Congo senza pace: esodi biblici mentre continua la feroce mattanza di civili

Africa Express
Franco Nofori

DRC è l’acronimo che sta per Democratic Republic of Congo, un eufemismo che evidenzia quanto siano distanti i reali principi democratici da questo ricchissimo, se pur sventurato Paese. Mobutu, Kabila Senior, Kabila Junior e ora Felix Tshisekedi, è la lista degli ultimi quattro presidenti che da oltre mezzo secolo hanno piegato il popolo congolese a un vassallaggio feudale, mentre le risorse nazionali erano costantemente depredate. Rame, piombo, diamanti, oro, germanio, argento, manganese; sono le riserve minerarie che rendono il Congo uno dei paesi più ricchi del pianeta. A questi minerali vanno aggiunti il legname pregiato e il Coltan. Il primo è fornito dalle immense foreste equatoriali (seconde al mondo dopo quelle Brasiliane), mentre il Coltan è un prezioso minerale utilizzato nelle apparecchiature informatiche e nella telefonia mobile.

Malgrado queste immense risorse, il popolo congolese vive in miseria e nel costante terrore di essere oggetto delle feroci lotte tribale che da sempre insanguino il Paese da parte di circa cinquanta gruppi armati che compiono agghiaccianti razzie e massacri nei remoti villaggi allocati, soprattutto nella provincia di Ituri, nel nord-est del Paese. E’ proprio in questa regione che, dopo un periodo di apparente tranquillità, sono esplose le nuove violenze che hanno provocato l’esodo di oltre trecentomila persone e l’uccisione di centosessanta civili, tra cui anche donne e bambini in tenera età, bruciati vivi o abbattuti a colpi d’ascia. Questi ultimi episodi d’inaudita ferocia sono esplosi a seguito dell’annosa rivalità tra le etnie Hema e Lendu. Solo due anni fa, analoghi scontri avevano provocato trecento vittime e oltre 350 mila sfollati.

Il mondo si chiede spesso come, queste bande di assassini, si procurino le armi per realizzare i massacri di cui la cronaca da spesso notizia. La risposta la fornisce il costante monitoraggio delle Nazioni Unite, coadiuvate dall’Interpol e da alcune NGO specializzate nelle attività investigative sul campo. Stando a questo monitoraggio, sarebbe di circa un miliardo e mezzo di dollari il ricavo annuale a favore di queste bande armate, ottenuto grazie al costante saccheggio delle riserve minerarie del Paese. Saccheggio reso possibile dalla collusione con molte autorità istituzionali che ne traggono adeguati vantaggi e spesso partecipano anche con truppe governative alle attività delle bande. Ricavi così ingenti, che sottraggono denaro alle casse dello Stato, servono all’acquisto di armi e a creare varie attività criminali, in Congo e in altre nazioni estere

Molte potenze economiche mondiali non sono esenti da responsabilità, nei confronti di questa situazioni. Benché l’ONU mantenga in Congo la Monusco, una forza permanente di circa ventimila uomini (il più grande contingente armato schierato dall’ONU nel mondo) questa forza continua a dimostrarsi inefficace a contenere l’eccidio che insanguina il Paese da oltre vent’anni. L’unico riscontro certo è che tale forza costa ai contribuenti dei Paesi membri, la bella somma di un miliardo e mezzo di dollari l’anno, ma non è solo in questo che si configura l’atteggiamento piratesco delle grosse multinazionali straniere. Le grosse imprese statunitensi, benché leggi severe impongano di dichiarare la provenienza dei minerali impiegati nelle attività di trasformazione industriale, pare non siano in grado di giustificare come si siano procurate ben l’80 per cento dei minerali utilizzati. Tra queste compaiono anche i colossi della Boeing e della Apple, ma pur se in mancanza di dati (che si guarda bene dal fornire) è ancora una volta la Cina ad accaparrarsi la maggior parte di queste risorse, senza preoccuparsi troppo della provenienza.

Come se povertà ed eccidi non fossero sufficienti a prostrare una Nazione, a questi si è ora aggiunto anche un vero e proprio castigo biblico; quello dell’Ebola che, proprio nelle province già soggette ai massacri, pare abbia evidenziato circa 1.500 decessi, ma c’è anche l’infiltrazione del fondamentalismo islamico che, stando a un rapporto dei missionari comboniani, sta iniziando ad affliggere i territori del nord, creando così una nuova frontiera del terrore, di cui non si avvertiva certo il bisogno. Finora, delle cinquantaquattro Nazioni che compongo il continente africano, solo Ghana e Ruanda (almeno per ora) sembrano esentate dalla massiccia corruzione e dai conflitti tribali. Solo quando l’Africa sarà liberata dai satrapi che l’affamano e dagli egoismi delle grosse economie mondiali che li supportano, si potrà sperare nella sua reale emancipazione che la sola fine del dominio coloniale, non è bastata a determinare.

Franco Nofori
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@FrancoKronos1

 

Fonte : https://www.africa-express.info

Link   : https://www.africa-express.info/2019/06/21/congo-senza-pace-esodi-biblici-mentre-continua-la-feroce-mattanza-di-civili/?fbclid=IwAR1owHQgfLn8nGe2BQi1GO0B-5mPedUp7YxKXb0cHU2_UFeG5mvtZTNDw4c   21 giu. 2019

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Holodoc
Holodoc
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

L’autore non lo esplicita… ma pare di capire che i soldati ONU siano li più per difendere il personale delle multinazionali che non la popolazione civile.

Albert  Nextein
Albert Nextein
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Neocolonialismo concordato e di lunga durata.
Unica soluzione.

Svevus
Svevus
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Ringraziamo l’ autore per averci ancora una volta aperto gli occhi sul pericolo di importare soggetti con massiccia corruzione, conflitti tribali, povertà , bande di assassini, eccidi, gruppi armati che compiono agghiaccianti razzie e massacri, fondamentalismo islamico ( stando a un rapporto dei missionari comboniani ), Ebola.
L’ autore se la prenda giustamente con le multinazionali ma non ci faccia importare individui adusi a violenza, corruzione, eccidi , massacri e quant’ altro !

Pimander
Pimander
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Non passi sotto silenzio il ruolo della Cina, ben evidenziato nell’articolo. Ruolo che ho descritto piu’ volte attirando le ire di leoni da tastiera motivati dall’ideologia e dalla loro ignoranza dei fatti.
Fate sempre in tempo ad aprire gli occhi…

lupodeicieli
lupodeicieli
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Sembra che in rete, diversamente da quanto viene sostenuto (anche non apertamente) dai media tradizionali, i vari Putin o Xi Jinping e anche altri come gli Ayatollah o i Gheddafi o Arafat o Saddam di buona memoria, siano degli eroi: ritengo che siano, per lo più, individui che fanno i propri interessi e quelli della loro nazione. Poi qualcuno di questi, è possibile che accumuli denaro e abbia interessi al di fuori del proprio paese. Ecco che ipotizzare o essere anche certi che alcuni di questi (quelli ancora vivi e vegeti) di adoperino per gestire o appropriarsi in toto delle risorse di altri paesi, fossero pure (come sta facendo la Cina) ubicati in Antartide, non dovrebbe stupirci. L’articolista parla , riferendosi proprio al Congo, di un periodo di tranquillità: approfondirei cosa si intende: che stavano diventando come “noi” occidentali ? O che si stavano istruendo su come si fanno gli affari nei tempi moderni? Ci sono troppo domande, almeno per un decerebrato come me, che non hanno risposta: la prima e la più importante è se una persona, meglio una nazione, e ancor più precisamente la nostra nazione, deve o meno far qualcosa, e che cosa. E con lo stesso… Leggi tutto »

Annibal61
Annibal61
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Non pigliamoci in giro. Se i cittadini congolesi fossero istruiti ed in pace tra loro le multinazionali mica avrebbero ciccia da rimpinzarsi. Sai quanti miliardari in meno in Occidente? Meglio che si ammazzino. Comunisti contro fascisti, repubblicani contro monarchici, musulmani contro cattolici…l’ importante che si sparino tra loro e che non studino.

Er
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Sara’ colpa nostra, immagino

lady Dodi
lady Dodi
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

“Malgrado queste immense risorse”
Macchè malgrado! A causa di queste immense risorse.
Meno male che noi non abbiamo niente: nè oro nè diamanti nè petrolio…..La Repubblica Italiana è fondata sul Lavoro e non abbiamo neanche quello.
Fate girare voce che siamo poveri in canna, così ci lasciano in pace.

Proder
Proder
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Forse bisognerebbe iniziare da alcuni fatti basilari. Il primo è che c’è stata una falsa decolonizzazione, falsa innanzitutto perché le nuove nazioni nate avevano gli stessi confini delle colonie create dagli europei in modo tale da sfruttare il dividi et impera basato su società completamente diverse dalle nostre, basate su legami tribali che non siamo in grado di capire ma solo di sfruttare. Con cinismo e indifferenza sono state messe assieme negli stessi Stati tribù da sempre avverse, clamoroso il caso del Mali dove dovrebbero convivere negri e tuareg con risultati sotto gli occhi di tutti. In secondo luogo i nuovi Stati vennero fatti governare da élites educate dai colonialisti e cooptate affinché li lasciassero continuare a rubare come prima ma con l’alibi della “democrazia”. Di fatto collaborazionisti e traditori. Come hanno fatto gli usa con l’Italia, tanto per intenderci. In terzo luogo il colonialismo è stato esclusivamente sfruttamento e rapina senza la minima intenzione di creare infrastrutture che ne permettessero l’indipendenza economica. E’ sotto gli occhi di tutti quale luce di civiltà abbiano portato ad esempio i francesi in Africa: le loro “ex” colonie sono gli Stati più poveri al mondo. Detto questo ritengo che questo articolo sia vergognoso… Leggi tutto »

a-zero
a-zero
20 Settembre 2019 , 1:23 1:23

Alla fine posso constatare che un tempo si dava addosso alle multinazionali, giustamente, per le loro responsabilità oggettive.

Mentre prima si avevano di fronte agli occhi e a portata di mano obiettivi concreti, fatti di uomini, indirizzi e strutture fisiche oggi, grazie con la nuova narrazione delle “elites” di miscela all’1%, tutte le vacche sono grige, e persino le classi medie che godettero ieri e i cui residui ancora godono oggi delle ricadute di “benessere” degli affari multinazionali, non resta che denigrare fino in fondo tutti i dannati della terra.

Che furbastri diabolici, velo riconosco.