modifica dell’articolo 1 per cambiarlo in: L’italia è una repubblica democratica basata sul mercato e sulla solidarietà.
Ovviamente la proposta è stata contestata dalla sinistra. Perché si sa. La sinistra è a favore di lavoratori. E infatti il risultato della politica di sinistra si è visto nei pochi anni in cui abbiamo avuto governi di questo colore. Uno sfascio se possibile anche peggiore di quello di destra, perché in effetti il più acerrimo nemico dei lavoratori, in questi decenni, non è stata la destra, ma la sinistra.
In compenso, anche la costituzione del Sudafrica è più progredita della nostra, ove il diritto al lavoro non compare, ma compaiono invece la tutela della dignità umana e compare il diritto dei datori di lavoro. In altre parole l’Italia è seconda anche a stati che, culturalmente, in teoria dovrebbero essere più arretrati di noi.
L’articolo 1 della Costituzione del Sudafrica (all. 4), molto più avanti del nostro, recita: La costituzione del Sudafrica provvederà all’istituzione di uno Stato sovrano, di una comune cittadinanza sidafricana e di un sistema di governo democratico, mirante a realizzare l’uguaglianza tra uomini e donne e fra genti di tutte le razze.
Tra gli stati europei, invece, sarebbe sufficiente citare il caso della Spagna.
La Spagna ha in gran parte mutuato dal nostro sistema i principi giuridici più importanti. Tuttavia, non a caso, l’articolo 1 della Costituzione spagnola non fa cenno al lavoro e dichiara di fondarsi – molto più intelligentemente di noi – su libertà, giustizia e uguaglianza.
Infatti, mi disse un professore universitario di Lima, che aveva la docenza anche in Spagna, un certo Juan Espinoza Espinoza: in Spagna nessuno si prostituisce per avere un semplice posto da portiere o da cameriere, come da voi. Da voi occorre essere raccomandati anche per avere un lavoro a termine per sei mesi alle poste.
Non a caso da loro il lavoro è collocato all’articolo 35, che dice il contrario di quanto dice la nostra Costituzione: tutti i lavoratori spagnoli hanno il dovere di lavorare e il diritto alla libera scelta di una professione o di un mestiere.
E non a caso nel campo di concentramento di Auschwitz compariva una scritta all’entrata: arbeit macht frei. Il lavoro rende liberi.
Più o meno lo stesso concetto contenuto nell’articolo 1 della nostra Costituzione.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/12/costituzione-diritto-al-lavoro-e.html
16.12.2010

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Random 27 dicembre 2010

      COSTITUZIONE, DIRITTO AL LAVORO E SISTEMA MASSONICO
      Ovvero idiozie di un soggetto di cui sicuramente nutro forti dubbi sulla sua sanità mentale, e del quale resto meravigliato che abbia il titolo di avvocato,
      in conseguenza delle idiozie giuridiche che afferma, ma in Italia ormai si sà, tutto può succedere!

      Bene, confutiamo, e neanche senza troppo sforzo mentale, queste incredibili corbellerie.

      1) La prima falla neanche la discuto, perchè per me sono libere farneticazioni di un paranoico, o di chi volontariamente porta confusione discreditando chi fà reale disinformazione

      2) La seconda falla dell'Avv. Franceschetti è la non menzione dei Servizi Segreti in Costituzione, che quindi operano fuori copertura.

      Per cominciare i poteri dello Stato sono tre: Legislativo, Amministrativo e Giudiziario. In successione: Parlamento - Governo - Magistratura
      I Servizi Segreti non sono altro che un agenzia o delle agenzie del Governo.
      E' da pazzi equiparare queste agenzie a Organi di rango costituzionale!!!!
      Altrimenti la Costituzione dovrebbe includere anche l'Agenzia delle Entrate o per l'Energia.
      I servizi segreti sono sottoposti al Governo (fanno capo a un ministero), e prima ancora al Ministro dell'interno e della Difesa. Persino il Parlamento ha una commissione per il controllo di tali Agenzie. E la Costituzione Italiana disciplina le responsabilità dei Ministri. Ma che parlo a fare? Il Franceschetti forse neanche sà che all'alba dello scandalo p2 il Presidente del Consiglio Andreotti decapitò mezzo vertice del servizio segreto. Come avrebbe potuto farlo secondo lui? Secondo il Franceschetti questo non era ammesso giuridicamente.

      3) Terza falla: l'assenza del referendum propositivo.
      E dico io: meno male!!! Il popolo esercita l'iniziativa legislativa mediante presentazione di un progetto di legge. questo progetto deve essere firmato da 50.000 elettori. Poi sarà il Parlamento a varare la legge proposta dal popolo, ed a fare le opportune modifiche. Vi immaginate lasciare questo potere all'autore dell'articolo? Anche i Consigli Regionali e anche un singolo parlamentare, sia esso deputato o senatore, possono proporre delle leggi. Il popolo è estraniato come vorrebbe far credere il Franceschetti?

      3) La terza falla: la Corte costituzionale.

      Il Franceschetti evita di dire, o ignora totalmente (più probabile), che il ricorso alla Corte Costituzionale in via incidentale durante il processo avviene se una delle parti dichiara la presunta incostituzionalità di una norma applicata, e che il giudice, se la richiesta non è "manifestatamente infodata", cioè se c'è anche il solo il minimo dubbio che sia incostituzionale, il giudice sospende il processo e invia la decisione alla Corte. Il giudice. L'imputato ha tutto l'interesse che vada così, se non altro non spende un euro, e guadagna tempo. Ma dove li fà i processi questo? Nelle altre Nazioni dove è possibile ricorrere alle Alte Corti direttamente servono un pacco di soldi, non Italia, perchè è un processo interno. Mai vista cotanta ignoranza. Ecco, per esempio, all'Alta Corte Europea è possibile ricorrere direttamente e senza che ci sia un processo in corso, lì sì che servono soldi, in Italia neanche un euro.

      4) La quarta falla come la prima, libere farneticazioni. Ecco, però, se invece di fare l'avvocato facevi qualcos'altro, eh, forse era meglio!

      5) La quinta falla: la repubblica italiana è fondata sul lavoro
      Ah, da notare comunque la sua lucidità mentale: la 5) è la quarta falla - la 6) la quinta falla ecc. ecc.

      Forse lui non ha mai sentito che il lavoro nobilità l'uomo, e che l'ozio è il padre dei vizi. L'uomo è fatto per lavorare, persino nella Bibbia quando Dio scaccio l'uomo dall'Eden gli disse che da quel momento in poi avrebbe dovuto lavorare. Ma che lo dico a fare a un buddista? Per non parlare di tutti i manuali di diritto, che il Franceschetti ignora, e che spiegano che l'uomo si aggrega e lavora insieme per ottenere traguardi altrimenti irrangiungibili ai singoli individui.

      Le falle 8 e 9, come la 4 e la 1, non meritano risposta.

      Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

      Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire

      Non ho niente contro questo Paolo Franceschetti, ma mi dispiace solo che dica poche verità in un mare di stupidaggini, creando molta confusione,
      e di conseguenza allontanando le persone dalla ricerca della verità.
      Solo per questo ho postato questo commento.

    1. nicksal1 26 dicembre 2010

      L’interpretazione della Costituzione fornitaci dal Signor Franceschetti è molto interessante e affascinante (per questo probabilmente avrà molto seguito tra gli amanti del complotto), a me personalmente piace, ma è talmente piena e ricca di forzature che sembra scritta da Dan Brown (lo stile è quello).


      Allora, per quanto riguarda i Servizi Segreti, ammetto che non sapevo, mi informerò. Molto più probabile comunque è che la scelta da lui riportata sia stata fatta, inizialmente, per indebolire i Servizi, invece che per potenziarli, vista l'esperienza del Fascismo appena conclusa.



      Per quanto riguarda il lavoro e la sua dignità, su cui fondare una comunità o una società (lo Stato), va ricordato invece che la Costituzione è stata scritta da socialisti, comunisti, liberali e cattolici, prima che da massoni, cosa di cui vorrei vedere le prove (quindi anche forze di centro e di destra, non solo di sinistra).



      Prima di tutti, proprio i cattolici dovrebbero sempre ricordare S. Paolo, il quale ci dice:



      "[...] vi ho dato questa regola: chi non vuole LAVORARE non deve neanche mangiare. [...] in nome del Signore Gesù Cristo, io ordino e raccomando a questi fratelli di lavorare tranquilli e guadagnarsi da vivere." (Tessalonicesi II, 3, 10-12)



      Mi pare evidente che non ci si riferisce a Madre Teresa, ai monaci buddhisti o chi altri, ma a coloro che fino al '48, da secoli e secoli, protetti anche dal Fascio, vivevano di rendita, senza contribuire minimamente alla società (es. i nobili, che tra l'altro perdono anche la dignità giuridica del titolo).



      In questo i cattolici e i liberali si trovano molto d'accordo; provare a leggere Locke, il famoso filosofo e politico inglese del '600, considerato tra i Padri della cultura liberale, e le sue critiche a chi non lavora.



      Infine la cultura marxista, nella quale il lavoro ha un ruolo fondamentale; secondo Marx alla base di tutto sta il lavoro, che addirittura "umanizza" l'uomo; secondo Marx il lavoro distingue l'uomo dalle bestie, LAVORO inteso come azioni volte a soddisfare i bisogni dell'uomo e la propria sussistenza: in parole povere si lavora per magnà! Per questo il lavoro deve dare dignità e deve essere la base di una società; poichè l'uomo si realizza attraverso il lavoro ("Il lavoro è poi una scelta di vita, in quanto dovrebbe essere l’espressione della personalità del soggetto" come giustamente dice l’Avvocato nell’intervento).
      Secondo Marx l'errore della società è aver spostato il FINE del lavoro, dalla COLLETTIVITA' (cioè l'insieme degli uomini) all'INTERESSE PRIVATO (cioè di pochi).
      La società perfetta, secondo Marx, ma anche dei primi cattolici (vedere Atti 2, 44-45) è quella in cui "da ciascuno viene prodotto secondo le proprie capacità (con il lavoro) e a ciascuno viene dato secondo le proprie necessità".



      Da tutto ciò si ricava che il LAVORO va garantito come diritto in quanto è la base per costruire la società e per valorizzare l'individuo (e qui si ritrova la grande mediazione tra il mondo liberale, quello cattolico e quello marxista).



      Senza dover ricorrere a massoni o complotti, mi sembra che queste motivazioni giuridiche e filosofiche bastino a giustificare gli articoli 1 e 4.
      Mi sembra inoltre che l’Avvocato confonda la mancata attuazione degli articoli con una volontà di non realizzarli, o addirittura di realizzare il contrario, insita negli articoli stessi (cosa del tutto indimostrabile).
      È sotto gli occhi di tutti che la nostra società non funziona, che tante cose devono essere cambiate, che il LAVORO oggigiorno in molti casi “schiavizza” e non “realizza” l’uomo; ma questo non dipende dalla Costituzione.
      La nostra Carta reca anche scritto che lo Stato deve impegnarsi a diminuire le differenze tra i cittadini affinché si raggiunga una uguaglianza formale (davanti alla legge) e sostanziale (di ciò che uno possiede); niente di più lontano dal realizzarsi. Tuttavia credo sarete d’accordo nel dire che non vi è alcuna volontà nella Costituzione nell’impedire ciò. Che poi la classe politica abbia fatto poco o nulla di concreto per realizzarlo, è tutt’altro discorso.



      Mi permetto infine di fare un’ultima critica all’autore: per portare un attacco politico alle istituzioni in modo onesto e intellettualmente credibile, bisogna, a mio parere, portare prove, fonti e pensieri alternativi.
      Ciò che ha guidato la stesura della Carta Costituzionale è, come ho detto sopra, l’incontro, moderato (decisamente non progressista) delle culture marxista, liberale e cattolica in opposizione all’esperienza del Fascismo appena conclusasi; se l’Avvocato Franceschetti non fosse d’accordo con queste idee, cosa assolutamente lecita, dovrebbe criticare queste posizioni alla base del documento cercando di sottolinearne eventuali debolezze o contraddizioni, basandosi su un pensiero alternativo.
      Ricorrere alla massoneria, senza PROVE, senza FONTI, senza dare una chiara idea di quale sia questo ideale massonico che lui richiama, senza fornire una idea o un pensiero contrario a cui egli stesso si ispira per controbattere, per screditare qualcosa con cui è in disaccordo è estremamente disonesto, oltre che una via molto facile.
      Nessuno può infatti dire che ciò che egli scrive sia falso, non ci sono prove, esattamente come nessuno, lui compreso, può dire che ciò che scrive sia vero; se ha prove o fonti le pubblichi.



      I valori che stano alla base della nostra Costituzione, a mio parere una delle migliori al mondo, con tutti i suoi difetti che possono essere migliorati e corretti (ricordiamoci che al mondo nulla è perfetto e definitivo), sono quelli, lo ripeto per l’ennesima volta, marxisti, liberali e cattolici.
      Mi piacerebbe che chi non ne fosse convinto rispondesse portando delle prove VERIFICABILI.
      In alternativa, che chi non fosse d’accordo con i valori della Costituzione, riportasse, giustificandoli, le motivazioni del proprio disaccordo.



      Grazie,



      uno studente di medicina

    1. alvise 20 dicembre 2010

      @ Sokratico

      Non hai capito un mazzo di questo post. Non condivido tutto, ma su alcune parti c'è della verità.Il fatto che anche il pci fosse nella costituente, che c'entra?Forse perchè uno ha il simbolo falce e martello non può essere assolutamente massone?Hai le prove?Magaldi di che ideologia è secondo te?Io non le ho le prove, ma non pontifico come te.Al massimo si potrebbe discutere questo intervento, ma non bocciarlo a priori come fai tu.Citi la rivoluzione francese, ah ah, ma se proprio tra i componenti, importanti, della rivoluzione francese, c'erano molti massoni, informati.

    1. Sokratico 20 dicembre 2010

      che cagata stitica di articolo...



      nell'ottocento la massoneria era un insieme di associazioni sovversive, senza nulla in comune tranne l'intento finale di rovesciare le monarchie assolute...



      si ispiravano all'illuminismo, alla rivoluzione francese, al socialismo utopico spesso e così via...



      L'idea di massoneria che abbiamo in Italia, borghese, conservatrice, reazionaria e anche, spesso, strumento del potere e dei servizi segreti è un mutamento storico legato alla seconda guerra mondiale e al patto di Yalta, che ha consegnato l'italia alla sfera Nato.



      questa cosa di cercare il complotto millenario o secolare è abbastanza stancante.



      La costituzione è un elenco di valori, poi è il codice civile e penale a determinarne l'applicazione.



      e se qualcuno se ne dimentica, nel CLN e nella costituente c'era il PCI di Togliatti, ben prima del '56, quindi di osservanza comunista stretta.



      Il lavoro era il loro feticcio...la massoneria c'entra pochino...


    1. figliodionan 19 dicembre 2010

      L'articolo astrae la Costituzione dalla storia di questo paese, fatta dai suoi governanti e soprattutto dai suoi cittadini, complici per 60 anni.

      Non basta il referendum propositivo, bisogna togliere anche il quorum, altrimenti ogni referendum viene invalidato: e' un buon modo per riportare la sovranita' nelle mani del popolo (art. 1)

    1. alvise 19 dicembre 2010

      @ Eli.



      Per dire che non ti piace F. hai scritto la divina commedia.La tua tiritera me l'ha fatta sembrare tale e quale a qualunque opinionista, infatti hai descritto una tua opinione ed hai solo contestato.

      Non dico che fai male a contestare, tutto giusto, a me invece sarebbe piaciuta una analisi sulla attuale consorzieria politica-finanziaria-massonica, magari diversa da F. o da altri, o magari parlarci della figura nascosta di padoa schioppa, uno dei Bildeberg, i cui media di oggi, ipocriti, lo esaltano.
      Io ho solo letto cose che tutti conosciamo, a parte quella delle acciughe e dell'olio.Se tu ci avessi spiegato cose che non conosciamo, o comunque analisi personali, forse avremmo potuto anche commentarle.Con quello che hai scritto, che c'è da commentare?Se tu hai torto o ragione?Su che cosa?Su F?

    1. Eli 19 dicembre 2010

      La nostra costituzione è massonica.
      E meno male! Forse Franceschetti preferiva Mussolini ed i
      Savoia?
      La caduta del fascismo fu orchestrata dalla massoneria. Dino Grandi, estensore dell'Ordine del Giorno che depose M., era un massone. Dopo
      l'arresto del duce, ordinato dal re, Grandi partì di gran carriera in aereo per Madrid, il 25 luglio 1943.
      Quindi noi tutti dobbiamo ai massoni se siamo cresciuti in un paese imperfettamente democratico, e non sotto la ridicola, tragica dittatura.
      I massoni di un tempo hanno coltivato ideali altissimi, quali Eguaglianza, Libertà, Fraternità. E l'Unità d'Italia (ma forse Franceschetti preferisce i Borboni, gli austriaci, Napoleone, Pio IX e compagnia cantando). Il Risorgimento.
      L'abolizione della schiavitù negli USA.
      E' la massoneria odierna che è degenerata, essendo un'accozzaglia di affaristi, pedofili, satanisti, che disprezzano gli ideali massonici ed infangano l'intera organizzazione. Come il
      senza-casa di Arcore, affetto da bulimia immobiliare, il suo degno compare Verdini, e tutti quei porci preti pedofili che frequentano le medesime logge. Non dimentichiamo che Ruini e Bagnasco erano nella P2, e che Natzinger e Bertone sono dell'Octopus Dei, un'altra società segretissima.
      Tanto è vero che all'interno stesso del GOI si è verificata la scissione di Gioele Magaldi, che con le sue lettere ha smascherato Papi, e che si richiama agli ideali originari della massoneria, completamente disattesi da questo branco di lupi affamati.
      Avete fatto caso che i giornali di Casa Papi non ne hanno parlato manco di striscio? Grazie a precisi ordini di scuderia, di cui ha riferito un giornalista rimasto anonimo, per fortuna c'è sempre qualcuno che parla.
      Mi sono intenerita là dove F. dice che un padrone non può licenziare un dipendente nemmeno se non lo vuole più, o se questi ha rubato!
      Poveri padroni, come mi commuovono! Non possono cacciar via nessuno con uno schiocco di dita!
      Pensa che frustrazione, che dolore debbono sopportare, che senso d'impotenza, loro che hanno i dinè e sono abituati a comprarsi il mondo! Propongo di segnalarli al Telefono Azzurro, per un'eventuale, necessaria protezione!
      E meno male che F. fa l'avvocato, e pure civilista! Ed ignora che se un dipendente ruba, il padrone ha tutto il diritto di chiederne il licenziamento? Sarà poi la magistratura del lavoro a stabilire se trattasi di giusta causa o no. Se ha rubato, nove volte su dieci viene licenziato.
      Franceschetti non si rende neppure conto che il suo intervento va esattamente nella direzione che i turbocapitalisti del NWO auspicano: distruzione dei sindacati, dello stato sociale, impoverimento delle masse e totale spregiudicato dominio sui lavoratori, resi schiavi passivi.
      Forse F. preferisce i bei tempi in cui un padrone poteva cacciare chiunque a calci in culo solo per suo arbitrio, gli anni cinquanta, o prima ancora, gli anni venti e trenta, quando i bambini di dodici anni lavoravano quattordici ore al giorno nelle miniere di zolfo in Sicilia, o quando un bracciante dei principi Colonna, per un mese di fatica nei campi percepiva un quarto di olio, dieci acciughe, cinque filoni di pane ed un pezzo di lardo (ho letto i documenti originali), e solo il brigante Tiburzi si prendeva il disturbo, in Maremma, di difendere questi poveracci. Infatti fu ammazzato dai carabinieri su richiesta del principe.
      Queste nostalgie fordiste e tayloriste da prima Rivoluzione Industriale fanno letteralmente vomitare.
      Per F. il lavoro non è un diritto né un dovere.
      Bene. Quali sono le alternative per vivere, mettersi un tetto sulla testa, scaldarsi?
      1) Sfruttare il lavoro degli altri. Bella roba!
      2)Vivere di elemosina. Cosa degradante ed umiliante, perché un essere umano sano ha il dovere di essere autosufficiente e non dipendere dagli altri. Per DIGNITA' personale. Penso che preti, lama e bonzi siano dei parassiti che vivono alle spalle degli altri, ed il papa è il più parassita di tutti, perché regna su una bimillenaria associazione a delinquere che ogni anno ci succhia circa 10-11 miliardi di Euro!!!
      3) Ereditare da un parente ricco. Ma anche in quel caso, se tu non fai nulla, i soldi finiscono presto, e ti ritrovi vecchio ed in miseria.

      Il lavoro è un dovere ed un diritto, ed è ciò che dà all'essere umano una dignità di autonomia ed anche la possibilità di fare esperienza e realizzarsi. Certo non un lavoro da bestia come lo concepiscono oggi, sottopagato e soggetto a mille ricatti. Questo sì che è degradante.

      Il problema di F. credo risieda nel fatto che vuole continuamente uscire dal giardinetto delle rose rosse, e sconfinare nel mare magnum dell'opinionista, per il quale non ha né la preparazione né la lucidità.
      Pur avendo svolto in passato un grande lavoro d'indagine e di ricerca, attualmente si atteggia a maitre à penser.
      Solo che vola molto basso, a causa di pressappochismo, superficialità ed ignoranza di molte, troppe cose.
      Praticamente scrive come si parla, così come ci si scambiano pensieri in libertà al bar, fra amici di vecchia data,
      ed è totalmente immune dal buonsenso che impedisce al più sprovveduto degli umani di delirare in pubblico. Non possiede alcun senso di autocritica o senso del limite.
      I poliziotti ed i carabinieri che dovrebbero fare il loro lavoro come una missione mi hanno fatto letteralmente scompisciare dalle risate!
      :-D :-D
      :-D :-D :-D
      E che missione sarebbe impugnare armi, uccidere, bastonare studenti, manifestanti NO TAV e cassintegrati FIAT? Ci vuole il pelo sullo stomaco, ed attaccamento ai privilegi di cui godono, per fare un lavoro così, altro che missione. E che sono crocerossine?
      Ci sarebbe altro da dire, ma mi limito a sottoscrivere tutto quanto espresso da Alberto Conti, franzkly, e Longoni.

    1. buran 19 dicembre 2010

      Ma se la Costituzione è "massonica", come mai sono sempre stati proprio i massoni a volerla cambiare radicalmente, dai tempi di Pacciardi a Gelli fino a Berlusconi, che l'ha definita addirittura "sovietica"?

    1. Affus 19 dicembre 2010

      Ragazzi ,mò ve la posta io una vera Costituzione della Repubblica Italiana ,bella fresca fresca , disinfettata dallo spirito massonico e tutta tesa al vero bene comune . Il tempo per correggerla grammaticalmente ! ourevoir .

    1. Longoni 18 dicembre 2010

      ...mi sono scordato di ricambiare i saluti :-)

    1. Longoni 18 dicembre 2010

      Grazie della correzione! Non lo sapevo che Napolitano era massone, ma non mi stupisce. Lo definisco pseudocomunista perché da quello che ho letto su di lui, non ho trovato niente di diverso da quello che sta facendo adesso. Ho degli amici massoni ed è tramite loro che ho "conosciuto" quello che si può da "fuori". Credo nella bontà di certe idee ma non nell'organizzazione chiusa. Ci tengo assai a rimanere un cane sciolto. In merito alla Costituzione non confuto che possa essere di ispirazione massonica. Ma a mio parere, non è questo il punto. L'analisi di Franceschetti è piena di incongruenze ed interpretazioni volutamente forzate finendo per contraddirsi da solo. Per esempio, quando cita il primo articolo della Costituzione spagnola "...non fa cenno al lavoro e dichiara di fondarsi – molto più intelligentemente di noi – su libertà, giustizia e uguaglianza." Queste tre parole sarebbero meno vuote di quelle del primo articolo della nostra Costituzione? Come diceva Pertini anni fa, come fa ad esistere la libertà senza giustizia sociale? Esiste forse una parola più raggirante dell'Uguaglianza quando si parla delle persone? Sopratutto nella nostra società cosiddetta del libero mercato! Ed in seguito "...tutti i lavoratori spagnoli hanno il dovere di lavorare..." Ma da quando il lavoro, che nelle parole di Franceschetti, rappresentava una specie di schiavitu per l'uomo diverrebbe un "ragionevole" dovere? E cosa dire della frase: "....- i datori di lavoro sono costretti dalla dissennata legislazione italiana ad assumere lavoratori in nero, sottopagarli, ecc." E il Sudafrica? "...La Costituzione del Sudafrica provvederà all’istituzione di uno Stato sovrano, di una comune cittadinanza sudafricana e di un sistema di governo democratico, mirante a realizzare l’uguaglianza tra uomini e donne e fra genti di tutte le razze." Forse lo Stato sovrano esiste ma per il resto, per quanto volessimo spingere l'eufemismo, l'odierna società sudafricana rimane lontana anni luce. Potrei continuare con altri esempi, l'articolo è intriso, ma credo di essermi spiegato.

    1. alinaf 18 dicembre 2010

      Costituzione e leggi, simulacri, spettri, ombre di giustizia.... morta. Ciao.

    1. Skaff 18 dicembre 2010

      Credo che in Venezuela si sia recentemente arrivati ad una legge del genere, leggevo su Repubblica. E dicono che Chavez e' un dittatore malefico..

    1. castigo 18 dicembre 2010

      Art. 1.

      L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (altrui)
      La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (ovvero decidiamo noi)

      Art. 2.

      La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, (salvo dimenticare di specificare quali siano, ed in virtù di cosa siano inviolabili) e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. (salvo dimenticare nuovamente di specificare quali siano, così c'è spazio di manovra, che non guasta mai)

      Art. 3.

      Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (e Mastella ride)

      È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (la soluzione naturalmente è livellare tutto al minimo, così come gli stupidi si possono far sembrare meno stupidi rendendo illegale l'intelligenza) e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (segue logicamente che i disoccupati non abbiano facoltà di partecipare all'organizzazione politica)

      Art. 4.

      La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. (salvo tralasciare qualche dettaglio sul prerequisito diritto di proprietà)

      Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (strano, pensavo di avere il dovere di sfamare la famiglia)

      Art. 5.

      La Repubblica, una e indivisibile, ("per redistribuire più lontano, Cappuccetto Rosso") riconosce e promuove le autonomie locali; (salvo additarle come "secessione" all'occorrenza) attua nei servizi che dipendono dallo Stato (quali?) il più ampio decentramento amministrativo; (ovvero: prima pagate, poi arrangiatevi) adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. (amen)

      Art. 6.

      La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. (grazie, ci servirà quando il 90% dei cittadini parlerà arabo)

      Art. 7.

      Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

      I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. (tradotto: Radio Maria vi può friggere il cervello e non possiamo farci nulla, rassegnatevi)

      Art. 8.

      Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. (ma alcune sono più "libere" di altre)

      Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. (e laddove contrastano basta farsi scrivere una legge apposta)

      I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. ("tu mete in ginocchio! tu ha inteso? tuto mondo òdia... non zo peché!")

      Art. 9.

      La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. (indirizzando dunque la cultura e la ricerca per mezzo della refurtiva fiscale, "però siamo liberi")

      Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. (magari come collaterale a qualche prestito)

      Art. 10.

      L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. ("generalmente, più o meno, ma possiamo sequestrare gli arabi in mezzo alla strada e buttarli nei voli della CIA? solo se è generalmente riconosciuto!")

      La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. (mutevoli trattati internazionali, altro utile spazio di manovra)

      Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, (ovvero il 90% del mondo, da sempre) ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. (peccato che abbiano cominciato a sbarcare solo dopo l'avvio della bolla e la pioggia di welfare)

      Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. (invece Solomon Morel se lo tengono stretto anche se è un assassino, e tutti zitti)

      Art. 11.

      L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli (salvo portare l'energia elettrica alle gonadi altrui in Somalia) e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; (però dovevamo liberare l'Iraq perché "c'erano le armi") consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, (vedi Vicenza) alle limitazioni di sovranità (vedi Sardegna) necessarie ad un ordinamento (quale?) che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; (tradotto: non decidiamo più "noi", arrivano telefonate da più in alto) promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (tradotto: i soldi che rubiamo non li vedrete mai più neanche sotto forma di servizi scadenti)

      Art. 12

      La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. (per fortuna è una bandiera semplice, altrimenti ci toccava cambiarla in corsa in omaggio ai meno fortunati)

      Art. 13.

      La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge...

      Art. 14.

      Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.

      (Quindi è sufficiente che un governo emani le leggi giuste, poiché la costituzione non garantisce assolutamente nulla e delega tutto alla legge vigente.)

      Se questa roba fosse un contratto tra privati ci sarebbero avvocati che rotolano giù dalle scale ridendo...

      P.S.

      Ti ricordo inoltre che il segreto di stato non è contro la Costituzione, altrimenti non esisterebbe.

      questo ci suggerisce quale metro di libertà sia la costituzione......

    1. amensa 18 dicembre 2010

      a me viene invece da ridere. la costituzione sarà anche un bel testo, forse è stato scritto da massoni o forse no, ma comunque rispecchia una determinazione della borghesia.
      e provo a spiegarmi. Se è verissimo che tutto l'impianto legislativo e governativo tende a separare il frutto del lavoro da coloro che lavorano, a tutto beneficio della borghesia , tutta la disamina fatta sulla costituzione manca di due punti importanti. 1) qualsiasi legge può essere buona finchè vuoi ma se non viene fatta rispettare serve solo a pulircisi il culo.
      "repubblica fondata sul lavoro" "diritto al lavoro" si e poi ? vallo a raccontare ai disoccupati che si mangino la costituzione. Bello e pomposo enunciare grandi principi, ma se poi non li si realizzano restano parole scritte sulla sabbia. anzi no. si attuano quelle norme ch efanno comodo ai soliti noti, ma si trascurano le altre. 2) e chi dovrebbe attuarle ? il governo , no ? e chi controlla il governo che attui quanto la "carta" prescrive ? Il parlamento ! e chi controlla il parlamento ? nessuno! ed ecco l'inganno ! far credere al popolo di essere sovrano perchè gli si fa apporre una croce ogni 5 anni. E quella croce la appone sulla base di promesse che nessuno , DICO NESSUNO , può costringere gli eletti a mantenere . già, la minaccia di , forse non venire rieletti. ah... ch eminaccia , se non eleggi quelli ne eleggi altri fotocopia. e intanto i primi si godono una lauta pensione che si sono autoasseganata ma a spese nostre !!! altro che costituzione , questa merda di democrazia ipocrita va denunciata !! revoca immediata del mandato parlamentare, e a casa a calci in culo a quegli eletti che sgarrano e perdono la fiducia e senza pensione, ma non si può lasciare leggi eventualmente votate da traditori della parola data, no ! se ad esser spediti a casa sono un numero di parlamentari che potrebbe far cambiare l'esito della votazione, la legge va RIVOTATA con i nuovi membri.
      vogliamo vedere che così le cose comincerebbero a funzionare un po meglio ? Vogliamo vedere ch el'opposizione sarebbe attentissima a denunciare ogni legge anche lontanamente antipopolare, e tutti i deputai che l'hanno votata ? Ecco questo, e non altro realizzerebbe il famoso "potere al popolo". paura signori massoni e simili ch eun'idea simile prenda piede e venga richiesta a gran voce da una popolazione finalmente risvegliata dal torpore dell'inganno ipocrita.

    1. Simulacres 18 dicembre 2010

      ps. un solo appunto.

      Franceschetti scrive:"Ad esempio; ipotizziamo che un cittadino voglia impugnare l’assurda legge che prevede che ogni professionista debba versare allo stato il 99 per cento del reddito dell’anno futuro, per incassi ancora non percepiti; in tal caso bisogna dapprima rifiutarsi di pagare (quindi commettere un illecito); poi occorre aspettare di ricevere la cartella esattoriale da parte dell’agenzia delle entrate con le relative multe e sovrattasse; e solo dopo queste due mosse si poi impugnare la cartella, peraltro senza nessuna certezza di vincere la causa."


      Il "Processo Tributario" è cosa ben diversa dal processo civile, penale o anche amministrativo poiché il ricorrente, non può MAI presentarsi davanti al giudice tributario; è ammesso il solo professionista che ti rappresenta, ma esclusivamente su richiesta "scritta" alla deposizione del ricorso.


      Inoltre, prima di poter arrivare della corte costituzionale vi sono ulteriori ostacoli aggiuntivi, quale es. nell'eventuale ricorso alla Corte di Cassazione, la stessa Corte precisa che le Circolari e risoluzioni ministeriali – Non hanno natura normativa – Insindacabilità nel giudizio di legittimità., Con la sentenza n. 11449 del 30 maggio 2005, è tornata aribadire che le circolari e gli atti, interpretativi dell’Amministrazione finanziaria hanno efficacia meramente interna e non costituiscono fonte di diritto, cosicché la loro eventuale violazione non è denunciabile in Cassazione a norma dell’art. 360, primo comma. n., 3, c.p.c..



      E lo dice uno che è rimasto vittima di un'ingiustizia tanto gigantesca quanto Criminale e grottesca, - una vicenda che definirla kafkiana è riduttivo - (vicenda che davanti a un giudice ordinario si sarebbe risolta in pochi istanti, - poichè l'evidenza è inconfutabile! - a mio favore e con tanto di risarcimento dei danni) e che per non sottostare allo scempio oltre che al danno biologico, morale e professionale irreversibile dettate dalle vili sentenze di questi giudici di parte (forte coi deboli e deboli coi forti poichè vengono assegnati dal ministero dell'economia e delle finanze) e BASTARDI!!! e ai Ricatti dei vili ESTORSORI!!!, (Uff.delle Entrate), che manco se gli fossero piovuti milioni di euro dal cielo gli avrebbe mai dato un solo centesimo, li avrebbe bruciati piuttosto! e che per questi nobili motivi vive da anni in uno stato di privazioni e precarietà ormai prossime all'indigenza finale.



      E a proposito di donchisciottate, pe approfondimenti chi vuole può leggere online l'esilarantissima "Lettera aperta al Garante del Contribuente Dott. U. LOI". nella quale a piè pagina v'è un link altrettanto esilarante, "Il Caso di specie", cosicchè assommate - fra un riso e l'altro - potreste farvi un'idea... se non completa, quantomeno sufficientemente esaustiva sulla tragicomica kafkiana. Che per di più, tanto per stare in tema di comiche, nel pieno della battaglia donchisciottiana - nella quale il nostro cavaliere errante, in tutto il suo splendore, meglio rivela il suo carattere bizzarramente candido ma sciaguratamente, smisuratamente ingenuo - propose la visione dell'"Opera" alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo il quale cancelliere dette riscontro con notifica di ricevimento del "copione" e notificato agli atti in attesa di "visione" degli esperti di Corte i quali, passati tre anni, non v'è ancora alcun responso in merito, ossia, se l'"Opera" tragicomica contiene o meno quelle "singolarità molieriane" sufficienti, tali da poter essere rappresentata dinanzi all'Onorevole Corte dei cortigiani corteggiatori di Corte.


      Ahhhhh! Triste e deplorevole sorte quella di un ilota che vuole fare arrossire il suo padrone!

    1. sovranidade 18 dicembre 2010

      Esatto, giustissima precisazione !

      Il fatto è che io do talmente per scontato che la Sovranità monetaria è parte integrante e fondamentale del più vasto e completo concetto di Sovranità Popolare, che a volte mi sfugge proprio di ribadirlo.
      Grazie.

    1. Simulacres 18 dicembre 2010

      Ho poc'anzi postato un commento in altro sito ma dopo aver letto questo articolo ho pensato di riportarlo pari pari qui; devo soltanto modificare leggermente il titolo originale da "La civiltà dello “scimpanzè”! a "La Costituzione dello dello “scimpanzè”.



      “Non ti serviranno a niente i tuoi studi qui ragazzo, mica sei venuto per pensare ma per fare i gesti che ti ordineranno di eseguire. Non abbiamo bisogno di creativi nella nostra fabbrica, è di scimpanzè che abbiamo bisogno. Ancora un consiglio, non parlare più della tua intelligenza, penseremo noi per te amico!”



      Queste le parole (tratte da "Viaggio al termine della notte" - capolavoro di L-F Celine ed.1932) pronunciate dal medico esaminatore all'immigrato destinato alla catena di montaggio della fabbrica Ford; sembrano le stesse pronunciate, oggi, dai tecnocrati della scelleratezza - alla Marchionne - al soldo degli oligarchi, e dai loro commissari politici, sindacati, associazioni ecc. ecc. agli operai, precari, disoccupati, studenti, indigenti e quant'altro ricattati e disperati umiliati costretti ad accettare di tutto pur di sopravvivere in quest'epoca di civiltà e di progresso demo.. ops.... Zoocratica!



      La Costituzione dello dello “scimpanzè”!

    1. lucamartinelli 18 dicembre 2010

      si dovrebbe pure spiegare che la sovranita' comprende anche il potere monetario, che invece il popolo non ha mai avuto.

    1. lucamartinelli 18 dicembre 2010

      non è Franceschini, ma Franceschetti. Non è grave ma lo ripeti 2 volte. Venendo al merito della questione ti pregherei di riflettere un po' di mesi, leggendo quello che puoi sulla Massoneria. Poi ne riparliamo. Ho trovato interessante il fatto che definisci Napolitano "pseudocomunista". mi piacerebbe sapere se condividi quello che so io, e cioe' che Napolitano è in realta' massone che fu infiltrato dai grembiulini nel PCI per controllarlo. saluti

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