CCF, un’idea geniale per eludere le regole europee e riprenderci la politica fiscale

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento con l’auspicio di alimentare il costruttivo dibattito esistente nel mondo dell’associazionismo e dell’attivismo in merito agli strumenti economici e monetari che sarebbe possibile utilizzare visto il contesto di profonda crisi in cui versa il nostro Paese, senza dimenticare l’attuale mancanza di volontà politica che ravvisiamo a livello istituzionale nel voler far ripartire l’economia, nel vero senso della parola.

Buona lettura.

Lettera aperta al gruppo della proposta “Campagna di Salvezza Economica dell’Italia”.

di Megas Alexandros

Studio economia, in maniera seria, da oltre dieci anni, fin da quando mi capito’ per le mani il libro di Warren Mosler, “The 7 Deadly Innocent Frauds of Economic Policy“.

Certo, di economia ero forzato ad occuparmene anche in giovane eta’, quando ero costretto a leggere testi incomprensibili e noiosi per superare gli esami universitari.

Due temi stuzzicavano la mia fantasia: il debito pubblico e l’inflazione; pur non approfondendoli, i miei sensi non avvertivano tutta quella paura che gli economisti autori dei testi cercavano di incutermi.

L’uomo per natura non prevede e preferisce non occuparsi del futuro quando il presente e’ radioso, per questo le paure mi scivolavano addosso, fino a quando un giorno, molti anni dopo, riflettei sul fatto che la mia generazione, pur lavorando duramente non riusciva neanche lontanemente a fare tutte quelle cose che avevano fatto i nostri padri.

Lessi il libro di quello che oggi e’ diventato il mio maestro e capii che avevo ragione a non temere queste due entita’ mitologiche (il debito pubblico e l’inflazione), ma quello che avrei dovuto temere era: “l’ignoranza degli uomini che credono di sapere“.

Alcuni mesi fa mi viene chiesto, dal mio ex-editor, di far parte di un gruppo di economisti ed esperti in materia, per sviluppare una proposta da sottoporre al governo italiano con al centro lo strumento dei “tax-credit” (Certificati di Compensazione Fiscale – CCF).

Leggo due proposte gia’ esistenti, entrambe frutto dell’ottimo lavoro dell’economista Marco Cattaneo, le giudico positive come base di partenza ma principalmente, da esperto in moneta moderna fiat, credo nello strumento, perche’ e’ bene essere chiari fin da subito: la moneta moderna fiat per definizione e’ un tax-credit.

Quindi i certificati di compensazione fiscale sono soldi, soldi veri ma sopratutto sono creati dal nulla e non presi in prestito dai mercati finanziari, come è costretto il nostro paese a dover fare dalla sua entrata nell’euro.

In fin dei conti, cosa sono i cinquanta euro che avete in tasca? Sono soldi che lo Stato vi ha fatto arrivare tramite la spesa pubblica, in attesa che un giorno lo Stato stesso ve li ritiri indietro, tutti od in parte, a fronte di un pagamento di tasse.

Compreso, che emettere un credito fiscale equivale a fare spesa pubblica e quindi a creare spazio fiscale.

Se riuscissimo a dotare il nostro governo di tale strumento, avremmo di colpo risolto una delle principali lacune che i nostri governanti devono affrontare da quando abbiamo deciso di privarci di una moneta che emettiamo e controlliamo, ossia la possibilita’ di fare politica fiscale.

Ma, direte voi, se emettere un credito fiscale equivale a stampare moneta, in Europa ci fermeranno all’istante, appellandosi a tutti i trattati possibili. Ed avete ragione, basti pensare alle parole immediate di Mario Draghi (allora capo della BCE), che seguirono la proposta di Claudio Borghi di emettere “minibot” (ovvero, certificati di credito fiscale), per pagare tutti i debiti che la pubblica amministrazione aveva con il settore privato: «O sono una moneta illegale oppure fanno aumentare il debito pubblico (1)»

Aveva ragione il nostro attuale Presidente del Consiglio, che dimostrando una perfetta conoscenza della Modern Monetary Theory, equiparava l’emissione dei CCF all’emissione monetaria, cosa, naturalmente super-vietata all’interno dei trattati firmati dai paesi membri.

Ma, aver ragione nel far rispettare i trattati non vuol dire nella maniera piu’ assoluta che stiamo facendo la cosa giusta a livello di verita’ economica. Tant’e’ vero che solo pochi anni dopo, sia le dichiarazioni dello stesso Draghi, che le linee di azione della BCE stanno andando nella direzione opposta, fregandosene dei trattati.

Oggi, vuoi per le forze dell’economia che non hanno padroni, vuoi per l’avvento della pandemia, la BCE sta facendo tutto quello che per anni ci ha detto era sbagliato fare: dal finanziamento diretto agli Stati, alla chiusura degli spread fino a consentire livelli di deficit ben oltre il famoso ed ingiustificato limite del 3% sul PIL.

Anche se molti di voi non ve ne siete accorti, lo strumento dei crediti fiscali e’ gia’ presente nel nostro Paese, mi rifierisco al famoso bonus del 110% sulle ristrutturazioni edilizie. Oggi, e’ consentito ristrutturare completamente le nostre abitazioni ed i nostri condomini tramite crediti fiscali che lo Stato ritirera’ sulle tasse da pagare nei prossimi cinque anni; ed utilizzando un meccanismo di cessione di tali crediti al settore bancario, possiamo facilmente affermare che, in pratica, ti ritrovi con la tua casa completamente nuova senza tirare fuori neppure un euro dalle tue tasche.

Pare anche, come logica economica vuole –  ed in base ai recenti dati del Ministero – , che lo strumento stia dando buoni risultati sia dal punto di vista della crescita economica che per quanto riguarda un ritorno positivo per le casse dello Stato.

Partendo dai disegni di legge depositati in Parlamento e con la collaborazione di Marco Cattaneo, che come sopra citato, ha contribuito alla loro stesura, ci siamo posti l’obiettivo di implementare tale proposta ed imporla ai nostri governi a “furor di popolo”.

A dire il vero, l’implementazione non richiedeva migliorie tecniche dello strumento, che gia’ di per se e nella sua semplicita’ e’ ben definito; e vale la pena ancora ripeterlo: trattasi di soldi creati dal nulla da immettere nel settore privato tramite la spesa pubblica.

Dovevamo semplicemente concentrarci, sulla quantita’ e la qualita’ della spesa pubblica, idonea e necessaria ad una ripresa economica vera propria per il nostro paese, per un ritorno ad una qualita’ di vita ed un benessere sinonimi di una “buona economia”, ormai da tempo, sconosciute alle famiglie ed alle imprese italiane.

Tutto questo, tenendo ben presente i due elementi fondamentali da considerare quando un Stato decide di spendere in deficit: l’obiettivo della piena occupazione ed il limite dell’inflazione.

Certo, dopo 30 anni di surplus governativi, una deflazione perenne ed una disoccupazione ai livelli di guerra, con risorse reali altamente inutilizzate; il compito di rispettare gli elementi sopra citati, potrete benissimo convenire con me, che non appare impossibile da realizzare.

Ma ecco, che come spesso accade negli ambienti di lavoro, nei gruppi e nelle squadre, si manifesta improvvisa la figura del “fuoriclasse”, che decide di portare palla pensando di poter vincere la partita da solo.

Pur parlando al singolare (“la figura”), il concetto di questo termine non e’ riferito ad una sola persona, ma ad un insieme di persone e situazioni, che, vuoi per ambizione professionale, vuoi per mancanza di conoscenza sulla materia trattata, vuoi perche’ si arrogano il ruolo di “novello Galileo Galilei”, fanno in modo di far prevalere il loro interesse personale sulla bonta’ del progetto. E spesso, come e’ accaduto nel nostro caso, contribuiscono a trasformare completamente quelli che erano i buoni intenti iniziali.

Intendiamoci, con questo non dico che in un gruppo non debba esserci un confronto, anzi il confronto porta sempre al miglioramento. Ma il confronto presuppone la conoscenza e la professionalita’, anche nel modo di confrontarsi; e naturalmente di fronte alla realta’ delle verita’ economiche, presuppone la “marcia indietro”… e non il “tirare dritto” per la propria strada, con il pilota automatico, verso il muro che si avvicina. Perche’ portando palla, spesso succede che te la prendono e ti infilano un contropiede devastante.

Quando parliamo al mondo delle associazioni ed all’uomo della strada, e’ facile fare presa proprio perche’ e’ difficile per loro cogliere i dettagli; ma in economia i dettagli fanno la differenza e posizionarsi e’ importante, in una materia dove a seconda da quale parte del tavolo ti trovi, puoi essere creditore o debitore.

Ma entriamo nel merito della questione, ed andiamo subito al dunque; quello che incontrovertibilmente ha bisogno l’economia italiana, dopo 30 anni di surplus governativi, e’ fare deficit.

Come ogni cura vuole, se vuoi guarire, devi fare il contrario di quello che hai fatto e, che ti ha portato al disastro. Tanto per ricordarlo, in economia il surplus di un soggetto corrisponde sempre al deficit di un altro soggetto, e nel nostro caso, il surplus del settore governativo corrisponde al deficit del settore privato. In poche parole e per maggiore chiarezza, quando lo Stato fa surplus, significa una sola cosa: che preleva piu’ soldi con le tasse, dalle tasche dei cittadini, di quelli che mette, sempre nelle loro tasche, con la spesa pubblica.

Quindi, e’ palese che 30 anni consecutivi della situazione sopra descritta, abbiano portato il settore privato e la nostra economia ad una tremenda crisi di liquidita’, la quale ha fortemente compresso i consumi, causando a sua volta fallimenti ed alto tasso di disoccupazione.

In una situazione del genere, non puoi parlare di prestiti al settore privato da parte del mondo bancario, proprio perche’ il mondo bancario, appartenente anch’esso al medesimo settore, opera in modo ciclico rispetto al ciclo dell’economia e risente delle stesse dinamiche negative, quali il forte calo dei consumi e quindi dei fatturati delle aziende che ha finanziato. Fino a subire danni patrimoniali consistenti, derivanti dalle insolvenze conseguenti.

Le banche, lo sanno tutti, non prestano se hanno il sentore che tali prestiti non le verranno restituiti. Ed anche, pur forzate da decisioni dei governi, se tali forzature non fossero accompagnate da politiche fiscali importanti da parte dei governi stessi, si trasformerebbero in inevitabili insolvenze.

Del resto, ed in poche parole, chi finanzierebbe i fatturati di una azienda!

Ma questo e’ quello che e’ avvenuto durante la pandemia, dove le aziende che si sono trovate improvvisamente senza fatturato, sono state indirizzate, per scelte politiche, presso le loro banche a prendere dei prestiti; che seppur garantiti dallo Stato, restano sempre e comunque prestiti che un giorno dovranno essere restituiti.

Fatte queste premesse, potrete ben capire, che l’arrivo nel gruppo di soggetti che apparentemente si dichiarano contrari ad altro debito ma che formalmente vanno diritti per la loro strada, proponendo a fronte, di un supposto intervento nell’economia di 1.000 miliardi, ben 800 miliardi di debiti e solo 200 miliardi di spesa pubblica non a debito…. beehh, lascio a voi immaginare cosa tutto questo ha provocato al gruppo ed all’intento su cui si basava il nostro lavoro iniziale, ossia “Campagna di Salvezza Economica dell’Italia”.

Proporre come ricetta, una banca pubblica che presta a tassi agevolati insieme a dei Conti Correnti di Risparmio utilizzabili per finanziare lo Stato e, mi spiego meglio, proporre per risolvere la crisi dei prestiti a tassi agevolati al settore privato e contemporaneamente far finanziare lo Stato dal settore privato stesso, non e’ affatto una ricetta risolutiva e salvifica, anzi, a dirla tutta, non e’ neanche una ricetta nuova.

Ciò ricorda infatti una esperienza vissuta recentemente: una esperienza, come ben sappiamo finita in tragedia. Sto parlando dei primi anni dell’introduzione dell’euro; chi di voi non ricorda, la corsa nelle banche a prendere prestiti ai tassi bassissimi che l’avvento dell’euro ci proponeva!! Per non parlare degli Stati membri, che si sono ritrovati nella malagurata situazione di farsi finanziare dal settore privato per poter spendere. Con tutte le tragiche conseguenze del caso: i ricatti dello spread, i tagli alla sanita’, alla scuola, i ponti che cadono, la poverta’ crescente, ecc.

Tra le varie discussione all’interno del gruppo, una delle piu’ accese ha riguardato l’introduzione dei Conti Correnti di Risparmio, cioe’ una nuova forma di investimento dei risparmi privati.

Premesso che per fare investire il proprio risparmio al settore privato, presupposto essenziale vuole che questo risparmio ci sia, altrimenti cosa investo! Non possiamo esimerci da fare una considerazione su chi, oggi detiene il risparmio privato.

Basta dare un occhiata a chi deteneva i titoli del debito pubblico nel 1988 e chi li detiene oggi. Il dato piu’ importante, che balza subito agli occhi, e’ quello che: se nel 1988, era detenuto dal 65% degli italiani (intesi come famiglie ed imprese), oggi soltanto il 5% di questi soggetti detiene i titoli del debito pubblico. Tutto questo a vantaggio in parte del settore estero, ma in buona parte del settore finanziario (banche, assicurazioni, fondi).

Una considerazione viene subito alla mente, ed e’ quella che un eventuale trasformazione del debito pubblico da BTP a CCR, a livello macro coinvolgerebbe in gran parte questi settori o tutt’al più‘ i piu’ ricchi, perche’ e’ impensabile che tra quel 5% possa esserci il cassa-integrato.

Certo, direte voi, il reddito da interessi si trasforma poi in consumi, ma vi chiedo quanto puo’ consumare una banca, una assicurazione, un fondo oppure la famiglia Agnelli!!

E non dimenticate, che il nostro paese aderendo all’euro non emette piu’ la sua moneta e quindi e’ costretto a finanziare la propria spesa per interessi tramite la tassazione del settore privato.

Altra situazione, completamente diversa era quella degli anni 80′-90′, dove, come mostrato sopra, il famoso “reddito da divano” derivante dagli interessi sui titoli del debito pubblico, era diffuso ed appannaggio del 65% delle famiglie italiane, le quali con gli interessi sui BOT e sui BTP, facevano le vacanze, compravano il motorino ai loro figli, i mobili nuovi per la casa, ecc. Ma non solo, tale reddito che per lo Stato era una forma di spesa pubblica, non necessitava di essere finanziato attraverso l’imposizione fiscale, ma poteva essere finanziato semplicemente con emissione di moneta dal nulla, stante l’essere, lo Stato italiano, il monopolista della Lira.

Altro tema proposto dai “fuoriclasse” a sostegno dei CCR, e’ quello di una “fantomatica” protezione dal ricatto dei mercati sul debito pubblico. Anche su questo argomento, devo evidenziare un mix-mentale di non comprensione, basato appunto, sulla cattiva comprensione del funzionamento dei sistemi monetari moderni all’interno di una mente ormai intrisa dalle teorie neo-liberal, oggi risultate completamente errate.

I tassi, non li decidono i mercati!

Le politiche monetarie sono esclusive delle banche centrali e se oggi il nostro spread si e’ ridotto notevolemente, come la nostra spesa per interessi, questo e’ dovuto esclusivamente all’operato della Banca Centrale Europea, la quale si e’ messa, finalmente a fare la banca centrale, svolgendo a pieno il suo ruolo di prestatore di ultima istanza, garantendo illimitatamente i debiti pubblici degli stati membri.

Questa realta’ la possiamo facilmente verificare sul campo, dove un rapporto depito/PIL al 130% nel 2011 fece schizzare lo spread oltre 500 punti, quandunque oggi un rapporto debito/PIL al 160% permette allo Stato italiano di finanziarsi a zero.

Dove sono finiti i mercati? Semplice, di fronte ad una banca centrale si sono sciolti come neve al sole!

Allora, cari amici miei partecipanti al gruppo della proposta “Campagna di Salvezza Economica dell’Italia”, mi rivolgo a voi: cosa potete fare voi con i pochi risparmi rimasti agli italiani di fronte al “click” infinito della BCE! NIENTE ASSOLUTAMENTE NIENTE… questa e’ la risposta. Finche’ saremo utilizzatori e non emettitori della moneta euro questa e’, e sara’ la nuda e cruda verita’. E prima la accetterete nelle vostre menti, prima eviterete di sbattere la vostra faccia contro il muro.

Del resto, ve l’ho detto ed avvertito piu’ volte, anche recuperando la possibilita’ di fare politica fiscale tramite i CCF, che  – ripeto – e’ un passo fondamentale, non siamo liberi dal ricatto: per questo, e’ sempre ed opportuno seguire il consiglio del mio maestro e tenersi ben stretto in tasca il suo piano A e B.

di Megas Alexandros

NOTE

(1) = https://www.ilmessaggero.it/economia/news/minibot_draghi_moneta_illegale_debito-4543200.html

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

 

81 Commenti
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Haytham
Haytham
13 Aprile 2021 13:32

C’era una volta una nazione che risolse nella teoria, ma soprattutto nella pratica, tutti i suoi problemi socio-economici. E noi siamo ancora qui, sempre a cercare l’ultimo ritrovato della scienza monetaria, come attendessimo l’ultimo modello di smartphone, invece di studiare.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Haytham
13 Aprile 2021 13:41

Bravo dobbiamo studiare e possibilmente capire

Haytham
Haytham
Risposta al commento di  Fabio
13 Aprile 2021 17:49

Studiare la storia, perché da questa vengono degli esempi relativamente recenti di politiche economiche estremamente efficaci. Inutile, a mio avviso, cercare un’idea innovativa o geniale sempre nuova, quando si ignora totalmente chi ha già avuto successo. Tanto si arriverà inevitabilmente a quelle stesse conclusioni, a spizzichi e bocconi; il problema è che il tempo per noi è scaduto da un pezzo e non ce ne siamo accorti!

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Haytham
13 Aprile 2021 18:03

Concordo in pieno

Haytham
Haytham
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 5:09

Comunque, anche riacquisendo una “sovranità monetaria” per usare un concetto in voga oggi, manca una classe dirigente in grado di esplicarla. Non è con gli artifizi fiscali o clausole di legge che si esercita l’indipendenza nazionale. C’è tutto un lavoro politico propedeutico da fare, e siamo molto distanti da ciò.

Haytham
Haytham
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 5:09

Comunque, anche riacquisendo una “sovranità monetaria” per usare un concetto in voga oggi, manca una classe dirigente in grado di esplicarla. Non è con gli artifizi fiscali o clausole di legge che si esercita l’indipendenza nazionale. C’è tutto un lavoro politico propedeutico da fare, e siamo molto distanti da ciò.

Haytham
Haytham
Risposta al commento di  Fabio
13 Aprile 2021 17:49

Studiare la storia, perché da questa vengono degli esempi relativamente recenti di politiche economiche estremamente efficaci. Inutile, a mio avviso, cercare un’idea innovativa o geniale sempre nuova, quando si ignora totalmente chi ha già avuto successo. Tanto si arriverà inevitabilmente a quelle stesse conclusioni, a spizzichi e bocconi; il problema è che il tempo per noi è scaduto da un pezzo e non ce ne siamo accorti!

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  Haytham
13 Aprile 2021 15:07

Purtroppo è molto peggio. I tedeschi hanno corrotto abbastanza politici italiani da consentire uno scambio folle. Loro si sono presi una moneta sottovalutato x loro, a noi ne hanno rifilata una tutto sommato sopravvalutata . Si sono presi la lira e ci hanno dato il marco, questo è

Haytham
Haytham
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
13 Aprile 2021 17:43

Io parlavo di una Germania un po’ meno recente e che non ha niente a che spartire col golem odierno.

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  Haytham
14 Aprile 2021 8:35

Sia chiaro e citi i MeFo. Anche altri ne parlano (ved sotto un commento di @disqus_9FBIWdd29G:disqus).
Già per i più (anche se non in questi luoghi, per fortuna) sono oscuri quelli, non nominarli rende tutto più oscuro. Che poi sia stata un idea dell’anticristo (o di un suo seguace), non rileva, almeno per me. Anche se capisco che per molti non è così.

Haytham
Haytham
Risposta al commento di  AnonimoSchedato
14 Aprile 2021 14:28

A dire le cose col proprio nome si fa la figura del fanatico, o ti piombano addosso gli immancabili guastatori di sinistra. Io ho semplicemente a cuore la verità. Meglio raccontare una filastrocca pseudo-intellettuale e magari qualcuno s’incuriosisce.

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
14 Aprile 2021 5:35

Peraltro tenendosi anche il Marco.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
13 Aprile 2021 14:32

Quando si sente dire “i soldi fermi nei conti correnti degli italiani ” da qualcuno, deve essere chiaro immediatamente che costui non sa di cosa parla.

I depositi bancari garantiscono l ottemperanza del sistema bancario rispetto ai requisiti patrimoniali sul cui rispetto la BCE a meno che uno non sia tedesco è inflessibile. (Norne c.d. Basilea 2 e basilea 3).

E ‘anche logico pensare che in qualche misura le banche scambino euro contro dollari a termine presso la FED quando devono elargire garanzie in dollari verso terzi o compiere intermediazioni in dollari x acquisti di beni che ne richiedono. E chissa da dove vengono gli euro…forse da depositi che le banche detengono e gestiscono?

Infatti le LTROs della BCE vengono dichiaratamente dedicate al finanziamento degli stati attraverso il QE, oppure del settore privato, pertanto non servono x rispettare i requisiti patrimoniali.

Spostare 800 mld sui btp via CCR probabilmente implica l implosione del sistema bancario italiano…Ergo se va bene ti ridono dietro. Può Darsi che qualche pazzo possa presentare sta roba in parlamento ….boh tutto è Possibile …fecero senatore Un cavallo a Roma na volta

Ciao Megas…ben ritrovato, ti vedo in palla dopo…4 mesi?

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
13 Aprile 2021 14:49

Grazie Pepito, mi mancava un po’ di professionalità vista la tanta ignoranza in materia che ho dovuto ingoiare nei mesi scorsi….

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  Fabio
13 Aprile 2021 14:52

Ciao Megas io ero perso nelle nebbie…

Primadellesabbie
Primadellesabbie
13 Aprile 2021 13:21

Siamo astutissimi!

Giovanni Castelli
Giovanni Castelli
13 Aprile 2021 14:24

A me sembrano molto simili se non equivalenti ai minibot, proposti da Claudio Borghi.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  Giovanni Castelli
13 Aprile 2021 15:03

Sono piu che simili quasi al 100 percento la stessa cosa..il minibot è una cartolarizzazione di un debito che lo stato ha con un privato, il ccf e’ emesso dal nulla.

Entrambi sono moneta perché si possono usare x pagare le tasse. Non sono moneta a corso legale perché l uso non è obbligatorio come è per l euro

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Giovanni Castelli
13 Aprile 2021 14:32

Lo strumento e’ lo stesso, infatti l’ho scritto nell’articolo. Trattasi di moneta, la quale per definizione e’ un tax credit

giuseppe abruzzese
giuseppe abruzzese
13 Aprile 2021 14:49

Ma davvero astutissimi, se scrive, e lo sottolinea anche, che “…I tassi, non li decidono i mercati!…….” Evidentemente questa persona è stata un po’ (quanto basta) di tempo all’estero per non essersi accorto che i tassi (veri, come lo spread) li decidono i mercati e hanno molte misure per farli accettare agli stati. Da qui il fatto che considero un pò ridicolo tutto l’articolo.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  giuseppe abruzzese
13 Aprile 2021 14:51

I tassi li decide la BCE. Scrivi cosi perché non leggi le interviste di Lagarde oppure cosa dicono i tedeschi che attualmente sono idrofobi perché la bce chiude gli spread da un anno e piu

giuseppe abruzzese
giuseppe abruzzese
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
14 Aprile 2021 5:52

hai ragione, chiedo scusa, intendevo una cosa differente. Cmq la Lagarde E’ i mercati, se per “mercati” intendiamo quell’insieme di entità (non politiche, nel senso di non elette, né conosciute) che decidono le politiche (cioè le azioni decise da persone che invece sono nominalmente elette e conosciute) degli Stati. E anche la BCE può anche “pensare” a dei tassi per i vari Certificati e varie, ma se BlackRock decide (tanto per fare un esempio) che quel prodotto (chiamiamolo così) non lo vuole spingere (chiariamoci bene su quello che significa, in senso politico, economico e militare) i tassi andranno a zero, o quasi, mentre invece se un prodotto può dare, o si vuole che garantisca, un buon risultato economico, allora i tassi andranno in su, e non poco.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  giuseppe abruzzese
14 Aprile 2021 12:28

Senti…mi stai simpatico ma la palla in tribuna non te la lascio buttare. La lagarde sta facendo il prestatore illimitato di ultima istanza.

Un giorno la Lagarde a marzo 2020 ha detto “non siamo qui per chiudere gli spread”.

E lo spread si è impennato, Mattarella si è incazzato “l italia sta combattendo la pandemia anche per l ue e ci aspettiamo aiuto”. Dopo pochi giorni e’ stato lanciato il PEPP da 2 trilioni ormai e non c è più nessun modo per tornare indietro.

Perché l’Italia e la Francia, sopratutto la seconda, non reggerebbero gli avanzi primari necessari a far scendere subito il debito. E’ matematicamente impossibile. Dal qe non c’e ritorno e in questo momento nemmeno dai tassi negativi…senza QE ovvero la bce che fa la banca centrale ovvero prestatore illimitato di ultima istanza l euro si disintegra.

Io sarei contento, intendiamoci

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
15 Aprile 2021 2:32

Magari inviali il nostro lavoro che facemmo a suo tempo

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  giuseppe abruzzese
13 Aprile 2021 15:11

Infatti in Giappone li decidono i mercati, in USA li decidono i mercati infatti oggi in EU li decidono i mercati…. quando il rapporto debito PIL era al 130% lo spread era a 500 oggi che è a 160% i tassi sono a zero. Complimenti il suo ragionamento coincide in pieno con la realtà.
Certo in un mondo corrotto dove la politica lo permette….che forse e’ il mondo che conosce lei… in quel mondo certamente che li decidono i mercati.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
13 Aprile 2021 14:56

Draghi sta rinnovando i ccf (bonus 110%) fino al 2023 mi pare di capire

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
14 Aprile 2021 8:37

Con la scusa del green, non sarebbe una cattiva idea estenderlo a qualcos’altro. Purtroppo abbiamo perso tante industrie (prima fra tutte, l’automobile) e quindi c’è poco da scegliere (finirebbero per beneficiare altri)…

Madmax65
Madmax65
13 Aprile 2021 16:00

Bravo Fabio, bell’articolo, chiaro e comprensibile a tutti. Peccato che questo tipo di elaborazione e discussione sia proibito in ambito nazionale.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Madmax65
13 Aprile 2021 16:05

Grazie Max, lo sai che sull’onestà intellettuale e le verità economiche non transigo…. spero che mi seguirai anche qua.

Madmax65
Madmax65
Risposta al commento di  Fabio
13 Aprile 2021 16:12

Seguo questo e altri siti liberi, aria fresca in confronto ai giornali nazionali.

ton1957
ton1957
13 Aprile 2021 16:06

”Premesso che per fare investire il proprio risparmio al settore privato, presupposto essenziale vuole che questo risparmio ci sia”
Il tutto tralasciando l’altro presupposto ancora piú essenziale,ovvero che ci sia un settore privato (che al momento non c’é) su cui investire. (ho investiamo a Wallstreet o a Shangai?)
Tralascio il resto (Mosler compreso) che é tutto un conto teorico senza l’oste, mi soffermo solo ancora una volta (inutilmente) sulla moneta che l’autore sá che cos’é ”la moneta moderna fiat per definizione e’ un tax-credit.” ( glielo avrá suggerito Mosler?) la moneta é una nota di banco (cambiala) e per emetterla necessita avere qualcosa dietro al banco (garanzie vere o dettate dalla fiducia di chi l”accetta, se non dall’obbligo imposto da autoritá a suon di cannonate) ma non basta, perché contemporaneamente é almeno altre 20/30 cose, non ultima é anche un’arma…….spiegatencillo a Mosler!

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  ton1957
13 Aprile 2021 16:35

Cerco di risponderti interpretando quello che hai detto….. un coltello e’ un coltello, poi c’è l’uso che ne fai del coltello che può cambiare il giudizio sul coltello….. se lo usi per tagliare il pane lo strumento e’ buono se lo usi per uccidere una persona…. beehh non ha lo stesso effetto benefico.
Mosler ti spiega cosa è la moneta moderna Fiat, poi se tu la usi per creare la piena occupazione ed il conseguente benessere e’ ok…. se invece la usi per colonizzare un popolo…. la cosa non è più tanto buona

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 8:40

Bella risposta, che condivido. Purtroppo non condivido il fatto che noi si sia in condizione di mettere questo strumento nelle mani di un buon cuoco, piuttosto che in quelle di un assassino prezzolato.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  AnonimoSchedato
14 Aprile 2021 12:12

Grazie

ton1957
ton1957
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 12:55

Si trovano coltelli fatti con schegge di pietra nelle caverne preistoriche, lo usavano per tagliare il pane che non sapevano neppure cosa fosse o serviva ad altro? gli eserciti di tutto il mondo li hanno in dotazione (nell’esercito li chiamano pugnali ma é la stessa cosa) li usano per tagliare il pane e spalmare la marmellata?
Per il resto, (piena occupazione e amenitá da paese delle meraviglie) lascio ai credenti le analisi e le buone novelle di Mosler, non mi occupo di teologia.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  ton1957
15 Aprile 2021 2:29

Dovresti spiegare meglio quello che intendi dire. La piena occupazione e’ un evento già esistito nel mondo ed esiste ancora in quelle economie prive di moneta e tassazione, dove se quando ti alzi la mattina non ti metti a darti da fare per procurarti da mangiare la tua vita sarà breve

anonimouso
anonimouso
13 Aprile 2021 17:47

una domanda: ma nel bilancio dello stato la voce che riguarda le coperture per passività future da CCF” non va specificato?

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  anonimouso
13 Aprile 2021 17:56

Guarda, parlando dei dogmi del “sistema euro”… dogmi che stanno cadendo uno dietro l’altro, dal patto di stabilità sospeso alla BCE che fa la banca centrale azzerando i tassi, devo dirti parlando di verità economiche, la spesa in deficit dello Stato anche fatta con i CCF e’ soggetta ai famosi moltiplicatori economici keynesiani, che se fatta sopratutto in situazioni recessive come la nostra, tale spesa avrà un ritorno tale che avremo benefici sia a livello di crescita economica che di gettito fiscale in grado di coprire i mancati introiti fiscali derivanti dai CCF. E’ solo questione di volontà politica.

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 4:07

sono d’accordo, però tecnicamente risulterebbe debito, anche se futuro, sul bilancio di previsione; secondo la mia opinione dovrebbero essere emessi da enti terzi che evitino grane alla ragioneria dello stato

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 4:12

Anche i 200 mld di extra deficit del 2020 sono debito sul bilancio, ma completamente assorbito dalla BCE. I CCF di fatto non sono debito perché sono emessi dal nulla. Chi li emette non ha importanza ma poi devono essere spesi con le politiche del governo… quindi

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 4:17

capito, ma il tentativo è di buggerare i vincoli europei una volta ripristinati e soprattutto evitare che la commissione sollevi eccezioni, o peggio proceda con infrazioni

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 4:27

Lo so però se concordiamo che la medicina e’ solo una, cioè fare deficit, in qualche modo lo dobbiamo fare sua nascosto che alla luce del sole

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 10:07

per fare deficit ad libitum ti devi blindare con almeno un paio di piani B o con un algoritmo AI, altrimenti sei soggetto ad attacchi multipli oppure fai come draghi, vendi l’anima (e la proprietà privata) al diavolo

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 9:02

Io direi completamente assorbito dai produttivi (i pochi che rimangono, peraltro), non dalla BCE.
Se la quantità di beni e servizi prodotti cala (e tanto, vedi turismo e ristoranti per un esempio eclatante) e la quantità di denaro aumenta (e tanto, 120 miliardi al mese di stampaggio fanno, per i 300 milioni di abitanti dell’eurozona, 400 euro a testa al mese, neonati compresi, diciamo mille euro a famiglia? Quasi lo stipendio medio!) la conclusione non può essere che una sola: aumento dei prezzi.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  AnonimoSchedato
14 Aprile 2021 12:15

Scusa, la BCE fa politica monetaria non fiscale, i soldi non arrivano a chi consuma ma al mondo finanziario, senza una spesa pubblica adeguata difficilmente arriverà l’inflazione.

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  Fabio
21 Aprile 2021 9:26

Ci sono tanti aspetti da considerare.

Io temo che la riduzione dei volumi porterà ad una dis-economia di scala che farà aumentare i prezzi e fallire molti che già lavorano al margine.
E’ la ricetta perfetta per la stagflazione.
La spesa pubblica a pioggia (le mitiche buche da scavare e poi riempire che certuni amano citare) è inefficiente e soprattutto arbitraria. Ridurrà ulteriormente il tenore di vita, a mio modesto parere. Come paese siamo caduti nella tagliola perfetta: ci fanno indebitare senza limiti (rimpndoci di pezzi di carta senza valore) e poi ci spolperanno di tutto quello che un valore ce l’ha (spiagge, terreni agricoli, immobili, aziende -quelle che restano- o i loro mercati, e via cantando).

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 8:43

Un modo elegante per parlare di MeFo. Concordo (anche se penso forse potrebbe bastare una banchetta, che so, MPS o Carige, in mano dello stato (senza averne la proprietà, tanto per evitar malpensanti) a prestare come se non ci fosse un domani il denaro generosamente stampato a piene mani dalla BCE).

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  AnonimoSchedato
14 Aprile 2021 10:00

bè, se lo hanno fatto i tedeschi vuol dire che si può fare 🙂
se non fossimo sotto osservazione almeno dal 2012, anno del fiscal compact e del pareggio di bilancio, potremmo tentare con la cdp o bancoposta

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 2:27

Si. Nella proposta di legge in parlamento so che vengono coperti con un capitolo del bilancio statale che si chiama “fondo per spese di incerta copertura”, ma quello che dice Megas sotto resta fermo.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 2:27

Si. Nella proposta di legge in parlamento so che vengono coperti con un capitolo del bilancio statale che si chiama “fondo per spese di incerta copertura”, ma quello che dice Megas sotto resta fermo.

Simsim
Simsim
13 Aprile 2021 19:10

Domanda prettamente tecnica. Il limite dell’inflazione secondo lei qual è ad oggi? Ha dati a riguardo? E seconda cosa, trattandosi di crediti fiscali, non c’è il rischio a lungo termine che questi svuotino la circolazione in euro lasciando scoperto il paese nei conti in valuta primaria? Sono i due primi punti critici che mi verrebbero in mente. Grazie.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Simsim
14 Aprile 2021 1:11

Rispondo alla prima domanda con la definizione di cosa e’linflazione: “ L’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi che porta alla diminuzione del potere d’acquisto della moneta”…. tenga presente che da anni siamo in deflazione, cioè il contrario dell’inflazione, e siccome l’economia e’ sempre una questione di equilibrio, in questo caso dovremmo gioco forza tendere all’inflazione per raggiungere tale equilibrio.
I crediti fiscali proposti sono in euro….. sono euro, non sono una moneta diversa dall’euro. Casomai quando la gente vedrà che funziona, sarà molto più difficile per i nostri politici ritornare alla fase in cui non era loro permesso fare politiche fiscali. A quel punto rimane il problema della politica monetaria, che oggi sta facendo la BCE, ma se dovesse smettere, e’ essenziale avere in tasca un piano B per uscire. Perché non dimentichiamoci che il nostro paese e’ utilizzatore dell’euro e non emettitore ed il nostro governo non ha un controllo diretto del soggetto che lo emette, ossia la BCE. Spero di essere stato chiaro… altrimenti chieda pure. Buona giornata

Simsim
Simsim
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 3:56

Diciamo che la domanda era mal posta e forse le ho chiesto pure un dato difficilmente calcolabile da comune cittadino fuori le istituzioni. Mi chiedevo quanti crediti fiscali fossero emettibili prima di vedere l´inflazione risalire. Saranno anche euro, ma fatta 100 la massa fiscale sostituibile, se emettessi 100 avrei quasi certamente un surplus di crediti in giro a fine anno. Non rischiamo, in teoria, in qualche anno di avere esclusivamente tasse pagate con questo sistema e quindi un problema di liquiditá reale per lo stato a quel punto? Chiedo per curiositá, é l´ennesima volta che leggo di un sistema simile, ma non ne ho mai agganciato fino in fondo l´utilitá di lungo periodo (mentre quella immediata é chiarissima naturalmente, ed é un istantaneo aumento di liquiditá nel sistema).

E grazie naturalmente.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  Simsim
14 Aprile 2021 5:29

L’inflazione non è un fenomeno meramente monetario ma dipende dalla disponibilità di risorse non impiegate nell’economia reale. Con la disoccupazione giovanile al 30% è difficilissimo avere inflazione. La BCE non riesce a raggiungere il 2% di inflazione da quando esiste, perché i trattati dei LEUropei prevedono di tenere alta la disoccupazione in modo da svalutare il lavoro.

Ci possono essere fiammate inflattive di breve periodo legate a tensioni geopolitiche, oppure inflazione di asset, vedi i prezzi delle case in germania che schizzano in alto perché la liquidità del QE ed i surplus commerciali vengono investiti in rendite finanziarie [immobiliari].

Ma l’idea che la quantità di moneta che circola genera inflazione è una bugia. La BCE ha un bilancio che ormai è quasi il 50% del PIL dell’Eurozona e di inflazione non c’è traccia. Perché non c’è lavoro, la gente non spende, la moneta non circola (la velocità di circolazione della moneta da quando siamo nell’Euro scende).

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Simsim
14 Aprile 2021 4:12

il circolante attualmente è un problema per lo stato perchè lo deve richiedere all’eurosistema con tutte gli svantaggi del caso. Questo penso sia uno dei motivi per cui il governo spinge per eliminare il contante mentre la ue lo difende

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 5:02

No, non è un problema di contante…. oggi la maggior parte sono numeri elettronici, lo Stato non spende in contanti. Il problema è la politica fiscale, cioè la possibilità di poter fare tutto il deficit necessario tenendo presente il target della piena occupazione ed il limite dell’inflazione

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Simsim
14 Aprile 2021 4:19

Guardi rispondo volentieri alla seconda domanda, come scritto nell’articolo la politica fiscale, ossia la spesa pubblica, crea spazio fiscale (cioè per far sì che tu possa pagare le tasse, prima te li devo dare i soldi per pagarle)…. poi dobbiamo considerare tutti i moltiplicatori keynesiani che crea la spesa pubblica, quindi il problema non sussiste, sopratutto in un paese come il nostro in recessione da molti anni dove se immetti un euro nel posto giusto verrà subito speso.
Per quanto riguarda la prima domanda, prevedere quando arriverà l’inflazione e’ come prevedere quando nevicherà, certamente oggi siamo in deflazione con alta disoccupazione e risorse inutilizzate, quindi ad oggi non è ipotizzabile una inflazione classica almeno prima che non risolviamo i punti sopra citati.

Pepito Sbazzeguti
Pepito Sbazzeguti
Risposta al commento di  Simsim
14 Aprile 2021 5:29

L’inflazione non è un fenomeno meramente monetario ma dipende dalla disponibilità di risorse non impiegate nell’economia reale. Con la disoccupazione giovanile al 30% è difficilissimo avere inflazione. La BCE non riesce a raggiungere il 2% di inflazione da quando esiste, perché i trattati dei LEUropei prevedono di tenere alta la disoccupazione in modo da svalutare il lavoro.

Ci possono essere fiammate inflattive di breve periodo legate a tensioni geopolitiche, oppure inflazione di asset, vedi i prezzi delle case in germania che schizzano in alto perché la liquidità del QE ed i surplus commerciali vengono investiti in rendite finanziarie [immobiliari].

Ma l’idea che la quantità di moneta che circola genera inflazione è una bugia. La BCE ha un bilancio che ormai è quasi il 50% del PIL dell’Eurozona e di inflazione non c’è traccia. Perché non c’è lavoro, la gente non spende, la moneta non circola (la velocità di circolazione della moneta da quando siamo nell’Euro scende).

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Pepito Sbazzeguti
15 Aprile 2021 2:35

Sempre professionale come al solito

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 4:50

un’idea potrebbe essere un moltiplicatore endogeno, legando la loro emissione ad una stable coin statale virtuale con il duplice scopo di incentivare il loro utilizzo e soprattutto la loro accettazione e, al tempo stesso, differenziandoli dall’euro vero e proprio in modo da agevolarne la loro “comprensione”. Complicato ma fattibile

AnonimoSchedato
AnonimoSchedato
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 8:52

Permettimi, la deflazione c’è solo per chi crede ai numeri ufficiali.
Chi fa la spesa tutti i giorni ha capito che è una falsità statistica.
E comunque è finita. I numeri che si vedono all’inizio della catena (prezzi delle materie prime, prezzi alla produzione) dimostrano che l’inflazione, quella vera a due o tre cifre, sta già arrivando. Questioni di mesi, se non settimane.

Marco Lobba
Marco Lobba
14 Aprile 2021 2:03

Fabio trovo un tuo articolo qua, di solito sei da Mitt Dolcino , sei venuto qua perche’ CDC ha piu’ visibilita’ del sito di Mitt? Hai fatto bene comunque CDC ha piu’ visibilita’ ed e’ piu’ conosciuto

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Marco Lobba
14 Aprile 2021 2:23

Ciao Marco, mi fa piacere vederti anche qua. Guarda il mio non è stato assolutamente un calcolo di visibilità. Anche se e’ importante che più persone conoscano la verità. La questione è più complessa, diciamo che a qualcuno non piaceva il mio modo crudo di esporre la verità. Sai oggi viviamo ancora nel mito del “politically correct”…. dove si da molta più importanza alla forma che ai contenuti. Personalmente credo che i tempi crudi che stiamo vivendo debbano privilegiare la verità sotto ogni forma in cui viene espressa, anche la più cruda.
Poi qui ci sono amici di vecchia data con chi siamo partiti insieme nella diffusione della MMT oltre dieci anni fa…. parliamo la stessa lingua.
A presto

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Marco Lobba
14 Aprile 2021 2:23

Ciao Marco, mi fa piacere vederti anche qua. Guarda il mio non è stato assolutamente un calcolo di visibilità. Anche se e’ importante che più persone conoscano la verità. La questione è più complessa, diciamo che a qualcuno non piaceva il mio modo crudo di esporre la verità. Sai oggi viviamo ancora nel mito del “politically correct”…. dove si da molta più importanza alla forma che ai contenuti. Personalmente credo che i tempi crudi che stiamo vivendo debbano privilegiare la verità sotto ogni forma in cui viene espressa, anche la più cruda.
Poi qui ci sono amici di vecchia data con chi siamo partiti insieme nella diffusione della MMT oltre dieci anni fa…. parliamo la stessa lingua.
A presto

Annibal61
Annibal61
14 Aprile 2021 2:49

Da 40 anni a questa parte il paese viene continuamente saccheggiato nel silenzio generale con interessi a strozzo sul debito pubblico veicolati dalle aste marginali BTP, alta e bassa burocrazia dai costi economici folli, spese NATO a favore U$A, politica estera a favore di Israele, politica economica nazionale a favore della Germania, sudditanza estrema e imbarazzante verso pochi oligarchi come Soros, Bill Gates, Elkann…Eddove volete ndà? Chi può emigri…Lo sviluppo dell’ Italia passa dal superamento delle condizioni capestro poste dalla resa incondizionata 1943 spacciata come vittoria dalle attuali forze di sinistra, l’ uscita dalla NATO, l’ uscita dall” Euro, la riconquista della Libia come regione nazionale…

Rossi Mario
Rossi Mario
14 Aprile 2021 1:32

“in pratica, ti ritrovi con la tua casa completamente nuova senza tirare fuori neppure un euro dalle tue tasche”Ne sei sicuro?Se fai un lavoro da 100 mila euro,ne paghi,minimo 30 mila.E’ stato fatto come al solito per aiutare le banche e non i cittadini.Se volessero agire in altro modo,l’avrebbero fatto senza aspettare i suggerimenti di molti pseudo economisti della mmt..

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Rossi Mario
14 Aprile 2021 1:55

Guarda nel mio condominio ho fatto lavori per un milione di euro, pagato zero. Certo mi risulta che alcune imprese stiano facendo i furbi, ma basta segnalarle al Ministero. La legge e’ chiara e dice chiaramente cosa e’ compreso nei lavori e se tu, ti attieni alla legge non tiri fuori un euro, e’ previsto perfino il 10% che si becca la banca in 5 anni scontando i crediti fiscali.
Certo questa misura ha un impatto solo su determinati soggetti, ma il mio intento e quello della campagna e’ di usare questo strumento per fare spesa pubblica finalizzata alla ripresa dei consumi e della piena occupazione, cioè che vada a finire nelle tasche di piccole imprese e famiglie….. con politiche di sostegno ai redditi da lavoro dipendente sotto i 1500 euro…. con un aggiunta di 300 euro mensili, politiche a sostegno di piani di lavoro garantiti per coloro che sono senza occupazione e riduzione del cuneo fiscale per le piccole aziende.
Spero di essere stato chiaro e grazie per avermi consentito di precisare

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 4:36

presumo che sotto di sia la volontà da parte del governo di “ristorare” il sistema bancario italiano, anche per via dei btp in pancia che hanno dovuto acquistare, secondo lo schema perverso inventato sotto la guida draghi

Ital Ucni
Ital Ucni
14 Aprile 2021 4:16

anni 2000 sistema finanziario al collasso =guerra al terrorismo partenza 11settembre2001 anni 2007 sistema finanziario al collasso = crisi mutui subprime anni 2015/2020 sistema finanziario al collasso = pandemia mentre nei primi due casi ,si e` potuto intervenire parzialmente con stampa di cartamoneta a livelli record ,nel terzo caso quello attuale la sola stampa di cartamoneta non avrebbe piu sorto nessun effetto ,per quanto ampia sarebbe stata, nel modello attuale si punta a innalzare la inflazione ,portandola a 2 cifre ,cosa che fino ora a livello occidentale ,da almeno 20 anni langue. per innalzare l inflazione serve principalmente un fattore ,La piena occupazione ,la stampa di denaro da sola non puo centrare simile obbiettivo ,l unico modo per ridimensionare lo squilibrio finanziario attuale e` innalzare l inflazione a livelli di due cifre per un decennio ,quindi stampa di moneta ,finanziamento di lavori pubblici a gogo ,=piena occupazione = rivendicazioni salariali = inflazione = diliuzione del valore del debito La teoria dice questo ,vediamo cosa avviene p.s. purtroppo i trattati che ci sono in essere e quelli che verranno ,per limitare il riscaldamento globale ,sono di ostacolo ,per un piano che prevede di investire in lavori pubblici ,che porterebbero a cascata… Leggi tutto »

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  Ital Ucni
14 Aprile 2021 4:21

Concordo

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  Ital Ucni
14 Aprile 2021 4:41

purtroppo mica siamo la francia, la decisione è politica come dice fabio

Ital Ucni
Ital Ucni
Risposta al commento di  anonimouso
14 Aprile 2021 6:08

quello che ho detto ha poco a vedere con le decisioni dell Italia ,che in questo caso e` solo un semplice partecipante/spettatore

Pfefferminz
Pfefferminz
Risposta al commento di  Ital Ucni
14 Aprile 2021 9:25

“per innalzare l’inflazione serve principalmente un fattore…”

Questo fattore è l’helicopter money che verrà erogata come reddito minimo universale a chi avrà perso il lavoro o l’attività in seguito alla “pandemia”, esattamente come previsto dal Great Reset.

gix
gix
14 Aprile 2021 3:10

Tutto interessante e sicuramente da tenere in considerazione per eventuali emergenze che dovessero richiedere appunto piani B, per crolli non preventivati, o almeno non previsti nei tempi e nei modi. Il problema è che oggi, a quanto pare, i piani B vengono messi in cantina, in nome di una presunta abbondanza che magari vale per sistemare alcune contabilità, tipo quella degli Stati, ma non certo quella delle famiglie e dei cittadini, specie quelli vessati dalla pandemia. Riguardo al debito, mi viene da fare alcune considerazioni, con relativi dubbi. Qualche giorno fa, ho sentito Malvezzi parlare di una cosa che ho sempre sospettato e che ho toccato con mano, nel momento in cui ne ho avuto a che fare direttamente, ovvero che il bilancio dello Stato, nonchè di gran parte degli enti pubblici, è sostanzialmente falso, o falsato, che dir si voglia. Questo perchè ci sono una montagna di crediti inesigibili, Malvezzi parla addirittura di circa 1000 miliardi di euro negli ultimi venti anni circa, che gonfiano in maniera abnorme e irrealistica il bilancio dello Stato e quindi anche la sua spesa. Ora, a parte che, per quanto mi ricordi, secondo la vecchia Contabilità di Stato, i crediti inesigibili dopo due… Leggi tutto »

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  gix
14 Aprile 2021 4:25

Non ho ascoltato Malvezzi, ma se si riferisce ai 1500 mld di debiti con equitalia, ha fatto un ragionamento giustissimo. Del resto 30 anni di surplus governativi consecutivi (cioè lo Stato preleva dalle nostre tasche più soldi con le tasse di quelli che mette con la spesa pubblica), non potevano portare che a questa logica conseguenza

danone
danone
14 Aprile 2021 7:16

Il merito della MMT è spiegare e far capire che la moneta fiat, mezzo di scambio creato dal nulla, non ha i limiti che ci raccontano le autorità monetarie, legati alla definizione di bene di valore, scarso, non essendo un valore, men che meno scarso. La moneta fiat sono semplici simboli numerici emessi dal nulla, potenzialmente all’infinito, non avendo reali limiti di emissione, se non quelli di ordine politico, legati all’allocazione delle risorse monetarie fiat stesse, oppure può avere limiti legati alla monetizzazione di una economia reale depressa da limiti reali, legati alla disponibilità, nel territorio di circolazione, di risorse reali, energetiche, occupazionali, di competenze, etc. Il punto debole della MMT, a mio modo di vedere, è legato all’uso dello strumento fiat come mezzo di pagamento, che in sostanza è il medesimo delle autorità monetarie odierne, e cioè considerare dei semplici numeri emessi dal nulla, ancora beni di valore, in grado di adempiere alla funzione di riserva e misura del valore, poichè la moneta fiat viene ancora riconosciuta da tutti, aimhè, come una merce avente valore, invece di riformare lo strumento monetario fiat e considerarlo come semplice unità di conto senza valore, avente funzione di informazione contabile, in grado di… Leggi tutto »

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  danone
14 Aprile 2021 7:24

La MMT sostiene quello che hai descritto tu…. non sostiene affatto che la moneta e’ un valore, ma semplici numeri che servono a regolare l’economia e gli scambi

danone
danone
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 7:48

Se fosse come dici, non si potrebbero usare dei numeri emessi dal nulla, senza valore, come dei mezzi di pagamento, ma come ho chiarito nel mio commento, dovrebbero essere intesi come unità di conto. Questo cambia la natura stessa del mezzo e le sue funzioni. L’uso contabile dell’unità di conto è quello più aderente ai fatti reali, è il più logico e scientificamente dimostrabile. La teoria del valore indotto per convenzione, non è sostenibile da nessun metodo scientifico o percorso logico oggettivo.
Poi è chiaro che ognuno può fare o pensare come vuole, ma questa è già la logica utilitaristica che usa il sistema, noi dobbiamo produrre percorsi logici legati alla verità logica, non legati alla verità utilitaristica di mercato.

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  danone
14 Aprile 2021 7:53

Rimane il problema di far accettare un numero senza valore e questo te lo spiega la MMT, l’accettazione avviene per mezzo della tassazione, e’ tramite questo strumento che lo Stato può far sì che ottenga chi lavora per lui. Per il resto rimane un pezzo di carta od un numero elettrico su un computer.

danone
danone
Risposta al commento di  Fabio
14 Aprile 2021 8:38

L’accettazione del mezzo di scambio sulla fiducia è determinante anche per me, e infatti la moneta è, fra le altre cose una convenzione a cui aderiamo. L’adesione ad una convenzione, può avvenire per legge, come oggi, ma è un imperio, quindi non è una strada percorribile per proposte alternative libertarie, oppure si basa sulla credibilità di chi la propone e sulla credibilità-serietà delle regole convenzionali, che andremo a sottoscrivere con l’impegno di rispettarle. Al di là delle norme o regole che andranno a sanzionare gli eventuali trasgressori, regole che dovranno esserci, come in ogni progetto alternativo di convenzione monetaria, credo che l’ingrediente più importante per ottenere fiducia, sia la prova certa, comprovata dai fatti, che la convenzione, alla quale si andrà ad aderire, sia conveniente realmente sottoscrivere. L’uso della moneta fiat come unità di conto senza valore, emessa e circolante all’interno di sistemi contabili è la proposta oggettivamente più conveniente ad ora disponibile, essendo ad oggi, l’unico sistema che garantisce la possibilità dell’auto-emissione del mezzo stesso, all’interno di regole e logiche di funzionamento assolutamente più aderenti ai fatti economici reali, in rapporto alle narrative mainstream del sistema monetario attuale, ma anche in rapporto alla MMT stessa, che io vedo solo… Leggi tutto »

Fabio
Fabio
Risposta al commento di  danone
14 Aprile 2021 10:11

Fai bene a studiare e cercare soluzioni nuove ma parti dal presupposto che la moneta fiat esiste almeno da 5000 anni…. e pensa quanti altri avranno provato a trovare una soluzione nuova ed alternativa.
Comunque questa tua idea mi incuriosisce….. tienimi aggiornato.