Cambiare frequenza

Cambiare frequenza

Una piccola e antica chiesa in centro a Firenze, ieri sera.
Nessuna illuminazione artificiale.
Solo la luce di tantissime candele a rischiarare il buio, mentre da un pianoforte a coda nero risuonava potente la musica di Ludovico Einaudi.
Per circa un’ora le note hanno azzerato i pensieri, trapassato la pelle, il cuore, il respiro.
Fino a giungere alla parte più profonda dell’anima.

È stato un momento di commovente bellezza.
Indimenticabile.
Prezioso.
Salvifico, direi.
Sì, perché è proprio quando attraversiamo un periodo di maggiore fatica e difficoltà che diventa necessario fermarsi un attimo e cambiare frequenza, mettendosi alla ricerca di qualcosa che possa essere un buon nutrimento per l’anima e la mente.

Queste pause dedicate all’arte (qualsiasi tipo) e in cui, comunque riusciamo a immergerci in qualcosa di bello che ci rende felici, che ci fa vibrare l’anima, che ci fa stare bene (ognuno ha il suo modo, può essere anche semplicemente un rifugiarsi nella natura), non sono tempo perso, non sono un optional.
Servono a spezzare una routine divenuta poco salutare, aiutano a ritrovare la carica.

Dovremmo sforzarci di ritagliare periodicamente, anzi più spesso possibile, uno spazio dedicato alla bellezza.
Per vivere più intensamente.
Per tendere all’armonia e all’equilibrio.
Per riattivare la potenzialità di guarire perché, mentre stiamo ascoltando, guardando o facendo qualcosa di bello, produciamo endorfine che potenziano il sistema immunitario.
E ciò permette anche di ritemprarci e poi tornare alle occupazioni quotidiane più centrati e più forti di prima.

Mente, anima e corpo sono intrecciati e si influenzano continuamente.
Non dimentichiamolo.

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VB

Commenti (2)

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    1. fuffolo 25 febbraio 2023

      La frequenza di Schumann, il respiro della terra, a 7.8 Hz

    1. maghi 25 febbraio 2023

      a me basta sedermi di fronte al Santissimo esposto in una delle poche cappelle dell'Adorazione Eucaristica
      Perpetua e, pregando, se ce la faccio, o anche solo standomene tranquillo, cercando di non pensare alle schifezze del mondo, ma a Dio, torno ad essere me stesso, a ritrovare l'equilibrio mentale, la pace interiore promessa da Gesù a tutti coloro che prendono sulle loro spalle il suo carico leggero, che è la fede in Lui, che è fidarsi di Lui: Matteo 11, 28-30 (28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.
      29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;
      30 poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero). Ma attenzione ai sacerdoti e ai religiosi di tutte le fedi, perchè i più oggi sono lupi travestiti da pecore, che appena possono vi sbranano spiritualmente per portarvi via l'anima coll'intento di donarla al loro signore e padrone, il demonio. Vi circuiscono per cercare di portarvi via i beni materiali e una volta ottenuto il loro scopo, se uno non se ne accorge, è pronto per l'inferno, perchè l'indipendenza materiale può fare l'uomo schiavo della materia coll'avidità e la superbia, ma lo rende libero, se riesce ad usare dei beni che Dio gli ha concesso, senza farsi condizionare dai vizi prima accennati e ad utilizzarli per il bene proprio, dei propri cari e di quello anche degli altri, ma solo dopo aver tenuto conto del tuo prossimo più prossimo, cioè sè stesso e i propri cari. Questo discorso di amare il prossimo è un bel cavallo di troia per rovinare i polli che vanno in cerca di Dio in tutte le religioni, tanto la circonvenzione di incapace non viene applicata, perchè uno viene indotto a privarsi volontariamente dei propri beni terreni per andare in Paradiso, ma non c'è Paradiso per gli imbecilli e i tonti, nè qui, nè, forse, nell'aldilà.

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