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Cosa c’è veramente dietro la balla del riscaldamento globale

DI F. WILLIAM ENGDAHL

journal-neo.org

La recente conferenza ONU sul riscaldamento globale, sotto l’egida dell’International Panel on Climate Change (IPCC), ha concluso il proprio incontro in Corea del Sud discutendo su come limitare drasticamente l’aumento della temperatura globale. I media mainstream stanno spacciando vari scenari catastrofici causati delle emissioni di gas serra, specialmente CO₂, prodotte dall’uomo, se non vengono urgentemente intrapresi cambiamenti drastici nel nostro stile di vita. C’è solo una cosa che non va in tutto questo. La conclusione si basa su falsi studi e scienziati corrotti, che hanno raccolto miliardi di sovvenzioni per confermare la necessità di un cambiamento radicale nel nostro tenore di vita. Perché? La risposta è inquietante.

La riunione dell’IPCC ha discusso delle misure necessarie, a detta dei propri modelli informatici, per limitare l’aumento della temperatura globale ad 1,5 °C sopra quella dell’era preindustriale. Drew Shindell, dell’Università di Duke, uno dei membri del gruppo ed uno degli autori dell’ultimo Rapporto Speciale IPCC sul Riscaldamento Globale, ha detto alla stampa che per raggiungere l’obiettivo occorrerà diminuire le emissioni mondiali di CO₂ di un incredibile 40% per i prossimi 12 anni. L’IPCC richiede “zero emissioni nette” di CO₂ entro il 2050. Ciò significherebbe un divieto totale sui motori a gas o diesel per auto e camion, no centrali a carbone, trasformazione dell’agricoltura mondiale verso biocarburanti derivati da alimenti. Shindell ha ammesso: “Sono cambiamenti enormi”.

Il rapporto, denominato SR15, dichiara che il riscaldamento globale di 1,5 °C porterà “probabilmente” all’estinzione delle specie, a condizioni meteorologiche estreme, e a rischi a salute, crescita economica ed approvvigionamento di cibo. Per evitare tutto questo, le stime hanno richiesto che i soli investimenti energetici salgano di $2,4 trilioni l’anno. Il che potrebbe spiegare l’interesse delle principali banche globali, in particolare quelle della City di Londra, a spingere la carta del riscaldamento globale.

Lo scenario assume una dimensione ancor più incredibile, in quanto generato da dati fasulli, creati da un gruppetto internazionale di scienziati climatici, che etichetta i colleghi in disaccordo come “negazionisti del cambiamento climatico”. Vi ricorda qualcosa? Ecco come uccidere un legittimo dibattito scientifico. Il capo IPCC ha recentemente sentenziato: “Il dibattito sulla scienza dei cambiamenti climatici è già stato fatto, ora è chiuso”.

Il dibattito è tutt’altro che finito. Il Global Warming Petition Project, firmato da oltre 31.000 scienziati statunitensi, afferma: “Non ci sono convincenti prove scientifiche che il rilascio umano di anidride carbonica, metano od altri gas serra stia causando o causerà, nel prossimo futuro, un riscaldamento catastrofico dell’atmosfera terrestre ed un’interruzione del clima terrestre. Vi è anzi una sostanziale evidenza scientifica che l’aumento del biossido di carbonio nell’atmosfera produca molti effetti benèfici sugli ambienti naturali di animali e piante”.

Allarmisti

La cosa più interessante dei terribili avvertimenti di catastrofe globale è che si basano sempre su previsioni future. Quando il “punto di svolta” della cosiddetta irreversibilità è passato senza evidenti catastrofi, ci si inventa sempre un nuovo punto futuro.

Nel 1982 Mostafa Tolba, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), avvertì che “se i governi non agiscono ora, entro un paio di decenni il mondo affronterà un disastro ecologico”. Predisse che l’inazione avrebbe portato “una catastrofe ambientale verso l’inizio del secolo, che vedrà una devastazione totale, irreversibile come qualsiasi olocausto nucleare”. Nell’89 Noel Brown, sempre dell’UNEP, disse che intere nazioni sarebbero state spazzate via dalla faccia della terra, a causa dell’innalzamento del livello del mare, se la tendenza al riscaldamento globale non fosse stata invertita entro il 2000. James Hansen, figura onnipresente negli scenari apocalittici, ai tempi dichiarò che, “per preservare un pianeta simile a quello su cui la civiltà si è sviluppata sulla Terra ed alla quale è stata adattata la vita”, il limite massimo era di 350 ppm di CO₂. Rajendra Pachauri, allora capo IPCC, dichiarò che: “Se non si agisce prima del 2012, sarà troppo tardi”. Oggi il livello misurato è 414.

Come osserva lo scienziato britannico Philip Stott: “In sostanza, negli ultimi cinquanta anni, è stato regolarmente dato alla Terra un avviso di sopravvivenza di 10 anni… Il periodo postmoderno di ansia per i cambiamenti climatici può essere probabilmente fatto risalire a fine anni ’60… Nel ’73, quando lo spavento del “Raffreddamento Globale” era in pieno svolgimento, con previsioni dell’imminente collasso del mondo entro venti anni […] gli ambientalisti avvertivano che, entro il 2000, la popolazione americana sarebbe scesa a soli 22 milioni. Nell’87, il nuovo spavento improvvisamente divenne il “Riscaldamento Globale”, e venne quindi istituito l’IPCC (il Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) (1988)…”.

Dati difettosi

I modelli IPCC sono puramente teorici, non reali. L’ipotesi dipende interamente da modelli informatici che generano scenari futuri, non corroborati da registrazioni empiriche che li verifichino. Come ha concluso uno studio scientifico, “I modelli climatici computerizzati, sui quali si basa il ‘riscaldamento globale causato dall’uomo’, hanno sostanziali incertezze e sono palesemente non attendibili. La cosa non sorprende, dal momento che il clima è un sistema dinamico non lineare ed accoppiato. È molto complesso”. Accoppiato vuol dire che gli oceani causano cambiamenti nell’atmosfera e viceversa. Entrambi sono legati in modo complesso ai cicli solari. Nessun modello che prevede il riscaldamento globale o mille “punti di svolta” è in grado di analizzare, e neanche cerca di farlo, le reciproche influenze tra l’attività del sole ed i cicli di eruzione solare che determinano le correnti oceaniche, correnti a getto, gli El Niños ed il tempo quotidiano.

John McLean, un australiano esperto di IT e ricercatore indipendente, ha recentemente effettuato un’analisi dettagliata del rapporto IPCC sul clima. Osserva che il set di dati usato è HadCRUT4, palesemente pieno di errori. Nota: “È molto amatoriale, ha lo standard di uno studente universitario del primo anno”. Tra gli errori, “le medie della temperatura sono state calcolate con pochissime informazioni. Per due anni, le temperature sulla Terra nell’emisfero meridionale sono state stimate da un solo sito in Indonesia”. Altrove, ha scoperto che per l’isola caraibica di Saint Kitts e Nevis la temperatura è stata registrata a 0 °C per un mese intero, in due occasioni. Il set di dati è una produzione congiunta del britannico Hadley Center e dell’Unità di Ricerca Climatica dell’University of East Anglia. Quest’ultimo è il gruppo implicato diversi anni fa nel famigerato scandalo Climategate, che riguardava dati errati e relativa cancellazione di mail compromettenti per nasconderlo. I media mainstream hanno prontamente sepolto la storia, rivolgendo invece l’attenzione su “chi ha illegalmente cancellato le mail dell’East Anglia”.

Abbastanza sorprendentemente, se si fa una piccola ricerca, si scopre che l’IPCC non ha mai condotto una vera inchiesta scientifica sui possibili casi di cambiamento del clima terrestre. Le fonti artificiali di cambiamento venivano asserite arbitrariamente.

Il malthusiano Maurice Strong

Pochi tuttavia sono a conoscenza delle origini politiche e persino geopolitiche delle teorie del riscaldamento globale. Com’è successo? Il cosiddetto Cambiamento Climatico, o Riscaldamento Globale, è un programma di deindustrializzazione neo-maltusiano, originariamente sviluppato nei primi anni ’70 da circoli attorno alla famiglia Rockefeller, per impedire l’ascesa di industriali indipendenti rivali. Nel mio libro, “Myths, Lies and Oil Wars”, descrivo dettagliatamente come l’autorevole gruppo Rockefeller abbia anche sostenuto la creazione del Club di Roma, dell’Aspen Institute, del Worldwatch Institute e del report del MIT “Limits to Growth”. Uno dei principali organizzatori del programma di crescita zero fu un amico di lunga data di David Rockefeller, un petroliere canadese di nome Maurice Strong. Strong fu uno dei primi divulgatori della balla per la quale le emissioni prodotte dai veicoli di trasporto, dalle centrali a carbone e dall’agricoltura avevano causato un drammatico aumento della temperatura globale, che minacciava la civiltà.

Come presidente della Conferenza ONU di Stoccolma del 1972 sulla Giornata della Terra, Strong promosse un’agenda di riduzione della popolazione ed abbassamento degli standard di vita in tutto il mondo, per “salvare l’ambiente”. Alcuni anni dopo lo stesso Strong ribadì la propria radicale posizione ecologista: “Il crollo delle civiltà industrializzate è l’unica speranza per il pianeta. Non è nostra responsabilità portarlo a termine?”. Il dott. Alexander King, co-fondatore del Club di Roma, gruppo legato ai Rockefeller, ha ammesso il progetto nel proprio libro, “The First Global Revolution”. Scrive: “Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, abbiamo avuto l’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, la carestia e simili sarebbero stati adatti… Tutti questi pericoli sono causati dall’intervento umano… Il vero nemico, quindi, è l’umanità stessa”.

Per favore, andatevelo a rileggere. In pratica, dice lui, la colpa è dell’umanità, non delle 147 banche e multinazionali globali che de facto determinano l’ambiente odierno.

Dopo il Summit sulla Terra, Strong venne nominato Assistente Segretario Generale delle Nazioni Unite e Consulente Capo di Kofi Annan. Fu il principale artefice del Protocollo di Kyoto del 1997-2005, che dichiarò che il surriscaldamento globale era reale e che era “estremamente probabile” che le emissioni di CO₂ prodotte dall’uomo ne fossero la causa principale. Nell’88 Strong fu determinante nella creazione dell’IPCC ed in séguito della Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici al Summit sulla Terra a Rio, da lui presieduto e che approvò la sua Agenda 21.

L’IPCC ed il suo programma di riscaldamento globale è un progetto politico, non scientifico. Il suo ultimo rapporto, come i precedenti, si basa su una finta scienza. Il professor Richard S. Lindzen del MIT, in un recente discorso, ha criticato i politici e gli attivisti che affermano che “la scienza è risolta”, ed ha chiesto “cambiamenti senza precedenti in tutti gli aspetti della società”. Ha notato che è totalmente non plausibile che un così complesso “sistema multifattoriale” come il clima venga sintetizzato da una sola variabile, il cambiamento di temperatura medio globale, e controllato principalmente da una varianza dell’1-2% nel bilancio energetico dovuto alla CO₂. Lindzen ha denunciato come “un’improbabile congettura, sostenuta da false prove ripetute incessantemente, sia diventata ‘conoscenza’, usata per promuovere il capovolgimento della civiltà industriale”. Il nostro mondo ha sì bisogno di una “trasformazione radicale”, ma di una che promuova la salute e la stabilità della specie umana.

 

F. William Engdahl

Fonte: https://journal-neo.org

Link: https://journal-neo.org/2018/10/16/the-dark-story-behind-global-warming-aka-climate-change/

16.10.2018

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

12 Commenti

  1. Sarebbe sufficiente diminuire la popolazione mondiale. Per esempio in africa e asia ma anche negli USA. Se l’innalzamento della temperatura non fosse dovuto principalmente (in parte lo è di sicuro) alle attività umane, questa contrazione della densità abitativa gioverebbe comunque a tutti. I metodi sono stati sperimentati con successo dalla Cina con la politica del figlio unico. I sistemi alternativi in caso di rifiuto potrebbero variare dall’applicazione di sanzioni economiche alle sterilizzazioni forzate.

  2. La gente si beve qualsiasi fandonia.
    Questo sito ne è la prova…

  3. Penso che il problema non possa essere trattato in questo modo: non è una bega fra PD ed anti-PD, o Lega ed anti-Lega: sono categorie diverse.
    Bene ha fatto CDC a pubblicare articoli che parlano del problema da due punti di vista opposti ma, non dimentichiamo, è un dibattito che dovrebbe avvenire fra scienziati, anche di posizioni opposte, ma da gente che argomenta con elementi scientifici, non punti di vista personali così, per partito preso.
    Sfruttiamo la possibilità di discutere apertamente, ma senza opinioni pre-costituite.
    Il problema è enorme:
    1) Osserviamo dei mutamenti climatici.
    2) Addossiamo la natura del fenomeno al ciclo naturale oppure all’uomo.
    3) I modelli matematici di riferimento sono, per forza, sballati perché “l’equazione” di riferimento dovrebbe essere l’intera Biosfera tradotta in termini matematici. L’equazione di Dio?
    4) I singoli scienziati sono “sensibili” al denaro, da una parte e dall’altra. S’insultano e s’attaccano in un modo indecente.
    5)Corriamo, comunque, grossi rischi: e litighiamo.
    6) Siamo proprio in un bel casino.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Pura disinformazione di stampo Trump-petrol-capitalista! Siamo in mezzo a deliranti paranoici o (giudicate voi) criminali affaristi che negano l’evidenza. E’ incredibile come certa gente si fa abbindolare dalle menzogne di criminali affaristi! Hanno immesso nell’ atmosfera miliardi di tonnellate di CO2 come la Terra non vedeva da milioni d’anni; hanno distrutto più della metà delle foreste tropicali, veri polmoni planetari regolatori del clima (eliminando il CO2 fissandolo nel legno); hanno distrutto lo strato dell’ozono che ci proteggeva dai raggi UV (in compenso lo fabbricano al livello del suolo dove è tossico); tutte azioni queste che, manco a farlo apposta, insieme contribuiscono sinergicamente al riscaldamento globale.
    Hanno fatto tutto questo (e altre nefandezze) e ancora c’è chi ha dei dubbi, o lo nega, sul riscaldamento globale?

  5. Il metodo scientifico è:

    – Osservo un fenomeno e misuro delle grandezze fisiche che penso possano rappresentarlo utilizzando strumentazione certificata e metodo di raccolta dati statisticamente significativo.
    – prendo queste misure e mi creo un modello del fenomeno funzionante nel periodo in cui ho effettuato le misure (interpolazione). Se credo che questo modello possa anche prevedere l’andamento futuro del fenomeno (estrapolazione), ne faccio una TEORIA e la pubblico.
    -Per scoprire se la mia teoria può essere valida tutti i ricercatori interessati effettueranno misurazioni, le inseriranno nel mio modello e proveranno se funziona anche nel futuro.
    – se nessuno scienziato trova casi in cui la mia teoria non funziona, posso dire che si tratta di una LEGGE della natura. Conservo comunque il beneficio del dubbio che qualcun altro possa trovare prima o poi casi in cui non funziona. Allora si butta il vecchio modello e se ne cerca uno nuovo, magari usando misurazioni più accurate ed altre variabili prima trascurate.

    Il metodo Global Warming è:

    – Osservo un fenomeno e misuro delle grandezze che penso possano rappresentarlo.
    Se i dati raccolti sono un po’ raccogliticci chissenefrega.
    -prendo queste misure e mi creo un modello del fenomeno funzionante nel periodo in cui ho effettuato le misure (interpolazione). Mi convinco che questo modello prevede per forza l’andamento futuro del fenomeno. Non solo, convinco anche tutti i media e tutti i politici che è così, i quali danno grande risonanza all’evento usando termini scientifici quali “gli esperti sostengono…”, “gli orsi polari stanno morendo…”, “tra 10 anni scomparirà la neve…” etc etc. Ovviamente me ne sbatto se decine di ricercatori non confermano i miei studi, tanto chi se li caca?
    – dopo 10 anni non succede nulla, allora dico: per forza, i miei modelli erano errati ma con qualche ritocchino la teoria va ancora bene. Quello che doveva succedere oggi invece succederà tra 10 anni, gli orsi polari sono ancora a rischio, etc etc. E i media e i politici tutti nuovamente ad applaudire.
    – ripetere l’ultimo capoverso ad libitum.

  6. Quello che Engdahl e I suoi seguaci proprio non riescono a comprendere e’ che 1) le conseguenze del riscaldamento globale saranno esattamente le stesse independentemente dal fatto che sia dovuto all’attivita’ umana o no, e 2) a parte la preghiera, le uniche soluzioni possibili sono di tipo antropogenico.

  7. Ma quante balle dicono ‘sti scienziati… Mi domando perché mai abbiamo dovuto abbandonare i CFC, tanto il buco nell’ozono è del tutto naturale. Fa bene alla pelle (‘na tintarella da paura) e hai più vitamina D.
    Prima ci vogliono rifilare la storia del buco e ora quella del clima. Fanno di tutto per rubare i nostri soldi, anche passare anni e anni a studiare cose inutili come modelli climatici e metodi statistici. A me basta leggere due articoli su internet e capisco tutto. Quelli sono proprio scemi.

  8. Si danno dei titoli, poi si danno dei premi, poi si incontrano e si danno ragione. Poi dicono che la colpa è di tutti noi così ci sentiamo parte del problema e della soluzione. Così facciamo, secondo loro, quello che ci dicono. Tutto questo per il bene collettivo.
    È finito il gioco dell’oca, la gente sta iniziando a capire.
    Di tutta questa roba ne possono fare un film.

  9. L’unica estinzione che mi auguro avvenga, è quella di scienziati e politici venduti.

    Chiedere poi la riduzione del 40% della CO₂ essendo quest’ultima legata alla crescita delle piante con conseguente perdita di ossigeno da cui dipendono Uomini, Animali e più in generale tutta la Natura, significa che questi signori hanno come fine la depopolazione globale che finora non è riuscita loro con le varie pandemie sempre da questi avviate di aviaria quanto di suina, ovviamente queste, pandemie indotte per la formazione del Nuovo Ordine Mondiale, che vuole ridurre la popolazione mondiale da oltre i 7miliardi di persone attuali a sole 500.000 unità.

    Il bello che tutti quei coglioni che danno loro una mano a illudere la gente con la “balla” del riscaldamento globale e questo con politici e scienziati venduti e forze armate che servono per attuare il piano, molti di loro non sanno nemmeno se rientrano tra i 500.000 che eventualmente dovrebbero restare e anche chi dovesse farne parte poi, non è detto che tutti i componenti delle loro famiglie avranno salva la vita, finendo come è logico che sia cornuti e mazziati allo stesso tempo.

    Parliamoci chiaro, a me di morire non me ne fotte un emerito cazzo, tanto se non è per loro ci pensa la natura o meglio quel che ne rimane essendo io in la negli anni, a fare il suo corso. Ma guardo i sguardi delle mamme ai loro figli e piango in silenzio, sapendo quel che loro non sanno, perse come sono tra guardare lo smartphone e quando ci scappa uno sguardo in carrozzina.

  10. Sono sicuro che esiste un gruppo di alieni/alienati umani con un colossale accumulo di risorse finanziarie, preoccupato di poter perdere le posizioni acquisite con la violenza e l’inganno.
    La cui sola esistenza viene dedicata (quando non si occupano di usura) a convincere il resto del genere umano ad autolimitarsi perchè altrimenti diventa populista e capisce di essere stato infinocchiato.

  11. Immagino sia vero che dietro al famoso report Limits to Growth e al Club di Roma ci siano i Rockefeller (e tutta la cricca globalista, non a caso ad un problema del genere propongono neanche tanto velatamente l’inevitabilita’ di un governo unico mondiale), ho anch’io qualche dubbio sul fatto che il riscaldamento globale sia proprio di origine antropica, ecc. ecc. .. ma che siamo cresciuti a dismisura su questo pianeta, che le risorse sono finite, e che siamo diretti verso un qualche tipo di redde rationem mi pare piuttosto ovvio e difficilmente evitabile.

  12. 24 ottobre: Modena,Reggio Carpi e Campogalliano. 30 gradi e mezzo. Tre tuffi nel lago e una tintarella niente male. Ma tanto è solo colpa del Phoen,il famoso vento caldo. Capitava anche trent’anni fa. Sono le bizze del clima,niente di cui preoccuparsi.